Alahor in Granata (1826)

The More I learn, the Less I Know

Alahor in Granata (1826)

Alahor in Granada
Music Drama in 2 Acts
Libretto by M. A.


A very fuzzy 1998 video posting of the complete opera with Spanish subtitles. Catch the very young Juan Diego Flòrez as Alamar.

ARGUMENT
(Supplied by the librettist)

It was then a time when the factions of the Abencerages and the Zegries in Granada were engaged in bloody subversion of that kingdom.
One night, Ali, chief of the Zegries, arouses the the Abencerages with a false alarm, makes a terrible slaughter of them, and brutally murders Mohamed I of the Abencerages and almost all of his children. Two escaped. Alahor was abducted; Zobeida remained in Granada. Ali died, Mulay Hassem, his brother, mounted the throne. Zobeida’s beauty and virtue inspire in Hassem an ardent love, which Zobeida shares with equal ardor. The tribe of the Abencerages is no longer the enemy of Ali’s brother; however, he tries in vain to unite it with the Zegries. Granada is surrounded by forces of Isabela, and a long siege had desolated the city.
Hassem, to the shame of the Zegries, makes an honorable peace with Isabela. Alamaro, a fierce partisan of Ali, regards with ill will the good relations of Mulay Hassem with the Abencerages. He devises a plot to kill Hassem. Favor for the opposing faction, scorn for that of the Zegries, love for the daughter of Mohamed, the peace made with the Iberian armies–those are the crimes of which Hassem is accused by the Zegries. Alamar has one motive in particular, Hassem’s rejection of his daughter.
Alahor, Zobeida’s brother, having escaped death, brought up far from Granada to hate the Zegries and grown to adulthood, arrives there incognito to take his sister away from the enemy. He comes to avenge his father, just as Orestes to the kingdom of Aegisthus. He finds his sister is Hassem’s lover, moreover, about to become his wife; manifesting his hatred and rage with too obvious signs, he is eyed by Alamar to assasinate Hassem. Alahor embraces the faction. Alamar introduces him. Ismail, loyal to his king and joining Alamar only to spy on his conspiracy, reveals the plot to Hassem. The king disguises himself and waits for his assasin. The place where Hassem was supposed to be stabbed by Alahor becomes their meeting point. Upon these circumstances, some historical, some fictional, the present drama unfolds.


CAST OF CHARACTERS

Zobeida, daughter of Mohamed, sister of Alahor (Soprano)
Alahor, son of Mohamed (Baritone)
Muley-Hassem, king of Granada (Contralto)
Sulima, favorite slave of Zobeida (Mezzo-Soprano)
Alamar, chief of the Zegri tribe (Tenor)
Ismail, pretended confidante of Alamar (Tenor)
Chorus of Zegries, Abencerrages, Soldiers, People

The action takes place in Granada in the 15th Century

ATTO PRIMO

Gran piazza di Granata. Alla destra il palazzo reale detto l’Alhambra. Alla sinistra una delle porte di Granata. Il fondo offre in prospettiva la lunga catena degli Alpussari.

SCENA PRIMA
Alahor viene dalla parte de’ monti. Il suo abito dà indizio dello stato suo deplorabile. Si avanza, mirando intorno.

Alahor
Granata è questa. Alfin ti veggo, o terra,
Terra esecrata: il padre mio qui cadde.
Il crudo Aly de’ nostri Abenceraghi
Qui versò a tradimento a fiumi il sangue;
Zobeida, ed io, suo misero fratello,
Fuggimmo soli all’orrido macello.
Hassem co’ Zegri di Granata il soglio
Calcan superbi, ma Alahorre è vivo.
Vendicator di sì feroce oltraggio
In Granata ritorno: alle lor mani
Zobeida strapperò: sul trono istesso
Hassem fia spento per mia man… O padre,
Padre, qui tu cadesti, e qui t’aspetta
Memoranda, terribile vendetta.
Ombra del padre mio,
Che a me t’aggiri intorno,
Esulta: alfine il giorno
Vendicator spuntò.
Esulta: i tuoi nemici
Caderti a’ piè vedrai.
Esulta: a gorghi il sangue
De’ Zegri tu berai.
Di disperati accenti,
Di flebili lamenti
Quest’abborrita reggia
Io risuonar farò.
Ma qual fragor?… Di Zegri un stuolo… ancora
Giunta non è della vendetta l’ora.
(si ritira)

SCENA SECONDA
Coro di Zegri, che mesti si avanzano, quindi Alamar ed Ismaele.

Coro
Dove l’antico onore,
Dove la gloria andò?
De’ Zegri il gran valore
Depresso, ohimè! restò.
Pace coll’armi ibere,
Che noi cingeano intorno,
Ad onta nostra e scorno,
Hassem, il re, segnò.
Ai vili Abenceraghi
Ei ci pospon…

Alamar
Tacete.
(sdegnato si avanza)
A che d’inutili voci e lamenti
Oziosi e stolidi spargeste i venti?
A che di lagrime bagnate il ciglio,
Mentre l’onore giace in periglio?
Convien risolversi, bisogna oprar.

Coro
Tutti rimiraci pronti ad oprar.

Alamar
Il patrio onore Hassem oscura.
(va sempre crescendo in forza)
Contro de’ Zegri Hassem congiura;
Oggi a Zobeida la man darà.

Coro
Oggi egli vittima al suol cadrà.

Alamar
Ma il vostro core?

Coro
Timor non ha.
La morte intrepido affronterà.

Alamar, Ismaele e Coro
Fra poco esanime cadrà quel perfido,
L’onta col sangue pagar dovrà.

Alamar sguaina la spada, gli Zegri gli fan circolo, sguainando la loro, e battendola a tempo con strepito su quella di Alamar. Gli Zegri si ritirano, resta Alamar ed Ismaele.

Alamar
Hassem cadrà, lo merta: di mia figlia
Egli sprezzò la mano; onta sì grande,
Offesa tal non fia
Che impunita rimanga e inulta sia.

Ismaele
Ei la sprezzò, non la mertava; in premio
Di tanto zelo mio pe’ tuoi disegni,
Alamar, la concedi a’ voti miei!

Alamar
E tu… (Oh! baldanza!)

Ismaele
Eguali
Noi siam per sangue, per il grado eguali,
Ragion non veggo onde stupirti.

Alamar
Eh, taci:
Quella man, che impugnar deve uno scettro,
Impalmerà, stolto, la tua? Rivolgi
Ad altr’oggetto i voti tuoi.
(parte)

Ismaele
Un rifiuto del re spinge il superbo
Alla vendetta: il suo rifiuto ispira
Nel petto mio l’odio, lo sdegno e l’ira.
(parte)

SCENA TERZA
Zobeida con Sulima esce dall’Alhambra. I moti suoi spirano la gioia.

Zobeida
Ah! ti sento, mio povero cor,
Palpitare più ratto nel sen.
Balzi pure di gioia e d’amor,
Or che torna l’amato tuo ben.
Cesserà quell’affanno, quel duol,
Che i tuoi miseri giorni nutrì;
Come appare più lucido il sol
Quando il nembo dal cielo sparì.
(fuori di sé dalla contentezza)
Oh, quante immagini di bel contento
Il sen m’inondano in tal momento!
No, mai più tenere il dio d’amore
Le sue delizie provar fe’ a un core.
Ahi! che alla piena d’un tal diletto,
Il petto appena resister sa.
S’odono le trombe per l’arrivo di Hassem.
Senti s’avanza, Sulima, il mio bene.
Come scuotonsi, o cor, le tue catene!
(Partono.)

SCENA QUARTA
Lo strepito delle trombe fa radunare sulla piazza
il popolo. Coro di Abenceraghi, che precede Hassem. Mentre il coro canta, si avanzano in marcia le truppe di Granata, poscia vedesi Hassem con l’olivo al crine, accompagnato da Alamar, Ismaele, Grandi.

