Adelia, o la figlia dell’arciere (1841)

The More I learn, the Less I Know

Adelia, o la figlia dell’arciere (1841)

“Melodramma serio” in Three Acts
Libretto by Felice Romani (Acts 1 and 2) and Girolamo Maria Marini (Act 3)

Péronne Castle, seat of the Dukes of Burgundy

CAST OF CHARACTERS

Carlo (Charles the Bold), Duke of Bugundy (Baritone)
Oliviero, Count of Fienna (Tenor)
Arnoldo, Commander of the French Archers in the Duke’s service (Bass)
Adelia, his daughter (Soprano)
Comino, Chamberlain to the duke (Tenor)
Odetta, friend of Adelia (Mezzo-soprano)
A Squire of Oliviero (Basso)
Chorus: Knights, Ladies, Citizens, Archers, Pages, and Soldiers.

The scene is laid in Péronne, the residence of the Duke of Burgundy, around 1467, year of the rebellion of the Liégeois. The story is taken from a chronicle of the time of Charles the Bold.


ATTO PRIMO

Piazza nella città di Perona, che conduce a varie strade di fronte, e dai lati.

SCENA PRIMA
È notte; odesi lontano rumore: sparano cannoni in distanza: a poco a poco lo strepito si avvicina. I cittadini si affacciano di qua, e di là alle finestre; alcuni sono nelle porte, altri nella strada.

[Coro]
Coro I
Della torre ascoltate la squilla,
Suona a festa, il castello risponde.

Coro II
Da lontano una luce scintilla;
Sorge un suono di voci gioconde.

Tutti
Si prolunga, si spande più forte,
Più distinto, più presso si fa.
Su, vicini, alle mura! alle porte!
Il fragore… lo strepito è là.

Coro I
Egli è il Duca, egli è il Duca, che riede,
Vincitor de’ superbi Liegesi.

Coro II
Degli Arcieri il drappel lo precede,
Ne fan prova i timballi francesi.

Tutti
Primi in campo, ai perigli, alla morte,
Esser denno primieri all’onor.
Su, vicini, alle mura! alle porte!
Alle porte, alle mura è il fragor.

SCENA SECONDA
I cittadini s’allontanano correndo: la scena rimane vuota. Da un verone di una casa discende furtivamente un uomo avvolto in un mantello rosso, pennacchio simile; e si dilegua per una delle strade. Non ancora è partito, che alcuni cittadini lo veggono. Lo additano agli altri, che sopraggiungono; e quando egli è sparito, si riuniscono parlando fra loro.

Coro I
Osservaste? Uno straniero
Si calò da quel verone.

Coro II
Chi d’Arnoldo la magione
Violar così poté?

Donne
Rosso il manto, ed il cimiero…

Uomini
Rossi entrambi… ebben?… chi è?

Donne
Di Fienna è il giovin conte,
È del duca il favorito.

Uomini
Egli! come!… e con qual fronte,
Con qual cor colà salì?

Donne
Ei… sol ei non è l’ardito…

Uomini
Forse… Adelia?…

Donne
Adelia… Sì.
Sventurato genitore!

Tutti
(parlano tutti in gruppo sottovoce)
Mentre il sangue in campo spende
Qui l’oltraggia un seduttore.
L’onor suo qui vilipende!
Né la legge, né la pena
In Perona i grandi affrena?
Né innocenza in questo suolo,
Né il pudor mai scudo avrà?
Ah! qual fia d’Arnoldo il duolo?
Qual furore il suo sarà?

SCENA TERZA
A poco a poco cessa lo strepito. Dal fondo di una contrada comparisce Arnoldo, con un ufficiale degli arcieri.

[Recitativo]
Arnoldo
Siam giunti. Vanne, Ulrico,
E nell’assenza mia, dov’uopo il chieda,
Compi mie veci ai nostri arcieri appresso.

L’ufficiale parte.

SCENA QUARTA
Arnoldo e detti.

[Cavatina]
Arnoldo
Oh figlia! il primo amplesso
A te sia dato: ed il primier sorriso,
Che al suo ritorno il genitore allegri,
Quel della figlia sia.
(s’avvicina alla casa)

[Scena]
Coro
(D’Arnoldo udiste?)

Arnoldo
(fermandosi)
(Il nome mio! che fia!)

Coro
Ahi! tristo frutto, e amaro
Dal suo valore ha colto.
Se quanto avea di caro
Un seduttor gli ha tolto;
Se rea di tanto eccesso
La figlia sua si fa.

Arnoldo
(mostrandosi, con forza)
Mia figlia!

Coro
(riconoscendolo)
Ah! è desso!

Arnoldo
Sì, son desso: v’arrestate:
Desso io son che compiangete.

Coro
(Ah! che dir?)

Arnoldo
Che fu?… Parlate…

Coro
(Sventurato!)

Arnoldo
Voi tacete!…
Se v’è un padre, a lui m’appello;
Quello io prego… Ahi! parli quello!
Del mio cor la fiera ambascia
Ei può solo immaginar.

Coro
Deh! tacer, partir ne lascia.
Va’ tua figlia a interrogar.

Arnoldo
Io v’intendo. Oh! mio furore!
Sì, v’intendo… (Avvampo, ed ardo!)
Dite solo il seduttore…
Dite il nome del codardo…

Coro I
Favorito egli è di Carlo.

Coro II
È un possente…

Tutti
Egli è Olivier.

Arnoldo mette la destra sulla spada, e mesto s’allontana.

Coro
Dove corri?

Arnoldo
A trucidarlo.

Coro
E il puoi forse?

Arnoldo
È vero… è ver!
(retrocede)

Coro
(sottovoce circondandolo)
Non sai tu? Del nostro duca
Legge v’ha, che danna a morte
Qual sia grande, che seduca
Vergin nata in umil sorte.
Quella invoca: e vendicata
Tanta offesa appien sarà.

Arnoldo
E… mia figlia! sventurata!
Vendicar chi mai potrà?

[Aria cantabile]
Era pura, come in cielo
Puro è il raggio d’una stella,
Come il sol, che un fiore abbella,
L’abbelliva l’onestà.
Ah! la nube stese un velo
Su quell’astro di mia vita!
Ah! la rosa è inaridita,
E mai più non sorgerà.

[Tempo di mezzo]
Ma… vendetta! Pera l’empio
Che ogni gioia m’avvelena!

Coro e Arnoldo
Pera, pera; e sia d’esempio
La sua morte ai seduttor.

[Cabaletta]
Sappia il duca, il mondo intenda
Il delitto, insiem la pena:
Non v’ha legge, che difenda,
Che protegga il malfattor.

Arnoldo ed i cittadini si disperdono.

SCENA QUINTA
Partiti Arnoldo, ed i cittadini, rimangono alcune donne del popolo, altre si uniscono a loro.

[Scena]
Coro I
Ei corre al duca.

Coro II
Ed ella?…
In securtà si pensa?

Coro I
Non sa qual ria procella
Sul capo suo si addensa!

Tutti
Dessi avvertir l’improvvida…
È uffizio di pietà.
(battono alla porta della casa di Arnoldo)

SCENA SESTA
Apresi la porta, e si presenta Odetta indi Adelia.

Odetta
Che fia? Vicini!
Sì tosto usciti? Appena albeggia il cielo.

Coro
Esci; amistade, zelo
Ci guida a voi. Colle francesi squadre
Tornò dal campo Arnoldo.

Odetta
Arnoldo!

Adelia
(esce frettolosa e semplicemente vestita: all’udire nomare il padre, si scuote)
Il padre!
Lo vedeste, amiche?… ah! dite,
Lo vedeste?… Quando?… Dove?

Coro
Qui, pur dianzi.

Adelia
Qui!… Seguite.
(Ah! qual gelo in cor mi piove!)
Né al suo tetto il piede ei volse?
Né al mio seno ancor volò?

Coro
Sciagurata! a te si tolse,
Perché rea ti ritrovò.

Adelia
Rea!… che ascolto! Odetta, Odetta.

Odetta
(Tutto apprese.)

Coro
E al duca ei vola:
D’ira egli arde, e vuol vendetta
Di chi pace e onor gl’invola…
Tu provvedi al tuo periglio;
Tutto, tutto dêi temer.

Adelia
Me perduta!… oh ciel!… consiglio!…
Salva i giorni d’Olivier!
(quindi volta ad Odetta)

[Cavatina]
Fui presaga; ah! tu lo vedi…
Dall’abisso il piè non torsi…
Troppo cieca, io fé non diedi
Al mio cor, ai miei rimorsi…
Fuor che pianto, io non dovea
Coglier mai da questo amor.

[Tempo di mezzo]
Coro
Sventurata! ah sì! sei rea,
Fuggi, fuggi il genitor.

Adelia
Io, fuggir?

Coro
Sì!

[Cabaletta]
Adelia
Al suo piè cader vogl’io;
Rea d’amor soltanto io sono:
O m’accordi il suo perdono,
O m’uccida il genitor.
Ma il furore in me sia spento;
Ma perdoni ad Oliviero.
Sino all’ultimo momento
Gli dirò che l’amo ancor.

Coro
Va’: ricorra il tuo pensiero
A placare il genitor.

Adelia
Io vado.
Al suo piè cader vogl’io ecc.

