L’esule di Roma, ossia Il proscritto (1828) or Settimio il proscritto

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L’esule di Roma, ossia Il proscritto (1828) or Settimio il proscritto

Exiled from Rome, or The Proscribed One, or Septimius the Proscribed
Heroic Melodrama in Two Acts
Libretto by Domenico Gilardoni

Posted in 20 separate clips by Naxos

CAST OF CHARACTERS

Murena, a senator Bass
Argelia, his daughter Soprano
Emilia, younger sister to Argelia Mime
Septimius, formerly tribune, now proscribed Tenor
Leontina, confidante of Argelia, and charged with
Care of Emilia Mezzo Soprano
Publius, a general of the army sent against Sarmazia Baritone
Lucius, a centurion Tenor
Fulvius, a decurion Tenor
Chorus of retainers of Murena, of confidants of Publio, of slaves of Argelia.
People, soldiers, lictors, priests, Sarmatian prisoners

The action takes place in Rome under Tiberius

ATTO PRIMO
Piazza pubblica adorna di palagi, tempi, e monumenti. Arco trion-fale. Veduta del Campidoglio. Verso la destra dell’attore, vestibolo della casa di Murena.

Scena Prima
Suono di marziali trombe in distanza. Il popolo attraversa la scena, e con palme in mano si reca al di là dell’arco trionfale. Quindi vengono i congiunti di Murena che guardando, ed additando il luogo dove si è diretto il popolo, dicono l’uno all’altro:

Coro
Publio!… è quegli!… Ve’, come si estolle,
Su le palme, su l’aste!… La polve,
Come il popolo in globi rivolve!…
Ei si avanza… e non v’è il senator!…
(avvicinandosi alla casa di Murena)
I tuoi lari abbandona, o Murena.
D’inni, e squilli odi il suono indistinto!…
Vieni, e godi allo scherno del vinto;
Stringi al seno l’eroe vincitor!


Murena
(mostrandosi sulla soglia della casa)
Eccomi a voi.

Coro
Gioisci!…
Esulta!… E Argelia, e Roma,
Colui che l’Asia ha doma
Denno oggi posseder!

Murena
(mostra a stento un segno d’ilarità; quindi concentrato fra sé dice)
Ahi! che di calma un’ombra,
Nemmen mert’io goder.
Per lui… nel mentre… avea
Lustro! splendor! senato!
Io… lo tradiva… ingrato!
Scordava ogni dover!…
Partì. Fuggì Settimio!
Ma non dal mio pensier…
M’appare, mai sempre,
Ramingo, piangente,
Ignudo, gemente:
Vicino a spirar…
E ognora da’ Numi,
Sul capo dell’empio,
La strage, lo scempio,
Vendetta implorar.

Coro
(in disparte)
Smarrito, perplesso,
Ragiona a se stesso:
Qual cura funesta,
Lo puote attristar.

Comincia a venire in scena l’esercito trionfante.

(scuotendo Murena)
Ma già spunta superbo del pondo,
Che l’aggrava, spumante il destrier!
S’erga un canto all’invitto che il mondo,
Debellando, rendé prigionier.

Tutti
Lauro d’eterna gloria,
Cinga di Publio il crine!
Mai, tanto ardir magnanimo,
Roma, finor segnò.
Pari al cader di folgore,
Dalle città latine,
Agli antri bui del Caucaso,
Ratto, n’andò, volò.
E del gran duce un emulo
Fatto ogni cor guerriero;
Cadde il feroce sarmata,
Sotto il romano acciar.
Pel sol valor di Publio, 1990

Schiavo è già l’orbe intiero;
E la sua fronte al Tevere,
Servo dové piegar.
Publio
(dal carro trionfale)
Se della patria il genio
Mi torna all’aura avita,
A coglier di vittoria,
Il più sublime onor,
Più caro di tal premio,
M’è il renderle una vita,
Che aspira a dar memorie,
Di questa assai maggior.
Murena
(facendosi incontro)
Publio, m’abbraccia…
Publio
(disceso)
E Argelia?…
Murena
Or… la vedrai… 1991

Publio
Lo bramo.
Ma… forse… a lei?…
Murena
Qual dubbio?…
Publio
È mia?…
Murena
Non diffidar.
Tutti
Del sommo Giove al tempio,
Si tragga il piede…
Murena e Publio
Andiamo.
Tutti
Il sacro rito a compiere
Al Nume tutelar:
A quel Dio, che dalle sfere,
Vede il tutto, il tutto regge;
Che ci è scudo, ci protegge,
Della pace ne’ bei dì. 1992

Quei che ancor le nostre schiere,
Guida impavido a dar guerra;
Che distrugge, abbatte, atterra
Chi sfidarci in campo ardì.
Publio
Del Tebro in sulla riva il popol vada,
E deponga ogni palma in sen dell’onda;
Sacro tributo a’ Numi
Che han sede e impero in grembo al re de’ fiumi.
Murena
(Argelia ancor non riede!…)
Publio
Torni il guerriero alle natìe pareti,
E pria che i suoi più cari al sen si stringa,
Consacri a Marte i nobili sudori:
Il brando, l’asta, i conquistati allori.
Murena
(Ella m’abborre!… Ed a ragion mi fugge!…)
Publio
Quindi tratto ogni barbaro sconfitto;
Di Tiberio al piede,
Al giogo si assoggetti, alla catena. 1993

Murena
(sempre concentrato fra sé)
(E la mia colpa s’ignora ancor!…)
Publio
Murena…
(prendendolo per mano)
N’andiam… Ma, qual sul volto tuo traspare
Segno d’affanno che ti opprime e ti ange!…
Murena
(Forza, o mio cor…) T’inganni…
Fuor di senno, vuoi tu ch’io non rimanga,
Nel rimirar, di lauri eterni adorno,
Chi figlio a me diviene in sì bel giorno?
Publio
Ahi sospirato dì, che invitto in armi
Rese il mio braccio, in lui vivendo ognora.
Murena
Onde Argelia qui tosto il passo adduca,
Or manderò…
Publio
Dalla magion è lunge?… 1994

(colpito)
Murena
È suo costume antico,
Colla germana Emilia,
N’andar là dove della madre è l’urna,
Appena il sol tutta ne indora l’etra,
E devota librar su quella pietra.
Publio
(dopo aver fissato attentamente Murena)
(Sul labbro a stento il core
Gli pone il detto!… Oh, dubbio… oh, rio timore!…)
Murena
(a’ congiunti)
Altri di voi, miei cari,
In traccia della figlia il piè rivolgano…
Altri, le tede nuziali apprestino,
Fra le mura domestiche.
Publio, son teco, e accogli,
Quanto Murena appresta al tuo contento…
(Io gemo intanto, e il cor mancar mi sento!…)
Publio e Murena co’ sacerdoti e i magistrati, vanno verso il Campi-doglio. Il popolo e l’esercito si
ritira. I congiunti di Murena, parte entrano nella sua casa, ed altri vanno in traccia della figlia.
1995

Scena Seconda
Settimio.
Settimio
(tutto avvolto in un manto)
Aure di Roma!… io vi respiro alfine…
Voi mi beate, in rammentar che Argelia,
Le istesse ancor respira!…
Ahi! che presente io m’ebbi ognora, ovunque,
Quel dì, che il labbro mio,
Tremante, a lei porgea l’estremo addio!…
Ella la man mi strinse! E un solo accento
Proferir il dolor non le permise!
Ma oppressa dal martiro,
Tutto il suo dir converse in un sospiro!…
Tacqui allor… L’abbandonai!…
E il suo tetto, il Tebro, Roma,
Come indietro il piè lasciava,
Mi fermava, e lei chiamando,
Esclamava, sospirando,
Innocente io sono ancor.
Quando poi tutto disparve,
E fra’ barbari mi vidi.
Morirò! sempre dicea:
Né saprà ch’io non son reo.
E nel pianto, mi struggea, 1996

Nell’affanno e nel dolor!
Ma di tante, e ingiuste pene,
Ebbe un Nume alfin pietà.
Me, qual pria, qui torna. E Argelia!
Forse, mia più non sarà…
Se ad altri il core
Ti avvinse amore,
I tuoi bei dì
Non turberò.
Ma almen dirai:
Colui, che amai,
Virtù nudrì,
Onor serbò!
E che da forte,
Colla sua morte,
Chi lo tradì
Ancor, salvò.
Ma qui tutto è silenzio, mentre or dianzi,
Da un ermo colle, e di più salci all’ombra,
A divider mi diede il verde alloro,
Che qual prato fiorìa,
Su mille e mille schiere,
Ch’oggi la patria nuovi regni acquista…
Oh, come alla tua gloria, il cor gioiva…
Terra adorata, e a me pur troppo cara.
Sebben di colpe nido ancor tu fossi!…
(scorgendo il vestibolo della casa di Murena) 1997

La magion di Murena! Il mio nemico.
Sì la ravviso. È questa.
Ignota forza, mi vi spinge, e arresta,
A un tempo istesso. Ah, s’io saper potessi
Ch’ivi Argelia è tuttora…
Il piè vi riporrei…
(vedendo venir delle donne)
Ma, qui appressarsi
Veggio stuol di donzelle…
Di lor l’incontro or d’evitar fia d’uopo.
(inosservato si rimane disparte)
Scena Terza
Argelia con Leontina, seguita dalle schiave e Settimio.
Argelia
(alle schiave)
O voi… che a servitù sospinse il fato!
Quanto men fier del mio, è il vostro stato.
Settimio
(fra sé indietro)
Qual voce!
Argelia
Non mai turbi le vostr’alme,
Affetto che contrasti un rio destino. 1998