Coro
Pace, pace, degl’inni di pace
S’oda l’aura d’intorno echeggiar;
Spenta è alfine di Marte la face,
Riede il giorno sereno a brillar;
Né dubbiose le madri e le spose
Più vedremo di tema gelar.

Hassem
Popolo, amici, sanguinosi allori
Non cingono il mio crin; ostili schiere
Io non fugai; ampi tesori e prede,
O a mille a mille schiavi a voi non reco:
Pace fu guida a’ passi miei; l’ottenni,
E con l’onor l’ottenni.
Popolo, amici, è questa la mia gloria,
È questa del re vostro la vittoria.
Ah! sì, da tanti affanni
Respira omai, Granata,
I placidi suoi vanni
Pace su te spiegò.
Più non vedrai bandiere
Da lungi sventolar,
Né le nemiche schiere
Il suolo tuo calcar.
Noi non più dell’armi ibere
Dovremo paventar.
(Ma quell’amabile pace dell’alma,
Del sen la calma dove ne andò?
Ahi! che il più barbaro fra i numi amore
Da questo core me la involò.
(a Zobeida)
Ma se mi arridono quei vaghi rai
A nuovo giubilo ritorna il cor.)

Coro
Di Marte alfine spento è il furor.

Le truppe in marcia si ritirano al suono di banda; il coro le segue; rimangono Alamar, Ismaele, Hassem, Zobeida e Sulima.

SCENA QUINTA
Hassem, Zobeida, Alamar, Ismaele e Sulima.

Hassem
Zobeida, del mio cor parte più cara,
Poco è alla tua virtude offrire un trono;
Ma a te qual altro dono
Dare maggior poss’io?

Zobeida
Signor, che dici?
Io tua schiava qui sono, e non potrei…

Hassem
Regni sul cor d’un rege, e schiava sei?
Il mio consiglio approverà la scelta;
Sì, questo il giorno sia
In cui ti adori ognun consorte mia.

Zobeida e Sulima rientrano nel palazzo. Hassem, Alamar ed Ismaele sen vanno per l’altra via.

Scena Sesta
Alahor.

Alahor
Scorsa ho Granata già, ma invan: Zobeida
Io non rinvenni, e fora il domandarne
Troppo imprudente inchiesta.
Solo ed inerme, l’arte pria che il ferro
Usar convienmi a re potente innanzi.

SCENA SETTIMA
Sulima dall’Alhambra e detto.

Sulima
(non vede Alahor)
La prima volta è questa
Che di gioia un balen sul volto apparve
Ognor languente di Zobeida.

Alahor
(Oh! cielo!)
(con premura)
Tu nomasti Zobeida: vive dunque
Di Mohamed un figlio.

Sulima
Sì. In Zobeida.

Alahor
Ella è in Granata, e non vi teme l’odio
Che il rege un dì contro il suo padre accese?

Sulima
D’Hassem tu parli! Ma straniero sei
Dunque in Granata tu, che ancor non sai
Ch’ella con Hassem sta
Onorata ed amata a un tempo istesso?

Alahor
(con ira)
Il ver tu narri! (Oh, padre mio, che orrore!
Col fratello d’Aly, col traditore?)

Sulima
Di tutti ella è delizia,
Ogn’infelice adora il nome suo.

Alahor
(Si tenti.) Dal mio esterno
Ben t’avvedi, che misero son io,
Che qui stranier; son questi
Titoli grandi, onde la speme accolga
Di parlar con Zobeida.
Tu mi conduci dunque; e fin ch’io viva
D’un tal favore a te sarò ognor grato.

Sulima
Ebben, segui i miei passi.
(s’incammina verso il palazzo)

Alahor
(Oh, me beato!)

Entrano.

SCENA OTTAVA
Gran sala nell’Alhambra. In fondo grande apertura con tenda tirata, dalla quale si deve vedere la sala del trono. Zobeida esce da’ suoi appartamenti.

Zobeida
Felice appien sarei:
Hassem m’adora, al tron m’innalza, paghi
Sono gli affetti miei; ma, oh Dio! un fratello
Fuggitivo, ramingo, odiato e forse
Dalla miseria oppresso, se non spento,
Formano nel mio core
Un contrasto di gioia e di dolore.

SCENA NONA
Sulima e detta, indi Alahor.

Sulima
Non nuova nel tuo cor la tua pietade
Uno stranier oggi addimanda, chiede
Sol favellarti.

Zobeida
Uno stranier!… che brama
Egli da me?

Sulima
Ciò non mi disse: disse,
Sol ch’è infelice…

Zobeida
E questo basta assai.
Qui l’introduci; ogni meschino ha dritto
Al mio soccorso.
(Sulima via.)

Torna Sulima

Sulima
Ei viene.
(si ritira)

Zobeida
Infelice t’appressa: questa gemma
Possa il peso alleviar de’ mali tuoi.

Alahor
(resta in qualche distanza)
Il mal più mite è la miseria mia.
Io non accetto doni.

Zobeida
Ma niun ti scorge, tu arrossir non devi.
Accetta, prendi…

Alahor
La viltà finora
Non oscurò la gloria mia: risplende
Intatta e pura; ma la tua, o Zobeida,
(le si avvicina)
Risplende ancor?

Zobeida
Che cerchi? Quale inchiesta?

Alahor
A te lo chieggo in nome di colui
(va ognora crescendo in forza)
Che spento fu per sostenerla, in nome
Di colui che obbliasti,
Di Mohamed in nome, e ciò ti basti.

Zobeida
(si turba)
Oh Dio, che dici mai!

Alahor
Fissa, o Zobeida, su di me lo sguardo,
Deh, mi ravvisi forse?

Zobeida
Cielo! quei tratti… quella voce… parmi…
(lo va esaminando)

Alahor
Di’, mi conosci?

Zobeida
Ah, parla, in nome
Dell’estinto Mohamed, del padre mio,
Saresti forse?…

Alahor
Il tuo fratel son io.
De’ miei splendori antichi
(mostra un pugnale)
L’ultimo avanzo è questo;
Tu lo vedrai funesto,
Tremendo balenar,
Ché alla vendetta io torno,
O torno qui a spirar.

Zobeida
Vendetta!… Oh Dio, che tenti!
Vendetta! (Ohimè, che ascolto!
Dagli occhi suoi, dal volto
Scintillagli il furor.
Il sen mi scuote ed agita
Incognito terror.)
Ah, fratel mio!…

Alahor
Fratello!
Nomarmi tal sei degna?

Zobeida
Che far degg’io, m’insegna.
(Oh Dio, mi fa tremar!)

Alahor
Lungi di qui da’ Zegri
Meco fuggir dovrai;
Degna tu allor sarai
Del padre tuo, di me.

Zobeida
Fuggir!…

Alahor
Fuggir. Che pensi?

Zobeida
(Fuggir… dal mio tesoro!
Ah, che in pensarlo io moro!
È troppa crudeltà.
Fuggi, grida il mio dovere,
E al fuggir miei passi affretta:
A restar mi forza e alletta
Più potente il dio d’amor.
Combattuto è questo cor.)

Alahor
Ah momento di piacere!
Oh! terribile vendetta,
I tuoi passi affretta, affretta;
Vieni accesa di furor:
Ti sospira questo cor.
Mi segui.

Zobeida
Ed io potrei
Hassem tradir, il re!

Alahor
È un Zegro, è un tuo nemico;
Un traditor egli è.

Zobeida
T’inganni; de’ suoi popoli
Egli è l’amor, la gloria.
Ha in petto un cor magnanimo,
È figlio dell’onor.

Alahor
(con isdegno)
Ma tu, ma tu il difendi…

Zobeida
Io dissi il ver.

Alahor
Zobeida,
Ti leggo in fondo al core,
(guardandola fisso)
Ti scopre il tuo rossore.
Tu l’ami…

Zobeida
Ah! sì, l’adoro:
È l’idol del mio cor.

Alahor
Oh, mio furor!… Ma invano
Tu speri il caro bene.