Coro
Va’: ricorra il tuo pensiero
A placare il genitor.

Il Coro si ritira

SCENA SETTIMA
Adelia, Odetta, indi Arnoldo.

[Recitativo]
Adelia
Vieni. A cimento estremo
Vuolsi estremo coraggio.

Odetta
E come speri
Al padre pervenir?

Adelia
A lui l’accesso
Fia, che de’ suoi guerrieri alcun m’impetri.

Arnoldo
(improvvisamente comparisce. Adelia sta per partire)
Fermati.

Adelia
Ah!… padre mio…

Arnoldo
Tremi!… T’arretri!…
Perfida! e n’hai ben d’onde…

Ad un cenno d’Arnoldo Odetta s’allontana.

Contaminati amplessi
Daresti al padre… e ne rifugge il core.

Adelia
Ah! vedi il mio dolore!
Vedi il rimorso mio!

Arnoldo
Rimorso!… È vano.
La macchia tua terger non puote il pianto.

Adelia
Ah! non pensar, ch’io sia colpevol tanto!

[Duetto]
Amo, ed amata io sono
Del più innocente amore:
Sol n’ha rimorso il core,
Perché si tacque a te.
Ottenga il tuo perdono,
E illeso amore egli è.

Arnoldo
Cieca! E qual tu nutrire,
Qual ei può darti speme?

Adelia
La nostra sorte unire,
Viver beati insieme.
Ei mel giurò…

Arnoldo
Mentìa.
Sa che impossibil fia…
Sa, che a signor possente
Plebea non si consente.
Sa qual superbo talamo
Il duca a lui serbò.

Adelia
Ah! la mia speme lasciami,
O di dolor morrò.

Voci di dentro
Viva il gran Carlo!

Arnoldo
Corrasi…

Adelia
Ove ne vai? Deh!… resta.

Arnoldo
Udrammi il duca.

Adelia
Ah! placati.

Arnoldo
Vendetta io voglio, e presta.

Le grida si approssimano.

Adelia
Ah! cedi alle mie lagrime;
Non accusarlo: ei m’ama.
Sdegnò il superbo talamo:
Seguirmi in Francia ei brama.
Dove sorride amore,
Dove felice è il core,
Ivi è grandezza e gloria,
Ivi è splendore e onor.

Arnoldo
No, che non t’ama il barbaro…
Ei già ti tiene a vile.
Chi ti sedusse, ahi misera!
Alma non ha gentile…
Va’: se t’avesse amata,
Pura t’avria serbata…
Va’!… più odioso, o credula,
Mi rendi il seduttor.
(furibondo la trae verso la casa, vi entra)

[Finale I]
Voci
(che si avvicinano)
Viva all’amor de’ popoli,
L’invitto Carlo, viva!
Mille cogliea l’indomito
Lauri del Reno in riva.
In lui sorpresi intenti
Stavan più re possenti.
Ei fra i ribelli eserciti
Passava vincitor.

SCENA OTTAVA
Durante il precedente coro defila l’esercito del duca di Borgogna. Escono schiere numerose di cittadini. Comparisce Carlo con splendido corteggio: ha Oliviero al fianco.

Carlo
Miei prodi, è vostro il merito
Se vincitore io torno.
L’onor con voi dividere
Degg’io di sì bel giorno.
Ore felici, e liete
Insiem con me godrete.
Presto a novelle glorie
L’onor vi chiamerà.

Arnoldo con un foglio in mano trascinando Adelia si avanza.

Oliviero
(scorgendoli)
Ciel!… che veggio!

Arnoldo
(genuflesso)
Al tuo cospetto
Soffri, o sire, un padre in pianto.

Carlo
Sorgi, Arnoldo! E donde aspetto
Triste hai tu, dimesso tanto?
Parla!

Arnoldo
Ascolta.

Oliviero
(Io son perduto!)

Adelia
(Lassa me! più cor non ho!)

Arnoldo
Una figlia, un sol sostegno
Di mia vita io possedea.
Mentre in campo, a pro’ del regno,
Io sudava, e combattea,
Un crudel fra questi alteri
Tuoi baroni e cavalieri,
Un crudel me la rapia,
Seducea quel puro cor.

Carlo
Un fra miei!… chi tanto ardia?…
Tremi, tremi il malfattor.

Arnoldo
Io m’appello al cor di Carlo:
Vuo’ giustizia…

Carlo
Tu l’avrai.
Noma il reo.

Adelia
Deh! non nomarlo.

Carlo
Parla: il vuo’.

Arnoldo
Vicin tu l’hai.

Oliviero
Io son quello.

Carlo
Tu? che ascolto!

Oliviero
Ma non vil, non seduttor.
Io l’amai dal primo istante
Che s’offerse agli occhi miei.
L’amo ancor d’amor costante,
Il mio bene è posto in lei:
Le giurai mia fé di sposo,
E mia fé le serberò.

Carlo
E tant’osi?

Oliviero
No… non oso;
Solo imploro, e grazia avrò.

Carlo
Non sai tu qual avvi, editto,
Qual v’ha pena al tuo delitto.

Oliviero
Morte: il so…

Adelia
Stelle!

Carlo
Non sai
Quale imene a te serbai?
Non sai tu di qual faresti
Stirpe illustre il disonor?
Ed unirti a lei potresti?…
Morrai prima.

Adelia
Ah! mio signor!
Se funesto a’ giorni suoi
Esser debba l’amor mio,
Vi rinunzio a’ piedi tuoi:
La sua man più non desio.
Viva, viva e… altrui fia sposo.
Con lui sol sii tu pietoso:
Io col padre andrò lontana
A morire di dolor.

Coro
Nobil core!

Arnoldo
Taci, insana!
Morte poi, ma pria l’onor.
Odi, o duca: in questo foglio,
Di tua man vergato intero,
Difensore del tuo soglio
Tu m’appelli.

Carlo
È vero.

Coro
(È vero!)

Arnoldo
Qual favor mi fia più grato
D’assentirmi hai tu giurato.

Carlo
Lo rammento.

Coro
(Lo rammenta!)

Arnoldo
Resti dunque ogn’ira spenta,
Altro premio io non ti chiedo,
Che la mano d’Olivier.

Carlo
La sua mano! E quali opporre
Puoi tu stemmi ai stemmi suoi?

Arnoldo
Quei, che niuno a me può tôrre:
Le ferite del guerrier.

Coro
Che dirà? Ne’ torbid’occhi
Lo stupore è sculto, e l’ira.

Oliviero, Adelia e Arnoldo
Giusto ciel! pietà lo tocchi.
Miti sensi al cor gl’inspira;
La mia vita e la mia morte,
Ciel pietoso! è in man di te.

Coro
Da magnanimo, da forte
Parla Arnoldo; udir si de’.

Carlo
(Tanto ardir!… ma la sua sorte
È decisa, immota ell’è.)
Ascoltate. Un sommo esempio
Di giustizia io darvi intendo.
Nel mio tetto, nel mio tempio,
Pria che annotti io tutti attendo:
Ne’ miei lari il rito augusto,
L’imeneo compito io vo’.

Coro
Viva il duca, viva il giusto!
La clemenza in lui parlò.

Arnoldo, Adelia e Oliviero
Sire! ah sire! il mio contento
Proferir mi vieta accento.

Carlo
Fia palese all’universo,
Se mia fé serbare io so.

Adelia e Oliviero
(ad Arnoldo)
Or che il prence ha perdonato,
Or che illeso è il vostro onore,
Tu sereno, tu placato
Benedici il nostro amore.
Deh! ne abbraccia, e altar primiero
Sia per noi del padre il cor.
Ah! non fia nel mondo intero
Un gioir del mio maggior.

Arnoldo
Sì! venite al sen paterno,
Abbracciarvi or m’è concesso:
Sì, vi stringa amore eterno,
Fausto il cielo invoco adesso:
Le vostre alme ei benedica
Col mio labbro, col mio cor.
Sollevar la fronte antica
Onorata io posso ancor.

Carlo
(Il furor, che in sen mi bolle,
Colmo è omai: l’audace il volle.
Dell’offesa, dell’oltraggio
La vendetta fia maggior.)

Coro
Viva il giusto, viva il saggio
Di sua fé mantenitor.

Carlo si muove: tutti lo seguono al grido di replicati evviva.

ATTO SECONDO

Gabinetto nel palazzo ducale.

SCENA PRIMA
Adelia seduta innanzi ad un ricco specchio. Odetta è presso a lei in piedi ed ha terminato di acconciarle i capelli. Le damigelle le presentano vari scrigni di gioie.

[Chorus]
Damigelle
Scegli. Di perle candide,
Come tua fronte bella,
Serti vuoi tu, che annodino
Del bruno crin le anella?

Odetta
O vuoi piuttosto
Rubin, che rassomigli
A’ labbri tuoi vermigli?

Damigelle
O il zaffiro vuoi tu, puro, sereno
Al par degli occhi tuoi?

Tutte
No: bello è meno.

