Adelaide di Borgogna: ossia Ottone, re d’Italia

The More I learn, the Less I Know

Adelaide di Borgogna: ossia Ottone, re d’Italia

(Adelaide of Burgundy: or Otto, King of Italy)
Opera in Two Acts
Libretto by Giovanni Schmidt


Cast of Characters

Ottone(Otto I), emperor of Germany (Contralto)
Adelaide, widow of Lotario (Soprano)
Berengario (Bérenger), father of Adalbert (Bass)
Adelberto(Adalbert) (tenor)
Eurice, wife of Bérenger (mezzo-soprano)
Iroldo (in history Attone), now governor of Canossa (Tenor)
Ernest, offical of Otto (Tenor)
Chorus of Bérenger’s soldiers, warriors of Otto, Ladies, People

The scene is partly laid in the ancient fortress of Canossa near Lake Garda, and partly in Otto’s camp. The action is in the year 94

Translator’s Note

[Adelaïde de Bourgogne, also known as Adelaide of Italy, daughter of Rudolph II of Burgundy and Berthe of Swabia, was born ca. 931 in Orbe, Switzerland, and was married at fifteen to Lotario, heir to Hughes d’Arles, king of Italy, who himself is said to have violated her before is son’s marriage. In 946, Lothario was poisoned and his throne usurped by Berenger II, Marquis d’Ivrée. The latter and his wife, Eurice, to compel Adelaide to marry their son, Adalbert, imprisoned and mistreated her. She managed to escape to the fortress of Canossa, and when Béranger laid siege to it sent for help to the German emperor Otto I. He defeated and deposed Bérenger in 951, and then married her. Otto then became also King of Italy, and after dealing with unsettled political conditions in Germany, was in 962 crowned Holy Roman Emperor by Pope John XII, who also proclaimed Adelaide “Empress,” the first in medieval history. The couple had four children, but Otto died in 973. Adelaide was influential in the court, but in 978 had to seek refuge with her brother, the king of Burgundy, owing to conflicts with her son, Otto II, and daughter-in-law, Theophano, a Byzantine princess. In 983, shortly before Otto’s death, she reconciled with her family, and she and Theophano protected her grandson, the future Otto III, only three years old at the time, against enemies. When Theophano died in 991, Adelaide acted as regent until Otto’s majority in 995. She founded numerous monasteries, including at Seltz in Alsace, where retired and died in 999. A century later she was canonized by Pope Urban II, her feast celebrated on December 16. She is said to aid those help with family problems.]

By the librettist:

ARGUMENT

Lothario, first king of Italy, was poisoned by Bérenger, who has usurped the crown. Adelaide of Burgundy, widow of the unhappy prince, has secluded herself in Pavia to escape persecution by Bérenger, who wishes to force her to marry Adalbert, his son and heir to the throne. There she has been besieged and, close to falling into the hands of the usurper, is saved again by the hand of Adelardo in the fortress of Canossa, where Attone, partisan of the piteous Adelardo, has long been defending her. Unable to resist Bérenger, who is laying siege, the poor woman asks for aid from Otto the Great, the German emperor, the most powerful prince of those times, offering him her hand and ceding the rights which are due her. Otto marches rapidly to Lombardy, frees Adelaide and, returning to his kingdom with her, takes her as his wife.

This important incident in Italian history recounted by Liutprando, [Carlo] Sigonio, [Ludovico Antonio] Muratori, and [Carlo] Denina, provided the subject of the present drama. The author has preserved as much as possible of historical truth and depicted the characters as writers on Italian subjects have handed them down to posterity. Bérenger and Adalbert were cruel and treacherous; Adelaide generous and sensitive; Otto magnanimous, but not sufficiently prudent; and as such it seemed proper to present them on the stage. Where their historical verisimilitude is concerned, the deceit of Bérenger and the loyalty of Otto are justified; bearing in mind that one was obliged to write in Italy about an Italian event that happened in times not as remote as the subjects or classical dramas, the public will forgive the simplicity of the plot, which nonetheless does not conflict with with previous accounts.

ATTO PRIMO
Interno della fortezza di Canosso, ingombra da macchine di guerra.

Scena Prima
Il popolo è sparso per la scena in attitudine del più amaro dolore. Iroldo è confuso nella folla, afflitto e spaventato. Berengario co’ suoi guerrieri è in atto di chi entra trionfante in città nemica.

Coro di Popolo
Misera patria oppressa
Chi ti darà sostegno?
Tradita principessa,
Speme non hai di regno.
In sì fatal sciagura
Chi mai ci assisterà?

Coro di Guerrieri
(a Berengario)
Aprì la chiusa terra
Al tuo valor le porte.
A contrastarti in guerra
Braccio non v’ha sì forte;
Vinta Adelaide, al fine
A te piegar dovrà.

Iroldo
(Infelice! in tal cimento
Più speranza, oh Dio! non hai,
Di salvarti invan tentai;
Né salvarti Otton potrà.)

Coro di Guerrieri
Adelaide a noi si appressa.

Coro di Popolo
(Sventurata principessa!)

Berengario
(Simular mi converrà.)

Scena Seconda
Adelaide vestita a lutto, seguita da Adelberto, e
detti.

Adelaide
(ad Adelberto)
Lasciami: in te del padre
Vedo il reo core espresso.
(a Berengario)
Vieni: il secondo eccesso
Compi, tiranno, in me.

Berengario
O sempre a me nemica!
Non accusarmi, e cedi.
La mia discolpa vedi:
Tutta ho l’Italia al piè.

Adelberto
Ah! non voler che duri
Eterno in noi lo sdegno.
Dammi la destra: il regno
Dividerò con te.

Adelaide
Era pur mio quel trono;
Esser ancor può mio.

Berengario
Offrir lo posso in dono;
Perderlo non poss’io.

Adelberto
Né te giammai con quello
Rapirmi Otton potrà.

Adelaide
(Dio, che m’ami in tal cimento
Di costanza e di valore,
L’invocato difensore
Non negarmi, per pietà.)

Berengario e Adelberto
(La superba in tal cimento
Copre invano il suo timore.
L’invocato difensore
Spera ancor; ma non l’avrà.)

Adelberto
Ah! crudel, non lusingarti
Ch’io ti lasci ad altri unita.

Adelaide
Taci… fuggi; al sol mirarti,
A vendetta il cor m’invita.

Berengario
E pretendi…

Adelaide
Odiarvi ognora,
Finché spirto avrò di vita.

Berengario
Insensata! insulti ancora?
Guardie, olà! sia custodita.

Berengario e Adelberto
Se da noi ricusi amore,
Donna audace, il mio furore
Sul tuo capo piomberà.

Adelaide
(ad Adelberto)
Io t’aborro nell’amore,
(a Berengario)
Ti disprezzo nel furore;
L’alma mia timor non ha.

Coro generale
Cedi, o donna, e senti in core
Di te stessa almen pietà.

Adelaide parte fra le guardie.

Scena Terza
Berengario, Adelberto, Iroldo e seguito.

Berengario
Tu, che non hai coraggio
Di alzar la fronte a Berengario in faccia,
Traditor ti ravviso: Iroldo sei,
Tu quel fellon che osavi
Scudo impotente farti
Alla regina, e in suo favore armarti.

Iroldo
Io traditor! Forse a Lotario diedi
Morte fra l’ombre e n’occupai lo stato?
Per l’innocenza armato
Pugnai…

Berengario
Facesti più: tu messaggiero
A principe straniero,
Contro la patria ne implorasti il brando
Imenei patteggiando.
Negoziator codardo! agli occhi miei
T’ascondi, e pensa che in mia man tu sei.

Iroldo parte.

Scena Quarta
I suddetti, poi Eurice frettolosa.

Berengario
Nostra è l’Italia. Or, via, che temi?

Adelberto
È voce
Che Otton fu visto del Tirolo i gioghi
Con grand’oste varcar. Che fia s’ei giunge?
La nostra gente è lunge.
Deboli siam…

Berengario
Chi vedo!

Adelberto
Eurice arriva
Dal nostro campo.

Berengario
A noi che reca?

Eurice
In grave
Periglio siamo.

Berengario
Ebben…

Eurice
In questo punto
Presso il Lago di Garda Ottone è giunto.

Berengario
Oh ciel! che ascolto!

Adelberto
Io tel diceva: opporsi,
Disperati pugnar…

Berengario
Pugnar tu vuoi,
Per non poter nulla tentar dappoi?

Adelberto
E restar neghittosi?…

Berengario
Io lungamente
Volsi un disegno in mente
Necessario, opportuno. Usar l’inganno,
Non la forza conviene.

Adelberto
E qual?

Berengario
D’Ottone
Addormentar, con finto
Desìo di pace, il vigil guardo. Al campo,
Adelberto, ne andrai. Tutto il disegno
Aperto io ti farò; nulla perdiamo,
Seguimi, ed opra a mio voler.

Adelberto
Andiamo.
Partono.

Scena Quinta
Veduta del Lago di Garda: in lontano la fortezza di Canosso. I soldati alemanni si accampano e piantano le tende. Coro di soldati.

Coro
Giunse a noi la voce e il pianto
D’innocenza sventurata.
A cangiar tua sorte ingrata,
O regina, è Otton con te.
Sorgi, sorgi: al Ciel chiedesti
Un soccorso, e il Ciel lo diè.
La fortuna a te nemica
Ti strappò lo scettro e il serto.
Il tuo cor tremante, incerto,
Nel suo duolo assai già fu.
Sorgi, sorgi! a te fia scudo
D’un possente la virtù.

Scena Sesta
Ottone con seguito, e detti.

Ottone
Oh sacra alla virtù, sacra al valore
Terra augusta, io ti premo. Ah! quante all’alma,
Quai solenni memorie! Aura si desta
Che a magnanime imprese il core accende.
Di tue crude vicende
L’aspro tenor pietade in sen m’ispira.
Io di Lotario estinto
La vedova dolente a’ suoi tiranni
Ho giurato involar. Tergi, sì tergi,
Sventurata Adelaide, il pianto omai:
Salva, lo giura Otton, salva sarai.
Soffri la tua sventura
Per pochi istanti ancora.
Questo mio labbro il giura.
Sì, l’oppressor cadrà.
Fia pari al mio trionfo
La tua felicità.
Amica speme
Al cor mi dice
Che alfin felice
Teco sarò.
Ch’ogni tuo palpito
In un momento
In bel contento
Cangiar vedrò.

Scena Settima
Ernesto, Ottone e seguito; indi Adelberto.

Ernesto
Signor, al campo è giunto
Il principe Adelberto. Un sol momento
Favellarti desìa;
Lo stesso Berengario a te l’invia.

Ottone
Venga.
(Ernesto parte)
Che dir potrà? Più che la forza,
Giova ad essi l’inganno. Io non pavento
Il nemico che armato a me si svela;
Ma paventar degg’io quel che si cela.

Adelberto
Benché di tante schiere
Cinto arrivi, o signor, e intorno gridi
Verace fama perché vieni a noi,
Pace rechiamo a te, se pace vuoi.

Ottone
Pace vogl’io. Chi può negarla? Io bramo
A questo suol donarla, e l’armi io vesto
Per sì nobil desir. Se il vero a voi
Fama parlò, nulla più dir poss’io.