Zobeida
Ei vien.

Si ode lo strepito delle trombe, che annunziano il ritorno del re al palazzo.

Alahor
A morte ei viene.
(s’incammina col pugnale in mano)
Esangue qui cadrà.

Zobeida
(agitatissima)
M’ascolta… oh Dio! Ti arresta…

Alahor
(risoluto)
Meco fuggir tu giura.

Zobeida
(Qual nuova pena è questa!)
Ebben, io fuggirò.

Alahor
(Della vendetta il fulmine
Sospendi, o mio furore,
Fra poco più terribile
Cadrà pel traditore;
Di sangue il braccio vindice
Granata inonderà.)

Zobeida
(Da mille e mille palpiti
Oppresso ho in seno il core,
Sul capo a me sollevansi
I crini per l’orrore;
Stato del mio più barbaro,
Più misero non v’ha!)

Alahor si ritira in fondo dietro le colonne.

SCENA DECIMA
Coro di Abenceraghi che precedono Hassem, quindi Alamar, Ismaele, Sulima e Grandi. Coro di Abenceraghi e Zegri.

Uomini
No che più vaga nel ciel l’aurora
Dall’onde fuora mai non spuntò.

Donne
Più vivo mai il sol co’ rai
Sopra Granata non sfolgorò.

Tutti
Già sulle tenere ali d’amore
Viene l’Imene gioia del core,
Vien due bell’anime a coronar.

Hassem si avanza verso Zobeida, che appena si regge. Alahor si mischia fra la folla, ma in guisa d’esser veduto dalla sorella.

Hassem
De’ mortali il più beato
Mira innanzi a te, Zobeida:
Oh, che giorno fortunato!
Qual eccesso di piacer!
Il consiglio a pieni voti
Sposa mia ti dichiarò.

Alamar e Alahor
(L’ira mia frenar non so.)

Hassem
Ognun cada a’ piedi suoi;
Ella regna sopra voi,
È regina del mio cor.

Tutti si pongono in ginocchio innanzi Zobeida, che rivolge il capo. Hassem le tende le braccia: Alamar è furioso, ed Alahor solo in piedi sta nell’atto di un uomo attonito, e sdegnato.

Hassem
Non rispondi?

Zobeida
(Oh Dio!)

Hassem
Che attendi?
A’ miei voti, deh! ti arrendi.
Meco il trono…

Zobeida rimira il fratello, che con un cenno le detta la risposta.

Zobeida
Invan lo speri,
Sposa tua non mai sarò.

Tutti sorpresi si alzano.

Hassem
(Qual mano gelida mi stringe il sen!
Di sdegno un fremito mi scende al cor.
Io resto immobile per lo stupor.)

Zobeida
(Ondeggia l’anima incerta in sen;
In me combattono dovere, e amor.
Chi può resistere a tal dolor?)

Alamar e Alahor
(Di gioia un fremito mi scorre in sen:
Oh, come giubbila nel petto il cor!
Oh, come allegrasi al suo dolor!)

Gli Altri
(Il colpo barbaro gli opprime il cor;
Ei resta immobile per lo stupor.)

Hassem
Questa è la fede, o barbara,
Che mi giuravi un dì?
All’amor mio costante
Rispondi tu così?

Zobeida
Deh! taci… Ah! tu non sai…
Deh! non mi dir così…
Forse mi piangerai
Tardi, pentito un dì.

Hassem
Dunque… deh! parla…

Zobeida
Oh Dio!
Pietà del dolor mio.

Hassem
Parla…

Zobeida
Parlar non devo.

Hassem
Oh, rea fatalità!

Alamar e Alahor
(Oh, mia felicità.)

Gli Altri
(Cielo, che mai sarà!)

Hassem e Zobeida
(Come ratto in un momento
Fugge, vola il mio contento!
Mille smanie in seno io provo,
Più me stesso in me non trovo.
Ah, la mia perversa sorte
D’ogni morte è più crudel!)

Tutti gli Altri
(Come ratto in un momento
Fugge, vola il suo contento!
Mille smanie in seno ei prova
Più se stesso in sé non trova,
E la sua spietata sorte
D’ogni morte è più crudel!)

ATTO SECONDO

Interno de’ giardini reali diviso in vari viali.

SCENA PRIMA
Ismaele solo, cercando per la scena, indi Alamar.

Ismaele
Ed Alamar non veggo?… Ei diemmi avviso
Di qui aspettarlo; indegno!
Saprò ben io punir la tua baldanza;
Tutto al mio re dirò… Ecco, s’avanza.

Alamar
Caro Ismaele, io spero
Già vicina veder la mia vendetta.
Hassem cadrà fra poco.

Ismaele
Ma chi tal colpo eseguir dêe?

Alamar
Rammenti
Tu di colui, che solo in piè sdegnava
L’atto vil d’abbassarsi
A Zobeida innanzi?

Ismaele
Io lo rammento.

Alamar
Tu non scorgevi in esso
Concentrato furor, sdegno racchiuso,
Che tratto tratto scintillar vedeasi
Dagli adirati sguardi?

Ismaele
Io ben il vidi.

Alamar
Il colpo ad eseguir null’altro io stimo
Atto di più, tu lo ricerca, il trova;
E qui mel reca; io poi da solo a solo
Saprò il core indagar: ma vanne.

Ismaele
Io volo.
(Partono per diverse strade.)

SCENA SECONDA
Sulima, Zobeida e coro di schiave.

Coro
Ah no, non piangere! Sul tuo bel viso
Richiama il facile vago sorriso;
Con te ridente più bello è il giorno;
Con te languente si oscura il dì.
Bella Zobeida tu degli dei,
Tu sei degli uomini cura ed amor.
Ma viene il re, ei vien per te.
Sulla sua fronte il duolo sta.
Pietà! pietà!

Zobeida
(agitata)
Sulima, ei viene; tutti i miei pensieri,
Malgrado de’ severi
Divieti di ragion, fuggono a lui.

SCENA TERZA
Hassem si avanza, ad un cenno fa ritirare le schiave e Sulima, Zobeida sta nell’innanzi della scena piangente.

Hassem
E che! tu piangi? Non temere, ad onta
Dell’amor che mi accende.
Di quell’amor, che (Ahi, stolto!)
Sperai te stessa accesa: io renderommi
Di me maggior: ma lo confessa, un altro
Gode quel cor, non è più mio, un rivale…

Zobeida
Rivale!…

Hassem
Sì, mi svela i giuramenti
Che ti legano a lui, di’…

Zobeida
Giuramenti!
Ah! cosa mai tu chiedi?

Hassem
(con forzata piacevolezza)
La verità; tranquillo io son, lo vedi.

Zobeida
Ah! sire, il fato pose
Barriera insormontabile fra noi:
Fa d’uopo ch’io ti fugga.

Hassem
(in costernazione)
Ahimè! che sento?

Zobeida
Mi vieta d’esser tua forte legame,
Che non sarà da alcun poter disciolto,
E mi costringe…

Hassem
Ah! taci… (Oh Dio! che ascolto?)
(in aria di rimprovero)
Dunque è ver, che un rivale possiede
La beltà, che giurò d’esser mia?
Ah! ti sento nel sen gelosia,
Infiammare di sdegno il mio cor.

Zobeida
Deh! ti placa, pietà del mio affanno:
Sire, oh Dio! quello sdegno raffrena:
Il furor, che dagli occhi balena,
M’empie l’alma di tema ed orror.

Hassem
Lo palesa.

Zobeida
(Oh, tormento!)

Hassem
Lo svela.

Zobeida
Gli perdona; ei m’è caro.

Hassem
Oh, furore!
Me lo addita, ove il fello si cela?

Zobeida
Tel dirò, ma pietà, deh perdona!
(gli si prostra)
Alahor, mio fratello…

Hassem
Alahor!
(rimane attonito e sorpreso)
(Alahor!… Oh! come errai,
Quando infida la credei,
Non potevan quei bei rai,
Non potevano ingannar.)

