Olivo e Pasquale (1827)

The More I learn, the Less I Know

Olivo e Pasquale (1827)

Olivo and Pasquale
Comic Melodrama in Two Acts
Libretto by Giacomo Ferretti

An audio recording posted in 13 clips.

FOREWORD TO THE LEARNED READER
FROM THE AUTHOR OF THE WORDS

I have taken the argument of this melo-drama from the most celebrated comedy of Simone Sografi; and, to make an adaptation that was more theatrical, I made bold to take advantage of a so-called coup de théâtre imagined by the same illustrious poet in his drama The Most Beautiful Day of Westphalia, printed in Turin by Morano in its Anno Teatrale. The brevity required for an opera made me reluctantly sacrifice signal beauties of comic dialogue that are found in the original work of the Venetian author; but one who knows by experience this Procrustean bed will not deny me a courteous pardon. Nor was it without reason that I have developed the plot of this melo-drama differently; but I deemed it the best of possible choices to make use of a comic stratagem invented by the same author.


CAST OF CHARACTERS

Olivo, brother of Pasquale (Baritone)
Pasquale, brother of Olivo (Bass)
Isabella, son of Olivo (Soprano)
Camillo, an apprentice (Contralto)
Matilde, chambermaid of Isabella (Mezzo-Soprano)
Monsieur Le Bross, merchant of Cadiz (Tenor)
Columella, a poor nobleman, traveler (Buffo)
Diego, servant in the house of the brothers (Baritone)
Chorus of chambermaids,
apprentices, sailors, servants

The scene is laid in Lisbon

ATTO PRIMO

Sala comune in casa dei due fratelli con due porte in fondo. Quella a destra degli attori è in comune, quella a sinistra conduce agli appartamenti d’Isabella. Tavolino con molte carte, libro da registro di conti e recapito da scrivere. Due fogli scritti stracciati in terra. Quattro sedie.

SCENA PRIMA
Camillo a tavolino impazientandosi nel fare un conto, che straccia e calpesta ponendosi a passeggiare; Matilde che entra con la spazzola per spolverare dalla comune; poi Olivo seguito da Diego; indi Columella ed il coro con carte, e mostre di generi coloniali dalla porta medesima.

Camillo
Maledetto questo conto!
Per tre volte l’ho tentato,
Per tre volte l’ho sbagliato.
Non lo posso indovinar.

Matilde
(burlandolo)
Ci vuol sangue freddo assai
Nel far conti, o mio signore;
E non può chi fa all’amore
Con pazienza ragionar.

Camillo
Ah! La barbara mia stella
Negli abissi mi piombò!
La mia povera Isabella
Io per sempre perderò.

Matilde
Un progetto originale,
Proprio Amor vi consigliò!
Un meschino scritturale
Nozze grandi si sognò.

Camillo fa atti di disperazione e Matilde, deponendo la spazzola, lo prende sotto il braccio e lo conduce sull’innanzi del teatro.

Ragazzaccio! Perché queste scene?
Senta a me che gli parlo per bene,
Scritturale qui siete: ecco tutto:
A danari qual pomice asciutto;
Ma a miserie non bada l’amore,
E una botta vi diede nel cuore.

Camillo
Chi poteva vedere Isabella
Così cara, sì buona, sì bella,
Né sentirsi un incendio nel petto…

Matilde
Queste smanie non servon con me.

Camillo
M’ama.

Matilde
È vero: fin qui non v’è male.

Camillo
Ma ha un papà d’un umore bestiale;
Vibra fuoco dal labbro, dagli occhi…

Matilde
E ha un fratello ch’è il re degli alocchi,
Un Pasquale di nome e di fatti;
Onde a dirla, noi siam fra due matti.

Camillo
Ambedue son padroni di casa.

Matilde
Ma l’affar disperato non è.

Camillo
Ma lo sposo…

Matilde
È venuto?

Camillo
Verrà.
E se viene, è finita.

Matilde
(ridendo con flemma)
Chi sa?

Camillo
Quella flemma, quel freddo sorriso
Di furore avvampare mi fa.

Matilde
Poverin! gli si legge nel viso,
Che il cervello sossopra gli va.

Olivo
Presto, birbanti, presto…
(di dentro)

Camillo
Ecco il signor Olivo.

Matilde
Seguito a spolverar.
(riprende con fretta la spazzola, e spazzola)

Camillo
Conteggio e scrivo.
(si ripone a scrivere con attenzione)

Olivo
(dalla comune entrando in collera seguito da Diego e da due servi, e gridando verso la porta)
Spendo, e spando i miei contanti
Per dar pane a voi, birbanti!
Balzo appena fuor del letto,
Son costretto a tarroccar.
Cosa mai di quanto dico,
Cosa fa questa canaglia?
Tocca a me come all’antico
Podestà di Sinigaglia,
Tutta quanta la giornata
Comandare e far da me.
Poi dirà quel mio fratello,
Che ho nel petto un cuor d’un orso,
Che ho il Vesuvio nel cervello,
La tempesta nel discorso,
Che una furia scatenata
Sembro a lui da capo a piè.

Camillo, Matilde e Diego
(ciascuno da sé)
(Oh, che critica giornata
Si prepara per mia fé.)

Olivo
(a Matilde)
Ella non spolvera? Si è addormentata?
(a Camillo di cui osserva le carte)
E la sua penna, forse è incantata?
Fatto ha quel conto? Che mammalucco!
Buono da nulla, testa di stucco.

Columella
Ossequiosissimo, obbedientissimo
(entrando saltando ed inchinandosi profondamente)
Servo umilissimo del mio carissimo.

Olivo
(Perché di rabbia m’ardan le viscere?
Quest’altro canchero chi lo mandò?)

Columella
(a Matilde)
Ragazza bella, donna Isabella
Di Columella non domandò?

Matilde
(a Columella)
Bel Columella, donna Isabella
Ancor di letto non si levò.

Diego, Camillo e Olivo
Fra questo, e quello nel mio cervello
Sento un martello trò trò trò:
Già svaporando va il mio cervello,
E la pazienza perdendo vo.

Parte del Coro
Ecco i campioni dei coloniali.

Altra Parte
Voi, qui, firmate queste cambiali.

Altra Parte
Ecco le lettere.
(circondando Olivo)

Seconda Parte
Sottoscrivete.

Terza Parte
Signor leggete.

Prima Parte
Guardate qua.

Columella
(vicinissimo ad Olivo, gridando, ed inchinandosi)
Signor Olivo, dormito ha bene?

Olivo
Ma, caro, il timpano m’assordirà.

Camillo e Matilde
Signore, uditeli: non v’inquietate.

Diego e Columella
Volano
Subito quando parlate.

Cori
Voliamo,
Ma che bisbetico, che strano umore!
Subito s’altera, monta in furore.
Cavallo indomito, rotta la briglia,
Saltar per aria fa la famiglia.
Signor, calmatevi, per carità,
O qualche arteria vi scoppierà.

Olivo
Non fate strepito: non mi seccate:
Non voglio chiacchiere: andate, andate.
Già dalla collera mi bolle il core,
Già sento crescere il mio furore.
La benda calami sovra le ciglia,
Fo un terremoto, fo un parapiglia;
Ma, via, silenzio, per carità,
O qualche arteria mi creperà.
Qua le lettere, qua!
(prendendo le lettere, ed osservando li caratteri)
Monsieur Le Bross non scrive! che sarà?

Matilde
(Che si fosse affogato!)

Olivo
(a Diego)
Andate al porto,
Se da Cadice arriva qualche nave,
E v’è lo sposo di mia figlia, a volo
Venite ad avvisarmi.

Columella
Non s’incomodi.
(arrestando Diego che sta per partire)
Scusi, signor Olivo:
Spicco tre salti, e ad obbedirla arrivo.
(parte)

Olivo
(a Camillo)
Che seccator! Quel conto sia sbrigato.
(a Matilde)
Spolveri, non stia in ozio.
(ai cori)
Scendiamo nel negozio:
Guardiamo i coloniali:
Date qua, date qua… no: le cambiali.
(ricusa le mostre, afferra le cambiali, e parte indispettito seguito da Diego e dai cori)

SCENA SECONDA
Matilde, Camillo, indi Isabella dal suo appartamento.

Matilde
Che bel temperamento.

Camillo
Morir… morir mi sento.
Monsieur Le Bross…

Matilde
È in mare e una procella
Vi potrebbe servir.
(guardando, ed alzandosi)

Camillo
Ecco Isabella.
Come palpita il cuor.

Matilde
Non fate scene,
Mio signor Caloandro.

Camillo
Ove son io?
Vacilla il cuore e il piè.

Isabella
Camillo mio!
Metà di questo cuor!
Di te sognando,
Te solo sospirando io mi destai.
Io non amo che te, crudel! Lo sai,
E dubiti, e sospetti?

Matilde
Rispondete
Brava, signora! Ancora voi piangete!

Isabella
Come vuoi che freni il pianto
Mentre piange il caro bene,
Se sognando le sue pene
Palpitando il cuor mi va?
Ma ti calma, o mio tesoro:
Tu di me sospetti invano.
Questo cuore, questa mano
Chi non amo, non avrà.
Quando Isabella detto ha di sì,
Delitto è il piangere: sarà così.
Se la mia stella si cangia un dì,
Forse… chi sa?
Vedrò sorridere felicità.
E in invidiabile nodo gradito,
Fra care imagini da sé rapito,
Le lunghe e barbare smanie d’amore
Per gioco il cuore rammenterà.

Matilde
Dunque, speriamo; forse
La sorte cangerà, signori miei,
Non è cascato il mondo.
C’è Matilde per voi. Chi in me non spera
Non mi conosce appien. Son cameriera.

Camillo
Ma se arriva lo sposo?

Matilde
Ci son io.

Isabella
Il papà fa paura al sol vederlo.

Matilde
E voi non lo guardate.

Isabella
Lo zio non serve a nulla.

Matilde
Voi sbagliate.
In questo caso a noi fa più vantaggio
Un scioccon come lui, che un furbo e un saggio.

Isabella
Il tempo stringe.

Matilde
Stringa.
Ad esser cauti impegna,
E la necessità gran cose insegna.

Isabella
Tu dici ben, mia cara; ma non posso
Comandare al cuor mio;
Io non fo che tremare.

Camillo
E tremo anch’io.

Matilde
Sì: da bravi! Tremate.
Col tremar che si fa? Rabbia mi fate.

Isabella e Camillo
Non sa che sia dolor
Chi non provò finor
Quello ch’io sento.
Vivere nel martir,
Frenare anche il sospir,
Questo è tormento!

Matilde
Lasciamo tante smorfie:
Pasquale si avvicina,
(a Camillo)
Tornate a fare i conti.
(a Isabella)
Sedete, signorina.

Camillo
Cara.

Isabella
Caro.

Matilde
Ma presto.

Isabella e Camillo
Oh, pena!

Matilde
Ci vuole un po’ di scena.
Animo, gli occhi bassi.
Modestia e serietà.

Camillo e Isabella
O fato spietato! Terribili istanti!
Vedere, tacere, mio bene, dovrò.
Co’ i sguardi tremanti,
Co’ i balzi del cuore,
Che smanio d’amore
Che peno dirò.
Mia sempre sarai:
Tuo sempre sarò.

Matilde
M’avete annoiato:
Non servono i pianti.
Sedete, tacete,
O adesso men vo.
Lo zio viene avanti:
Se scopre l’amore
La flemma in furore
Cangiata vedrò.
Or fioccano i guai;
Sedete, o men vo.
(prende la calza, dà ad Isabella da cucire, va, e torna alla porta comune ed obbliga Camillo ed Isabella a sedere)

SCENA TERZA
Isabella lavorando vicino a Matilde, con capo basso e non alzando gli occhi, Camillo al suo tavolino affettando concentrazione nel compilare un conteggio; indi a suo tempo Pasquale in veste da camera, pantofole e berretto sulla porta comune ascoltando, mostrando godimento e poi avanzandosi pian piano.

Matilde
(piano ai due)
(Zitti: al posto,
Coraggio: non tremate.) Sì, signora,
Che ci volete far? Ci vuol pazienza.
C’è una gran differenza
Fra il papà così brusco e il naturale
Di quel nostro carissimo Pasquale.
(Sta vicino alla porta.) Ah! sir cospetto!
Se fossi ancor ragazza
Per quel Pasquale io diventavo pazza.

Camillo
Ti compatisco: è un uomo tanto buono;
Che il miglior non si dà.

Matilde
So che lo sposo
Che si attende di fuori,
(Spero che non arrivi.) rassomiglia,
Ma tanto, tanto al vostro caro zio
Al carattere, al tratto;
Che del nostro Pasqual sembra il ritratto.

Isabella
Ah! lo volesse il ciel!

Matilde
Via state allegra,
Se rassomiglia a lui, felice voi.
(Sta qui, ci sente, e gode.) Padroncina,
(Pasquale ora s’avanza, ora retrocede giubilando.)
Da giovanotto quel signor Pasquale
Dev’esser stato bello bello assai.

Isabella
No: scordarmi di lui non saprò mai.

Pasquale
Bravi! Cari! Benedetti!
Che modello di famiglia!
Qui va tutto a meraviglia,
Tutto in regola qui sta.
Si lavora? Grazie. Grazie.
Vieni, prendi una ciambella.
È una vera tortorella,
Un estratto di bontà.
Sempre conti! Studii troppo.
Bada a te: ti ammalerai.
Magro, magro diverrai,
La salute se n’andrà.
Sottil sottile son diventato
Perché da giovane troppo ho studiato.
Ero grassotto, tondo, geniale;
Ora son l’ombra del fu Pasquale.
Da ragazzotto davo speranze,
E leggi leggi, e scrivi, scrivi,
Di ventun anno le concordanze
Facevo a mente dei verbi attivi.
Tutti dicevano: che bel talento!
Oh? come vola! Pare un portento?
Ma una tossetta io m’acquistai;
A poco, a poco mi dimagrai,
E secco secco restai così;
E la gramatica, e il dizionario
Mandato ho al diavolo fin da quel dì.
Tu sposa diventi, tu madre sarai,
Un tenero figlio fra un anno vedrai;
Ma senti il consiglio che zio ti darà.
Ricorda il proverbio: d’un morto dottore
Un asino vivo è sempre migliore
E un asino grasso più caro sarà.

Tant’è, Camillo mio: lo studiar troppo
Logora la vita. Isabellina! Cara!
Mi sbaglio, o tu non sei
Del tuo solito umore? Ragazzaccia!
Io lo so che cos’è. Non ci son lettere
Del futuro tuo sposo. Nipotina!
Se non vi son lettere, buon segno,
In persona verrà; anzi ha già scritto
Ad Olivo tuo padre,
Che, caso mai, la folla degli affari
Lo sequestrasse in Cadice,
Per maniera più pronta e più sicura,
Egli ti sposerebbe per procura.

Camillo
(Peggio! Che ascolto mai!)

Pasquale
Senti, Isabella:
Se manda la procura, tu non sai
Chi fo procuratore?
Non te lo dice il cuore? Camilluccio
Bravo procurator proprio stampato,
Un che fa conti come un avvocato!

