Caterina Cornaro (1844)

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Caterina Cornaro (1844)

Lyric Tragedy in a Prologue and Two Acts
Libretto by Giacomo Sacchéro


Caterina Cornaro (Catherine of Cyprus) was born in 1454 into a prominent Venetian family and died in1510. In 1468, at fourteen, she was married, by proxy to James Lusignano of Cyprus, known as the Bastard, in an arrangement extremely advantageous to Venice. James became king James II that same year. Caterina did not join James in Famagusta until 1472. James lived only until 1473, dying when Caterina was pregnant. She served as regent for her son, who was crowned James III, but both were victims of a plot and were briefly deposed. When the infant James died in 1474, Caterina became the reigning queen, supported by the Venetians, who exercised the real power. She was forced to abdicate in 1489, and Cyprus came directly under Venetian control. Caterina returned to Venice, where she lived until 1510. The opera introduces a fictional love interest in the person of the young Frenchman Gerardo and portrays the Cypriots as patriotically resisting Venetian domination. James II died of an illness, not of a wound suffered in battle.

CAST OF CHARACTERS

Caterina Cornaro (Soprano)
Matilde,
her confidante (Mezzo-Soprano)
Gerardo
, a young Frenchman (Tenor)
Lusignano,
king of Cyprus (Baritone)
Mocenigo,
Venetian ambassador (Bass)
Andrea Cornaro,
Caterina’s father (Bass)
Strozzi,
captain of the mercenaries (Tenor)
A knight of the king
(Tenor)

The action takes place in 1468 and 1473

Prologue is laid in Venice
Acts I and II are in Cyprus


PROLOGO

Sala nel palazzo Cornaro.

SCENA PRIMA
La sala è ingombra di cavalieri e dame, indi entrano Caterina, Gerardo, Andrea e Matilde. Il coro saluta i giovani sposi.

Coro
Salve, o beati, al giubilo
Di puro amor promessi;
Salve, o serbati, all’estasi
Dei maritali amplessi!
Per voi, qual oggi, un’aura
Del ciel soave e blanda
Renda di fior perpetua
La nuzial ghirlanda,
E corrisposto un palpito
V’agiti sempre il cor.

Caterina
Mercé dei lieti auguri.

Andrea e Matilde
V’arrida il cielo e amor.

Gerardo e Caterina
(in disparte)
Tu l’amor mio, tu l’iride
Dei giorni miei sarai;
Or che m’è dato stringerti
Per non lasciarti mai.
A te il desìo dell’anima,
A te il sospir d’amore;
E vita, e affetti, e core
Tutto consacro a te.

Andrea
Il sacro rito a compiere
Volgiamo, o figli, il piè.

Coro
Al tempio!

Gerardo
Andiam…

SCENA SECONDA
Un uomo mascherato e detti.

La Maschera
Fermatevi.

Tutti
Che avvenne?

La Maschera
Sian sospese le nozze.

Andrea
Perché?

La Maschera
(sottovoce ad Andrea)
A nome
Dei Dieci io vengo.

Andrea
(Oh ciel!)

La Maschera
Escano.

Andrea
Uscite:
È mestier ch’io l’oda.

Il Coro, gli Sposi e Matilde
Qual mistero!

Partono.

La Maschera
Or che siam soli, ascoltami.

Egli si cava la maschera, ed Andrea resta riverentemente attonito riconoscendo Mocenigo.

Andrea
Signore!

Mocenigo
Tua figlia, è vero, sposar dêe Gerardo?

Andrea
Sì.

Mocenigo
Ebben quando?

Andrea
Oggi.

Mocenigo
Scioglier questo nodo
Dêi tu.

Andrea
No ’l posso. Detti fé.

Mocenigo
Non monta.
Venezia il vuole. E in guiderdon tua figlia
Un altro sposo avrà.

Andrea
Foss’egli un re…

Mocenigo
Egli è tale.

Andrea
(con sorpresa)
Che di’?

Mocenigo
Riposa in me.
Dell’empia Cipro il popolo,
Stolto e ribelle ognora,
Spinse in esilio l’ultimo
Re Lusignano.

Andrea
Ed ora?

