Enrico di Borgogna (1818)

The More I learn, the Less I Know

Enrico di Borgogna (1818)

Opera in 2 acts
Libretto by Bartolomeo Merelli
First performed 14 November 1818




CAST OF CHARACTERS

Enrico, count of Burgundy, supposed son of Pietro (Contralto)
Pietro, solitary dweller in a hut at the foot of the alps (Tenor)
Elisa de Hallivi, Enrico’s beloved (Mezzo-soprano)
Guido, usurper of the County of Burgundy, in love with Elisa (Tenor)
Gilberto, fool in the court of Guido (Bass)
Brunone, courtier of Guido, secret friend of Pietro (Baritone)
Nicola, peasant friend of Pietro (Bass)
Geltrude, friend and confidante of Elisa (Soprano)
Chorus: shepherds, pages and courtiers, townspeople
Extras: Guido’s guard, maidens

The scene is set partly at the foot of the Alps, partly in Arles

ATTO PRIMO

SCENA PRIMA
Contorni boscherecci alle radici dell’Alpi. A destra una Capanna praticabile, a sinistra sulle rupi antico Castello. Torrente che precipita dalle montagne sparse di pastorali abituri, alberi di frutti. Un’urna sepolcrale cinta di fiori. Albeggia. Dall’altezza eminente dell’Alpi scende il Coro de’ Pastori con Nicola suonando varii istromenti pastorali, e cantando il seguente coro, indi Pietro.

Coro
Spunta il dì… l’ombra sparì…
Scioglie il canto il desto augello,
E ridente
Il sol nascente
Già c’invita a lavorar.
Il sudor
È grato ognor
Se lo spreme
Amica speme,
Che al lavoro
Ognor ristoro
Ciel propizio suol recar…
Ah! scendiamo,
Amici andiamo
Lietamente a lavorar.

Giunto il coro a metà della montuosa si disperde nelle sinuosità della medesima; frattanto si apre la Capanna e ne esce Pietro nel massimo abbattimento. Contempla per qualche istante l’urna sepolcrale poscia con tutta espressione prorompe.

Pietro
Ombra diletta ah! destati
Dal tuo sopor di morte…
Del tenero Consorte
Contempla il rio martir…
Almeno a tanti gemiti
Risponda un tuo sospir!
Dal pianto mio bagnati
Crescono i fior d’intorno,
Che di tua man piantati
Fur dolce pegno un giorno
Di puro amor… di fè!…
Or tu mi sei rapita…
La vita
È in odio a me!

Si abbandona sopra la tomba: frattanto di nuovo si vede scendere il Coro, il quale scorgendo Pietro, in atto della massima compazione dice.

Nicola e Coro
Ecco quel misero.
Nel suo dolor!…
Oh! quanta destaci
Pietade in cor!…
Sempre di torbido?…
(avanzandosi verso Pietro)
Sempre sì mesto?…
Raggio di giubilo
Non brillerà?

Pietro
Ah! sol di lagrime,
(scuotendosi all’arrivo del Coro)
Di duol funesto
Quest’alma misera
Si pascerà!

Nicola e Coro
Cessi il pianto… quel ciglio serena…
Torna torna alla gioia primiera…
Spesso il dì cade torbido a sera,
Ma più vago ritorna a spuntar.

Pietro
Ah! che in seno all’affanno… alla pena
Cerco indarno la gioia primiera…
Per me sempre di lutto foriera
Vedrò l’alba funesta spuntar.

Il Coro parte

SCENA SECONDA
Pietro, e Nicola.

Nicola
Buon Pietro…

Pietro
Amico…

Nicola
Ah! quando cesseranno
I sospiri… l’affanno?

Pietro
Allor che morte
Qui presso la Consorte
(additando la tomba)
Strascinarmi vorrà!…

Nicola
Eh via!… burlate?
Abbia pace la sposa, e voi sperate.

Pietro
In che mai lo poss’io?…
Ah! se Enrico!… oh! pensiero,
Che m’agghiacci, e m’annienti!…

Nicola
Voi mi narraste un giorno,
Che i lumi apriste a più felice stato…
Che v’ha fra noi guidato
Il furor de’ nemici…

Pietro
Ah! sì… gl’indegni
Sono potenti assai;…
E se scoprono mai… ma troppo io dico.

Nicola
Via seguitate amico…

Pietro
Ah! no… la mente
Agitata e confusa vaneggiando
I segreti del cor scema, e tradisce…

Nicola
Chi mio caro vicin, chi vi capisce?
Dite… poi vi pentite…
Tornate a dire, e poscia ritirate…
Io nulla intendo!… a cosa mai pensate?

Pietro
A quell’urna!… ad Agnese!… al dolce affetto
Che troppo oh Dio! tradì barbara sorte…
Che estinguer non saprà se non la morte!
(entra nella Capanna)

Nicola
Che razza d’uom!… ei piange, e si tormenta,
Ora spera, or paventa…
E sempre contrastato dagli affanni
Il peso aumenta alle sventure, agli anni.
(parte)

SCENA TERZA
Enrico scendendo dalla montagna, con una rete da pescatore.

Enrico
Elisa!… Elisa!… Oh! me infelice!… invano
Ti chiamo al monte… al piano!…
Pur di tornar giurasti!…
Vana lusinga!… ah! questi luoghi un giorno
Così ridenti e belli,
Ora senza di te non son più quelli!…
De’ garuli augelletti
Più non odo i concenti…
All’erbette nascenti
Par che manchi il vigor; e tu crudele
Di chi fedel t’adora
Non ascolti i sospir? non torni ancora?…
Care aurette che spiegate
Lievemente i vanni d’oro,
Deh! volate
Al mio tesoro,
Poi mi dite ove s’aggira…
Se sospira
Ancor per me.
Ma tornerà!… lo rivedrò!…
M’abbraccerà!… l’abbraccerò!…
Mi scendi all’anima
Voce d’amore…
La calma il core
Avrà da te.

SCENA QUARTA
Pietro, e detto.

Pietro
Figlio…

Enrico
Ah Padre…

Pietro
Qual mai
In sul primo mattin cagion t’addusse
La capanna a lasciar?…

Enrico
Nel vicin rivo
Il muto armento insidiai, ma accorto
Sembrò ad arte sfuggirmi! ah quando fia
Che a più sublimi imprese
Accenda il cor?…

Pietro
Soffri per poco ancora
Lungi omai non è l’ora…

Enrico
Ah! ch’essa è lenta
Come il vecchio Nicola, ed io vorrei
Volarle incontro…

Pietro
Osserva…
(additandogli un albero di frutti)
Son maturi que’ frutti?…

Enrico
No… ma presto il saranno…

Pietro
Oh quanto dolci
Per chi attender li può!

Enrico
Io non comprendo!…
Dal campo dell’onor fra queste tane
L’usbergo in rozze lane
Padre cangiasti… a ciò chi mai t’astrinse?…
Forse l’invidia a passo tal ti spinse?…
(con pena frenata)

Pietro
Ah! sì!… t’apponi al ver…
(con tutto il foco)

Enrico
Che intendo! e astretto
Ad ozio vil son io?…
(prendendo una mano di Pietro e avvicinandola al Core)
Senti nel petto
Come palpita il cor… dammi una spada…
A’ tuoi nemici in fronte
Fien miei colpi funesti…

Pietro
Così sperai, che tu risposto avresti!…
Ma la vendetta o figlio
Zoppichi dietro il vizio, e spieghi i vanni
Se virtude ha per guida…
Vanne figlio a posar… nel Ciel confida.
Enrico parte.

O germe degli Eroi!…
Ah! che ne sensi tuoi
Scorgo tutto il valor de’ tuoi maggiori!
Faccia il Ciel che tu mieta alfin gli allori!

SCENA QUINTA
Brunone scendendo dall’alto del monte, e detto.

Brunone
(ad alta voce)
Cavaliere di Bonsteten?…

Pietro
Gran Dio!…
(colpito)
Che sento!… il nome mio!

Brunone
Cavaliere di Bonsteten?…

Pietro
M’inganno?… Forse… Brunone?…

Brunone
Ah sì!…
(Abbracciandosi)

Pietro
Deh! lascia almeno
Che ti stringa al mio seno!…

Brunone
Ma dov’è Agnese?…

Pietro
Ah! taci!…

Brunone
Come?… Oh ciel… quai sospir?

Pietro
Dopo la notte…
Notte d’orror, in cui gli diè la sorte
Dal fratricida acciar dell’empio Ulrico
Qui illeso trarre Enrico
La misera perì!…

Brunone
E il caro pegno
Che gli affidò il Destino?

Pietro
Crebbe in forza, in valor a me vicino.

Brunone
L’armi adunque riprendi… alla Borgogna
Volgiamo i passi…

Pietro
Ma il Tiranno?

Brunone
È spento.
Regna Guido suo figlio…

Pietro
O Ciel che ascolto!

Brunone
Ho un partito raccolto,
Che con noi pugnerà… traditi… oppressi…
Odian tutti un indegno,
Il cui furor, del regno
Ogni angolo passeggia…
Nella paterna reggia
D’Alberto il figlio tornerà… la fama
Un rumor cupo di lui sparse… il volgo
Che tutto ascolta, e a tutto
Presta credenza e fede,
Ora l’attende, e bisbigliando il chiede.

Pietro, che dal principio della narrazione avrà espresso il massimo stupore prorompe.

Pietro
Oh messaggio del Ciel!… Gran Dio che sento!
Giunse, alfine il momento
(chiamandolo)
Enrico… Enrico! ah vieni…

SCENA SESTA
Enrico e detti.

Enrico
(alla vista di uno straniero si scuote, poi confuso)
Padre… che chiedi?…

Pietro
Ascolta…
Raccogli al cor quella virtù, di cui
Sin da primi anni tui
Del più fervido amor seppe infiammarti.
Già splende il sole… dissipata appieno
È l’orrida procella…

Enrico
Io tremo… che vuoi dir?… Padre favella!

Pietro
Abbraccia o figlio abbraccia
Il lieto genitore…
Ah! no!… da te mi scaccia…
Io sono un mentitore…
Non Padre tuo, ma suddito
Devo prostrarmi a te.

Brunone
Vassallo anch’io vi sono,
Or che si spense Ulrico…
Alla vendetta, al trono,
Mentre vivea il nemico
In queste balze ascoso
Serbarvi egli poté.

Enrico
(colpito)
Che intesi!… io nato al soglio?…
Voi Padre a me non siete?…
A prezzo tal nol voglio,
Il trono riprendete…
Pastor, ma vostro figlio
Sempre degg’io restar.

Pietro
Sì lo sarai…

Brunone
La Patria
Ora al suo sen v’invita.