Camillo
(Io mi sento morir.)

Isabella
(Mi vien da piangere.)

Pasquale
Che! tu piangi? Perché?

Matilde
Via, rispondete?
Poverina! quel lasciare il caro zio,
Il suo caro Pasquale
Le fa… capite bene?… le fa male.

Pasquale
Zitta… non pianger… no… che benché vecchio
M’azzarderò per mare.
Ti verrò, quest’altr’anno a ritrovare.

Olivo
(di dentro a voce alta)
Pasquale!

Isabella
Caro zio!
Ecco il papà… la man vi bacio: addio.
(parte in fretta nelle sue camere)

Camillo
Discendo nel negozio.
(parte come sopra per la comune)

Matilde
Seguo la padroncina.
(parte come sopra)

Pasquale
(guardandosi intorno)
Che deserto!
Fsct! Son tutti spariti. Me la godo.
Appena il Can de’ Tartari respira,
Battono il Marco sfila,
Come avessero l’ale.

Olivo
(di dentro a voce altissima)
Ma, Pasquale! Pasquale!

Pasquale
Vengo, vengo.
Che diversi cervelli!
Lui fuoco! Io gelo! Eppur siamo fratelli!
(parte lentamente)

SCENA QUARTA
Sull’innanzi portico con colonne ad uso di caffè; in fondo porto di mare. Arriva un bastimento, ne sbarcano i marinari, che vengono a bere il rum nel caffè; indi scende Monsieur Le Bross da viaggio. Poi Columella s’avanza, parla con i marinari, che gli accennano Monsieur e parte allegro.

Coro di Marinari
Dopo l’orrendo torbido nembo
Che sì tremendo ne minacciò,
Ai flutti in grembo volò la nave,
Aura soave, per noi spirò.
(Si veggono de’ facchini trasportare dei bauli e valigie dalla nave.)
Ed ora in porto in compagnia
Fra i lieti brindisi, fra l’allegria,
(bevendo; indi tornando sulla nave)
Ogni tiranno sofferto affanno
In preda al vento s’ha da mandar;
Che bella vita ch’è il marinare!
No, più gradita, non si può dar.

Bross
Grazie, clementi Dei! Dolce è a quest’alma
Dopo tante tempeste e tante pene
Toccar le amiche arene;
Qui nel sen della calma
Alfine a respirar. T’aspetta amore,
T’invita l’amistà, povero cuore.
Parea, che irato il vento
Sull’elemento infido
Dal sospirato lido
Mi respingesse ognor;
Ma alfin calmato il nembo,
Volo felice appieno
Dell’amistade in grembo,
In seno dell’amor.
Monsieur Le Bross? Che cosa fai?
Moglie per lettera tu prenderai
Senza conoscere se t’ama o no?
Questi spropositi io non li fo.
Io son filosofo, son uom di mondo:
Io con le femmine non mi confondo:
A un colpo d’occhio capir saprò
E forse solo ripartirò.
Io voglio un cuore caldo d’amore,
Voglio una femina bella e sincera.
Se bella e fida la troverò,
Contento appieno allor sarò.
Dal mio signor Olivo, inaspettato
Giungerò, osserverò. Gatta nel sacco
Non son uso a comprar. Caffè. Sospetta
(gli recano il caffè, che beve a sorsi. Parlando fra sé)
M’è la gran dowery, ed io
Non isposo i danari.

SCENA QUINTA
Columella dal fondo con Olivo e Pasquale.

Columella
(fra loro)
È lui senz’altro.

Pasquale
Bravo! Bravo amicone!

Olivo
(sgarbato)
Mille grazie!

Bross
Spesso le ricche doti
Si danno per compenso ai gran difetti;
Ma una donna lunatica, biliosa,
Etica, attratta non sarà mia sposa.
Pagatevi: no, resti non ne prendo.
(pone una moneta nel gabarrè, e ricusa il resto)

Pasquale
Oh! benedetto! Non è niente avaro.

Olivo
Mi rincresce che gitti il suo danaro.

Columella
Eccolo.

Bross
(alzandosi)
Andiamo: il core
Ha gran curiosità.
(nel volgersi è circondato dai tre, che lo abbracciano)

Pasquale, Olivo e Columella
Fermo, signore.

Pasquale
Alto là, signor mio bello.

Olivo
Si trattenga due momenti.

Columella
Ai futuri suoi parenti
Un amplesso negherà?

Bross
Qual sorpresa all’alma mia!
Qual trionfo inaspettato!
Par che brilli il cor beato
Fra i piacer dell’amistà.

Columella
(facendo replicati inchini)
Tutto merito del vostro
Servitore profondissimo;
Che a cercarvi velocissimo,
E con lor tornato è qua.

Pasquale
Da che a balia t’ebbi dato
Non t’aveva più veduto
Ma, per Bacco! sei cresciuto
In bellezza, e quantità.

Olivo
Quell’austero suo contegno,
Quel disprezzo, quell’orgoglio,
Nel mio genero li voglio
Per primiere qualità.

Olivo, Pasquale e Bross
Ah! volate al seno mio!
Mi tornate ad abbracciar.
No, ch’esprimer non poss’io
Come ondeggia il cor nel petto.
Nella piena del diletto
Non lo posso più frenar.

Columella
(Che bocconi al ventre mio!
Oh! che salse io mi prometto!
Un gran pranzo io me l’aspetto;
Che mangiata io voglio far!)
Ma voi stanco, signore, sarete:
Sanfason, sanfason, qui sedete.
Eh! rosolio e biscotti qui fuori.
(Pagan tutto quei bravi signori.)

Bross
Ma chi è questi?

Olivo
Un stillato di noia.

Bross
È di casa?

Pasquale
Un brillante, una gioia.

Olivo
Anche il mare potrebbe seccare.

Pasquale
È un bel tomo che vale un Perù.

Columella
Vuole?… Brama?… Desidera?

Olivo
No.

Columella
Io gli onori per tutti farò.

Olivo
Galoppino!

Pasquale
Grazioso!

Olivo
Spiantato!

Pasquale
Nasce bene: è signor titolato.

Olivo
È un regalo del caro fratello.

Pasquale
Di facezie tien pieno il cervello.

Olivo
Ma per lui più non è casa mia,
Tollerarlo non voglio di più.

Pasquale
Dove sta, fa venir l’allegria,
Vo’ che resti, e non parta mai più.

Bross
(Come stanno in perfetta armonia!
Mai più giusto un accordo non fu.)

Columella
Benedetta! Ma che rattafía!
Alla testa è salita, e più su.

Olivo
Senza pompe, fra noi, questa sera
A mia figlia darete la mano.
L’ho educata da vero spartano;
Smorfie, vezzi, moine non sa.
Non ha voglie, sarà buona moglie,
Tutta cuore, candore, onestà.

Pasquale
L’ABC da me solo ha studiato;
Ché mandarla non volli alla scuola.
Con me sempre: non esce mai sola.
Timidetta non ha volontà.
Ella gioca: ma a briscola o all’oca,
Altri giuochi, lo giuro, non sa.

Bross
Di piacere, di gioia soave
A tai detti sfavilla quest’alma:
Fra i contenti di tenera calma
Giubilando il mio cuor balzerà.
Me beato! Fra poco invidiato
Il mio nodo da tutti sarà.

Columella, Olivo e Pasquale
Lui beato! Fra poco invidiato
Il suo nodo da tutti sarà.

Columella
Araldo epitalamico
Volo col lieto avviso.

Bross
Si fermi: all’improvviso
La sposa io vo a trovar.

Olivo e Pasquale
Bellissimo è il progetto,
Meglio non si può dar.

Olivo
Che perla che ti tocca,
Che tortora innocente!
Non ha la lingua in bocca;
Di mondo, non sa niente!
Se giri tutto il mondo
Per quanto è largo e tondo,
No, che una moglie simile
Trovar non si potrà.

Columella
Che perla che le tocca,
Che tortora innocente!
Non ha la lingua in bocca;
Di mondo, non sa niente!
Se gira tutto il mondo
Per quanto è largo e tondo,
No, che una moglie simile
Trovar non si potrà.

Bross
Che perla che mi tocca!
Se è tortora innocente,
Se lingua non ha in bocca,
Di mondo non sa niente…
Ho viaggiato il mondo
Per quanto è largo e tondo;
No, che una moglie simile
Trovar non si potrà.

Pasquale
Io spero che a dozzine
I figli nasceranno.
Nepoti e nepotine:
Pasquale, chiameranno.
Avrò un bamboccio in braccio,
Un altro per la mano,
E un terzo più lontano
Correndo inciamperà.
(da sé sceneggiando)
Alzatevi: badate:
Andate da papà.
(Partono uniti.)

SCENA SESTA
Sala comune come nella Scena Prima. Isabella leggendo; indi Matilde, poi Diego.

Isabella
(entra leggendo, indi smaniosa chiude il libro)
No, possibil non è. Calma non trovo:
Invan distrarmi tento;
Tutto rende più crudo il mio tormento.
Vanne: inutil mi sei.
(gitta il libro)
Un dì gli affanni miei
Tu rattempravi almeno;
Ora mi spargi in seno
Fredda noia importuna.

Mentre sta gemendo smaniosa viene sorpresa da Matilde, ch’entra e con simulata collera le dice:

Matilde
Io le ho detto, o mia signora,
Che non vo’ malinconia;
Altrimenti alla buon’ora
Io la mando e vado via.
Patti chiari: parlo tondo.
Faccia allegra, o me ne vo.

Isabella
Ah! Matilde! I casi miei
Mi faran morir d’affanno.
Nel mio caso tu non sei;
Non aspetti il tuo tiranno.
Se Camillo non è mio
Disperata io morirò.

Matilde
Non mi state a far la pazza:
Vergognatevi, ragazza.
State allegra, il matrimonio
Senza voi non si farà.

Isabella
Io per me divento pazza.
Voglion morta una ragazza.
Fatto appena il matrimonio
Isabella è morta già.

Diego
Il padrone.

Matilde
Quale?

Diego
Il burbero.
(Isabella fugge via.)
E con lui… Scappata è già.

Matilde
Ah! ah! ah! mi vien da ridere.

Diego
Quasi a volo se ne va.
(Partono.)

SCENA SETTIMA
Pasquale introducendo Monsieur Le Bross.

Pasquale
Mobili di mio nonno:
Guarda, mio caro amico.
Noi siam di taglio antico:
Seguir la moda… Oibò.
Ma in tanti bei dobloni
La dote conterai.
Un pacco di rusponi
Da me in regalo avrai.
E morto me;… ma questo
Più tardi che si può…
Tu già capisci il resto:
Mezzo million ce l’ho.

Bross
(Ohimè! da quel che vedo,
Se il calcolo non sbaglia,
Credo che un’anticaglia
La sposa ancor sarà.)
Parente mio garbato,
L’oro lo stimo un nulla,
Non sono interessato.
Ho chiesto la fanciulla.
Capite ben… se è matta
L’oro non servirà.
Se è gobba, o contrafatta,
Caro, per me non fa.

Pasquale
Signor! lei come parla!
È dritta come un fuso.
È savia, e circa il muso,
Figuri… veder me.

Bross
Parente mio, scherzavo,
Parlando della sposa.
(Sarà qualche noiosa
Più amara del caffè.)

Pasquale
Allor che la vedrai…

Bross
Allor che la vedrò…

Pasquale
Di stucco resterai…

Bross
Di stucco resterò.

Pasquale
Io sono sano, e libero.

Bross
Chi mai ve lo contrasta?

Pasquale
È mia nepote, e basta.

Bross
Non v’è difficoltà.

Pasquale
È ver che ho sessant’anni;
Ma non ho già malanni:
Pasquale, il suo fandango,
Se vuole, ballerà.
(ballando, e traballando)

Bross
(Fra i matti capitato
Il mio cervello è andato.)
Per carità si fermi!
Badi che cascherà.
(sostenendolo, perché non cada)

Scena Ottava
Olivo di dentro; indi in scena seguito da Diego, Columella e Camillo con fogli in mano.

Olivo
Ehi! Diego… Camillo!
(di dentro con voce alta e dispettosa)
Scendete qui a basso.

Bross
Cos’è questo strillo?
Cos’è quel fracasso?

Pasquale
È l’orso arrabbiato,
È il caro fratello,
Che perde il suo fiato
Con questo e con quello,
E senza polmoni
Alfine morrà.

Olivo
Non soffro ragioni.
(entrando burbero in collera)
Risposte non voglio.
Pitocchi! Bricconi!
Ripieni d’orgoglio.
(a Diego)
Il quarto si spazzi,
È qui il forastiere.

Diego
(E sempre strapazzi!)
(parte)

Columella e Bross
(Che dolci maniere!)

Olivo
(a Camillo)
Il conto faceste?

Camillo
(gli dà i fogli)
Il conto ecco qua.

Olivo
(osservando i fogli e parlando a Monsieur Le Bross)
Mia figlia vedeste?

Camillo
(che sta rivolto discorrendo con Pasquale)
(Chi è mai quel signore?)

Olivo
Mia figlia vedeste?
(scuotendo Monsieur Le Bross, che con la testa fa cenno di no)

Camillo
(Mi palpita il cuore.)

Olivo
(a Camillo, che sta astratto)
Chiamate Isabella:
Non fate l’astratto:
Chiamate Isabella.
(con dispetto scuotendolo sgarbatamente)
Ma che siete matto?

Columella e Pasquale
(ciascuno da sé)
La rabbia, il dispetto
Convulso lo fa.

Olivo
(La rabbia, il dispetto
Convulso mi fa.)

Camillo
La rabbia, il sospetto
Convulso mi fa.

Olivo
(gridando dispettosamente verso la porta a destra)
Isabella!… Isabella!

SCENA NONA
Isabella dalla porta a destra accorrendo, bacia la mano ad Olivo, e per la posizione in cui stanno non s’accorge di Pasquale e di Monsieur Le Bross; dopo Matilde e cori.

Isabella
Caro padre! Al primo cenno
Vola a voi la vostra figlia.
(Perché mai su quelle ciglia
Non v’è un lampo di bontà!)

Olivo
Obbedienza. Un tuon più basso.
Vo’ rispetto da mia figlia.
Su la testa. Su le ciglia.
Meno smorfie. Ferma là.

Bross
(Forme svelte, assai leggiadre!
Bella bocca, belle ciglia!
È un tesor se rassomiglia
Al suo volto la bontà.)

Pasquale
Monsù Bross, cosa ne dite?
Non è ver? Mi rassomiglia?
Brava madre di famiglia
A suo tempo diverrà.

Columella
(da sé)
(È un vaghissimo idoletto.
È l’ottava meraviglia.
Vibra fuoco dalle ciglia.
Vince un terno chi l’avrà.)

Camillo
(da sé)
(In veder come maltratta
Quella povera sua figlia,
Freddo ho il pianto sulle ciglia;
Avvampando il cor mi va.)