Settimio
(come sopra)
Quali accenti!
Argelia
Ma sieda ognora in voi
La bella calma, d’innocenza figlia,
Che compagna prescelsi,
Nel pio dover, che della madre estinta
A compier vo sovra il marmoreo avello.
Settimio
Quel detto in cor penetra.
Argelia
Itene all’opre usate,
Che il padre intanto qui mi attendo.
Si ritirano Leontina, Emilia e le schiave.
Settimio
(avanzandosi a poco a poco)
Oh, dolce
Speme, ti avvera. 1999

Argelia
(concentrata fra sé)
Riede Publio in Roma.
Tutti incontro gli vanno, io sola il fuggo.
Settimio
Ah no, ch’io non m’illudo…
Argelia
A lui mia destra il genitor destina.
Settimio
(guardando intorno)
Giacché solo io qui sono.
Argelia
Mio consorte esser debbe, ed io non l’amo.
Settimio
(avvicinandolesi)
Si dilegui ogni dubbio…
Argelia
No, che sposa infedel, spergiura amante,
Non mai sarò… 2000

Settimio
Nell’appressarm’io tremo!
Argelia
Se obliò Murena chi gli die’ splendore;
(con forza ed entusiasmo)
Il suo benefattor la figlia adora…
Settimio
(quasi vicino)
Murena! udii…
Argelia
E Argelia…
Settimio
(subito)
Argelia! disse…
Argelia
Fida a Settimio…
Settimio
(con forza)
Fida!… Eterni Dei…
Al grido di Settimio volgendosi Argelia. 2001

Argelia
Son desta…
Settimio
Non vaneggio…
Argelia e Settimio abbracciandosi.
Argelia
Ah sì, tu sei…
Fia ver?… Oh, ciel!… Settimio!
Al fianco mio: tu stesso!
Settimio
Ah sì, tu sei…
Fia ver?… Oh, ciel!… Argelia!
Al fianco mio: tu stessa!
Argelia e Settimio
Ah, solo questo amplesso,
M’inonda di contento!
Disperde ogni tormento:
Compensa ogni martir.
Argelia
Ma qui financo l’aura 2002

Congiura a’ danni tuoi:
Perir se qui non vuoi,
Non resta che il fuggir…
No… non fuggir… ti ferma…
Che dissi!… Io non ragiono…
Settimio
Ah, sempre a te vicino!
Seguendo un sol destino,
Per me sarà sollievo
La vita ed il morir.
Argelia
Ah, sempre a te vicina!
Seguendo un sol destino,
Per me sarà sollievo
La vita ed il morir.
Settimio
Bandito dalla patria,
Te sola ognor bramai:
Ti vidi! t’abbracciai!
Fu pago ogni desir.
Ma dì, Settimio reo
Credesti tu?… 2003

Argelia
Giammai.
Settimio
Argelia, ah, quando udrai,
Chi m’era traditor,
Le chiome sollevartisi
Dovranno a tant’orror.
Argelia
E chi fu mai?…
Settimio
Tel sai,
Allor ch’estinto io cado…
Argelia
Salvo non sei?…
Settimio
Potrei
Salvarmi e vita e onor…
Ma vuol virtù ch’io mora,
Nell’innocenza ancor.
Argelia
E il mio respiro estremo, 2004

Al tuo consacrerò.
Argelia e Settimio
Se a me fida ognor sarai,
Se il tuo core è sempre mio;
Chiuderò contento i rai,
Lieto in tomba scenderò.
Argelia
Se a me fido ognor sarai,
Se il tuo core è sempre mio;
Chiuderò contenta i rai,
Lieta in tomba scenderò.
Argelia e Settimio
E fremente ogni nemico,
Sulle infrante mie ritorte,
Desiar la istessa sorte,
Mentr’io spiro, mirerò.
Scena Quarta
Lucio con soldati, Argelia e Settimio.
Lucio
(ai soldati)
E quei che in vesti misere si avvolge,
Il circondate, e al carcer lo guidate. 2005

Argelia
Che mai si tenta!
Settimio
Ah, taci! lo previdi.
Tel dissi.
(l’abbraccia, poi risoluto dice a Lucio)
Andiam.
(parte fra’ soldati guidato da Lucio)
Argelia
Settimio… Più non m’ode…
(vedendo venir Publio)
Publio, vien qui: si fugga.
Scena Quinta
Publio ed Argelia.
Publio
Ti ferma.
Argelia
Oh, Numi!
Publio
Argelia, 2006

anzi che arrivi qui Murena, io volli
A te venir, perché mi sveli il vero.
Sculto è nel volto di tuo padre il duolo.
Tu mi fuggi!… Ah, se il cor chiude altro affetto
Dillo, ch’io nol contrasto. Tel prometto.
Argelia
In te tanta virtude!…
Publio
Ami tu dunque?
Argelia
Ah sì! Settimio adoro…
Publio
Il proscritto!
Argelia
In prigion tratto.
Publio
Egli! in Roma!
Argelia
Sol per vedermi… Ah, chi mi guida a lui!… 2007

Publio
T’arresta. Il rivedrai.
Argelia
Lo rivedrò?…
Publio
Tel giuro. Il capo mio
Del prigionier fia prezzo…
Sospetto a non destar procura intanto.
Nulla interrompa le nuziali feste;
Che, fra lo stuol de’ convitati, in breve,
Qui lui farò venir.
Argelia
E avrai cotanta forza?…
Publio
Quant’amistà puote ispirarne…
Argelia
Tu di Settimio amico?…
Publio
Sin dall’infanzia, e or per salvarlo, il credi,
Affronterò pur morte. 2008

Argelia
Oh, vero eroe, oh, inaspettata sorte!
Partono.
Scena Sesta
Murena, quindi Fulvio.
Murena
Publio ed Argelia si dividon… Ch’ella
Disvelata gli avesse
La non mai spenta fiamma!…
(a Fulvio che arriva)
Fulvio, che rechi?
Fulvio
Attende
Te soltanto il senato.
Murena
E la cagion?
Fulvio
Fra noi tornò Settimio…
Murena
(colpito con voce cupa ed interrotta) 2009

Set…ti…mio… in… Ro…ma!… Ed il senato tutto…
Me solo attende per condan… E Publio…
E Argelia… se sapran ch’io fui… Seiano!…
Seiano!… in quante colpe mi trascini?
Da quante pene il cor vuoi lacerato!…
Fulvio
Al senato, Murena.
Murena
(rimettendosi)
Sì… al senato.
(parte seguito da Fulvio)
Interno della casa di Murena. In fondo un intercolonio, che mette nella strada, e ne’ giardini.
Scena Settima
Argelia, poi Settimio, in seguito coro de’ congiunti di Murena; infine lo stesso Murena.
Argelia
Ognun rimane, ove di nozze crede
Veder compiuto il rito.
Da tutt’io lunge intanto, qui potrò
Rivederlo… Ma… non m’inganno… È desso. 2010

Settimio
(entrando guardingo, e con somma circospezione)
Publio paga ti rese. Ecco Settimio…
Argelia… A che mi brami?
Se fra poco morir degg’io?
Argelia
Ch’il vuole?
Settimio
Seian, che di Tiberio
Gode l’alto favor, ch’invido ognora
De’ lauri miei, colpevol mi dipinse.
Quel branco vil d’iniqui a me nemici,
Che cerca il sangue mio.
Sangue che fin le belve rispettaro
Nell’esilio.
Argelia
Che narri!
Settimio
Il vero, Argelia.
Tanta non serba l’uom riconoscenza,
Quanta ne sente il bruto, e il più feroce,
Se di Roma lontan quanto soffersi, 2011

La trista istoria tesserti volessi.
Troppo lunga sarìa. Saper ti basti,
Che negandomi asil qualunque regno,
Fin nel Caucaso giunsi.
Quivi per tetto atra spelonca elessi;
Né avea compagni al duol che m’assalìa
Fuori di te, la cara immago, quando
Da ruggito fui scosso di leone.
A me appressar lo vidi.
Tremai! M’offrii suo pasto!
Ma lunge dall’offendermi,
Quasi cercasse aita,
Sollevandol mostravami l’artiglio
Tutto di sangue intriso,
E dentro cui confitta era una spina,
Che ardito io trassi, e che perciò d’allor
Di me compagno e difensor divenne.
Argelia
A’ detti tuoi tremar sento ogni fibra!
Settimio
Ma già trionfanti l’aquile romane,
La Sarmazia inondavano;
Ond’io di là fuggendo,
Nell’Epiro pervenni,
E misurando l’intervallo angusto, 2012

Che dalla patria mi tenea diviso,
Osai tornare in Brindisi,
E di Flavio al soggiorno il piè rivolsi…
Argelia
Di quel Flavio, che quando andasti in bando
In pianto si stemprava?…
Settimio
In falso pianto.
Argelia
Che ascolto!
Settimio
Moribondo lo rinvenni.
Lo spasimo, l’angoscia il soffogava;
Né l’ultimo respiro trar potea.
Mi vede, balza: tutta
La trama mi disvela!
E, sé includendo, noma
De’ traditori il primo…
Un!… Ch’io, no, nol credei!
E il porgermi più fogli… Dirmi, salvati!
Abbracciarmi, spirar! Fu un lampo.
Avido il guardo allor lo scritto scorsi,
E fra i nomi segnati a danno mio… 2013

Ahi! qual vi lessi in prima!…
Ognor che mel rammento,
Rabbrividir, raccapricciar mi sento.
Argelia
E qual?
Settimio
D’un uom cui fu mio padre, amico,
E che pel padre a’ primi onori ascese.
Argelia
(concentrata fra sé)
(Qual tremendo sospetto!)
S’ode venir gente.
Settimio
Chi s’avanza?
Argelia
(guardando verso la soglia)
Di Murena i congiunti,
Che il passo traggon verso quei giardini,
Dov’oggi a Publio, Imene,
Annodarmi dovria.
Mesti fra lor parlando van!… Che fia! 2014

