Rita, ou le mari battu (1841, first performed in 1860)

The More I learn, the Less I Know

Rita, ou le mari battu (1841, first performed in 1860)

Comic Opera in One Act
Libretto by Gustave Vaëz

Originally composed to a French libretto for the Opéra Comique in Paris, but not performed.  Donizetti had it translated into Italian for production by La Scala, but that did not take place either.  It was first staged, in French, in Paris in 1860. Following the convention of French comic opera, there is spoken dialogue in place of recitative in most of the work.

For such a little known work, it is surprising that there are no fewer then twelve versions on YouTube, both Italian and French, with dialogue in Italian, French, Spanish, Portuguese, English, and Hebrew. In none of the productions does the dialogue match the text here exactly, but the singing, aside from reprises and occasional cuts, follows this libretto more or less closely. I picked this one by the Teatro Bellini in Catania, recorded in 2010., attractively staged, with a good cast.

CAST OF CHARACTERS

Rita, hostess of an inn (soprano)
Beppe, her husband (tenore)
Gasparo, a planter (baritono)
Carlo, A waiter

ATTO UNICO

L’interno di un’osteria. Tavole e sedie da ciascun lato della cinta, chiusa da una vigna, che si arrampica su pilastri di pietra.

SCENA PRIMA
Rita entra, tenendo in mano un cestino, si guarda intorno con soddisfazione.

Rita
È lindo e civettin questo caro alberguccio.
Allegra io sono e canto: questa casa è la mia!
Chi è contento quaggiù più di quel ch’io sia?
Qui sono insieme regina e re!
Van la casa e l’albergo a gonfie vele,
Più ridente un destin del mio non so.
L’avventor ci rimane ognor fedele,
Ché con garbo so dar il men che do.
Se un mi chiama in disparte, a cinguettar,
Non mi lascio con chiacchiere pigliar.

Ahi! Un bacin!… No… no…
A dirla, mio marito
È un tantin scimunito;
Ma, viceversa, poi
Ei non ha volontà.
In casa, io parlo in noi,
E quel che voglio ei fa!
Fatti in qua, lo comando,
Vai di là, vien di qua.
Di solito a’ miei cenni,
Incorvar sa il groppon,
Ma, in caso mai s’impenni,
Ho in serbo un bel ceffon.
O fanciulle amorose,
Chi vuol fresche le rose,
Sulla fronte nuzial,
Ha a pigliar per marito, un badial:
Più gli è scemo e più tondo,
E più liscio va il mondo,
Sol chi ha duro il cervello
È un marito modello.
In amore, il migliore è il babbion,
E un bel dì ven dirò la ragion.

Ah! posso ben ringraziare la Madonna benedetta di tutte le disgrazie che mi sono toccate; mi manca il marito, mi brucia la casa… con tutte l’altre del villaggio… Vedova, desolata, vengo a stabilirmi da Genova a Torino… Mi rimarito… ed eccomi la più felice fra le donne. Che differenza tra il mio Beppino e quell’altro!… Quell’altro! Un marito che si permetteva di picchiare sua moglie… Che orrore! Perciò, ad evitare il ritornello del sistema, nel mio secondo matrimonio, non mi son lasciata prevenire e, di tratto in tratto: piff, paff… gliele consegno io!… Di regola, una volta alla settimana… anzi, sono in credito… Me ne duole un tantino… Ma, poveraccio!… Il mio Beppe, in fin dei conti è un buon pasticciano e i pretesti non si trovano mica tutti i giorni.

SCENA SECONDA
Rita e Beppe. Questi esce dall’albergo in furia e come disperato; alla vista di Rita, si ferma spaurito.

Beppe
È dessa… quale orror! quando sappia il malanno,
Che la mia mano or fe’ storditamente.
Dio sa quale che la sua nel concitato affanno
Descriverà dall’est all’occidente!
(si avvicina timidamente)

Rita
(scorgendo Beppe)
Ah! tu se’, qui, mio bel piccin!
O Beppe mio sei pur carin!

Beppe
Son io, son io tesoro mio.
(fra sé)
(Ma in verità, tanta bontà
Mi fa stupor, da uom d’onor!)

Rita
(con affabilità)
Mio Beppin! Mio Beppin!

Beppe
(come sopra)
(Eh! che vuol dir!)

Rita
Hai messo tutto a posto laggiù?

Beppe
Mi par di sì.

Rita
Ah! sei davvero un gran gioiel!
Di te son io contenta…

Beppe
(fra sé)
(Che alcuno non la senta!)

Rita
Di gioia ho pieno il sen…

Beppe
(come sopra)
(Ah! il ciel si fa seren.)

Rita
Sei pieno di premura…

Beppe
(come sopra)
(Che amabil creatura!)

Rita
Abbracciami, Beppino!

Beppe
(come sopra)
(È lieto il mio destino!)

Rita
Sei pur, sei pur carin,
Mio bel Beppin!
(Guarda un po’ che babbeo, che faccia stralunata!)
(tendendogli la guancia)
Lesto! Scocchi un bacino.

Beppe
(fra sé)
(A or or la grandinata?)

Rita
Ma… perché mai sì gran terror?
T’accosti a me bocchin d’amor!

Beppe la bacia.

Io son di te contenta.

Beppe
(fra sé)
(Che alcuno non la senta!)
A spiattellar il mio marrone
Mi par propizia l’occasione.

Rita
Che vai tu masticando, Beppe mio?

Beppe
Gli è che fra me mi preoccupava…
D’un guaio fatto per gofferia…

Rita
Che vuoi tu dir?

Beppe
La colpa è mia…
Non mi sgridare, per carità!…

Rita
La vuoi finire?

Beppe
(fra sé)
(Ho la quartana.)
(a voce alta)
La tazza verde di porcellana
Mi scappò, patatrac e in cento pezzi andò.

Rita
La tazza istoriata?

Beppe
È un guaio, anch’io lo so!

Rita
Silenzio, o un’infilzata
Per te di schiaffi avrò.
Noioso, citrullo,
Corbello, zuccon!
Sei scemo, sei nullo,
Non sei che un babbion!
Ho avuto un gran torto,
Ne piango di cor;
Oh! il primo che è morto,
Quegli era un amor!

Beppe
(fra sé)
M’avesse la balia,
Strozzato bambino,
O in fasce buttato
Nel fiume vicino!
Mi fossi accoppato
Più tardi da me,
O a un chiodo impiccato
Con qualche perché!
Ma stretto ho il gran nodo,
Non posso disfar;
Mi torco, mi rodo,
E nulla so far.
Mariti, a diporto,
Passate per qua!
È il caso che il morto
Invidia mi fa!
(mettendosi in ginocchio davanti a Rita, la quale si è messa a sedere, presso alla tavola, a sinistra)
Una non hai, ma due mila ragioni
Che un bel bacin sulla guancia adorata…

Rita
(alzandosi e dandogli uno schiaffo)
Sol di questi per te n’ho una fornata.

Beppe
(piangendo)
Ahi! Ahi! Ahimè!

Rita
(contraffacendolo)
Ahimè! Ahimè!
Di baci e di pane,
Tue pene a calmar,
Per due settimane,
A stecco dêi star.

Beppe
Che modi, che gergo!
Vuoi farmi arrabbiar?
Da fronte, o da tergo
Non sai che picchiar.

Rita
Ho avuto il gran torto,
Ne piango di cuor!
Oh! il primo che è morto,
Quegli era un amor.

Beppe
È il caso che il morto
Invidia mi fa!

Rita, sulla soglia dell’albergo, manda baci a Beppe, che non la vede.

SCENA TERZA
Beppe.

Beppe
(solo, fregandosi la guancia)
Ecco i miei incerti! È la solita minestra della domenica, e guai se in settimana cadono delle altre feste! La dose si raddoppia, si triplica… La mi sta bene, ad aver voluto pigliar moglie! E pensare che questa catena la si deve trascinare sin che si campa! Non ci voleva che quella bestia dell’uomo per concepire una mostruosità simile… è lui solo che fa eccezione nel creato… Dovrei avere una guancia più rossa dell’altra… Meno male che oggi è per l’appunto domenica, e un ceffone non si farà aspettare: bisognerebbe almeno trovar modo di riceverlo da quest’altra parte…

SCENA QUARTA
Beppe e Gasparo, che viene dalla strada maestra, con una valigia in mano.

Gasparo
Ehi! non c’è nessuno?

Beppe
Ai suoi comandi!

Gasparo
Ho sete.

Beppe
Si metta a sedere.

Gasparo
Non credo che basti per dissetarmi.

Beppe
(chiamando)
Carlo, del vino!

Gasparo
Due bicchieri!

Beppe
(come sopra)
Due bicchieri!

Gasparo
E due bottiglie! Siete voi il padrone di questa osteria?

Beppe
Per servirla.

Gasparo
Beato voi!

Beppe
(fregandosi la guancia)
Infatti!

Un cameriere porta le bottiglie e i bicchieri.

Gasparo
Volete aiutarmi a vederci il fondo?

Beppe
Grazie! Non ho sete.

Gasparo
Bella ragione! Se si avesse a bere soltanto quando si ha sete, si assomiglierebbe troppo alle bestie…
Su via, non vi fate pregare.
(piglia la bottiglia e poi la ripone sulla tavola)
Maledetto braccio!

Beppe
Vi fa male?

Gasparo
Un tantino… fortunatamente, Dio ci ha provvisto… ché ho il suo gemello, il quale funziona a dovere.
(versa colla mano sinistra)
Alla vostra salute!
(vedendo Beppe che si frega)
Ma che diavolo avete che vi stropicciate la faccia?!

Beppe
Non ho nulla; mi solletico…

Gasparo
(guardando da vicino)
Ma no… si direbbe che abbiate ricevuto… Forse qualcuno avrebbe osato?

Beppe
(alzandosi)
Qualcuno?… Vorrei vederlo!… Nemmeno per sogno! È stata mia moglie…

Gasparo
(alzandosi)
Vostra moglie! E voi permettete?…

Beppe
Ah! se lei crede che mi domandi il permesso?

Gasparo
La moglie che picchia il… Ma, è una indegnità codesta… nei matrimoni bene assortiti, che si amano, che si rispettano, è il marito che le consegna alla moglie.