Pasquale
Isabella… hai da sapere,
(avanzandosi con dolcezza)
Più non serve la procura…

Olivo
Meno ciarle: a dirittura.
(interrompendolo bruscamente, e presentando con aria feroce Monsieur Le Bross)
Il tuo sposo, eccolo.

Isabella
(gridando spaventata, ed ora abbassando gli occhi, ora alzandosi tremante, e rimanendo pallida sul momento)
Ah!

Bross
(Resta muta, sbalordita,
Vacillando il piè le va.
Il mio volto l’ha colpita;
Bell’effetto che le fa!)

Camillo
Ella mancando va.

Isabella
Soccorso… per pietà.
(vacilla)

Columella
Anima mia, son qua.
(accorrendo per sostenerla)

Olivo
Ma lei si faccia in là.
(cacciandolo, ed avanzando una sedia)

Camillo
Acqua, per carità.
(verso la porta di mezzo ed esce accorrendo)

Matilde
Quai grida! Che sarà.

Pasquale
Aceto, per pietà.
(accorrendo dalla porta a sinistra, e dall’altra in fondo)

Coro
Siam tutti, tutti qua.

Pasquale
Nipotina!… Isabellina!
Isabella… Isabelletta!
Tien la bocca stretta stretta,
Fredda fredda è fatta già.
Ah! finisce in un deliquio
Ogni mia posterità.

Bross
(Sta a veder che il matrimonio
Oggi in fumo se n’andrà.)

Columella
(Camillo torna con l’acqua)
Ecco l’acqua… Piano.
(Columella gli toglie il piatto e bicchiere, nel recarla innanzi urta in Olivo e tutto gli cade)

Olivo
Bestia!

Bross
(Me la godo in verità.)

Olivo
(gridando forte)
Isabella!

Pasquale
La stordite.
(ponendo la mano su la bocca d’Olivo)

Matilde
(sottovoce tremando)
Padroncina!

Camillo
Signorina!

Isabella
(scuotendosi)
Ah!

Pasquale
Rinviene.

Isabella
Compatite.
(alzandosi)
Fu un vapore, un mal di cuore;
Passerà… sì!… passerà.

Bross
(Ma l’affare, ci scommetto,
Netto netto non sarà.)

Olivo
(ad Isabella tirandola a parte)
Meno smorfie, o, ti prometto,
Un fracasso nascerà.

SCENA DECIMA
Diego dalla porta di mezzo e detti.

Diego
Quando vogliono: è già in tavola.

Pasquale
Bravo, Diego! Pranzeremo,
Qualche brindisi faremo:
Dopo poi si parlerà.

Tutti meno Pasquale
Una folla di pensieri
Mi bisbiglia nella testa.
Come il flutto che in tempesta
Mormorando, soffia il vento,
Lento lento increspa l’onda,
Poi l’incalza sulla sponda,
E travolte, raggirate,
Sottosopra rovesciate
Fa le navi naufragar.
Ah! scintilli un raggio amico,
Spiri un zefiro sereno,
E quest’alma torni almeno
Un momento a respirar.

Pasquale
(ad Isabella)
Come va? Ti senti meglio?
Manco male: non fu nulla.
(a Monsieur Le Bross)
Fu sorpresa la fanciulla.
(ad Olivo)
Ma non farla spaventar.
(a Diego)
Che vi sia dello sciampagna
Ch’elettrizza e dà vigore.
(a Camillo)
Ma tu cangi di colore?
(a Columella)
Tu stai male? Poverino!
V’è un ragù con un budino;
Che polpette, che salsette!
Columella! Che mangiar!
(da sé guardando tutti)
Ma qui stanno con la mutria.
Stralunati voltan gli occhi
Sciocchi, sciocchi, sciocchi, sciocchi!
Vanno ai pazzi a galoppar.

ATTO SECONDO

Sala comune.

SCENA PRIMA
Olivo passeggiando furiosamente, e Pasquale seduto prendendo tranquillamente tabacco, poi Isabella in abito elegante, e Monsieur Le Bross.

Olivo
Siete un asino calzato.

Pasquale
Persuaso non ne sono.

Olivo
Un bertoldo, un insensato.

Pasquale
Ci ho le mie difficoltà.

Olivo
Voi cervello non avete.

Pasquale
Non ne sono persuaso.

Olivo
Voi parlate sempre a caso.

Pasquale
Non lo credo; ma sarà.

Olivo
Se s’inquieta il forastiere
Nascer faccio un parapiglia
E la casa in aria andrà.

Pasquale
Ma ci vogliono maniere,
Buone grazie con la figlia,
E un tantin di carità.
È ragazza innocentina,
È una semplice colomba;
E voi… punf! come una bomba
Il marito, eccolo là.
(contrafacendo Olivo)

Olivo
Figlia è sempre: io qui comando.
Vo’ che basti un cenno mio.
Chi si oppone paghi il fio
Della sua temerità.

Pasquale
Meno fuoco.

Olivo
Meno flemma.

Pasquale
Voi di flogasi morrete.

Olivo
Meno flemma.

Pasquale
Voi di flogasi morrete.

Olivo
Voi di stucco resterete.

Pasquale
Non importa.

Olivo
Tanto fa.
Sì, che questo è il mio sistema:
Chi non m’ama, che mi tema!
Sono Olivo: son padrone.
M’obbediscan le persone;
Chi resiste al mio volere
Del mio sdegno tremerà.

Pasquale
E con questo mio sistema
M’aman tutti, nessun trema.
Son Pasquale. Son padrone.
Sono il cor delle persone.
Bramo sol di far piacere,
Non ho altra volontà.
Ma, Olivo mio, con quelle manieraccie
Fai tutti spiritar. Senti: vedrai,
Che quando l’Isabella
Avrà un tantin parlato
Con la futura sua cara metà,
Io ci scommetto, che si cangerà.
Verba ligant hominibus,
È un proverbio, lo sai,
Ed i proverbi sono vecchi assai.

Olivo
Per questa volta sia come volete.
Andate da mia figlia;
Io vado da Le Bross; ma… caso mai…

Pasquale
(Flemma, non mi scappar.) Ma vedrai,
Isabellina!… Brava!… Ben vestita!
Hai una gran cameriera!

Olivo
Le nozze si han da far prima di sera.
(tornando con Le Bross)
Parlate… Due parole…
Già due parole bastano…
(a Le Bross)
Pronto è il danaro…
(ad Isabella)
Non fate smorfie. Mando dal notaro.

Pasquale
Ragazzi! Vado e torno.
(da sé guardandoli)
Sto là dentro: capite?
Preparo di rusponi un bel pacchetto.
Bello lui… Bella lei!… Ambo perfetto!
(parte)

SCENA SECONDA
Isabella, Monsieur Le Bross, indi Matilde con fazzoletto da sudore, che di quando in quando si fa vedere.

Bross
(tira innanzi una sedia, e fa cenno ad Isabella che sieda, indi tirandone innanzi un’altra per sé dice)
(È una bella ragazza!)

Isabella
(Ei parli il primo;
Io non comincio certo.)

Bross
(con aria piacevole)
State meglio?

Isabella
Così, così.

Bross
Isabella! che vi pare
Del vostro sposo? Dite:
Sincerissimamente,
Vi piaccio o non vi piaccio?

Isabella
(Or or gli sparo un no.)

Bross
Nel primo incontro
Vi ha palpitato il cuor?… Non rispondete?
Vi ha palpitato, o no?

Isabella
(non alzando mai gli occhi)
(Ma che pazienza!
Vuol che palpiti a forza! )

Bross
Ascoltatemi:
Amoroso io sarò. La gelosia
Lungi da casa mia. Di mal umore
Mai non si parlerà. Stima ed amore
Nascer per voi faran giorni ridenti.
Tutto per voi farò. Contenta siete?

Isabella
(cominciando a guardarlo)
(Se ci fosse Camillo, anch’ei direbbe
Che non discorre male.)

Bross
Ebbene?

Isabella
Ebbene.
Voi siete d’un carattere, che incanta.

Bross
Che incanta! Oh! benedetto
Quell’incanta!…

Matilde
Signora il fazzoletto.
(recandole il fazzoletto; indi rapidamente parlandole piano)
Scusi. (Coraggio. Ebbene non parlate?
Spirito: presto.) Serva.
(parte)

Bross
Io già prevedo
L’avvenir molto bello.

Isabella
(Ed io lo credo
Brutto, ma brutto assai.) Io vi dovrei
(incerta)
Confidare una cosa…

Bross
(con cordialità)
Sì, sì, mia cara sposa.

Isabella
Non vorrei…
Temo, che poi vi spiaccia…

Bross
No, se voi me la dite.

Isabella
Il ciel lo faccia.
Voi veniste da Cadice a Lisbona…

Bross
Sì, venni solo, sì, Isabella mia;
Ma ritornerò fuori in compagnia.

Isabella
Oh! qui stanno le mie difficoltà.

Bross
(sorpreso assai)
Come!

Isabella
(subito)
Per carità!… Non v’inquietate.

Bross
Anzi rido.

Isabella
Davver?

Bross
Ma sì, parlate.

Isabella
È un affar serio.

Bross
Meglio!

Isabella
Grande assai.

Bross
L’udirò con più gusto.

Isabella
(Eppure è caro!)

Bross
Non mi fate aspettar, mio dolce amore.

Isabella
(piano)
Sappiate… che il mio cuore…
(prestissimo)
È prevenuto per un’altr’oggetto,
Ch’amo riamata. (Oh! manco mal!
L’ho detto.)

Bross
Isabella! Voi scherzate?
(con serietà alzandosi)
No, ch’io crederlo non so.

Isabella
Mio signor, se v’alterate
(con ingenuità alzandosi)
Tacerò, vi sposerò.

Bross
Grazie, grazie; ma voi siete
Quella tortora innocente,
(con ironia)
Che di mondo non sa niente,
Ch’è una perla di bontà!

Isabella
Eh! mio caro, all’improvviso,
Basta un guardo, e nasce amore;
Desta un fuoco dentro al cuore;
Quando è in fiamme il cor lo sa.

Bross
(da sé guardandola)
(Ha una grazia che m’incanta,
M’innamora, il cor mi tocca.
Sa con arte far la sciocca
Nella sua semplicità.)

Isabella
(da sé)
(So tacer se tacer devo;
So parlar quando mi tocca:
Qualche volta il far da sciocca
È per me necessità.)

Bross
Da quanto tempo voi amoreggiate?

Isabella
Sarà… all’incirca… da un anno fa.

Bross
Ma voi di casa non uscivate
Senza Pasquale, senza papà.

Isabella
Mi fate ridere… cosa importava?
Se l’amichetto viveva qui?

Bross
Altro che briscola!… qui in casa stava!

Isabella
Ma, non parlate: qui in casa, sì.

Bross
Perché non dirlo col genitore?

Isabella
(battendosi una mano in fronte e passeggiando in fretta)
È così burbero; non ebbi cuore.

Bross
È un affar serio!

Isabella
(spaventata seguendolo)
Non v’accendete;
Se lo volete, vi sposerò.

Bross
(con piacevolezza scherzando)
No, non s’incomodi, obbligatissimo.
(Solo solissimo ripartirò.
Povera giovine!… Mi fa pietà.
Farne una vittima è crudeltà.)
(con dolcezza)
Terni le lagrime, cara, non piangere:
La sorte barbara si cangerà.

Isabella
Ad una misera negar pietà,
Farne una vittima è crudeltà.
Non è possibile: lasciami piangere.
La sorte barbara m’opprimerà.

Bross
Ma adesso come fare?

Isabella
Davvero, io non lo so.

Bross
Tutto conviene svelare;
E a Olivo io parlerò.
Eccolo: in due parole…

Isabella
(spaventata all’estremo)
Adesso… adesso no.

Bross
Prudenza assai ci vole.
Il punto io troverò.
Non dubitar, mia vita:
(prendendola per la mano)
Apri alla speme il core.
Dai palpiti d’amore
(con espressione)
Respirerai per me.
(da sé)
(Esprimer quel ch’io sento
In sì fatal momento
Possibile non è.)
(ad Isabella)
Tutta t’affida a me.

Isabella
A te m’affido, o caro:
Apro alla speme il core.
(con espressione)
Dai palpiti d’amore
Respirerò per te.
(da sé)
(Esprimer quel ch’io sento
In sì fatal momento
Possibile non è.)
(a Monsieur Le Bross)
Tutta m’affido a te.

Isabella corre nelle sue stanze. Monsieur Le Bross parte dalla comune.

SCENA TERZA
Matilde dall’appartamento d’Isabella e Columella pensieroso dalla comune.

Matilde
Tutto, tutto ho sentito.
Lasciate fare a me. Conviene pian piano
Il padre preparar… questi è a proposito.
Ah!

Columella
Cosa avete?

Matilde
Cos’ho? Cospetto!
Cane!

Columella
Chi è cane?

Matilde
Voi: d’amor ferite
Le ragazze innocenti e le tradite.

Columella
Ti giuro su i miei feudi…

Matilde
Eh! via, briccone!
La povera Isabella…

Columella
Oggi si sposa…

Matilde
No, non si sposa più. Non s’era accorta
Che moriva per lei? Lagrime… guardi,
Sospiri, svenimenti… La ragazza
Fanatica per voi.
Tutto ha narrato al forastier, ma poi
Or non le regge il core
Di dirlo al genitore.

Columella
(Questa è un’acqua di maggio!)
L’avrò ben io coraggio.

Matilde
Or ve lo mando.
Parlate da par vostro.
Una cosa alla volta.
Non gli dite, che voi siete quel tale.
Vediam come la intende al primo tratto.

Columella
Sì, brava! Dici bene.

Matilde
(Il colpo è fatto.)
(parte dalla comune)

SCENA QUARTA
Columella, indi subito Isabella dal suo appartamento.

Columella
Che fortuna!

Isabella
Matilde?

Columella
Isabellina!
M’ha detto tutto.

Isabella
(Incauta!)

Columella
E che? Arrossite?
Al vostro genitore
Io parlerò.

Isabella
Davver?

Columella
Ve lo prometto.

Isabella
Ecco il papà. Qualche nuova attendo.
(rientra nel suo appartamento)

SCENA QUINTA
Olivo e detto.

Olivo
(Che vuol questo balordo?)

Columella
Ossequiosissimo.

Olivo
Padron riveritissimo…

Columella
Vorrei…

Olivo
Danari a forastieri non ne presto.

Columella
Danari? Ne ho diluvio…

Olivo
Dunque, presto;
Perché aspetto il notaro
Per concludere le nozze di mia figlia…

Columella
Appunto, appunto, appunto. Non s’affretti,
Che forse la precipita.

Olivo
Che dice?

Columella
Figuriam, per ipotesi,
Che la vaga Isabella
Incontrata si fosse in una faccia
Di quelle… mi capisce? In certi meriti
Grandi, straordinari,
Un onesto amore
Lecito è sempre.
Caso non impossibile… m’intende?
Che fosse innamorata?… Dica lei
Che pensarebbe far?

Olivo
Che pensarei?
Ipotetico è il caso?

Columella
Già.

Olivo
Reale
Il caso non è in nulla?…

Columella
Affatto, affatto.