Pietro
Là… tolse un empio… un barbaro
Al padre tuo la vita.

Enrico
Che sento?… ov’è un acciaro?
(col massimo foco)
Lo vado a vendicar!…

Pietro alle ultime parole di Enrico entra nella Capanna poscia sor-tendo con una spada.

Pietro
Ecco il temuto brando,
Ecco la spada ultrice…
Con questa fu felice
Il tuo gran padre un dì.
(col maggior entusiasmo)

Enrico
Acciar della vendetta
Ti stringo ah! sì t’arruoto.
L’ombra del padre aspetta
Chi il trono gli rapì.

A tre
O dolce momento
Di gloria, d’onore,
Già t’odo… ti sento…
Tu infiammi il mio core…
Si parta… si vada…
La vindice spada
Tremenda — discenda
Gl’indegni a punir.
(partono)

SCENA SETTIMA
Gran Sala nel Castello de’ Conti di Borgogna in Arles. Giberto solo.

Gilberto
O fortuna, o tu che sei
D’ogni brama dolce meta…
Tu che invoca anche il Poeta
Nel sfiorar la lingua Etrusca
Che vuol altro che la crusca,
La sua fame a satollar…
Tu seconda i voti miei,
Tu m’aiuta ad intascar.
Chi ha fortuna, e non chi sa,
Sempre al mondo s’avanzò…
Chi ha fortuna il tutto può…
Chi s’ingegna il tutto fa…
Che nel dir, più che nel fare
Sempre il merito sen sta.
Ben ben rimirisi
Da capo a fondo
Tutti di Comica
Studiamo al mondo:
Chi a darla a intendere
L’ingegno affina,
Chi fa da Medico
Senza dottrina,
Ma con un recipe
D’imbrogli e chiacchiere
Sembra un oracolo
In Facoltà.
O cara amabile
Sorte diletta,
Se mi dai retta
Per poco almeno,
In un baleno
D’onori un pelago
Mi pioverà.
Oh bella profezione!
Oh amabil mestier!… studio, lavoro
Son per me nomi ignoti…
Sebben che dico… fo fatica anch’io
Nel blandir Guido, e n’ero ben pagato,
Ma adesso che c’è entrato
Un certo umore… basta… oh appunto
(osservando)
Ei viene
S’è dolce o brusco non comprendo bene!

SCENA OTTAVA
Guido nella massima concentrazione.
e Gilberto in disparte


Guido
(Funeste cure ingrate
In petto ah vi celate!…
Prima che il giorno cada
Forse fia lieto il cor!)

Gilberto
(in atto di partire)
(Meglio è chi io vada!)

Guido
(accorgendosi di Gilberto)
Gilberto da sedere…

Gilberto
(Ah! che ci sono!)
La servo…
(porta una sedia)

Guido
Un’altra anche per te.

Gilberto
Ma io…
(pauroso)

Guido
Men repliche…

Gilberto
Obbedisco:
(Flemma ci vuol con questo basilisco!)
(dopo molti lazzi di paura se le mette vicino)

Guido
Dimmi… saper poss’io
Il ver da te?…

Gilberto
Dubbio n’avrebbe? io sono
La stessa verità.

Guido
Il volgo… i Grandi,
Che favellan di me?

Gilberto
(Oh! se potessi
Chiaro parlar!…)

Guido
Rispondi…

Gilberto
Dicono ch’è… un bell’uomo…

Guido
Questo saper non voglio…

Gilberto
(Cosa mai gli dirò!… Che fiero imbroglio!)

Guido
Dell’opre mie… del mio Governo…

Gilberto
Bene…
Si dice sempre bene…
(con affettazione)

Guido
Sentiam…

Gilberto
Che ha il cor di Cesare… che forte
(imbrogliato)
D’Ercole al pari… intrepido qual Marte.

Guido
(Anima vil!)
(nauseandosi)

Gilberto
Che in seno
Nutre sol di virtù sensi seguaci…
Saggio… prudente… uman…

Guido
Ribaldo taci!…
Frena gl’indegni accenti,
Anima vil, paventa…
Chi d’adularmi tenta
Tremare alfin farò.

Gilberto
Credea… cioè… (Che imbroglio!…)
(spaventato)
Volea… (Che dir non so!)

Guido
Il labro fu sincero?
(sempre più fiero)

Gilberto
Per dirla… niente affatto…

Guido
Dunque m’ascondi il vero…

Gilberto
Altezza le dirò…
È la moda d’oggi dì,
Che nel mondo vuol così…
Perciò in maschera si suole
Cercar sorte, e protezione,
Si condiscon le parole,
Si corteggian le persone,
Mentre mesta in un cantone
Lascia ogn’un la verità
Che coll’oro non ci sta.

Guido
A tai fole io non discendo…
Parla… scopri… io lo pretendo.

Gilberto
Ma se poi…

Guido
La tema è vana.

Gilberto
Ben la servo: eccomi qua.

Guido
V’è chi si lagna e mormora…

Gilberto
Me l’ero immaginato:
V’é chi minaccia, e strepita…

Guido
Quest’è il costume usato.

Gilberto
Chi poi vi chiama un barbaro,
Chi un rio tiran v’appella…

Guido
Audace qual favella?
(sdegnato)
Che parli traditor?

Gilberto
Ma vuole bianco o nero?
(con paura)
Io non capisco ancor!

Guido
(Quanti contrarj affetti
Strasciando il cor mi vanno!
Ah! quando amor tiranno
Calmarli in sen potrà!)

Gilberto
(Ohimè! l’ho fatta grossa…
Che occhiate!… che malanno!…
Ah! unite mai non vanno
Fortuna, e verità!)
(parte)

Guido
M’aborre ogn’uno?… oggetto
È d’odio il nome mio?… e ciò fia vero?
O crudele pensiero
Fuggi da me… alle imminenti nozze
Solo si pensi… assai concessi al pianto
Di desolata figlia, e omai l’amore
Ogni indugio mi vieta… Elisa… Elisa…
In questo giorno appieno
Coronerai l’ardor, che m’arde in seno.
(parte)

SCENA NONA
Gabinetto nell’appartamento d’Elisa nel Castello. Elisa, Coro de’ Grandi, indi Geltrude.

Coro
Per te il piacer qui riede,
Raggio d’amor brillò…
Agita Imen le tede,
Che mesto in pria celò.
E tu sol di sospir
Pasci l’afflitto cor?…
Così non appassir
Rosa d’amor.

Elisa
Io vorrei con lieti accenti
Esultare al vostro effetto;
Ma il rigor de’ miei tormenti
Troppo affanno accresce in petto.
Nata, solo — al pianto al duolo
Chiedo invan dal Ciel pietà.

Coro
Spera o bella — la tua stella
Men severa alfin sarà…

Elisa
(Funesti pensieri,
Che in sen vi destate,
Lasciate — Ch’io speri,
Fuggite dal cor!)
(Da un’alma che geme,
Se speme — s’invola
La morte può sola
Por fine al dolor!)

Arriva Geltrude, ad un cenno d’Elisa il Coro parte.

Elisa
Vieni Geltrude… ah! sola
Non mi lasciar… a te vicina in parte
Scemo l’orror de’ casi miei!

Geltrude
Tu piangi?
Ah perdonami Elisa…
Sempre dal duolo oppressa
Facil sei troppo a tormentar te stessa.

Elisa
Cielo!…

Geltrude
Fa cuor!… a ridonarti il Padre
Il pianto omai non vale…
Alla pompa nuziale
Guido t’appella… lo seconda… il tempo
Al tuo dolor concesso
Alfin spirò… di lieti dì felici
Amica appien godrai…

Elisa
Ohimè!… che dici!…
Ah! perché sepper queste
Infelici sembianze
Destarle affetto!…
Non sai tu che colpa
È per Elisa amor?…

Geltrude
Come… che sento?…
Forse… Gran Dio!… all’amistà confida
Questo arcano fatal… a me t’affida.

Elisa
Dal più capo del cor sortì lo sfogo
Del mio lamento!… ah!… che tradir mi volle
L’acerbo affanno mio!…
Ma teco nulla più celar degg’io!…
(con precauzione)
Sappi che in questo seno
Arde fiamma crudel!…

Geltrude
Che narri?…

Elisa
In pria,
Che dai massi dell’Alpi a queste mura
Il padre mi guidasse
Vidi un vago pastor… nelle nostr’alme
Foco eguale s’accese… ai giuri alterni,
Le rupi risuonar, ma un giorno oh Dio!
Che il seppe il padre mio… a questo suolo
Tosto fui tratta in seno al pianto al duolo!

Geltrude
Misera!

Elisa
Or rutto apprendi
Il rigor di mia sorte…
Tornar promisi… lo sperai… ma intanto
Di me Guido s’accese…
Al Padre mi richiese… egli le nozze
Mi comandò… ma l’infelice colto
Come ben sai da inaspettata morte!
(trattenendo a stento le lagrime)
Pria di versarmi in sen l’ultimo fiato,
Giurar mi fece a questo Imene odiato!

Geltrude
Oh quanto! amica oh quanto
Sei degna di pietà!

Elisa
(ascoltando)
Ma taci… io sento
Indistinto rumor… Oh Cielo… Guido…
Ah! Che il crudel m’invola
Fino il piacer di poter pianger sola!
(in atto di partire)

SCENA DECIMA
Guido e dette.

Guido
Mi sfuggi Elisa?… Arresta…
(allontana con un cenno Geltrude)
Sempre dunque sì mesta? ha pure il pianto
Il suo confin… ravvisa omai la pompa,
Che sol di Cuno il fato
Ha sospeso finor… ascolta i viva
Della Città giuliva,
Che ti festeggia intorno,
Che mia Sposa ti vuole in questo giorno.
Ma taci?… tu sospiri?…

Elisa
Ah! Signor!… troppo
(con sarcasmo)
Generoso tu sei… Altra più degna
Abbia gli affetti tuoi…

Guido
Che dici ingrata?
L’averti tanto amata
Nulla dunque giovò?… le tue promesse
Serbi così?…

Elisa
Le mie promesse?… e puoi
Rammentarle o crudel?… fiero rigore
Le strappò dal mio labbro, e non l’amore.
Lasciami…

Guido
Invan lo speri… in me l’affetto,
Cui tutto cede ogn’altro moto ha spento…

Elisa
Sprezzo il tuo amor, né l’ira tua pavento!
Alma crudel spietata
Dagl’occhi miei t’invola:
È la tua vista sola
Oggetto a me d’orror!