Mocenigo
Noi tornerem quell’esule
Ne’ pieni dritti suoi,
E a far più saldo un vincolo
Util cotanto a noi,
L’alto sovran consiglio
Sposa di lui farà
Tua figlia.

Andrea
(Ciel!)

Mocenigo
Tua figlia,
Sì, una corona avrà.

Andrea
(con superba meraviglia)
Oh!

Mocenigo
Udisti? I Dieci fidano
Che obbedirai.

Andrea
(Qual sorte!)

Mocenigo
Io tornerò. Delibera:
O una corona, o morte.

Mocenigo parte: Andrea resta tristamente attonito.

SCENA TERZA
Caterina, Gerardo, Matilde, dame e cavalieri.

Tutti
Partì?

Andrea
(Che dire?)

Coro
Al tempio!

Andrea
Cessate.

Coro e Gerardo
Che!

Caterina
Qual guardo!
Vien…

Andrea
Non più nozze, o misera:
Parti da qui, o Gerardo.

Gerardo
Deliri?

Andrea
Io deggio sciogliere
Tal nodo.

Gerardo
E la tua fé?

Andrea
La sciolgo anch’essa.

Caterina
Barbaro.

Gerardo
Come! Tal onta a me!

Caterina
(strappandosi gli ornamenti nuziali)
Sprezza, o padre, e fede e onore:
Via corona, e fiori, e velo;
Ma se sorda al mio dolore
Esser dêe la tua pietà,
V’è per tutti un padre in cielo,
Che il mio grido ascolterà.

Gerardo
Tutto oblìa: ma bada indegno,
Che l’oltraggio ho in mente sculto:
Che da te son fatto segno
Di disprezzo e di pietà;
Ma il rossor di questo insulto
Vendicato un dì sarà.

Andrea
(Ahi! per lor più non avanza
Raggio alcun di miglior sorte.
È perduta ogni speranza,
Né sentir poss’io pietà.
O dividerli, o la morte
Questo nodo troncherà!)

Coro e Matilde
(tra loro)
Parla pur, ma vendicato
Sarà un atto sì villano;
Al suo sdegno provocato
L’ira nostra unita andrà:
E il voler di quest’insano
Cancellato appien sarà.

Partono.

SCENA QUARTA
Gabinetto di Caterina: in fondo un uscio, che chiude una camera segreta: da un lato una porta che mette negli appartamenti, dall’altro finestre che guardano sul canale. Una lampada rischiara la stanza solitaria. Voci lontane di gondolieri, poi Caterina.

Coro
Or che l’astro in mar si cela,
E l’uom toglie alla fatica,
Sulla fragile mia vela
Lieve auretta spira amica:
Fa’, ch’io giunga all’umil tetto,
Dove anela il mio desir,
Ond’io stringa i figli al petto,
E li possa benedir.

Caterina
Torna all’ospite tetto, o gondoliere,
Fra la gioia del canto.
E a me cui nulla arride, a me dal Cielo
Prega giorni men rei. Chi vien?

SCENA QUINTA
Matilde e detta.

Caterina
Matilde…

Matilde
(dandole un foglio)
Fa core.

Caterina
Questa scritta?

Matilde
Da Gerardo
Mi venne.

Caterina
Oh ciel! Che spera?
(essa l’apre e legge)
Oh! immensa gioia.

Matilde
Che spera?

Caterina
Ei venir vuole questa notte
A liberarmi dal poter tremendo
Del senato.

Matilde
Che di’?

Caterina
Sì: parti, corri,
E veglia ben, che non veduto ei giunga
Alle mie stanze.

Matilde
In me confida.
(parte)

Caterina
Oh! presto
Scorran l’ore per me, che la mia vita
Render denno alla sua per sempre unita.
Vieni, o tu, che ognora io chiamo
Con dolcissime parole.
Vieni a me, che aspetto ed amo,
Come fior che aspetta il sole.
Né temer per la laguna
Della torbida fortuna:
Sui tuoi giorni, amato mio,
Veglia ognor propizio il ciel.
Ah! vieni t’affretta
Mio dolce tesoro;
Ti chiama, t’aspetta
Fedele il tuo ben.
Più nulla non bramo
Se il ciel mi concede
Ridirti che t’amo,
Stringendoti al sen.

SCENA SESTA
Andrea e Caterina.

Caterina
(con spavento)
Ahi! qui ancor, padre mio?