Olivo
Oda cosa farei nel caso astratto.
Se il destino avesse scritto
Un sì strano avvenimento,
In ritiro sul momento
Fo la figlia galoppar;
E lo stupido insensato
Seduttore scellerato
Da un balcone a tombolone
Trabalzando io fo saltar.

Columella
Questa è un’ipotesi.

Olivo
Già… già… l’intendo.

Columella
Non è un’istoria.

Olivo
Già, già comprendo.
Se ad un’ipotesi io monto in furia,
Nel caso istorico che mai sarà?
(L’ho spaventato, l’ho sbalordito;
S’è ammutolito: fiatar non sa.
Ah! che un profondo nero sospetto
Da capo a fondo tremar mi fa!)

Columella
Un fedelissimo servo umilissimo,
Obbligatissimo lei vede qua.

Parte Olivo.

SCENA SESTA
Columella, indi subito Camillo.

Columella
(tremando)
È quartana senz’altro.

Camillo
La signora Isabella
Desidera sapere come è andato
Quell’affar con suo padre.

Columella
Veramente
Non troppo bene, ma non mi perdo.
Ditele che stia forte, ch’io non tremo,
Che sposi…

Camillo
Sposi?

Columella
Sì, sposi saremo.
(parte)

SCENA SETTIMA
Camillo e subito Olivo trascinando Pasquale.

Camillo
Come! Perfida! Sposi!

Olivo
Sotto voce.

Pasquale
Scusami, ma non sono persuaso.

Olivo
Proprio tragico è il caso.
Che Le Bross non lo sappia. Ancora voi
Uditelo, Camillo. L’Isabella
Fa in segreto all’amor coll’italiano.

Pasquale
Sarà; ma nel pensiero
Proprio entrar non ci vuole.

Camillo
È vero; è vero.
(fremendo di nascosto)

Olivo
Lo crederete adesso?

Pasquale
Io son trasecolato,
Petrificato.

Olivo
Or voglio strapazzarla.

Pasquale
Piano, piano;
Piano, per carità. Quando si tratta
D’affar di direzione di famiglia
Riportatevi a me.
Volete un soggetto veramente
Capace di parlarle?
(mostrando Camillo)
Eccolo qui. Talento
Non glie ne manca.
È ver che parlerai come conviene?

Camillo
Sì, se il volete.

Olivo
Se lo voglio? Tutta
Ti do la mia paterna autorità.
Le Bross intanto io tratterrò di là.
(parte)

Pasquale
Camillo! Parla bene.
Or te la mando qua. Ma… gran mondaccio!
Spalancar tanto d’occhi a cosa vale?
Farla a un uom come me?… Farla a Pasquale!
(parte)

SCENA OTTAVA
Camillo, indi subito Isabella.

Camillo
È sogno? È verità? Sembra impossibile!
Tanta fé, tanto amore
Come in un punto le svanì dal cuore!

Isabella
(Mio zio mi manda da Camillo.) Caro
Dimmi, dimmi, che vuoi?

Camillo
Cara! Che voglio?
(ironico, poi passando alla collera)
Dirti, che ti prepari
A sposare Le Bross; che si sa tutto.
Tutto, tutto si sa! Per Columella
Sospiravi in segreto;
Ma non lo sposerai;
A dispetto dovrai
Dar la mano a Le Bross. Lo vuole il zio,
Lo vuole il genitor. Io ti ringrazio,
Che m’hai tolto d’inganno.
Cuore finto, tiranno;
In compenso d’amore ora m’uccidi?
Ah! detesto il momento in cui ti vidi!
(fugge)

SCENA NONA
Isabella, subito Columella, e in disparte Le Bross.

Isabella
Sentimi! Oh ciel! Mi fugge! Ah, disgraziato
Infausto Columella?

Columella
(M’ha chiamato.)
(entrando guardingo)

Isabella
Crudel!

Columella
(Sì, sì: crudel! Son stato quasi
Per capitombolar giù da un balcone.)

Isabella
Per dispetto
Quasi darei la mano al forastiero.

Columella
Ah! no: per carità: non sia mai vero.
(precipitandosi in ginocchio avanti ad Isabella)

Bross
(Questi…
Or capisco, è l’amante.)

Isabella
Lasciami, traditore.

Columella
(s’alza)
Idolo mio!
Che cangiamento è questo?

Isabella
Vanne, fuggi, t’invola, io ti detesto.

Columella
(a Le Bross)
Tutto per causa vostra.

SCENA DECIMA
Olivo, Pasquale, Camillo, un notaro, due servitori e detti.

Olivo
(di dentro)
Andiamo, andiam di sopra.
Vengan due servitori.

Columella
Umilissimo servo a lor signori.
(entra in fretta nella stanza, e torna poi a suo tempo)

Bross
È il papà col notaio. Che risolvi?
Vuoi parlar? Vuoi che io parli?

Isabella
Io non ho testa.
Parlate voi… Parlerò io… mi sento
L’anima lacerar.

Bross
Brutto cimento!

Pasquale
Anche voi, signor sì. Senza di voi
Qui non facciamo nulla.
(traendo Camillo)

Olivo
(Le hai parlato?)

Camillo
(Perorai, fulminai.)

Pasquale
(Ma quanto è caro!)
Adesso tocca a lei, signor notaro.
Ehi! parente? Ci siamo. Isabellina,
Or bisogna sforzar quella vocina.
Isabella, ora la voce
Tutta quanta fuor mettete.
Per marito lo volete?
Un bel sì; ma tondo…

Isabella
No.

Olivo e Pasquale
Come no?

Bross
Non v’alterate.
Chi padron fu mai del cuore?
Isabella a un altro amore
Da gran tempo s’infiammò.

Olivo
Voi mentite.

Camillo
(Qual cimento!)

Bross
Columella!… Columella!

Columella
È verissimo, Isabella
(uscendo rapidamente)
Sol di me s’innamorò.

Isabella
Non è ver: non lo credete.
È un equivoco:… sappiate…

Pasquale e Olivo
Zitta. Taci.

Bross
Favellate,
A salvarvi io penserò.

Isabella
Io non amo che Camillo.
È Camillo il mio tesoro,
Io Camillo solo adoro
E Camillo sposerò.

Olivo
Di tanta baldanza
M’opprime l’eccesso.
E quasi me stesso
Io creder non so.
La rabbia, il dispetto
Mi tronca gli accenti:
Ma trema… ma senti:
Feroce sarò.

Pasquale
Di febbre pazzesca
Fu questo un’accesso,
Per Bacco!… Ma adesso
Che cosa farò?
A me l’abbandona
Se tu ti contenti.
Sgridarla, ed i denti
Mostrarle saprò.

Camillo
D’amore, d’ardire
È giunta all’eccesso,
Ma palpito adesso;
Sperare non so.
La rabbia, il dispetto
Gli tronca gli accenti.
Spariste, o contenti!
Oppresso morrò.

Isabella
D’amore, d’ardire
Son giunta all’eccesso,
Ma palpito adesso;
Sperare non so.
La rabbia, il dispetto
Gli tronca gli accenti.
Spariste, o contenti!
Oppressa morrò.

Bross
Di tanto coraggio
M’opprime l’eccesso,
E quasi a me stesso
Io creder non so.
Son teco: fa cuore.
Invano paventi.
Consolati… senti.
Salvarti saprò.

Columella
Di tanta insolenza
M’opprime l’eccesso,
E quasi a me stesso
Io creder non so.
La rabbia, il dispetto
Mi tronca gli accenti.
Spariste, o contenti;
Pitocco morrò.

Olivo
Dunque, voi?… Ma non l’avrete.
Dunque lei?… Ma si vedrà.
In ritiro ve n’andrete.
Questa sera partirà.

Bross e Camillo
Ah! pensate: sospendete,
Mio signor, per carità.

Isabella
Ah! pensate: sospendete,
Padre mio, per carità.

Olivo
Un esempio alla romana
Voglio dare, e lo darò.

Columella
(Or che soffia tramontana
Come mai rimedierò?)

Bross, Camillo e Isabella
Ah! se avete un’alma umana…

Olivo
No.

Bross, Camillo e Isabella
Se avete il cor nel petto…

Olivo
No.

Camillo e Isabella
Del nostro casto affetto…

Bross
Del loro casto affetto…

Olivo
No.

Bross, Camillo e Isabella
Sentite…

Olivo
No, no, no.
Non mi cangio: inesorabile
Ho giurato, e ho detto no.

Pasquale
(Ah! di qualche scenuflegio
Testimonio diverrò!)

Bross
(Passeggiero è questo turbine,
E sfogar lo lascerò.)

Camillo e Isabella
Ah! che più del cuore i palpiti
Io calmare non potrò.

Columella
(Creditori, disperatevi,
Co’ miei debiti morrò.)

Bross
Miei signor, non sposo vittime:
Volo al porto sul momento.
Spira ancor propizio il vento,
E alla patria io tornerò.

Olivo
Fraschetta! Birbante! Per vostra cagione!
(scagliandosi convulso fra Isabella e Camillo)
Ma adesso all’istante ritrovo un bastone,
Vi stritolo il cranio, le spalle vi ammacco,
Calcare vi voglio con l’ossa in un sacco.
Parente, restate: fracasso non fate.
(correndo da Monsieur Le Bross)
Sposarvi Isabella per forza dovrà.

Pasquale
Parente, giudizio, parente, attenzione;
Qui fa un precipizio se piglia un bastone.
(raccomandandosi a Monsieur Le Bross)
Per certi affaracci Pasquale ci vuole.
Accomodo tutto con quattro parole.
Parente, restate, fracasso non fate.
Sposarvi Isabella per forza dovrà.

Bross
Di tanti strapazzi non v’è la ragione.
S’adopra co’ pazzi minaccia e bastone.
(a Pasquale)
L’affare è imbrogliato, Pasquale ci vuole.
Tentate aggiustarlo con quattro parole.
Lasciatemi. Andate, voi rabbia mi fate.
(ad Olivo)
No: mia l’Isabella giammai non sarà.

Camillo e Isabella
Pietade non sente, non ode ragione;
Ad un’innocente minaccia il bastone.
O povero cuore, sei nato agli affanni.
Ma sfidi il rigore degli astri tiranni.
No, no, non tremare: tacere, e sperare.

Camillo
È mia Isabella: mia sempre sarà.

Isabella
È tua Isabella: tua sempre sarà.

Columella
O caso dolente! O fato briccone!
Mi sveglio con niente, sognavo un millione.
Il plíffete e plàffete in fumo è svanito;
Speravo una dote morrò d’appetito;
Di stato tremare, ognor sbadigliare
La guercia mia stella per sempre mi fa.

Partono tutti.

SCENA UNDICESIMA
Matilde, Pasquale e Olivo.

Olivo
Sì: un esempio romano.

Pasquale
Dite bene.

Olivo
Matilde, il mio cappello.

Matilde
Sul momento.
(esce e torna col cappello)

Olivo
Costei l’avrà saputo?

Pasquale
Or la ricercherò. Di questo amore
(a Matilde, che torna)
Tu ne sapevi nulla?

Matilde
Ma vi pare, signor?

Pasquale
(piano ad Olivo)
(Quando lo dice
Dev’esser così.) Pare impossibile!

Matilde
Chi mai l’avrebbe detto!

Olivo
Ma se ne pentirà.
Per questo esco di casa…
Bada a mia figlia. Io corro.
Pria che tramonti il giorno
In ritiro ha d’andar: vado e ritorno.
(parte)

SCENA DODICESIMA
Matilde e Pasquale.

Matilde
Quel signor Olivo
Ha preso quest’affar con troppo fuoco.
Un esempio romano! Bagattella!
(passeggiando)
L’odieranno di più. Già per Lisbona
Di voi, di lui si dice…

Pasquale
Che si dice?

Matilde
Oh! non parlo, non parlo. Egli è vostro fratello.
È mio padrone.

Pasquale
Ed io che sono? Parla.
O vo in bestia.

Matilde
Ebben; sapete
Cosa si dice a un uomo
Selvatico, intrattabile, cattivo?

Pasquale
Che cosa vuoi ch’io sappia!

Matilde
Ch’è un Olivo.

Pasquale
Oh! guardate!

Matilde
E ad uomo
Affabile, discreto, manieroso,
Buono, buono, gioviale,
Sapete che si dice?

Pasquale
Io no.

Matilde
Pasquale.

Pasquale
Matilde? Tu non burli?

Matilde
Addio, signore,
Volo dalla mia povera Isabella.
(parte)

Pasquale
Pasquale a un uomo dolce! Oh, questa è bella.
Me la godo davvero. Non c’è caso.
Per me nacqui Pasquale,
Pasquale vissi, e vo’ morir Pasquale.

SCENA TREDICESIMA
Isabella, poi Camillo.

Isabella
(timidamente)
Signor zio…

Pasquale
Se non dici Pasquale, io non ti ascolto.
Pasquale è il nome mio; ne sento orgoglio,
E finché vivo esser Pasquale io voglio.

Isabella
(Lo chiamerò Pasquale.)
Caro signor Pasquale.

Pasquale
(Furba costei! Mi vuol sedurre.)
(accorgendosi)
Accostati,
Ma con te Olivo io sono. Impertinente!

Isabella
Perché?

Pasquale
Come, perché? La signorina
Crede che una fanciulla
Debba fare all’amore?

Isabella
Sì, signore.

Pasquale
Sì, signore? Sfacciata!

Isabella
M’insegnaste
A non dire bugia.

Pasquale
E se non hai rossor la colpa è mia,
Questa sera in ritiro.

Isabella
Poco male!
(quasi piangendo)
Morrò. Lo zio Pasquale
Morta mi piangerà.

Pasquale
(Povera figlia!)

Isabella
M’avete amato tanto.

Pasquale
(È vero, è vero.)

Isabella
Foste della bontà sempre il ritratto.

Pasquale
(Per esempi romani io non son fatto.)

Camillo
(in lontananza accostandosi)
(Voglio azzardarmi anch’io.)

Pasquale
Nipote! Al fratel mio
Obbedire bisogna.
Quel briccon di Camillo
Poi lo ritroverò.

Isabella
Pietà di lui.

Pasquale
Pietà. Mi venga innanzi:

Camillo s’inginocchia.

Ne faccio un fricassè. Mattina, e sera
Stava facendo conti. Impostoraccio!
L’avrà da far con me.

Isabella e Camillo
Perdon, signor Pasquale.

Pasquale
Bella coppia! Imprudente! Gabbamondo.

Camillo
Caro signor Pasquale…

Pasquale
Son finiti i suoi conti?

Camillo
Non mi dica di no. Parli al fratello:
Accomodi l’affar.

Pasquale
Signor mio bello!
Asciutto come l’esca
Sposar la mia nepote?

Isabella
Io sono ricca!
Ho una dote…

Pasquale
Che dote?
Olivo non l’intende.

Isabella
Ebbene; ebbene:
Un disperato amor rabbia diventa.
Se battono le cinque,
E il padre mio placato non avrete,
Un colpo ascolterete.
Siam decisi: morremo;
E dall’altrui rigor ci salveremo.