Guido
Questa mercede ingrata!
Rendi agli affetti miei?…
Nel sen non ti credei
Così crudel rigor!
(Vorrei sdegnarmi e intanto
L’ira s’ammorza in petto!…
O troppo forte incanto
D’amore, e di beltà!)

Elisa
(Vorrei stemprarti in pianto
Caro primiero affetto!…
Ah di frenarti il vanto
Quell’empio non avrà!)

Guido
Elisa ah! placati…
Il soglio ascendi…
Al mio t’arrendi
Immenso ardor!

Elisa
Fra poco o barbaro
Pago sarai…
La destra avrai,
Ma non il cor.

Guido
Spietata!…

Elisa
(Oh! affanno… oh! pena!)

Guido
Crudele…
(Io reggo appena!…)
(marcato)
Allo splendor d’un soglio
Tu cangerai pensiero…
Vedrò cader l’orgoglio,
D’un cor tiranno e fiero,
Mentre di rose il Talamo
Amor coronerà.

Elisa
Allo splendor d’un soglio
Non cangerò pensiero…
Pago del mio cordoglio
Sarà quel cor sì fiero,
Mentre funesto Talamo
Il duol m’involerà.
Partono.

SCENA UNDECIMA
Geltrude sola.

Geltrude
Misera Elisa oh! qual per te la sorte
D’orribili sciagure
Turbin nero addensò!… ah! che per sempre
Ogni sperar t’è tolto!…
Ma già i concenti ascolto
Della pompa nuzial… a lei si vada…
Come palpita il cor… vacilla piede!…
Ah! perché seco un rio dover mi chiede!…
Parte

SCENA DODICESIMA
Gran Piazza in Arles, circondata di Case: in fondo il Castello de’ Conti di Borgogna, a destra maestoso Tempio adorno di Festoni. Fuor del Castello escono varie Donzelle recando dei mazzolini, e ghirlande di fiori e di mirto. Il Coro de’ Grandi e Paggi precede Guido, che viene con Elisa, la quale sostenuta da Geltrude, ed ac-compagnata da varie Donzelle, mostra la sua ripugnanza, e la sua disperazione. Gilberto e Brunone dirigono la pompa al Tempio men-tre si canta il seguente.

Coro
Leggiadre Vergini
Il crin cingetevi
Di vaghi fior.
Catene amabili
Uniti intrecciano
Imene, e amor.
E il lieto Talamo
Di puro inondano
Verace ardor.
Leggiadre Vergini
Il crin cingetevi
Di vaghi fior.

Elisa
(Ahi! qual crudel momento!)

Guido
Vieni mio ben mia vita…

Gilberto
Amore omai v’invita…

Guido
Al Tempio…

Coro
Al Tempio…

SCENA TREDICESIMA
Stanno per entrare nel Tempio, allorché presentasi Pietro, ed Enrico armati di tutto punto. Elisa riconoscendo Enrico sviene nelle braccia di Geltrude.

Elisa
Ah!…

Sorpresa universale.

Tutti
Che caso barbaro!…
Dal duol la misera
Tremante, e pallida…
Oppressa sta!

Guido
(Qual l’alma inondami
Crudel sospetto!…
Il mio dispetto
Più fren non ha!)

Enrico
(Come quest’anima
A quell’aspetto
Lo sdegno in petto
Frenar potrà!)

Gilberto
(Un qualche imbroglio
Io qui m’aspetto…
Che quarto torbido
La Luna fa!)

Pietro, Brunone e Geltrude
(Qual fiero palpito
Mi sento in petto…
Il suo periglio
Gelar mi fa!)

Guido
(ad Enrico con trasporto)
Guerrier qual hai disegno?…
Scopri chi sei, che chiedi.

Enrico
(interrompendolo)
Sappi ch’io sono…

Brunone
(additando Pietro)
Osvaldo
Suo Padre in lui tu vedi.

Pietro
Di tanta pompa il grido
Ci guida in questo dì.

Brunone
(ad Enrico)
(Deh! per pietà frenatevi…)

Pietro
(ad Enrico)
(Non ti tradir così.)

Gilberto
(a Guido)
Vedete… essa rinviene…

Elisa
Ove son io?… Chi siete?…
(alzandosi lentamente, e girando lo sguardo con ammirazione)

Gilberto
(ad Elisa)
Via fate cor…

Elisa
Mio bene…
Ah! dov’è…

Geltrude
(ad Elisa interrompendola)
(Oh Ciel! tacete…)

Elisa
(Quanto quest’alma è misera!…
Non reggo al mio dolor!)

Enrico
(Ah che mi sento opprimere!…
Già scoppia il mio furor.)

Pietro e Brunone
(ad Enrico)
(Deh per pietade… ah frenati,
Non è l’istante ancor.)

Guido
(Ah! sì t’accresci o barbaro
Crudel sospetto in cor.)

Gilberto
(O come si rimescola…
Che fiero batticor!)

Guido
(risoluto)
Vieni Elisa… all’ara innante
A’ miei voti alfin t’arrendi.

Elisa
(Ah! signor!… qual fiero istante!…)
Deh! t’arresta… ah! no… sospendi.

Guido
Pensa o Donna a’ giuri tuoi…
Vieni al Tempio…

Enrico
(non potendosi più frenare)
Invan lo vuoi…

Guido
Quale ardir?…

Pietro
(Ah taci…)

Brunone
(Incauto!)

Guido
Che dicesti?…

Enrico
(Oh! mio furor!)

Brunone
(a Guido)
Deh lo scusa…

Guido
(ad Elisa)
Qual sospetto!
Ah! se mai… se tu spergiura…

Brunone
Deh ti calma…

Guido
(a Pietro ed Enrico)
Il nuovo giorno
Non vi trovi in queste mura,
O il mio giusto sdegno estremo
Io farò su voi piombar.

Enrico
(Dalla rabbia io sudo e fremo
Né mi posso vendicar!…)

Elisa
(Sventurata invano io gemo…
Dovrò indarno lagrimar!)

Pietro, Brunone e Geltrude
(Quale evento… io sudo… io tremo…
Sento l’alma in sen gelar!)

Gilberto
(Ah! più male ancor io temo,
Che sen vada a terminar…)

Tutti
Fiamma che ondeggi e crepiti,
Nembo che in ciel s’accenda,
Sono men fiere immagini
Della tempesta orrenda,
Che nel mio petto destasi
Il core a lacerar.

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA
Luogo rimoto nel Castello de’ Conti di Borgogna con porta in mezzo. Si fa notte. Brunone, e Coro de’ primarj Cittadini. Esce Brunone colla massima precauzione, e dopo essersi prudentemente assicurato che nessuno lo ascolta introduce il Coro.

Brunone
Cheti… cheti…

Cori
Alcun non vede…

Tutti
Cupo orror qui sol risiede…
Deh! tu copri co’ tuoi vanni
Notte amica il gran disegno…
Il sospetto de’ Tiranni
Nel tuo sen non volga il piè.

Brunone
Già di fremito, di rabbia
Mormorar le voci io sento…
Se virtude
n voi si chiude
Questo amici, è il gran momento!…
Giunse Enrico…

Cori
Ciel che dici?…
Noi felici!… E vero egli è?…

Tutti
Ah! scoppiate, omai scoppiate
Fieri sensi d’odio, e d’ira…
Della Patria, che sospira
Cadran frante le ritorte…
(snudando i ferri)
Viva Enrico… A Guido morte!…
L’empio estinto al fin cadrà.
Come nero… turbin fiero
La vendetta piomberà!

SCENA SECONDA
Pietro, e detti.

Brunone
(a Pietro)
La notte inoltra, e il tuo tardare ah! troppo
Già mi turbava…
(al coro additando Pietro)
Eccovi in lui chi seppe
Il pargoletto Enrico
Illeso trar dall’empie spade irate…
Il Cavalier di Bonsteten mirate.

Coro
Come?… e fia ver?…

Pietro
Sì, quello io sono amici
Che salvarlo poté!… Da queste braccia
A voi ritorna degno
De’ suoi Maggior… del Regno… oh! di mie cure
Dolce mercé, se alla gran opra il Cielo
Propizio arriderà… l’ora è vicina
Del gran colpo fatal… tutto s’attenda
Il favor delle tenebre, poi scoppi
L’alto disegno… forse stanca al fine
La tentata dall’empio ira divina
Al suo eccidio fatale lo strascina!
Amici a sorgere
Omai s’affretta
L’istante orribile
Della vendetta,
Che sopra un barbaro
Piombar dovrà.

Brunone e Coro
Sì, la vendetta
Si compirà.

Pietro
Ah! se agli affanni in seno
Finor mi volle il fato,
Per pochi istanti almeno
M’arrida appien placato,
Poi lieto io morirò.

Brunone e Coro
Giorno per noi sereno
Alfin tardar non può.
Partono

SCENA TERZA
Gran Sala come all’Atto Primo illuminata da poche faci. Involto in un mantello entra Enrico, indi Gilberto.

Enrico
Dove m’inoltro!… in quali
Empie soglie fatali
Mi strascina il mio amor!… tutto qui tace.
Alcun non mi scoperse… ah! tu propizia
Guida i miei passi o sorte:
Si rivegga l’ingrata, e poi la morte.

Gilberto
(M’inganno?… Cosa vedo?…
Chi fia costui, che incerto
Qui s’aggira a quest’ora?…)

Enrico
(accorgendosi di Gilberto)
Ah!… (son scoperto!…)

Gilberto
Olà.

Enrico
Taci!…
(minacciandola con un pugnale)

Gilberto
Signore!…

Enrico
Se mi scopri sei morto…

Gilberto
Anche questo per bacco è un bel conforto!
Ma in grazia… che chiedete…

Enrico
Io vo d’Elisa
Inoltrar nelle stanze…
Tu mi devi introdur… alto segreto
Scoprire a lei degg’io…

Gilberto
Come?… cosa?… cioè… (che imbroglio è il mio!)

Enrico
Dubiteresti forse?…

Gilberto
Ah! voi sarete
Il fior de’ galantuomini!…
Ma se Guido vi scopre
Allor senza riparo
La mia testa fa alcerto un salto amaro…

Enrico
Non paventar… io ti difendo… all’opra
Alta mercede avrai…

Gilberto
(sentendo rumore)
Ma s’appressa qualcun…

Enrico
M’assisti o Cielo!
Dammi un luogo a celarmi…

Gilberto
Io tremo… io gelo!…

Gilberto introduce Enrico nella porta a destra, poscia ritorna… nel mentre esce Guido.

SCENA QUARTA
Guido, e detto.

Guido
Gilberto…

Gilberto
A’ suoi comandi.