Beppe
Il marito?

Gasparo
Alla russa… Ci sono stato io, in Russia, e vi ho fatto degli studi intorno ai costumi coniugali. Fatene l’esperimento con vostra moglie, e ne rimarrete soddisfatti tutti e due.

Beppe
Sì, davvero… la si metterebbe a strillare.

Gasparo
Urlate più forte.

Beppe
La mi graffierebbe.

Gasparo
Graffiate più forte. Corpo di un cannone! Se fossi io al vostro posto!… Sono stato ammogliato anch’io… Ne ho avuto, anzi, due delle mogli, e bisognava vedere come s’andava lisci colla mia prima metà… è vero che la era dolce come un olio.

La mia casa per modello
In paese ognor passò.
La mi’ moglie era un agnello,
Né sapea mai dir di no.
Egli è ver, che, per sistema,
Ho piacer che mi si tema,
E mi garba di picchiar,
Quanto almen mi piace amar.
E nel mio cor
Ferve l’amor;
Ma il troppo amor
Disturba il cor.
Fragranti fior non coglie,
Chi non li sa educar;
Si può picchiar la moglie,
Non la si de’ accoppar.
Quando, indocili alle busse,
Mi si vuol disobbedir,
Io, con due carezze russe,
L’ordin so ristabilir.
Ché a me piace di picchiar,
Quanto almeno mi piace amar.
E nel mio cor
Ferve l’amor…
Fragranti fior non coglie
Chi non li sa educar;
Si può picchiar la moglie,
Ma non si de’ accoppar!
(tornando a sedere e bevendo)

Del resto, ci si suda anche a picchiare la moglie… ragion per cui, allorché ho dato l’anello alla mia seconda, m’è venuta un’idea; sul finire del pranzo di nozze, ne consegnai una piccola dose, come per mostra, alla mia cara sposina…
(fa il molinello in atto di picchiare)
Eravamo alle frutta.

Beppe
(sedendo)
Alle frutta! E perché?

Gasparo
Per farle questo ragionamento: «Carina mia, la trovi salata questa minestra? Ebbene! Sta a te risparmiarti il disturbo di distribuirtene con troppa frequenza». Lo credete! La mi avrebbe adorato, ne sono sicuro, se un ordine d’imbarco (poiché ero uomo di mare) non m’avesse richiamato a bordo la sera istessa delle mie nozze. Si parte, si va a casa del diavolo, una tempesta ci fa naufragare; sono preso dagli antropofaghi… Per buona sorte, avevano desinato poco prima; e un bel giorno vengo a sapere che sono rimasto vedovo.

Beppe
(con espressione d’invidia, alzandosi)
Vedovo!

Gasparo
(alzandosi ancor esso)
Almeno, stando a quanto mi riferì un mio compaesano, un marinaio che ho incontrato al Canadà, dove mi son fatto piantatore; e dopo quattro anni di assenza, torno al paese a cercarvi il certificato mortuario di mia moglie, di madamigella mia moglie, perché ho intenzione di passare a terze nozze.

Beppe
Come? Ancora?

Gasparo
Certo che sì. Un pezzo di canadese, che attende il mio ritorno per darmi la sua mano e la sua fortuna; e vi garantisco che le cose procederanno come il giorno delle mie seconde nozze… Alla russa: è il solo sistema ragionevole.

Beppe
Ah! se avessi il coraggio…

Gasparo
(versando da bere)
È questo che vi volevo infondere.

Beppe
Ebbene! Mi ci proverò.

Gasparo
Bravo! Ed io starò qui a sostenervi… Mi trattengo già sino a domani.

Beppe
(mettendosi a sedere)
Un altro bicchiere e seguo il vostro consiglio.

Gasparo
Sta bene, e non abbiate paura che la raffreddi per questo. Tutt’altro.

Beppe
Lo credete?

Gasparo
Quando il fuoco sta per ispegnersi, che cosa ci vuole per ravvivarlo? Quattro stecche.

Beppe
È vero, non ci avevo pensato.

SCENA QUINTA
I precedenti e Rita.

Rita
Ebbene?

Beppe
(alzandosi, come smarrito)
Misericordia, è lei!

Rita
È così che si lavora, signorino?

Beppe
(tremando)
Moglie mia… io stava…

Rita
Bevendo, fannullone…

Beppe
Ma no io… domandava le sue carte a questo viaggiatore che passa la notte in casa nostra.

Gasparo
(tirando fuori dal portafogli un passaporto)
Eccole qua, le carte! Non si è mica vagabondi.
(consegna il passaporto a Beppe)

Rita
Filiamo via, le carte ci sono, lesto… a fare i suoi mestieri.

Beppe
Il mio coraggio non ha ancora raggiunto la dose che ci vuole.

Rita
Lesto! Tiri via!

Beppe
(a parte)
È vedovo, lui!

SCENA SESTA
Rita e Gasparo.

Gasparo
(a parte)
Diamo un’occhiata a questa terribile comare.
(si alza, si avvicina a Rita, la quale si volta. Entrambi rimangono stupefatti)
Ah! mio Dio!

Rita
(a parte)
Misericordia!

Gasparo
(come sopra)
Quale rassomiglianza!

Rita
(come sopra)
Quale fisionomia!

Gasparo
(come sopra)
Ma no! Se è perita in un incendio!

Rita
(come sopra)
È impossibile dacché è morto annegato.

Gasparo
(come sopra)
Malgrado tutto, il caso è strano.

Rita
(a parte)
Non ci confondiamo.
(a voce alta)
Il signore conta di trattenersi in questo albergo?

Gasparo
Forse che sì, bella ostessa.
(a parte)
A buon conto mandiamola fuori di strada.
(a voce alta)
Arrivo fresco, fresco da Genova, ove sono stato per i miei negozi.

Rita
(a parte)
Un negoziante!

Gasparo
E torno a Chambery, dove sono stabilito da circa quindici anni.

Rita
(cominciando a tranquillarsi)
Da quindici anni?

Gasparo
Ho anzi premura, perché mia moglie comincerà a impazientirsi per la mia lontananza.

Rita
(a parte)
Non è lui! Madonna benedetta, vi ringrazio.

Gasparo
Perciò pago io scotto e proseguo il mio viaggio…
(a parte)
Qui il terreno mi scotta sotto ai piedi.

SCENA SETTIMA
I precedenti e Beppe.

Beppe
(accorrendo)
Che cosa ho mai visto! Che cosa ho mai visto!

Rita
Che cosa? Sentiamo!

Gasparo
Che è accaduto?

Beppe li guarda in atto di stupore.

Rita
Vuoi spiegarti una volta?

Beppe
Stavate discorrendo insieme…

Rita
E poi?

Beppe
Nulla… soltanto
(a parte)
La cosa è strana, dopo tutto, stranissima.

Rita
Smetta, signorino bello: faccia il suo conto a questo viaggiatore, e si rimetta al lavoro. Non mi garba punto che mio marito si diverta a sbevazzare con persone che non si conoscono.
(a parte)
Voglia Dio che mi sia ingannata.
(esce)

SCENA OTTAVA
Beppe e Gasparo.

Gasparo
Vi saluto, galantuomo. Ci ho pensato su e ho mutato idea: non mi trattengo più.

Beppe
La si sbaglia di grosso, signor viaggiatore, la si tratterrà, e alquanto a lungo anche, per una ragione semplicissima: che, cioè, mia moglie è vostra moglie.

Gasparo
Sarebbe a dire? Corpo di un pescecane! Non è vero.

Beppe
Non è vero?… Ma il contratto nuziale che la signora Rita tiene custodito gelosamente, porta che suo marito si chiamava Gasparo Sbrigani, come sta scritto sul vostro passaporto.
(tira fuori il passaporto e legge)
«Gaspare Sbrigani, nato a Marsiglia, Bocche del Rodano.»

Gasparo
Niente affatto. «Naso aquilino, bocca media…»

Beppe
Sarà tutto vero, ma non è perciò men vero che voi siete Gasparo Sbrigani, che vostra moglie ha pianto annegato.

Gasparo
(a parte)
Ci siamo!

Beppe
E che qui non si trovi, in carne ed ossa, la vostra legittima consorte, la quale, a vostra volta, si era da voi considerata come perita in un incendio… Eccovi dunque riappaiati a dovere due morti risuscitati! Che bella coppia! Tante congratulazioni e un sacco di voti per la vostra riannodata felicità. State sani… io vo pe’ fatti miei.

Gasparo
(trattenendolo)
Un momento, galantuomo. È impossibile… E la mia canadese!
(a voce alta)
Comprendo perfettamente che abbiate voglia di sbarazzarvi di vostra moglie… ma…

Beppe
Io? Quel fior di creatura, che mi rendeva tanto felice!… Ma i vostri diritti sono precedenti ai miei, e perciò io cedo il passo, e me ne vado.

Gasparo
(trattenendolo)
Caro mio, se è proprio mia moglie, ci ho un gusto grandissimo a trovarla viva… Ma, come vi ho detto, fra di noi non c’è stato che il rito religioso: siamo maritati appena a mezzo, e siccome so che ella forma la vostra felicità, non voglio privarvene.

Beppe
Sarebbe a dire?

Gasparo
È un sacrifizio che vi faccio.

Beppe
Non lo permetterò mai.

Gasparo
Ho molta simpatia per voi.

Beppe
Ed io professo il massimo rispetto per il mio antecessore.

Gasparo
Dopo tutto, ell’è vostra moglie.

Beppe
Dopo di voi, se vi piace…

Gasparo
Ah! per amor di Dio! Non facciamo gara di generosità.

Beppe
(a parte)
Mi pare che non ci tenga punto a ripescarla.

Gasparo
(come sopra)
Ha una maledetta voglia di sbarazzarsene.

Beppe
Sottoponiamo il caso al pretore.

Gasparo
(fra sé)
Ahi!
(a voce alta)
Al pretore? Sta bene.
Ma la conoscete voi la legge??

Beppe
Nemmeno di vista.

Gasparo
Io la so a menadito… badate che è il caso di far impiccare vostra moglie come rea di bigamia.

Beppe
(ingenuamente)
Di bigamia!