Andrea
(con dolce bontà)
Non maledirmi:
Dal consiglio sovrano io fui costretto
A lacerar l’affetto vostro.

Caterina
Il cielo
Giudichi te.

Andrea
Né ancor la tua sventura
Tutta conosci.

Caterina
Quale?

Andrea
Un altro sposo
T’è destinato.

Caterina
Un altro!

Andrea
Un re.

Caterina
Non mai!

Andrea
Vuoi tu perder Gerardo?

Caterina
Oh ciel! Che sento!
Parla…

Andrea
L’apprendi da costui.
(parte additandole Mocenigo)

SCENA SETTIMA
Caterina abbrividisce, trovandosi sola dinnanzi a Mocenigo.

Caterina
Signore…

Mocenigo
Non temer, Caterina, udisti?

Caterina
Udii.

Mocenigo
Vuoi tu salvar Gerardo?

Caterina
Come?

Mocenigo
Or, ch’esso
Verrà, dirgli dovrai che più non l’ami,
E che tu aspiri a illustri nozze.

Caterina
Orrenda
Bestemmia!

Mocenigo
Ed ei morrà…

Caterina
Per chi?

Mocenigo schiudendo l’uscio della stanza segreta, e mostrandole degli sgherri armati.

Mocenigo
Pel braccio
Di costoro; l’intendi? Bada!

Entra in quella stanza.

Caterina
Oh sorte!
Avvertirlo io potessi! Ahi! sentir parmi
Lieve romor d’un piè che s’avvicina…
È desso… egli si perde… Io non ho core!…
Non posso… ahimè!

SCENA OTTAVA
Gerardo e Caterina.

Gerardo
Dolce amor mio!

Caterina
Gerardo!

Gerardo
Fuggiamo, o Caterina: il ciel protegge
I nostri voti.

Caterina
(Deh, m’assisti, o cielo!)

Gerardo
Sospiri tu?

Caterina
(Che dirgli?)

Gerardo
Alla mia gioia
Tu non esulti?

Caterina
(Oh, supplizio!) Perdona
Al tumulto del cor.

Gerardo
Càlmati, o cara,
Per me avrà fine la tua vita amara.
Spera in me, della tua vita
L’ombra cupa si dirada:
Sulla rosa inaridita
Manda il ciel la sua rugiada.
Tristo verno innanzi sera
Oltraggiò la tua beltà:
Or per nuova primavera
Vaga più riforirà.

Caterina
(Che far deggio? Oh pena atroce!
La mia piaga ei più ritenta.
Dir vorrei, ma la sua voce
Mi commuove, e mi spaventa:
Mentr’io l’amo, e un foco immenso
Consumando il cor mi va.
Come mai più a te non penso,
Più non t’amo udir dovrà?)

Gerardo
Vieni.

Caterina
Oh! No.

Gerardo
Che dici?

Caterina
Parti.

Gerardo
Che!

Caterina
M’oblìa.

Gerardo
Potresti farti
Tu spergiura?

Caterina
(Oh, pena estrema!)

Gerardo
Più non m’ami?

Caterina
(Guardando l’uscio)
(Oh, istante!)

Mocenigo si affaccia all’uscio della porta segreta, e le mostra gli sgherri armati.

Mocenigo
Trema.

Gerardo
Parla…

Caterina
Or bene. Io più non t’amo…
Più non t’amo.

Gerardo
Oh, rea bestemmia!
Tu vaneggi? Ah no!… Partiamo.

Caterina
(Ciel pietà!)

Gerardo
Cedi…

Caterina
È impossibile.

Gerardo
Dunque è ver bugiardo core,
Che un re t’offra e serto e amore?

Caterina
(Io non reggo!)

Gerardo
S’è fallace
Questa nuova, un solo accento
Proferisci, ed avran pace
Le mie smanie.

Caterina
(guardando all’uscio)
(Oh, mio spavento!)

Gerardo
Parla, dici il vero?

Mocenigo
(si affaccia ancora minaccioso)
Bada!

Caterina
Tutto è vero.

Gerardo
È vero?

Caterina
Sì.

Gerardo
Sciagurata or su te cada
Del ciel l’ira.

Caterina
(Orribil dì!)