Adelberto
Molto ascolta, signor, dal labbro mio.
Fissa il popolo tutto
Lo sguardo in te. Che de’ suoi regi a danno
Ti movevi, sapea prima che i monti
Varcassi armato; non si oppose, e sai
Quanto opporsi potea. Grido si spande
Che giusto al par che grande
D’Ottone è il cor, che ti saresti accorto
Che alcun t’inganna, e che t’armasti a torto.

Ottone
E qual per nobil core
Ragion più giusta che a salvar gli oppressi
Cinger la spada? D’Adelaide il pianto, l’usurpata corona, a tradimento
Il buon Lotario spento
Han gridato vendetta, ed in brev’ora…

Adelberto
Ah! che Adelaide non conosci ancora.
Ambiziosa e fera
Alma si asconde in lei. Ben altrimenti
Di Lotario infelice della sposa
Si favella fra noi. Ah! tolga il cielo
Che opporle io voglia così rio delitto.
Soffri che solo il dritto,
Onde l’italo seggio a noi si aspetta,
Signor, ti faccia aperto.

Ottone
Diritti Berengario ed Adelberto?
Dimmi: degli avi vostri
Alcun regnò perché i nepoti un giorno
Reclamassero il trono?

Adelberto
E di Lotario
Forse gli avi regnar?

Ottone
Ugo regnava.

Adelberto
Ma perdé la corona.

Ottone
E chi la tolse?

Adelberto
La debolezza sua.

Ottone
Dite piuttosto
La perfidia di voi.

Adelberto
Perfidia chiami
Salvar la patria dalla sua ruina?
Era a perir vicina
In man d’Ugo l’Italia: ella si scosse,
E spontanea gittonne il serto al piede.

Ottone
Ma lo ritolse ed a Lotario il diede.
Voi l’uccideste allor. Noti a ciascuno
Son d’Adelaide i mali e i lunghi errori.

Adelberto
Ma la discordia ignori
Che fomenta fra noi. Credi: quell’alma
È rea più che non pensi, e al paro indegna
Ch’io fino a lei m’abbassi,
Che tu stesso, o signor, giammai l’amassi.

Ottone
Qualunque sia, voglio vederla. Io venni
Suo difensor, e della gran contesa
Il giudice sarò.

Adelberto
Giudice farti
Tra quel che in fronte ha la corona e quello
Che corona non ha, signor, potrai?

Ottone
Difendo il dritto; chi lo vanta il sai.
Vive Adelaide in pianto:
Tu sei felice in soglio.
Basta: vederla io voglio;
non puoi celarla a me.

Adelberto
Sì, la vedrai. Ma senti:
Non ti fidar cotanto.
Giunge di donna il pianto
Ad ingannare un re.

Ottone
(O mio furor ti frena,
Cedi a prudenza il loco.)
Conoscerò fra poco
L’ingannator qual è.

Adelberto
(O mio furor ti frena,
Cedi a prudenza il loco.)
Conoscerai fra poco
L’ingannator qual è.

Adelberto
Noi deponiamo il brando,
Pace t’offriam, se vuoi,
Tra la regina e noi
Chi ti potrà ingannar?
(Ah! trattar potendo l’armi,
Quanto costa il simular!)

Ottone
Depongo io pure il brando,
Pace sia pur fra noi.
Fra la regina e voi
Ondeggio in giudicar.
(Ah! trattar potendo l’armi,
Quanto costa il simular!)

Adelberto
Amico ricetto
Io t’offro in Canosso.
(Dell’alma il dispetto
Frenare non posso.)
Eterna, verace,
Ci unisca la pace,
E nodo ci stringa
Di salda amistà.
(L’indegna lusinga
Tradita sarà.)

Ottone
L’amico ricetto
M’è grato in Canosso.
(Dell’alma il sospetto
Celare non posso.)
Sì, pura e verace
Ci unisca la pace,
E nodo ci stringa
Di salda amistà.
(L’indegna lusinga
Tradita sarà.)
Partono.

Scena Ottava
Vestibolo. Eurice.

Eurice
Alcun non giunge… Incerta io sono… Ah! forse
S’è tradito Adelberto, e la possanza
D’Otton sfidò. Desìo di regno e tema
Mi straziano a vicenda. Ah! non ti avessi
Mai posseduto, mai, neppure un giorno,
O funesta corona,
Se il fato mi ti toglie e altrui ti dona.

Scena Nona
Berengario e detta.

Berengario
Cadde nel laccio Ottone: il nostro intento
Adelberto compì. Fra poch’istanti
Giunge col figlio nostro Ottone stesso.

Eurice
Da mille dubbi oppresso
Mi batte il core e incerto il mio pensiero
Fidar non sa. Che speri mai?

Berengario
Che spero?
Vedi: in Canosso ei viene
Solo o con pochi; la possente armata
Mentre lungi si sta da quelle mura,
Alto disegno il mio pensier matura.

Eurice
Ah! tolga il cielo che sì tardo inganno
Non ci ritorni a danno!

Berengario
E che vorresti?
Levar la fronte adesso
Perch’io restassi sul momento oppresso?
Chi si oppone a tant’oste; e chi raffrena
Del popolo la piena
Che, mentre in campo tenterei la sorte,
Chiuder per sempre ci potria le porte?…
Odi come l’arrivo
Si festeggia d’Otton… Miralo: ei giunge…

Eurice
L’accompagna gran popolo…

Berengario
Ti calma,
Fingi, e nascondi il tuo rancor nell’alma.

Scena Decima
Popolo che precede Ottone. Ottone con Adelberto; seguito d’Alemanni e di soldati di Berengario, il quale va incontro con Eurice ad Ottone.

Coro
Viva Ottone, il grande, il forte,
Nostro nume e difensor.
Sia costante a lui la sorte,
Come eterno è il nostro amor.

Berengario
Vedi, signor? Non fra nemici tuoi
Giungi in Canosso. Ognun t’inchina. Io bramo
Che del popolo il plauso a te palesi
Quanto noi siamo ad onorarti intesi.

Ottone
Udisti il nome che fra’ plausi e i canti
La gente pronunziò? Dov’è Adelaide?
Dove misera soffre i mali suoi?

Scena Undicesima
Adelaide (sempre vestita a lutto) e detti.

Adelaide
(prostrandosi)
Ecco quell’infelice a’ piedi tuoi.

Ottone
Adelaide!… sei tu!… Sorgi… (qual vista!
Qual ferita al mio cor!… O di Lotario
Vedova sventurata! Ah! qual ti mostri
Allo sguardo d’Ottone!…)
Sorgi: parla; delitti alcun t’appone.

Adelaide
Delitti!… Il ciel mi vede, il ciel, che invoco
Scudo a’ mali ch’io soffro. Hai tu sentito
Di Lotario tradito
La morte raccontar? della sua sposa
La dolente, affannosa
Vita peggior di morte? Io quella sono.
Signor, quella son io;
Implorare vendetta è il fallo mio.

Adelberto
Vendetta! e quale? Fu Lotario estinto;
Chi d’accusarne hai tu coraggio?

Adelaide
Indegno!
E il chiedi?

Berengario
(ad Adelberto, sottovoce)
Per pietà, frena lo sdegno.

Adelaide
Signor, quant’io l’amava,
Quanto l’odiar costoro
Tutta Italia lo sa. Morte improvvisa
Troncò i suoi giorni; io versai pianto, ed essi
Fur veduti gioirne. Altro io non parlo.

Adelberto
(Frenar lo sdegno? e chi potria frenarlo?)

Adelaide
Di quel giorno fatal vada per poco
La memoria in obblìo. Ma chi vi diede
D’assalirmi il poter? Perché ridurmi
A fuggire raminga; a farmi stanza
Delle inospite selve entro l’orrore?
Empi! perché?…

Adelberto
Fu la cagione amore…

Berengario
(interrompendo)
E amor di patria. Chi soffrir potea
Che la tua fuga e l’odio tuo per noi
Eccitasse discordie?

Adelberto
E l’ottenesti;
E contro di noi superba
Sempre nutrì il tuo cor sdegno più fiero.

Berengario
Ma ti perdi.

Eurice
(sotto voce ad Adelberto)
Che fai?

Adelaide
Perfidi, è vero.
Ma in chi trovar potea
Cor generoso, che pietà sentisse
Del mio stato crudel?
(a Ottone)
Per te, signore,
Se vale il pianto; se innocenza vale,
Dal periglio fatale,
Ch’io cercai d’evitar, salvami, oh Dio!
E ti mova pietà del pianto mio.

Ottone
La mia pietade hai tutta,
Impareggiabil donna; io l’ascoltai
Dal dì che cominciai
A saper tue sventure, e l’Alpi ascesi.
Cessa dal pianto; intesi:
Vendicata sarai. Trono più grande
Ti prepara il mio cor, vinto da tanta
Sovr’umana virtù. Popolo, ascolta:
Tua futura grandezza in lei riposa.
La rispetti la terra: ella è mia sposa.

Coro
Plauda il mondo in sì bel giorno
D’Adelaide al difensor.
Solo echeggino d’intorno
Lieti cantici d’amor.
Trista idea d’affanni e pene
Più non turbi il nostro cuor,
Or che premia un dolce imene
La bellezza ed il valor.

Scena Dodicesima
Adelberto e Berengario.

Adelberto
Tacer! sempre tacer! tanta costanza,
Padre, io non ho. Come! aspettar tu vuoi
Forse che in faccia a noi
La conduca all’altare e di sua mano
Ci strappi il serto? omai soffrire è vano.

Berengario
Folle! sì presto obblii
Berengario chi sia? credi ch’io voglia
Vilmente soggiacer? Desìo più grande,
Più cocente del tuo mi strugge il core,
Io bramo un regno, e tu, codardo, amore.

Adelberto
Ma che costava alla regina innanzi
Stringere un ferro e qui svenarlo?

Berengario
E poi?
Chi da tanti guerrieri,
Chi salvarci potea? Piena vendetta
Avremo e tosto. Numerosa gente,
Che in soccorso chiamai, già ver Canosso
Ascolto che s’invìa… Taci: ingannato
L’esercito nemico
Da falsa sicurtà, nutrir sospetto
Non può se fidar vede Ottone stesso;
Lasciami; non temer: ei cadrà oppresso.
Se protegge amica sorte
Pochi istanti il mio disegno,
Perderà la vita e il regno
Questo prode vincitor.
Mirerò con ciglio asciutto
Dell’indegna i prieghi e il pianto,
Fia mia gloria e sol mio vanto
La vendetta ed il furor.
Partono.

Scena Tredicesima
Gabinetto. Adelaide abbigliata riccamente. Coro di damigelle.

Parte del Coro
O ritiro che soggiorno
Fosti un tempo del dolor,
Ah! ti cambia in questo giorno
In asilo dell’amor.

Tutto il Coro
L’adorata principessa
Consolata alfin sarà.
Si gioisca: il dì s’appressa
Della sua felicità.

Adelaide
Occhi miei, piangeste assai;
Tempo è alfin di respirar.
Contemplate un raggio omai
Di contento a noi brillar.
Ah! che tutto è lieto intorno;
Io ritorno a giubilar.
O cara immagine
Ch’io porto in petto
Tu sola all’anima
Puoi dar diletto,
Le mie sventure
Puoi terminar.