Gasparo
Nel qual caso, voi fareste il paio.

Beppe
(come sopra)
Il paio! Impiccati!

Gasparo
Andiamo pure dal pretore.

Beppe
Niente affatto! Ci mancherebbe altro!

Gasparo
Se vi torna, battiamoci all’ultimo sangue: così il
superstite…

Beppe
O che vi gira?

Gasparo
Ma, insomma, conviene decidere chi abbia a rimanere il fortunato possessore.

Beppe
Aspettate…
Or mi viene un’idea… perché fra noi,
Mariti entrambi, ogni question sia sciolta,
Senza farci del mal, giochiam…

Gasparo
Giocare!
Sì, il tiro è originale.
(a parte)
Il galantuomo non m’ha la faccia scaltra.

Beppe
(come sopra)
Posso barar… è un’arte come un’altra.

Gasparo
D’accordo andiam…

Beppe
Sta bene!

Gasparo
A qual gioco giochiam codesta sposa?

Beppe
Alla morra…

Gasparo
Sia pur…

Beppe
Ai sette punti…

Gasparo
Sta ben! chi primo li farà di noi
Si tien la moglie…

Beppe
Intesi siam…

Gasparo
(porgendogli la mano)
Su, tocca!

Beppe e Gasparo
Per me, chi perde vince…
Ergastolo è l’imene;
Ci vuol occhio di lince,
Ché vincere conviene!
Chi il vincer si prepara,
Barando, è un mascalzon;
Ma chi per perder bara,
Al più, sarà un minchion.

Gasparo
Cominciamo…

Beppe e Gasparo
Cinque…
Sei…
Cinque… sette…
Nove… sette…

Gasparo
Il primo punto è vostro…

Beppe
Il punto è mio!

Beppe e Gasparo
(a due giocando)
Otto… cinque… nove…
Sei… otto… sette…

Beppe
Resa v’ho la pariglia.

Beppe e Gasparo
Nove…
Sei…
Sette… nove… cinque…
Otto… sei… due…

Beppe
A voi!

Beppe e Gasparo
Due… tre… sei… tre…
Sei… due… tre… sei…

Gasparo
E due voi pur n’avete…

Beppe
No… chiuso il dito sta…

Gasparo
Voi l’aprite a metà…
È una vera porcheria
Di volermelo rubar!

Beppe
Sta a veder che un baro sia
Quel che vince a non contar.

Gasparo
Voi l’aprite…

Beppe
Sta a veder!

Beppe e Gasparo
Per me chi perde vince,
Ergastolo è l’imene!
Ci vuol occhio di lince,
Ché vincere conviene!
Chi il vincer si prepara,
Barando, è un mascalzon;
Ma chi per perder bara,
Al più sarà un minchion!

Gasparo
Proseguiamo!

Beppe e Gasparo
Sei…
Sette…
Cinque… nove… nove…
Due… cinque… otto…

Beppe
Ah! Ah! Ah! Ah?
(facendo segno a Gasparo che ha vinto un punto)

Gasparo
È vero, è ver; due punti anche per me.

Beppe
Non due, son tre!

Gasparo
Due!

Beppe
Tre!

Gasparo
Due!

Beppe
Tre! Tre! Tre!

Gasparo
Allor ch’io gioco, son di buona fede…

Beppe
Gonzo davver quel che vi crede!
Ché due, più un fan tre.

Gasparo
Son due, vi dico…

Beppe
Due, più un fan tre.

Gasparo
Ma… se ne ho due…

Beppe
Io non vo’ più giocar.

Gasparo
Or via, poiché a tal gioco
Non c’è onestà di sorta,
Decida il puro caso…

Beppe
Cioè?

Gasparo
La paglia corta.

Beppe
(a parte)
Se v’è in cielo giustizia, io perderò.
(va a cogliere una pagliuzza e la spezza in due)
È quello che ci vuole…

Gasparo
Son io che la terrò…

Beppe
Ohibò, ohibò!
Chi tira la più lunga, avrà la moglie…

Gasparo tira la più lunga e resta immobile. Beppe salta dalla gioia.

A voi! Ma che brav’uom! Me ne congratulo
Con tutto il cor!
O pagliuccia d’amor,
Di qual gaudio tu inebrii il mio cor!
Forca e moglie poter evitar
È un piacer, cui niun altro v’ha par.
Oh! sospirata sorte!
Perduta ho la consorte!
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!

Gasparo
Oh! sventura, oh, destino fatale!
Mi tornava esser morto davver;
Risparmiandomi, o morte, il tuo strale,
Giuralciel! Non m’hai fatto un piacer!
Mi vengono le doglie.
Riguadagnai la moglie!
Oh! Oh! Oh! Oh! Oh! Oh!

Beppe
(ridendo)
A quanto pare, mio caro antecessore, siete fortunato al gioco.

Gasparo
Non dico di no.

Beppe
Siete a casa vostra, potete prenderne possesso.

Gasparo
È quanto sto per fare…
(a parte)
Vado a pigliare
Il mio bagaglio e me la svigno al più presto.
(entra nell’osteria)

SCENA NONA
Beppe, solo.

Beppe
Sono libero, libero, come l’uccellino che trova la gabbia aperta… Respiro a larghi polmoni… Vedo tutto color di rosa… Mi vien voglia di ballare, come se punto fossi dalla tarantola… di arrampicarmi sugli alberi come uno scoiattolo… Son padrone di me stesso, non ci son più baruffe… non si piglia più schiaffi: non ho più moglie!

Allegro io sono,
Come un fringuel,
Che spiega il volo,
Libero al ciel!
Sorride a me
Lieta stagion,
Torno garzon!
Vedovo io son!
Tra la, tra la, tra la, tra la!
Per molti sposi
È una cuccagna
Aver in cielo
La lor compagna!
Io non le pago
Il funeral,
E non istò
Perciò più mal!
È il caso mio
Più original!
Sirena, o Dea,
Non han virtù
Ne’ lacci loro
Pigliarmi più!
Se l’amo un dì
Giunse a schivar,
Il pesciolino
È il re del mar!
Allegro io son
Come un fringuel,
Torno garzon!
Tra la, tra la, tra la, tra la!

SCENA DECIMA
Beppe e Rita.

Rita
(uscendo dall’osteria)
Come sei allegro!

Beppe
Allegrissimo! Non lo sono stato mai tanto in vita mia… Ho una voglia di cantare…

Rita
Bada di non perdere la voce. Ma che vuol dire? Così ad un tratto!

Beppe
Si hanno le sue buone ragioni.

Rita
Delle ragioni!… E quali, di grazia?

Beppe
Lo saprà a suo tempo, signora moglie.

Rita
La si guardi, signor marito, perché la pazienza non è il mio forte, e lei lo sa.

Beppe
(cantando)
Tra la, la, la…

Rita
Ah! ho un prurito terribile…

Beppe
La si calmi; c’è qualcheduno che glieli farà passare i pruriti… alla russa!
(entra rapidamente nell’osteria)

SCENA UNDICESIMA
Rita, poi Gasparo.

Rita
Che ha detto? c’è del torbido per aria; qualche cosa di straordinario… Figurarsi! se avrebbe mai osato… Ma… or che ci penso… se quel viaggiatore fosse proprio quel ch’io temeva da principio…
(scorgendo Gasparo che esce dall’osteria)
Ah! se non è lui, è il diavolo!

Gasparo
(a parte)
Quell’imbecille che parla di ammutinare tutto il villaggio per impedirmi di partire…
(scorgendo Rita)
È lei!… Se ella acconsentisse, si potrebbe fare tra noi, alla sordina, un contratto di vedovanza. Proviamo.
(le si avvicina)
Signora…

Rita
(spaventata)
Che desidera?

Gasparo
Che desidero?… Ma… se non le dispiacesse finire quel tal desinare che abbiamo interrotto alle frutta!

Rita
(a parte)
È lui!

Gasparo
Come? Non riconosci il tuo Gasparo?

Rita
(con freddezza)
Gasparo… è morto…

Gasparo
Niente affatto… ho fatto naufragio, è vero, ma i pescicani hanno trovato che io ero troppo duro da digerire, e hanno pensato ben di risparmiarmi. Saresti tu, sposina mia, di un’opinione diversa?

Rita
Signore, io sono maritata.

Gasparo
Lo so… un tantino… e con me prima che con altri.

Rita
(con vivacità)
Vi sfido a provarlo!

Gasparo
(a parte, con gioia)
Cioè?

Rita
Non vi riconosco.

Gasparo
(a parte)
Brava! Bravissima!

Rita
I registri, dove stava annotato il mio matrimonio si sono bruciati.

Gasparo
Bruciati?

Rita
Col rimanente del villaggio.

Gasparo
Di modo che prove non ce ne sono!

Rita
Grazie a Dio!

Gasparo
(a parte)
O mia canadese!

Rita
Non ci sono che io in possesso del contratto.

Gasparo
(a parte)
Ah! diamine!
(a voce alta)
Tu possiedi il contratto?

Rita
Certo che sì.

Gasparo
Dunque non si è bruciato coi registri?

Rita
Certo che no.

Gasparo
E tu lo conservi con gran cura?

Rita
Lo credo.

Gasparo
E perché farne?

Rita
È il mio segreto.

Gasparo
(a parte)
È bellino il caso! Una moglie che si piglia un supplente… e mi vuol tenere nella riserva… Marito in congedo limitato, che si può richiamare da un momento all’altro, se i quadri sono incompleti… Ci mancherebbe altro… voglio il mio congedo definitivo io. Orsù, mettiamoci in vena di grazia e di amabilità.

(con esagerazione comica)
Torno a te ripien d’ardor,
Deh! Negato non mi sia
Il dolce patto dell’antico amor.

Rita
Ahi! quel patto, sposo indegno,
Fu il primo passo che portò al dolore.
Parti e scorda; io resto sorda,
Mio gentil trapassato, al tuo guair.

Gasparo
Tigre uscita dal deserto,
Or che a te mi son scoverto,
Tu mi vuoi veder morir!

Rita
(ironicamente)
Ah! vi piace insolentir?