Camillo
Signor Pasqual!…

Isabella
Pasqual!… Mio caro zio!

Camillo
Alle cinque…

Isabella
Se no…

Camillo e Isabella
Per sempre… addio.
(fuggono, e corrono in un viale, ove sono incontrati da Matilde e Le Bross che si veggono)

Pasquale
Ma… sentite… un tantin… figli!… Bel bello!…
(volendo seguirli)

SCENA QUATTORDICESIMA e ultima
Olivo dal cancello del giardino e detto, indi tutti a suo tempo.

Olivo
Pasqual!… Pasqual? Cos’è?

Pasquale
Nulla… Fratello!
Mi ha sdrucciolato un piè. Ditemi in grazia:
Che ore abbiamo?

Olivo
Che domanda sciocca!
(cava l’orologio)
Tre minuti alle cinque.

Pasquale
(Tre minuti!
Oggi moro in compendio.)

Olivo
Isabella?

Pasquale
Isabella…
Sì, signore… Scusate…
All’esempio romano ancor pensate?

Olivo
Già pronta è la carrozza.
Di pensiero non muto.

Pasquale
(Già passato è un minuto.) Ma, fratello,
Considerando che siam tutti fragili…

Olivo
Come?… Già, ci scommetto, l’hai veduta,
T’intenerì di quella iniqua il pianto.
Fosti sempre Pasquale…

Pasquale
(E me ne vanto.)
Ma… per esempio…

Olivo
No.

Pasquale
(L’altro minuto
Galoppa per le poste.) Si potrebbe
Persuaderla.

Olivo
Son padre.

Pasquale
Capisco… ma le donne… sono femmine,
E gli uomini…

Olivo
Son uomini. Chiamatela.
Non voglio più parole.
L’onor nostro lo vuole. Ecco le cinque…

Battono le cinque; s’ode un colpo di pistola.

Pasquale
Misericordia?

Olivo
Cosa fu? Tu tremi?
Da un gelido sudor mi sembri oppresso?

Pasquale
Non è niente… Fratello!… Io moro adesso.

Olivo
Diego!… Qual colpo! Diego! Aceto… aceto.

Matilde, Diego, Columella e Coro
Ahi! sventura! Sventura!

Si vedono correre Matilde e Le Bross, Columella ed i servi verso il boschetto; indi uscirne.

Olivo
Soccorso!
Cosa avvenne?… Correte… Parlate.

Matilde, Diego, Columella e Coro
Isabella…

Olivo
Isabella?

Matilde, Diego, Columella e Coro
Sappiate…
E Camillo quel colpo vibrò.

Olivo
Isabella?

Matilde, Diego, Columella e Coro
E Camillo… spirò.

Olivo
Ah! disperato son. Figlia… ove corro?

Un servo reca l’aceto a Pasquale.

Ove nel caso mio trovar conforto?

Pasquale
È inutile l’aceto: io già son morto.
(ricusando d’esser soccorso)

Bross
Barbari: Siete paghi?
(uscendo con finta indignazione)

Pasquale
Io già, non c’entro.

Bross
Ecco, padre tiranno,
Ove spinse l’affanno
La fanciulla innocente.

Olivo
Un ferro, un ferro a me. Sul corpo esangue…

Bross
Tarda, inutil pietà!

Olivo
Se immaginato
Un sì tragico evento avessi mai;
No, stato non sarei così inumano;
Le avrei dato Camillo…

Bross
Qua la mano.
Davvero?

Olivo
Ma perché?

Bross
Davver?

Olivo
Lo giuro.

Bross
Or che ne son sicuro
Da la supposta morte
Fo ritornare in vita.

Pasquale e Olivo
In vita? Chi?

Bross
Camillo e il suo tesoro.

Le Bross corre dal boschetto, e conduce fuori Camillo ed Isabella seguiti da Matilde e da Diego. Olivo l’incontra, ed unisce Isabella e Camillo.

Olivo
Ah! figli!

Isabella e Camillo
Ah! padre!

Pasquale
Tu rinasci… io moro.
(tremante di consolazione)

Isabella
No: ritornate in vita.
Ritornate a brillar. Tenero il padre
Col suo pietoso inganno
(accennando Le Bross)
Questi rese per me. Non v’è più affanno.
Più terrore non v’è. Solo per gioco
Accanto al caro bene
Rammenterò le pene. Oh, dolce istante!
Non regge a tanta gioia il core amante!
Se palpitai d’affanno
Nel più crudel tormento,
Compensa un tal momento
L’affanno e il palpitar.
Tacete, omai tacete,
O smanie del mio cuore:
Ha trionfato amore,
Cessato ho di penar.

Coro
Ha trionfato amore,
Cessato hai di penar.

Isabella
Padre!… Mio caro zio!…
Signor!… Mio bene!

Coro
Esulta:
Copra un eterno oblìo
Il lungo sospirar.

Isabella
Ah! non regge l’alma in petto
All’eccesso del diletto;
Già la sento nel contento
Rimbalzarmi, e delirar.

Coro
Il rigor fu nebbia al vento:
Tornò pace a scintillar.

FINE

ACT I

A salon in the house of the two brothers, with one door at the back. That at the right of the actors leads to another common room. That on the left leads to the apartments of Isabella. A small table with papers, an account register, and a writing set. Two torn-up sheets with writing on the floor. Four chairs.

SCENE I
Camillo at the table growing impatient making an account, which he tears up and treads on as he begins to pace. Matilde, entering with a duster to dust the room; Olivo, followed by Diego; then Columella and the Chorus by the same door with letters, and samples of colonial goods.

Camillo
This cursed account!
I’ve tried three times,
Three times I’ve got it wrong.
I can’t figure it out.

Matilde
(jesting)
You need really cold blood
To do accounts, sir;
And one who makes love
Cannot reason patiently.

Camillo
Ah! The minx plunged
My star into the abysses!
I shall lose
My poor Isabella forever.

Matilde
An original project,
Cupid himself counseled you!
A poor scribe dreamed
Of a grand marriage.

Camillo makes signs of desperation and Matilde, laying down her dustmop, takes his arm and leads him upstage.

Poor boy! Why these scenes?
Listen to me who speak for your benefit.
Here you are a scrivener: that’s all.
With finances you are like a dry pumice stone;
But love does not heed miseries,
And has given you a punch in the heart.

Camillo
Who could see Isabella,
So dear, so good, so beautiful,
And not feel a burning in his breast…

Matilde
I’m immune from such lunacy.

Camillo
She loves me.

Matilde
True, so far so good.

Camillo
But she has a papa of beastly humor;
Fire flashes from his lips and eyes…

Matilde
And his brother is the king of fools,
A Pasquale in name and nature;
So, truly, we are between two lunatics.

Camillo
Both are masters of the house.

Matilde
But the case is not desperate.

Camillo
But the bridegroom…

Matilde
Has he come?

Camillo
He will come.
And if he comes, it’s over.

Matilde
(laughing drily)
Who knows?

Camillo
That impassivity, that cold smile
Makes me burn with fury.

Matilde
Poor thing! I can see from your expressioin
That your brain is upside down.

Olivo
(from within)
Quickly, you rogues, quickly.

Camillo
It’s signor Olivo.

Matilde
I’ll keep dusting.
(hurriedly takes up the duster and dusts)

Camillo
I calculate and write.
(resumes his writing with attention)

Olivo
(entering from the common room in a rage, followed by Diego and two servants, shouting toward the door)
I spend and spend my cash
To give bread to you good-for-nothings!
As soon as I hop out of bed
I’m compelled to start cooking the books.
No matter what I say,
What does this swindler do?
He bleeds me just as
The usurious bankers used to,
Making demands and hustling me
All day long.
Then that brother of mine will say
That I have the heart of a bear,
That I have a brain like Vesuvius,
And speech like a tempest,
That I look to him like an unchained fury
From head to toe.

Camillo, Matilde and Diego
(each aside)
(Oh, what a day of crises
This is going to be, by my faith.)

Olivo
(to Matilde)
She’s not dusting? Has she fallen asleep?
(to Camillo, looking over his letters)
And your pen, maybe it’s bewitched?
Have you done that account? What a dolt!
Good-for-nothing mush head.

Columella
(entering hopping and bowing deeply)
Most obsequious, most obedient,
Most humble servant of my dearest master.

Olivo
(Why are my innards burning with rage?
Who sent this new plague?)

Columella
(to Matilde)
Lovely maiden, did Miss Isabella
Ask after Columella?

Matilde
(to Columella)
Good Columella, Miss Isabella
Has not yet got out of bed.

Diego, Camillo, and Olivo
Between this one and that one I feel
In my brain a hammer, bang bang bang:
Already my brain is beginning to evaporate,
And I am losing patience.

Part of the Chorus
Here are the samples of the colonial imports.

A second part
You, here, sign these bills of exchange.

A third part
(surrounding Olivo)
Here are the letters.

Second part
Your signature.

Third part
Read, sir.

First part
Look here.

Columella
Signor Olivo, have you slept well?
(edging very close to Olivo, shouting and bowing)

Olivo
But, dear sir, your are breaking my eardrums.

Camillo and Matilde
Sir, hear them: don’t upset yourself.

Diego and Columella
They’ll fly off
At once when you speak.

Choruses
We want
But what a strange, ill-tempered humor!
Suddenly he is irritated, gets up in arms.
A stubborn horse with a broken bridle,
He makes the family jump through hoops.
Sir, calm down, for goodness’ sake,
Or you’ll burst some arteries.

Olivo
Don’t make noise. Don’t bother me:
I don’t want to chitchat: go away, go away.
My heart is already boiling with anger,
Already I fel my fury growing.
The blindfold is slipping down over my brow,
I’m making and earthquake, I ‘m making a hullaballoo;
But, go, silence, please,
Or I’ll burst an artery.
Here, the letters, here!
(taking the letters and looking at the writing)
Mosieur Le Bross doesn’t write! What can it be?

Matilde
(Maybe he drowned!)

Olivo
(to Diego)
Go to the port.
If any ship has arrived from Cadiz
And my daughter’s fiance is on board, come
And report to me at once.

Columella
Don’t trouble yourself.
(stopping Diego, who is about to leave)
Excuse me, Signor Olivo:
In three hops I’m here to obey you.
(Exit)

Olivo
(to Camillo)
What an ass! Take care of that account.
(to Matilde)
Dust, don’t dawdle.
(to the choruses)
Let’s get down to business:
Let’s look at the imports:
Give them here, give them here… no, the bills.
(spurns the samples, gathers the bills of exchange, and departs ill-humoredly, followed by Diego and the choruses)

SCENE II
Matilde, Camillo, then Isabella from her apartment.

Matilda
What a fine temperament.

Camillo
Dying… I feel as if I’m dying.
Monsieur Le Bross…

Matilde
He’s at sea, and a little storm
Might help you out.
(looking about and rising)

Camillo
Here is Isabella.
How my heart is beating.

Matilde
Don’t make a scene,
My little Casanova.

Camillo
Where am I!
My heart and my legs are shaking.

Isabella
My dear Camillo!
Half of my heart!
I arose dreaming of you,
Sighing for you alone.
I love only you, cruel man! You know it,
And do you doubt, and suspect?

Matilde
You answer
Well done, madam! You are crying again!

Isabella
As you wish me to hold back my tears
While my dear love is weeping,
If my heart goes beating
Imagining his suffering?
But calm yourself, my darling:
You suspect me without grounds.
He whom I do not love will not have
This heart, this hand.
When Isabella has said yes,
It is a crime to weep. It will be so.
If my star changes some day,
Perhaps… who knows?
I shall see happiness smile.
And in the longed-for welcome bond,
Enraptured with precious imaginings,
The long and violent yearnings of love
The heart will remember as trifles.

Matilde
So, let’s hope then: maybe
Your lot will change, my masters;
The world hasn’t collapsed.
Matilde is there for you. Whoever hasn’t hope in me
Hardly knows me. I am a chambermaid.

Camillo
But if the groom arrives?

Matilde
I’m here.

Isabella
Papa is even scared to see him.

Matilde
And you don’t look at him.

Isabella
My uncle is useless.

Matilde
You are mistaken.
In this case a fool like him is more use to us
Than someone cunning and wise.

Isabella
Tim presses.

Matilde
Let it press.
We have to be cautious,
And necessity is a great teacher.

Isabella
You say true, my dear, but I cannot
Master my heart;
I do nothing but tremble.

Camillo
And I too tremble.

Matilde
Yes, and splendidly! Tremble.
What good is trembling? You drive me crazy.

Isabella and Camillo
He knows not what pain is
Who has not yet tasted
That which I feel.
To live in this agony,
Suppressing sighs, too,
This is torment!

Matilde
Let’s stop all this simpering:
Pasquale is coming,
(to Camillo)
Go back to doing the accounts.
(to Isabella)
Sit down, Miss.

Camillo
Dear.

Isabella
Dear.

Matilde
Be quick.

Isabella and Camillo
Oh, agony!

Matilde
We need a bit of theatrics.
Active, eyes lowered.
Modesty and gravity.

Camillo and Isabella
O callous fate! Terrible moments!
I must see and remain silent, my love.
With trembling looks,
With beating heart,
I will say what pangs of love
What pain I suffer.
You will always be mine;
I will be yours always.

Matilde
You’ve got on my nerves:
Lamenting is no use.
Sit, be quiet,
Or I’m leaving now.
Your uncle is coming;
If he discovers your love,
You will see
His lassitude turned into rage.
Now trouble is brewing:
Sit down, or I’m going.
(takes the stocking, gives it to Isabella to darn, goes and returns to the common door and makes Camillo and Isabella sit.)

SCENE III
Isabella working next to Matilde, with head bowed and eyes lowered, Camillo at his desk affecting concentration in compiling some figures; then for a time Pasquale in dressing gown, slippers and nightcap, listening at the common door, showing pleasure and then advancing very softly.

Matilde
(softly to both)
(Hush. To your places,
Courage: don’t tremble.) Yes, Madam,
What do you want to do? Patience is needed.
There is a big difference
Between your brusque Papa and the natural ease
Of our dearest Pasquale.
(he’s standing by the door.) Ah! That one!
If I were still a girl
I’d be mad about that Pasquale.

Camillo
I can understand. He is such a good man;
There’s no one better.

Matilde
I know the fiancé
Who is awaited from abroad
(I hope he never gets here) resembles
So much your dear uncle, but so much,
In character, in bearing,
That he seems a very image of our Pasquale.

Isabella
Ah! If only heaven wished it!

Matilde
Come, be gay.
If he resembles him, happy you.
(He’s here, he hears us and is delighted.) Little mistress,
(Pasquale now advances and retreats jubilantly.)
That Mister Pasquale must have been
Really handsome as a young man.