Guido
Venga Elisa…

Gilberto
La servo…
(Ahi! che partenza è questa!…
Tremo da capo a piè, e il cor mi resta!)
Parte

SCENA QUINTA
Guido, indi Elisa, e Gilberto in disparte.

Guido
Cessin gl’indugi alfin… i voti miei
Io voglio paghi, ed ove amor non vale
Forza potrà… paventi
De’ miei comandi Elisa…
Ove d’amor si sdegni
Il mio furor a rispettarmi insegni.
(ad Elisa che arriva)
Vieni Elisa… t’appressa… in me tu credi
Forse un alma crudele… eppure Elisa
(con studiata dolcezza)
Non voglio esserlo teco…

Elisa
(fiera)
Non vuoi esser crude!?… lasciami dunque
Scevra da lacci odiati
Alla pace fatal de’ sventurati.

Guido
(frenandosi a stento)
Donna… tu cerchi il veggo
Provocar il mio sdegno… eppur lo sdegno
È spento in me… l’alma però al tuo meglio
Disponi o Donna…

Elisa
Non sperar giammai…

Guido
Sciagurata!… E non sai…

Elisa
So che t’odio… t’aborro, e che il maggiore
Tormento di quest’alma…

Guido
Ingrata segui…
Se crudele mi brami
Dimmi… dimmi… qual è?…

Elisa
(risoluta)
Saper che m’ami.

Guido
Oh! rabbia!… Ah trema!… io veggo
Che m’ingannai… ma in breve
L’errore emenderò… ai merti eguale Mercede avrai… la più tremenda sorte
Sazierà il mio furor… avrai la morte.

Elisa
Iniquo!… eccoti il petto,
Incrudelisci pur!… questa mia vita
Tu rapir mi potrai,
Ma poca gloria avrai
Contro una debil donna… osserva indegno
Nel mio sprezzo un trionfo… appaga alfine
La tua barbarie… sol la morte attendo…
Questa mi tolga almeno
All’alto orror, che tu m’inspiri in seno!
Nell’eccesso del tormento
Odio fin la stessa vita…
Morte sola appien gradita
A quest’anima sarà.
Mi vedrai costante, e forte
Nella tomba, in sen di morte…
Né una lagrima, un lamento
Il mio fin mi costerà.
Misera vittima
D’un fier rigore
Nel muto orrore
Io scenderò!
Ma per te indegno
D’eterno sdegno
La tomba gelida
Suonar farò.
Parte

SCENA SESTA
Guido e Gilberto.

Guido
Stolta… né ancor t’avvedi
Che a me invano resisti! ah! il tempo è giunto
D’oprare alfin… Gilberto… al nuovo giorno
Tu di bel nuovo con Brunone appresta
Quanto è d’uopo alla festa…
Allor… se mai… se ardita…
Tu m’intendesti ben…

Gilberto
Sarà servita.
(Guido parte.)
Qual pasticcio è mai questo?…
Io non comprendo niente!…
Ei vuol per forza, ed ella non consente…
Pur la man gli promise!… ed ora invece
Il pianto… il mal… l’amico…
Oh! maledetto intrico!… eh donne! donne!
Voi siete in conclusione
Nate sul per comun disperazione.
È la donna un gran volume,
Che stracciato ha il frontispizio:
È ben stolto chi presume
Dar dell’opera giudizio,
Se pria all’indice non va.
Capo Primo: L’incostanza
Segue… il vizio delle belle…
Il capriccio… l’arroganza,
E mill’altre bagatelle
Di diversa qualità.
A materia sì abbondante,
A catalogo sì esatto,
Chi non vede al primo tratto,
Che la donna è questa qua?
Non dico che sian tutte
Tagliate in simil luna,
Ma se ve n’ha qualcuna,
Di fede e di buon cor:
O che morì la misera,
O che non nacque ancor.
Parte

SCENA SETTIMA
Gabinetto come all’Atto Primo. Elisa sola nel massimo abbattimento, indi Enrico.

Elisa
Tutto intorno è silenzio!
Sol con me stessa io sto!… qui alfin poss’io
L’acerbo affanno mio
Libera disfogar!… pace soave
Sola delizia un tempo
De’ lieti giorni miei,
Ah!… quanto lungi or sei!… iniqua sorte
Tutto ahi! tutto m’invola, e sol mi lascia
L’alto dolor… la più profonda ambascia!
Ma… o ciel!… m’inganno?… forse
(ascoltando)
Mi seduce il desìo?…
È desso… l’idol mio…

Enrico
Taci!… dal labbro
Di chi mancò di fede
Un infelice nome tal non chiede.

Elisa
Come!… qual detti?… e puoi…

Enrico
(interrompendola)
Pria che pietosa
Morte mi tolga alla più ria sventura
Rinfacciarti l’error, dirti spergiura.

Elisa
Ah! no… sappi… la pompa.

Enrico
(come sopra)
Assai ti condannò… rimanti o donna
Con quella pace, che a me ingrata! hai tolta!
Per te Enrico morì!…

Elisa
Che parli?… ascolta…

Enrico
Taci!… tu cerchi indarno
Difesa al suo delitto:
Sulla tua fronte è scritto,
Lo accusa il tuo rossor.

Elisa
Senti… t’inganni… il credi
A questo pianto amaro,
O nel mio sen l’acciaro
Vibra a squarciarmi il cor.
(Cielo! a sì amare lagrime
Il mio vigor vien meno!…
Fra quanti affetti in seno
Va palpitando il cor!)

Enrico
(Cielo! a sì belle lagrime
Il mio vigor vien meno!…
Fra quanti affetti in seno
Va palpitando il cor!)
(in atto di partire)
Ti lascio…

Elisa
Ah! no… t’arresta…

Enrico
(con ironia)
Sorte miglior t’aspetta…

Elisa
Ah! che dal padre astretta
Ad un Imene odiato…

Enrico
Che sento!… e m’ami?…

Elisa
Ingrato! Mel chiedi!

Enrico
E ver sarà?…

Elisa ed Enrico
(abbracciandosi)
Ah! dopo cotante
Sì barbare pene,
Fedele costante
Trovare il suo bene,
È gioia, che amore
Maggiore non ha.

Elisa
Ma quai spoglie son queste?
Chi ti guidò?… che pensi?…

Enrico
Or sol ti basti
Che non son qual credesti… in breve o cara
Lieta sarai; di miglior luce il Cielo
Per noi già splende…

Elisa
(agitata)
Qual enigma!… e intanto
O idea crudel!… se mai… se lui… se viene…
Allontanati… va’… parti mio bene!

Enrico
Non paventar.

SCENA OTTAVA
Gilberto e detti, indi Guido con Brunone e Guardie, e Coro de’ Grandi, fra quali celasi Pietro.

Gilberto
Corpo di bacco… il diavolo
S’è ficcato di mezzo… a questa parte
Guido s’inoltra…

Enrico
(si cala la visiera)
Oh Ciel!…

Gilberto
Presto partite…
Voi ben capite… se vi vede… allora…
Povera la mia testa!

Elisa
Qual periglio!

Enrico
(in atto di partire)
Idol mio!…

Gilberto
Stranier t’arresta.

Tutti eccetto Gilberto
(Qual sorpresa!… io son di gelo!
Fredda man mi stringe il petto!
A quel ciglio… a quell’aspetto
Dubbia l’alma in sen mi sta!)

Gilberto
(Qual sorpresa!… io son di gelo!)
Fredda man mi stringe il petto!
Ah! Gilberto poveretto
Or l’hai fatta come va!)

Guido
Donna infida alfin ti colsi…
(ad Enrico)
Tu chi sei, che tanto osasti?…

Enrico
Tuo nemico, e ciò ti basti…

Elisa
Ah! Signor di lui pietà!
È innocente… in me ti sfoga…
Io mancai… non mi difendo…

Guido
Donna rea l’eccesso orrendo
Impunito non andrà.
(a Gilberto)
Tu vil servo.

Gilberto
Io… no… signore…
Non ho colpa… ei solo è stato…
(Ah! che certo il salto ingrato
La mia testa or or qui fa.)

Guido
Quell’indegno omai s’arresti…
(alle Guardie che circondano Enrico)

Brunone
Ah! Signor… e tu vorresti…

Guido
Alla Torre alfin sia tratto…
Eseguite…

Pietro
(alle Guardie)
Arresta… olà…
Se brami sangue o barbaro
Sfoga in me sol lo sdegno…
Ma appien punirti, indegno,
Il Cielo alfin vedrò!

Enrico
(a Pietro)
Lascia che l’empio uccidami…
Sì tuo rival son io
(alzando la visiera, a Guido)
È mio quel core… è mio…
Per lei morir saprò.

Guido
Che sento!… oh furie!… audaci!
Scempio fatal v’aspetta…
Della più ria vendetta
Le faci accenderò.

Elisa, Enrico e Pietro
(Ah! qual istante orribile,
Resistere non so!)

Brunone
(Sperate!… ah sì sperate,
Salvarvi ancor potrò!)

Gilberto
(Ah! se potessi andarmene!…
Più fiato in sen non ho!)

Enrico
Elisa…

Elisa
Amato bene.

Enrico ed Elisa
Un solo amplesso almeno.
(sfuggendo alle Guardie)
Dolci saran le pene,
Contento/a io morirò
Se al mio tesoro in seno
Spirare alfin potrò.

Guido
(alle Guardie)
Staccate quegl’indegni.

Enrico ed Elisa
Spietati me uccidete…

Guido
Morrete, sì morrete…

Tutti
Sento squarciarmi cor!

Guido
Quale evento, qual duolo funesto!
Più non reggo allo sdegno, all’affanno.
Mille furie d’intorno mi stanno,
Ardo e fremo di smania e livor.

Enrico ed Elisa
Quale evento, qual duolo funesto!

Pietro e Brunone
Più non reggo al tormento, all’affanno.
Quando mai d’un destino tiranno
Fia placato l’avverso furor.

Gilberto
Quale evento!… che imbroglio è mai questo…
Non resisto al spavento, all’affanno.
Ah! tremando le gambe mi vanno…
Tema eguale non ebbi finor.

Enrico e Pietro vengono condotti dalle Guardie. Guido parte con Brunone e Gilberto.

SCENA NONA
Elisa sola, indi Geltrude.

Elisa
Ah! più regger non posso!…
Il più mi trema, e il cor!… o colpo! o pena!…
Gel di morte mi scende in ogni vena!
Ma quale mai d’intorno
Cupo rumore echeggia?

Si sente strepito d’armi.

Il tumulto raddoppia… ah! forse… Oh Dio!…
Se Enrico… qual orror!… che affanno è il mio!