[Cavatina]
Adelia
(che ha provate varie ghirlande)
Datemi un serto, amiche,
Un serto, che mi renda
Più amabile a’ suoi sguardi, e più vezzosa,
Degna infine di quell’alma amorosa.
Perché non posso togliere
Le rose dell’aurora,
I raggi ond’ella indora
Le porte del mattin?
Vorrei, vorrei di Cinzia
Rapir l’argentea sfera,
La stella, che primiera
Lava nel mare il crin.

Odesi strepito. Adelia sorge.

[Tempo di mezzo]
Odetta
Oh! mira:
Sono i paggi del conte, e il suo scudiero.

Damigelle
Nuovi doni t’invia.

Adelia
Caro Oliviero!

SCENA SECONDA
I paggi preceduti da uno scudiero. Recano essi in un cestello di argento un ricco manto: lo scudiero in un bacile d’oro porta una corona.

Damigelle
Questo di bisso, e porpora,
Manto Olivier ti dona!
La nobil sua corona
Dà di contessa a te.

[Recitativo]
Adelia
Corona! ah!… porgi…
Ch’io me ne adorni,
Che a portarla avvezzi
Questo umil capo.
(si prova la corona)

Odetta
Maggior pregio ha dessa
Sulla tua fronte…

Adelia
Odetta… io son contessa!
(dopo un momento di compiacenza si toglie la corona)

[Cabaletta]
Ah! non è, non è tal nome,
Che sì dolce al cuor mi suona:
Ah! non è la sua corona,
Che superba andar mi fa.
Di sua sposa è il caro nome
Proferito dall’amore;
Egli è il dono del suo cuore,
Di quel cuor, che ugual non ha.

Damigelle
No, quaggiù non v’ha splendore,
Che non ceda a tua beltà.

Adelia
Ah! non è, non è tal nome, ecc.,

SCENA TERZA
Oliviero e detti.

[Scena]
Oliviero

Adelia!

Adelia
Sposo mio!

Nel comparire di Oliviero le damigelle, e i paggi partono.

Caro Oliviero!

Oliviero
Io mi sottrassi al duca
Non osservato: per guidarti all’ara
Però non vengo; al padre tuo serbato
Ufficio è questo…

[Duetto]
Adelia
Ah! della tua presenza
Uopo non ebbi mai nel mio soffrire,
Qual nella gioia mia…
Parmi, parmi, talor che sogno sia.
Ma tu, non sei contento,
Felice al par di me?

Oliviero
Stringerti al seno,
Veder de’ tuoi begli occhi
La pura luce, e l’armonia soave,
Udir di tue parole, è ben supremo:
Sommo ei sarebbe, estremo,
Se un triste oggetto non mi fosse apparso
Qual nube in faccia al sol!… Ma teco è sciolta.

Adelia
Un triste oggetto! ah! dillo a me!…

Oliviero
M’ascolta.
Tutto di te sollecito,
Pieno di mie speranze
Lieto io scendeva, e celere
Dalle ducali stanze,
Quando vid’io ne’ portici
Palco ferale alzar.

Adelia
Cielo! e non sai qual misero
Tratto vi fia?

Oliviero
L’ignoro.
Mute le guardie stanno:
Invan ne chiesi a loro…
E in cor mi sorse un palpito,
Che mal potrei spiegar.

Adelia
Ah! nel tuo cor sì tenero
Ben si dovea destar.

Oliviero
Oh! quando a me sì limpida
Sorse, diss’io, la luce,
Qual genio a lui malefico,
Perpetua notte adduce?
Forse egli amava… e presso
Era a quell’ara anch’esso…
Forse… Oh! mio ben perdonami:
M’è forza lagrimar.

Adelia
Deh! il tuo pensier non pascere
Di così triste oggetto;
Deh! non voler di lacrime
Mischiare il mio diletto:
Tu vivi; e tu sei mio…
Tutta la terra oblio:
Lasciami intera, ah! lasciami
La gioia mia gustar.

Oliviero
T’accosta a me: sorridimi…
Tranquillità mi rendi.

Adelia
Ah! del mio tanto giubilo
Parte, mio ben, ti prendi:
Tutto nol può comprendere
Questo mio fragil cor.

Oliviero
Nelle tue braccia vivere…
Sempre al mio fianco unita.
Quanto fia dolce immagine
Il corso di mia vita!

Adelia
Nelle tue braccia vivere…
Sempre al tuo fianco unita.
Quanto fia dolce immagine
Il corso di mia vita!

Adelia e Oliviero
Senza rimorsi e pene,
Santi com’è d’Imene…
Gli anni per noi saranno
Un giorno sol d’amor.

Oliviero
Addio per poco.

Adelia
Addio.
Lieto tu sei com’io.

Oliviero
Ah! di quest’alma il giubilo
Mi fa di me maggior.

Oliviero e Adelia
Tutto nol può comprendere
Questo mio fragil cor.
(si allontanano da opposte parti)

SCENA QUARTA
Vestibolo nel palazzo ducale: tempio domestico un lato. Comino solo dalle logge, indi Odetta dagli appartamenti.

[Recitativo]
Comino
È sgombro il loco ancora…
A tempo io giungo. Penetrar non visto
Potessi alle sue stanze,
E la ria prevenir scena funesta!
Ma… non m’inganno… è questa
D’Adelia la compagna! oh gioia! il cielo
A me l’adduce. Odetta.
(cava rapidamente un biglietto e lo porge a Odetta, che giunge)
Prendi: ad Adelia il reca… a lei… t’affretta.

Odetta
Signore…

Comino
Un solo istante,
Che tu rimanga, a lei può nuocer molto…
Nuocer senza riparo…

Odetta
Oh ciel! che ascolto!
E chi degg’io nomar?

Comino
Tutto in quel foglio,
Tutto è palese. Ella soltanto il legga.

Odetta
(additando Adelia, che si avvicina)
Mira: tu stesso a lei…

Comino
No… non mi vegga.
(parte rapidamente)

Scena Quinta
Adelia e Odetta.

Adelia
(a Odetta, che le porge il foglio)
Un foglio a me!…

Odetta
Turbato
Mel diede un cavalier.

Adelia
Veggiam.
(apre il foglio, e legge la firma)
Comino!
L’amico d’Olivier!
(legge)
Cielo!

Odetta
Tu tremi!
Ti copri di pallor!

Adelia
(leggendo)
«V’inganna il duca…
Sua calma è finta… Ad Oliviero ei serba…
Dopo l’altar la scure!… Unico scampo
È differir le nozze,
E dal tempo aspettar men cruda sorte.
Non mi nomar… tu mi daresti morte.»
(le cade il foglio di mano e rimane istupidita)

Odetta
Adelia…
(sostenendola)

[Scena]
Adelia
(scuotendosi)
Ah!… lunge… lunge…
(si strappa le ghirlande)
Questa gemma fatale!… Odetta, Odetta!
Ch’io quel tempio non veda! Il ciel m’uccida.
Pria ch’io mi appressi all’ara… Ah! non l’avessi
Mai desiata, sospirata mai!…
Vieni… vieni… fuggiam…

SCEN SESTA
Arnoldo e detti.

Arnoldo
Ove t’en vai?
Che veggo? A terra sparse
Son le tue gemme?… Appo la soglia piangi
Del sacro tempio, che per te s’infiora.

Adelia
(facendosi forza)
Il tempio… oh padre!… ei m’è conteso ancora.

Arnoldo
(a Odetta)
Esci.
(ad Adelia)
Conteso il tempio!
Come? Da chi? Favella.

Adelia
Egra io mi sento…
Stanca… abbattuta…

Arnoldo
E moribonda fosti
Ti porterei con queste braccia al tempio.

Adelia
Io di fermezza esempio
Prendo da te. Non pensar mai vivente
Trarmi a quell’ara. Io queste nozze abborro…
Esse mi fanno orrore.

Arnoldo
Tu dovevi abborrire un empio amore.
Vieni… l’impongo…

Adelia
Oh! padre!
Non posso…

Arnoldo
Iniqua!

Adelia
Ah! padre mio!… la tomba
Io schiudo ad Olivier… Egli dal duca
Spento sarà… compiuto appena il rito.
Leggi.
(porge al padre il foglio)

Arnoldo
(dopo aver letto rapidamente)
Ha Comino mentito.
Esser non può. Lo fosse ancor… non calmi
Della sua vita… l’onor mio mi preme,
L’onor, che tu m’hai tolto.
Vieni… io lo voglio…

Adelia
(con forza)
No giammai…

Arnoldo
Che ascolto!
Sollevar la fronte ardisci?
L’infamata abietta fronte?

Adelia
Tu l’abbatti, e in me punisci,
Solo in me l’error del conte.

[Duetto]
Arnoldo
Non sai tu, che al suo cospetto
Mille volte il ferro ho stretto,
Che a ferire io m’era accinto?
Che vi sono ancor sospinto?
Vieni ormai… nel tuo delitto
Per mia man vuoi tu morir?

Adelia
Io morrò, se l’hai prescritto.
Vibra il colpo, e non lo dir.

Arnoldo
Scegli, indegna: o ferro, o altare;
Nozze o morte… Di’… che vuoi?

Adelia
Solo il tempo di pregare…
Poi son pronta a’ colpi tuoi…

Arnoldo
Prega, iniqua, prega…

Adelia
(inginocchiandosi)
O madre!
Mi ricevi, io vengo a te.