Isabella
No, I’ll never be able to forget him

Pasquale
Bravo! My dears! Blessings!
What a model family!
Here everything goes marvelously,
Everything is in order.
Is work going on? Thank you, thank you
Come, have a beignet.
It is a true turtle dovery,
A quintessence of well-being.
Always accounts! You study too much.
Take care. You’ll get sick.
You’ll get thinner and thinner,
Your health will go.
I’ve got very slim indeed
Because in my youth I studied too much.
I was chubby, rotund, jovial;
Now I’m a shadow of what Pasquale was.
As a lad there were high hopes for me,
And read, read and write, write,
At twenty years I memorized
All the conjugations of active verbs.
Everybody said: what a fine talent!
Oh? How it flew away! Does it seem a wonder?
But I got a little cough;
And little by little I lost weight,
And skin and bones I stayed like this.
And grammar and the dictionary
I sent to the devil at the end of that day.
You are becoming a bride, you will be a mother,
A tender son in a year you’ll see;
But listen to the advice your uncle will give you.
Remember the proverb: A live ass
Is always better than a dead doctor.
And a fat ass is worth even more.

That’s the way it is, my Camillo: Too much study
Eats up your life. Isabella dear,
Am I wrong or are you not
In your normal good humor? Naughty girl!
I know what’s the matter. There are no letters
From your future husband. Little niece!
If there aren’t any letters, it’s a good sign,
You will see him in person; also, he has already
Written to your father Olivo to say
That, worse luck, a pile of business affairs
Keeps him sequestered in Cadiz.
By quicker and more certain means
He would marry you by proxy.

Camillo
(Damnation! What do I hear!)

Pasquale
Listen, Isabella:
If he sends the procuration, don’t you know
Who I’ll make the proxy?
Doesn’t your heart tell you? Poor little Camillo
A fine proxy, made for the job,
One who does accounts like an attorney!

Camillo
(I feel as if I’m dying.)

Isabella
(I’m going to cry.)

Pasquale
What! You are crying? Why?

Matilde
Come on, will you answer?
Poor thing! Spurning your dear uncle like that,
Your dear Pasquale,
Don’t you see, it hurts his feelings.

Pasquale
Hush… don’t cry…. no… though elderly
I shall risk myself on the sea.
I shall be back to see you a year from now.

Olivo
(from within loudly)
Pasquale!

Isabella
Dear uncle!
Look, here’s Papa…I kiss your hand. Goodbye.
(departs hastily into her rooms)

Camillo
I’m going down to the shop.
(leaves as above through the common room door)

Matilde
I’ll follow the little mistress.
(leaves as above)

Pasquale
(looking about)
What emptiness!
Poof! They’ve all disappeared. I enjoy that.
As soon as the Tartar Khan breathes,
They beat a retreat
As if they had wings.

Olivo
(from within more loudly)
Hey, Pasquale! Pasquale!

Pasquale
I’m coming, I’m coming.
What different minds!
He’s all fire! I’m ice! And yet, we are brothers!
(leaves slowly)

SCENE IV
A terrace with columns serving as a café; at the rear a seaport. A ship arrives, sailors disembark and go drink rum in the café. Then Monsieur Le Bros descends as a passenger. After that Columella approaches, speaks to the sailors, who point to Monsieur, and he departs gleefully.

Chorus of Sailors
After the horrid turbid cloud
That was so terribly threatenng,
The ship flew into the lap of the waves,
Gentle breezes wafted over us.
(Some porters are carrying trunks and valises from the ship.)
And now in port in company
With jolly toasts and gaiety,
(drinking, then returning to the ship)
Every tyrant affliction suffered
We throw to the wind as prey;
What a fine life is seafaring!
No, there can’t be anything more fulfilling.

Bross
Thanks, merciful gods! Sweet it is to this soul
After so many tempests and so much suffering
To touch on friendly sands;
To breathe easily at last
Here in the bosom of calm. Poor heart,
Love awaits you; friendship invites.
The wind being so angered, it seemed
I would ever be repelled
By the capricious element
From the longed-for shore.
But at last, the clouds clearing,
I fly completely happy
Into the lap of friendshiop,
Into the bosom of love.
Monsieur le Bross? What are you doing?
You will take a wife by mail
Without knowing if she loves you or no?
These errors of judgement I do not make.
I am a philosopher, a man of the world:
With women, I am not mistaken:
I know how to tell at a glance
And perhaps I’ll depart again alone.
I want a heart hot with love,
I want a woman who is beautiful and true.
If I find her beautiful and faithful,
Then I’ll be fully satisfied.
I shall arrive unexpected
At Signor Olivo’s, and observe. I’m not one
To buying a pig in a poke. Coffee.
(they bring him coffee, at which he sips, talking to himself)
Suspicion is my great talent, and I
Do not marry money.

SCENE V
Columella from the back with Olivo and Pasquale.

Columella
(to Olivo and Pasquale)
It’s he, none other.

Pasquale
Bravo, bravo my friend!

Olivo
(rudely)
A thousand thanks!

Bross
Often rich doweries
Are given in compensation for great defects;
But a woman who is lunatic, shrewish,
Prudish, flirtatious will not be my wife.
Take this. No, keep the change.
(Puts a coin on the tray and leaves the rest of the coffee)

Pasquale
Oh! Bless him! He’s not at all a miser.

Olivo
It irritates me that he throws away his money.

Columella
Here he is.

Bross
(rising)
Let’s go: the heart
Is greatly curious.
(turning he is surrounded by the three, who embrace him)

Pasquale, Olivo and Columella
Halt, Sir.

Pasquale
Hold it right there, my fine fellow.

Olivo
Stay for two minutes.

Columella
Do you refuse an embrace
To your future in-laws?

Bross
What a surprise for my soul!
What an unexpected welcome!
It makes my blessed heart glow
With the pleasure of frienship.

Columella
(bowing repeatedly)
The merit is all yours,
Your most profound servant;
Who has returned here most speedily
With them to look for you.

Pasquale
From when I gave you to the nursemaid
I never saw you again,
But, by heaven, you have grown
In handsomeness… and size.

Olivo
That austere comportment of his,
That disdain, that haughtiness,
In my son-in-law I desire that
As a prime quality.

Olivo, Pasquale and Bross
Ah! Fly to my brest!
Come back and embrace me.
No, I cannot express
How my heart throbs in my breast.
In the fulness of delight
I cannot restrain it.

Columella
(What mouthfulls for my belly!
Oh! What sauces I promise myself!
I expect a great meal;
What a feast I want to have!)
But you must be tired, Sir:
Relax, relax, sit down here.
Ah! Bring some rose liqueur and biscuits.
(Those fine gentlemen will pay for it all.)

Bross
But who is this?

Olivo
The essence of annoyance.

Bross
Is he of the house?

Pasquale
A brilliant one, a joy.

Olivo
Also the sea could dry up.

Pasquale
He is a good book worth all the gold in Peru.

Columella
You wish? You would like? You desire?

Olivo
No.

Columella
I’ll do the honors for all.

Olivo
Lackey!

Pasquale
How gracious!

Olivo
Penniless!

Pasquale
He is well born: a titled gentleman.

Olivo
He’s a gift from my dear brother.

Pasquale
His brain is full of witticisms.

Olivo
But because of him my house is no longer my own,
I’ll tolerate him no longer.

Pasquale
Wherever he is he brings joy.
He wants to stay and never go away.

Bross
(How they stand in perfect harmony!
There never was a more complete accord.)

Columella
Blessings on you! But what a liquor!
It went right to the head and then higher.

Olivo
Without ceremony, among ourselves, this evening
Give your hand to my daughter.
I have brought her up like a true Spartan;
She knows no affectations, wiles, bad habits.
She is not willful, will be a good wife,
All heart, sincerity, and honesty.

Pasquale
The ABCs she studied only with me;
Because I didn’t want to send her to school.
Always with me, she never went out alone.
Bashful, she has no willfulness.
She plays, but only at whist or duck duck goose,
Other games, I swear, she doesn’t know.

Bross
My soul lights up at such words
Of pleasure, of sweet joy:
Rejoycing amid the contentments of gentle calm
My heart will leap for joy.
How blest I am! Soon my alliance
Will be envied by all.

Columella, Olivo and Pasquale
How blest he is! Soon his alliance
Will be envied by all.

Columella
As a nuptial herald
I fly with the happy news.

Bross
Stop, I want to take
The bride by surprise.

Olivo and Pasquale
That’s a wonderful idea,
There couldn’t be a better.

Olivo
What a pearl comes to you,
What an innocent turtle dove.
She has no tongue in her mouth;
Of the world she knows nothing!
If you traveled the whole earth
As big and round as it is,
No, a woman like her
Is not to be found.

Columella
What a pearl comes to you,
What an innocent turtle dove.
She has no tongue in her mouth;
Of the world she knows nothing!
If you traveled the whole earth
As big and round as it is,
No, a woman like her
Is not to be found.

Bross
What a pearl I am getting,
What an innocent turtle dove.
She has no tongue in her mouth;
Of the world she knows nothing!
I have traveled the whole earth
As big and round as it is,
No, a woman like her
Is not to be found.

Pasquale
I hope that children
Will be born by the dozens.
Grandsons and granddaughters:
They will call Pasquale.
I will have a chubby little babe in my arms,
Hold another by the hand,
And a third farther away
Will stumble running.
(acting it out)
Get up, watch out,
Come to papa.
(They leave together.)

SCENE VI
The salon as in Scene I. Isabella reading; then Matilde, then Diego.

Isabella
(enters reading, then pining closes her book)
No, it’s not possible. I cannot be calm:
I try to distract myself in vain;
Everything makes my torment more bitter.
Go, you are useless to me.
(throwing the book aside)
In past days, you could
at least soothe my pangs;
Now cold unwelcome irritation
Spreads through my breast.

While she groans with yearning Matilde surprises her, entering with feigned anger

Matilde
I have told you, madam,
That I want no melancholy;
Otherwise one fine day
I’ll give it up and go away.
A clear pact: I speak plainly.
A gay face, or off I go.

Isabella
Ah! Matilde! My situation
Is making me die of anguish.
You are not in my position;
You are not waiting for your tyrant.
If Camillo is not mine
I shall die heartbroken.

Matilde
Stop acting like a mad woman:
You should be ashamed of yourself, girl.
Be joyful, the wedding
Won’t take place without you.

Isabella
I am becoming all the same a mad woman.
They want a girl dead.
As soon as the wedding is over
Isabella will be dead already.

Diego
The master.

Matilde
Which one?

Diego
The grouchy one.
(Isabella flees.)
And with him… She’s run away already.

Matilde
Ha, ha, ha! This makes me laugh.

Diego
She’s almost flying off.
(They leave.)

SCENE VII
Pasquale ushering in Monsieur le Bross.

Pasquale
Furniture from my grandfather:
Look, my dear friend.
We are of antique cut:
Follow fashion… what nonsense.
But you will count the dowry
In so many pretty doubloons.
A package of Louis d’or
You will have as a gift from me.
And when I’m gone… but this
As far in the future as possible…
You understand the rest by now:
A half a million that I have.

Bross
(Dear me! From what I see,
If my reckoning is right,
I think that the bride
Could be a lemon.)
My amiable in-law,
I don’t care aboutof gold,
I am not interested.
I asked for the girl.
Understand well… If she is loony
Gold is no help.
If she’s a hunchback or counterfeit,
Dear friend, she’s not for me.

Pasquale
Sir! How you talk!
She’s as straight as a spindle.
She is sensible, and as for her face,
Imagine… Look at me.

Bross
My kinsman, I was joking,
Speaking of the bride.
(She may well be something of a pain,
More bitter than coffee.)

Pasquale
Wait till you see her…

Bross
Wait till I see her…

Pasquale
You’ll be like putty…

Bross
I’ll be like putty.

Pasquale
I am healthy and free.

Bross
Who ever denied it?

Pasquale
She is my niece, that’s all.

Bross
There’s no problem there.

Pasquale
It’s true that I am sixty;
But I have no infirmities:
Pasquale, if you want,
Will dance his fandango.
(dancing and staggering)

Bross
(Among these crazies I’m
Losing my head.)
Please stop, for heaven’s sake!
Watch out, you’ll fall down.
(holding him up so he doesn’t fall)

SCENE VIII
Olivo from within, then on the stage followed by Diego, Columella and Camillo holding sheets of paper.

Olivo
(from within in a loud, officious voice)
Eh! Diego… Camillo!
Come down here.

Bross
What is this shouting?
What is this fracas?

Pasquale
It is the raging bear
It is my dear brother,
Who loses his temper
With this or that
And in the end will die
Without lungs.

Olivo
(entering in choleric irritation)
I’ll hear no excuses.
I don’t want backtalk.
Skinflints! Rogues!
Full of pride.
(to Diego)
Clear the room,
The foreigner is here.

Diego
(And he always overdoes it.)
(Exit)

Columella and Bross
(What sweet manners!)

Olivo
(to Camillo)
Have you done the accouting?

Camillo
(gives him the papers)
Here is the accounting.

Olivo
(examining the papers and speaking to Monsieur le Bross)
Have you seen my daughter?

Camillo
(taken aback running into Pasquale)
(Who can that gentleman be?)

Olivo
Have you seen my daughter?
(nudging Monsieur Le Bross, who shakes his head no)

Camillo
(My heart is thumping.)

Olivo
(to Camillo, who is daydreaming)
Call Isabella.
Don’t stand there daydreaming:
Call Isabella.
(angrily, shaking him rudely)
What, have you lost your mind?

Columella and Pasquale
(each to himelf)
Rage and spite
Are giving him convulsions.

Olivo
(Rage and spite
Are giving me convulsions.)

Camillo
Rage and suspicion
Are giving me convulsions.

Olivo
(shouting testily toward the door on the right)
Isabella! Isabella!

SCENE IX
Isabella running in from the door at right, kisses Olivo’s hand, not noticing Pasquale and Monsieur Le Bross because of where they are standing. Then Matilde and choruses.

Isabella
Dear father! At the first summons
Your daughter flies to you.
(Why is there never a spark
Of good will in that brow?)

Olivo
Obedience. Speak in a lower voice.
I want respect from my daughter.
On your face, in your eyes.
Don’t make faces. Stop that.

Bross
(Slender figure, quite light!
Pretty mouth, pretty lashes!
She’s a treasure if her virtue
Matches her beauty.)

Pasquale
M’sieu Bross, what do you say?
Isn’t it true? Doesn’t she resemble me?
A fine mother of a family
She will become in her time.

Columella
(to himself)
(She is a most lovely little darling.
She’s the eighth wonder of the world.
Fire darts from her eyes.
Whoever will have her wins a trifecta.)

Camillo
(to himself)
(How mistreated
His poor daughter,
The tears on my eyelashes are cold;
My heart is blazing.)

Pasquale
Isabella… You neet to know,
(Advancing with tenderness)
The proxy won’t work any more…

Olivo
Less prattle: let’s get on with it.
(interrupting them busquely and addressing Monsieur Le Bross with a ferocious expression.)
Your bridegroom: here he is.

Isabella
(crying out in fright, and alternately lowering her eyes and rising trembling, immediately turning pale.)
Ah!

Bross
(She’s struck dumb, stunned,
Unsteady on her feet.
My appearance has smitten her;
What a fine effect it has on her!)

Camillo
She growing faint.