Gerardo
Va’, crudel: maledetto quel giorno
Che ti vidi, e perduto t’amai.
Maledetto quest’empio soggiorno
Da cui fede ed affetto sperai.
L’ira mia che implacabile estrema
Ora impreca all’infranta tua fé,
Notte e dì fino all’ora suprema
Posi infausta e tremenda su te.

Caterina
(Lassa me! Qual orrenda, blasfema,
Qual parola esecranda m’è uscita!
Provocai la sua collera estrema,
Ma salvai la diletta sua vita.
E mentr’egli colpevol mi crede,
E insultando mi scaccia da sé,
Ahi! non sa, che illibata è la fede,
Che il mio core spergiuro non è!)
Senti almen…

Gerardo
Più non deggio ascoltarti.

Caterina
Ah pietà!

Gerardo
Non la merti, o crudel!

Caterina
Tu non sai…

Gerardo
Non importa.

Caterina
Tu parti?

Gerardo
Sì, per sempre abborrirti, o infedel!
(Gerardo parte)

Caterina cade svenuta.

ATTO PRIMO

Piazza in Nicosia: di fianco il palagio del re Lusignano, in fondo il mare sparso di navi. È notte.

SCENA PRIMA
Mocenigo solo.

Mocenigo
Sei bella, o Cipro! A te versan tesori
Le strane navi, a te l’aure felici,
E i più vitali rai prodiga il cielo.
Oh! Fossi pur soggetta
Alla sovrana dell’adriaco mare!
Ma lo sarai. Gittato è il dado; compre
Son da me queste genti, e Cipro in breve,
Se al mio pensier sorride amica stella,
Fia di Venezia tributaria ancella.

SCENA SECONDA
Strozzi e detto.

Strozzi
Signore…

Mocenigo
Che nuove?

Strozzi
L’audace Gerardo
È in Cipro.

Mocenigo
Egli stesso! Sei certo?

Strozzi
L’ho visto
Io stesso, poc’anzi.

Mocenigo
Ed era il codardo?

Strozzi
In abito armato.

Mocenigo
Armato! Quel tristo
Pretende egli forse lottare con noi?
E lotti: non monta! Del nostro rival
Ricerca, o mio Strozzi, coi militi tuoi.

Strozzi
Se avvien ch’io lo giunga?

Mocenigo
Hai braccio, e pugnal.
Credi che dorma, o incauto,
Perché il leon non rugge?
No! Più tremendo è il turbine
Quando nel ciel non mugge.
Va’: guata armato e vigile;
Opra in silenzio ognor;
E poi del mare i vortici
Fian tomba al traditor.

Strozzi
E poi del mare i vortici
Fian tomba al traditor.

Partono.

SCENA TERZA
Lusignano, sotto private spoglie, ed un cavaliere.

Lusignano
Lasciami, o cavalier.

Cavaliere
Perché, o mio prence,
Solo rimaner vuoi?

Lusignano
Note mi sono
Le audaci mire del sovran consiglio…

Cavaliere
Esso forse?

Lusignano
Congiura a rovesciarmi
Dal soglio ove mi pose.

Cavaliere
E tu?

Lusignano
Se il posso,
Tento il filo spezzar delle lor trame,
E insiem fiaccar quell’arroganza infame.
Da che a sposa Caterina
Diemmi il veneto Senato,
Del mio regno la ruina
Si comprò con quel mercato.
Or che intera, e certa appare
La viltà dei traditor,
Chiedo al cielo, e chiedo al mare
Nuove tempre al mio furor.
Ma colei, la sventurata
Che far lieta io pur vorrei,
Fu dai vili condannata
A soffrir gli affanni miei:
Tuttavia nel lutto immersa
Celar tenta il suo dolor;
Ma ogni lagrima che versa
Si distempra sul mio cor.

Cavaliere
O mio re…

Lusignano
Va’, discaccia ogni timore,
Sovra i giorni dei re vegli il Signore.

Partono.

SCENA QUARTA
Sgherri, indi Strozzi.

Coro
(vedendo comparire Strozzi)
Core, e prontezza.

Strozzi
Prontezza, e core.

Coro
Ben svelto ha il passo quel traditore!

Strozzi
In bando, amici, scherzi e parole;
Venezia il vuole.