Gasparo
Con lamina rea
M’avrò a perforar,
O ad alta marea
In mare a buttar?
Mi deve il rasoio
La gola segar,
O un nodo scorsoio
In aria lanciar?

Rita
Di lagrime pronte
La Rita non ne ha.
Il nolo a Caronte
Pagato ho di già!
Se al lido natìo
Ritorno fai tu,
Per comodo mio
Tu resti fra i più.

Gasparo
Tal residenza non mi va giù;
Perché di grazia con me l’hai tu?

Rita
Busse, mio caro non ne vo’ più!

Gasparo
Non è che questo mio dolce amor?

Rita
Basta, per or!

Gasparo
De’ falli miei son penitente,
Perché non cedi al mio languir?

Rita
Il tuo languir m’è indifferente,
Cangiato ho in meglio e tel so dir!

Gasparo
Rendimi l’atto ed io ritratto
Tutte le busse che inferte ho già.
Io d’ora innanzi non picchierò.

Rita
Son baie!

Gasparo
Oh, credi! o mia
Diletta, a te lo giuro!
Starò come un piuolo
Sommessamente duro,
Di battermi tu solo
Avrai la voluttà.
Tu mi schiaffeggerai
E a’ tuoi celesti rai
Non chiederò pietà!

Rita
Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah!
(con fierezza)
Chi siate voi non so!

Gasparo
(a parte)
Uff! Io scoppio.
(forte)
Cara gioia?

Rita
Ma chi è lei?
(a parte)
Stiam sul tirato…

Gasparo
(a parte)
Che pazienza!
(forte)
Ti do noia?

Rita
Insolente!
(a parte)
L’ho atterrato!

Gasparo
(a parte)
Or prorompo!
(forte)
Dolce sposa!

Rita
Mi canzona?
(a parte)
Salda io sto.

Gasparo
(a parte)
Che briccona!
(forte)
Sii pietosa.
Dammi l’atto…

Rita
No, no, no!

Gasparo
Dammi l’atto, non dir no!

Rita
Quattrocento volte no!

Gasparo
(Che briccona.) Cara gioia,
No, mai più ti picchierò.

Rita
Me ne infischio…

Gasparo
L’atto!

Rita
No!

SCENA DODICESIMA e Ultima
I precedenti e Beppe.

Beppe
(uscendo dall’osteria con un fagotto appiccicato alla punta di un bastone da viaggio)
Ahò… tanto meglio…
La scena del riconoscimento ha avuto luogo.

Rita
Che vuol dire? Dove pensi d’andare?

Beppe
Pe’ fatti miei, attesoché il primo in lista si è presentato.

Rita
È un impostore.

Beppe
Ho esaminato le sue carte; sono in regola.

Rita
Hai letto male.

Beppe
Sta a vedere! Nome e cognome, come sul vostro contratto nuziale.

Rita
Ti dico che hai letto male.
(a Gasparo)
E voi, potete andarvene pei fatti vostri.
(ripone sulla tavola, a sinistra, il fagotto e il bastone che ha tolto di mano a Beppe)

Gasparo
(piano a Beppe)
Con me, ha paura di essere picchiata, e voi gli avete dato il gusto contrario. Ma, state a sentire…
(continua a parlargli a bassa voce)

Rita
(osservandoli)
Che diamine stanno cospirando colaggiù?

Gasparo
(piano a Beppe)
È il solo mezzo di ricondurla a me.
(a parte)
E di ricuperare quel maledetto contratto.
(a voce alta)
Questa casa porta l’insegna di un’osteria; mi sarà dunque permesso, prima di andarmene di rifocillarmi un tantino.

Rita
Lo credo bene… siamo qui appunto per dare ospitalità ai forestieri, e gli è un dovere che si compie con piacere verso tutti… i forestieri.
(ella scompare un momento e ritorna con una bottiglia di vino)

Gasparo
(mentre Rita è uscita)
Saldo in gambe! Siamo intesi.

Beppe
State a vedere.

Gasparo si mette a sedere, a sinistra. Rita gli versa da bere.

(a parte)
Fortunatamente, egli è là per darmi coraggio.
(a voce alta)
Per la Madonna, signora Rita, spieghiamoci un poco.

Rita
Con che tono la prende!

Beppe
(intimidito)
L’osso è più duro da rodere di quel che pensavo.

Gasparo
(tossendo per incoraggiarlo)
Hem! Hem!

Beppe
Costui, di grazia, è egli vostro marito, sì o no? Se lo è, gli cedo il posto; se non lo è, vi proibisco di civettare col sopradetto.

Rita
Mi proibite?

Beppe
(mezzo tremante, incoraggiato però dai segni di Gasparo)
Sì, ve lo proibisco, perché sono il padrone in casa mia, perché voglio essere obbedito.

Gasparo
(a parte)
Ha preso l’aire il piccino.

Rita
V’hanno imbeccato.

Beppe
Potrebbe darsi, ma, almeno, ho approfittato della lezione, e vi prometto che d’ora innanzi, non ci sarà nessuno in paese che mi canzoni per le busse che piglio dalla moglie. È un cambiamento radicale di politica che introduco in famiglia.

Rita
Ed io, per mio conto, darò retta a tutte le paroline dolci de’ bei giovinotti; avrò i miei galanti; dieci, venti, trenta alla volta, che mi regaleranno dei mazzolini, delle chicche, delle canzonette; non vi vorrò più bene, e allora… guai a voi! Non si ride mica alle spalle dei mariti che le pigliano!

Beppe che ha rinculato davanti l’aggressione di Rita, si sente in mano la punta del bastone, che Gasparo gli tende.

Beppe
(avvicinandosi col bastone che ha impugnato)
Ah! non mi si vuol più bene! Si serva! Ma quando il fuoco sta per ispegnersi, lo si ravviva con quattro stecche.
(batte col bastone a terra)

Rita
Misericordia! aiuto!
(riparandosi, dietro a Gasparo)
Difendetemi!

Gasparo
(alzandosi, in atto di trattenere Beppe)
Caro mio, non si picchiano le mogli! La non mi è toccata di farlo che una sola volta, e mi son morse le dita.
(piano)
Animo! Una mezza serqua, per campione!

Beppe
(piano)
Ho capito.
(alzando la voce)
La picchierò, se mi fa comodo, quando e come mi pare. Non ho bisogno de’ vostri consigli.

Rita
(piagnucolando)
Povera me!

Gasparo
(piano a Beppe)
Insultatemi, provocatemi, ho i miei progetti.

Beppe
Sta bene.
(a voce alta)
In due siamo in troppi sulla terra; l’uno o l’altro
Deve…
(piano)
È una burletta, non è vero?

Gasparo
In un atto.

Rita
(a parte)
Non mi par più lui.

Beppe
(a Gasparo)
Seguitemi.

Gasparo
Io battermi? È impossibile, caro mio.

Beppe
Rifiuti?

Gasparo
(fingendo di sollevare a stento il braccio diritto)
Guardate, non ho più l’uso del braccio destro: un colpo d’ascia d’arrembaggio.
(a Rita)
Non posso alzare la mano.

Rita
È moncherin!

Gasparo
Son moncherin!

Rita
(fra sé)
Non può col braccio
Trarsi d’impaccio.
Quasi l’abbraccio;
Libera io son!
Ha perso il fiocco
Il mio balocco;
Più non ne tocco…
È moncherin!

Beppe
(come sopra)
Ha un bel difetto
Il poveretto;
Cangia d’aspetto
La quistion.
La mia megera,
Almen si spera,
Dêe fargli ciera…
È moncherin!

Gasparo
(fra sé)
Che terno al lotto!
Il lor complotto
Svento di botto;
Resto il padron!
Di più non bramo,
Or or ci siamo;
Ha morso l’amo
Il pesciolin!
(a Beppe)
La bottiglia, pur or, l’avete visto…
Io non potea col braccio sostener.

Rita
(fra sé)
Non può dunque picchiarmi in avvenir…
E Beppe che fa il chiasso,
E atteggiasi a gradasso…
Io prendo il mio partito…
(forte)
Gasparin!
Dolce sposo, a te in braccio io torno alfin!

Gasparo
Ella è mia!

Rita
Gasparin!

Beppe
Frase gentil!
Coppia fedel!

Gasparo
Tenero agnel,
Ritrovo il ciel!
Ma… il contratto nuzial?…

Rita
Vello qua…

Gasparo
Lo tengo…

Beppe
Ah! bravo!
Ad altro cielo io spiego l’ale,
Addio consorte a Gasparin!

Gasparo
(trattenendolo)
Meno furie! Il mio contratto,
Bordeggiando, io m’ebbi alfin!
Tu rimani… io me la batto…
Addio, addio… Rita e Beppin!

Beppe e Rita
Che dic’ei??

Gasparo
(mettendosi il contratto in tasca)
Ch’ho qui la prova!

Beppe
Che! Ten vai?

Rita
Ah! codesta sarìa nova…
Uno almen per me lo vo’.

Gasparo
Tenga Beppe, se le aggrada.

Rita
Che?

Beppe
(a Gasparo)
Rimani, o, giuralciel!…
(fra sè)
Io ti passo a fil di spada.
È moncon…

Gasparo
(come sopra)
È un vigliaccon!

Beppe
Resta… o qui ci batteremo.

Gasparo
Sia! Conclusa è la partita…
O la vostra, o la mia vita…

Rita
Lo ha beccato!

Gasparo
Tocca qua!
(gli stringe la mano colla massima forza)

Beppe
Ahi! Ahi! Ahi! M’ha storpiato.

Rita
(a Gasparo)
Che? Non sei più moncherin?

Gasparo
Fu un’astuzia…

Rita e Beppe
Ah! l’assassin!

Gasparo
Il contratto mi premea
Per poter buttarlo in mare…
Son con voi, gentil compare,
Su… battiamoci… è il mio mestier!

Beppe
Ah! l’infame!

Rita
Ah! l’assassin!

Gasparo
Ci battiamo sì, o no?

Beppe
(fra sé)
Son confuso, smarrito;
Mi par d’esser ferito
Già dal fiero marito,
E mi sento morir.
Dato ancor ch’io non muoia
Per le man di quel boia,
Quella cara sua gioia,
Mi convien consolar.