Geltrude
(agitata)
Amica…

Elisa
O Ciel… Geltrude…
Sei tu dessa?… che fu?…

Geltrude
Oh! se veduto
Avessi il colpo fier!… stuolo d’armati
Ha la guardia assalito…

Elisa
E i due stranieri?

Geltrude
Entrambi si salvaro…
Accorse Guido, e invano,
Che già l’armato stuolo era lontano.

Elisa
Che sento!… oh giusto Ciel! pietà ti prenda
Delle mie acerbe pene…
Seconda i voti miei… salva il mio bene!
Parte

SCENA DECIMA
Guido nel maggior furore con Guardie, indi Coro.

Guido
Gli abbandonaste o vili…
Oh! rabbia!… o mio rossor!… appena il credo!…
Ah! che compirsi io vedo
La mia fatalità!… d’averno in seno
Ho la furia peggior!… barbaro Cielo,
A quale mi serbasti
Pena orribil, funesta…
Ove corro!… che fo!… qual notte è questa!
Incerta smarrita
Quest’alma delira…
Il sen non respira,
Che sdegno, e livor!
Del duolo l’eccesso
Mi toglie a me stesso…
La morte non serba
Tormento maggior!
Ah! degli affanni miei
Sola cagione amore,
Perché di tal rigore
T’armi a strasciarmi il cor!
Ma chi vien?

Coro
Folto stuol di Guerrieri
Coi stranieri il castello assalì.

Guido
Che mai sento!…

Coro
Già il popolo armato
Viva Enrico gridando d’intorno…
Al scoperto — figliolo d’Alberto…
Forsennato — feroce s’unì.

Guido
Ah! si riprenda, o core
Il tuo vigore usato…
Tutto quel sangue odiato
Da me si verserà!

Guido e Coro
A tanto sdegno il fato
Rapirlo non potrà.

SCENA UNDICESIMA
Si sente di nuovo uno strepito d’armi, misto alle evviva del popolo. Geltrude sola.

Geltrude
Cresce il rumor! di nuovo
Odo suonar intorno
Le grida, e i viva, miste al suon dell’armi!
Ah! qual terror! ma parmi
Queste son voci di trionfo… o Cielo!
Per quale si combatte
Giustissima cagion veder tu dei…
E ben distingui gl’innocenti e i rei!
Parte

SCENA DODICESIMA
Piazza, come all’Atto Primo. Il Castello principierà ad incendiarsi, e le fiamme andranno gradatamente crescendo, ed illumineranno tutta la Scena. Coro di Cittadini e Soldati, indi Enrico.

Coro
Ah! s’abbatta… s’accenda… s’uccida…
Ci fia guida — vendetta, e furor!
Viva Enrico — ai tiranni d’esempio…
Cadde l’empio — crudele oppressor!

Al suono di una marcia militare arriva Enrico condotto in trionfo, in mezzo ai principali della Città, e dell’armata. Un corpo di Guerrieri chiude la marcia.

Enrico
Tregua agli sdegni alfin!… De’ vinti il dorso
È vile al vincitor… Popolo… amici…
Il vostro affetto avanza
Ogni mia speme… Oh! quanto lieto io sono!
Ah! solo è vostro dono
Se ritorno fra voi… ma a questo core,
Sempre gloria fia solo il vostro amore!
Mentre mi brilli intorno,
Popolo a me diletto,
Di nuova gioia in petto
Balzando il cor mi va.

Coro
Solenne il tuo ritorno
Sempre per noi sarà.

SCENA TREDICESIMA e ULTIMA
Pietro, Brunone, e Gilberto che conducono Elisa con Geltrude.

Enrico
Padre!… amici!… Elisa!… oh Dio!
(abbracciandoli)
Pur ti stringo!…

Elisa
Tu sei mio!…

Enrico
Ah compensa questo istante
Del destin la crudeltà.
Voi che il ben che pianto avete
Ritornate a posseder,
Ah! voi soli dir potete
Se sia grande il mio piacer.

Coro
Per te splende, e ognor qui regni
Pace amabile e piacer.

Tutti
Talor per nebbia impura
La fronte al sol s’oscura;
Ma di più luce adorna,
Ritorna
A scintillar.

FINE

ACT I

SCENE I
Wooded surroundings at the base of the alps. On the right, a modest cabin, on the left on the cliffs, an ancient castle. A waterfall from the mountains, which are scattered with cottages and fruit trees. A sepulchral urn wreathed with flowers. It is dawn. From the heights of the Alps the Chorus of Shepherds and Nicola descend playing various pastoral instruments and singing the following chorus, then Pietro.

Chorus
Daylight breaks, the shadows are gone,
The waking bird bursts forth in song,
And the nascent sun,
Laughing, already
Calls us to our labor.
Sweat
Is always welcome
If it flows
From benevolent hope
That propitious heaven
Will always bring by our labor
Refreshment to our soil.
Ah! Let us go down,
Friends, go down
Gaily to work.

Having arrived half way down the mountainside, the chorus disperses into various paths on it. Meanwhile, the hut opens and Pietro steps out in great dejection. For some moments he contemplates the funeral urn, then breaks out with expression.

Pietro
Beloved spirit, Ah, awake
From your sleep of death…
Behold the cruel suffering
Of your loving consort…
At least let a single sigh
Respond to so much mourning!
Bathed with my tears
The flowers planted by your hand
Grow all around,
Once the sweet pledge
Of pure love…of faith!
Now you are taken from me..
Life
Is hateful to me!

He collapses on the tomb. Meanwhile again the chorus is seen descending, which noticing Pietro, addresses him
most compassionately.

Nicola and Chorus
Behold this poor man.
In his mourning!
Oh! What devotion
You hold in your heart.
Always in distress?
(advancing toward Pietro)
Always so downcast?
Will not a ray of joy
Shine?

Pietro
Ah! This wretched soul
(startled by the arrival of the Chorus)
Feeds only
On tears
Of a woeful grief.

Nicola and Chorus
Cease your mourning . . . Let that serene Brow return, return to it’s former joy…
Often day turns stormy at evening
But returns lovelier at dawn.

Pietro
Ah! I seek in vain the former joy
With grief and pain in my breast…
Mournful dawn approaching
Will always mean sorrow for me.

Exit the chorus

SCENE II
Pietro and Nicola

Nicola
Good Pietro…

Pietro
Friend …

Nicola
Ah! When will
The sighing cease, the grief?

Pietro
Now when death
Will strive to drag me here
(pointing to the tomb)
To the side of my wife!

Nicola
Go on!… are you jesting?
Let your wife have peace, and you hope.

Pietro
How can I ever do that?
Ah! If Enrico!… Oh! Thought
That chills me and crushes me!…

Nicola
One day you told me that you
Had opened your eyes to a happier state,
That the wrath of enemies
Led you to come among us.

Pietro
Ah! Yes…the ignoble
Are too powerful;
And will not be unmasked…but I say too much.

Nicola
Continue, friend…

Pietro
Ah! No… The mind
Raving agitated and confused
Diminishes the secrets of the heart, and betrays…

Nicola
Whom, my dear neighbor, whom do you mean?
Tell me…Then repent…
Return to your story, and then retire…
I understand nothing! What are you thinking about?

Pietro
About that urn! About Agnese! About the sweet love
That barbarous fate, oh God, so betrayed…
That nothing can extinguish but death!
(enters the cabin)

Nicola
What a strange man! He weeps, he torments himself,
Now hoping, now cowering in fear…
And always struggling with grieving,
He adds weight to his misfortune, to his years.
(Exit)

SCENE III
Enrico descending from the mountain, with a fisherman’s net.

Enrico
Elisa!…Elisa!… Oh, woe!… In vain
I call to you on the mountain, on the plain!
You even swore to return!
Vain illusion! Ah, this place, once
So glowing and fair,
Now without you is no more the same!
I no longer hear the harmonies
Of the chattering birds…
The budding plants
Seem to lack vigor, and you, cruel one,
Do you not hear the sighs of one
Who loves you truly? Will you not return?
Dear breezes that unfold
Gleefully the golden leaves,
Oh, fly
To my treasure,
Then tell me where she wanders…
If she still
Sighs for me.
But she will return! I shall see her again!
She will embrace me! I shall embrace her!
Let the voice of love
Enter my soul.
My heart will gain peace
From you.

SCENE IV
Pietro and above

Pietro
My son…

Enrico
Ah, Father…

Pietro
Whatever cause impelled you
At the first light of day
To leave your cabin?

Enrico
On a nearby bank
I pursued the roaming flock
But it seemed watchful for a way to escape me! Ah, when will the heart
Burn for more sublime enterprises?

Pietro
Be patient a while longer
The time is not far off.

Enrico
Ah! How that is as slow
As old Nicola, and I would
Fly to meet him…

Pietro
Look…
(Pointing out a fruit tree to him)
Are those fruits ripe?

Enrico
No, but soon they will be.

Pietro
Oh, how sweet
For one who can wait for them.

Enrico
I don’t understand!
From the field of honor, in this secluded lair,
Father, you exchanged the hauberk for rough wool.
Whoever pressed you to do that?
Did resentment perhaps push you to such a step?
(with repressed pain)

Pietro
Ah, yes… Face the truth…
(vehemently)

Enrico
What do I hear! And am I constrained
To base idleness?
(Taking one of Pietro’s hands and pressing it to his heart)
Feel in my breast
How my heart beats…Give me a sword…
Let my deadly blows fall
On the heads of your enemies.

Pietro
I hoped you would have responded thus.
But revenge, my son,
Limps behind vice, And spreads its wings
If guided by virtue…
Go and rest, my son…Trust in heaven.
Exit Enrico

O seed of heros!
Ah! How in your senses
I descry all the valor of your elders!
May heaven grant that you win your laurels at last!

SCENE V
Brunone descending from the mountain, and the above

Brunone
(aloud)
Chevalier de Bonsteten?

Pietro
Great God!
(startled)
What do I hear! My name!

Brunone
Chevalier de Bonsteten?

Pietro
Am I imagining? Can it be… Brunone?

Brunone
An yes!
(embracing)

Pietro
Oh! Let me at least
Clasp you to my breast!

Brunone
But where is Agnese?

Pietro
Ah! Do not speak!

Brunone
What? O heavens…what sighing?

Pietro
After that night, The night of horror
When fate granted that she bring
Enrico here unharmed
By the fratricidal blade of impious Ulrico,
The poor woman perished.

Brunone
And the precious token
That Destiny entrusted to her?

Pietro
He grew in strength and valor with me.

Brunone
Then take up arms again. Let us make
Our way to Burgundy.

Pietro
But the Tyrant?

Brunone
He is no more.
Guido his son now rules.

Pietro
O heavens, what do I hear!