I Congiunti di Murena
(si fermano sulla soglia, e parlando fra loro dicono)
Nel suol dove vagì,
Sul fiore dell’età,
Il sol del nuovo dì
Estinto il troverà.
Argelia
Estinto! Ah, vi fermate…
Qui v’avanzate… Dite?
Chi mai morrà!…
Coro
Settimio!
Settimio
(tenendosi in un cantone)
Oh ciel!
Argelia
Che sento!
Ed il senato?
Coro
A morte il condannò. 2015

Argelia
Crudeli! Barbari! E mio padre… può…
Coro
Non l’oltraggiar così,
Ei nel segnar tremò.
Pianse, s’impallidì,
La man gli si gelò.
(partono)
Settimio
(fra sé da una parte)
(Cagion del suo terror gli era il rimorso.)
Argelia
(dall’altra)
(Dunque innocente è il genitor!)
Settimio
(risoluto)
Si vada.
Addio.
(per partire)
Argelia
(trattenendolo)
No, non morrai. 2016

Settimio
Che dici?
Argelia
A me quei fogli.
Settimio
Ah, tu non sai…
Argelia
Se d’amistà sacro dover tel vieta,
A me l’impone amor. Lascia ch’io voli
Al prence, e il traditor disveli.
Settimio
Ah, taci…
Argelia
Che perda e vita e fama
Chi spento te volea.
Settimio
Deh, ti raffrena.
Argelia
I fogli… 2017

Settimio
Che mi chiedi?
Argelia
Il nome, il nome dimmi
Dell’empio! Invan l’arcan più custodisci.
Settimio
Ebben? Tu ’l vuoi?…
(cava rapidamente i fogli e mostrandoglieli)
Leggilo! Inorridisci.
Argelia
(leggendo)
Mu…re…na!… Il ge…ni…to…re!…
Settimio
La mia rovina ordì.
Argelia
Mio padre! Ahi, quale orrore.
(atterrita)
Settimio
D’infamia mi coprì. 2018

Argelia
L’autor de’ giorni miei,
Qual traditor, morrà.
Settimio
No. Dal mio sangue ingenuo,
E pace e vita avrà…
(porgendogli i fogli)
Prendi. Son tuoi. Gli struggi.
Argelia
E vuoi?…
Settimio
Morir per te.
Argelia
Ah no. Rapir tua morte,
Tanta virtù non de’!
Settimio
Già la rapì Murena,
Quando mi spinse in bando;
L’ha spenta, or che in senato,
Segnato ha il mio morir. 2019

Argelia
Pianse però Murena,
Quando ti spinse in bando:
Oppresso… or… lacerato…
Sarà dal tuo morir.
Murena di dentro, compreso da spavento.
Murena
Chi mi trascina!… Lasciami.
Settimio
Qual voce!
Argelia
Ah! chi sarà.
Murena
Chi m’incatena! Scioglimi.
Settimio
M’involo.
Argelia
Arrestati… 2020

Nel mentre Settimio si volge per partire, ed è trattenuto da Argelia, entra Murena, pallido,
spaventato, e trovandosi a fronte Settimio, rifugge, atterrito dalla sua vista. Argelia che rimarca il
fremito di Settimio si nasconde in seno le carte. Quest’azione è preceduta da un grido che mettono
tutt’i tre personaggi.
Argelia, Settimio e Murena
Ah!…
Murena
(con voce cupa ed interrotta)
Ei stesso!… La mia vittima…
Qual Dio mel guida!…
Ah, dove mai nascondermi…
Che!… la mia destra…
Settimio
(si avvicina a Murena e prendendolo per mano)
Sì… è questa… eccola… vedila!…
Che sempre infida!…
Financo al fier supplizio…
Ti condannò…
Da’ Numi… tu, le folgori…
Invoca… implora!…
Diventi… e fumo… e cenere…
La destra infida…
Ma… non ch’io mora… 2021

Che odiar… la luce… il vivere…
Né aver… mai morte…
È il più crudele strazio…
Che dar si può.
Fra le mie braccia… Flavio…
Mentre moriva…
La trama iniqua… e perfida…
A me scopriva…
Ed il suo labbro gelido…
Sciogliendo appena…
Murena è il primo complice…
Disse… e spirò…
Ingrato!… E a che tant’odio…
Per me nudrivi…
Che mai ti feci?… io misero…
Che mi tradivi?…
Ma son romano!… accertati!…
E nell’arena…
Dato a brutal ferocia…
Per te, morrò.
Argelia
M’invade… e opprime un palpito!…
(non tralasciando d’osservare Murena e Settimio)
Mi reggo appena…
Mi corre… un gelo… un tremito…
Di vena in vena… 2022

Pietosi Dei, salvatemi…
L’amante… il padre…
Tergete le mie lagrime…
O spirerò.
Qui vengono quattro confidenti di Publio, e volti a Settimio, dicono:
Confidenti di Publio
Riedi, Settimio al carcere…
Non indugiar.
Settimio
Vi seguo.
(partono i confidenti di Publio)
Lacera i fogli. Rendili
Fiamme…
Murena
(colpito)
Quai fogli?…
Argelia
(subito)
Quei,
Che le tue cifre serbano
L’accusa! 2023

Murena
Oh, mio rossor…
(si getta a’ piedi di Settimio, e stringendogli le ginocchia)
Settimio
Che fai?…
Murena
Settimio… ascoltami…
Ti è cara Argelia? È tua…
Chiedi vendetta?… Svenami…
Dovizie… figlia… sangue…
Che brami?… È tutto tuo…
Salvami… il solo onor…
Settimio
(rialzandolo)
Pago sarai…
Murena
Deh, fermati…
Fuggi con lei.
Settimio
Che dici?…
Publio!… Tradir… l’amico… 2024

Argelia
Possente egli è…
Settimio
Tacete.
(sdegnato)
Né più mi ricoprite,
D’infamia e disonor…
(Settimio si svincola da Murena ed Argelia, ma vedendoli immersi in profondo dolore)
(ad Argelia)
Piangi?… Ti rasserena…
Più aggravi il suo dolor…
(a Murena)
Tremi?… Ti rassicura…
Non perderai l’onor…
E quando fredda polvere,
Mi chiuderà la terra,
Le vostre luci bagnino
Quel sasso, che m’inserra:
E più di queste lagrime,
Grato quel pianto è allor.
Argelia
Parti!… Non ho più pace…
Immenso è il mio dolor…
M’ami?… Così spietato… 2025

Trafiggi a morte il cor…
Ah, pria che cadi esanime,
Il padre è già sotterra:
Ah, quando sarai polvere,
La tomba già m’inserra:
E vane son le lagrime;
Tardo quel pianto è allor.
Murena
Fuggi?… Son disperato!…
Estremo è il mio dolor…
L’ami?… L’uccidi intanto,
Col tuo crudel rigor…
Giunse mia vita al termine;
Spento n’andrò sotterra:
Non vedi, che ad accogliermi,
La tomba si disserra.
E chiedi le mie lagrime…
Parli di pianto ancor.
Settimio
Lascia…
Argelia
Ti ferma… 2026

Murena
Ascolta…
Settimio, Argelia e Murena
Non v’è per me pietà…
Settimio
Vanne…
Argelia
T’arresta…
Murena
M’odi…
Settimio, Argelia e Murena
È troppa crudeltà!…
Settimio fugge; Murena vorrebbe seguirlo, ed Argelia lo trattiene. 2027

ATTO SECONDO
Interno della casa di Murena, come nell’Atto Primo.
Scena Prima
Coro de’ congiunti di Murena.
I Parte
(venendo dal giardino, a quelli che vengono dall’interno)
Non v’è… Di qua… Partì…
Dov’è?…
II Parte
Di là. Fuggì.
I Parte
E a che?
II Parte
Chi ’l sa.
Tutti
(vedendo venir Murena)
Vien qui.
S’arresta… Fugge… Trema!…
Si copre di pallor. 2028

Scena Seconda
Murena avanzandosi incerto e tremante.
Coro
Che vuoi?… Deh! parla… di’…
I tuoi congiunti… hai qui…
Ah! noi nemmeno udì!…
Già preso all’ora estrema!…
Par che gli manchi il cor!…
Murena
(gira, e riconoscendo il sito, dove nell’Atto Primo lo abbandonò Settimio si ferma e dice:)
Al mio delitto!… Ei… sì… qui… die’… perdono!…
Né vendetta! né amor! dovizie! nulla!…
Cara gli rese la innocente vita!…
Ch’io non sol gl’infamai!…
Ma troncargliela ancor!… Che vegg’io mai!…
(si volge ad un tratto verso la parte opposta, e delirante, figgendo il guardo al suolo, dirà:)
Entra nel circo!… Ahi misero!…
Cade fra belve!… Il piagano!…
Fuma quel sangue!… E il popolo!…
Esulta a tant’orror!…
Lo spirto accoglie… L’aura!…
L’ombre degli avi!… fremono!…
L’ira dei Numi!… invocano!… 2029

Sul vile traditor!
Coro
Sua vittima!… Settimio!…
A morte!… Ahi!… Quale orror!…
L’orrendo velo!… squarciasi!…
Ci addita… il traditor!…
Murena
(continuando nel delirio)
Dal fremere cessate,
Svenarmi or or saprò!…
Sarete vendicate;
Il cor mi svellerò!…
Coro
(facendosegli intorno)
Deh! riedi alla ragione,
Che il duolo t’involò!
Di noi, ciascun l’impone,
Che amor per te serbò!…
Murena
(senza badare ad alcuno e con forza)
Di stige il flutto ancor
Fra poco io varcherò!
Nel regno del dolor 2030