Scena Quattordicesima
Iroldo, Adelaide, indi Ottone.

Iroldo
Pur mi lice una volta,
Augusta principessa,
Vederti in libertà! Giorno più bello
Di questo non spuntò. Esci ed ascolta
Come gioisce e come
Alza il popolo al cielo il tuo gran nome.
Te chiama ad alta voce,
Ed affretta l’istante in cui consorte Otton si unisca a te.Già si prepara
Solenne festa al tempio, e alzata è l’ara.

Adelaide
E Berengario ed Adelberto?

Iroldo
In core
Ben fremon quelli; ma chi mai s’oppone
Quando il popolo grida e parla Ottone?
Eccolo; ei viene.
(si ritira)

Ottone
Principessa, al fine
Più de’ tiranni tuoi temer non dei.
Un’altra volta sei
In questo suol regina. Otton felice
Del trono che ti diede,
Tranne la destra tua, mercé non chiede.

Adelaide
Signor, io la promisi
Quando il soccorso tuo chieder osai.
La fede manterrò che ti donai.

Ottone
Ah! se del tuo sembiante
E delle tue virtù preso il mio core,
Principessa, non fosse, io la tua destra
Chiederti non vorrei; ma sento, oh Dio!
Che lieto senza te più non son io.

Adelaide
Ah! signor.

Ottone
Che vuoi dirmi?… Il popol tutto
Le nozze tue desìa: parla, io son pronto,
Se d’amarmi ricusi, a girne altrove,
E celarti, se il brami, il mio dolore.

Adelaide
Ah! no; son tua; t’offro la destra e il core.
Mi dai corona e vita,
Mio difensor t’onoro;
Sposa mi vuoi, t’adoro,
Dell’alma mia signor.

Ottone
Che difensor ti sono
Spargi, mio ben, d’obblìo;
Che amante tuo son io
Sol ti rammenta ognor.

Adelaide
Te solo il core adora.

Ottone
L’idolo mio sei tu.

Adelaide e Ottone
Me lo ripeti ancora,
E non mi dir di più.

Ottone
Vieni al tempio, ah! vieni, o cara,
Al mio sen per sempre unita.

Adelaide
T’amerò, qual t’amo, all’ara
Finché il ciel mi serba in vita.

Adelaide e Ottone
Sempre fia che il cor t’adori,
Sempre fido a te sarà.
Tu che i puri e casti affetti
Dolce amor nell’alma accendi,
Tu proteggi, tu difendi
Così bella fedeltà.
(partono)

Scena Quindicesima
Piazza di Canosso; edifici maestosi intorno. Popolo,
indi Berengario, Adelberto, Eurice e seguito di guerrieri, parte de’ quali si spargono per la scena.

Coro
Schiudi le porte, o tempio
Del sacro limitare.
Infiorisi l’altare
In così lieto dì.
Augusta al par di questa
Coppia non mai si unì.

Adelberto
(al padre)
Odi que’ plausi?… Io fremo!

Berengario
Volti in dolor saranno.

Adelberto e Berengario
Riposa in canti, in gioia
Tutto il nemico campo;
Al gran disegno inciampo
Non si farà così.

Scena Sedicesima
Ottone, Adelaide, Iroldo, seguito.

Adelberto
(come sopra)
Ecco Adelaide e Ottone…

Berengario
A finger segui e taci.

Coro
(ora all’uno, ora all’altra)
Queste di fior corone,
Queste brillanti faci,
A te composte sono,
Splendono accese a te.
Il Ciel vi accordi in dono
Quanto concede ai re.

Ottone
O degl’itali regnanti,
Caro germe, amato pegno,
Vieni al tempio, vieni al regno
Ed impera sul mio cor.

Adelaide
Specchio illustre de’ regnanti,
Generoso mio sostegno,
Maggior lustro acquista il regno
Se pietà lo adorna e amor.

Adelberto e Berengario
(fra loro in disparte)
Ah! componi il tuo sembiante,
Non traspiri il gran disegno.
Non è vostro ancora il regno,
Stringo, o folli, il brando ancor.

Adelaide e Ottone
Cara man, ch’io stringo e premo,
Pegno tenero d’amore,
Ti riposa sul mio core
Che si sente palpitar.
Non mi devi un sol momento
Cara mano, abbandonar.

Adelberto e Berengario
Si avvicina il gran momento;
O mio cor non vacillar.

Mentre si avvicinano al tempio si ode in qualche distanza strepito d’armi, che andrà crescendo sino al termine dell’atto.

Ottone
Quale improvviso strepito!

Adelaide
Quale fragor funesto!

Adelberto
(a Berengario)
Stringi l’acciaro e svelati;
Il nostro campo è questo!

Scena Diciassettesima
Ernesto frettoloso, con guerrieri alemanni, e detti.

Ernesto
Signor, tu sei tradito,
Fuggi, in periglio sei.

Adelberto
(a Ottone)
È tutto alfin compito.
Resta; tremar tu dei!

Berengario
Mira: guerrieri, olà.

Escono i soldati di Berengario.

Ottone
Finché l’acciar mi resta,
Perfidi, non pavento.
(snuda la spada)

Adelberto
Vieni, s’hai cor…

Adelaide
T’arresta…
(correndo or dall’uno, or dall’altro)
Empi… morir mi sento…

I soldati di Berengario s’azzuffano coi soldati alemanni; Berengario e Adelberio con Ottone ed Ernesto; Adelaide è arrestata fra i soldati di Berengario.

Berengario
(a Ottone)
Giunto è alfin di vendetta l’istante:
Punirò nel tuo sangue l’offesa.
(ad Adelaide)
Su, guerrieri; il comune nemico
Per mia mano trafitto sarà.

Adelaide
Ah! soccorso! che barbaro istante,
Giusto Cielo, punisci l’offesa!
Arrestate… salvate l’amante…
Io non trovo, io non spero difesa…
Ah! che tutto il destino nemico
Consumato il suo sdegno non ha.

Ottone
Traditori! vi cedo un istante,
Per punir più feroce l’offesa,
Giusto Cielo, proteggi l’amante;
A lei fate, guerrieri, difesa.
Ah! tremate; il destino nemico
A me tolto il valore non ha.

Il coro canta ora le parole d’Adelaide, ora quelle di Ottone. utto esprime confusione e spavento.

ATTO SECONDO
Interno della fortezza di Canosso come nell’Atto Primo.

Scena Prima
Coro di guerrieri di Berengario e d’Adelberto.

Parte del Coro
Come l’aquila che piomba
Sulla timida colomba,

Altra Parte del Coro
Qual lion che in mezzo arriva
Alla greggia fuggitiva,

Tutto il Coro
Berengario e Adelberto,
Sovra Otton tremante e incerto,
Si scagliarono a vicenda,
Ed in fuga Ottone andò…

Parte del Coro
Il superbo alfine apprenda
Qual valor nostr’alme accenda.

Altra Parte del Coro
Sappia alfin che ne’ cimenti
Siamo intrepidi e possenti.

Tutto il Coro
Che il destin che ci colpisce
Non ci piega né avvilisce,
Che degli avi generosi
La costanza ci restò.
(si allontanano)

Scena Seconda
Adelberto, Eurice e detti.

Adelberto
Vincemmo, o madre. Fra le feste insane
L’ostil campo sorpreso, invano opporci
Breve contrasto osò. La sua salvezza
Alla fuga commise; Ottone stesso
Da tante schiere oppresso
Fugge, e fischiarsi a tergo ode tremando
Del vincitore Berengario il brando.

Eurice
Lieta ritorno alfin. Quanto tremai
Dirti non so. Pur nostro è il regno, tua
D’Adelaide la destra.

Adelberto
Umana forza
Rapirmela non può; quando ritorni
Berengario dal campo io la possedo!…
Ma comparir la vedo
Mesta insieme e sdegnosa… Io voglio, o madre,
Placar quel core.

Eurice
E puoi sperarlo? È vana
Ogni preghiera: usar rigore è forza.

Adelberto
In lei lo sdegno ammorza
Forse il rigor? Lasciami seco.

Eurice
Io parto.
Com’esige il dover e amor ti sprona,
Pur che giovi all’intento, a lei ragiona.

Scena Terza
Adelaide, Adelberto.

Adelberto
Torno, Adelaide, e torno
D’Ottone vincitore. Vedi: in colui
Più speranza non hai. Misera e priva
Di consorte e di regno, in Adelberto
Regno e consorte, ove ti piaccia, avrai.
Parla; il tuo cor si placherà giammai?

Adelaide
Placarsi il core d’Adelaide? e il pensi?
Avvi delitto, che per volger d’anni
Non ottiene perdono, a cui non vale
Pentimento e rimorso, e il vostro è tale.

Adelberto
Di che pentirmi? Ebbe Lotario forse
Morte da me?

Adelaide
Chi mi rapì lo sposo
Ben io conosco, e chi m’offende.
(in atto di partire)

Adelberto
Ah! senti…
Io non t’offendo: amarti è offesa? o voglio
Possedere il tuo cor; se non l’ottengo,
Misero io sono; eccoti il mio desire:
O stringer la tua destra, oppur morire.

Adelaide
Non mi parlar di morte: indegno sei Di morire per me. Ben io, piuttosto
Di vivere al tuo fianco,
Morte incontrar saprò; che dolce è morte
Quando si lascia un nome
Di macchia privo…

Adelberto
E tu l’avresti? e come?
Sol di vederci estinti,
Solo stragi tu brami, e gloria attendi?
Placati, o donna; intendi
Quanto grida la patria: i mali miei
Non prolungar; tiene Adelberto il trono,
Dividilo con lui, contento io sono.
Della tua patria ai voti
Unisco i voti miei;
Servi, Adelaide, a lei,
Cedi, crudele, a me.

Adelaide
Vanne; quest’alma afflitta
I voti tuoi disprezza.
Solo a mirare è avvezza
Un traditore in te.

Adelberto
Fugge Ottone, e speri ancora?

Adelaide
Tu pretendi averne fama?

Adelberto
Sì: l’inganno anch’esso onora,
Pur che giovi a chi lo trama.

Adelaide
Te conosco a questi sensi
E il tuo vile genitor.

Adelberto
Oh rossore! Al tradimento
Alma mia tu non nascesti.
Ah! tu solo mi facesti
Così vile, o crudo amor.

Adelaide
Sospettar di tradimento
Alma mia tu non sapesti.
I tuoi vanti amor son questi
Quando accendi un empio cor.

Scena Quarta
Coro di guerrieri frettolosi e spaventati e detti.

Coro
Ah! signor, perduti siamo;
Vinse Otton.

Adelaide
Gran Dio!

Adelberto
Che sento!

Parte del Coro
La fortuna in un momento
Per Otton si dichiarò.
Berengario circondato,
Prigionier di lui restò.

Adelberto
Ah! vincesti, ingiusto fato!…
Che risolvo, oh Dio! che fo?

Adelaide
Ah! destin ti sei placato;
Ah! contenta ancor sarò.

Adelberto
Quella gioia che in fronte ti brilla
Cela ancora, spietata, nel core.