Tutti
Siccome veltri per le foreste
Di quel ribaldo cerchiam le peste,
Estinto prima che torni il sole
Venezia il vuole.
Dannato a morte pel tradimento,
È troppo giusto ch’ei cada spento.
Lasciam per ora nappi, e carole:
Venezia il vuole.
A celar l’opra, compagni, basta
La cupa notte, che ci sovrasta.
Sia fermo il braccio qual esser suole.
Venezia il vuole.

Partono. Dopo qualche istante.

Coro di dentro
Morte all’indegno!

Una Voce
Infami aiuto!

Coro
Morte.

Un’altra Voce
Indietro, o scellerati.

Entra Strozzi precipitoso.

Strozzi
Oh! iniquo caso!
Fallito è il colpo!

Parte fuggendo.

SCENA QUINTA
Gerardo e Lusignano.

Gerardo
Grazie, o generoso,
Che sei corso a salvarmi.

Lusignano
Altri qualunque,
Stranier, t’avrìa difeso.

Gerardo
Or potrei, spero,
Saper, chi sia l’uomo per cui mi corre
Debito tanto.

Lusignano
In premio del favore,
Concedimi ch’io il taccia.

Gerardo
Almen la patria tua?

Lusignano
È la Francia.

Gerardo
La Francia è patria mia.

Si stringono le destre.

Lusignano
Se d’uopo in qualsisia
Tempo avrai del mio braccio,
Vieni presso del re.

Gerardo
Del re? Prosegui…

Lusignano
Tu raccapricci? È pur figlio di Francia
Re Lusignano.

Gerardo
È ver ma…

Lusignano
(stringendogli la destra)
Franco parla.

Gerardo
Io l’aborro.

Lusignano
Perché?

Gerardo
Perch’ei mi tolse
L’amor mio.

Lusignano
Caterina?

Gerardo
Lo dicesti.

Lusignano
(Che intendo!) Ed ora?

Gerardo
Io voglio i miei tormenti
Rinfacciargli.

Lusignano
Sta bene: io mostrerotti
Colui.

Gerardo
Dov’è? Su! me l’addita.

Lusignano
Insano!
Eccolo.

Gerardo
Che! Tu stesso!

Lusignano
Io Lusignano.
Parla, ardisci: io son quel desso,
Che ti tolsi il primo amore.
Tu non l’osi?

Gerardo
E tanto eccesso
Consumar potrebbe un core?

Lusignano
Se di rabbia ardente sei,
Facil’opra è l’empio vanto.

Gerardo
Guarda, o re, dagli occhi miei,
Come il cor m’hai posto in pianto.
Vedi: io piango. Non por mente
Al mio sdegno, io non ragiono.
Se fui stolto e sconoscente,
Né un fellon, né un vile io sono.
Oh! perdona a un disperato,
Che più senno e cor non ha.
Il martirio che ho durato
Solamente il ciel lo sa.

Lusignano
Se tu piangi, e sei pentito,
Ti compiango, e ti perdono.
Come te fui pur tradito,
Più di te perduto io sono.
E colei, che m’ebbi in patto
D’alleanza e d’amistà,
Fu stromento d’un misfatto,
Che cader su me dovrà.

Gerardo
(toccandosi il petto)
Che qui non batte un core ingrato
Provarti forse a me fia dato.
Vivi felice e congiunto a lei,
Che pianser tanto questi occhi miei.
Sacra è la fede, che ti giurai.

Lusignano
Viver felice! Ma tu non sai,
Ch’avido il guardo su questa terra
Gittò il Leone per farmi guerra?

Gerardo
Bando ai timori!

S’odono avvicinarsi le guardie.

Lusignano
Senti?

Gerardo
(in atto di partire)
La scorta
Notturna avanzasi a questa volta.

Lusignano
Mi lasci?

Gerardo
Il deggio: ma sappi, o sire,
Che sui tuoi giorni veglia un fratel.

Lusignano
(abbracciandolo)
Non più pavento l’ostile ardire,
Se in te un custode mi manda il ciel.

Gerardo
Sì: dall’ardir degli empi
Per me difeso andrai;
Perché t’è sposa, o principe,
Quella che un giorno amai,
Della mia vita il debito
Sento due volte a te:
E la mia man difendere
Dovra il fratello, e il re.