In breve io scenderò!
E quanto di terror
Quel loco aver mai può!
Tutto a punirmi, allor,
Dischiudersi vedrò!
Coro
(procurando di trarlo nell’interno della casa)
Dà tregua a quel dolor,
Che reo ti palesò!
Deh! vieni. Il tuo terror,
Svelarti ad altri può!
Murena viene condotto da’ suoi congiunti nelle sale più interne.
Scena Terza
Publio dalla strada, quindi Argelia dai giardini.
Publio
Oh, come queste mura
Che un dì accogliean frequenti
Del popolo lo stuol di varie genti,
Or triste, e solitarie!…
Ma di là giunge Argelia…
Argelia
Publio… E Settimio? Deh, parla… Ah no, taci. 2031

Più che speme, timor ne invade il core.
E infausto imen, di quanto udir finora
Forza mi fu, troppo impossibil parmi.
Publio
Né d’altro a quanto sai,
Or soggiunger potrei. Sol qui venn’io,
Perché Murena meco il passo volga
D’Augusto al piè…
Argelia
Che parli mai?…
Publio
Se un giorno,
Ei fu dagli avi di Settimio colmo
E di beni, e di onor, sdegnar non debbe
Del misero affermar
La innocenza, e difenderlo
Dall’iniquo Seian, che spento il vuole.
Argelia
(Ah, s’ei sapesse…)
Publio
I detti d’uom, che fama
Gode molta nel popolo, 2032

E che in senato siede,
Han fede… Non rispondi? E il guardo volgi?
Argelia
E come… il padre…
Publio
Argelia,
Ogn’altro scampo è vano.
Argelia
Ah, Publio, sappi… che Murena… or dianzi…
Qui… Settimio rinvenne… e quell’aspetto,
Tanta pena gli die’… che semivivo…
Fu da quel punto… e d’ogni senso è privo…
Publio
Ebben, lascia che almeno
Possa implorar sospesa la condanna,
Infin ch’egli si ascolti…
Argelia
Ah, no…
Publio
(sorpreso)
Che dici?… 2033

Argelia
Sì… corri… vola.
Publio
Addio.
(parte)
Argelia
Ah! che stato peggior non v’ha del mio.
Scena Quarta
Leontina ed Argelia.
Leontina
Del padre, Argelia, tu lunge ne vai,
Quando essergli vicina
Dovresti or più che mai!
Argelia
Che avvenne? Di’?…
Leontina
Guari non ha, che a stento
I suoi congiunti trar di qui poteanlo,
Mentre, furente, traditor svelavasi
Di Settimio! 2034

Argelia
Che sento!…
Leontina
Ma alfin tornato alla ragion, fe’ cenno
Che ognun partisse. Solo,
Fermo or si stava, or ratto il piè movea…
Quindi Emilia cercò. La strinse al petto.
Su lei pianse, e lontana me pur volle…
Ah corri Argelia, che al suo detto, all’atto,
Dubbio non v’ha d’altro novel misfatto.
Argelia
E v’han più strali a trapassarmi il core!…
A lui si vada.
Leontina
(vedendo venire Murena)
Ei qui ne vien.
(parte)
Argelia
Dal duolo…
Ahi! com’è oppresso. 2035

Scena Quinta
Murena e Argelia.
Argelia
Ah, padre mio!
Murena
Taci… quel dolce nome
Che mi fea lieto un dì, non osi il labbro
Di pronunziar… ne sono indegno.
Argelia
Quai detti!
È Murena che parla?
Murena
Alcun non ci ode…
Il tuo Settimio… or ora… più non resiste
Un’alma palpitante,
Che fra il delitto, e la virtude ondeggia…
Corro a morir… e se fu reo Murena
Piena vendetta a far di sé s’appresta.
Argelia
Che dici mai! Deh, padre mio ti arresta.
Squarciami il core, ah, svenami,
Togli a me pur la vita, 2036

Come potrò più vivere
Se perdo il genitor!
Murena
Ma un sol momento, incauta,
Costar ne può sua vita,
Vano è quel pianto, lasciami,
In tempo giungo ancor.
Argelia
Ah! pria su me la folgore
Vibri l’irato ciel!
Murena
Lo sposo, il tuo Settimio
Ami così? Crudel!
Argelia
Fui pria che amante, figlia;
Salvarti è il mio dover.
Murena
Cessa…
Argelia
Risolsi, ah, corrasi.
Voce del cielo ispirami; 2037

Al pianto mio, Tiberio,
Non fia che il nieghi.
Murena
Argelia,
M’inganni tu?
Argelia
No, credilo
A queste amare lagrime,
Vivi di me sicuro,
E l’innocente, il giuro,
Saprò salvar con te.
Murena
Che ascolto! Oh, raggio amico,
Sei tu che al cor mi scendi;
Sei tu che all’alma rendi
Qualche speranza almen.
Argelia
Settimio, dal nemico
Pietoso ciel difendi.
Il fato suo sospendi
E sarò lieta appien. 2038

Murena
Ah, sia il tuo labbro
Nunzio verace
Di bella pace
Al mesto cor!
Argelia
Vedrai Settimio
Reso al tuo seno,
Ahi, lieti appieno
Saremo allor.
Murena
Dunque innocente…
Argelia
Lo renderò.
Murena
Al cor dolente…
Argelia
Calma darò.
Murena
A queste braccia ritornerai? 2039

Argelia
Mi stringerai degna di te.
Murena e Argelia
Nume tu mitiga
Il nostro affanno,
Tu l’aure dissipa
Del nero inganno,
E rendi all’anima
Smarrita, oppressa,
La pace istessa,
Che amor le die’,
Che già perdè.
(partono)
Oscurissimo sotterraneo.
Scena Sesta
Settimio assiso su d’un sasso.
Settimio
L’ora estrema s’appressa. Argelia, Argelia!
Appena ti rividi,
Che perderti dovrò? Crudel destino.
Il traditor Murena… Ah, s’io volessi…
Giurai salvarlo, ebbene! 2040

A costo di mia vita il salverò.
Atro silenzio mi circonda intorno.
La morte omai sospiro.
Coll’infamia morrò… oh ciel! che pena…
Argelia! Ah, non sparir dalla mia mente,
Che soffrirò, se il mio pensier tu scorti,
Mille atroci tormenti, e mille morti.
Lontan da te mio bene,
Quest’alma ognor penò,
Ma cessano le pene
Or che per te morrò.
In sen di stige almeno
Ah sì, ti rivedrò,
Teco felice appieno
Anima mia sarò.
Coro di dentro
Il proscritto.
Settimio
(al coro che sorte)
E grida, e faci
Dunque…
Coro
Speme più non v’ha.
Poco resta, e udrai la tromba, 2041

Che il tuo fine avvertirà.
Settimio
Squilli pur; il tristo invito
Vacillar non mi farà.
Deh, calma Argelia i gemiti,
Non mi chiamar ingrato,
Se fui cagion di perderti
No, non è colpa in me.
Del disonore al grido,
Di sdegno avvampo e fremo,
Ma fu mio voto estremo
Sol di morir per te.
Coro
Al suo destino io gemo,
Più speme ah no non v’è.
Partono tutti. 2042

Piazza come nell’Atto Primo.
Scena Settima
Publio e Lucio, incontrandosi.
Publio
Ebben?… Lucio?…
Lucio
Vicino è già l’istante
Del fato estremo di Settimio.
Publio
Oh, stelle!…
E Tiberio?…
Lucio
Or or giunse con Seiano
Al circo.
Publio
Tu il vedesti?…
Lucio
Il vidi io stesso. 2043

Publio
Oh, Dei di Roma tutelari
I passi miei guidate
E forza m’inspirate,
Perch’io salvi a Settimio, e vita, e onore;
Ed in Seiano scopra il traditore.
Parte Publio seguito da Lucio.
Scena Ottava
Coro di congiunti di Murena, di schiave di Argelia, Leontina ed Emilia.
Tutti
A un pianto. A un gemito. Udiasi l’eco,
Flebil rispondere, per l’aer cieco.
Murena: Argelia! Fra lor gemevano.
E insiem, Settimio! Piangean così.
Di grida, e fremito, sentiasi un rombo,
Cupo ripetere, l’alto rimbombo.
Murena: Argelia! Forse fremevano.
Perché Settimio! Muore in tal dì.
Cheto silenzio successe intorno.
E muto, e tacito, restò il soggiorno.
Murena! Argelia. Ah, dove siete?
Qui sola Emilia: che mai farà.
Deserte, e squallide le vostre mura, 2044

Par che minaccino altra sciagura:
Murena! Argelia. Qui il piè volgete.
Vi desti Emilia! almen, pietà.
Scena Nona
Argelia scarmigliata, e dando tutt’i segni della desolazione.
Argelia
Ah, che indarno Murena a voi chiamate…
Emilia, invan più cercherai tuo padre…
Egli va incontro a morte…
Tutti
A morte!… E tu lo abbandonasti…
Argelia
Al suolo
Mi sospinse, e fuggì presso Tiberio,
Dove a me sola fu conteso il passo…
Ah, Publio!… Ah, dove sei?… Tu pur mi fuggi…
Per chi? Per chi? Tremar degg’io? Pel padre…
Per Settimio!…
Alla parola Settimio, si ode un colpo lugubre.
Ah!… 2045