Isabella
Help… please!
(tottering)

Columella
My dear, I am here.
(running up to sustain her)

Olivo
Let her sit down here.
(running after him and pushing forward a chair)

Camillo
Water, for pity’s sake.
(goes toward the center door and exits running)

Matilde
What screaming! What can it be?

Pasquale
Please get smelling salts.
(running from the door on the left to the other at the rear)

Chorus
We are all, all here.

Pasquale
Niece! Isabellina!
Isabella … Little Isabelle!
Hold your mouth tight,
She’s already cooling off.
Ah! All my posterity
Will end in a fainting spell.

Bross
(It remains to be seen whether the marriage
Will go up in smoke today.)

Columella
(Camillo returns with the water.)
Here’s the water… Careful.
(Columella takes the plate and glass from him, but in carrying it collides with Olivo and drops everything.)

Olivo
Imbecile!

Bross
(Truly, I’m enjoying this.)

Olivo
(shouting loudly)
Isabella!

Pasquale
(putting his hand over Olivo’s mouth)
You’re deafening her.

Matilde
(whispering, trembling)
Little mistress!

Camillo
Miss!

Isabella
(shaking herself)
Ah!

Pasquale
She’s coming to.

Isabella
I beg your pardon.
(rising)
It was vapors, a heartache.
It will pass… yes!… it will pass.

Bross
(But the business, I wager,
Will not be so neat and tidy.)

Olivo
(to Isabella, taking her aside)
Stop sniveling, or I promise,
A row will come of it.

SCENE X
Enter Diego from the center door.

Diego
When you wish. Dinner is served.

Pasquale
Bravo, Diego! We shall dine.
We shall make some toasts.
Then we’ll talk.

All except Pasquale
A crowd of thoughts
Are whispering in my head.
Like the sea that in a tempest
Murmuring, as the wind blows,
Slowly, slowly the waves increase,
Then they crash upon the shore,
And vessels, tossed and swamped,
Capsized and overturned,
Are shipwrecked.
Oh! let a friendly ray glimmer,
Let a soft breeze waft,
And may this soul regain at least
A moment to breathe.

Pasquale
(to Isabella)
How are you? Do you feel better?
So much the better. It was nothing.
(to Monsieur Le Bross)
The girl was surprised.
(to Olivo)
But don’t startle her so.
(to Diego)
Let there be some Champagne,
Which electrifies and invigorates.
(to Camillo)
You’re changing color?
(to Columella)
Are you all right? Poor thing!
There’s a meat sauce with a pudding;
What meatballs, what sauces!
Columella! What a feast!
(aside, observing all of them)
But they’re standing hear with sullen faces.
Dazed and confused they roll their eyes,
Fools, fools, fools, fools!
They’re driving themselves crazy.

ACT II

The Salon

SCENE I
Olivo pacing furiously, and Pasquale sitting placidly taking snuff, then Isabella, elegantly dressed,
and Monsieur Le Bross.

Olivo
You are an ass with shoes on.

Pasquale
I’m not convinced.

Olivo
A rogue, a blockhead.

Pasquale
There I have my difficulties.

Olivo
You have no brain.

Pasquale
I’m not convinced.

Olivo
You always run off at the mouth.

Pasquale
I don’t think so; but it could be.

Olivo
If the foreigner is upset,
I’ll raise an uproar
and bring down the house.

Pasquale
But there have to be manners,
Good etiquette with the daughter,
And a smidgeon of charity.
She is the most innocent girl,
She is a simple dove;
And you… bah! Like a bomb,
Your husband, here he is.
(imitating Olivo)

Olivo
She’s still my daughter: I give the orders here.
I want a sign from me to suffice.
Let whoever opposes me pay the price
Of her temerity.

Pasquale
Less fire.

Olivo
Less indifference.

Pasquale
You’ll die of inflammation.

Olivo
Less indifference.

Pasquale
You’ll die of inflammation.

Olivo
You will turn to putty.

Pasquale
It doesn’t matter.

Olivo
So much for that.
Yes, this is my system:
Either love me or fear me!
I am Olivo: I am the master.
People obey me;
Whoever resists my will
Will tremble at my wrath.

Pasquale
And with my system
Everybody loves me, no one fears me.
I am Pasquale. I am the master.
I am the heart of people.
I long only to please.
I have no other will.
But Olivo, with those wretched manners
You drive everyone wild. Listen, you’ll see,
That when Isabella
Has conversed a bit
With her future other half,
I wager she’ll change her tune.
Verba ligant hominibus,
Is a proverb, you know,
And proverbs are quite old.

Olivo
Let it by as you wish this time.
Go to my daughter;
I’ll go see Le Bross; but… if ever…

Pasquale
(Equanimity, don’t desert me.) But you will see,
Little Isabella!… Bravo!… Well dressed!
You have a great maid!

Olivo
(returning with Le Bross)
The wedding must take place before evening.
Speak… Two words…
Surely, two words are are sufficient…
(to Le Bross)
The money is ready
(to Isabella)
Stop sniveling. Send for the notary.

Pasquale
Children! I shall go and return.
(aside, observing them)
I’ll stay there inside, do you see?
I am preparing a nice package of louis d’or.
Handsome he, lovely she! Both perfect!
(Exit)

SCENE II
Enter Isabella, Monsieur Le Bross, then Matilde with a handkerchief, which she lets be seen now and then.

Bross
(pulling up a chair and gesturing to Isabella to be seated, then pulling up another. Then to himself.)
(She is a beautiful girl!)

Isabella
(Let him talk first;
I certainly won’t begin.)

Bross
(amiably)
Are you feeling better?

Isabella
So so.

Bross
Isabella! What do you think
Of your bridegroom! Tell me,
Most sincerely,
Do I please you or do I not?

Isabella
(Now’s the time for me to fire off a “no.”)

Bross
At the first meeting
Did your heart flutter? You don’t answer?
Did it flutter, or n ot?

Isabella
(without raising her eyes)
(What patience!
He wants it to beat wildly!)

Bross
Listen to me:
I will be amorous. Jealousy
Is far from my house. No one ever
Speaks of bad humor. Laughing days
Will make esteem and love grow in you.
I shall do everything for you. Are you happy?

Isabella
(beginning to look at him)
(If Camillo were here, even he would say
His conversation is not bad.)

Bross
Well, then?

Isabella
Well, then.
You have a charming personality.

Bross
Charming! Oh! Bless me
For the charming!

Matilde
Miss, the handkerchief.
(handing her the handkerchief, then speaking rapidly softly)
Excuse me. (Courage. So you’re not talking?
Show some spirit, quickly.) Your servant.
(Exit)

Bross
Already I foresee
A beautiful future.

Isabella
(And I think it’s
Ugly, but really ugly.) I should…
(uncertain)
Confide something in you…

Bross
(cordially)
Yes, yes, my dear bride.

Isabella
I wouldn’t want to…
I’m afraid that you’ll be displeased.

Bross
No, not if you tell me.

Isabella
I’ll leave it to heaven.
You have come to Lisbon from Cadiz…

Bross
Yes, I came alone, yes, my Isabella;
But I shall return from here companioned.

Isabella
Oh! That’s where I have difficulties.

Bross
(very surprised)
How is that?

Isabella
(suddenly)
Please! Don’t be upset.

Bross
I’m laughing, rather.

Isabella
Really?

Bross
Of course, speak.

Isabella
It’s a serious matter.

Bross
All the better!

Isabella
Very great.

Bross
I shall hear it with greater relish.

Isabella
(But yet, he is a dear!)

Bross
Don’t keep me waiting, my sweet love.

Isabella
(softly)
You should know… that my heart…
(very quickly)
Belongs to another, whom I love
And who returns my love. (Oh! All the better!
I’ve said it.)

Bross
Isabella! You jest?
(rising with gravity)
No, I can’t believe it.

Isabella
Sir, if you are upset
(rising, looking innocent)
I shall keep silent and marry you.

Bross
Thank you, thank you. But you are
That innocent dove,
(with irony)
Who knows nothing of the world,
Who is a pearl of virtue!

Isabella
Ah! My dear man, suddenly,
It takes only a glance and love is born;
A fire is kindled within the heart;
When it is in flames, the heart knows it.

Bross
(aside, observing her)
(She has a grace that bewitches me,
That enamors me, that touches my heart.
She knows how to play dumb
In her simplicity.)

Isabella
(aside)
(I know how to keep quiet when I must;
I know to speak when it is my turn:
Some times playing the fool
Is required of me.)

Bross
How long has your loving been going on?

Isabella
That would be… more or less… since a year ago.

Bross
But you didn’t leave the house
Without Pasquale, without papa.

Isabella
You make me laugh… what did that matter
If the love object was living here?

Bross
Nothing but whist! He was here in the house!

Isabella
But, don’t speak. Here in the house, yes.

Bross
Why not tell your father?

Isabella
(striking her forehead with her hand and pacing briskly)
He’s such a curmudgeon. I haven’t the courage.

Bross
This is a serious matter!

Isabella
(following him, frightened)
Don’t be angry;
If you wish it, I shall marry you.

Bross
(joking amiably)
No, don’t trouble yourself, most obliged.
(I’ll be leaving all alone.
Poor young thing! I sympathize.
To make her a victim is cruelty.)
(tenderly)
Dry your tears, my dear, do not weep:
Your brutal fate will change.

Isabella
To refuse mercy to one miserable,
To make her a victim is cruelty.
It’s not possible. Let me weep.
My brutal fate will weigh me down.

Bross
But what is to be done now?

Isabella
Truly, I don’t know.

Bross
The best thing is to reveal everything;
And I shall talk to Olivo.
Here he is. In two words…

Isabella
(terrified)
Now… no, not now.

Bross
Much prudence is required.
I shall find the right approach.
Have no doubts, my love.
(Taking her hand)
Open your heart to hope.
Through me you will breathe
(with expression)
With palpitations of love.
(to himself)
(It is not possible
In such a disastrous moment
To express what I feel.)
(to Isabella)
Have trust im me.

Isabella
I trust you, dear man:
I open my heart to hope.
(with expression)
Through you I shall breathe
With palpitations of love.
(to herself)
(It is not possible
In this disastrous moment
To express what I feel.)
(a Monsieur Le Bross)
I have trust in you.

Isabella runs to her rooms. Monsieur Le Bross leaves through the salon entrance.

SCENE III
Matilde enters from Isabella’s apartment and Columella, deep in thought, from the salon.

Matilde
Everything, I heard everything.
Leave it to me. We have to prepare
The father very, very slowly… that is for certain.
Ah!

Columella
What’s the matter?

Matilde
With me? Fie!
Dog!

Columella
Who’s a dog?

Matilde
You. You arouse love
In innocent girls and then betray them.

Columella
I swear to you by my estates…

Matilde
Oh, go on! You rogue!
Poor Isabella…

Columella
Is marrying today…

Matilde
No, she’s not getting married any more. Didn’t you realize
She was dying for you? Tears… glances,
Sighs, swoons . . the girl
Is mad for you.
She told everything to the foreigner, but then,
Now she can’t muster the nerve
To tell her father.

Columella
(This is a balm of heaven!)
I shall surely have the courage.

Matilde
Now I’ll send him to you.
Speak from your own observation.
One thing at a time.
Don’t tell him that your are the one.
Let us see how he takes the first part.

Columella
Yes, well done! You are right.

Matilde
(The blow has been struck.)
(Exit by the salon entrance)

SCENE IV
Columella, then immediately Isabella from her apartment.

Columella
What luck!

Isabella
Matilde?

Columella
Isabellina!
She told me everything.

Isabella
(That was reckless!)

Columella
And what? You are blushing?
I shall speak to
Your father.

Isabella
Really?

Columella
I promise.

Isabella
Here is Papa now. I shall await some news.
(re-enters her apartment)

SCENE IV
Enter Olivo.

Olivo
(What does this oaf want?)

Columella
Your most obedient servant.

Olivo
Your most revered master…

Columella
I should like…

Olivo
I don’t lend money to foreigners.

Columella
Money? I’m drowning in it.

Olivo
Then be quick;
Because I am expecting the notary
To conclude the marriage of my daughter.

Columella
Precisely, precisely, precisely. Do not be too hasty,
or maybe you will rush her.

Olivo
What are you saying?

Columella
Let us imagine, hypothetically,
That the lovely Isabella
Might have found herself in a way
They have… do you understand? In certain great
Extraordinary matters,
An honest love
Is always permissible.
Not an impossible case… you see?
That she might be in love? Tell her
What you would think to do?

Olivo
What I would think?
Is the case hypothetical?

Columella
Of course.

Olivo
In no respect
Is the case real?

Columella
Absolutely, absolutely.

Olivo
Listen what I would do in an abstract case.
If destiny had written
Such a strange turn of events,
I would make the daughter
At once gallop in retreat
And the stupid imbecilic
Wicked seducer
I would throw clear
Off the highest balcony.

Columella
This is hypothetical.

Olivo
Certainly… certainly… I understand.

Columella
It’s a fiction.

Olivo
Certainly, I get it already.
If I become enraged over a hypothesis,
In a factual case what do you think would happen?
(I’ve terrified him. I’ve stunned him;
He’s struck dumb: he can’t get out a syllable.
Ah! What a deep black suspicion
Makes me tremble from head to foot!)

Columella
Here you see a most faithful, most humble,
most appreciative servant.

Exit Olivo

SCENE VI
Columella, then immediately Camillo.

Columella
(trembling)
It’s surely a fever.

Camillo
Miss Isabella
Desires to know how things
Went with her father.

Columella
Truly
Not so well, but I’m not lost.
Tell her to stay strong, that I do not tremble,
That married…

Camillo
Married?

Columella
Yes, married we shall be.
(Exit)

SCENE VII
Camillo and immediately Olivo with Pasquale in tow

Camillo
What’s this! Faithless! Married!

Olivo
Lower your voice.

Pasquale
Excuse me, but I am not convinced.

Olivo
The case is absolutely tragic.
Le Bross mustn’t know. You should
Hear it too, Camillo. Isabella
Is secretly in love with the Italian.

Pasquale
Could be, but I can’t get
My mind to conceive it.

Camillo
It’s true. It’s true.
(concealing his trembling)

Olivo
Will you believe it now?

Pasquale
I am thunderstruck,
As if turned to stone.

Olivo
Now I want to chastise her.

Pasquale
Careful, careful;
Please, be careful. When it’s a matter
Of a family affair
Let me handle it.
Do you want a character really
Capable of talking to her?
(pointing to Camillo)
Here’s the man. He has
No lack of talent.
Is it true that you will speak as you must?

Camillo
Yes, if you wish it.

Olivo
If I wish it? I give you
My entire paternal authority.
Meanwhile, I’ll take care of Le Bross there.
(Exit)

Pasquale
Camillo! Be eloquent.
Now I’ll send her to you here. But… good heavens!
Open her eyes wide to what he is worth?
Handle her like a man like me? Like a Pasquale!
(Exit)

SCENE VIII
Camillo, then immediately Isabella.

Camillo
Is this a dream? Is it true? It seems impossible!
How did so much faith, so much love
Vanish from her heart in an instant!