Adelaide
Nella gioia quest’alma è tranquilla,
Come in mezzo agli affanni, al dolore.

Adelberto
Perderò la corona e la vita,
Ma rapita al mio sen non sarai,
Ma giammai sposa altrui ti vedrò.

Adelaide
Puoi rapirmi, tiranno, la vita,
Se rapita la pace tu m’hai,
Ma giammai tua consorte sarò.

Parte Adelaide; dal lato opposto parte Adelberto co’ guerrieri.

Scena Quinta
Iroldo.

Iroldo
Vederti in pianto e non poterti mai,
Principessa infelice,
Porgere aita!… Arride a’ cori ingiusti
Dunque la cieca sorte?
Ah! se d’alcun la morte
Giovar potesse alla dolente, oh Dio!…
La vittima opportuna, ecco, son io.
(parte)

Scena Sesta
Vestibolo come nell’Atto Primo. Adelberto, Eurice, coro di guerrieri.

Adelberto
Lasciami: invan mi preghi…

Eurice
E il genitore
Lascerai fra’ nemici?

Adelberto
E perderemo
Di sudor tanto il frutto in un sol giorno?
Cedere a un’ombra di timore? Oh scorno!

Eurice
Un’ombra di timor! Ma non sentisti
D’Ottone il messaggier? Se tu non rendi
Adelaide all’istante, a cruda morte
Berengario condanni.

Adelberto
Oh madre! il tuo
Tremante amor t’accieca.

Eurice
E al messaggiero
Che risponder potrai?

Adelberto
Che nulla io temo.

Eurice
E il cambio offerto?

Adelberto
Io lo ricuso.

Eurice
Io fremo!
Né ti move, o crudele
Il paterno periglio?

Adelberto
Altro io non vedo
Che Adelaide possedo,
Che perderla non posso.

Eurice
Almeno ascolta
Il pianto d’una madre.

Adelberto
Pianto indegno di te, di me, del padre.

Eurice
O indegno figlio! Oh pena!…
A che serbi la madre!… Or, via, mi svena.
Sì, mi svena, o figlio ingrato,
Sfoga appieno il tuo furor;
Va’, m’unisci al crudo fato
A cui danni il genitor.
Se la vita non apprezzi
Di chi vita a te donò,
È ragion che ti disprezzi
Chi finor t’innamorò.
(parte)

Scena Settima
Adelberto, coro.

Adelberto
Fermati… Non m’ascolta… Ah! chi mi pose
La benda agli occhi?… Prepotente amore
Tutti gli effetti si usurpò del core.

Coro
Berengario è nel periglio
Sol per te,
Ah! rammenta ch’eri figlio
Pria che re.

Adelberto
Figlio son io… lo sono… Atroce guerra
Si fa qui dentro… Io non ho fibra in petto
Che natura non tocchi, amor non mova…
Strazian quest’alma a prova
Empiendomi di larve e di paura…
Chi vincerà non so.

Coro
Vinca natura.

Adelberto
Grida, o natura, e desta
La mia virtù sopita,
E libertade e vita
Il genitore avrà.
Ah! che intanto a me rapita
Adelaide, oh Dio, sarà!

Coro
Non pentirti; e sia compita
La bell’opra, per pietà.

Adelberto
Come vivere potrei
Senza lei
Che non posso abbandonar?
Oh pensiero di dolore!…
Taci amore…
Io ritorno a vacillar.
Ascolto i gemiti
Del genitore,
Tutti gli spasimi
Provo d’amore;
Risolvo e dubito,
Avvampo e gelo;
Nemici ho gli uomini,
Nemico il cielo;
Pietoso il baratro
Amor mi fa.

Coro
Ascolta gli uomini,
Ascolta il cielo:
Del padre esigono
La libertà.

Adelberto parte agitato; il coro lo segue.

Scena Ottava
Eurice, Iroldo.

Eurice
Vieni: alla mia nemica
Io stessa parlerò. Fugga, e lo sposo
Salvi così da morte.
Della cittade io le aprirò le porte.

Iroldo
Ti ricompensi il cielo
Dell’opra generosa. Oh! qual ne avrai
Per tutta Italia onori.

Eurice
Taci: non farmi
Pentir del mio disegno. Il trono io perdo,
Mentre Adelaide oggi a salvare imprendo:
Ecco l’onore che dall’opra attendo.

Iroldo
Paga d’aver lo sposo
Sottratto a morte, dal tuo core almeno
Premio n’avrai; questo ti basti.

Eurice
Ah! vieni,
Né più parlar. Forza è piegar la fronte
Al destin che mi preme.
Ambi ne andrete all’ostil campo insieme.
Partono.

Scena Nona
Veduta del Lago di Garda come nell’Atto Primo. Ottone, Ernesto, guerrieri alemanni.

Ernesto
Signor… come imponesti,
Il gran cambio proposi ad Adelberto.
D’acconsentir incerto
Molto in pria si mostrò, poscia si arrese.
Ei di poter richiese
Teco parlar, purché non trovi inciampo
Al suo venir e al suo partir del campo.

Ottone
Sicuro ei venga.
(alle guardie)
Il prigionier si guidi
Al mio cospetto.
(Ernesto parte)
O mia vittoria vana,
Se Adelaide ho perduta, e se col padre
Di cambiarla ricusa il figlio indegno!

Scena Decima
Berengario, Ottone, poi Ernesto.

Berengario
(Io prigioniero! Oh mia vergogna! oh sdegno!)

Ottone
Mirami in volto, o Berengario, e vedi
Il tuo giudice in me. Perfido! dimmi
Che ti giovò il tradirmi? Ogni diritto
Ti tolse il tuo delitto,
E perdesti per sempre e trono e serto.
Non li sperar mai più.

Ernesto
Giunge Adelberto.

Scena Undicesima
Adelberto e detti.

Berengario
Adelberto! mio figlio!

Adelberto
Oh padre mio!
Qual ti lasciai! qual ti riveggo!…
(a Ottone)
Il primo
All’affetto figlial pensier si doni,
Del cambio che ascoltai poi si ragioni.

Berengario
Cambio, dicesti?

Adelberto
La tua vita,
Solo da te dipende; onde salvarti,
Rendo Adelaide. Ottone, intesi: accetto
L’offerta che mi festi.

Berengario
Io la rigetto.

Ottone
Come!

Adelberto
Perché?

Berengario
Fia vero? A questo segno
Vile sei tu? Ceder colei? Sì tosto
Scordar potesti qual sudor versai
Per salvar la mia preda; ed involarla
A me pretendi? Onde tal dritto? parla.

Adelberto
Dal tuo periglio. S’ei non fosse, o padre,
Chi rapir Adelaide a me potria?

Berengario
Ogni periglio pria
Di vestir regio manto in mente avea;
Tutti li disprezzai;
Corona io volli o morte.

Ottone
E morte avrai.
Vedrassi in faccia a quella
Se intrepido sarai siccome ostenti.
Al mio voler consenti,
O tutta l’ira mia sul capo aspetta.

Berengario
(al figlio)
Vanne, e comincia tu la mia vendetta.

Adelberto
Oh! padre, ad ogni costo
Salvarti io bramo. La tua vita io compro
Col sacrifizio d’ogni affetto mio.
(a Ottone)
Adelaide, signor, render vogl’io.

Berengario
Ferma; io lo impongo. O figlio mio, non pensi
Quanto entrambi perdiam? Più della vita
Toglier mi vuoi, se di regnar mi togli.
Odimi, Ottone: se Adelaide io dono
Voglio in mercede dell’Insubria il trono.

Adelberto
(Che dirà?)

Ottone
(Che risolvo?)

Berengario
A questo prezzo
Adelaide ti rendo,
Io morrò se ricusi.

Ottone
(Ah! che Adelaide
Val più d’un regno.) Ebben, l’Insubria è tua.
Acconsento al gran patto. A me la destra
Porgi, e pegno di fede oggi sia questa.
Vieni all’accordo: io già soscrivo…

Scena Dodicesima
Adelaide accompagnata da Iroldo, e detti.

Adelaide
Arresta.

Ottone, Berengario ed Adelberto rimangono attoniti. Breve pausa.

Ottone
Adelaide!… oh ciel! che vedo?
Chi spezzò le tue catene?
Ah! mia sposa, amato bene:
Incomincio a respirar.

Adelaide
Mi ravvisa. Al sen ti riedo;
Sciolse amor le mie catene.
Pur ti veggo, amato bene!
Pur comincio a respirar!

Adelberto e Berengario
(Adelaide… oh ciel! che vedo?
Chi spezzò le sue catene?
Perché morte a me non viene?
Ho finito di sperar.)

Ottone
(a Adelberto)
Parti. Alle chiuse mura
Affretta il tuo ritorno.
Prima che manchi il giorno
Mi rivedrai colà.

Adelberto
Parto; ma pria mi serba
La data fé tu stesso.
Sia di tornar concesso
Al padre in libertà.

Adelaide
(a Berengario)
Sì, l’otterrai; promessa
N’ebbe la tua consorte
Quando mi aprì le porte
Della fatal città.

Berengario
Oh tradimento!… Io resto:
La libertà disprezzo;
Vita non compro a prezzo
D’infamia e di viltà.

Adelberto tira in disparte Berengario; Ottone, Adelaide, e tutti nel medesimo tempo dicono:

Adelberto
Cedi, o padre, e la vendetta
Vieni a compiere con me.

Berengario
Vanne; lasciami: perfetta
Pago io son se l’ho da te.

Ottone
Vuoi ch’ei parta? Ah! no,vendetta
Io giurai di far per te.

Adelaide
A giurarlo io fui costretta
A chi libera mi fe’.

Ottone
(a Berengario)
Fuggi, e a lasciar preparati
Il mal premuto trono.

Adelberto
(al medesimo)
Alla tua gloria serbati.
Guida a’ tuoi passi io sono.

Adelaide
(come sopra)
Vanne, ed almen ricordati
Quanto io t’accordo in dono.

Berengario
Vado: vedrai qual uso
Del dono tuo farò.

Berengario e Adelberto
Non credere un giorno
D’avermi avvilito.
Al campo ritorno,
All’armi t’invito;
Rinasce nel core
L’antico valore,
E l’uso del brando
Perduto non ho.

Ottone
È giunto il gran giorno,
Il regno è finito.
Al campo ritorno,
Accetto l’invito.
Mi accresce il valore
La forza d’amore,
Che solo del brando
La destra mi armò.

Adelaide
È giunto il gran giorno,
Il regno è finito.
(Tremante ritorno,
Il core ho smarrito.)
Ti accresca il valore
La forza d’amore.
Fuorché nel tuo brando
Speranza non ho.

Partono Adelaide e Ottone verso la tenda; Berengario e Adelberto fuori del campo.

Scena Tredicesima
Magnifica tenda. Ernesto, guardie, indi Iroldo.

Ernesto
Compagni, a voi fidata
Fia la sposa d’Ottone. Allor che accesa
La battaglia sarà, di questa tenda
All’ingresso vegliate.
Difendetela voi. Fatta sicura,
Adelaide riposi e non paventi
Alcun nemico che assalir la tenti.