Zobeida
(Qual prodigio!… In un baleno
Dal furor passa alla calma.
Ciel pietoso, appien quest’alma
Fa’ che possa respirar.)

Hassem
(agitato dalla gioia)
Alahor!…

Zobeida
(dubbiosa)
Signor, che pensi?

Hassem
(fuor di sé)
Fui pur stolto, oh, quanto errai!

Zobeida
Ma signor…

Hassem
Tu mia sarai,
Ah! Zobeida, tuo sarò.

Zobeida e Hassem
Come dai palpiti d’un rio timore
A nuova speme risorge il core!
Alfin dal grembo d’orrido nembo
Un raggio tremulo di luce appar.
(vanno via)

SCENA QUARTA
Alamar.

Alamar
Ismaele co’ suoi non giunge ancora,
E molto è pur che mi lasciaro; a mille
Sospetti in preda ondeggia questo core,
Ed irrita ogn’indugio il mio furore.

SCEMA QUINTA
Coro, Ismaele, quindi Alahor e detto.

Ismaele
(all’orecchio di Alamar)
Ei viene.

Alamar
Seco mi lascia. Oh, gioia!

Coro ed Ismaele si ritirano, viene Alahor.

Alahor
Da me che brami?

Alamar
Io ti scorgea non vile
Là nella sala, ove a vergogna nostra
Hassem la mano presentò a Zobeida;
Io ti scorgeva, e men compiacqui in core.
Lo sdegno che si accese sul tuo volto,
A quest’atto mi diede indizio certo,
Che tu nemico ad Hassem sei.

Alahor
Lo sono.
Lo detesto, lo abborro.

Alamar
Servir vuoi dunque all’odio tuo, e a quello
Dell’intera Granata?
Vendicator di tutti, oggi l’uccidi.

Alahor
Sì, questo ferro, ferro
(con trasporto di furore accenna il pugnale)
Di tremenda vendetta,
Vil traditor, ti giungerà, lo aspetta.

Alamar
Appena sorge in ciel l’oscura notte,
In questo luogo volgi i passi tuoi.
Qui mi ritroverai,
E nella reggia io stesso
Ti condurrò: pensa a ferir, del resto
Sarà pensiero il mio.

Alahor
Qui tu m’attendi, e non temer.
Addio.

Si toccano le mani, Alahor via.

SCENA SESTA
Alamar e coro.

Alamar
Fidi compagni, or meco
A terribil vendetta v’accingete.
Offeso cor, t’accheta,
Berrai fra poco a lunghi sorsi il sangue.
Che ultrice destra per la tua vendetta
Accingesi a versar… Già ruota il ferro…
Già vibra il colpo atroce, e l’empio muore…
Vendicato già sei… gioisci o core.
Cadrai fra poco, o barbaro,
Fra cento colpi e cento,
E al tuo crudel tormento
Quest’alma esulterà.
Invan d’armati e d’armi
Cinto ten vai d’intorno,
Per te l’estremo giorno
Il mio furor segnò.
Chi sdegna superbo d’unirsi al mio sangue
Or vittima esangue al suolo cadrà.

Coro
Del rege superbo versato sia il sangue.
E vittima esangue al suolo cadrà.
(Partono.)

SCENA SETTIMA
Gran sala, come nell’Atto Primo, illuminata in tempo di notte. Hassem solo, pensieroso, travestito da soldato abencerago.

Hassem
Si attenta ancora alla mia vita! Ingrati,
Che mai di più far io potea per voi?
Ogni lor trama mi scoprì Ismaele;
Per or m’è d’uopo simulare; tutto
Disposi già: al ritratto, ch’ei mi fea
Dell’assassin, conobbi in lui Alahorre.
Sotto mentite vesti
Offrire a lui mi voglio.
Ah! se il suo sdegno atroce
Placar dato mi fora, se il mio bene,
Se Zobeida ottener potessi… Ei viene.
(si ritira)

SCENA OTTAVA
Alamar e Alahor.

Alamar
Qui dêe passare in breve, e qui tu statti:
Ei sarà solo: il mio Ismael co’ Zegri
Circonderà il palagio.

Alahor
Solo mi lascia. Vanne!

Alamar
E gemme ed or premio saran dell’opra,
Oltre la tua vendetta.

Alahor
Questa mi basta, altra mercé non voglio.

Alamar
Dunque intendesti?

Alahor
Io già t’intesi assai.

Alamar
Ti lascio.

Alahor
Va’.

Alamar
(Poscia anche tu morrai.)
(parte)

Alahor
(sta qualche momento in silenzio)
Vedrò quest’Hassem, di cui tanto ammirasi
Qui la virtude, lo vedrò; Zobeida
Accusarmi oserà?… Se mai l’osasse,
Tremi.
(accenna il pugnale; nel volgersi vede Hassem)

SCENA NONA
Hassem e detto.

Alahor
Che cerchi, Abencerago?

Hassem
Figlio
Di Mohamed, Alahor, no, non temere;
Nemico tuo non son.

Alahor
E chi ti disse
Ch’io mi chiamo Alahor?

Hassem
Zobeida il disse.

Alahor
E tu chi sei?

Hassem
D’Hassem l’amico io sono,
E mi appello Almanzor.

Alahor
D’Hassem tu amico?
D’un traditor amico!

Hassem
Eh! non conosci di Granata il sire,
T’accieca forse l’odio tuo, lo sdegno!
Vedi: egli sa… scoperto ha il tuo disegno,
Confonder ti potria, niuno sottrarti
Sapria da tanto e giusto suo furore,
Eppure ei tace, e il chiami traditore?

Alahor
Almanzor… Almanzor…

Hassem
(il pugnale che gli vede al petto)
A che quell’arme?
A che un pugnal?

Alahor
È questo
L’unico avanzo della mia grandezza:
L’estinto padre mio,
L’assassinato padre,
Alla vendetta mel lasciò.

Hassem
E trattarlo
Qual assassin vuoi tu, per vendicarlo?

Alahor
No: il re pria veder voglio,
A lui chieder Zobeida,
Trarla lungi da’ Zegri…

Hassem
E qual mai fia
D’Hassem la sorte, privo di Zobeida?
(addolorato)
Zobeida del suo cor solo desio?
Ei più non la vedrà?

Alahor
(Quale sospetto!)
(risoluto)
Teco garrir non voglio; a lui sol bramo
Spiegar miei sensi.

Hassem
Ma rifletti in pria…

Alahor riguarda, quasi fatto certo.

Alahor
Eh! taci, a lui desio
Sol favellar.

Hassem
Favella: il re son io.
(si scopre)
A te d’innante mira
L’amante di Zobeida,
Ma ti rammenta, e trema,
Che quest’amante è un re.

Alahor
Tu il re!… Di già il sapea:
Tradito il duol ti avea.
Amante, o re, non temo,
Rendi Zobeida a me.

Hassem
Zobeida, il mio tesoro!…

Alahor
Rendila.

Hassem
Ah! no, l’adoro.

Alahor
All’amor tuo strapparla
Saprò con questa mano.

Hassem
Ah! no, lo speri invano.

Alahor
Ebben, tu mori.
(si scaglia col pugnale)

Hassem
Olà!
(Hassem si ritira indietro, e compariscono alcuni Abenceraghi.)
ella vendetta il ferro
ende su i giorni tuoi,
(fa cenno alle guardie di ritirarsi)
Ma vivi, e se lo puoi,
Chiamami traditor.

Alahor
(Che farò?… Dubbioso è il cor…
I miei giorni egli salvò…
Ah! perdona, o genitor,
No, ferire io più non so.)

Hassem
(Che farà?… Dubbioso è il cor,
Io sperar, temer non so:
Forse il crudo suo furor
Questo tratto disarmò.)

Alahor
Io parto.

Hassem
Attendi.

Alahor
Lasciami.

Hassem
M’odi.

Alahor
Che chiedi mai?