Brunone
I have assembled a party,
That will fight with us. Betrayed, oppressed,
They all loathe a miscreant
Whose wickedness has reached
Every corner of his realm.
Alberto’s son will return
To the paternal Kingdom…Fame
Spreads a dark rumor about him…the vulgar
Who hear all and lend
Faith and Credence to all,
Now await him and call for him in whispers.

Pietro, who from the beginning of the narrative has shown the greatest amazement, cries out.

Pietro
O message from heaven! Good God, what am I feeling!
At last the moment has arrived!
(calling him)
Enrico…Enrico! Come here.

SCENE VI
Enrico and above

Enrico
(Startled at the sight of a stranger, then confused)
Father … What do you want?

Pietro
Hear me…
Gather in your heart that virtue that
From your earliest years
Inflamed you with the most ardent love.
Now the sun shines…The horrid storm
Has wholly subsided.

Enrico
I am trembling … what do you mean to say?…Father, speak?

Pietro
O my son, embrace
Your joyful father…
Ah! No! Unclasp me.
I am a liar…
Not as a father, but I must
Prostrate myself before you as a subject.

Brunone
I too am your vassal,
Now that Ulrico has died.
While the enemy lived,
He has been able to preserve you
Hidden among these crags,
For vengeance, for the throne.

Enrico
(shocked)
What do I hear! I, born to the throne?
You are not my father?
At such a price I do not want
To retake the throne…
It may be as a shepherd, but I must always
Remain your son.

Pietro
Such shall you be…

Brunone
The fatherland
Now invites you to it’s bosom.

Pietro
There, a felon, a barbarian,
Took your father’s life.

Enrico
What? Where is a sword?
(vehmently)
I go to avenge him!

At Enrico’s last words, Pietro enters the hut, then reemerges with a sword.

Pietro
Behold the dreaded blade
Behold the vengeful blade…
With this your great father
Was once happy.
(with waxing enthusiasm)

Enrico
Weapon of vengeance,
I grasp you, Ah! Thus I sharpen you.
My father’s shade awaits
Him who usurped his throne.

All three
O sweet moment
Of glory, of honor,
Now I hear you…I feel you…
You inflame my heart…
We depart, we go.
Let the terrible
Avenging sword descend
To punish the unworthy.
Exeunt

SCENE VII
Great hall of the Castle of the Counts of Burgundy in Arles. Gilberto alone.

Gilberto
O fortune, you who know
The sweet purpose of every desire..
You whom also the poet invokes
Alluding to the Etruscan tongue
that he needs more than bran
To sate his hunger.
You favor my intentions,
And aid me to fulfill them.
The one who has luck, not he who knows,
Has always advanced in the world.
He who has luck can do all.
He who uses ingenuity actually does all.
The deserving breast stands always
Upon deeds, rather than words,
Let him observe himself
From head to toe,
All the tricks of comedy
In the world let us study.
He who refines his wit
To make that understood,
Who acts the physician
Without training,
But with a “recipe”
Of plotting and gossiping
Seems an oracle
In the university.
O dear kind
Loving fate,
If you guide me
At least a little,
In a flash
A sea of honors
Will rain upon me.
Oh, sweet profession!
Oh pleasant craft! Study, work
Are words unknown to me.
Even though I say… I too take pains
To flatter Guido, and I have been well aid for it,
But now that a certain mood has appeared … enough…Oh, even now
(observing)
He comes
Whether he is amiable or surly I cannot tell.

SCENE VII
Enter Guido in deepest concentration, and Gilberto at a distance

Guido
(Unwelcome grim forebodings
Ah, lurk in my breast!
Perhaps before day’s end
My heart will be glad!)

Gilberto
(in the act of leaving)
(It’s best that I go!)

Guido
(noticing Gilberto)
Gilberto, a chair…

Gilberto
(Oh woe, that I’m here!)
I’ll bring one…
(Brings a chair)

Guido
Another for you also.

Gilberto
But I …
(nervously)

Guido
Less back talk.

Gilberto
I obey.
(Patience is required with this monster!)
(After displaying much anxiety, he sits down next to Guido)

Guido
Tell me … may I know
The truth from you?

Gilberto
Would you doubt it? I am
Truth itself.

Guido
The common people…the great magnates,
What do the say about me?

Gilberto
(Oh! If I could only
Speak plainly!..)

Guido
Answer me.

Gilberto
They say . . . that you are a fine man …

Guido
That’s not what I want to know.

Gilberto
(Whatever will I tell him! What an awful fix!)

Guido
About my works … my government.

Gilberto
Well…
They always speak well…
(With obvious insincerity)

Guido
Let’s hear it . . .

Gilberto
That he has the heart of Caesar…that you are as strong…
(struggling)
As Hercules…bold as Mars.

Guido
(Vile creature!)
(disgusted)

Gilberto
That in his breast
He harbors only devoted feelings of Virtue.
Wise…prudent…humane…

Guido
Silence fool!
Hold your wretched tongue,
Vile creature, be afraid…
He who tries to flatter me
I shall in the end make tremble.

Gilberto
I thought . . . that is . . . (what a mess!)
(frightened)
I wanted… (I don’t know what to say!)

Guido
Were your lips sincere?
(growing more enraged)

Gilberto
That is to say…nothing, actually…

Guido
So you conceal the truth from me…

Gilberto
Highness, I will tell you…
It is the fashion nowadays,
That wills it so in the world…
And so it is usual to seek
Luck and protection in masks,
Words are sweetened
Persons are courted
While all leave truth,
Which has no gold,
Dejected in a corner.

Guido
I do not sink to such follies…
Speak…out with it…I command you.

Gilberto
But then if . . .

Guido
Your fear is unfouned.

Gilberto
Very well: here I am.

Guido
There are folk who grumble and mutter…

Gilberto
I had supposed that:
There are those who threaten and shout…

Guido
This is the usual custom.

Gilberto
Then those who call you a brute,
Who proclaim you a wicked tyrant.

Guido
What reckless talk this?
(indignant)
What are you saying, traitor?

Gilberto
But do you want white or black?
(frightened)
I still don’t understand!

Guido
(What conflicting emotions
Go tearing at my heart!
Ah! When will tyrant love
Be able to calm them in my breast!)

Gilberto
(Alas! I have blundered…
How he scowls! What a disaster!
Ah! Good fortune and truth
Never go together.)
(Exit)

Guido
Everyone detests me? … My name
Is an object of hatred? Can that be true?
O cruel thought,
Away from me…think only of the
Approaching wedding…I have conceded enough
To the plaint of a desolate maiden, and now
Love brooks no more delay…Elisa…Elisa
This day I shall gratify to the fullest
The ardor that burns in my breast.
(Exit)

SCENE IX
A chamber in the apartment of Elisa in the Castle. Elisa, chorus of nobles, then Geltrude.

Chorus
Because of you pleasure returns here,
A ray of love has shone…
Hymen bestirs the faith
That first he concealed forlorn.
And do you feed the afflicted heart
Only with sighs?
Do not so wilt
The rose of love.

Elisa
I would fain exult for your sake
With joyful accents;
But the bitterness of my torments
Stirs too much turbulence in my breast.
Born only for grief and pain
I beg in vain mercy from heaven.

Chorus
Have hope, O fair one–your star
Will finally be less callous.

Elisa
(Melancholy thoughts,
That arise in my breast,
Leave me–Flee from my heart
That I may find hope!
From a groaning soul,
If there is hope–it takes flight.
Only death can put
An end to my anguish!)

Geltrude arrives. At a sign from Elisa the Chorus withdraws.

Elisa
Come Geltrude…Ah! Do not
Leave me alone…Near to you
The horror of my plight partly lessens.

Geltrude
You weep?
On forgive me Elisa…
Oppressed by sadness, you always
Too easily torment yourself.

Elisa
Heavens!

Geltrude
Take heart! No weeping will ever
Bring back your father…
Guido calls you to the
Nuptial procession…join him…time
Has at last breathed surcease
To your suffering…you shall enjoy
To the full, my friend, gay happy days.

Elisa
Alas!…what do you say!
Ah! How could this my
Joyless semblance
Have aroused his affection?
Do you not know that
For Elisa love is guilt?

Geltrude
What? What am I hearing?
Perhaps…Good lord…confide to friendship
This fatal secret…trust in me.

Elisa
My outburst of lamenting sprang from the depths
Of my heart!…Ah!…my bitter affliction
Sought to betray me!
But I must no longer conceal anything from you!
(with precaution)
Know that in this breast
Burns a cruel flame

Geltrude
What tale is this?

Elisa
Once,
Before my father led me
From the Alpine mountains to these walls,
I saw a handsome shepherd…in our souls
An equal flame was kindled…the cliffs echoed
Our mutual oaths. But one day, O God,
When my father knew of it…I was taken
Anon to this place with weeping and pain in my breast.

Geltrude
Poor maiden!

Elisa
Now you learn
The rigor of my lot…
I promised to return…I hoped to…but meanwhile
Guido conceived a passion for me…
He asked my father for my hand…he ordered me
To the marriage…but the poor man
As well you know was taken by an unexpected death!
(attempting to dry her tears)
Before breathing his last to me,
He made me swear to this detested marriage!

Geltrude
O my friend, how worthy,
How worthy of pity you are!

Elisa
(listening)
But soft…I hear
Muffled noises…Oh heavens…Guido..
Ah! How this monster deprives me
Even of the comfort of being able to weep alone.
(in the act of leaving)

SCENE X
Guido and above

Guido
You run from me, Elisa?…stop…
(dismissing Geltrude with a sign)
Still so downcast, then? Even grief
Has its limits…Come now, approve
The ceremony that has been postponed
Till now only by the fate of Cuno. Listen to the gaiety of the jubilant city,
Making merry around you,
Whom they want as my wife this day.
But you are silent? … you sigh?

Elisa
Ah! My lord…you are
(with sarcasm)
Too generous … Let another more worthy
Have your affections.

Guido
What are you saying, ingrate?
Does being loved so
Not cheer you at all?
Is this how you keep your promises?

Elisa
My promises? And can you
Recall them, O cruel man?…Brute force
Wrested them from my lips, not love.
Leave me…

Guido
You hope in vain…the passion in me
To which all yields has exhausted any other impulse…

Elisa
I disdain your love, nor do I fear your anger!
Ruthless, cruel soul,
Begone from my eyes.
The mere sight of you
Is an object of horror to me!

Guido
You return this ingratitude
To my affections?
I did not believe you had
Such cruel hardness in your heart.
(I would fain take offense and meanwhile
The anger melts in my breast!…
Oh, too strong is the spell
Of love and beauty!

Elisa
(I would dissolve you in tears,
My dear first love!
Ah! That impious man shall not
Boast of constraining you!)