Gasparo
(fra sé)
Fatti in qua, fatti avanti,
Son vani i tuoi pianti,
Non c’è Dio, non c’è santi,
Te la devi sorbir.
(additando Rita)
Se ha trovato conforto,
Credendomi già morto,
Prendo il mio passaporto,
E da sol torno al mar.

Rita
Quale audacia inaudita!
Ei mi beffa, ei m’irrita.
Ah! darei la mia vita
Per poterlo strozzar!
Sol mi strugge una brama,
Vendicar l’empia trama,
E piantargli la lama
D’un pugnal dentro il cor!

Gasparo
Aspettate, vado a prendere le armi.
(scomparisce un momento nell’osteria)

Rita
Ma ti ammazzerà!

Beppe
Tanto meglio! Quando sarò morto, quel bestione vi ripiglierà, vi ripicchierà, e la vi starà bene! Mi faccio ammazzare per castigarvi… e poi… chi s’è visto s’è visto.

Rita
Maledetta risurrezione! Eravamo così felici!

Beppe
Sì, e le stecche che mi consegnavi!

Rita
Non era che per prendere il tratto avanti: aveva paura di pigliarle da te.

Beppe
Non è una buona ragione.

Rita
Ma, sii giusto, o che forse non ti voleva un ben dell’anima? Non ti accarezzavo per benino? Non eri il Beppino del mio cuore, il mio coso, il mio omino?

Beppe
Non dico di no.

Rita
(piangendo)
E adesso ti devo perdere!

Beppe
Pare di sì.
(si mette a piagnucolare anche lui)

Gasparo
(ritornando)
Siamo pronti galantuomo?

Beppe
Son… sono qua.

Gasparo
Qui appresso, nell’ortaglia.
(tira fuori due grandi pistole)

Beppe
Accidenti! Che canne!

Gasparo
È l’affare di un momento… una vera partita di piacere.

Beppe
Avete un bel dire, voi, che avete il coraggio naturale, signor spaccamonti!

Gasparo
(brontolando)
Come? Che?

Beppe
Sicuro, perché avete un vocione da basso profondo e due pistole che paiono due colubrine, pretendete di spaventarmi e di addossarmi mia moglie per forza… (con energia) Ebbene non ho paura io… non è per riguardo di quei vostri utensili, gli è perché la mi vuol bene lei, perché le voglio bene io, che me la tengo!

Rita
(buttandosi al collo di Beppe)
Ah! Beppino! Sei un amore!

Gasparo
(allegramente)
Alla buon’ora… E siccome io ritorno in America… resto nell’altro mondo, come avete creduto sin qui… e voi restate quel che siete: il marito della mia vedova.

Beppe
(prendendolo in disparte)
Per altro assicuratemi di una circostanza.

Gasparo
Di quale?

Beppe
Quel tal giorno che vi siete imbarcato… al pranzo di nozze… fu proprio subito dopo la frutta?!

Gasparo
Parola d’onore!… Non ho avuto che il tempo di mettere in opera il mio sistema… quel tale, che vi ho insegnato.

Beppe
Zitto! Approfitterò della lezione.

Gasparo
Ma tu dêi la mia ricetta
Saggiamente adoperar.
Puoi picchiar la tua diletta,
Non la dêi però accoppar.

Beppe
Lo conosco quel sistema:
«Castigar perché si tema
E picchiar e ripicchiar.
In ragion del verbo amar!»
(facendo atto di battere)
E l’amerò… per Dio! Se l’amerò…

Gasparo
Ma troppo, no!
Che il troppo amor
Disturba il cor!

Rita
(cacciandosi fra di loro)
Ma col picchiar la propria moglie
Degli altri guai si può incontrar!…
A contener le matte voglie,
A certi poi si de’ pensar!

Beppe
Di questi qui?…

Rita
Nemmen l’insegna!
Pace e concordia!…

Beppe
Giuriamo ognor!
(a due)
Concordia, amor!

Gasparo
Con voi sia pace, sia gioia ognor,
Più saldo ho reso il vostro amor.

Rita
Partite in fretta pria di doman,
M’avete guaste le carte in man.

Beppe
Addio, di cuore gentil german,
Per voi mi trovo le carte in man.

Rita
Buona e lunga permanenza!

Beppe
Non sia lunga st’altra assenza!

Gasparo
Dunque addio… partir degg’io.

Tutti
Addio!

FINE

The courtyard of an inn. There are tables and chairs on each side of the space, hung with a grapevine climbing the stone pilasters.

SCENE I
Enter Rita, holding a whip in her hand, looking about with satisfaction.

Rita
This dear little inn is cute and enticing.
I am gay and sing, “This house is mine!”
Who is happier on earth than I am?
Here I am both king and queen!
With the house and the inn it’s smooth sailing;
A lot more splendid than mine I do not know.
The customer remains forever loyal to us,
For I can be charming without giving too much.
If someone takes me aside for a tete-a-tete,
I don’t let myself get sweet-talked.

Yikes, one little kiss! No, thanks.
To be frank, my husband
Is a bit of an idiot;
But, on the other hand,
He is not strong-willed.
At home, I mean between ourselves,
Whatever I want, he does!
Hop to it, I order him,
Go there, come here.
Usually, when I say so,
He knows to knuckle under,
But if he ever talks back,
I can give him a good smack.
O you lovesick girls,
Who want your roses fresh,
On the marriage front,
You need to grab a dummy:
The more foolish and simple-minded he,
She smoother the world goes round;
It takes someone with a thick head
To be a model husband.
In love, the baboon is the best,
And one day I’ll tell you why.

Ha! I can well thank the Blessed Virgin for all the disasters that have I’ve suffered; I lost my husband, my house burned down—along with all the others in the village. A widow, destitute, I left Genoa to settle in Turin. I remarried, and here I am the happiest of women. What a difference between my dear Beppe and that other one! That other one! A husband who was quick with his fists on his wife. What a horror! That’s why, to avoid a replay of that scenario, for my second marriage, I was forewarned and now and then—bam, pow—I let him have it! As a rule, once a week. And then, I credit myself, I’m a wee bit sorry. But, end of story, my Beppe, poor thing, is a real nincompoop and it’s not as if there isn’t some provocation every day.

SCENE II
Enter Beppe. He comes out of the inn furious and as if in desperation; at the sight of Rita he stops in fear.

Beppe
There she is… Horrors! When she finds out about the mess
My clumsy hands made just now.
God knows how hers will be all over me
In a fit of temper!
(advancing timidly)

Rita
(noticing Beppe)
Oh, you are, here, my dear little man!
O Beppe, you are simply darling!

Beppe
It is I, It is I, my treasure.
(aside)
(But really, so much kindness,
Amazes me, honestly!)

Rita
(affably)
My Beppe! My Beppe!

Beppe
(aside)
(Uh oh! What’s she up to?)

Rita
Have you straightened up everything in there?

Beppe
I think so.

Rita
Oh, you really are a perfect jewel!
You make me happy…

Beppe
(aside)
(Don’t let anyone hear her!)

Rita
My heart is full of joy.

Beppe
(aside)
(Ah, the weather is clear.)

Rita
You are so caring and attentive…

Beppe
(aside)
(What a nice person!)

Rita
Take me in your arms, Beppino!

Beppe
(aside)
(My future looks bright!)

Rita
You are really simply darling,
My handsome Beppe!
(He’s looking a bit doltish; what a dazed expression!)
(giving him her cheek)
Quick! Give me a peck.

Beppe
(aside)
(Is a hailstorm coming now?)

Rita
But… why are you so terrified?
Come to me, lover lips!

Beppe kisses her.

You make me happy.

Beppe
(aside)
(Don’t let anyone hear her!)
This looks like a good time
To confess to my blunder.

Rita
What are you brooding about, Beppe dear?

Beppe
It’s just that I’m worried about…
A mess I made with my clumsiness.

Rita
What do you mean?

Beppe
It’s my fault…
Please, don’t yell at me!

Rita
Will you come out with it?

Beppe
(aside)
(I feel feverish).)
(aloud)
The green porcelain cup slipped out of my hand,
Crash, and broke in a hundred pieces.

Rita
The cup with the hand-painted decorations?

Beppe
It’s a calamity, I know!

Rita
Hold your tongue, or I’ll
Slap you silly.
You maddening, moron,
Blockhead, numbskull!
You’re an idiot, good-for-nothing,
Nothing but a big ape!
I made a big mistake;
I’m crying my heart out;
Oh, the first one who died
What a love he was!

Beppe
(aside)
If only my nurse
Had strangled me in my cradle,
Or tied me up and tossed me
Into the nearest river!
If only I had killed
Myself later on,
Or some kind soul
Drove a stake through me!
But I’ve tied the big knot
That I cannot undo;
I twist and gnaw at it,
But I can’t do anything.
Husbands, come by and see this,
If you want a good laugh!
This is a situation
That makes me envy the dead!
(falling to his knees before Rita, who has sat down next to the table, on the left)
You have not one but two thousand reasons
That a big kiss on that adorable cheek…

Rita
(getting up and giving him a slap)
I have only an oven full of these for you.

Beppe
(crying)
Ouch! Ouch! Oh, no!

Rita
(imitating him)
Ouch! Ouch!
To soothe your pains,
You’ll have to do without
Kisses and bread
For two weeks.

Beppe
What behavior, what language!
Are you trying to make me angry?
You only know to hit me
From in front or behind.

Rita
I made a big mistake;
I’m crying my heart out;
Oh, the first one who died
What a love he was.

Beppe
This is a situation
That makes me envy the dead!

At the doorway of the inn, Rita throws kisses at Beppe, who doesn’t see her.

SCENE III
Beppe alone.

Beppe
(rubbing his cheek)
You see my dilemma! It’s the same thing every Sunday , and woe if other holidays fall during the week! It’s twice or three times the dose… That’s what I get for wanting to take a wife! And to think that I have to drag this chain around as long as I can manage! Only wanted that beast mankind could conceive such monstrosity… He’s the only one in creation who’s an exception… I probably have one cheek redder than the other… it’s a good thing that today is actually Sunday, and a beating will not be kept waiting: but I would need to find a way of receiving it somewhere else…

SCENE IV
Enter Gasparo, who comes in from the main street, carrying a suitcase.