Arnoldo
Muori…
(per ferire)

Adelia
Ah!… no… t’arresta, o padre;
Ne morrebbe ei pur con me.
(gli abbraccia le ginocchia gemendo)

Arnoldo lascia cadere il pugnale, e la solleva.

Arnoldo
No… non posso. O figlia mia,
Il tuo sangue al cor mi grida.
Ma in te pure, in te non sia
Muto almeno, e al padre sfida…
Più non parlo dell’onore;
Di mia vita io parlerò.
Di vergogna, di dolore,
Se pur nieghi io morirò.

Adelia
Ah! quel ferro ancor riprendi.
Torna, o padre, ah! torna all’ire:
Con quel pianto a me tu rendi
Più terribile il morire…
Ma una man così fatale
Al mio ben non porgerò.
Non la veste nuziale
Del suo sangue io tingerò.

[Scena]
Arnoldo
(riaccendendosi di sdegno)
E a svenarlo io corro, io stesso.
O a perir per la sua mano.
(per uscire)

Adelia
Odi… Ahimè!… chi giunge? È desso.

Arnoldo
Desso!… Taci.

Adelia
Ah, padre!

Arnoldo
È vano.
Se ti sfugge un motto, un detto,
Spento al piede ei ti cadrà.

Adelia
Padre, il giuro al tuo cospetto:
Egli solo non morrà.

SCENA SETTIMA
Oliviero con seguito di paggi e di scudieri e detti.

[Finale II]
Oliviero
Ardon le tede, e fumano
I sacri incensi all’ara.
Noi solo i grandi attendono,
Chiaman noi soli a gara.
Ma… tu mi guardi appena!…
Piangesti! Adelia!…

Adelia
(Oh pena!)

Oliviero
Cure aver puoi celate
Pel tenero mio cor?

Adelia è sul momento di prorompere. Arnoldo s’intromette.

Arnoldo
(ad Oliviero)
Presso all’altar, turbate
Son le fanciulle ognor.
(ad Adelia)
Vieni una volta…

Adelia
(Ahi, misera!)

Oliviero
E a pianger segui.

Arnoldo
(fremente ad Adelia)
Or cessa.

Adelia
Non piango io… no: ma debole,
Bensì, mi sento… e oppressa…
All’ara in tal momento
Mal vi saprei seguir…

Oliviero
Che ascolto… e il mio contento
Vorresti differir?

Odesi dal tempio musica religiosa.

Coro
(interno)
Ciel, che dei cor sei l’arbitro,
Rendi due cor felici.

Oliviero e Arnoldo
Odi d’imene i cantici…

Adelia
Deh!… un altro dì…

Oliviero e Arnoldo
Che dici?

Arnoldo
(dissimulando)
Pretesto è il suo. Le giova
Dell’amor tuo far prova.
Insisti, e vinci, o giovane,
Lo strano tuo desir.

Oliviero
Oh, Adelia mia! Adelia mia!

[Terzetto I]
Vieni: a miei voti arrenditi,
Se tu non vuoi ch’io mora;
Sospeso il cor non palpita,
Manca se indugi ancora:
A me ti unisci, e vita…
Vita felice avrò.

Arnoldo
Pensa, che puoi far sorgere
Giusti in suo cor sospetti…
Pensa, che qui si librano
Tutti i tuoi sguardi, i detti…
Che il padre alfin s’irrita…
E che stancar si può.

Adelia
Ah! questo è troppo chiedere,
Troppo volere è questo…
Egra son io… credetemi…
Vano non è pretesto…
La mia virtù smarrita
Rendetemi, e verrò.

Coro
(interno)
Tu, che de’ cor sei l’arbitro,
Rendi due cor felici.
I nodi lor purifica,
Gli affetti benedici.
Piovi su lor lo spirito
Che il mondo inter creò.

SCENA OTTAVA
Escono dal tempio i cavalieri e le dame invitate alla cerimonia, la scena s’ingombra di spettatori.

[Scena]
Coro
Volgi alfin al sacro rito.
Che s’indugia?

Arnoldo
Andiamo omai.

Adelia
Deh!… un sol giorno… e fia compito…

Oliviero
E pur vuoi?…

Arnoldo
(sta per isnudare un pugnale: Adelia se ne avvede)
Soffersi assai…

Adelia
No… son pronta… (Oh! smanie orrende.)
Teco io son… Verrò… Verrò.

Coro
Vi affrettate, il duca attende;
Già di voi cercar sembrò.

[Terzetto II]
Oliviero
Ah! se ancor sei tu dolente,
Se ribrezzo hai pur cotanto,
O il tuo cor più amor non sente,
O non mai… non mai m’amò.
No; col prezzo del tuo pianto
La tua man non comprerò.

Arnoldo
Questo indugio or troppo eccede,
La ripulsa è omai delitto.
Del tuo core, di tua fede
A ragione ei sospettò.
(piano ad Adelia)
Cessa; o qui cadrà trafitto.
O qui spento anch’io cadrò.

Adelia
Io non l’amo… oh ciel!… Lo senti?…
Io non l’amo, e per lui moro!
Ah! scagliar di più tormenti
L’ira tua su me non può.
(volgendosi nell’estrema smania ora ad Arnoldo ora ad Oliviero)
Vedi… vedi… il duol divoro…
E più lacrime non ho.

Arnoldo l’afferra violentemente pel braccio, ella resiste a tutta forza non curando gli inviti degli astanti, e l’estremo dolore di Oliviero. Arnoldo indignato alza su di lei le mani per maledirla. Essa cade a terra.

Arnoldo
Vieni… O ch’io!…

Adelia
Ah! padre… uccidimi…

Oliviero
Ove io son!…

Coro
Oh ciel!… mancò.

ATTO TERZO

Quartiere degli arcieri e degli altri militi, annesso al palazzo ducale.

SCENA PRIMA
Gli arcieri stanno in vari gruppi bevendo, alcuni seduti discorrono fra loro, altri passeggiano.

[Coro]
Coro
Sul campo dell’onor
Del pari è bello al forte,
Un’onorata morte,
O un trionfale allor.
Felice chi mancò
Sovra il nemico spento:
Chi ad un novel cimento
I giorni suoi serbò.

Parte del Coro
Noi vincemmo. Acque turgide e fiere
D’ostil sangue ha la Mosa tuttor;
Le fuggenti vilissime schiere,
Del gran Carlo raggiunse il furor.

Altra Parte
Noi vincemmo. S’applaude, s’ammira
La falange che Liegi domò.
Ogni bella in suo core sospira,
Pel guerrier che vincendo tornò.

Tutti
Sul campo dell’onor
Del pari è bello al forte,
Un’onorata morte,
O un trionfale allor.

SCENA SECONDA
Viene Comino in attitudine della più alta mestizia.

[Scena]
Comino
Silenzio. All’alto gioir vostro imporre
Fine conviensi, or che del sommo Carlo
Un improvviso cenno
All’arme vi richiama.

Coro
Nuovi affrontar nemici è nostra brama.
(prendono le armi sospese ed appoggiate alle pareti)
Le bandiere ei forse spiega
Nuove genti a debellar?

Comino
No. (Il dovere, il duol mi niega
L’atra scena palesar).
Mi seguite.

Coro
Andiam. L’arciero
Core ed arme ha preste ognor.
E all’invitto condottiero
Noi sacrammo e l’arme, e il cor.

SCENA TERZA
Gran sala nel palazzo ducale.

[Recitativo]
Oliviero
(esce concentrato, e nell’estremo abbattimento)
Che fia di me! D’esser credeva io giunto
D’ogni contento al colmo, e in un sol punto,
In un sol punto… oh cielo!
Più infelice d’ogni uom fatto son’io!
Adelia!… Ah! perché mai
Sul sacro limitar io ti mirai
Smarrirti, vacillar… impallidire…
A forza… a forza tratta
Dal paterno voler!… A che quel giuro
Dell’amor nostro desiata meta,
Sul tuo labbro languiva
Qual di morente voce fuggitiva?…

[Aria]
M’ingannò la mia speranza
Di regnar d’Adelia in core:
Ah! la speme dell’amore
Qual balen si dileguò.
Or quell’astro è per me spento,
Che reggea la mia costanza…
Or la vita è a me tormento;
E di duolo io morirò.

SCENA QURTA
Comino, arcieri e detto.

Comino
Olivier… La tua spada…

Oliviero
Che intendo!
Tu?… Comino…

Comino
È del duca il voler.

Oliviero
La die’ Carlo, ed a Carlo la rendo.
Egli il duce, io non son che guerrier.
(cede la spada. Comino lo guarda in atto compassionevole)

Comino
Duro incarco oggi a compier m’è dato:
Io ne piango… ed il deggio compir.
Sol nel cielo sperare ti è dato.

Oliviero
Qual destino m’attende!…

Comino
Morir.

Oliviero
Ah!… Morir! Adelia!… Adelia!…
Rivederla… nol poss’io!…

Comino
Infelice!…

Oliviero
Una sua lagrima
Fia che ottenga il morir mio…
Sii pietoso, o tu, che gemi,
Che t’affanni al mio dolor.
Vedi Adelia… i detti estremi
Reca a lei d’un uom, che muor.