Tutti
Ah!…
Vanno verso sopra, e guardato al di là del ponte, volti ad Argelia, dicono.
Settimio!
Vien tratto al circo…
Argelia
(nel massimo dolore)
Oh, Numi!…
Deh, coprite di tenebre i miei lumi…
Scena Decima
Preceduto da folla di popolo, dai littori, ed intrepido fra soldati, pas-sa Settimio sul ponte.
Tutti
Qual costanza! Qual ardir.
Ei qual visse va a morir.
Argelia
(furibonda)
Ah, spietati! Ah, vi fermate! 2046

Tutti
Senza il volto impallidir
Ei da forte va a morir.
Argelia
(come sopra)
Ah, crudeli! Ah, lo lasciate…
Son già spariti!… E ancor noi qui indugiamo…
Corriamo al genitore…
L’idol mio deh salviamo…
Il caro ben…
Tutti
Paga sarai.
Argelia
(insistendo sempre)
N’andiamo.
Tutti partono.
(atterrita)
Ah no!…
Tardi, tardi il piè là volgi;
Parmi ovunque d’ascoltar:
Troveresti sull’arena,
Fra la polve, in fango, il sangue: 2047

Di Settimio, o di Murena,
La deforme spoglia esangue…
Ahi! che immago sì funesta,
Qui mi arresta a lagrimar…
Morte! Ah, pria, che l’una uccidi,
Di due vite, ch’ambe adoro…
La mia tronca, la recidi;
Non serbarla a duol maggior.
Qui s’ode un sussurrar di gente.
Qual fragore!…
(andando verso il ponte)
Il popol riede…
L’atra scena è già compita…
No, da me non sarà udita:
Fuggirò da tant’orror…
Scena Undicesima e Ultima
Il ponte e la piazza sottoposta, vengono ingombrati da popolo, e sol-dati. Mentre Argelia è per
fuggire.
Leontina, Congiunti e Schiave
Ferma il piè. Serena il ciglio…
A letizia schiudi il cor. 2048

Argelia
Che recate?
Tutti
A te vedrai,
Chi nel cor t’impresse amor.
Argelia
Che: Settimio! Forse…
Tutti
È salvo.
Argelia
Salvo!… E il padre?…
Tutti
Il padre ancor.
Argelia
Ciel: fia vero! Ah, dove sono?…
Tutti
Mira: e amante e genitor. 2049

Murena abbracciato a Settimio, e questi a Publio, seguiti da Lucio e Fulvio vengono in iscena.
Murena nel vedere la figlia, verso lei si slancia con somma tenerezza.
Argelia
(fuori di senno a Settimio)
Come in vita! Deh, ti spiega.
Settimio
Quella belva, che a me grata
Fu d’allor ch’errava in bando,
Là nel circo mi salvò.
Argelia
(colpita)
Qual prodigio!
(a Murena)
Ah, di’, e Tiberio?
Murena
Sol perché l’errore io piansi,
Mi die’ vita, ma il mio nome,
Dal senato cancellò.
Publio
Ed appena l’innocenza
Sul delitto trionfò! 2050

Il colpevole Seiano
Discomparve, e s’involò.
Argelia
Ah, che un nulla a tanta gioia
Son le pene, son gli affanni.
Terge il pianto di tanti anni
Questo istante di piacer!
I Rimanenti
Terge il pianto di tanti anni
Questo istante di piacer!
Argelia
Ogni tormento
Qual nebbia al vento,
Si dileguò,
Svanì, cessò.
In un baleno,
La calma in seno,
Si ridestò;
Il cor brillò.
I Rimanenti
Ogni tormento
Qual nebbia al vento
Si dileguò, 2051

Svanì, cessò.
Tutti
Grazie renda ogni labbro in un canto,
Al gran Nume che impera sugli astri;
Che per diva virtude, ed incanto,
Ogni duolo in contento cangiò.
FINE 2052

ACT I
A public square surrounded by palaces, temples and monuments. A triumphal arch. A view of the Campidoglio. Stage right the vestibule of the house of Murena.

Scene I
The sound of martial trumpets in the distance. The people cross the stage and pass, palms in hand, through the triumphal arch. Then Murena’s retainers enter and, looking at and pointing to the place where the people have gone, speak among themselves.

Chorus
Publius! It is he! See how he exults,
Raise the palms, raise the branches! Dust,
Like the people, swirls!
He advances . . . and the senator is not there!
(nearing the house of Murena)
Leave your lares, Murena.
Hear the muffled sounds of hymns and ringing.
Come and enjoy the mocking of the vanquished;
Clasp to your breast the victorious hero!

Murena
(appering at the threshold of his house)
Here I am for you.

Chorus
Make merry!
Rejoice! And Argelia and Rome
Today possess
Him who was master of Asia!

Murena
(making an effort to show joy, then to himself intently)
Ah me! Not even a shadow of calm
Do I deserve to enjoy.
While For him . . . he has
Luster! Splendor! The senate!
I . . . betrayed him . . . a scoundrel!
I forgot my every duty!
I ran. I fled from Septimius!
But not from my conscience . . .
I see myself forever more,
A wandering outcast, weeping,
Naked, groaning:
Near death . . .
And forever imploring
Vengeance from the gods,
Slaughter, ruin
On my impious head.

Chorus
(aside)
He talks to himself
Bewildered, confused.
What baleful care
Can be troubling him.

The triumphant army begins to appear on the stage.

(jostling Murena)
But now his sweating steed proudly trims The fat that weighs him down.
A song erupts to the undefeated who, Vanquishing the world, took it prisoner.

All
Crown the head of Publius
With the laurel of eternal glory!
Never till now has Rome seen
Such magnificent boldness.
Like a bolt of lightning
From the Latin cities
To the dark caves of the Caucasus,
He went enthralled, he flew.
And made every warrior
A copy of the great leader.
The fierce Sarmatian fell
Under the Roman steel.
By the valor of Publius alone,
The entire world is now enslaved
And must bend it head
As servant to the Tiber.

Publius
(from the triumphal chariot)
Now that the genius of the fatherland
Returns me to my native air,
To receive the most sublime honor
Of victory,
Dearer to me than such a prize,
Is to render unto it a life
That aspires to furnish
Yet far greater memorials.

Murena
(facing him)
Publius, embrace me . . .

Publius
(dismounted)
And Argelia?

Murena
Presently . . . You shall see her.

Publius
I do desire it.
But . . . perhaps . . . she?

Murena
How can you doubt?

Publius
Is she mine?

Murena
Do not worry.

All
Let us make way
To the temple of supreme Jupiter.

Murena and Publius
Let us go.

All
To perform the sacred rite
To our patron deity:
To that god who from on high
Sees all and rules all;
Who is our shield, who guards us
In fair days of peace.
He who still guides our armies,
Dauntless in war;
Who destroys, crushes and devastates
Those who dare defy us on the battlefield.

Publius
Let the people go to the banks of the Tiber
And lay every palm on the bosom of the flood;
A sacred tribute to the gods
Whose seat and command is in the lap of the king of rivers.

Murena
(Argelia has not yet returned!)

Publius
Let the warrior return to his home,
But before he clasps his loved ones to his breast,
Let him dedicate his noble efforts to Mars:
The sword, the spear, and the victor’s laurels.

Murena
(She hates me! And rightly flees me!)

Publius
Then every defeated barbarian
Dragged to the feet of Tiberius,
Subdued to the yoke and chains.

Murena
(still intently to himself)
(And she is still ignorant of my guilt!)

Publius
Murena . . .
(taking him by the hand)
Let us go . . . But, how your visage betrays
Signs of distress that oppress and pain you!

Murena
(Be strong, my heart) You are mistaken . . .
Do you not wish that I should be beside myself
Seeing again, adorned with eternal laurels,
Him who is to become a son to me on such a fine day?

Publius
Ah, longed for day, that made my arm
unvanquished in battle, to live still to see it.

Murena
From where Argelia soon will lead her steps here,
I shall send now . . .

Publius
Is she far from the villa?

[1994/2051 2/8 8:00
[2/9 5:00
(taken aback)

Murena
It has long been her custom
To go with her sister Emilia
To where her mother’s urn is,
As soon as the sun gilds all the ether
And piously pour libation on that stone.

Publius
(staring fixedly at Murena)
(His heart brings the words to his lips
With difficulty! Oh, doubt . . . oh, dire fear!)

Murena
(to the retainers)
Some of you, my friends,
Betake yourselves to find my daughter . . .
Others, make ready the wedding,
Within our walls.
Publius, I am with you, and accept
What Murena prepares for your happiness . . .
(I tremble all the same, and I feel my heart grow faint!)

Publius and Murena go towards the Campidoglio with the priests and magistrates. The people
and the army withdraw. Some of Murena’s retainers enter his house, and others go looking for his
daughter.

SCENE II
Septimius

Septimius
(Completely wrapped in a cloak)
Air of Rome! At last I breathe you . . .
You blessed to me, mindful that Argelia
Yet breathes the same!
Ah me! How vivid has been to me, everywhere, always,
That day when my lips
Tremulously offered her my final farewell!
She pressed my hand! And my suffering
Did not allow me to utter a single word!
But oppressed by torment,
All her speech changed to a sigh!
So I kept silent . . . I abandoned her!
And as my feet left behind me
their home, the Tiber, Rome,
I stopped and calling her name,
Exclaimed, sighing,
I am still innocent.
When after that everything vanished,
And I found myself among barbarians.
I shall die, I said,
And she will not know that I am guiltless.
And in my agony, I was consumed
By anguish and sorrow!
But finally a god had pity
On so great and unjust torments.
He returns me here, as before. And Argelia!
Perhaps she will be mine no more.
[1996 2/9 6:00]
[2/10 4:00]
If love has bound you
To the heart of another,
I shall not disturb
Your fine days.
But I shall say only:
Him, whom you loved,
Nourished virtue,
Kept his honor!
And that like a fortress
With his death,
The one who betrayed him
Yet, he saved.
But here all is silence, whereas once before,
Green laurel led me to leave
A secluded hill and the shade of willows,
So that with thousands and thousands of troops,
like a flowery meadow,
Today my country acquires new kingdoms . . .
Oh, how my heart rejoices at your glory . . .
Beloved land, and so very dear to me.
Even if you are still a source of blows that smite me!
(seeing the vestibule of Murena’s house)
The villa of Murena! My enemy.
Yes, I see it again. It is this one.
An unknown force urges and halts me
At the same time. Ah, if I could know
That Argelia is there now . . .
My feet would take me there . . .
(seeing some women coming)
But I see approaching hither
A group of women . . .
It would be best to avoid meeting them just now.
(remaining apart unobserved)

SCENE III
Argelia with Leontina, follwed by slaves and Septimius

Argelia
(to the slaves)
You, whom fate has doomed to servitude!
How much less painful is your state than mine.