Guido
Elisa, oh, calm yourself…
Ascend the throne…
Surrender to my
Immense passion!

Elisa
Soon, monster
You will have your due…
You will have my hand
But not my heart.

Guido
Heartless woman!

Elisa
(Oh! Grief…oh! pain!)

Guido
Cruel woman…
(I can hardly bear it!…)
(emphatically)
For the glory of a throne
You will change your mind…
I shall see fall the disdain
Of a tyrant and cruel heart,
While love will crown the marriage bed
With roses.

Elisa
For the glory of a throne
I shall not change my mind…
That proud heart
Will be requited with my grief
While the the fatal wedding bed
Will wipe away my pain.
Exeunt

SCENE XI
Geltrude alone

Geltrude
Oh, poor Elisa! What black whirlwind
Of horrible misfortunes
Has fate amassed for you…Ah! every hope
Is lost to you forever!…
But already I hear the strains
Of the nuptial ceremony…I must go to her…
How my heart beats…My foot falters!
Ah! Why am I called to so evil a duty!
Exit

SCENE XII
The great square at Arles, surrounded by houses. In back, the castle of the counts of Burgundy, at right a majestic temple adorned with festoons. From the castle emerge maidens bearing nosegays and garlands of flowers and myrtle. The chorus of nobles and pages precedes Guido, who enters with Elisa, supported by Geltrude accompanied by maidens, shows his repugnance and desperation. Gilberto and Brunone lead the procession to the temple while the chorus sings:

Chorus
Light-hearted virgins,
Wreathe your hair
With lovely flowers.
Hymen and Cupid
Together weave
Gentle chains.
And flood the happy
Wedding bed
With pure, true ardor.
Light-hearted Virgins,
Wreathe your hair
With lovely flowers.

Elisa
(Alas, what a cruel moment!)

Guido
Come my dear, my life…

Gilberto
Love now invites you…

Guido
To the temple…

Chorus
To the temple…

SCENE XIII
They are about to enter the Temple when Pietro steps forward, and Enrico, armed to the teeth. Elisa, recognizing Enrico, faints in the arms of Geltrude.

Elisa
Ah!…

General astonishment

All
What a dire situation!
The poor woman
Stands oppressed
By pain, tembling and pale!

Guido
(What cruel suspicion
Floods my soul!…
My spite
Is restrained no more!)

Enrico
(How will my spirit
Be able to restrain
The contempt in my heart
At this sight.)

Gilberto
(I expect here
Such rows
As will cloud
The moon!)

Pietro, Brunone, and Geltrude
(What a violent pounding
I feel in my breast…
Her peril
Chills me!)

Guido
(to Enrico with rage)
What design have you here, Sir Knight?
Reveal who you are, what you want.

Enrico
(interrupting)
Know that I am…

Brunone
(Pointing to Pietro)
Osvaldo,
His father, in him you see.

Pietro
The din of so much pomp
Guided us here today.

Brunone
(to Enrico)
(Oh, for God’s sake, restrain yourself…)

Pietro
(to Enrico)
(Do not betray yourself so.)

Gilberto
(to Guido)
Look, she revives…

Elisa
Where am I?… Who are you?
(rising slowly, turning and looking about
wonderingly)

Gilberto
(to Elisa)
Take heart…

Elisa
My love…
Ah! Where is he?

Geltrude
(to Elisa interrupting her)
(Oh heavens! Be still…)

Elisa
(How wretched is this soul!
I cannot contain my suffering!)

Enrico
(Ah how oppressed I feel!…
Already my fury explodes.)

Pietro and Brunone
(to Enrico)
(Oh please…ah, refrain,
The time is not yet come.)

Guido
(Ah! Fiend, you arouse in my heart
Such a cruel suspicion.)

Gilberto
(Oh, what confusion,
What violent palpitations.)

Guido
(resolutely)
Come Elisa … to the altar,
Surrender finally to my vows.

Elisa
(Ah! Lord!…what a terrible moment!…)
Oh, stop…ah! no…wait.

Guido
Think on your oaths, my Lady…
Come to the temple…

Enrico
(no longer able to contain himself)
That you wish in vain…

Guido
What is this boldness?

Pietro
(Ah, be still…)

Brunone
(Reckless boy!)

Guido
What did you say?

Enrico
(Oh! My fury!)

Bruno
(to Guido)
Oh, excuse him…

Guido
(to Elisa)
What suspicion!
Ah! If ever…if you perjure yourself…

Brunone
Oh, calm yourself…

Guido
(to Pietro and Enrico)
The new day will not find you
Within these walls,
Or my just extreme resentment
Will fall heavily upon you.

Enrico
(I sweat and shake with rage
And cannot avenge myself!…)

Elisa
(Unfortunate, I lament in vain…
I must weep without hope!)

Gilberto
(Ah! I fear still more evil,
Before this is comes to an end!)

Pietro, Bruno and Geltrude
(What an event … I sweat … I tremble…
I feel my soul freeze in my breast!)

All
A flame that flickers and crackles,
A burning cloud in the sky,
Are less violent images
Than the terrible storm
That rises in my breast
To tear my heart.

ACT II

SCENE I
A remote part of the castle of the counts of Burgundy with a door in the center. It is night. Bruno and the Chorus of leading citizens. Brunone emerges with great trepidation and after prudently assuring himself that no one is listening, addresses the chorus.

Brunone
Hush…Hush…

Choruses
No one is looking…

All
Dark horror alone resides here…
Oh! Cover with your wings,
Kind night, the great design…
Let not the suspicion of tyrants
Set foot in your breast.

Brunone
Already I hear voices murmuring
Of unrest and anger…
If virtue
Resides in you,
This, friends, is the great moment!
Enrico has arrived…

Choruses
Heavens, what do you say?
O happy we!…And it is truly he?…

All
Ah! Violent senses of hatred and wrath
Burst open now…
The shackles of our groaning fatherland
Will fall in fragments…
(unsheathing their swords)
Long live Enrico…Death to Guido!
The villain will fall at last.
Like a black, ferocious whirlwind,
Vengeance will hurtle down!

SCENE II
Pietro and above

Brunone
(to Pietro)
Night is upon us, and your delay, has already
Worried me excessively…
(to the chorus, indicating Pietro)
Behold here in this man the one who bore
The infant Enrico unharmed away
From the wrathful impious swords…
Look upon the Chevalier de Bronsteten.

Chorus
What? Is it true?

Pietro
Yes, friends, I am he
Who saved him!…From these arms,
He returns to you worthy
Of his forebears…of the realm…Oh!
Sweet reward of my care, if propitious heaven
Smile upon the great work. The hour
Of the great fatal blow is near…All awaits
The favor of darkness, then let our noble
Enterprise blaze forth…Let us hope,
The villain’s efforts spent at last,
Divine wrath will hasten his fated demise!
Now, friends,
Upon us hastens
The terrible moment
Of vengeance,
Which must come hurtling down
Upon a monster.

Brunone and Chorus
Yes, vengeance
Shall be wrought.

Pietro
Ah! If fate until now has decreed for me
Heartfelt grief,
Let it for a few moments at least
Smile fully placated upon me,
Then I shall die happy.

Brunone and Chorus
The day of peace for us
Can delay no longer.
Exeunt

SCENE III
Great hall as in the first act, illuminated by a few torches. Enrico enters wrapped in a cloak, then Gilberto.

Enrico
Whither have I ventured! Into what
Evil fatal dwelling
Has my love drawn me!…All is quiet here.
No one has seen me…Ah, guide my steps,
O propitious fate:
I must see the false woman again, and then death.

Gilberto
(Am I deceived?…What do I see?
Who might that be who wanders
Aimlessly here at this hour?…)

Enrico
(noticing Gilberto)
Ah!…(I am discovered)

Gilberto
Ho.

Enrico
Quiet!…
(Threatening him with a dagger)

Gilberto
Sir!

Enrico
If you betray me you are dead.

Gilberto
By Bacchus, that too is a fine comfort!
But, if you please…what do you want…

Enrico
I want access to
Elisa’s rooms…
You must get me there…a deep secret
I must reveal to you…

Gilberto
How? What? That is…(Oh what a plight is mine!)

Enrico
Would you have doubts, perhaps?

Gilberto
Ah! You may be
The flower of gallants!
But if Guido finds you
Then there’s no help but what
My head will surely take a painful bounce.

Enrico
Fear not…I shall protect you…for your trouble
You will have ample reward.

Gilberto
(hearing a noise)
But someone approaches…

Enrico
Assist me, heaven!
Show me somewhere to hide…

Gilberto
I quake…I freeze!

Gilberto lets Enrico through the door at right, then returns, as Guido enters.

SCENE IV
Guido and the above

Guido
Gilberto…

Gilberto
Your servant.

Guido
Bid Elisa come.

Gilberto
I obey…
(Ai! What a start this is!
I trembleng from head to toe, and my heart stops!
Exit

SCENE V
Guido, then Elisa, and Gilberto separately

Guido
No more delays…My vows
I want fulfilled, and where love fails,
Force will serve…Dread
My commands, Elisa…
Where love is disdained,
Let my fury teach respect.
(to Elisa, who enters)
Come Elisa…draw near…Perhaps you think
I am a cruel soul…but, Elisa,
(with feigned sweetness)
I do not wish to be so with you…

Elisa
(fiercely)
You do not wish to be cruel? Then set me
Free from odious bonds
To the destined peace of the unfortunate.

Guido
(restraining himself with effort)
Madam…You seek a way
To provoke my hatred…but even hate
Is spent in me…however, dispose
Your mind for your own good, woman.

Elisa
Never hope for that…

Guido
Wretch! You know not…

Elisa
I know that I detest you… I loathe you, and that the
Greatest torment of this soul is…

Guido
Continue, ingrate…
If you wish me to be cruel,
Tell me…tell me…what is it?

Elisa
(resolute)
Knowing that you love me.

Guido
Oh! Rage! … Ah! Tremble!…I see
That you have deceived me…but I shall soon
Correct the error…your reward shall be
What you deserve…the ultimate fate
Shall sate my anger…death you will have.

Elisa
Tyrant! . . . Look into your heart,
You only grow more cruel!…You may rob me
Of this my life
But little glory will you have
Against a frail woman…Observe, coward,
My triumph in my contempt…Satisfy, coward,
Your savagery…I wait only for death.
At least let this cleanse me of the deep horror
That you inspire in my breast!
In an excess of torment
I hate even life itself
Only death will be
Wholly welcome to this soul.
You shall see me constant and strong
In the tomb, in the arms of death…
My end shall cost me
Not one tear or lament.
Wretched victim
Of a violent harshness
In mute horror
I shall go down.
But for you, coward,
I shall make
The cold tomb resound
With eternal scorn.
Exit

SCENE VI
Guido and Gilberto

Guido
Fool…you still do not see
How useless it is to resist me! Ah! The time has come
To act at last…Gilberto…at daybreak
Prepare anew with Brunone
Whatever is required for the feast…
Then…if ever…if she dare…
You have well understood me.