[Cabaletta]
Fa che Adelia mi perdoni
Se mal cauto amor mi rese;
Se la fiamma, che ne accese,
Duolo eterno a lei costò.
Ah! soltanto al ciel ragioni
Di mia fé, de’ miei tormenti:
Ah! pietosa ognor rammenti
Chi spirando la chiamò.

Comino e Coro
Di costui l’acerbo fato
Nel mio cor pietà destò

Oliviero
Tu la vedrai…
Fa che Adelia mi perdoni, ecc.

Coro
Si, di costui l’acerbo fato
Nel mio cor pietà destò.
In ogni cor pietà destò.

Oliviero parte retto da Comino, circondato dagli arcieri.

SCENA QUINTA
Poco dopo esce Adelia forsennata, a mala pena trattenuta da Odetta e dalle damigelle.

[Scena]
Adelia
Ah! mi lasciate. Ad Olivier fatale
È quell’ara… No, padre… arcano orrendo
Me ne respinge… Ah! fatto egli è tiranno
Della sua figlia: ah! mille volte pria
M’uccida il genitor… La vita mia
Per te, mio bene, io do. Tu fremi! Irato
Il guardo in me tu figgi!… ah! m’odi… ah! m’odi…
L’acciar pende su te… quel sì, che chiedi
È sentenza di morte…

[Arioso]
Ecco, a’ tuoi piedi
Cado presso a morir: t’amo… e t’amai…
Serbo intatta la fé, che ti giurai.
(genuflette, e vi resta nella estrema estenuazione)

[Scena]
Damigelle
Infelice!… vaneggia.

Odetta
Oh! sorgi.
(la erge da terra)

Adelia
(smarrita ricerca intorno)
Il padre
Ov’è?… dov’è Olivier?… si cerchi, ascolti
Le mie discolpe. Ingiusta, orribil mano
Mi svelle dal tuo sen: aita invano
Cerco nel mio dolore…
Alla pietà per me chiuso è ogni core!

[Aria]
(con rancore represso)
Chi le nostr’anime che il cielo univa
Chi mai dividere, audace, ardiva?
Ciel, tu de’ barbari, deh! cangia il core,
Deh! tu proteggi il nostro amor.
(resta estatica, finché viene scossa da lontane voci di gioia)

SCENA SESTA
Arcieri, indi Arnoldo, Comino e dette.

[Finale III]
Arcieri
Sgombra il duolo; il suo sovrano
Nobil già tuo padre elesse:
Grazia il duca allor concesse…
Qui il tuo sposo or reca il piè.

Adelia
Ah! Che dite?

Arnoldo
(entrando con Comino)
A’ voti nostri
Fausto arrise il ciel pietoso.

Adelia
Padre!

Arnoldo
Figlia!… ah sì! Lo sposo.

SCENA SETTIMA e Ultima
Oliviero e detti.

Adelia
Olivier!

Arnoldo
Lo rende a te.

Oliviero
Adelia mia!

Adelia
Oliviero! Oliviero!
Ah! Sposo!…

[Cabaletta]
Vivi! ah, non m’inganno!
Vivi: e presso a te son io.
Se mai sogno è questo mio,
Deh! sia l’ultimo per me.
Ah! l’eccesso del contento
M’empie il sen, trasporta il core
In un’estasi d’amore,
Che soffribile non è.
Non m’uccise il mio dolore,
Di contento io morirò.

Oliviero
Del destin cangiò il rigore,
Per te sola ognor vivrò.

Gli Altri
Del destin cangiò il rigore,
E sereno il ciel tornò.

Adelia
Ah, padre mio! Ah, padre mio!
O sposo,
Vivi! ah, non m’inganno ect.

FINE

ACT I

A square in the city of Perona with several streets issuing from the rear and the sides.

SCENE I
Night. Distant noises are heard. Cannon fire in the distance. Little by little the noise comes nearer. The citizens appear here and there at the windows. Some are in doorways, others in the street.

[Chorus]
Chorus I
Listen to the trumpet blast from the tower
Announcing the feast, the castle answers.

Chorus II
A light glitters in the distance
A sound of merry voices rises.

All
It goes on, it grows louder,
Now it is closer and more distinct.
Come, neighbors, to the walls! To the gates!
The clamor, the uproar is here.

Chorus I
It is the duke, it is the Duke who returns
Conqueror of the proud Liégeois.

Chorus II
The troop of the archers precedes him,
The French drums give proof of it.

All
First on the field of battle, facing danger and death,
They must be the first to be honored.
Come, neighbors, to the walls! To the gates!
The clamor is at the walls and the gates.

SCENE II
The citizens hurry off. The stage remains empty. From a balcony of one of the houses a man climbs down furtively wrapped in a red mantle and matching military headdress and disappears down one of the streets. Before he is gone, some citizens catch sight of him. They point him out to others who join them, and when he has vanished gather to talk among themselves.

Chorus I
Did you see? A stranger
Climbed down from that balcony.

Chorus II
Who could thus violate
Arnoldo’s residence?

Women
His coat was red, and his crest…

Men
Both red…so…who is it?

Women
The young count of Fienna
And the duke’s favorite.

Men
He! How? And with what
Reckless audacity came he from there!

Women
He…he’s not the only one impassioned.

Men
You mean…Adelia?

Women
Adelia, yes.
Poor father!

All
(in a group whispering)
While he sheds his blood on the battlefield,
Here a seducer offends against him.
His honor is here defiled.
Does neither law nor punishment
Restrain the nobles in Perona?
Nor will innocence nor modesty in this land
ever have protection?
Oh! What suffering will be Arnoldo’s.
What a fury his will be.

SCENE III
Little by little the noise ceases. From deep in the quarter Arnoldo appears with an officer of the Archers.

[Recitative]
Arnoldo
We have arrived. Go, Ulrico,
And in my absence, where need may require it,
Act in my place beside our archers.

Exit officer.

SCENE IV
Arnoldo and the above

[Cavatina]
Arnoldo
O daughter! Let the first embrace
to you be given, and the first smile
that may bring joy to your father on his return
Be that of his daughter.
(approaches the house)

[Scena]
Chorus
(Did you hear Arnoldo?)

Arnoldo
(stopping)
(My name! What can it be?)

Chorus
Alas, sad fruit and bitter
He has harvested by his valor.
Whatever he held most dear,
A seducer as taken from him,
If his daughter has been guilty
Of such a transgression.

Arnoldo
(Revealing himself, loudly)
My daughter!

Chorus
(Recognizing him)
Ah! It is he!

Arnoldo
Yes, it is I. Stop.
I am the one with whom you are sympathizing.

Chorus
(Ah! What can we say?)

Arnoldo
What happened?…Speak…

Chorus
(Poor man!)

Arnoldo
You are silent!
If there is a father here, I appeal to him.
I beg him…Alas, let that man speak!
Only he can imagine
The violent throbbing of my heart.

Coro
Oh, let us depart from here in silence.
Go question your daughter.

Arnoldo
I hear you. Oh! My fury!
Yes, I understand you (I blaze and burn!)
Just tell me the seducer…
Say the name of the coward.

Chorus I
He is the favorite of Carlo

Chorus II
And a powerful personage….

All
He is Oliviero.

Arnoldo puts his hand on his sword and strides off dejected

Chorus
Whither are you hastening?

Arnoldo
To cut him to pieces.

Chorus
And might you do that?

Arnoldo
It’s true . . . it’s true!
(retreating)

Chorus
(whispering, surrounding him)
Do you not know? There is a law
Of our Duke’s that condemns to death
Anyone, however great, who seduces
A virgin born of humble class.
Invoke that law, and so great an offense
Will be amply avenged.

Arnoldo
And … my daughter! Poor thing!
Who can ever avenge her?

[Aria cantabile]
She was pure, as the ray
Of a star in the sky is pure,
Like the sun, that beautifies a flower,
She beautified honesty.
Ah! The cloud has drawn a veil
Over that star of my life!
Ah! The rose is withered
And nevermore will bloom.

[Tempo di mezzo]
But…Vengeance! May the villain perish
Who has poisoned my every joy!

Chorus and Arnoldo
Let him perish, perish, and let his death
Be an example to seducers.

[Cabaletta]
Let the duke know that the world is aware
Of the crime together with the penalty:
There is no law that defends
Or protects the malefactor.

Arnoldo and the citizens disperse

SCENE V
After Arnoldo and the townsfolk have departed, a few women of the people remain, others join them.

[Scena]
Chorus I
He is running to the duke.

Chorus II
And she?
Does she think she is safe?

Chorus I
She knows not what an evil storm
Is gathering over her head!

All
We should warn the poor thing.
It is the office of mercy.
(they knock on the door of Arnoldo’s house)

SCENE VI
The door opens, and Odetta appears, then Adelia

Odetta
What’s going on? Neighbors!
Up so early. Dawn is almost breaking.

Chorus
Come out, friendship and zeal
Guide us to you. Arnoldo
Has returned from battle with the French squadrons.

Odetta
Arnoldo!

Adelia
(enters hurriedly and simply clad: She shudders on hearing her father named)
My father!
Did you see him, friends?.. Oh, tell me,
Did you see him?… When?… Where?

Chorus
Here, just now, before us.