Septimius
(behind her, aside)
What voice is this!

Argelia
May affliction imposed by a cruel destiny
Never disturb your souls.

Septimius
(again, aside)
What are these words!

Argelia
But may you ever be blessed with
Fair calm, the daughter of innocence,
You whom I have chosen as company,
In the pious duty that I go to fulfill
Upon the marble sepulchre of my departed mother.

Septimius
That speech pierces the heart.

Argelia
Return to your customary tasks,
While I wait here for my father.

Leontina, Emilia and the slaves withdraw.
{}
Septimius
(slowly advancing)
Oh, sweet
Hope, become reality.

Argelia
(deep in thought)
Publius returns to Rome.
Everyone goes to meet him; only I flee him.

Septimius
Ah, no, that I am not deluded . . .

Argelia
My father promises my hand to him.

Septimius
(looking around)
Since I am alone here.

Argelia
He must be my husband, and I do not love him.

Septimius
(nearing her)
All doubts dissolve . . .

Argelia
No, a faithless wife, a perjured lover
I shall never be.

Septimius
I tremble to come near!

Argelia
If Murena has forgotten who gave him glory;
(aloud and with enthusiasm)
His daughter adores his benefactor . . .

Septimius
(almost next to her)
Murena! I heard. . .

Argelia
And Argelia . . .

Septimius
(suddenly)
Argelia! She said . . .

Argelia
Faithful to Septimius . . .

Septimius
(aloud)
Faithful! . . . Eternal gods . . .

Argelia turning at Septimius’ cry

Argelia
I wake . . .

Septimius
I am not delirious . . .

Argelia and Septimius embracing

Argelia
Ah, yes, it is you . . .
Can it be true? Oh, Heaven! Septimius!
At my side, you yourself!

Septimius
Ah yes, it is you . . .
Can it be true? Oh, Heaven! Argelia!

Argelia and Septimius
Ah, just this one embrace
Floods me with happiness,
Dispels all torment,
Compensates for every agony.

Argelia
But here even the very air
Conspires against you:
If you do not wish to die here,
There is no course but flight . . .
No . . . do not flee . . . stay . . .
What did I say! I am not thinking . . .

Septimius and Argelia
Ah, to be with you always!
Following a single destiny,
Life and death
Will be a relief for me.

Septimius
Banished from my homeland,
I longed always only for you:
I saw you! I embraced you!
Every desire has been granted.
But tell me, did you believe
Septimius to be a traitor?

Argelia
Never.

Septimius
Argelia, Ah, when I heard
Who was my betrayer,
My hair stood on end
At such a horror.

Argelia
And who ever was it?

Septimius
You know,
When I fall dead . . .

Argelia
Are you not safe?

Septimius
You will be able
To save both my life and honor . . .
But virtue requires that I die
Still innocent.

Argelia
And my last breath
I shall dedicate to you.

Argelia and Septimius
If you will be faithful to me ever
If your heart is always mine:
I shall close my eyes happily,
And go to my tomb joyfully.
And in the throes of my agony
When I die, I shall see
every enemy wish for the same fate.

SCENE IV
Lucius with soldiers, Argelia and Septimius

Lucius
(to the soldiers)
That one dressed in humble garb,
Surround him and take him to prison.

Argelia
What are you trying to do!

Septimius
Ah, hush! I foresaw this.
I told you.
(embraces her, then addresses Lucio resolutel)
Let us go.
(leaves with soldiers led by Lucio)

Argelia
Septimius . . . He hears me no more . . .
(seeing Publius coming)
Publius, come here, we must flee.

SCENE V
Publius and Argelia

Publius
Wait.

Argelia
Oh, gods!

Publio
Argelia,
Before Murena arrives, I wished
To come to you so you could tell me the truth.
Pain is graven on your father’s face.
You flee me! Ah, if your heart encloses another affection
Say it, and I shall not oppose it. I promise.

Argelia
There is so much virtue in you!

Publius
Are you in love, then?

Argelia
Ah, yes! I adore Septimius . . .

Publius
The proscribed!

Argelia
Dragged off to prison.

Publius
He, in Rome!

Argelia
Only to see me . . . Ah, who will guide me to him?

Publius
Stay, you shall see him again.

Argelia
I shall see him again?

Publius
I swear it. Let my head
Be forfeit to the prisoner . . .
Meanwhile, no suspicion must be aroused.
Let nothing interrupt the nuptial festivities;
So I shall bring him
Soon, among the crowd of guests.

Argelia
And do you have so much power?

Publio
As much as friendship can inspire . . .

Argelia
You, a friend of Septimius?

Publius
From infancy, and now to save him, believe it,
I will even face death.

Argelia
Oh, true hero, oh, unexpected fate!

They leave.

SCENE VI
Murena, then Fulvius

Murena
Publius and Argelia are departing . . .
If she revealed to him
Her unextinguished passion!
(to Fulvius arriving)
Fulvius, what do you bring?

Fulvius
The senate
Waits only for you.

Murena
And the reason?

Fulvius
Septimius has returned among us . . .

Murena
(in a grim and faltering voice)
Sep . . . ti . . . mius . . . in . . . Rome! And all the senate . . .
Awaits me alone to con . . . And Publius . . .
And Argelia . . . they will know it was I . . . Sejanus!
Sejanus! How much misfortune do you drag me into?
With how many agonies will you tear at my heart!

Fulvius
To the senate, Murena.

Murena
(composing himself)
Yes . . . to the senate.
(leaves followed by Fulvius)

SCENE VII
[2009/252 2/10 7:30]
[2/11 4:30

The interior of Murena’s house. At the back, columns at the sides of an opening to the street and
gardens.

Argelia, then Septimius, followed by the Chorus of Murena’s retinue; finally Murena himself.

Argelia
Everyone remains where the marriage rites
Are expected to take place.
I, meanwhile, far from all that, here will be able
To see him again . . . But . . . I am right . . . It is he.

Septimius
(entering cautiously and with greatest circumspection)
Publius has fulfilled his bargain. Behold Septimius . . .
Argelia . . . for what do you sant me?
If I must shortly die?

Argelia
What do you mean?

Septimius
Sejanus, who enjoyed the high favor
Of Tiberius, who always envious
Of my laurels, painted me culpable.
That vile mob unjustly hostile to me,
Seeks my blood,
Blood that even the beasts respected
In my exile.

Argelia
What tale is this!

Septimius
The true one, Argelia
As much as man does not guard gratitude,
So much does the brute beast feel, even the most ferocious,
If I wished to weave for you the sad story
Of how much I suffered far from Rome,
It would be too long. Suffice it to know
That after every kingdom denied me asylum,
I arrived finally in the Caucasus.
There I chose a black cave for my home;
Nor had I companions in the agonies that assailed me
Away from you, my dear idol, when
I was shaken by the roar of a lion.
I saw it approaching me.
I trembled! I offered myself for its meal!
But far from doing me harm,
As if seeking aid,
Raising its paw, it showed me it,
All soaked with blood,
And in it a thorn embedded,
Which I daringly extracted, and for that reason from then on
It became my companion and defender.

Argelia
I feel every fiber tremble at your words!

Septimius
But the Roman eagles, already triumphant,
Overwhelmed Sarmatia;
Whence I fleeing,
Made my way to Epirus,
And measuring the narrow distance,
That kept me divided from my contry,
I dared return to Brundisium,
And direct my steps to the abode of Flavius . . .

Argelia
That Flavius who dissolved in tears
When you went into exile?

Septimius
False tears.

Argelia
What do I hear!

Septimius
I found him dying.
Spasm and anguish were suffocating him;
Nor could he draw the last breath.
He sees me, and leaps up: He unveils
The entire conspiracy!
And names the first
Of the traitors, including himself . . .
A certain . . . whom I, no, would not believe!
And giving me documents! . . . telling me, “Welcome!
Embrace me, breathe! He was a lamp.
Eagerly I pored over the writing,
And among the names signed to my ruin . . .
Ah! Which did I read at the head!
Now that I remember it,
I shudder and rage.

Argelia
And which was it?

Septimius
That of a man to whom my father was a friend,
And who attained highest honors through my father.

Argelia
(aside, with intensity)
(What terrible suspicion!)

People are heard coming.

Septimius
Who approaches?

Argelia
(looking toward the entrance)
Murena’s retainers,
Drawn toward these gardens,
Where today Hymen is supposed to
Give me away to Publius.
They are speaking gravely among themselves! What could it be?

Murena’s Retainers
(They stop at the threshold, speaking among themselves)
In the land that he bemoaned,
In the flower of his youth,
The sun of the new day
Will find him dead.

Argelia
Dead! Ah, stop . . .
Come here . . . Speak!
Who is to die?

Chorus
Septimius!

Septimius
(staying in a corner)
Oh heaven!

Argelia
What do I hear!
And the senate?