Hassem
Se degno io son, vedrai,
Dell’odio e del furor.
(L’ultimo colpo affrettisi.
M’aita, o dio d’amore!
Ah! non tradir la tenera
Speranza del mio core,
Un raggio sol tramandami
Segno del tuo favor.)

Alahor
(Cercando vo nell’anima
L’antico mio furore;
Ma sento che lo arrestano
I tratti di quel core:
Vendetta invano gridami
Inulto il genitor.)

Hassem va negli appartamenti di Zobeida, dopo qualche momento ritorna con lei.

SCENA DECIMA
Hassem, Zobeida e detto.

Hassem
Zobeida, il mira; egli è Alahor, lo abbraccia!

Zobeida
Tu qui, Alahor?

Alahor
Zobeida! Oh, mia Zobeida!
(si abbracciano)

Hassem
Tu qui venisti, e a forza
Trarla da me volevi.
Io mi vi opposi. Adesso,
Che nulla puoi tentar, che inerme sei,
Io te la cedo, va’, parti con lei.
E tu, Zobeida, un infelice amore
Scorda se il puoi.

Alahor
(Tanta virtù mi scuote!)

Hassem
Ma tu piangi, Zobeida? (In qual cimento
Amor, virtude, mettono quest’alma!)
Siate felici. (Io non resisto.) Addio.
(per partire)

Alahor
T’arresta… (A tanto amore,
A virtù sì sublime anche tu stesso
Cederesti, o mio padre.) Ecco vi unisco,
Stringetevi frattanto ambo al mio seno.

Hassem
Oh, sposa!

Zobeida
Oh, sposo!

Hassem e Zobeida
Oh, me felice appieno.

Voci di dentro
All’arme, all’arme.

Tutti
Quai fieri accenti!

Voci di dentro
All’arme, all’arme.

Tutti
Che mai sarà!

SCENA UNDICESIMA
Ismaele frettoloso e detti.

Ismaele
Signore, i Zegri, che ti credon spento,
Qui si avanzan, seguendo
Il lor duce Alamar.

Hassem
Volo a punirli…

Alahor
Ferma! e siedi sul trono. Il braccio mio
Farà di te vendetta. A me la cura
Lascia dei giorni tuoi, se i miei serbasti.

Tutti si ritirano. Zobeida ed Hassem vanno sul trono, e resta calata la tenda.

SCENA DODICESIMA e ultima
Alamar ed Alahor, poi tutti.

Alamar
Ebben, cadde il tiranno?

Alahor
Per questa mano con Zobeida insieme.

Alamar
Oh, gioia! e dove sono?

Si alza la tenda.

Alahor
Mirali.

Alamar
Oh tradimento!
(nel vedere Hassem e Zobeida tenta avventarsi ad Alahor; ma questi lo sorprende)

Hassem
All’armi, all’armi.

Accorrono per tutto soldati con faci accese.

Alahor
(tenendo per mano Alamar)
Riconosci l’eroe, che tu volevi
Far vittima al tuo orgoglio:
Inchinati; o ti uccido a piè del soglio.

Hassem
(discende dal trono con Zobeida)
Arrestati, che fai? Giorno di gioia,
E non di sangue è questo…
Per ora a’ ceppi solo
Alamar sia serbato insiem co’ suoi.

Alamar via fra guardie.

Zobeida
Quando ti debbo, o cielo! In questo giorno
Tu il fratel mi ridoni e il caro sposo.
Or ch’entrambi vi stringo a questo seno,
Altro non bramo; io son felice appieno.
Confusa è l’alma mia,
E quanto ascolta, e mira,
Crede, che un sogno sia,
Che s’abbia a dileguar.
Sposo, fratello, amici,
Deh! per pieta parlate…

Tutti
Ti affida, son cessate
L’ore del sospirar.

Zobeida
Non intende il mio contento
Chi non vide il mio tormento:
Sol perfetto è quel diletto
Che il dolore preparò.

Tutti
Sol perfetto è quel diletto
Che il dolore preparò.

FINE

ACT I

Great square of Granada. On the right, the royal palace called the Alhambra. On the left, one of the gates of Granada. At the back a view of the long chain of the Alpujaras.

SCENE I
Alahor enters from the mountains. His attire signals his wretched state. He advances, looking around.

Alahor
This is Granada. At last I see you, o Land,
Accursed land: my father fell here.
The brutish Ali of our Abencerrages
Traitorously shed here rivers of blood;
Zobeida, and I, her miserable brother,
Fled alone the horrid massacre.
Hassem, with the Zegries, arrogantly
Usurped the throne of Granada, but Alahor lives.
I return to Granada as avenger
Of that so savage outrage. I shall rescue
Zobeida from their hands; Hassem will be slain
On the same throne by my hand . . . O father,
Father, you fell here, and memorable,
Terrible revenge here awaits you.
Shade of my father,
Who roil within me,
Exult: at last the day
Of vengeance has dawned.
Exult: you will see
Your enemies fall at your feet.
Exult: you will drink whirlpools
Of Zegri blood.
I shall make this abhorred kingdom
Echo with
Desperate cries
And faint lamentation.
But what noise is this? A band of Zegries . . . the hour
Of vengeance has not yet arrived.
(withdraws)

SCENE II
Chorus of Zegries, who advance solemnly, then Alamar and Ismail.

Chorus
Whither departed the ancient honor
Whither the glory?
The great valor of the Zegries
Has remained, alas, depressed.
Hassem the king,
To our shame and scorn,
Has signed peace with the Iberian armies
That surround us.
He betrays us
To the vile Abencerrages.

Alamar
Silence.
(Advances angrily)
Why do you spread the idle and vacuous
Winds of useless cries and lamenting?
Why do you bathe your eyes with tears,
While honor lies in danger?
Better to be resolute, action is needed.

Chorus
Look at us all ready to act.

Alamar
Hassem darkens the honor of the homeland.
(with growing emphasis)
Hassem is plotting against the Zegries;
Today he will give his hand to Zobeida.

Chorus
Today he shall fall to the ground a victim.

Alamar
But your hearts?

Chorus
Have no fear.
They shall face death valiantly.

Alamar, Ismail and Chorus
Shortly that villain will fall lifeless.
He must pay for the shame with blood.

Alamar draws his sword. The Zegries form a circle around him, drawing theirs and beating them at once noisily on that of Alamar. The Zegries withdraw. Alamar and Ismail remain.

Alamar
Hassem will fall. He deserves it. He disdained
The hand of my daughter. Such a great shame,
Such an offense cannot
Remain unpunished and be unavenged.

Ismail
He spurned her. He did not deserve her. As reward
For all my zeal for your causes,
Alamar, grant her to my suit!

Alamar
And you . . . (Oh! What insolence!)

Ismail
Equals
We are through blood, equal in station.
I see no reason for you to falter.

Alamar
Ah, silence:
That hand, which should hold a scepter,
Fool, should grasp yours? Turn your desires
To another object.
(Exit)

Ismail
A refusal from the king drives the arrogant man
To vengeance: his own refusal inspires
In my breast loathing, contempt, and anger.
(Exit)

SCENE III
Zobeida comes out of the Alhambra with Sulima. Their movements breathe joy.

Zobeida
Ah! My poor heart, I feel you
Beating faster in my breast.
You leap with joy and love,
Now that your beloved returns.
This stress, this pain will cease,
That your days of misery nourished;
How brighter the sun appears
Now that the clouds vanish from the sky.
(Ecstatic with joy)
Oh, how many images of fair contentment
Flood my heart in such a moment!
No, never more sweetly did the god of love
Let a heart taste of his delights.
Ah! My breast can hardly resist
Such delight to the fullest.
Trumpets are herald the arrival of Hassem.
Listen, Sulima, my love is approaching.
O heart, how thy chains rattle!
(Exeunt)

SCENE IV
The peal of the trumpets call the people to gather in the square. Chorus of Abencerrages preceding Hassem. While the chorus sings, the troops of Granada march in, then Hassem is seen crowned with olive leaves, accompanied by Alamar, Ismail, and nobles.