Adelia
Here! Follow me.
(Oh, what ice rains in my heart! )
Did he not direct his steps to his own house?
Did he not fly again to my breast?

Chorus
Wretched girl! He tore himself from you
Because he has found you guilty.

Adelia
Guilty! What do I hear! Odetta, Odetta.

Odetta
(She knows everything)

Chorus
And he is hastening to the duke
Burning with rage, and wants vengeance
From him who has robbed him of peace and honor…
May you protect yourself against the danger;
You must dare everything,everything.

Adelia
I am lost! O heaven … counsel me!
Save Olivier’s life!
(then turning to Odetta)

[Cavatina]
I saw this coming. Ah, you see it…
My foot did not turn from the abyss…
Too blind, I gave no heed
For my heart, for my regrets…
I was never to gain anything
From this love than tears.

[Tempo di mezzo]
Chorus
Unfortunate girl! Ah yes! You are guilty,
Flee, flee your father.

Adelia
I, flee?

Chorus
Yes!

[Cabaletta]
Adelia
I want to fall at his feet
Only of love am I guilty.
Either let my father bestow his pardon
Or let him kill me.
But then let his fury be expended on me
But pardon Oliviero.
Until the last moment
I shall tell him that I love him still.

Chorus
Go, let your thoughts
Return to placating your father.

Adelia
I am going.
I want to fall at his feet etc.

Chorus
Go, let your thoughts
Return to placating your father.

The Chorus withdraws

SCENE VII
Adelia, Odetta, then Arnoldo

[Recitative]
Adelia
Come. For extreme conflict
Extreme courage is needed.

Odetta
And how do you hope
To reach your father

Adelia
Let be access to him,
That one of his warriors may plead for me.

Arnoldo
(appears suddenly. Adelia is about to depart)
Halt.

Adelia
Ah! … My father…

Arnoldo
Tremble. Step back!
Perfidious daughter! And you just came from where …

At a sign from Arnoldo Odetta withdraws

Contaminated embraces
You would give to your father…and his heart recoils.

Adelia
Oh! See my pain!
See my remorse!

Arnoldo
Remorse! It is vain.
Your pleas cannot erase your stain.

Adelia
Ah! Do not think that I am so culpable!

[Duet]
I love, and I am loved
with the most innocent love:
My heart is remorseful
Only because it was kept from you.
Let it obtain your pardon,
And it is an innocent love.

Arnoldo
Blind girl! And what hope do you nourish
What hope can he give you?

Adelia
To unite our fate,
To live blessedly together.
He swore it to me…

Arnoldo
He was lying.
He knows that will be impossible
He knows that a plebeian
Cannot consent to a noble.
He knows what an exalted marriage
The duke has reserved for him.

Adelia
Oh! Let me keep my hope,
Or I shall die of grief.

Voices from within
Long live great Carlo!

Arnoldo
Run …

Adelia
Where are you going? … Stay.

Arnoldo
Let the duke hear me.

Adelia
Ah! Calm yourself.

Arnoldo
I want vengeance, and quickly.

The shouting draws nearer

Adelia
Ah! Yield to my tears;
Do not accuse him: He loves me
He scorned the exalted marriage:
He longs to follow me to France.
Where love smiles
Where the heart is happy,
There is greatness and glory
There is splendor and honor.

Arnoldo
No, the villian does not love you…
And already he reviles you,
One seduced you, oh miserable girl!
Does not have a noble soul…
Look, if he loved you
He would have kept you pure..
Look, you credulous fool, you make the seducer
more odious to me.
(enraged he drags her toward the house and goes inside)

[Act I Finale]
Voices
(approaching)
Long live undefeated Carlo
In the love of the people!
Indomitable, he collected a thousand laurels
On the banks of the Rhine.
More kings with power stood
Watching him surprised.
He marched a victor through the
Rebellious armies.

SCENE VIII
During the preceding chorus, the duke of Burgundy’s army marches in. Numerous crowds of townspeople come out. Carlo appears with a splendid entourage: Oliviero is at his side.

Carlo
My children, If I return a victor
The merit is yours.
The honor of such a fine day
I must share with you.
Together with me you shall enjoy
Happy and joyful times.
Soon honor will call you
To new glories.

Arnoldo advances with a sheet of paper in his hand, dragging Adelia.

Oliviero
(scorgendoli)
Heavens! What do I see!

Arnoldo
(kneeling)
Suffer, o Sire, a father in pain to be in your presence

Carlo
Rise, Arnoldo! And whence do you have such a mournful countenance, so downcast?
Speak.

Arnoldo
Hear me.

Oliviero
(I am lost!)

Adelia
(Woe is me! I have no more heart!)

Arnoldo
A daughter, a sole support
Of my life, I possessed.
While on the battlefield, for the sake of the kingdom,
I sweated and fought,
A cruel one from among these
Your haughty barons and knights,
A cruel one ravished her from me,
Seduced that pure heart.

Carlo
One of my men! Who would dare such a thing?
Let the malefactor tremble.

Arnoldo
I appeal to Carlo’s heart
I wish justice…

Carlo
Thou shalt have it.
Name the guilty one.

Adelia
Oh! Do not name him.

Carlo
Speak: I wish it.

Arnoldo
He is beside you.

Oliviero
I am the one.

Carlo
You! What do I hear!

Oliviero
But not vile, not a seducer.
I loved her from the first instant
She appeard before my eyes.
I love her still with a constant love.
My happiness lodges with her:
I plighted to her my troth as husband,
And my troth I shall keep.

Carlo
And thou darest such a thing?

Oliviero
No…I do not dare;
Only I implore, and will have grace!

Carlo
Do you not know what in our ancestral edict,
What penalty there is for your crime?

Oliviero
Death, I know.

Adelia
Heavens!

Carlo
Do you not know
What a marriage I planned for you?
Do you not know what dishonor
You have brought upon an illustrious house?
And could you unite with her?
I shall die first.

Adelia
Oh, my lord!
If my love must be
Fatal to his days,
I renounce it at your feet.
I no longer desire his hand.
Live, Live and make another his wife.
Only with him be merciful:
I shall go far from here with my father
To die of grief.

Chorus
Noble heart!

Arnoldo
Silence, do not be madl!
Death then, yes, but first honor.
Hear, o Duke, in this document,
Entirely inscribed by your hand,
You call me as defender
Of your land.

Carlo
‘Tis true.

Chorus
(‘Tis true!)

Arnoldo
You have sworn to grant me whatever favor
Would most please to me.

Carlo
I remember.

Chorus
(He remembers!)

Arnoldo
Let all anger remain spent,
No other prize do I ask of you
Than the hand of Olivier.

Carlo
His hand! And what lineage can you
Compare to his lineage?

Arnoldo
That which no one can take from me:
A warrior’s wounds.

Chorus
What will he say? Shock and rage are
Lurking in his stormy eyes.

Oliviero, Adelia and Arnoldo
Just heaven! May pity move him.
Gentle feelings fill his heart.
My life and my death,
Merciful heaven, are in your hands.

Chorus
Arnoldo speaks from magnanimity and strength.
He must be heard.

Carlo
(How I burn!…but his destiny
Is decided, it is immutable.)
Listen. I shall to give you
A supreme example of justice.
In my house, in my temple,
I shall wait upon you all before night falls.
In my home I will have performed
The solemn hymeneal rite.

Chorus
Long live the duke, long live the just!
Clemency spoke in him.

Arnoldo, Adelia and Oliviero
Sire! Ah, Sire! Words are unable
To express my happiness

Carlo
Let it be manifest to the universe
Whether I know to keep my faith.

Adelia and Oliviero
(To Arnoldo)
Now that the prince has given his pardon,
Now that your honor is cleansed,
Now, serene and placated,
Bless our love.
Oh! Embrace it, and let the father’s heart
Be the first altar for us.
Oh! Let there not be in the whole world
A rejoicing greater than mine.

Arnoldo
Yes! Come to the paternal breast,
I am now permitted to embrace you.
Yes, may eternal love bring you together,
I now invoke heaven to be propitious.
May he bless your souls
With my lips, with my heart.
I can again raise
My ancient honorable face.

Carlo
(The fury that boils in my breast
Overflows: the scapegrace willed it.
May the vengeance will be greater
Than the offense, the outrage.)

Chorus
Long live the just, long live the wise,
Keeper of his faith.

Carlo proceeds to withdraw: all follow cheering.

ACT II

A room in the ducal palace

SCENE I
Adelia is seated before an opulent mirror. Odetta is beside her standing and has finished arranging her hair. The Ladies present her with various jewel cases.

[Chorus]
Ladies
Choose. Do you want strings of pearls,
White as your lovely forehead,
To fasten the locks
Of your chestnut hair?

Odetta
Or would you rather have
Rubies to match
Your vermilion lips?

Ladies
Or prefer the sapphire, pure, serene,
The equal of your eyes?

All
No: less is fairest.

[Cavatina]
Adelia
(having tried on serveral garlands)
Give me one string, friends,
One string that will make me
More pleasing in his sight, and more charming,
Worthy of that lovingn soul.
Why can I not gather
The roses of the dawn
The rays by which
The gates of morn are gilded?
I should like, I should like to seize
Cynthia’s silvered sphere,
Or the star that first
Bathes her hair in the sea.