Chorus
It has condemned him to death.

Argelia
Cruel, barbarous men! And myfather . . . can he . . .

Chorus
Do not insult him so.
In signing he trembled.
He wept, grew pale,
His hand froze.
(they depart)

Septimius
(to himself, on one side)
(Remorse was the cause of his terror.)

Argelia
(on the other side)
(Then my father is innocent!)

Septimius
(resolutely)
I must go.
Farewell.
(leaving)

Argelia
(restraining him)
No, you shall not die.

Septimius
What are you saying?

Argelia
Give me those papers.

Septimius
Ah, you don’t know . . .

Argelia
If the sacred duty of friendship forbids you,
Love imposes it on me. Let me fly
To the prince and reveal the traitor.

Septimius
Ah, be silent . . .

Argelia
Let him lose both life and reputation
Who wished you dead.

Septimius
Oh, control yourself.

Argelia
The papers . . .

Septimius
What are you asking of me?

Argelia
The name, tell me the name
Of the villain! It is vain for y ou to guard the secret any longer.

Septimius
Well then? Do you want it?
(hastily draws out the papers and shows them to her)
Read it! Be horrified.

Argelia
(reading)

Mu . . . re . . . na! . . . My . . . fa . . . ther!

Septimius
He ordered my ruin.

Argelia
My father! Alas, what horror.
(terrified)

Septimius
He covered me with infamy.

Argelia
The author of my days,
Will die as a traitor.

Septimius
No. From my innocent blood
He shall have both peace and life . . .
(handing her the papers)
Take them. They are yours. Destroy them.

Argelia
And you want?

Septimius
To die for you.

Argelia
Ah, no. Your death
Must not rob so much virtue!

Septimius
Murena already robbed me of it,
When he forced me into exile;
He has exhausted it, now that in the senate
He has signed my doom.

Argelia
But Murena wept
When he forced you into exile
Racked . . . now . . . torn . . .
He will be by your doom.

Murena from within, overcome with terror.

Murena
Who pulls me! . . . Let me go.

Septimius
What voice is this1

Argelila
Ah! Who can it be?

Murena
Who binds me in chains! Release me.

Septimius
I’m outta here.

Argelia
Stay . . .

As Septimius turns to leave and is held back by Argelila, Murena enters, pale and terrified, and
finding himself face to face with Septimius runs away, aghast at the sight of him. Argelia, noticing
Septimius’ trembling, hides the letters in her bosom. This act is preceded by cries from all three.

Argelia, Septimius and Murena
Ah!

Murena
(despondently and haltingly)
He himself! My victim . . .
What god leads me to him!
Ah, where ever can I hide myself . . .
What! My right hand . . .

Septimius
(advancing to Murena and taking his hand)
Yes . . . this is it . . . behold . . . look upon it!
Which was always disloyal!
Until it condemned you
To brutal torture . . .
Call down . . . you . . . from the gods . . .
Pray for lightning bolts!
May the false left hand
Turn to smoke and ashes . . .
But . . . not that I die . . .
Hating the light . . . living . . .
And not having . . . death ever . . .
Is the most cruel torment . . .
That can be inflicted.
In my arms . . . Flavius . . .
As he was dying . . .
Discovered to me
The iniquitous . . . and perfidious intrigue . . .
And his freezing lips . . .
Barely loosened . . .
Said “Murena is the prime conspirator” . . .
And expired.
Villain! . . . and why did you nurse
So much hatred for me?
What did I ever do to you . . . miserable I . . .
That you betrayed me?
But I am a Roman! . . . be sure of it!
And in the arena . . .
Consigned to brutal savagery . . .
I shall die for you.

Argelia
A tremor invades and oppresses me!
(without ceasing to watch Murena and Septimius)
I can hardly control myself . . .
A chill, a shudder, courses through me
From vein to vein.
Merciful gods, save me . . .
My lover . . . my father . . .
Stanch my tears . . .
Or I shall expire . . .

Four retainers of Publius enter and address Septimius.

Retainers of Publius
Return, Septimius, to prison . . .
Do not delay.

Septimius
I follow you.
(The retainers of Publius leave.)
Tear up the papers. Throw them
In the fire.

Murena
(stricken)
What papers?

Argelia
(suddenly)
These,
Where your handwriting preserves
The accusation!

Murena
Oh, my shame . . .
(throws himself at Septimius’ feet and clasps his knees)

Septimius
What are you doing?

Murena
Septimius . . . Listen to me . . .
Is Argelia dear to you? She is yours . . .
Do you ask revenge? Take my blood . . .
Riches . . . daughter . . . blood . . .
What do you desire? All is yours . . .
Only save my honor . . .

Septimius
(raising him)
You will be satisfied . . .

Murena
Oh, stop . . .
Flee with her.

Septimius
What are you saying?
Publius! . . . betray . . . his friend . . .

Argelia
He is powerful . . .

Septimius
Hush.
(contemptuously)
Never again cover me
With infamy and dishonor . . .
(Septimius breaks free of Murena and Argeila, but sees them immersed in profound grief)
(to Argelia)
You weep? Calm yourself . . .
You make worse his grief . . .
(to Murena)
You tremble? Be reassured . . .
You shall not lose honor . . .
And when, cold dust,
The earth enfolds me
May your light bathe
That stone that entombs me:
And then that mourning
Will be more welcome than these tears.

Argelia
Depart! There is no more peace for me . . .
My suffering is immense . . .
Do you love me? So heartless . . .
You stab me in the heart . . .
Ah, before I fall lifeless,
Father lies already buried:
Ah, when you shall be dust,
The grave already entombs me:
And vain are the tears;
Too late then is the lamenting.

Murena
Flee? I have lost hope!
My anguish is extreme . . .
Do you love her? You slay her
With your cruel severity . . .
My life has reached its end;
I shall go lifeless to my grave:
You do not see that the tomb opens
To receive me.
And you ask for my tears . . .
You speak still of lamenting.

Septimius
Let me go. . .

Argelia
Stop . . .

Murena
Listen . . .

Septimius, Argelia and Murena
There is no mercy for me . . .

Septimius
Go . . .

Argelia
Stay . . .

Murena
Hear me . . .

Septimius, Argelia and Murena
This is too much cruelty!

Septimius flees; Murena tries to follow, but Argelia holds him back.

ACT II
Interior of Murena’s house, as in Act I

SCENE I
Chorus of Murena’s retainers

First Part
(coming from the garden to those who come from inside)
He’s not here . . . This way . . .He has gone . . .
Where is he?

Second Part
That way. He has fled.

First Part
And why?

Second Part
Who knows?

All
(seeing Murena coming)
Here he comes.
He stops . . . he flees . . . he trembles!
A pallor covers him.

SCENE II
Murena advancing unsteadily and trembling.

Chorus
What do you want? Oh speake . . . Say . . .
You have . . . your retainers here . . .
Ah! He hasn’t even heard us!
The last hour is surely upon him!
For his heart is failing!

Murena
(turns, and recognizing the place where Septimius abandoned him in Act I, stops)
For my crime! He . . . yes . . here . . . gave . . . his pardon!
No vengeance! Nor love! Riches! Nothing! . . .
He made dear to me the innocent life
That I not only defamed
But still rob him of it! . . . What do I see now!
(turning suddenly toward the opposite side, and delirious, fixing his eyes on the floor)
He enter the circus! Ah, poor man!
He falls to the beasts! They wound him!
The blood steams! And the mob!
Cheers such horror!
The air . . . receives his soul!
The shades of his ancestors . . . tremble!
They invoke . . . the ire of the gods
On the vile traitor!

Chorus
His victim! Septimius!
To death! Oh! What horror!
The fearsome veil . . . is rent!
It points . . . to the traitor!

Murena
(continuing in his delirium)
Cease your trembling,
I can open my veins now!
You will be avenged;
I shall tear out my heart!

Chorus
(surrounding him)
Oh, return to reason
That grief has taken from you!
Each one of us charges you
Who have love for you!

Murena
(without heeding anyone and with force)
Soon now I shall cross
The River Styx!
Into the realm of sorrow
I shall shortly descend!
And whatever horror
That place may have,
I shall see all unleashed
Then to punish me!

Chorus
(Seeking to take him into the house)
Make truce with your grief,
That has made clear your evil!
Oh, come. Your terror
Could reveal you to others!

Murena is led by his retainers into an interior hall.

[2030/2051 2/11 8:00
[2/12 11:00 am]
SCENE III
Publius enters from the street, then Argelia from the gardens.

Publius
Oh, how these walls
That once received often
Crowds of people of different ranks,
Now sad and solitary!
But Argelia comes this way . . .

Argelia
Publius . . . and Septimius? Oh, speak . . . Ah, no, be silent.
Fear, more than hope, invades my heart.
And inauspicious marriage, from all that I have been
Forced to hear till now, seems impossible to me.

Publius
And I can add nothing
To what you already know. I have come here
Only so that Murena might turn his steps with me
To the feet of Augustus . . .

Argelia
What are you talking about?

Publius
If once
He was filled with riches and honors
By the ancestors of Septimius, he could not disdain
To affirm the innocence
Of the miserable man and defend him
From wicked Sejanus, who wants him dead.

Angelia
(Ah, if he knew . . .)

Publius
The words of a man, who enjoys
Much fame among the people,
And who sits in the Senate,
Have weight . . . You do not answer? You turn away your eyes?

Argelia
And how . . . Father . . .

Publius
Argelia,
Any other recourse is useless.

Argelia
Ah, Publius, know . . . that Murena . . . just now . . .
Here . . . Septimius met again . . . and that countenance,
So much pain it gave him . . . that half dead . . .
He was at that point . . . deprived of all sense . . .