Chorus
Peace, peace, the surrounding air is heard
Echoing hymns of peace;
At last the torch of Mars is extinguished,
Serene day returns to shine;
No more shall we see anxious mothers
And wives frozen with fear.

Hassem
People, friends, my brow is not wreathed
With bloody laurels; I did not flee
Enemy hordes; neither treasure nor booty
Nor slaves by the thousand do I bring to you:
Peace was the guide of my steps; I obtained it,
And obtained it with honor.
People, friends, this is my glory,
And this is the victory of your king.
Ah! Yes, breathe now, Granada,
After so much grief.
Peace has spread her
Placid wings over you.
You shall see no more
The banners waving in the distance,
Nor the enemy horders
Trampling your land.
We need no longer fear
The Iberian arms.
(But that cherished peace of the soul,
The calm in the breast, where has it gone?
Ah, Love, the cruelest of the gods
Has stolen it from this heart.
(to Zobaida)
But if those lovely rays smile upon me
The heart returns again to rejoicing.)

Chorus
At last the fury of Mars is spent.

The marching troops withdraw to the sound of the banda; the chorus follows. Alamar, Ismail,
Hassem, Zobeida and Sulima remain.

SCENE V
Hassem, Zobeida, Alamar, Ismail and Sulima.

Hassem
Zobeida, dearest part of my heart,
A throne is little to offer your virtue;
But what other gift of greater worth
Can I give you?

Zobeida
Sire, what are you saying?
I am your slave here, and could not . . .

Hassem
Reign in the heart of a king, and be a slave?
My council will approve the choice;
Yes, let this be the day
On which everyone shall revere you as my consort.

Zobeida and Sulima re-enter the palace. Hassem, Alamar and Ismail depart by another exit.

SCENE VI
Alahor alone.

Alahor
I left Granada, but in vain. I have not
Found Zobeida again, and asking after her
Would be too imprudent an inquiry.
Alone and defenseless, I must rely on art
Rather than steel against a powerful king.

SCENE VII
Sulima from the Alhambra and Alahor.

Sulima
(not seeing Alahor)
This is the first time
That a flash of joy has appeared on Zobeida’s face,
So long languishing.

Alahor
(Oh! Heaven!)
(urgently)
You named Zobeida: is there then living
A son of Mohamed?

Sulima
Yes, in Zobeida.

Alahor
She is in Granada and does not fear the hatred
That once inflamed the king against her father?

Sulima
You speake of Hassem! But you are a foreigner
In Granada then, and do not know
That with Hassem
She is honored and loved at the same time?

Alahor
(angrily)
Is your tale true? (Oh, my father, what horror!
With the brother of Ali, with the traitor?)

Sulima
She is the delight of everyone.
Every pauper worships her name.

Alahor
(Let me try.) From my outward appearance
You see well what a wretched state I’m in,
A strangere here; these are
Great titles, whence let the hope gather
Of speaking with Zobeida.
Lead her to me then, and as long as I live
I shall be forever grateful to you for such a favor.

Sulima
Well, then, follow my steps.
(starts walking toward the palace)

Alahor
(Oh, bliss!)

They enter the palace.

SCENE VIII
A great hall in the Alhambra. At the back a large opening with a curtain drawn, through which the throne room is visible. Zobeida enters from her apartments.

Zobeida
I would be completely happy:
Hassem adores me, he raises me to the throne,
My affections are requited; but oh God, a fugitive
Brother, vagabond, despised and perhaps
Oppressed by poverty, if not dead.
In my heart a conflict
Twixt joy and grief takes shape.

SCENE IX
Sulima and Zobeida, then Alahor.

Sulima
A stranger today begs your pity,
A quality not unknown to your heart.
He asks only to speak to you.

Zobeida
A stranger! . . . What does he want
From me?

Sulima
That he did not tell me. He said
Only that he was unhappy . . .

Zobeida
And this well suffices.
Bid him enter here; every poor person has the right
To my aid.
(Exit Sulima)

Re-enter Sulima

Sulima
He comes.
(withdraws)

Zobeida
Come nearer, unhappy man: This gem
Might lighten the weight of your misfortunes.

Alahor
(remaining at some distance)
My poverty is the least of my misfortunes.
I do not accept charity.

Zobeida
But no one sees you. You need not blush.
Accept it, take . . .

Alahor
Cowardice has never
Obscured my glory: it shines
Unstained and pure; but yours, Zobeida,
(drawing near)
Does it still shine?

Zobeida
What do you seek? Why these questions?

Alahor
I ask you in the name of him
(increasing in intensity)
Who was slain to save you, in the name
Of him whom you have forgotten,
In the name of Mohamed, and let that suffice.

Zobeida
(disquieted)
Oh God, what are you saying!

Alahor
Fix your eyes on me, Zobeida.
Oh, perhaps you remember me?

Zobeida
Heaven! Those features . . . that voice . . . among . . .
(looks at him closely)

Alahor
Say, do you know me?

Zobeida
Ah, speak, in the name
Of the slain Mohamed, of my father,
Did you know perhaps . . . ?

Alahor
I am your brother.
(showing his dagger)
This is the last remnant
Of my former triumphs;
You will see it flash
Baleful and terrible,
For I return for vengeance,
Or I return do die.

Zobeida
Vengeance! Oh, God! What are you attempting!
Vengeance! (Alas, what do I hear!
Rage flashes
In you eyes, in your face.
An unknown terror
Stirs and troubles my breast.)
Oh, my brother . . .

Alahor
Brother!
Are you worthy to call me that?

Zobeida
What must I do? Instruct me.
(Oh God, he makes me tremble!)

Alahor
You must flee with me
Far away from the Zegries;
Then you will be worthy
Of your father and of me.

Zobeida
Flee!

Alahor
Flee. What are you thinking?

Zobeida
(Flee . . . from my love!
Ah, I die thinking of it!
It is too much cruelty.
“Flee,” cries my duty,
And my steps hasten to flight,:
The god of love, more puissant,
Forces and entices me to stay.
This heart is vanquished.)

Alahor
Ah, moment of pleasure!
Oh! Terrible vengeance,
Hasten your steps, hasten;
Come ignite your fury:
This heart sighs to you.
Follow me.

Zobeida
And could I
Betray Hassem, the king!

Alahor
He is a Zegri, and your foe;
He is a traitor.

Zobeida
You are mistaken; he is the love
And glory of his people.
He has a magnanimous heart in his breast,
He is the son of honor.

Alahor
(with contempt)
But you, you defend him?

Zobeida
I say what is true.

Alahor
(looking fixedly at her)
Zobeida,
I can read your heart.
Your flush betrays you.
You love him . . .

Zobeida
Ah! Yes, I adore him.
He is the idol of my heart.

Alahor
Oh, my rage! But you hope
For your dear beloved in vain.

Zobeida
He comes.

The blare of trumpets is heard, announcing the return of the king to the palace.

Alahor
He comes to his death.
(starting to walk with his dagger in his hand)
Here lifeless shall he fall.

Zobeida
(frenzied)
Listen to me . . Oh God! Stop . . .

Alahor
(resolutely)
Swear to flee with me.

Zobeida
(What new pain is this!)
Very well, I shall flee.

Alahor
(Suspend, o my rage,
The lightning bold of revenge.
In a short time something more terrible
Will befall the traitor;
The arm of vengeance shall
Flood Granada with blood.)

Zobeida
(The heart in my bosom is beset
With a thousand thousand palpitations.
The hair on my head
Stands up in horror;
There has never been a state
More brutal, more miserable than mine!)

Alahor withdraws to the rear behind the columns.

SCENE X
Chorus of Abencerrages preceding Hassem, then Alamar, Ismail, Sulima and nobles. Chorus of Abencerrages and Zegries.

Men
Never has the dawn risen more beautifully
From the sea to the sky.