A noise is heard. Adelia jumps up.

[Tempo di mezzo]
Odetta
Oh! Look:
It’s the count’s pages and his squire.

Ladies
He sends you new gifts.

Adelia
Dear Oliviero!

SCENE II
The pages enter preceded by a squire. They are bringing a rich mantle in a silver basket. The squire carries a crown on a golden charger.

Ladies
This cloak of fine linen and purple
Olivier gives to you!
His noble crown he gives
To you as a countess.

[Recitative]
Adelia
Crown! Ah! … bring it here…
Let me adorn myself with it,
So that this humble head may
Grow accustomed to wearing it.
(She tries on the crown)

Odetta
On your head
It has greater virtue

Adelia
Odetta…I am a countess!
(after a moment of self-admiration she removes the crown)

[Cabaletta]
Ah! That is not it; it is not such a name
That sings so sweetly to my heart.
Oh! It is not his crown
That makes me walk proudly.
The dear name of his wife
Proffered from love,
He gives it from his heart,
From that heart that has no equal.

Ladies
No, here on earth there is no splendor
That does not yield to your beaty.

Adelia
Ah! That is not it; it is not such a name, etc.

SCENE III
Oliviero and the above.

[Scena]
Oliviero
Adelia!

Adelia
My husband!

At Oliviero’s appearance the Ladies and pages depart

Dear Oliviero!

Oliviero
I stole away from the duke
Unobserved; but I come not to
Lead you to the altar; that office is
Reserved for your father.

[Duet]
Adelia
Ah! Never in my suffering
Did I ever have need of your presence
As in my joy…
Meseems, meseems as if it were a dream.
But you, are you not
As glad and happy as I?

Oliviero
To press you to my breast
To see the pure light
Of your fair eyes, to hear the sweet harmony
Of your words. is a supreme pleasure:
It would be the highest, the most sublime,
If a melancholy object did not appear to me
Like a cloud on the face of the sun…But with you it is gone.

Adelia
A melancholy object? Oh, tell me!

Oliviero
Listen.
Wholly devoted to you.
Full of my hopes,
Gaily I was coming down, and quickly
From the ducal chambers,
When in the courtyard I saw
A gruesome scaffold being erected.

Adelia
Heavens! And you know not what poor wretch
Will be led thither?

Oliviero
I do not know.
The guards stand silent.
In vain I inquired of them…
And in my heart I felt an unease
That I am at a loss to explain.

Adelia
Ah! In your heart so tender
Goodness should be aroused.

Oliviero
Oh! When the light glowed forth
So limpid to me, I said,
What spirit meaning ill to him
Is bringing down eternal night?
Perhaps he loved.. and he too
Was nearing that altar…
Perhaps…Oh! My darling, forgive me:
I cannot help weeping.

Adelia
Oh! Do not feed your throughts
On such a mournful object;
Oh! Do not allow my delight
to be mixed with tears.
You live, and you are mine…
I forget all the world:
Let me, oh, let me relish
Wholly my joy.

Oliviero
Sit next to me. Smile for me…
Restore my tranquility.

Adelia
Ah! My love, share with me
All my jubilation:
This fragile heart of mine
Cannot contain it all.

Oliviero
To live in your arms…
Always united at my side.
How lovely a picture
The course of my life will be!

Adelia
To live in your arms
Always united at your side.
How lovely a picture
The course of my life will be!

Adelia and Oliviero
Without remorse and suffering,
Blessed by marriage…
The years for us will be
A single day of love.

Oliviero
Goodbye for now.

Adelia
Goodbye.
You are as joyful as I am.

Oliviero
Oh! The jubilation of my soul
Makes me greater than myself.

Oliviero and Adelia
This fragile hears of mine
Cannot contain it all.
(Exeunt severally)

SCENE IV
Vestibule in the ducal palace: on one side a private chapel. Enter Comino from the loges, then Odetta from the apartments.

[Recitative]
Comino
This place is dark still…
I arrive in time. I was able to steal unseen
Into his chambers,
And avert the evil grisly scene!
But…I am not deceived…this is
Adelia’s companion? Oh, joy! Heaven
Sends her to me. Odetta.
(He quickly pulls out a letter and hands it to Odetta, who enters.)
Take this; give it to Adelia…to her…make haste.

Odetta
Sir…

Comino
A single moment,
That you tarry could mean great harm to her…
Irreparable harm…

Odetta
Good heavens! What am I hearing?
And who shall I say?

Comino
It is all in this letter;
Everything is clear. Let only her read it.

Odetta
(signaling Adelia, who approaches)
Look, you can yourself…

Comino
No.. She must not see me.
(exit hurriedly)

SCENE V
Adelia and Odetta

Adelia
(To Odetta, who hands her the letter)
A letter for me!…

Odetta
A distraught
Gentleman gave it to me.

Adelia
Let us see!
(opens the letter and reads the signature)
Comino!
Oliviero’s friend!
(reads)
Heavens!

Odetta
You tremble!
You are all pale!

Adelia
(reading)
“The duke deceives you…
His calm is counterfiet…He is preparing for Oliviero…
After the altar, the axe!…The only escape
Is to postpone the wedding,
And wait for a less cruel fate in time.
Do not name me… you would be giving me death.”
(She drops the letter and stands stunned)

Odetta
Adelia…
(Supporting her)

[Scena]
Adelia
(Shuddering)
Ah! Far away…far away…
(She tears off the necklace)
O fatal jewel! Odetta, Odetta!
O that I never see that chapel! May heaven kill me.
Before I stand before the altar…Ah! Would I had never
Desired it, never longed for it!
Come…come…Let us flee…

SCENE VI
Enter Arnoldo.

Arnoldo
Where are you going!
What do I see? Are those your jewels
Scattered on the floor?…You weep on the threshold
Of the holy chapel, which is decked with flowers for you.

Adelia
(with effort)
The chapel…O Father!…It is denied me again.

Arnoldo
(to Odetta)
Leave us.
(to Adelia)
The chapel denied!
How? By whom? Speak.

Adelia
I feel ill…
Weary…crushed…

Arnoldo
Even If you were dying,
I would carry you with these arms to the chapel.

Adelia
I take example of steadfastness from you
Do not speak more of taking me
Living to that altar. I ahbor this wedding…
It fills me with horror.

Arnoldo
You ought to rather abhor an illicit love.
Come…I command you…

Adelia
Oh! Father!
I cannot…

Arnoldo
Wicked girl!

Adelia
Oh! My father!…I am shielding Oliviero
From the grave…He will be killed by the duke…
As soon as the rites are done.
Read.
(hands her father the letter)

Arnoldo
(after having quickly read it)
Comino lies.
It cannot be. Even if it were…do not despair
Of his life.. My honor presses,
The honor that you have taken from me.
Come…I insist…

Adelia
(emphatically)
No, never…

Arnoldo
What do I hear!
You have the audacity to thwart me?
Outrageous shameful rebellion?

Adelia
You do kill him and punish the count’s sin
In me, only in me.

[Duet]
Arnoldo
Do you not know that in his presence
A thousand times I have grasped my sword,
That I have been ready to strike?
That I am even now pushed to that?
Now come…or do you wish
To die by my hand in your sin?

Adelia
I shall die, if you have decreed it.
Deliver the blow, and do not just say it.

Arnoldo
Choose, unworthy daughter: the blade or the altar;
Marriage or death…Say…which shall it be?

Adelia
Only the time to pray…
Then I am ready to receive your blows.

Arnoldo
Pray then, wicked girl, pray…

Adelia
(Kneeling)
O mother!
Receive me, I come to you.

Arnoldo
Die…
(prepares to strike)

Adelia
Ah!…no…stop, father
He would still die for it with me.
(clasps his knees sobbing)

Arnoldo lets fall the sword and raises her.

Arnoldo
No…I cannot. O my daughter,
Your blood cries out to my heart.
But at least let it not
Be mute even in you, and defy your father…
I speak no more of honor;
I shall speak of my life.
I shall die of shame, of grief,
If I you refuse.

Adelia
Ah! Take up that sword again.
Return, father, return to your anger:
With that plaint you make death
More frightening to me…
But so fatal a hand
I will not offer to my love.
I will not stain with his blood
The nuptial vestments.

[Scena]
Arnoldo
(inflamed again with scorn)
I hasten to spill his blood myself,
Or perish at his hand.
(about to leave)

Adelia
Hark…Alas!…Who comes? It is he.

Arnoldo
He!… Be quiet.

Adelia
Ah! Father!

Arnoldo
It is no use.
If a word escapes you, a sound,
He will fall lifeless at your feet.

Adelia
Father, i swear it before y ou:
He shall not die alone.

SCENE VII
Enter Oliviero with a retinue of pages and guards.

[Act II Finale]
Olivieri
The nuptial torches burn,
And the holy incense is smoking at the altar.
The nobles only await us,
Only ourselves they call to the rites.
But…you hardly look at me…
You have been crying! Adelia!

Adelia
(O pain!)

Oliviero
Can you have cares hidden
From my loving heart?

Adelia is on the verge of erupting. Arnoldo intercedes.

Arnoldo
(To Oliviero)
Approaching the altar,
Girls are always nervous.
(To Adelia)
Once more, come…

Adelia
(Ah, woe is me!)