Publius
Well, then, at least let me
Beg to suspend the sentence,
Until he can be heard . . .

Argelia
Ah, no . . .

Publius
(surprised)
What are you saying?

Argelia
Yes . . . run . . . fly.

Publius
Farewell.
(leaves)

Argelia
Ah! There is no state worse than mine.

SCENE IV
Leontina and Argelia

Leontina
You go far away from your father, Argelia,
When you ought to be near him,
Now more than ever!

Argelia
What has happened? Say . . .

Leontina
He will not be healed, so only with great effort
Were his retainers able to bring him here,
While, raving, he confessed to being the traitor
Of Septimius!

Argelia
What do I hear!

Leontina
But returning at last to his senses, he gave command
For everyone to depart. Alone,
He now stood firm then moved as in a trance . . .
Then sought Emilia. He clasped her to his breeast.
He wept on her, and even wished me away . . .
Oh, run, Argelia, that from his words or actions
There is no suspicion of another new misdeed.

Argelia
Now even more arrows pierce my heart!
I go to him.

Leontina
(seeing Murena coming)
Here he comes.
(leaves)

Argelia
Ah me! How oppressed
By grief.

SCENE V
Murena and Argelia

Argelia
Oh, Father!

Murena
Hush . . . that sweet name
That once gave me joy, let not your lips
Dare to pronounce . . . I am unworthy of it.

Argelia
What a thing to say!
Is this Murena speaking?

Murena
No one hears us . . .
Your Septimius . . . at this moment . . . no longer resists
A trembling soul,
That wavers between crime and virtue . . .
I rush to death . . . and if Murena was evil
He is ready to take full vengeance upon himself.

Argelia
What are you saying! Oh, my father, stop.
You tear my heart, ah, slay me,
Just take my life.
How can I live more
If I lose my sire!

Murena
But one single moment, reckless girl,
Can cost him his life,
Vain is that lamenting, let me go.
I can still arrive in time.

Argelia
Ah! First let angry heaven
Rain lightning down upon me!

Murena
Do you still love your husband,
Your Septimius? You are cruel!

Argelia
I was a daughter before a lover;
My duty is to save you.

Murena
Cease . . .

Argelia
I am resolved, ah, run.
Inspire me, voice of heaven;
It cannot be that Tiberius
Will deny my plaint.

Murena
Argelia,
Do you deceive me?

Argelia
No, believe it
By these bitter tears.
Live certain of me,
And I swear, I will be able
To save the innocent with you.

Murena
What do I hear! Oh, kind ray,
It is you that shines to my heart;
It is you who give back to my soul
At least some hope.

Argelia
Merciful heaven, defend
Septimius from the enemy.
Suspend his fate
And I shall be filled with joy.

Murena
Ah, let your lips be
A true herald
Of sweet peace
To a despondent heart!

Argelia
You shall see Septimius
Returned to your bosom,
Ah, we shall then
Be filled with joy.

Murena
Then the innocent . . .

Argelia
I shall return him . . .

Murena
To an aching heart . . .

Argelia
I shall bring calm.

Murena
Will you return to these arms?

Argelia
You will clasp me worthy of you.

Murena and Argelia
Gods, you soothe
Our affliction,
You disperse the clouds
Of black deceit,
And bring back to the lost,
Oppressed spirit,
Peace itself,
That gave him love,
That he had lost.
(They leave.)

SCENE VI
A dark dungeon.
Septimius seated on a rock.

Septimius
The final hour approaches. Argelia, Argelia!
No sooner do I see you again,
But I must lose you? Cruel destiny.
The traitor Murena . . . Ah, if I wished . . .
I swore to save him, so be it!
At the cost of my own life, I shall save him.
Dark silence surrounds me.
I now breathe death.
I shall die in infamy . . . oh Heaven! What anguish . . .
Argelia! Ah, do not vanish from my mind.
How I shall suffer, if you see my thoughts,
A thousand horrid torments, and a thousand deaths
Far from you, my dearest,
This soul forever ached,
But let the agoy cease
Now that I die for you.
At least in the bosom of the Styx,
Ah, yes, we shall meet again,
And my soul will be
Full of joy with you.

Chorus from within
The proscribed criminal.

Septimius
(To the chorus entering)
Shouting and torches . . .
So then . . .

Chorus
There is no more hope.
In a sort time you will hear the trumpet,
That will announce your end.

Septimius
Let it peal; the grim invitation
Will not make me waver.
Oh, Argelia, calm your lamentation,
Call me not ungrateful.
If I was the cause of losing you,
No, it was not my fault.
At the cry of dishonor
I burn and tremble with contempt,
But it was my last wish,
Simply to die for you.

Chorus
I shudder at his destiny,
There is, ah, no more hope.

All leave.

SCENE VII
A square as in Act I.
Publius and Lucius meeting.

Publiuis
Well then? Lucius?

Lucius
I moment is near
Of the extreme fate of Septimius.

Publius
Oh, stars!
And Tiberius?

Lucius
Even now he arrives with Sejanus
At the circus.

Publius
You saw him?

Lucius
I saw him myself.

Publius
Oh, patron gods of Rome,
Guide my steps
And breathe strength into me,
So that I save for Septimius, both life and honor;
And in Sejanus discover the traitor.

Publius leaves followed by Lucius.

SCENE VII
Chorus of Murena’s retainers, slaves, and Argelia, Leontina, and Emilia.

All
To a lament, to a sigh, a faint echo
Was heard through the blind air.
Murena: Argelia! Moaned to themselves.
And together, “Septimius!” they thus wept.
A sound of shouting and agitation was heard,
Grimly repeating the loud resounding.
Murena: Argelia! Perhaps they restrained themselves.
Because Septimius dies on such a day.
Dead silence is all around.
Mute and quiet were the stands.
Murena! Argelia. Ah, where are you?
Here is only Emilia: what will she do?
Deserted and decaying your walls
Seem to threaten further misfortune:
Murena! Argelia. Make your way hither.
Let the name of Emilia at least arouse pity.

SCENE IX
Argelia, disheveled and giving every sign of despondency.

Argelia
Ah, how fruitlessly you call Murena to you . . .
Emilia, in vain you search for your father . . .
He goes to face death . . .

All
Death! And you have abandoned him . . .

Argelia
I prostrated myself
And fled to Tiberius,
Where to me alone passage was blocked . . .
Ah, Publius! Ah, where are you? You only flee from me . . .
For whom? For whom? Must I tremble? For my father . .
For Septimius!

At the name Septimius, a dull thud is heard.

Ah!
[2045/2052 2/12 1:00 pm]
12:30 am

All
Ah!

They go upward and having looked across the bridge, they turn to Argelia.

Septimius!
He is being taken to the circus . . .

Argelia
(in extreme sorrow)
Oh, gods! . . .
Oh, cover my eyes with darkness . . .

SCENE X
Undaunted amid the soldiers, Septimius crosses the bridge preceded by a crowd of people and
lictors.

All
What equanimity! What boldness.
He is going to die, as he knew.

Argelia
(raving)
Ah, you without pity! Ah, stop!

All
Without turning pale
He goes to die like a strong man.

Argelia
(still raving)
Ah, cruelty! Ah, let him go . . .
They have already disappeared! And still we linger here . . .
Let us run to my father . . .
Oh, let us save my beloved . . .
My dearest . . .

All
He’ll get his.

Argelia
(continuing to insist)
Let us go.

All leave.

(in terror)
Ah, no! . . .
Too late, too late I set out;
I seem to hear everywhere:
“You will find in the arena,
In the dust, in the mud, the blood.
Either of Septimius or of Murena
The mutilated corpse bleeds.”
Alas! What a woeful image
Halts me here to weep.
Death! Ah, before, you kill one
Of two lives that I love both . . .
Cut my body in two;
Do not preserve it for greater suffering.

Here a murmuring is heard from the people.

What noise is this!
(Going toward the bridge)
The people return . . .
The dismal scene is already enacted . . .
No, it will not be heard by me:
I shall flee from so much horror . . .

SCENE XI and Last
The bridge and the square below it are covered with people, and soldiers, as Argelia is about to flee.

Leontina, Retainers and Slaves
Stay your feet. Your brow serene,
Open your heart to joy.

Argelia
What news do you bring?

All
You shall see with you
Him whom love printed on your heart.

Argelia
What? Septimius! Can it be . . .

All
He is safe.

Argelia
Safe! And father?

All
Your father too.

Argelia
Heaven, let it be so! Ah, where are they?

All
Look, the lover and father both.

Murena embracing Septimius, and the latter Publius, followed by Lucius and Fulvius, enter.
Seeing his daughter, Murena lunges toward her with greatest tenderness.

Argelia
(Out of her mind, to Septimius)
How are you alive! Oh, explain yourself.

Septimius
That beast that was grateful to me
Then when I was wandering in exile,
Saved me there in the circus.

Argelia
(astonished)
What a marvel!
(to Murena)
Ah, say, and Tiberius?

Murena
Only because I repented my error,
He gave me life, but canceled my name
From the senate.

Publius
And as soon as innocence
Triumphed over crime!
Guilty Sejanus
Disappeared and took flight.

Argelius
Ah, how negligible are the pains,
The afflictions to so much joy.
This moment of pleasure
Wipes away the tears of so many years!

The Rest
This moment of pleasure
Wipes away the tears of so many years!

Argelia
Every torment
Has dissolved
Like a cloud in the wind,
Vanished, ceased.
In a flash
Calm filled
In my breast;
My heart began to shine.

The Rest
Every torment
Has dissolved
Like a cloud in the wind,
Vanished, ceased.

All
Let every tongue render thanks in a song
To the great god who rules the stars;
Who through divine power and enchantment,
Turned every grief to happiness.

The End

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