Gasparo
Hey! Is anyone there?

Beppe
May I help you?

Gasparo
I’m thirsty.

Beppe
Please be seated.

Gasparo
I don’t think that will suffice to quench my thirst.

Beppe
(calling out)
Carlo, some wine!

Gasparo
Two glasses!

Beppe
(as before)
Two glasses!

Gasparo
And two bottles! Are you the owner of this establishment?

Beppe
At your service!

Gasparo
Good for you!

Beppe
(rubbing his cheek)
You’re right there!

A waiter brings the bottles and the glasses.

Gasparo
Will you help me see the bottom?

Beppe
Thank you! I am not thirsty.

Gasparo
A fine reason! If one had to drink only when one is thirsty, one would be too much like the beasts… Come now, don’t make me beg.
(picks up the bottle and then puts it back on the table)
This blasted arm of mine!

Beppe
Does it hurt?

Gasparo
A little… fortunately, God has provided… Because I have its twin, which does its duty.
(pours with his left hand)
Your health!
(seeing Beppo rubbing himself)
But why the devil are you rubbing your face?!

Beppe
It’s nothing; it tickles…

Gasparo
(looking more closely)
But no… I’d say you’ve got… Could it be that someone was so rude?

Beppe
(rising)
Someone? I’d like to see him! Not even in your dreams! It was my wife!

Gasparo
(rising)
Your wife! And you allow that?

Beppe
Ha! Do you think she asks me permission?

Gasparo
The wife who beats the… But it’s an indignity, that is… in well-managed marriages, where there’s love and respect, it is the husband who gives the beatings to the wife.

Beppe
The husband?

Gasparo
A la russe… I’ve been there, in Russia, and I made some studies regarding marital customs. Try this this out with your wife, and you will both be well satisfied with it.

Beppe
Yes,for sure… she would start screaming.

Gasparo
Shout louder.

Beppe
Then she would scratch me.

Gasparo
Scratch her harder. Thunderation! If I were in your shoes! I’ve been married too… Moreover, I’ve had two wives, and you had to see how smoothly it went with my first half… Truly she was as soft as butter.

My household always passed
For a model in the land.
My wife was a little lamb,
And couldn’t say no to me.
It is true, that, with my system,
I liked that she was afraid of me,
And I enjoy hitting her,
As much as I enjoy making love.
And in my heart
Love is bubbling;
But too much love
Is not good for the heart.
One shouldn’t pick fragrant flowers
If one doesn’t know how to train them;
It is all right to beat your wife
As long as you don’t kill her.
When she isn’t tamed by scolding,
When she persists in disobeying me,
I can restore order
With a couple of Russian caresses.
Because I enjoy hitting her,
As much as I enjoy making love.
And in my heart
Love is bubbling…
One shouldn’t pick fragrant flowers
If one doesn’t know how to train them;
It is all right to beat your wife
As long as you don’t kill her.
(sitting down again and drinking)

For the rest, you work up a sweat beating your wife… That’s the reason that when I gave the ring to my second, an idea came to me; at the end of the wedding feast, I gave a little taste, just as a sample, to my dear little bride…
(winding up to deliver a blow)
We were at the dessert.

Beppe
(sitting down)
At the dessert! Why?

Gasparo
So I could give this speech: “My dearest, do you find this soup salty? Well, then! It’s up to you to spare me the annoyance of serving it too often.” Believe it! She would have adored me, I’m sure of it, if an embarkation order had not arrived (I being a seaman) ordering me on board the same evening as my wedding. We parted, things went to the devil, a storm got us shipwrecked; I was captured by cannibals… By good luck, they had just finished their dinner; and one fine day I found out that I was a widower.
.

Beppe
(rising, with an expression of envy)
A widower!

Gasparo
(rising as well)
At least, that being the case, a compatriot of mine, a sailor I had met in Canada gave me an introduction, so thereI became a planter. And after four years’ absence, I return to my homeland to look for my dear late wife’s death certificate, because I intend to go on to a third marriage.

Beppe
What? Again?

Gasparo
Certainly. A bit of Canadian crumpet, who is waiting for me to return to give me her hand and her fortune; and I guarantee you that things will proceed just like the day of my second marrige… à la russe: it is the only reasonable system.

Beppe
Ha! If I had the courage…

Gasparo
(pouring a drink)
This is what I wanted to instill.

Beppe
Well then! I’ll try it.

Gasparo
Bravo! In I’ll stay here to support you… I’m staying over till tomorrow.

Beppe
(sitting down)
Another glass and I’ll follow your advice.

Gasparo
Fine, and don’t be afraid that she’ll turn cold at this. On the contrary.

Beppe
Do you think so?

Gasparo
When the fire is about to die out, what does it take to revive it? Four sticks.

Beppe
True, I hadn’t thought of that.

SCENE V
Enter Rita.

Rita
What’s this?

Beppe
(rising, in confusion)
Lord have mercy, it’s she!

Rita
Is this the way you work, mister?

Beppe
(trembling)
My dear… I was…

Rita
Drinking, you good-for-nothing…

Beppe
But no, I… was asking this traveler who is spending the night in our hotel for his papers.

Gasparo
(taking a passport out of his wallet)
Here they are, the papers! It’s not as if we are vagrants.
(hands the passport to Beppe)

Rita
Get going, the papers are here, ready… to do their job.

Beppe
My courage hasn’t yet reached the level it needs to be at.

Rita
Quick! Get going!

Beppe
(aside)
He is a widower, he!

SCENE VI
Rita and Gasparo alone.

Gasparo
(aside)
Let’s have a look at this terrible harpy.
(he rises, advances toward Rita, who turns. Both stand there in astonishment)
Ah! Good Lord!

Rita
(Aside)
Lord have mercy!

Gasparo
(aside)
What a resemblance!

Rita
(aside)
Those features!

Gasparo
(aside)
But no! She perished in a fire!

Rita
(aside)
It’s impossible seeing that he drowned.

Gasparo
(aside)
All the same, this is strange.

Rita
(aside)
Let’s not get confused.
(aloud)
Does the gentleman intend to lodge in this inn?

Gasparo
Perhaps I will, my fair hostess.
(aside)
In any case, let us get her off track.
(aloud)
I have arrived just now from Genoa, where I had some business.

Rita
(aside)
A businessman!

Gasparo
And I’m going back to Chambery, whre I have been settled for about fifteen years.

Rita
(beginning to calm down)
Fifteen years?

Gasparo
Moreover, I am concerned that my wife will begin to grow impatient on account of my absence.

Rita
(aside)
It’s not he! Blessed mother of God, I thank you.

Gasparo
Therefore I’ll pay the rate and continue my journey…
(aside)
The ground is singeing my feet.

SCENA SETTIMA
Enter Beppe.

Beppe
(rushing in)
What a thing I’ve just seen! What a thing I’ve just seen!

Rita
What? Let us hear!

Gasparo
What has happened?

Beppe looks at them in astonishment.

Rita
Will you please explain yourself?

Beppe
You were talking together…

Rita
And so?

Beppe
Nothing… only
(aside)
It’s a strange thing, after all, very strange.

Rita
Stop dallying, little popinjay: make up the account for this traveler and get back to work. I don’t at all like my husband to amuse himself boozing it up with people whom we do not know.
(aside)
I hope to God I am mistaken.
(exit)

SCENE VIII
Beppe and Gasparo alone.

Gasparo
My compliments, my good man. I have thought it over and changed my mind. I’ll not be staying any longer.

Beppe
You’re making a big mistake, Mr. Traveler; ahem, you will stay, and for quite a while, too, for a very simple reason: which is, my wife is your wife.

Gasparo
Meaning what? Tarnation, man! It’s not true.

Beppe
Not true, is it? But the marriage certificate that Mrs. Rita has been hoarding jealously states that her husband’s name was Gasparo Sbrigani, just as it’s written in your passport.
(takes out the passport and reads)
“Gaspare Sbrigani, born in Marseille, Bouches du Rhône. »

Gasparo
Not at all. « Nose aquiline, mouth average…”

Beppe
That may be true, but it’s not less true that you are Gasparo Sbrigani, whom your wife mourned as drowned.

Gasparo
(aside)
This is it!

Beppe
And that here in the flesh is your legal wife, whom you in turn believed to have perished in a fire… Here, then, are united two reanimated deceased persons! What a fine pair! Congratulations and a basket of best wishes for your rehitched happiness. Now I’ll go on about my business.

Gasparo
(holding him back)
One moment, my good man. It’s not possible… And my Canadian!
(aloud)
I understand completely that you had a wish to disencumber yourself of your wife… but…

Beppe
I? That flower of creation, who has made me so happy!… But your rights take precedence over mine, and therefore I yield the road to you and go my way.

Gasparo
(holding him back)
My dear man, if she is actually my wife, I am filled with delight to find her alive… But, as I said, between us there was only the religious ceremony: we are only half- married, and since I know that she constitutes your every happiness, I don’t wish to deprive you of her.

Beppe
By which you mean…?

Gasparo
It is a sacrifice I will make for your sake.

Beppe
I shall never permit it.

Gasparo
I have the greatest sympathy for you.

Beppe
And I profess the profoundest respect for my predecessor.

Gasparo
After all, she is your wife.

Beppe
After you, if you please…

Gasparo
Oh, for the love of God! Let’s not compete in generosity.

Beppe
(aside)
It seems he’s not eager to catch her in his net again.

Gasparo
(as before)
He’s deucedly determined to get rid of her.

Beppe
Let’s submit the case to the magistrate.

Gasparo
(aside)
Oh, no!
(aloud)
To the magistrate? Very well.
But do you know the law?

Beppe
Not even by sight.

Gasparo
I know it by heart… Be warned that the case could get your wife hanged as guilty of bigamy.

Beppe
(ingenuously)
Of bigamy!

Gasparo
In such a case, you would be a couple.

Beppe
(aside)
A couple! Hanged!

Gasparo
Let’s just go to the magistrate.

Beppe
Nothing doing! Not on your life!

Gasparo
If you prefer, we fight to the last drop of blood: so the survivor…

Beppe
What are you thinking?

Gasparo
But, ultimately, we have to decide who is to remain the fortunate possessor.