Lusignano
Dunque tu vuoi dividere
Meco ogni mio periglio?
O generoso giovine,
Sei ben di Francia figlio!
Dal reo mercato sciogliere
Potessi almen la fé!
Più Caterina vittima
Non io vorrei, né te.

Partono.

SCENA SESTA
Gabinetto della regina: in fondo la camera del re: da un lato la porta esteriore: dall’altro un poggiuolo, che guarda sul porto. Caterina siede mesta, le dame stanno accanto a lei. Poi Lusignano.

Coro
Gemmata il serto, giovine
Regina, e bella tanto:
Eppur si strugge tacita
Da molti giorni in pianto:
Sgombra dagli occhi languidi
Le dolorose stille:
Di gioia ognor risplendere
Denno le tue pupille;
E mille cori anelano
Al riso tuo gentil,
Siccome i campi ai zefiri
Giocondi dell’april.
Guarda, s’avanza il re.

Caterina
Partite. O sposo…

Le dame partono.

Lusignano
Che hai? Tu soffri?

Caterina
È ver, pei giorni tuoi,
Che fosca nube di dolore ammanta.

Lusignano
Oh! tosto a sé chiamarmi il ciel volesse!…

Caterina
Che dici, o sposo!

Lusignano
Il simular che vale?
O sposa, o nobil core!
Io ben t’ammiro, e soffro al tuo dolore.
Non turbarti a questi accenti,
O sublime creatura;
Dei tuoi lunghi patimenti
So la storia acerba e dura;
So ben io perché sfiorando
Il tuo riso ognor si va:
E per questo al ciel domando
La perenne libertà.

SCENA SETTIMA
Strozzi e detti.

Strozzi
O re!

Lusignano
Strozzi!

Strozzi
Un francese
Chiede parlarti.

Lusignano
Inoltri.

Strozzi parte.

O Caterina,
L’ascolta tu per me; d’uopo ha di pace
Il travagliato spirito mio.

Lusignano parte accompagnato da Caterina.

SCENA OTTAVA
Strozzi, Gerardo, indi Caterina.

Strozzi
T’avanza.
(Oh ciel! Gerardo! A Mocenigo tosto
Si corra.) La regina.

Entra Caterina; Strozzi parte.

Gerardo
(Oh, Caterina!)

Caterina
Del re, consorte mio, debole e infermo
Io sostengo le veci, o cavaliere.

Gerardo
(Che tumulto ho nel cor!)

Caterina
Parla: che chiedi?

Gerardo
Da te, o regina, nulla più.

Caterina
(riconoscendolo, e mettendo un grido)
Qual voce!
Gerardo?

Gerardo
Io stesso. Un dover sacro, o donna.

Caterina
Infelice!

Gerardo
Io non vengo a suscitare
Nel tuo misero cor l’antica guerra:
Per me, lo so, più non esisti in terra.
Qui m’ha chiamato, e testimon n’è il cielo
Da quel dì che lacerato
Questo cor fu crudelmente,
Mari, e monti ho valicato,
Tristo ognora, ognor furente.
Il mio stato doloroso
Non si puote immaginar.

Caterina
(In quest’ora, o ciel pietoso,
Non volermi abbandonar!)

Gerardo
D’un conforto, nella gloria,
Ebbi speme e corsi all’armi;
Ma venìa la tua memoria
Pur nel campo ad agitarmi…
La sua grazia, il suo favore
Chiesi al ciel per obliarti,
Soffocar l’insano ardore,
Viver mesto, e perdonarti…
Poi pensando al duro oltraggio
L’ira mia s’inacerbò.

Caterina
(Dammi, o cielo, il tuo coraggio,
E l’arcan gli svelerò.)
Troppo giusto è il tuo rigore,
Ma sai tu qual trama orrenda
Fece reo questo mio core?

Gerardo
Trama! E qual? Fa’ ch’io l’apprenda…

Caterina
In quel dì che rinnegai
La promessa dell’amore,
In quel giorno io ti salvai
Dal pugnal d’un traditore.
Io però sacrificai,
Per salvarti, e vita e amor.

Gerardo
Cielo! Il ver da te ascoltai?

Caterina
Sì, pur troppo!

Gerardo
Oh, nobil cor!