Women
Never has the sun so vividly with its rays
Burst over Granada.

All
Now on the gentle wings of love
Hymen comes with joy in his heart,
Comes to crown two fair spirits.

Hassem advances toward Zobeida, who can hardly control herself. Alahor mixes with the crowd, but in such a way as to be visible to his sister.

Hassem
You see before you the most blessed
Of mortals, Zobeida:
Oh, what a fortunate day!
What an excess of pleasure!
The council has unanimously
Declared you my wife.

Alamar and Alahor
(I cannot restrain my wrath.)

Hassem
Let everyone fall at her feet;
She reigns over you,
And is the queen of my heart.

All fall to their knees before Zobeida, who turns her head. Hassem offers his arm. Alamar is furious, and Alahor stands alone like a man shocked and contemptuous.

Hassem
You do not answer?

Zobeida
(Oh, God!)

Hassem
What are you waiting for?
Oh, surreneder to my will.
With me the throne . . .

Zobeida looks at her brother, who signals the answer to her.

Zobeida
You hope in vain.
I can never be your wife.

All surge forward in surprise.

Hassem
(What icy hand squeezes my breast!
A shudder of hatred enters my heart.
I am paralyzed with bafflement.)

Zobeida
(My wavering spirit heaves in my breast;
Duty and love battle within me.
Who can withstand such pain?)

Alamar and Alahor
(A shiver of joy courses through my breast:
Oh, how my heart rejoices in my bosom!
Oh, how it delights in his suffering!)

The others
(The brutal blows oppresses his heart;
He is paralyzed with bafflement.)

Hassem
This is the fidelity, o barbarous woman,
That you swore to me once?
Thus you answer
To my constant love?

Zobeida
Oh! Hush . . . Ah! You do not know . . .
Oh! Do not speak to me so . . .
Later perhaps you will weep for me,
One day, repentant.

Hassem
So, then . . . Speak . . .

Zobeida
Oh, God!
Have mercy on my suffering.

Hassem
Speak . . .

Zobeida
I must not speak.

Hassem
Oh, evil destiny!

Alamar and Alahor
(Oh, my happiness.)

The Others
(Heavens, what is happening!)

Hassem and Zobeida
(As if rapt in one moment
My happiness flees, flies away!
I feel a thousand frenzies in my breast,
I am no longer myself.
Ah, my perverse fate
Is more cruel than any death!)

All the Others
(As if rapt in one moment
His happiness flees, flies away!
He feels a thousand frenzies in his breast,
He is no longer himself.
Ah, his perverse fate
Is more cruel than any death!)

ACT II

Inside the royal gardens divided by several aisles.

SCENE I
Ismail alone, searching the scene, then Alamar.

Ismail
And I do not see Alamar? He instructed me
To wait for him here; the scoundrel!
I well know how to punish your effrontery;
I shall tell all to my king . . . Look, he is coming.

Alamar
Dear Ismail, I hope
Now to see my vengeance near.
Hassem will soon will fall.

Ismail
But who must execute such a stroke?

Alamar
Do you remember
Him who alone stood and refused
The vile act of abasing himself
Before Zobeida?

Ismail
I remember him.

Alamar
Did you not perceive in him
The concentrated fury, repressed hatred,
That continually seemed to flash
From his angry glares?

Ismail
Surely I saw it.

Alamar
None other do I deem more apt
To strike the blow. Look for him, find him.
And bring him to me here. Then I shall
Be able to examine his heart man to man. Go.

Ismail
I hasten.
(Exeunt severally)

SCENE II
Sulima, Zobeida and Chorus of slaves.

Chorus
Ah, no, do not weep! Bring back
The easy, lovely smile to your fair face.
The day is more beautiful when you are laughing.
When you languish the day darkens.
Fair Zobeida, you are the darling and love
Of gods and men.
But the king comes. He comes for you.
Grief sits upon his forehead.
Pity! Pity!

Zobeida
(agitated)
Sulima, he is coming. All my thoughts
Flee to him despite the strict
Injunctions of reason.

SCENE III
Hassem advances, signaling for the slaves and Sulima to withdraw. Zobeida stands upstage weeping.

Hassem
What! You weep? Do not be afraid to shame
The love that burns in me.
I hoped, fool that I was, that love
Would be ignited in yourself. I shall yield
To one greater than myself. But confess it, another
Enjoys that heart that is mine no more, a rival . . .

Zobeida
Rival! . . .

Hassem
Yes, reveal to me the oaths
That bind you to him, speak . . .

Zobeida
Oaths!
Ah! What do you ask?

Hassem
(with forced pleasantness)
The truth; I am calm, as you see.

Zobeida
Ah! Sire, fate has placed
An insurmountable barrier between us:
I am obliged to flee you.

Hassem
(in consternation)
Alas, what do I hear?

Zobeida
Strong bonds forbid me to be yours
That will not be dissolved by any power,
And I am constrained . . .

Hassem
Ah! Silence . . .(Oh God! What am I hearing?)
(reprovingly)
Then it is true that a rival possesses
The beauty who swore to be mine?
Ah! I feel jealousy for you in my breast
Inflaming my heart with anger.

Zobeida
Oh, calm yourself, have pity for my anguish.
Sire, oh God, hold back that anger.
The fury that flashes from your eyes
Fills my soul with fear and horror.

Hassem
Make him known to me.

Zobeida
(Oh, the torment!)

Hassem
Reveal him.

Zobeida
Pardon him; he is dear to me.

Hassem
Oh, rage!
Declare him to me, where is the villain hiding?

Zobeida
I shall tell you, but mercy, oh, forgive!
(prostrating herself)
Alahor, my brother . . .

Hassem
Alahor!
(remains stunned and amazed)
(Alahor! . . . Oh, how I erred
When I believed her unfaithful.
Those beautiful eyes could not,
Could not deceive.)

Zobeida
(What a marvel! In a flash
He passes from rage to calm.
Merciful heaven, let this soul
Be able to breathe again.)

Hassem
(stirred with joy)
Alahor!

Zobeida
(anxiously)
My lord, what are you thinking?

Hassem
(ecstatic)
I was so stupid, oh, how mistaken I was!

Zobeida
But my lord . . .

Hassem
You will be mine.
Ah! Zobeida, I shall be yours.

Zobeida and Hassem
As from tremors of a guilty fear
Hope revives the heart anew!
At last from the gloom of a horrid cloud
A tremulous ray of light appears.
(Exeunt)

SCENE IV
Alamar alone.

Alamar
Ismail has not yet arrived with his men ,
And I fear greatly that they have left me:
My heart quakes, prey to a thousand suspicious,
And any delay arouses my fury.

SCENE V
Chorus, Ismail, then Alahor and Alamar.

Ismail
(in Alamar’s ear)
He comes.

Alamar
Leave me with him. Oh, joy!

Chorus and Ismail withdraw; Alahor enters.

Alahor
What do you want of me?

Alamar
I saw you were not craven
There in the hall, where to our shame
Hassem offered his hand to Zobeida.
I saw, and I was gratified in my heart,
The ire that burned on your countenance.
That gave me a certain sign
That you are a foe to Hassem.

Alahor
That I am.
I hate him, I loathe him.

Alamar
Do you then wish to serve your hatred and that
Of all Granada?
Avenger of all, slay him today.

Alahor
Yes, this I shall do, I shall do it.
(in a transport of fury he shows his dagger)
Terrible vengeance,
Vile traitor, shall come to you. Expectit.

Alamar
As soon as dark night covers the sky,
Turn your steps to this place.
Here your will meet me,
And I myself will conduct you
Into the palace: think of striking, for the rest
I shall do the thinking.

Alahor
Expect me here, and fear not.
Farewell.

They clasp hands. Exit Alahor.

SCENE VI
Alamar and Chorus.