Beppe
Wait…
Now I have an idea… so that between ourselves,
Both husbnads, the whole question can be resolved,
Without anyone getting hurt, let’s play…

Gasparo
Play!
Yes, the notion is original.
(aside)
The fellow doesn’t seem to have a devious face.

Beppe
(aside)
I can cheat… it’s a skill like any other.

Gasparo
Very well, then, let’s go…

Beppe
All right!

Gasparo
What game shall we play for this wife?

Beppe
Fingers.

Gasparo
Agreed…

Beppe
For seven points.

Gasparo
Good! The first one of us to get that
Keeps the wife.

Beppe
We agree…

Gasparo
(stretching out his hand)
So it’s on!

Beppe and Gasparo
For me, the winner loses…
Marriage is a prison;
You need an eagle eye,
In order to win!
Whoever tries to win
By cheating is a swindler;
But whoever cheats to lose,
Will be, at most, a jackass.

Gasparo
Let’s start…

Beppe and Gasparo
Five…
Six…
Five… seven…
Nine… seven…

Gasparo
You get the first point.

Beppe
The point is mine!

Beppe and Gasparo
(playing together)
Eight… five… nine…
Six… eight… seven…

Beppe
Now we’re even.

Beppe and Gasparo
Nine…
Six…
Seven… nine… five…
Eight… six… two…

Beppe
Yours!

Beppe and Gasparo
Two… three… six… three…
Six… two… three… six…

Gasparo
And now you have two…

Beppe
No… my finger isn’t out…

Gasparo
It’s half extended…
That’s really a low trick
To try to rob me!

Beppe
We’ll see whether a cheater
Is one who wins by not scoring.

Gasparo
You extend it…

Beppe
We’ll see!

Beppe and Gasparo
For me, the winner loses…
Marriage is a prison;
You need an eagle eye,
In order to win!
Whoever tries to win
By cheating is a swindler;
But whoever cheats to lose,
Will be, at most, a jackass.

Gasparo
Let’s continue!

Beppe and Gasparo
Six…
Seven…
Five… nine… nine…
Two… five… eight…

Beppe
Ha! Ha! Ha! Ha?
(gesturing to Gasparo that he has won a point)

Gasparo
True, it’s true; two points for me, too.

Beppe
Not two, it’s three!

Gasparo
Two!

Beppe
Three!

Gasparo
Two!

Beppe
Three! Three! Three!

Gasparo
When I play, I play fair…

Beppe
Anyone who believes you is a real sucker!
Because two plus one make three.

Gasparo
It’s two, I tell you…

Beppe
Two plus one make three.

Gasparo
But… if I have two…

Beppe
I don’t want to play any more.

Gasparo
Go on then, since at this game
There’s no honesty at all,
Let chance decide…

Beppe
Meaning?

Gasparo
The short straw.

Beppe
(aside)
If there is any justice in heaven, I’ll lose.
(goes to get a straw and breaks it in two)
That’s what we need…

Gasparo
I’ll be the one to draw…

Beppe
I say, wait!
Whoever draws the long straw will have the wife…

Gasparo draws the long straw and remains motionless. Beppe jumps for joy.

You win! Good man! I congratulate you
With all my heart!
O little straw of love,
With what joy you fill my heart!
To be able to escape both a wife and the gallows
Is a pleasure that no other can match.
Oh! welcome fate!
I have lost my wife!
Ha! Ha! Ha! Ha! Ha! Ha! !

Gasparo
Oh, disaster, oh, cruel fate!
This turned out to be the death of me;
O Death, spare me your dart,
By heaven! You’ve done me no favor!
Now it’s trouble and strife.
I’ve won back my wife!
Oh oh oh oh oh oh!

Beppe
(laughing)
It seems, my dear predecessor, you are lucky at games.

Gasparo
I won’t say no.

Beppe
You are in your house; you can take possession of it.

Gasparo
It’s all I can do…
(aside)
I’ll go grab
My bag and sneak away as soon as possible.
(enters the inn)

SCENE IX
Beppe alone.

Beppe
I’m free, free as a bird that finds its cage door open… I can breathe deeply… Everything looks rosy to me… I want to dance as if I were bitten by a tarantula… to run up trees like a squirrel… I am my own master; there’s no more squabbling… no more slapping: no more wife!
.

I am gay
As a songbird
That spreads its wings,
Free to the sky!
A happy season
Is smiling on me,
I’m a lad again!
I am a widower!
Tra la, tra la, tra la, tra la!
For many husbands
It’s the land of Cockaigne
To have their companion
In heaven!
I won’t be paying
The funeral
And won’t be
The worse for it!
My situation
Is unique!
No siren, O Goddess,
Has the power
Nor can her snares
Trap me any more!
If it succeeds one day
In avoiding the hook,
The little fish
Is king of the sea!
I am gay
As a songbird
I’m a lad again!
Tra la, tra la, tra la, tra la!

SCENE X
Enter Rita.

Rita
(coming from the inn)
How jolly you are!

Beppe
As jolly as can be! I have never been so jolly in all my life… I have an urge to sing…

Rita
Careful you don’t lose your voice. But what does this mean? All of a sudden like this!

Beppe
It has it’s own good reasons.

Rita
Reasons! And what, pray tell?

Beppe
You will know in good time, dear wife.

Rita
Watch out, dear husband, because patience is not my strong suit, and you know it.

Beppe
(singing)
Tra la, la, la…

Rita
Ha! I have a terrible urge…

Beppe
Calm down; there’s someone who will cure you of urges… à la russe!
(disappears quickly into the inn)

SCENE XI
Rita alone, then Gasparo.

Rita
What did he say? There’s something strange in the air, something weird…Imagine! if he ever dared… but… now that I think of it… if that traveler might actually be who I thought at first…
(noticing Gasparo coming out of the inn)
Ah! If it’s not he, it’s the devil!

Gasparo
(aside)
That imbecile talking about inciting all the village to prevent me from leaving…
(noticing Rita)
It’s she! If she agrees to it, we could make between ourselves, discretely, a contract of widowhood. I’ll try.
(approaching her)
Madam…

Rita
(startled)
How can I help you?

Gasparo
How can you help me? But… if you don’t mind finishing that dinner that we interrupted at dessert!

Rita
(aside)
It is he!

Gasparo
What? Don’t you recognize your Gasparo?

Rita
(coldly)
Gasparo… is dead…

Gasparo
Not at all… I was shipwrecked, it’s true, but the sharks discovered that I was too tough to digest and had the good sense to spare me. Would you, dear wife, be of a different opinion?

Rita
Sir, I am married.

Gasparo
I know… a little bit… and with me before the other one.

Rita
(brightly)
I defy you to prove it!

Gasparo
(aside, with joy)
Meaning?

Rita
I don’t recognize you.

Gasparo
(aside)
Bravo! Well done!

Rita
The registers where my marriage was recorded were burned up.

Gasparo
Burned?

Rita
Along with the rest of the village.

Gasparo
So that there is no proof!

Rita
Thank God!

Gasparo
(aside)
Oh, my Canadian belle!

Rita
There’s no one but me who is in possession of the certificate.

Gasparo
(aside)
Ah! Damn!
(aloud)
You have the certificate?

Rita
I certainly do.

Gasparo
Then it wasn’t burned up with the registry?

Rita
It certainly wasn’t.

Gasparo
And you have preserved it with great care?

Rita
I think so.

Gasparo
And why do that?

Rita
That’s my secret.

Gasparo
(aside)
This is a fine fiddle! A wife who grabs herself a substitute… and wants to keep me in reserve… A husband on limited leave, who can be called back from one moment to the net, if the picture is incomplete… I’ll not have that… I want my leave to be permanent. Now then, let us put on an air of refinement and courtesy.

(with comic exaggeration)
I return to you full of ardor,
Oh, let not the sweet pact
Of our former love be denied.

Rita
Hey! That pact, ignoble husband,
Was the first step that led to grief.
Leave and forget; I am deaf,
My dear departed, to your whining.

Gasparo
Tiger from the desert,
Now that I have revealed myself to you,
You want to see me dead!

Rita
(ironically)
Ha! Do you enjoy being insulting?

Gasparo
With baleful blade
Am I to stab myself
Or throw myself into the sea
At high tide?
Must the razor
Slice my throat,
Or a hangman’s knot
Toss me in the air?

Rita
Rita has no
Ready tears.
I’ve already paid
Charon his fare!
If you return
To your native shore,
For my comfort,
Remain with the dead.

Gasparo
Such an abode doesn’t suit me;
Why, pray, are you like this with me?

Rita
I want no more chastisement, my dear!

Gasparo
Is that all, my sweet love?

Rita
It’s enough for now!

Gasparo
I repent of my misdeeds,
Why do you not yield to my suffering?

Rita
Your suffering is indifferent to me,
I have changed for the better and can say so!

Gasparo
Give me the certificate and I’ll take back
All the blows I inflicted on you.
From this day forward I’ll not lay a hand on you.

Rita
You’re joking!

Gasparo
Oh, believe me, o my
Treasure, I swear to you!
I shall stand stiff as a ramrod
Submissively firm;
Only you will have
The pleasure of beating me.
You will slap me around
And I’ll not ask for pity
From your heavenly eyes?

Rita
Ha! Ha! h_Ha! Ha! Ha! Ha!
(emphatically)
Who you are I don’t know!

Gasparo
(aside)
Oof! I’m bursting.
(aloud)
Sweet delight?

Rita
But whom do you mean?
(aside)
We are at an impasse…

Gasparo
(aside)
What patience!
(aloud)
Am I annoying you?

Rita
You are insolent!
(aside)
I took him down!

Gasparo
(aside)
Now I’m exploding!
(loudly)
My sweet wife!

Rita
Are you making fun of me?
(aside)
I’m standing firm.

Gasparo
(aside)
What a little vixen!
(loudly)
Have pity.
Give me the certificate…

Rita
No, no, no!

Gasparo
Give me the certificate. Don’t’ say no!

Rita
A thousand times no!

Gasparo
(What a vixen.) Joy of my life,
No, I’ll never lay a hand on you.

Rita
I don’t give a hoot…

Gasparo
The certificate!

Rita
No!