Iroldo
Più che non pensi, Ernesto,
Grave sarà la pugna. È ver che pochi
Di Berengario sono,
D’Adelberto i guerrier, ma coraggiosi,
Ed il coraggio loro accresce e addoppia
Della feroce coppia
Il furor disperato.

Ernesto
Ottone è tale
Ch’ogni furor sostiene:
Lo vedrai vincitor.

Iroldo
Ecco che viene.

Scena Quattordicesima
Ottone e detti.

Ottone
Ogni guerriero, Ernesto,
All’armi si prepari. Alto si ascolta
Dalle nemiche mura
Sollevarsi fragor. Fra poch’istanti
All’ultimo cimento
Berengario e Adelberto
Di Canosso usciranno.
(Ernesto parte.)
E tu che fosti
In cotante sciagure
D’Adelaide il sostegno,
Mercé ne avrai poich’io ritorni al regno.

Iroldo
Quando, signor, la spada
Cinsi di cavalier, farmi giurai
Del giusto protettor; pago son io
D’aver serbato il giuramento mio.
Giunge Adelaide a te.

Scena Quindicesima
Adelaide e detti.

Adelaide
Come son brevi,
O principe diletto,
Gl’istanti del piacere! a’ miei timori
Per te ritorno, e nella nuova pugna,
Benché mi rassicura il tuo valore,
Mille perigli, oh Dio! vede il mio core.

Ottone
Cessa dal palpitar. Questo, o mia vita,
È l’estremo periglio. Il cielo arride
Propizio al mio coraggio e a’ dritti tuoi;
Scaccia il timor: combatterà per noi.

Scena Sedicesima
Ernesto, coro di guerrieri, e detti.

Ernesto
Signor, già di Canosso
Berengario e Adelberto
Coll’esercito uscir; già le feroci
Grida appressarsi a noi sentii dal campo;
Mirai dell’armi in faccia al sole il lampo.

Ottone
Vadasi.
(ad Adelaide)
Addio.

Adelaide
Fermati… Senti… Ah! prence…
Ah! lasciarti non posso…

Ottone
Il pianto affrena
Alla vittoria io volo. Un solo addio
Ti chieggo, e nascondendo il tuo dolore,
Riconforta, o mia vita, il mio valore.

Adelaide
Sì, vanne… Addio… un altro istante, o caro
Meco ti voglio ancor. Col pianto mio
Indebolire, oh Dio!
Non voglio il tuo coraggio; io lo nascondo,
E fra’ perigli di sì lieto istante
Intrepido ti segue il core amante.
(si scioglie un velo e ne cinge Ottone)
Cingi la benda candida
Che amor ti dona, o caro:
Quel velo e quell’acciaro
Faranno i rei tremar.
Va’ pur, mio bene, a vincere
Sotto sì bella insegna,
Che vuol con te pugnar.

Ottone
Cingo d’amor l’insegna;
Saprò per lei pugnar.
Parte col coro

Adelaide
Se grate son le lagrime
Ai numi in tal periglio,
Vieni mio cuor sul ciglio,
Deh corri a lagrimar.

Coro
(rientrando)
Alla gioia il cor prepara:
Il nemico è vinto già.

Adelaide
Temere un danno
Per un momento;
Pianger d’affanno,
Poi di contento,
Questo è il maggiore
Piacer d’amore,
Che possa un’anima
Giammai provar.

Coro
A tanto amore,
A quel valore,
Giammai vittoria
Potea mancar.

Scena Diciassettesima
Esterno della fortezza di Canosso. Le porte sono aperte; la scena è occupata dall’esercito vincitore e da’ prigionieri. Esce il popolo dalla fortezza, portando corone di fiori e d’alloro. Ottone comparirà sopra un carro trionfale, seguito da Adelberto e da Berengario incatenati.

Coro
Serti intrecciar le vergini
De’ più pregiati fiori,
Ordir corone i giovani
Di sempre verdi allori
Quando a battaglia, intrepido,
Si mosse Otton così.

Parte del Coro
Più belli in fronte ridano
Al vincitor i fiori,
Più belli al crin verdeggino
Del grande Otton gli allori.

Tutto il Coro
Che vinse Berengario
Due volte in un sol dì.

Scena Diciottesima e Ultima
Adelaide seguita da Iroldo. Ottone scende dal carro e va ad incontrarla. Berengario e Adelberto, in aspetto sdegnoso, rimangono in disparte.

Ottone
Questi, che a me presenta
Del popolo l’amor, serti onorati
Sono al mio cor più grati
Della corona che mi splende in fronte,
Poiché gloria gl’intreccia, amor li dona;
Ma della mia corona
E degli allori miei
Più cara, o principessa, a me tu sei.
Vieni: tuo sposo e amante
A questo cuor ti stringo.
Fra canti di vittoria
Del serto mio ti cingo.
(l’incorona)
Rammenti fama e gloria
Che trionfai per te.
Ma rammenti il tuo bel core
Che giurommi amore e fé.

Adelaide
Ah! tu sai di quanto ardore
Piena l’alma amor mi fe’.

Adelberto e Berengario
Dove ascondo il mio rossore?
Un pugnal chi porge a me?

Coro
Ti sorrida e gloria e amore,
Nostro prence e nostro re.

Ottone
Al trono tuo primiero
Regina ancor ti rendo;
Al soglio dell’impero
Meco a regnar ti attendo;
A te dovrò mia gloria.
D’Imene il talamo
Amor ci addita;
Gioia gradita
Mi ferve in cor.
E fra i più teneri
Soavi affetti
Dolci diletti
Prepara Amor.

Adelaide
Fra dolci vincoli
Ci stringa Amor.

Adelberto e Berengario
Numi, qual fulmine
Ci piomba al cor!

Coro
Del Ciel benefico
Splende il favor.

FINE

ACT I
Interior of the fortress of Canosso, crowded with war machines.

SCENE I
The people are scattered on the stage in attitudes of bitter suffering. Iroldo is in the crowd, afflicted and fearful. Bérenger comports himself like one entering an enemy city
with his soldiers in triumph.

Chorus of People
Poor oppressed fatherland
Who will give you support?
The betrayed princess
Has no hope of ruling.
Who will assist us
In such fatal misfortune?

Chorus of Warriors
(to Bérenger)
The closed land has opened
Its gates to your valor.
There is no arm strong enough
To oppose you in war;
Vanquished, Adelaide at last
Will have to bend to your will.

Iroldo
(Unhappy woman! In such a battle,
There is, oh, God, no more hope.
I tried in vain to save you;
Nor will Otto be able to save you.)

Chorus of Warriors
Adelaide approches us.

Chorus of People
(Unfortunate princess!)

Bérenger
(It will be meet for me to dissemble.)

SCENE II
Adelaide, in mourning, followed by Adalbert, and the above.

Adelaide
(to Adalbert)
Leave me: In you I see expressed
The evil heart of your father.
(to Bérenger)
Come: tyrant, inflict
The second outrage upon me.

Bérenger
O enemy to me still!
Do not accuse me, but yield.
You see my justification:
I have all Italy at my feet.

Adalbert
Ah! Do not wish for hatred
To remain in us forever.
Grant me your hand: I shall share
Rule with you.

Adelaide
The throne was mine alone;
It can be mine still.

Bérenger
I can offer it you as a gift;
I cannot lose it.

Adalbert
Nor can Otto ever
Wrest it from me.

Adelaide
(God, you who love me in such a conflict
Of constancy and courage,
In mercy do not deny me
The defender I have called.)

Bérenger and Adalbert
(The proud woman in such a conflict
In vain disguises her fear.
She still hopes, but will not have
The defender she has called.)

Adalbert
Ah! Cruel one, do not deceive yourself
That I will leave you to union with another.

Adelaide
Silence…begone; just looking at you
Spurs my heart to vengeance.

Bérenger
And you claim…

Adelaide
To despise you still,
As long as I have breath of life.

Bérenger
Foolish woman! Still you insult us?
Guards, ho! Arrest her.

Bérenger and Adalbert
If you refuse love to us,
Bold woman, my fury
Will come down on your head.

Adelaide
(to Adalbert)
I despise your love,
(to Bérenger)
I scorn your fury;
My soul has no fear.

General Chorus
Yield, Lady, and feel in your heart
Pity for yourself at least.

Exit Adelaide under guard

SCENE III
Bérenger, Adalbert, Iroldo and retinue.

Bérenger
You who have not the courage
To advance to face Bérenger,
I see as a traitor: You are Iroldo,
You are that felon who dared
To make yourself the impotent
Shield of the queen, and her to love you in return.

Iroldo
I a traitor! Did I perhaps give Lotario
Death in the shadows and usurp his position?
Armed with innocence
I fought…

Bérenger
You did more: As a messenger
To a foreign prince
You begged for a sword against your country
Bargaining a marriage.
Craven negotiatior! Hide from my eyes
And remember that you are in my hands.

Exit Iroldo.

SCENE IV
The above, then Eurice in haste.

Bérenger
Italy is ours. Come now, what do you fear?

Adalbert
It is rumored
That Otto was seen crossing the Tyrolean passes
With a great host. What if he arrives?
Our army is distant.
We are weak…

Bérenger
Whom do I see!

Adalbert
Eurice comes
From our camp.

Bérenger
What do you bring us?

Eurice
We are
In grave danger.

Bérenger
Well…

Eurice
At this point
Otto has arrived near Lake Garda.

Bérenger
Oh, heaven! What do I hear!

Adalbert
I told you: we must oppose him,
Fight desperately…

Bérenger
You want to fight,
Because you cannot try anything else?

Adalbert
And remain idle?

Bérenger
I have long
Pondered a necessary
Opportune stratagem. It is better
To use cunning, not force.

Adalbert
What is that?

Bérenger
I am waiting
To lull Otto with feigned
Desire for peace. You will go,
Adalbert, to camp. I shall
Explain all to you; let us lose no time,
Follow me and do as I bid.

Adalberto
Let us go.
Exeunt.

SCENE V
A view of Lake Garda in the distance with the fortress of Canossa. The German soldiers encamp and pitch their tents. Chorus of soldiers.

Chorus
The voice and lament of unfortunate innocence
Has reached our ears.
Otto is with you, O Queen,
To change your unjust fate.
Arise, arise: you begged heaven
For aid, and heaven has granted it.
Fortune hostile to you
Has seized your scepter and crown.
In your suffering your heart
Has been trembling and quite unsettled.
Arise, arise! The virtue of a hero
Will be a shield to you.

SCENE VI
Otto with retinue and the above.

Otto
O venerable land, sacred to virtue,
Sacred to valor, I embrace you. Ah! How many
Solemn memories! You exude an air
That incites the heart to great enterprises.
The bitter nature
Of your brutal experiences evokes my pity.
I have sworn to rescue
The grieving widow of the late Lotario
From her tyrants. Dry, yes, dry
Your tears now, woeful Adelaide:
Safe, Otto swears, safe you will be.
Suffer your misfortune
For yet a little while.
This my lips swear to you.
Yes, the oppressor will fall.
Your happiness
Will equal my triumph.
Auspicious hope
Tells my heart
That finally I shall be
Happy with you.
I shall see
All your heartache
In one moment
Turn to bliss.

SCENE VII
Ernest, Otto and retinue; then Adalbert.