Gilberto
You shall be served.
(Exit Guido)
What kind of chaos is this?
I don’t understand anything!…
He wants perforce, and she does not consent…
Only she promised him her hand!…and now
Instead there are tears…evil…the friend…
Oh! Cursed enigma!…Ah, women! women!
In conclusion, you are
Born only for general desperation.
Woman is a great volume
With the frontispiece torn out.
He is surely a fool who presumes
To pass judgment on the work,
If he does not first go to the contents.
Chapter One: Inconstancy…
Next: Feminine vices…
Capriciousness…arrogance…
And a thousand other foibles
Of different types.
With such abundant material,
With such an exact catalogue,
Who does not see here at first glance
That this is what woman is?
I don’t say that all
Are cut from the same cloth
But if some one there be
Good-hearted and true,
Either the poor thing has died
Or has not yet been born.
Exit

SCENE VII
The same room as in Act I. Elisa alone in deepest dejection, then Enrico

Elisa
All about is silence!
I am alone by myself! Here at last
I can freely vent
My bitter grief!…Soft peace,
Sole delight once
In my happy days,
Ah! How distant you are now! Unjust fate
Robs me of everything, alas, everything,
And leaves me only sharp pain…the deepest anguish!
But…o heaven! … am I deceived? … Perhaps
(listening)
My desire misleads me?
It is he…my beloved…

Enrico
Quiet!…Such a name from the lips
Of who has broken faith
An unhappy man does not want.

Elisa
What!…Such words?…Can you…

Enrico
(interrupting her)
Before merciful death
Delivers me from the worst misfortune,
Reproach you for your offense, call you perjurer.

Elisa
Ah! No… understand…the ceremony…

Enrico
(interrupting again)
Has amply condemned you…May you retain, woman,
The peace of which you have robbed me, ungrateful woman.
Because of you Enrico has died!

Elisa
What are you saying? Hear me…

Enrico
Silence!…In vain you seek
Defense for your crime.
It is written on your forehead,
Your blush proclaims it.

Elisa
Listen…you are deceived…Believe it
From this bitter plaint
Or the sword turns in my breast
To rend my heart.
(Heavens, from such bitter tears
My strength is failing!
With what myriad feelings
My heart pounds in my breast!)

Enrico
(Heaven! At such beautiful tears
My strength leaves me!
With what myriad feelings
My heart pounds in my breast!)
(starting to leave)
I leave you…

Elisa
Ah! No…stop…

Enrico
(with irony)
A better fate awaits you…

Elisa
Ah! I was forced by my father
To a hated marriage…

Enrico
What do I hear! And you love me?

Elisa
Callous man! You ask me this!

Enrico
And is it true?

Elisa and Enrico
(embracing)
Ah! After pains
So many and so cruel
To find one’s beloved
Constant and faithful
Is joy, of which love
Has no greater.

Elisa
But what clothes are these?
Who led you here? … What are you thinking?

Enrico
Now let it suffice only
That I am not as you thought…in brief, my dearest,
You shall be glad; heaven now shines
With a brighter light for us.

Elisa
(agitated)
What a puzzle! . . . but now
Oh cruel thought! . . . if ever . . . if he . . . if he comes. . .
Be off. . . go . . . depart, my sweet.

Enrico
Fear not…

SCENE VIII
Gilberto and the above, then Guido with Brunone and guards, Chorus of nobles, among whom Pietro in disguise.

Gilberto
O ye gods…the devil
Has pushed his way into this…here
Guido enters…

Enrico
(lowers his visor)
Oh heaven!

Gilberto
Leave quickly . . .
You understand…if he sees you…then…
Oh, my poor head!

Elisa
What peril!

Enrico
(leaving)
My dearest!

Gilberto
Halt, stranger.

All except Gilberto
(What a surprise!…I’m turned to ice!
A cold hand grips my breast!
At that face, that countenance,
My soul sits uneasy in my breast.)

Gilberto
(What a surprise!…I’m turned to ice!
A cold hand grips my breast!
Oh, poor Gilberto,
Now see what you have done!)

Guido
Faithless woman, at last I have caught you
(to Enrico)
Who are you who are so brazen?

Enrico
Your enemy, and let that suffice you…

Elisa
Oh! My lord, have mercy on him!
He is innocent . . . vent your wrath on me . . .
The fault is mine . . . I’ve no defense. . .

Guido
Guilty woman, this heinous offense
Will not go unpunished.
(to Gilberto)
And you, base lackey.

Gilberto
I . . . no . . . sire . . .
I am blameless . . . it was he only . . .
(Ah! It’s sure my head will
Make an unwelcome arc here.)

Guido
Stop that scoundrel…
(to the guard, who surround Enrico)

Brunone
Ah! Sire…and…you would…

Guido
Let him be taken to the tower…
Do it…

Pietro
(to the Guard)
Halt . . . Ho there . . .
If you desire blood, you beast,
Vent your spite on me alone.
But heaven will see you amply punished,
Ignoble usurper, in the end!

Enrico
(to Pietro)
Let the villain slay me…
Yes, I am his rival.
(raising his visor, to Guido)
That heart is mine…mine…
I am ready to die for her.

Guido
What is this I hear! Oh fury! Brazen fools!
Grisly slaughter awaits you…
I shall light the torches
Of the most hideous revenge.

Elisa, Enrico and Pietro
(Oh, what a terrible moment,
I cannot endure it!)

Brunone
(Have hope!…Ah yes, hope,
I can still save you!)

Gilberto
(Ah, if I could only get away!…
I have no more breath in my body!)

Enrico
Elisa…

Elisa
My dear beloved.

Enrico and Elisa
One single embrace at least.
(breaking away from the guard)
Sweet will be the pains,
I shall die content
If I can breathe my last
On my lover’s breast.

Guido
(to the guard)
Separate these miscreants.

Enrico and Elisa
Kill me, you brutes…

Guido
You shall die, yes, you shall die…

All
I feel my heart being rent…

Guido
What a crisis, what mortal anguish!
I can no longer control my hatred and torment.
A thousand furies surround me,
I burn and tremble with rage and jealousy.

Enrico and Elisa
What a crisis, what mortal anguish!

Pietro and Brunone
I can no longer control my anger and grief.
When will the inimical wrath
Of a tyrannical fate ever be appeased.

Gilberto
What an event! What a chaos this is.
I cannot endure the terror and anxiety.
Ah! My legs tremble.
I’ve never felt such fear.

Enrico and Pietro are led off by the guard. Exit Guido with Brunone and Gilberto.

SCENE IX
Elisa alone, then Gertrude.

Elisa
Ah! I can control myself no longer!
I’m all atremble and my heart! Oh guilt, o punishment!
The chill of death enters every vein!
But what ever is that somber sound
That echoes round?

The clashing of weapons is heard.

The tumult gets louder…ah! Perhaps…oh, God!
If Enrico…what horror… how griefstricken I am!

Geltrude
(agitated)
Friend . . .

Elisa
O heavens, Geltrude,
Is that you! What has happened?

Geltrude
Oh! If you had seen
The violent onslaught! . . . a band of armed men
Assaulted the guard . . .

Elisa
And the two strangers?

Geltrude
Both were saved.
Guido rushed at them, in vain,
As the armed band was already far off.

Elisa
What do I hear! Oh just heaven! Pray have pity
On my bitter pain.
Hearken to my prayers, save my beloved!
Exit

SCENE X
Guido, greatly enraged, with the guard, then the Chorus.

Guido
You surrendered them, you cowards…
Oh! Rage! I am turning red! I can hardly believe it!
Ah! I see my own
Death blow being dealt! My fury is worse
Than any in the depths of hell! Savage heaven,
What terrible, mortal punishment
Have you in store for me.
Whither can I run! What shall I do! What a night this is!
Disoriented, uncertain,
This delirious soul. . .
My breast breathes nothing
But hatred and jealousy!
I am beside myself with
An excess of suffering.
Death holds
No greater torment!
Ah! Love, sole cause
Of my grief
Why do you arm yourself to tear my heart
With such ferocity?
But who comes?

Chorus
A band of warriors
Assails the castle with the strangers.

Guido
What do I hear…

Chorus
Already all around, the people, armed,
In frenzy, have fiercely united
Shouting all around,”Long live Enrico”…
In plain sight–Alberto’s young son.

Guido
Ah! Revive, O my heart,
Your former strength…
All that loathed blood
Will be spilled by me!

Guido and Chorus
Fate cannot save him
From so much hatred.

SCENE XI
The clash of arms is heard again, mingled with the cheers of the people. Geltrude alone.

Geltrude
The din grows louder! Again
I hear the cries and cheers
Sounding about with noise of arms!
Ah, what terror! But these seem like
Voices of triumph!…O heaven!
You must see how just is the cause
for which they fight…
And well distinguish the innocent from the guilty.
Exit

SCENE XII
A square as in Act I. First the castle will catch fire, and then the flames will gradually rise higher and illuminate the entire scene. Chorus of townspeople and soldiers, then Enrico.

Chorus
Ah! Conquer…burn…kill…
Let vengeance and fury reign here!
Long live Enrico–The traitor has fallen,
An example to tyrants–cruel oppressor!

At the sound of a military march, Enrico arrives led in triumph among the city leaders and the militia. A corps of soldiers brings up the rear.

Enrico
At last a truce to grievances! The backs of the defeated
Are vile to the victor…People…friends…
Your love lifts
All my hopes…Oh! How happy I am!
Ah! It is your gift alone
If I return among you…but to this heart
The only glory will always be your love!
As long as a people dear to me
Shine about me
The heart in my breast
Leaps up with new joy.

Chorus
Your return shall always be
Celebration for us.

SCENE XIII, the Last
Pietro, Brunone, and Gilberto leading Elisa and Geltrude.

Enrico
Father! Friends! Elisa! Oh, God!
(embracing them)
I must embrace you!

Elisa
You are mine!

Enrico
Ah, this moment compensates for
The cruelty of fate.
You who now possess again
The good you once bewailed,
Ah, only you can say
If my pleasure be great.

Chorus
Because of you sweet peace and happiness
Shine, and may they always reign here.

All
Often the face of the sun
Is darkened by impure clouds,
But returns to gleam again
Adorned with brighter light.

THE END

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