Alamar
Faithful companions, now prepare yourselves
With me for a terrible revenge.
Offended heart, be still,
You will soon see blood in rivers.
Prepare your avenging hand to shed it
For your revenge. . . Already the blade turns . . .
Already the deadly blow strikes and the villain dies.
You are avenged . . . rejoice, o heart.
Soon, O monster, you will fall,
With a hundred blows and a hundred more,
And this soul will exult
At your cruel torment.
In vain are you surrounded
By armed guards and weapons,
My fury has sealed
Your last day for you.
Whoever arrogantly disdains to join my blood
Now will fall a lifeless victim to the ground.

Chorus
Let the blood of the proud king be shed.
And he will fall a lifeless victim to the ground.
(Exeunt)

SCENE VII
The great hall, as in Act I, illuminated for night time.
Hassem alone, pensive, disguised as an Abencerrage soldier.

Hassem
Still they attempt my life! Ingrates,
What more could I do for you?
Ismail has revealed their every intrigue to me;
For now I must needs dissimulate;
I have arranged everything; by the description
He gave of the assasin, I recognize Alahor.
In feigned attire
I will offer myself to him.
Ah! If it were given me to placate
His vicious hatred, if my love,
If Zobeida could obtain . . . He comes.
(withdraws)

SCENE VIII
Alamar and Alahor.

Alamar
Here he must shortly pass, and here you stand:
He will be alone: my Ismail with the Zegries
Will surround the palace.

Alahor
Let me be alone. Go!

Alamar
And jewels and gold will be the prize for your work,
Besides your own revenge.

Alahor
This is enough for me. I want no other reward.

Alamar
Then you have understood?

Alahor
I have understood very well.

Alamar
I leave you.

Alahor
Go.

Alamar
(Afterwards you too will die.)
(Exit)

Alahor
(remains silent a few moments)
I shall see this Hassem whose virtue
Is here so much admired. I shall see him; Will Zobeida
Dare to denounce me? If ever she dare,
Let her tremble.
(Shows his dagger. Turning he sees Hassem.)

SCENE IX
Hassem and Alahor.

Alahor
What do you seek, Abencerrage?

Hassem
Son
Of Mohamed, Alahor, no, do not be afraid;
I am not your enemy.

Alahor
And who told you
My name is Alahor?

Hassem
Zobeida told me.

Alahor
And who are you?

Hassem
I am a friend of Hassem,
And I am called Almanzor.

Alahor
You, a friend of Hassem?
Friend of a traitor!

Hassem
Ah! You do not know the ruler of Granada,
Perhaps your hatred blinds you–I scorn it!
See: he knows . . . he has discovered your design,
He can confound you. No one will be able to shield you
From his great and justified wrath,
Only he demurs, and you call him traitor?

Alahor
Almanzor . . . Almanzor . . .

Hassem
(seeing the dagger at his breast)
For what purpuse is these weapons?
Why a dagger?

Alahor
This is
The only remnant of my greatness:
My deceased father,
My murdered father,
Left it to me for revenge.

Hassem
And you wish
To act the assassin yourself to avenge him?

Alahor
No. First I want to see the king,
To ask for Zobeida,
To take her far from the Zegries . . .

Hassem
And what would be
The fate of Hassem, bereft of Zobeida?
(pained)
Zobeida, the only desire of his heart?
Will he never see her again?

Alahor
(What a suspicion!)
(resolutely)
I have no wish to chatter with you; to him alone
I wish to explain my reasons.

Hassem
But first reflect . . .

Alahor looks, almost convinced.

Alahor
Ah! Silence. I desire
To speak to him alone.

Hassem
Speak. I am the king.
(reveals himself)
See before you
The lover of Zobeida,
But remember, and tremble,
That this lover is a king.

Alahor
You, the king! I knew it.
Your grief betrayed you.
Lover, or king, I fear not.
Give Zobeida to me.

Hassem
Zobeida, my treasure!

Alahor
Yield her.

Hassem
Ah, no, I adore her.

Alahor
I shall tear her from your love
With my own hand.

Hassem
Ah! No, you hope for that in vain.

Alahor
Well, then, you die.
(hurls the dagger)

Hassem
Oh!
(Hassem withdraws to the rear, and several Abencerrages appear.)
The blade of vengeance
Hangs over your life,
(signals the guards to stand back)
But live, and if you can,
Call me traitor.

Alahor
(What shall I do? My heart is uncertain . . .
He has saved my life . . .
Ah! Father, forgive me,
No, I cannot strike him.)

Hassem
(what will he do? His heart is uncertain,
I know not whether to hope or fear:
Perhaps his savage wrath
Has been disarmed by this treatment.)

Alahor
I depart.

Hassem
Wait.

Alahor
Let me go.

Hassem
You hate me.

Alahor
What do you want from me?

Hassem
You will see, whether I am deserving
Of hatred and anger.
(Let the final blow come quickly.
Help me, o god of Love!
Ah! Do not betray the tender
Hope of my heart,
Ssend me a single ray,
As a sign of your favor.)

Alahor
(I search my soul
For my former fury;
But I feel that the qualities
Of that heart repress it:
In vain my father, unavenged,
Cries vengeance to me.)

Hassem goes into Zobeida’s apartments. After a few moments he returns with her.

SCENE X
Hassem, Zobeida and Alahor.

Hassem
Zobeida, look at h im; he is Alahor, embrace him?

Zobeida
You, here, Alahor?

Alahor
Zobeida! Oh, my Zobeida!
(They embrace.)

Hassem
You have come here and wanted
To drag her from me by force.
I opposed you. Now,
when you can do nothing, when you are defenseless,
I give her up to you, go, depart with her.
And you, Zobeida, forget if you can
An unlucky love.

Alahor
(Such virtue startles me!)

Hassem
But do you weep, Zobeida? (In what a conflict
Do love and virtue put this soul!)
Be happy. (I don’t resist.) Farewell.
(starts to leave)

Alahor
Stop . . . (Even you, O my father,
Would yield to so much love,
To virtue so sublime.) Behold, I join you,
And so now let me clasp you both to my breast.

Hassem
Oh, wife!

Zobeida
Oh, husband!

Hassem and Zobeida
Oh, how completely happy I am.

Voices from within
To arms, to arms.

All
What fierce cries!

From Within
To arms, to arms.

All
What can that be?

SCENE XI
Ismail entering in haste, and the above.

Ismail
Sire, the Zegries, believing you slain,
Advance, following
Their leader Alamar.

Hassem
I fly to punish them . . .

Alahor
Stop! And sit upon your throne. My arm
Shall avenge you. Let me have charge
Of guarding your life, as you preserved mine.

All withdraw. Zobeida and Hassem go to the throne, and the curtain remains closed.

SCENE XII, the last
Alamar and Alahor, then all.

Alamar
Well, then, has the tyrant fallen?

Alahor
By this hand, together with Zobeida.

Alamar
Oh, joy! And where are they?

The curtain rises.

Alahor
Behold them.

Alamar
Oh treason!
(Seeing Hassem and Zobeida, he tries to hurl himself at Alahor, but the latter prevents him.)

Hassem
To arms, to arms.

Soldiers run in from all sides with lighted torches.

Alahor
(holding Alamar)
Recognize the hero whom you wanted
To make a victim of your arrogance:
Bow down, or I shall slay you at the foot of the throne.

Hassem
(descends from the throne with Zobeida)
Halt, what are you doing? A day of joy
This is, and not of blood . . .
For now, let Alamar be kept fettered only,
Along with his men.

Alamar is led off by guards.

Zobeida
How much I owe you, of heaven! On this day
You give me back a brother and a dear husband.
Now that I clasp you both to my bosom,
I wish for nothing more; I am full of joy.
My soul is confused,
And when it listens and looks
It thinks it is a dream
That must vanish.
Husband, brother, friends
Oh! Please speak . . .

All
Believe it, the hours
Of sighing have ceased.

Zobeida
No one who has not seen my torment
Can understand my happiness:
That delight is only perfect
Which suffering has prepared.

All
Only that delight is perfect
Which suffering has prepared.

THE END

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