Ernest
Sire, Prince Adalbert
Has arrived in camp. He desires
To speak with you only a moment:
Bérenger himself sends him to you.

Otto
Let him come.
(Exit Ernest)
What can he have to say? Duplicity is more
Propitious for them than force. I do not fear
The enemy who shows himself to me in arms;
But I must fear one who dissembles.

Adalbert
Although you arrive, Sire,
Surrounded by troops and credible rumor
Cries why you come to us,
We petition you for peace, if peace you desire.

Otto
I do desire peace. Who can deny it? I wish
To give it to this land, and I don armor
To that noble end. If rumor has spoken
Truly to you, I can say no more.

Adalbert
Hear then, Sire, much from my lips.
The people all direct
Their gaze at you. That you were moving
Against their kings, they knew before you crossed
The mountains in arms: they have not resisted
And you know how they could resist. Word spreads
That the heart of Otto is as just
As it is great, that you would have observed that no one deceives you, And you to take up arms wrongfully.

Otto
And for a noble heart
To gird the sword, what cause is more just
Than to save the oppressed? The tears of Adelaide,
The usurped crown, the good Lotario
Slain by treason
Have cried vengeance, and soon…

Adalbert
Ah! But you do not yet know Adelaide.
She hides within her
An ambitious and wild soul. Among us
The consort of unhappy Lotario is spoken of
Quite differently. Ah! Heaven forfend
That I wish to accuse her of such an evil crime.
Allow only that the right,
By which the Italian throne awaits us,
Sire, be made clear to you.

Otto
The right of Bérenger and Adalbert?
Tell me, has any of your ancestors
Ruled because grandsons once
Claimed the throne?

Adalbert
And did the ancestors
Of Lotario rule perhaps?

Otto
Ugo ruled.*

Adalbert
But he lost the crown.

Otto
And who took it from him?

Adalbert
His own weakness.

Otto
Say rather,
Your own perfidy.

Adalbert
Do you call perfidy
Saving the country from ruin?
Italy was near to perishing
In the hands of Ugo: it shuddered,
And spontaneously threw the crown to his feet.

Otto
But it recovered it and gave it to Lotario.**
You then slew him. The sufferings of Adelaide
And her long wanderings are known to all.***

Adalbert
But you know not the discord
That brews among us. Believe it, that soul
Is more wicked than you think, and as unworthy
That I bow to her,
As that you yourself, Sire, ever ally with her.

Otto
Whatever it be, I wish to see her. I have come
As her defender, and I shall be the judge
Of the great dispute.

Adalbert
Can you, Sire, make yourself
The judge between one who has the crown on his head
And one who has no crown?

Otto
I defend the right; who can claim it knows it.
Adelaide lives in weeping:
You are happy on the throne.
Enough: I wish to see her;
You cannot conceal her from me.

Adalbert
Yes, you shall see her. But listen:
Do not trust too much.
A woman’s weeping can succeed
In deceiving a king.

Otto
(Restrain yourself, O my fury,
Give place to prudence.)
I shall know very soon
Which is the deceiver.

Adalbert
(Restrain yourself, O my fury,
Give place to prudence.)
You will know very soon
Which is the deceiver.

Adalbert
We lay down the sword,
Peace we offer you, if you desire it,
Between the queen and ourselves
Who will be able to deceive you?
(Ah! When able to wield arms,
How much it costs to dissemble!)

Otto
I do lay down my sword,
Let there be peace between us.
Between the queen and yourselves
I waver in my judgment.
(Ah! When able to wield arms,
How much it costs to dissemble!)

Adalbert
A friendly reception
I offer you in Canossa.
(My soul’s spite
I cannot restrain.)
Let eternal and true
Peace unite us,
And let ties
Of firm friendship bind us.
(The base duplicity
Will be betrayed.)

Otto
The friendly reception
In Canossa I welcome.
(I cannot conceal
The suspicion in my soul.)
Yes, let pure and true
Peace unite us,
And let ties
Of firm friendship bind us.
(The base duplicity
Will be betrayed.)
Exeunt.

SCENE VIII
A vestibule. Eurice.

Eurice
No one comes…I am uncertain…Ah! perhaps
Adalbert has been betrayed, and defied
The power of Otto. Desire for rule and fear
Torment my by turns. Ah! Would I had never
Possessed you, never, even for a day,
O malevolent crown,
If fate take you from me and give you to another.

SCENE IX
Bérenger and the above.

Bérenger
Otto has fallen into our snare: Adalbert
Has accomplished our design. In a few moments
Otto himself arrives with our son.

Eurice
Oppressed by a thousand doubts
My heart pounds and cannot trust
My unsettled mind. What do you hope for?

Bérenger
What do I hope for?
Look: he comes to Canossa
Alone or with few; while his powerful
Army stands far from these walls,
My mind is devising a weighty plan.

Eurice
Ah! May heaven forbid that such a late artifice
Redound to our woe!

Bérenger
And what would you have?
To raise your eyebrows now
Because I remained troubled for a moment?
Who can resist such a host, and who can restrain
The masses of the people
Who, while I try my luck on the battlefield,
Could close the gates on us forever?
It sounds as if the arrival
Of Otto is celebrated…Look at him. He arrives…

Eurice
The mob accompanies him…

Bérenger
Calm yourself,
Feign, and conceal the rancor in your soul.

SCENE X
People preceding Otto. Otto with Adalbert; retinue of German soldiers and those of Bérenger, who goes with Eurice to meet Otto.

Chorus
Long live Otto, the great, the strong,
Our hero and defender.
May fate be constant for him,
As our love is eternal.

Bérenger
You see, sire? You do not arrive in Canossa
Among your enemies. Everyone bows to you. I wish
For the people to be open in their applause for you
Just as we are intent on honoring you.

Otto
Did you hear the name that the crowd uttered
Amid plaudits and songs? Where is Adelaide?
Where does she suffer in misery her wrongs?

SCENE XI
Adelaide (still dressed in mourning) and the above.

Adelaide
(bowing low)
Here at your feet is that unfortunate.

Otto
Adelaide!…it is you…Rise…(what a sight!
How it wounds my heart!… O unhappy
Widow of Lotario! Ah! How you appear
To Otto’s eyes!)
Rise, speak; someone has wronged you.

Adelaide
Wronged!…Heaven sees me, heaven, that I invoke
As a shield against the evils I suffer. Have you heard
Recounted the death
Of betrayed Lotario? The life
Worse than death of his grieving,
Distraught spouse? I am that one.
Sire, that one am I;
My sin is to implore revenge.

Adalbert
Revenge! And what? Lotario died;
Whom do you have courage to accuse?

Adelaide
Villain!
You ask?

Bérenger
(to Adalbert, whispering)
I conjure you, restrain your spite.

Adelaide
Sire, how much I loved him,
How much I hate them
All Italy knows. Death unforeseen
Cut short his days; I shed tears, and they
Were seen to rejoice. I say nothing more.

Adalbert
(Restrain my spite? Who could restrain it?)

Adelaide
May the memory of that fatal day
Soon pass into oblivion. But who gave you
The power to assail me? Why reduce me
To wandering a fugitive, to make me shelter
In horror in inhospitable forests?
Evil ones! Why?

Adalbert
Love was the reason…

Bérenger
(interrupting)
And love of country. Who could allow
Your flight and your hatred for us
To provoke discord?

Adalbert
And you achieved it;
And haughtily your heart
Has always nursed the bitterest hatred toward us.

Bérenger
But you are lost.

Eurice
(whispering to Adalbert)
What are you doing?

Adelaide
Traitors, it is true.
But in whom could I find
A generous heart that felt pity
For my cruel condition?
(to Otto)
In you, Sire,
If weeping serve, if innocence serve,
Save me
From the fatal danger that I sought to evade, oh God,
And may pity for my plaint move you.

Otto
You have all my pity,
Incomparable lady; I heard it
From the day when I began
To know of your misfortune, and climbed the Alps.
Cease your weeping; I have heard:
Avenged you shall be. My heart
Vanquished by such superhuman suffering
Prepares for you a greater throne. People, listen:
Your future greatness resides in her.
The earth reveres her: and she is my bride.

Chorus
Let the world applaud on this find day
The defender of Adelaide.
Let only gay songs of love
Echo around.
Let no more sad thought of grief or distress
Disturb our hearts,
Now that sweet matrimony
Rewards beauty and valor.

SCENE XII
Adalbert and Bérenger.

Adalbert
Silent! Ever silent! Such constancy,
Father, I do not have. What! Do you perhaps
Want to wait until before our eyes
He leads her to the altar and snatches the crown
From her hands? Suffering then is pointless.

Bérenger
Mad youth! Do you so quickly
Forget who Bérenger is? Do you believe
That I wish to submit cravenly? A desire greater,
More burning than yours consumes my heart,
I wish for a kingdom, and you, coward, for love.

Adalbert
But what costs it to grasp a sword
And slay him in front of the queen?

Bérenger
And then what?
Who could save us
From so many warriors? We shall have
Full revenge and soon. A goodly host
That I have called in aid I hear already
Is on its way to Canossa…Quiet. Misled
By a false sense of security,
The enemy army cannot grow suspicious
If it sees Otto himself trust us;
Leave me; do not fear: he shall be ground down.
If kindly fate protects
My plan for a few moments,
This conquering hero
Will lose life and realm.
I shall look with dry eye
Upon the pleas and laments of the culprit,
My sole pride and glory will be
Vengeance and fury.
Exeunt.

SCENE XIII
A chamber. Adelaide richly attired. Chorus of
damsels.

Part of the Chorus
O refuge that was once
A respite from grief,
Ah! You become today
A sanctuary for love.

All the Chorus
The beloved princess
Will at last be consoled.
Rejoice: the day of her happiness
Draws near.

Adelaide
You have wept enough, my eyes;
Now at last it is time to breathe.
Gaze now upon a ray
Of happiness shining upon us.
Ah! How all about us is gay;
I can be merry again.
O dear image
That I carry in my heart
You alone can give
Delight to my spirit,
And put and end
To my misfortunes.

SCENE XIV
Iroldo, Adelaide, then Otto.

Iroldo
O that once more I am allowed,
Noble princess,
To see you at liberty! Never a fairer day
Than this has dawned. Come out and listen
How the people rejoice
And raise your great name to the skies.
They call for you loudly
And hasten the moment when Otto
Becomes your husband. Already the solemn rite
Is being readied at the cathedral, and the altar raised.

Adelaide
And Bérenger and Adalbert?

Iroldo
Those two
At heart do tremble; but who can resist
When the people cry and say Otto?
Behold, he comes.
He withdraws.

Otto
Princess, at last
You no longer need fear your tyrants.
Once more you are
Queen in this land. Happy for the throne
That he has given you, Otto asks
No reward but your hand.

Adelaide
Sire, I promised it
When I dared ask your aid.
I shall keep the pledge I gave you.

Otto
Ah! If my heart had not
Been taken by your person and your virtues,
Princess, I would not have asked
For your hand; but hear, O God,
That without you I can never more be gay.

Adelaide
Ah, Sire.

Otto
What do you wish to say? All the people
Desire your marriage: speak, I am ready,
If you refuse to love me, to turn elsewhere,
And conceal from you, if you desire, my pain.