SCENE XII and the Last
Enter Beppe.

Beppe
(coming out of the inn with a bundle tied to the end of a walking stick)
Oh ho… All the better…
The recognition scene has taken place.

Rita
What’s the meaning of this? Where do you think you’re going?

Beppe
Off on my own, seeing that the first in line has turned up.

Rita
He’s an impostor.

Beppe
I examined his papers; they are in order.

Rita
You misread.

Beppe
We’ll see about that! First and last names, just as on your marriage certificate.

Rita
I say you misread it.
(to Gasparo)
And you, you can go on about your business.
(setting down on the table the bundle and stick she has taken from Beppe’s hand)

Gasparo
(softly to Beppe)
With me, she’s afraid of getting beaten, and you gave her taste for the contrary. But, listen…
(continues to talk to him in a low voice)

Rita
(watching them)
What the devil are they hatching over there?

Gasparo
(softly to Beppe)
It’s the only way to get her back to me.
(aside)
And to get ahold of that cursed certificate.
(aloud)
This house displays the sign of an inn; it will be permitted me, then, before I go to take a bit of refreshment.

Rita
I should think so… we are here precisely to offer hospitality to foreigners, and it is a duty that we fulfill with pleasure toward all… foreigners.
(she disappears for a moment and returns with a bottle of wine)

Gasparo
(while Rita is gone)
Steady on your legs! We stick together.

Beppe
We’ll see about that.

Gaparo sits down on the left. Rita pours him a drink.

(aside)
Fortunately, he is there to give me courage.
(aloud)
By the Madonna, Madam Rita, pour me a little.

Rita
What a tone you are taking!

Beppe
(intimidated)
The bone is harder to gnaw than I thought.

Gasparo
(coughing to encourage him)
Ahem! Ahem!

Beppe
Is this one, pray tell, your husband, yes or no? If he is, I give up the job; if he isn’t, I forbid you to flirt with the same.

Rita
You forbid me?

Beppe
(half trembling, but encouraged by gestures from Gasparo)
Yes, I forbid you, because I am the master in my house, because I wish to be obeyed.

Gasparo
(aside)
The little man is off and running.

Rita
Someone put you up to this.

Beppe
Be that as it may, at least, I profited from the lesson and promise you that from now on, there will be no one in town who will make fun of me for being battered by my wife. It is a radical change of policy that I am introducing into the family.

Rita
And as for me, I’ll be listening to all the handsome youths and their sweet nothings; I’ll have my gallants; ten, twenty, thirty at a time, who will regale me with flowers, candy, serenades; I won’t love you any more, and then… too bad for you! Nobody at all laughs at a cuckold behind his back!

Beppe, who has retreated under Rita’s attack, feels the end of the stick, which Gasparo hands him.

Beppe
(advancing with the stick he has taken hold of)
Ha! No more loving! Help yourself! But when the fire starts to die, it can be rekindled with a little caning.
(strikes the floor with the stick)

Rita
Good gracious! Help!
(seeking refuge behind Gasparo)
Defend me!

Gasparo
(rising, as if to restrain Beppe)
Dear fellow, you don’t beat wives! I had occasion to do it only one time, and I sorely regretted it.
(softly)
That’s the spirit! Half a dozen, for the champion!

Beppe
(softly)
I understand.
(raising his voice)
I’ll beat her, if she has it coming, whenever and however I want. I don’t need your advice.

Rita
(whimpering)
Poor me!

Gasparo
(aside to Beppe)
Insult me, provoke me, I have a plan.

Beppe
All right.
(aloud)
There’s not room on earth for the two of us; one or the other
Has to…
(aside to Gasparo)
This is a farce, right?

Gasparo
In one act.

Rita
(aside)
He’s no longer himself.

Beppe
(to Gasparo)
Follow me.

Gasparo
I, fight? Not possible, my friend.

Beppe
You refuse?

Gasparo
(pretending to lift his right arm with great difficulty)
Look, I no longer have the use of my right arm; it was hit by a battle axe.
(to Rita)
I can’t raise my hand.

Rita
It’s a stump!

Gasparo
I am an amputee!

Rita
(aside)
With that arm he can’t
Overcome the handicap.
I could almost hug him;
I am free!
My toy
Lost his jib
He can’t touch me…
He’s an amputee!

Beppe
(as before)
He has a defect,
The poor fellow;
That compltely alters
The question.
My harridan,
One hopes at least,
Will have to change her attitude…
He’s an amputee.

Garparo
(aside)
What a trifecta!
Their plot
Fell flat on its face;
Now for the landlord!
I want nothing more;
We are there right now;
He’s taken the bait,
The little fish!
(to Beppe)
The bottle, just now, have you seen it…
With my arm I can’t lift it.

Rita
(aside)
In future he can’t hit me…
And Beppe, with all his noise,
And playing the bully…
I’ll play my part…
(aloud)
Gasparo dear!
My sweet husband, I’ll come back to you after all!

Gasparo
She is mine!

Rita
Dear Gasparo!

Beppe
Loving words!
A faithful couple!

Gasparo
Gentle little lamb,
I’m in heaven again!
But… the marriage contract?…

Rita
Here it is…

Gasparo
I’ll take it…

Beppe
Ah! Bravo!
I spread my wings in another sky,
Farewell to Gasparino’s wife!

Gasparo
(holding him back)
Not so fast! My contract,
In a roundabout way, I finally got it!
You stay… I’m beating it…
Goodbye, goodbye… Rita and Beppino!

Beppe and Rita
What did he say?

Gasparo
(putting the contract in his pocket)
That I have the proof here!

Beppe
What! You’re going?

Rita
Ha! There’s a new woman…
I want one man for me at least.

Gasparo
Take Beppe, if you like.

Rita
What?

Beppe
(to Gasparo)
Stay here, or I swear!…
(aside)
I’ll run you through.
He’s an ampu…

Gasparo
(as before)
He’s a big coward!

Beppe
Stay… or we fight right here.

Gasparo
All right! The game is over…
Your life or mine…

Rita
He’s got him!

Gasparo
Take this!
(He squeezes his hand as hard as he can)

Beppe
Ow! Ow! Ow! You’ve maimed me.

Rita
(to Gasparo)
What! You’re not crippled any more?

Gasparo
It was a ruse…

Rita and Beppe
Ha! The murderer!

Gasparo
The contract forced me,
So that I could throw it in the sea…
I’m at you, my dear accomplice,
Come on… let’s fight… it’s my specialty!

Beppe
Ha! Scoundrel!

Rita
Ha! Murderer!

Gasparo
Are we going to fight or not?

Beppe
(aside)
I’m dazed and confused;
I feel I’m wounded
Already by the brute of a husband,
And I think I’m dying.
As long as I don’t die
At the hands of that butcher,
The joy of that
Is enough consolation.

Gasparo
(aside)
Come on, come at me,
Your whimpering is useless,
There’s no God, there are no saints,
You have to go through with it.
(pointing to Rita)
She found comfort
Thinking me dead,
I’ll take my passport
And go back to sea alone.

Rita
What unheard-of audacity!
He tricks me and makes me mad.
Ha! I’d give my life
To be able to strangle him!
One wish is eating at me,
To avenge that nasty plot,
And plant the blade
Of a dagger in his heart.

Gasparo
Wait, I’ll go get my weapons
(disappears for a moment into the inn)

Rita
But I’ll kill you!

Beppe
All the better! When I’m dead, that beast will grab you again, give you a beating, and be fine! I get killed for chastising you… and then… what happens, happens.

Rita
A cursed resurrection! We were so happy!

Beppe
Yes, and the canings you gave me!

Rita
It was only to beat you to the punch: I was afraid of getting them from you.

Beppe
That’s not a good reason.

Rita
But be fair, or do you think maybe your dear sweetheart didn’t want you? Didn’t I cover you with caresses? Weren’t you the little Beppe of my heart, my pet, my little man?

Beppe
I don’t deny it.

Rita
(crying)
And now I must lose you!

Beppe
So it seems.
(he starts simpering as well)

Gasparo
(returning)
Are we ready, my good fellow?

Beppe
I’m…. I’m here.

Gasparo
Right now, onto the heath.
(takes out two large pistols)

Beppe
Blazes! What big guns!

Gasparo
It will be over in a minute… a really amusing game.

Beppe
You have a way with words, and a courageous nature, Mister Bigmouth!

Gasparo
(mumbling)
What? Eh?

Beppe
Sure, because you have a big, deep bass voice and two pistols like two cannons, you presume to frighten me and steal away my wife by force… (vehemently) Well, I am not afraid… Not on account of those instruments of yours; it’s because she loves me, because I love her, that I’m keeping her!

Rita
(hugging Beppe)
Ah! Beppino! You are a darling!

Gasparo
(gleefully)
Just in time… and as I am returning to America… I’ll stay in the other world, as you believed until now… and you stay as you are: the husband of my widow.

Beppe
(taking him aside)
By the way, but confirm one thing for me.

Gasparo
What’s that?

Beppe
What day you embarked… at the wedding banquet… was it really right after the dessert?

Gasparo
Word of honor!… I only had time to just put my system into action… the one I taught you about.

Beppe
Hush! I shall profit from the lesson.

Gasparo
But you must apply
My recipe wisely.
You can hit your sweetheart,
But you must kill her.

Beppe
I know that system:
“Punish so the she fears you
And hit her again and again.
All in the name of love!”
(acting out a beating)
And I shall love her… by God! I will…

Gasparo
But not too much!
For too much love
Is not good for the heart!

Rita
(jumping between them)
But hitting one’s own wife
One can encounter other troubles!
To restrain crazy impulses,
Someone should stop and think!

Beppe
Someone here?

Rita
Not even a sign!
Peace and harmony!

Beppe
We swear, from now on!
(together)
Harmony, Love!

Gasparo
May peace be with you, and joy forever,
I have made your love more solid.

Rita
Hurry and leave before tomorrow,
You’ve wasted all the cards in your hand.

Beppe
Goodbye, good-hearted cousin,
You’ve given me cards to play.

Rita
May you stay long and happy, over there !

Beppe
Let your absence from there not be long!

Gasparo
Well, then goodbye… I must depart.

All
Goodbye!

THE END

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