Isabella
(My uncle sends me to Camillo.) Dear,
Tell me, tell me what you want?

Camillo
Dear! What I want?
(Ironic, then rising to anger)
To tell you to prepare
To marry Le Bross; that we know everything.
Everything, everything is known! You sighed
In secret for Columella;
But you will not marry him;
In despite you must
Give your hand to Le Bross. Your uncle wishes it,
Your father wishes it. I thank you
That you have taken away my illusions.
False heart, tyrant;
Do you kill me now as reward for my love?
Ah! I curse the moment I first saw you!
(flees)

SCENE IX
Isabella, then immediately Columella, and Le Bross apart.

Isabella
Hear me! Oh, heaven! He runs away from me! Ah, wretched, vile Columella?

Columella
(She called me!)
(entering warily)

Isabella
Cruel man!

Columella
(Yes, yes, cruel! I was almost set to
Topple headlong from a balcony.)

Isabella
Out of spite,
I would almost give my hand to the foreigner.

Columella
Ah! No, please, let that never be true.
(throwing himself on his knees before Isabella)

Bross
(These…
Now I get it . He’s the lover.)

Isabella
Leave me, traitor.

Columella
(rises)
My idol!
What means this change?

Isabella
Go away, flee, get hence, I hate you.

Columella
(to Le Bross)
This is all your fault.

SCENE X
Enter Olivo, Pasquale, Camillo, a notary, and two servants.

Olivo
(from within)
Let’s go, let’s go up.
Let two servants come.

Columella
(enters the room hurriedly, then slows his pace)
Your lordhips’ most humble servant.

Bross
It’s the papa with the notarty. What’s the plan?
Will you speak? Do you want me to speak?

Isabella
My mind is not steady.
You speak… I’ll speak… I feel
My soul torn apart.

Bross
An ugly conflict!

Pasquale
(dragging Camillo)
You too, yes sir. We’ll do nothing
Without you.

Olivo
(Did you speak to her?)

Camillo
(I declaimed, I fulminated.)

Pasquale
(How dear he is!)
Now it’s your turn, sir notary.
Eh! Parents? We are here. Isabellina,
Now you’ll need to raise that little voice.
Isabella, now push out your voice
As much as you can.
Do you want him for a husband?
A nice yes; but round and clear…

Isabella
No.

Olivo and Pasquale
How no?

Bross
Don’t get worked up.
Who was ever master of the heart?
Isabella has long burned
With another love.

Olivo
You lie.

Camillo
(What a conflict!)

Bross
Columella!… Columella!

Columella
It’s most true, Isabella
(leaving quickly)
Fell in love just with me.

Isabella
That’s not true. Don’t believe him.
He’s a liar. Listen…

Pasquale and Olivo
Hush, be quiet.

Bross
Speak,
I’ll figure out how to save you.

Isabella
I love no one but Camillo.
Camillo is my darling,
I adore Camillo alone
And I will marry Camillo.

Olivo
I am crushed by this
Excess of audacity.
I hardly know how
To believe myself.
Rage, spite
stifle my words:
But tremble… but listen:
I shall be fierce.

Pasquale
This was an attack of
Delirious fever,
By my stars! But now
What shall I do?
Leave her to me,
If you please.
Scream at her, and I can
Show my teeth.

Camillo
She has arrived at an extreme
Of love and passion,
But now I am shaking;
I see no hope for me.
Rage, spite
stifle her words:
You have vanished, O happiness!
Heartbroken I shall die.

Isabella
I have arrived at an extreme
Of love and passion,
But now I am shaking;
I see no hope for me.
Rage, spite
stifle his words:
You have vanished, O happiness!
Heartbroken I shall die.

Bross
I am crushed by this excess
Of courage.
I hardly know how
To believe myself.
I am with you: take heart.
You need not fear.
Console yoursself… Listen.
I shall be able to save you

Columella
I am crushed by this excess
Of insolence.
I hardly know how
To believe myself.
Rage, spite
stifle my words:
You have vanished, o happiness!
A miser I shall die.

Olivo
Then you? But you shall not have her.
Then she? But we shall see.
You will beat a retreat.
This evening she will be gone.

Bross and Camillo
Oh, think. Hold on,
Sir, for pity’s sake.

Isabella
Oh, think. Hold on,
My father, for pity’s sake.

Olivo
I want to make an example, like the Romans,
And make it I shall.

Columella
(Now what a wind from over the mountains.
How can I ever put it right?)

Bross, Camillo and Isabella
Ah! If you have a human soul…

Olivo
No.

Bross, Camillo, and Isabella
Ah! If you have a heart in your breast…

Olivo
No.

Camillo and Isabella
Of our chaste affection…

Bross
Of their chase affection . .

Olivo
No.

Bross, Camillo, and Isabella
Listen…

Olivo
No, no, no.
I’ll not change my mind. Inexorable,
I have sworn, and I have said no.

Pasquale
(Ah! I shall become a witness
To some catastrophe!)

Bross
(This tempest is transitory,
And I’ll let it blow itself out.)

Camillo and Isabella
Ah! I can no longer calm
The beating of my heart.

Columella
(Creditors, begone,
I shall die with my degts.)

Bross
Sirs, I do not marry victims:
I am off to the port at once.
The wind still blows propitous,
And I shall return to my country.

Olivo
Hussy! Scoundrel! It’s your fault!
(hurling himself convulsively between Isabella and Camillo)
But now this very instant I’ll fetch a club,
I’ll split your skull, I’ll bash your shoulders,
I’ll put you with your bones in a sack of lime.
(running to Monsieur Le Bross)
Kinsman, stay: don’t make a fuss.
Isabella must marry you by force.

Pasquale
Kinsman, judgment, kinsman, attention:
(pleading with Monsieur Le Bross)
Here he’ll have a disaster if he picks up a club.
For certain debacles Pasquale is needed.
I’ll settle everything with four words.
Kinsman, stay: don’t make a fuss.
Isabella must marry you by force.

Bross
There’s no reason for so much tension.
Only madmen resort to threat and a club.
(to Pasquale)
The affair is completely tangled. Pasquale is needed.
Try to set it right with four words.
Leave me. Go, you are making me livid.
(to Olivo)
No, Isabella will never be mine.

Camillo and Isabella
He feels no pity. He hears not reason.
He threatens an innocent with a club.
O poor heart, you were born to anguish.
But defy the harshness of the tyrant stars.
No, no, do not tremble. Be silent, and hope.

Camillo
Isabella is mine, and always will be.

Isabella
Isabella is yours, and always will be.

Columella
O painful case! O villainous fate!
I dreamed of a million and wake up with nothing.
It went up in smoke, piff piff, paff paff.
I hoped for a dowry, I’ll die of hunger;
My cross-eyed star always makes me
Tremble and gape.

Exeunt omnes.

SCENE XI
Matilde, Pasquale, and Olivo.

Olivo
Yes, a Roman example.

Pasquale
Well said.

Olivo
Matilde, my hat.

Matilde
Right away.
(Exit and returns with the hat)

Olivo
Do you think she knows?

Pasquale
I’ll ask her now.
(To matilda, who is returning)
Did you know anything about this?

Matilde
But do you think so, Sir?

Pasquale
(softly to Olivo)
(When she says that
It must be true.) It seems impossible!

Matilde
Whoever could have said that!

Olivo
But she will regret it.
That is why I am going out…
Look after my daughter. I am hastening.
Before the day dawns
She must relent: I go and return.
(Exit)

SCENE XII
Matilde and Pasquale.

Matilde
That Senhor Olivo
Has taken this matter with too much fire.
A Roman example! It’s a mere trifle!
(pacing)
They will hear more about it. Already all over Lisbon
About you, and him, they say…

Pasquale
What do they say?

Matilde
Oh! I say nothing, I say nothing. He is your brother.
He is my master.

Pasquale
And what am I? Speak.
Or I’ll be angry.

Matilde
Well, then. Do you know
What they call a man
Uncouth, intractable, and wicked?

Pasquale
What is it you want me to know?

Matilde
That he is an Olivo.

Pasquale
Oh! Watch out!

Matilde
And for a man who is
Affable, discreet, well-mannered,
Good, good, jovial,
Do you know what they say?

Pasquale
No, I don’t.

Matilde
Pasquale.

Pasquale
Matilde? You are not joking?

Matilde
Goodbye, Sir,
I have to rush to my poor Isabella.
(Exit)

Pasquale
Pasquale for an amiable man! Oh, that’s nice.
I that really pleases me. There’s no objection.
As far as I’m concerened, I was born Pasquale
I have lived Pasquale, and I’ll die Pasquale.

SCENE XIII
Isabella, then Camillo.

Isabella
(timidly)
Uncle…

Pasquale
If you don’t say Pasquale, I won’t listen to you.
Pasquale is my name; I am proud of it,
And as long as I live, I want to be Pasquale.

Isabella
(I’ll call him Pasquale.)
Dear Senhor Pasquale.

Pasquale
(taking notice)
(Sly minx! She’s trying to beguile me.)
Come closer,
But I am Olivo with you. Impudence!

Isabella
How so?

Pasquale
What do you mean, how so? The little miss
Thinks that a girl
Ought to be in love?

Isabella
Yes, sir.

Pasquale
Yes, sir? What cheek!

Isabella
You taught me
Not to tell a lie.

Pasquale
And if you don’t blush it’s my fault,
This one will be in a convent.

Isabella
Not a bad thing!
(almost in tears)
I shall die. Uncle Pasquale
Will weep over my body.

Pasquale
(Poor girl!)

Isabella
You loved me so much.

Pasquale
(It’s true, it’s true.)

Isabella
You have always been a model of goodness.

Pasquale
(I am not cut out for Roman examples.)

Camillo
(Observing from a distance)
(I too want to risk it.)

Pasquale
Nephew! We must obey
My brother.
Then I’ll find
That scoundrel Camillo,

Isabella
Have mercy on him.

Pasquale
Mercy. Let him come before me:

Camillo kneels.

I’ll make mincemeat of him. Morning and evening
He’s been doing accounts. The impostor!
He’ll have to deal with me.

Isabella and Camillo
Pardon, Senhnor Pasquale.

Pasquale
A fine couple! Reckless! Swindler!

Camillo
Dear Senhnor Pasquale.

Pasquale
Have you finished with your accounts?

Camillo
Do not say no. Speak to your brother.
Arrange the matter.

Pasquale
My fine Sir!
Without a farthing,
To marry my niece?

Isabella
I am rich!
I have a dowry…

Pasquale
What dowry?
Olivo won’t hear of it.

Isabella
Well, then; well then,
A hopeless love turns to madness.
If you have not placated my father
By the time the clock strikes five,
You will hear a shot.
I have decided: we shall die;
And save ourselves from the cruelty of others.

Camillo
Senhor Pasquale!

Isabella
Pasquale! My dear uncle!

Camillo
At five o’clock…

Isabella
Or else…

Camillo
Forever… farewell.
(they flee, and run into a corridor where they are met by Matilde and Le Bross who are visible)

Pasquale
But… listen… a moment… children!… take it easy!
(starting to follow them)

SCENE XIV, the last
Olivo entering by the garden gate and the above, then all in turn.

Olivo
Pasquale! Pasquale! What’s going on?

Pasquale
Nothing… Brother!
My foot slipped. Would you be so kind
As to tell me what time it is?

Olivo
What a foolish question!
(takes out his watch)
Three minutes to five.

Pasquale
(Three minutes!
Tomorrow I’ll die a sudden death.)

Olivo
Isabella?

Pasquale
Isabella…
Yessir… Excuse me…
Are you still thinking about the Roman example?

Olivo
The carriage is ready.
I do not change my mind.

Pasquale
(A minute has already passed.) But brother,
Considering that we all have our weaknesses…

Olivo
What? Already, I wager, y ou have seen her,
You’ve gone soft on the lamenting of that ingrate.
You have always been Pasquale…

Pasquale
(And proud of it.)
But… for example…

Olivo
No.

Pasquale
(Another minute
Gallops to the post.) She could be
Persuaded.

Olivo
Her father.

Pasquale
I understand… but women … are female,
And men…

Olivo
Are men. Call her.
I don’t want any more words.
Our honor demands it. Look, now it’s five o’clock.

The clock strikes five. A pistol shot is heard.

Pasquale
Mercy, what?

Olivo
What was that? You are trembling?
You seem stricken with a cold sweat?

Pasquale
It’s nothing… Brother! I’m dying now.

Olivo
Diego! What a blow! Diego! Vinegar… vinegar.

Matilde, Diego, Columella and Chorus
Ah! Misfortune! Misfortune!

Matilde and Le Bross, Columella and the servants are seen running toward the copse, then coming back out.

Olivo
Help!
What has happened? Run… Speak.

Matilde, Diego, Columella and Chorus
Isabella…

Olivo
Isabella?

Matilde, Diego, Columella and Chorus
You know…
And Camillo fired that shot.

Olivo
Isabella?

Matilde, Diego, Columella and Chorus
And Camillo… He’s dead.

Olivo
Ah! I’ve lost hope. Daughter… where shall I run to?

A servant hands the vinegar to Pasquale.

Where can I find comfort in my state?

Pasquale
(refusing aid)
Vinegar is useless. I am already dead.

Bross
Savages. Are you satisfied?
(entering with feigned indignation)

Pasquale
I certainly won’t go into it.

Bross
Look, tyrant father,
Where anguish has driven
The innocent maiden.

Olivo
A knife, bring me a knife. On the lifeless body…

Bross
Hold on, useless pity!

Olivo
If I had ever imagined
Such a tragic outcome,
No, I would not have been so inhumane;
I would have given her to Camillo…

Bross
Her hand.
Really?

Olivo
But why?

Bross
Is that so?

Olivo
I swear.

Bross
Now that I am sure of it,
I shall make the supposed dead
Return to life.

Pasquale and Olivo
To life? Who?

Bross
Camillo and his lady love.

Le Bross runs to the copse and leads forth Camillo and Isabella followed by Matilda and Diego. Olivo meets them and unites Isabella and Camillo.

Olivo
Ah! Children!

Isabella and Camillo
Ah! Father!

Pasquale
You are reborn… I die.
(shaking with relief)

Isabella
No: come back to life.
Return and shine. This gentleman
(pointing to Le Bross)
Has made my father compassionate
With his merciful deception. There is no more anguish.
Terror is no more. Next to my dear love
I shall recall the pains
Only as trifles. Oh, sweet moment!
The loving heart cannot bear so much joy!
If I shook with anguish
In the cruelest torment,
Such a moment compensates
For the anguish and heartache.
Be silent, now forever silent,
Oh ravings of my heart:
Love has triumphed,
I have ceased to suffer.

Chorus
Love has triumphed,
You have ceased to suffer.

Isabella
Father!… My dear uncle!
Sir!… My love!

Chorus
She rejoices:
My an eternal forgetfulness cover
The long sighing.

Isabella
Ah! The soul in my breast cannot bear
This excess of delight;
Already I feel it leaping up
Delirious with happiness.

Chorus
The cruelty was a cloud in the wind:
Peace has returned to shine.

THE END

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