Adelaide
Ah, no; I am yours; I offer you my hand and my heart.
You give me a crown and life,
I honor you my defender;
You want me as a wife, I love you,
Sire, from my soul.

Otto
Forget, my dear,
That I am your defender;
From now on remember only
That I am your lover.

Adelaide
My heart adores you alone.

Otto
You are my idol.

Adelaide and Otto
Repeat it to me again,
And say no more.

Otto
Come to the church, ah, come, my love,
United to my breast forever.

Adelaide
I shall love you as I love you at the altar
As long as heaven grants me life.

Adelaide and Otto
My heart will always love you,
It will be faithful to you always.
You, sweet love, who kindle in the soul
The pure and chaste affections,
Protect and defend
Such beautiful fidelity.
Exeunt.

SCENE XV
The piazza of Canossa, surrounded by stately buildings. The people, then Bérenger, Adalbert, Eurice and a retinue of soldiers, some dispersed about the stage.

Chorus
Open the doors, O temple
Of the sacred precinct.
Deck the altar with flowers
On such a jubilant day.
So august a couple as this
Has never been united.

Adalbert
(to his father)
Do you hear those plaudits? I tremble!

Bérenger
They shall be turned to sorrow.

Adalbert and Bérenger
All the enemy camp
Reposes in songs and celebration;
Thus it will pose no obstacle
To the great plan.

SCENE XVI
Otto, Adelaide, Iroldo, retainers.

Adalbert
(as above)
Behold Adelaide and Otto…

Bérenger
Continue dissembling and be still.

Chorus
(now to one, now to the other)
These coronets of flowers,
These brilliant torches,
Are gathered for you,
And lighted shine for you.
May heaven award you as a gift
As much as it grants to kings.

Otto
O dear daughter, beloved pledge
Of Italian rulers,
Come to the church, come to the realm
And rule over my heart.

Adelaide
Illustrious mirror for rulers,
My generous support,
The realm acquires greater luster
If piety and love adorn it.

Adalbert and Bérenger
(aside to each other)
Ah! Compose your appearance,
Do not betray the great design.
The realm is not yet yours,
You fools, I still hold the sword.

Adelaide and Otto
Dear hand, which I hold and press,
Tender pledge of love,
Place yourself on my heart
And feel it beat.
You must never, dear hand, leave me
Even for a moment.

Adalbert and Bérenger
The great moment approaches;
Do not waver, O my heart.

During the approach to the church, a clash of arms is heard at some distance, increasing in loudness until the end of the act.

Otto
What is this sudden noise!

Adelaide
What an ominous din!

Adalbert
(to Bérenger)
Grasp your sword and reveal yourself;
This is our camp!

SCENE XVII
Ernest hastily, with German warriors and the above.

Ernest
Sire, you are betrayed,
Flee, you are in danger.

Adalbert
(to Otto)
At last, all has been achieved.
Stay; you must tremble!

Bérenger
Look: soldiers, ho.

Enter Bérenger’s soldiers.

Otto
As long as my sword is with me,
Traitors, I do not fear.
(draws his sword)

Adalbert
Come, if you have the courage…

Adelaide
Stop…
(running from one to the other)
Impious men…I feel myself dying…

Bérenger’s soldiers scuffle with the German soldiers; Bérenger and Adalbert with Otto and Ernest; Adelaide is trapped among Bérenger’s soldiers.

Bérenger
(to Otto)
At last the moment of vengeance has come:
I shall punish the offense with your blood.
(to Adelaide)
Forward, soldiers; the common enemy
Will be run through by my hand.

Adelaide
Ah! Help! What a terrible moment,
Just heaven, punish the offense!
Stop…Save my beloved…
I cannot find or hope for defense…
Ah! How hostile destiny
Has not satisfied all of its malice.

Otto
Traitors! I yield to you a moment,
To punish a more heinous offense,
Just Heaven, protect my beloved;
Warriors, defend her.
Ah! Tremble; hostile destiny
Has not stripped me of valor.

The chorus sings alternately the words of Adelaide and those of Otto. It all expresses confusion and fright.

ACT II
The interior of the Fortress of Canossa as in Act I.

SCENE I
Chorus of the soldiers of Beranger and Adalbert.

Part of the Chorus
Like the eagle that swoops
Upon the timid dove,

The other part of the Chorus
Like a lion who charges into the midst
Of the fleeing flock,

All the Chorus
Berenger and Adalbert
Attack in turn
A trembling and perplexed Otto,
And he has taken flight…

Part of the Chorus
Let the arrogant man learn at last
What valor inflames our souls.

The other part of the Chorus
Let him know at last that in combat
We are bold and strong.

All the Chorus
That destiny’s blows
Do not make us craven,
That the steadfastness of our generous
Ancestors remains with us.
(Departing)

SCENE II
Adalbert, Eurice, and the above.

Adalbert
We have won, Mother. The enemy army
Surprised during the mad celebrations, dared in vain
To put up brief resistance. It trusted its salvation
To flight; Otto himself
Flees, oppressed by so many troops
And trembling hears the sword of the victor
Béranger whistling at his back.

Eurice
I return joyful at last. I cannot tell you
How fearful I was. Now ours is the kingdom,
Adelaide’s hand is yours.

Adalbert
Human power
Cannot wrest her from me; when Béranger
Returns from the battlefield, I shall possess her!
But I see her appearing
Melancholy and contemptuous…Mother, I want
To comfort that heart.

Eurice
Can you hope for that? Any prayer
Is futile: be rigid and forceful.

Adalbert
Perhaps the contempt in her
Softens my rigidity? Leave her to me.

Eurice
I go.
As duty demands and as love impels you,
May you succeed in your intent; speak to her.

SCENE III
Adelaide, Adalbert.

Adalbert
I return, Adelaide, and return
The victor over Otto. You see, you have
No more hope in him. Miserable and bereft
Of husband and realm, in Adalbert
You shall have realm and husband, as may please you.
Speak; will your heart never be placated?

Adelaide
Adelaide’s heart placated? Do you believe that?
Commit a crime, that in the course of years
Obtains no forgiveness, for which no
Repentance or remorse serves, and such is yours.

Adalbert
Repent of what? Was Lotario’s death
Perhaps my fault?

Adelaide
Well I know
Who robbed me of my husband and who insults me.
(about to depart)

Adalbert
Ah, listen…
I do not insult you: is loving you an offense? I wish
To possess your heart; if I obtain it not,
I am miserable; this is my desire:
Either to win your hand or die.

Adelaide
Do not talk to me of death; you are unworthy
Of dying for me. Surely, rather
Than live at your side,
I shall find death; how sweet is death
When one leaves a name
Devoid of stain.

Adalbert
And do you have that? How?
You wish only to see yourself dead,
Only torture, and you expect glory?
Calm yourself, Lady; hear
How your country cries: do not prolong
My agonies; Adalbert holds the throne,
Share it with him, and I am happy.
To the prayers of your homeland
Join my own prayers;
Serve it, Adelaide,
Yield, cruel woman, to me.

Adelaide
Away with you; this tortured soul
Despises your prayers.
Only to look at you
Reveals a traitor.

Adalbert
Otto is fleeing, and you still hope?

Adelaide
Do you claim to have heard that?

Adelberto
Yes: even he honors deception,
As long as he who plots it benefits.

Adelaide
I know you by these senses
and your vile father.

Adalbert
Oh, shame! You were not
Born for betrayal, my heart.
Ah! Only you, O cruel love,
Made me so base.

Adelaide
You could never suspect
My soul of treason.
These are your boasts, Love,
When you inflame an impious heart.

SCENE IV
Chorus of soldiers in haste and afraid and the above.

Chorus
Ah! Sire, we are lost;
Otto has won.

Adelaide
Great God!

Adalbert
What do I hear!

Part of the Chorus
In one moment Fortune
Declared herself for Otto.
Surrounded, Bérenger
Remained his prisoner.

Adalbert
Ah, unjust Fate, you are victorious!…
What do I resolve, oh, God, what do I do?

Adelaide
Ah! Destiny, you are placated;
Ah! I shall be happy again.

Adalbert
That joy that brightens your face
Cruel one, still hides in your heart.

Adelaide
In joy this soul is tranquil
As in the midst of anguish and pain.

Adalbert
I shall lose the crown and my life,
But you will not be torn from my breast,
But I shall never see you another’s wife.

Adelaide
You may rob me, tyrant, of life,
As you have robbed me of peace,
But I shall never be your wife.

Exit Adelaide; on the opposite side Adalbert with the soldiers.

SCENE V
Iroldo.

Iroldo
To see you in tears and not be able,
Unhappy princess, to offer you
Aid!…Does blind Fate then
Smile on unjust hearts?
Ah! If the death of anyone
Could help against pain, oh, God…
The opportune victime, behold, am I.
Exit.

SCENE VI
A vestibule as in Act I. Adalbert, Eurice, chorus of
soldiers.

Adalbert
Leave me: you plead in vain…

Eurice
And you will abandon
Your father among the enemy?

Adalbert
And shall we lose
In a single day the fruit of so much toil?
Yield to a shadow of fear? Oh, shame!

Eurice
A shadow of fear! But did you not hear
The messenger of Otto? If you do not deliver
Adelaide immediately, you condemn
Bérenger to a cruel death.

Adalbert
Oh, Mother! Your
Trembling love blinds you.

Eurice
And what will you respond
To the messenger?

Adalbert
That I fear nothing.

Eurice
And the proposed exchange?

Adalbert
I refuse it.

Eurice
I tremble!
And does your father’s danger,
Cruel man, not move you?

Adalbert
I see only
That I possess Adelaide,
That I cannot lose her.

Eurice
At least listen
To a mother’s weeping.

Adalbert
Weeping unworthy of you, of me, of Father.

Eurice
O unworthy son! Oh, anguish! What do you leave
Your mother! Now, come, kill me.
Yes, kill me, O ungrateful son,
Satisfy your fury fully;
Come, join me to the cruel fate
To which you condemn your father.
If you do not value the life
Of him who gave you life,
It is right that she who has now
Infatuated you despise you.
Exit.

SCENE VII
Adalbert, chorus.

Adalbert
Stop…do not listen to me…Ah! who bound
The blindfold over my eyes?…Overpowering love
Has usurped all the affections of the heart.

Chorus
Bérenger is in danger
Only because of you,
Ah! Remember that you are a son
Before you are a king.

Adalbert
I am a son…I am…Horrible warfare
Rages within me…I have no fiber in my breast
Untouched by nature, unmoved by love…
They strive to test this soul,
Filling me with phantasms and fear…
Which will win I know not.

Chorus
May nature win.

Adalbert
Cry out, O Nature, and awaken
My dormant virtue,
And Father shall have
Freedom and life.
Ah! Though I am bereft for now
Of Adelaide, oh, God, so be it!

Chorus
Do not repent; and let the just work
Be accomplished, for mercy’s sake.

Adalbert
How can I live
Without her
Whom I cannot abandon?
Oh thought of pain!…
Love, be silent…
I waver again.
I listen to the sighs
Of my father,
I feel all the spasms
Of love;
I resolve and I doubt,
I burn and freeze;
I have men who are enemies,
Heaven is an enemy;
Love has me pitifully
In his throes.