Oliviero
You are weeping still?

Arnoldo
(to Adelia, trembling)
Cease, now.

Adelia
I do not weep, no…no, but I do
Feel weak…And oppressed…
At such a time I can hardly
Follow you to the altar…

Oliviero
What do I hear… Do you wish to
Postpone my happiness?

Religious music is heard from the chapel.

Chorus
(Within)
Heaven, who art the judge of the heart,
Bring happiness to two hearts.

Oliviero and Arnoldo
I hear the nuptial hymns.

Adelia
Oh…another day…

Oliviero and Arnoldo
What are you saying?

Arnoldo
(dissembling)
It is only a pretext. She must
Test your love.
Persevere and win, young man,
Your strange desire.

Oliviero
Oh, my Adelia!

[Trio I]
Come, yield to my pleas
If you do not wish me to die.
My heart suspended ceases to beat
And fails, If you still delay:
Join yourself to me… and I shall have
Life, a happy life.

Arnoldo
Think that you can be rousing
Just suspicions in his heart…
Realize that all your looks, your words
Are full of weight here…
That your father loses patience at last…
And can grow weary.

Adelia
Ah! This is too much to ask,
This is too much to want of me…
I am sick at heart…believe me…
This is no vain pretext…
Give back my lost virtue
And I shall come.

Chorus
(within)
Heaven, who art the judge of the heart,
Bring happiness to two hearts.
Purify their bonds
And bless their love.
Let the spirit who created
The whole world rain upon them.

SCENE VIII
The gentlemen and ladies invited for the cermony emerge from the chapel. The scene fills with spectators.

[Scena]
Chorus
Turn to the holy rite at last.
What is the delay?

Arnoldo
Let us go, now.

Adelia
Oh!…Just one day…and it will be concluded…

Oliviero
Is that your wish?

Arnoldo
(about to unsheathe his sword. Adelia notices)
I have suffered enough…

Adelia
No…I am ready… (Oh, horrible anxiousness! )
I am with you… I shall come…I shall come.

Chorus
Hurry, the Duke is waiting;
He seems to have been looking for you already.

[Trio II]
Oliviero
Ah! If you are still grieving,
If you are are so revolted,
O your heart feels love no more,
O not ever…she never loved me.
No, I shall not purchase your hand
At the price of your tears.

Arnoldo
This delay is now too excessive,
Refusal is now a crime.
He was right to suspect
Your heart, your loyalty.
(softly to Adelia)
Stop this, or he will die here by the sword.
Or I shall fall dead here also.

Adelia
I do not love him…oh, heaven!…Do you hear?
I do not love him, and I am dying for him!
Ah! Your anger cannot
Heap more torments upon me.
(turning hysterically now to Arnoldo now to Oliviero)
See…see…I am full of pain…
And I have no more tears.

Arnoldo takes her violently by the arm; she resists with all her strength, ignoring the pleas of the onlookers and the extreme suffering of Oliviero. Indignant, Arnoldo raises his hands above her to curse her. She falls to the ground.

Arnoldo
Come…or I shall…

Adelia
Ah, Father…kill me…

Oliviero
Where am I!…

Chorus
Oh, heaven!…He has fainted.

ACT III

The quarters of the archers and other soldiers, adjoining the ducal palace.

SCENE I
The Archers are standing in several groups drinking, some who are seated converse among themselves, others stroll about.

[Chorus]
Chorus
On the field of honor
Beauty and strength are all one;
An honored death,
Or triumphal laurels.
Happy is he who has survived
Over a slain enemy:
Whose life has been spared
For a new battle.

Part of the Chorus
We have won. The Mosel’s waters now
Are swollen and roiling with enemy blood;
The fury of great Charlo overtook
The craven fleeing hordes.

Another Part
We have won. The phalanx that captured Liège
Is applauded and adored.
Every fair maiden sighs in her heart
For the warrior who returned victorious.

All
On the field of honor
Beauty and strength are the same;
An honored death,
Or triumphal laurels.

SCENE II
Enter Comino appearing in deepest melancholy.

[Scena]
Comino
Silence. Now it is time to put an end
To your jubilation, now that a sudden order
From his highness Charles
Recalls you to arms.

Chorus
To confront new enemies is our fond desire.
(taking weapons hanging from and leaning against the walls)
Is he perhaps unfurling the banners
To make war on another enemy?

Comino
No. (Duty and my grief prevent me
From revealing the baleful scene).
Follow me.

Chorus
Let us go. The archer’s heart
And weapon are always at the ready.
And we dedicate our weapons and heart
To the unvanquished commander.

SCENE III
A great hall in the Ducal Palace.

[Recitative]
Oliviero
(entering deep in thought and extreme dejection)
What will become of me! I thought that I had arrived
At the summit of happiness, and in a single instant,
In a single instant…oh, heaven!
I have been made the most miserable of men!
Adelia!…Ah! why did I see you
Falter during the ceremony,
Seem confused, swoon…grow pale…
Dragged…dragged by force
By your father’s will!…Why did that vow,
Our love’s longed-for goal,
Languish on your lips
Like a fugitive dying voice?…

[Aria]
My hope of reigning
In Adelia’s heart deceived me;
Ah, the hope of love
Vanished like a flash of lightning.
Now that star that inspired my constancy
Is extinguished for me…
Now life is torment for me;
And I shall die of grief.

SCENE IV
Enter Comino with Archers.

Comino
Oliviero…your sword…

Oliviero
What do I hear?
You?… Comino…

Comino
It is the Duke’s wish.

Oliviero
Charles gave it to me, and to Charles I return it.
He is the commander; I am but a warrier.
(yields the sword. Comino holds it, showing compassion)

Comino
A hard task was given me to complete today:
I weep for it…and I must complete it.
Only hope in heaven is left for you.

Oliviero
What fate awaits me?…

Comino
Death.

Oliviero
Ah!…Death! Adelia!…Adelia!
To see her again…I cannot!

Comino
Poor man!…

Oliviero
Let one tear of hers
Ordain my death…
Be merciful, you who mourn,
Who are troubled by my grief.
Look to Adelia…Take to her
The last words of a man who is dying.

[Cabaletta]
Tell Adeliaher to pardon me
If love rendered me incautious;
If the flame that it kindled
Has caused her endless grief.
Ah! Let her speak to heaven
Only of my faith, of my suffering;
Ah! Let her always remember with pity
The one who dying called her name.

Comino and Chorus
His bitter fate
Aroused pity in my heart

Oliviero
You will see her…
Tell Adelia to pardon me, etc.

Chorus
Yes, that order that condemned him
Yes, yes, aroused pity in my heart,
Aroused pity in every heart.

Exit Oliviero led by Comino surrounded by the Archers.

SCENE V
Enter Adelia soon after, distraught, only with great difficulty supported by Odetta and the Ladies.

[Scena]
Adelia
Ah, leave me. That altar
Is fatal to Oliviero…No, father…a terrible secret
Makes me recoil…Ah, he is made a tyrant
By his daughter: ah, let my father
Kill me a thousant times first!…I give
My life for you, my love. You tremble! An angry
Stare you fix upon me!…Ah, hear me…Ah, hear me…
The sword hangs over you…Yes, what you ask for,
Is a death sentence…

Arioso]
Behold, I fall
At your feet near death: I love you…and I loved you…
I keep unbroken the faith that I swore to you.
(kneeling and remaining there completely exhausted)

[Scena]
Ladies
Poor lady!…she is delirious.

Odetta
Oh, get up.
(lifts her from the floor)

Adelia
(looking around in confusion)
Father,
Where is he?…where is Oliviero?…Look for him,
Let him hear my defense. A terrible, unjust hand
Tears me from your breast: I seek in vain
For help in my agony…
Every heart is closed to pity for me!

[Aria]
(with repressed anger)
Our spirits that are united in heaven
What ruthless person dared divide?
Heaven, oh, change the hearts of these brutes,
Oh, protect our love.
(remaining trancelike until she is startled by distant merry voices)

SCENE VI
The Archers, then Arnoldo and Comino.

[Act III Finale]
Archers
Banish your grief; his sovereign
Has just ennobled your father:
The Duke has granted a pardon…
Your husband is now on his way to you.

Adelia
Ah! What are you saying?

Arnoldo
(entering with Comino)
Merciful heaven has smiled
Favorably upon our prayers.

Adelia
Father!

Arnoldo
Daughter!…ah yes! Your husband.

SCENE SEVEN and the Last
Oliviero and the above.

Adelia
Oliviero!

Arnoldo
He is restored to you.

Oliviero
O my Adelia!

Adelia
Oliviero! Oliviero!
Ah, husband!…

[Cabaletta]
You are alive! Ah, I am not deceived:
You live: and I am together with you.
If ever this is a dream of mine,
Oh, may it be my last.
Ah! A flood of happiness
Fills my breast, carries away my heart
In an ecstasy of love
That I can hardly bear.
My grief did not kill me,
I shall die of happiness.

Oliviero
Grim fate has relented;
Henceforth I shall live only for you.

The Others
The harshness of fate has softened,
And serenity has returned to the sky.

Adelia
Oh, Father! Oh, Father!
O my husband,
You are alive! Ah, I am not deceived:

THE END

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