Chorus
Listen to the men,
Listen to heaven:
They demand
Liberty for your father.

Exit Adalbert agitated; the chorus follows him.

SCENE VIII
Eurice, Iroldo.

Eurice
Come: I shall speak
To my enemy myself. Let her escape, and thus
Save my husband from death.
I shall open the gate to the city for you.

Iroldo
Heaven reward you
For this generous deed. Oh! What honors
You will have through all Italy.

Eurice
Hush: do not make me
Regret my plan. I lose the throne,
While today I undertake to save Adelaide:
That is the honor I expect from the deed.

Iroldo
To succeed in saving
Your husband from death, you will have
At least the reward of your heart; let that suffice.

Eurice
Ah! Come,
Speak no more. I must focus my attention
On the destiny that presses me.
You will both go forth to the enemy camp together.
Exeunt.

SCENE IX
A view of Lake Garda, as in Act I. Otto, Ernest, German soldiers.

Ernest
Sire…as you commanded,
I proposed the great exchange to Adalbert.
At first he showed
Much uncertainty, then he yielded.
He strongly requested
To speak with you, provided that nothing hinders
His coming and leaving the camp.

Otto
He may come safely.
(to the guards)
Let the prisoner be brought
Before me.
(Exit Ernest).
O my empty victory,
If I have lost Adelaide, and if the ignoble son
Refuses to exchange her for his father!

SCENE X
Bérenger, Otto, then Ernest

Bérenger
(I a prisoner! Oh the shame! Oh spite!)

Otto
Look on me, O Bérenger, and see
In me your judge. Villain, tell me,
Did you gain by betraying me?Your crime
Deprived you of all rights,
And you have lost throne and crown forever.
Do not hope for them more.

Ernest
Adalbert arrives.

SCENE XI
Adalbert and the above.

Bérenger
Adalbert! My son!

Adalbert
Oh, my Father!
How I left you! How I see you again!
(to Otto)
Let the first thought be
Of filial love;
Then let us talk of the proposed exchange.

Bérenger
Did you say exchange?

Adalbert
Your life
Depends on that alone; it save you
I give up Adelaide. Otto, I Understood: I accept
The offer you have made.

Béranger
I reject it.

Otto
What!

Adalbert
Why?

Bérenger
Is it true? You turn coward
At this gesture? To yield her? Could you
Thus forget how I toiled
To keep my prey; and you insist on
Taking her from me? By what right? Speak.

Adalbert
Because of your peril. If it were not he, Father,
Who could rob me of Adelaide?

Bérenger
I was mindful of every danger
Before donning the royal mantle;
I scorned them all;
I wanted the crown or death.

Otto
And death you shall have.
You will see its face
If you remain as obstinate as your boast.
Consent to my will,
Or expect all my wrath upon your head.

Bérenger
(to hi son)
Go, and prepare my revenge.

Adalbert
Oh! Father, I wish to save you
At any cost. I will buy your life
With the sacrifice of all my affection.
(to Otto)
Sire, I wish to cede Adelaide to you.

Bérenger
Stop; I command it. O my Son, do you not
Think of how much we are losing? You take more
Than my life, if you deprive me of rule.
Hear me, Otto: if I give you Adelaide
I want the throne of Insubria in return.

Adalbert
(What will he say?)

Otto
(What do I decide?)

Bérenger
For this price
I give you Adelaide,
If you refuse, I shall die.

Ottone
(Ah! That Adelaide is worth
More than a kingdom.) Very well, Insubria is yours.
I agree to a great treaty. Give me your hand
And let this be a pledge of faith today.
Accept the accord: I now approve it…

SCENE XII
Adelaide accompanied by Iroldo and the above.

Adelaide
Stop.

Otto, Bérenger, and Adalbert stand stunned. A brief
pause.

Otto
Adelaide!…O heaven! What do I see?
Who loosed your chains?
Ah, my bride, my love,
I begin to breathe.

Adelaide
Here I am. I return to your bosom;
Love undid my chains.
As soon as I see you, my love,
I begin to breath!

Adalbert and Bérenger
(Adelaide…O hevaen! What do I see?
Who loosed her chains?
Why does death not come to me?
I am done with hoping.)

Otto
(to Adalbert)
Leave us. Make haste to return
To your fortress.
Before the day is done
You shall see me there.

Adalbert
I go; but first keep the faith
That you yourself have given.
Let my father be permitted
To regain his liberty.

Adelaide
(to Béranger)
Yes, you shall obtain it; your wife
Was promised it
When she opened the gates
Of the deadly citadel to me.

Béranger
Oh, treason!…I stay:
I disdain freedom;
I will not buy life at the price
Of infamy and baseness.

Adalbert takes Bérenger aside; Otto, Adelaide, and all speak at once.

Adalbert
O Father, yield and take
Your vengeance on me.

Bérenger
Go hence; leave me: if I have it
Accomplished by you I am satisfied.

Otto
You wish him to leave? Ah, no, I swore
To take vengeance for you.

Adelaide
I was forced to swear it
To her who freed me.

Otto
(to Bérenger)
Flee, and prepare to leave
Your besieged throne.

Adalbert
(to the same)
Keep true to your glory.
I shall guide your steps.

Adelaide
(as above)
Go, and just remember
How much I have given you.

Bérenger
I go: you shall see what use
I make of your gift.

Bérenger and Adalbert
Do not believe to have
One day discouraged me.
I return to the camp,
I invite you to arms;
The ancient valor
Is reborn in my heart,
And I have not lost
The use of the sword.

Otto
The great day has arrived,
Your reign is over.
I return to the camp,
I accept the invitation.
My valor is strengthened
By the power of love,
Which alone has armed
My hand with the sword.

Adelaide
The great day has arrived,
Your reign is over.
(I return trembling,
I have lost my heart.)
Let your valor be strengthened
By the power of love.
Apart from your sword
Hope have I none.

Adelaide and Ottone depart toward the tent; Bérenger and Adalbert outside the camp.

SCENE XIII
A magnificent tent. Ernest, guards, then Iroldo.

Ernest
Comrades, the bride of Otto
Is entrusted to you. Now that the battle
Will begin, watch over the entrance
To this tent.
Defend it. Let Adelaide rest
Secure here and not fear
Any enemy that may try to attack her.

Iroldo
The fighting will be more grave
Than you think, Ernest. It is true
That Bérenger’s and Adalbert’s
Soldiers are few, but courageous,
And the desperate fury
Of the ferocious pair
Increases and redoubles their courage.

Ernest
Otto is one
Who can meet any fury:
I shall see him victorious.

Iroldo
Look where he comes.

SCENE XIV
Otto and the above.

Otto
Let every warrior, Ernest,
Ready his arms. A din his heart
To rise from the heights
Of the enemy walls. In a little
Bérenger and Adalbert
Will ride out of Canossa
For the final battle.
(Exit Ernest.)
And you, who have been
The support of Adelaide
Through so many misfortunes,
Will be rewarded after I regain the realm.

Iroldo
When, Sire, I girded
The sword of a knight, I swore to make myself
Protector of the just; it is reward enough
That I have kept my oath.
Adelaide comes to you.

SCENE XV
Adelaide and the above.

Adelaide
How brief,
My dearest Prince,
Are the moments of pleasure! I return
To my fears for you, and in the new battle,
Although your valor reassures me,
My heart, oh, God, sees a thousand dangers.

Otto
Cease trembling.This, my Love,
Is the ultimate peril. Propitious heaven
Smiles upon my courage and your rights;
Allay your fears: it will battle for us.

SCENE XVI
Ernest, chorus of soldiers, and the above.

Ernest
Sire, Bérenger and Adalbert
Have even now come forth from Canossa
With their army; already I have heard
The ferocious cries from the field coming closer;
I have seen sunlight glitter on their weapons.

Otto
Go.
(to Adelaide)
Farewell.

Adelaide
Stay…listen…Ah, Prince…
Ah, I cannot leave you…

Otto
Hold back your tears;
I fly to victory. I beg you
But one farewell, and hiding your sadness,
My love, spur on my valor.

Adelaide
Yes, go…Farewell…I desire you but
One more moment, Dear, with me. I do not wish
To weaken you with my tears, oh, Lord!
I hide them,
And mid the perils of such a happy moment
My loving heart undaunted follows you.
(takes off a veil and binds Otto with it)
Wear this white band
That love gives you, Dearest:
That veil and that blade
Will make the kings tremble.
Under so fair an ensign,
Go then, my love, to vanquish
Those who would do battle with you.

Otto
I tie on the symbol of love;
I will know how to fight for it.
Exit with Chorus.

Adelaide
If in such peril my tears
Are welcome to the angels,
Come to my eyes, my heart,
Oh, let them flow now.

Chorus
(reëntering)
Prepare your heart for joy:
The enemy has already been defeated.

Adelaide
To fear adversity
For one moment;
To weep from anguish,
Then from happiness,
This is the greatest
Pleasure of love
That a soul can
Ever experience.

Chorus
To such love,
To such courage
Victory can
Never fail.

SCENE XVII
The exterior of the fortress of Canossa. The gates are open; the scene is occupied by the victorious army and the prisoners. The people issue from the fortress carrying wreaths of flowers and laurel. Otto will appear on a triumphal chariot followed by Adalbert and Bérenger in irons.

Chorus
The maidens wove garlands
Of the most precious flowers,
The youths crafted crowns
Of ever green laurels
When Otto went forth
So boldly to battle.

Part of the Chorus
May the flowers smile fairest
Upon the victor’s brow
May the laurels grace with green
The head of great Otto.

All the Chorus
Who defeated Bérenger
Twice in a single day.

SCENE XVIII and the Last
Adelaide, followed by Iroldo. Otto descends from the chariot and goes to meet her. Bérenger and Adalbert, with haughty attitudes, remain apart.

Otto
These honored crowns, which the people’s
Love present to me
Are more welcome to my heart
Than the crown that shines on my head
Because glory weaves them and love bestows them;
But dearer to me than my crown
And my laurels,
O Princess, are you.
Come, press your lover
And your betrothed to your heart.
Amid songs of victory
I place my crown upon you.
(crowns her)
Remember fame and glory
That triumphed for you.
But remember your fair heart
That swore me love and faith.

Adelaide
Ah! You know with how much passion
Love has filled my heart.

Adalbert and Bérenger
Where can I hide my shame?
Who will lend me a dagger?

Chorus
May glory and love smile on you,
Our prince and our king.

Otto
I make you queen
Or your first throne;
I wait for you to rule with me
On the imperial seat;
To you I shall owe my glory.
Love directs us
To the marriage bed of Hymen;
Most welcome joy
Swells in my heart.
And amid most tender
And loving affection,
Cupid prepares
sweet delights.

Adelaide
May love bind us
In sweet bondage.

Adalbert and Bérenger
Gods, let lightning
Strike us in the heart!

Chorus
The favor shines
From benevolent heaven.

THE END

Notes

*Ugo, father of Lotario, was declared deposed from rule through the work of Bérenger, who had himself proclaimed king against Adalbert.
**Lotario presented himself in Milan to the people gathered in the great cathedral and by prayers obtained the crown again.
***Adelaide, after the death of Lotario, fled to Pavia, there was besieged and fled again, wandering for many days and nights in desolate places.

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