Caterina
Da me fosti ognor compianto,
Fratel mio, mio dolce amico;
Ogni dì cogli occhi in pianto
Ti ricordo, e benedico;
D’amistà, non più d’amore
Sia l’affetto vivo in te:
Nella pace del tuo core
Prega, o misero, per me.

Gerardo
Sventurata, piango anch’io,
Ma per te m’è il duol gradito:
Ti rammenta il pensier mio
Come un ben che fu smarrito.
E se in lagrime la sera
Io domando al ciel mercé,
La più fervida preghiera
Io la sciolgo ognor per te.

Caterina
Ora parti.

Gerardo
Un mistero tremendo
Odi pria; Lusignano e il tuo regno
Corron certo periglio.

Caterina
Che intendo!

Gerardo
E coll’armi a difenderlo io vengo.

SCENA NONA
Mocenigo e detti.

Mocenigo
Troppo tardi.

Caterina
Oh, spavento!

Gerardo
Da lui
Il tuo sposo, il buon re Lusignano
È tradito.

Caterina
Empio core!

Mocenigo
Lo fui:
Sì! Venezia lo scettro di mano
Gli vuol tolto.

Caterina
Oh! vilissimo ardire!

Mocenigo
Tu per noi regnar devi e morire.

Caterina
No! Il suo prence a difender da’ rei
Sorgerà questo popolo ardito.

Mocenigo
Ed io allor che manchevole sei
Gli dirò, che da te fu tradito
Il sovrano…

Caterina
Ah!

Mocenigo
Da colpo sì rio
Dimmi, allor chi ti salva? Chi?

SCENA DECIMA
Lusignano ed i precedenti.

Lusignano
Io!
Indietro! Io, vil carnefice!
Difenderò costei:
Io farò noto al popolo,
Che malfattor tu sei.
Di fato reo lo sdegno
Se morto mi vorrà;
Chi mi tradisce, indegno!
Prima di me morrà!

Mocenigo
Cerca, se il vuoi, supplizi;
Scaglia su me la morte;
Ma non per questo un fremito
Darà il leon men forte.
Al nunzio dell’estrema
Mia sorte ei ruggirà.
E l’ora mia suprema,
L’ultima tua sarà.

Caterina
Scaglia la giusta folgore
Sulla superba fronte:
Tronca in costui l’origine
Dei danni nostri e l’onte.
Pera chi spregia e insulta
Colui, che il punirà:
Più non rimanga inulta
L’offesa maestà.

Gerardo
Ti prostra nella polvere
Senza levar lo sguardo,
Or che del ciel l’anatema
Ti fulminò, codardo.
Non sempre arrise il fato
Dei Dieci alla viltà.
E il loro ardir scontato
Col sangue tuo sarà.

Lusignano
Olà?

Mocenigo
Gran re, la collera
Vendicatrice è tarda.
Un cenno, e di Venezia
Scoppierà il tuono. Guarda…

Egli getta in mare, dal poggiuolo, una sciarpa, e s’ode all’istante un colpo di cannone.

Guerra!

Entrano le guardie del re.

Lusignano
Giacché lo vuoi,
Guerra fra noi sarà.
Guardie, l’affido a voi.

Mocenigo
(Oh! rabbia!)

Lusignano
All’armi or va’.

Lusignano, Gerardo e Caterina
Va’, fellon: di questa terra
Escirà il leon codardo.
Degli oppressi è il braccio in guerra
Formidabile e gagliardo:

Lusignano
Ed il veneto senato,
Che tradirmi s’attentò,
Maledetto ed esecrato
Alle genti io renderò.

Gerardo e Caterina
Ed il veneto senato,
Che tradirlo s’attentò,
Maledetto ed esecrato
Alle genti io renderò.

Mocenigo
Su, di morte alla tenzone
Corra pur la gente tutta,
Pria d’abbatere il leone
La tua Cipro andrà distrutta;
Benché il braccio ho incatenato
Pur tremar per me non so.
Osa pur, ma vendicato,
Vendicato io morirò.

ATTO SECONDO

Atrio nel palazzo di Lusignano: in fondo una piazza di Nicosia. Si ode frastuono di militari strumenti.

SCENA PRIMA
Il cavaliere del re, poi Gerardo.

Cavaliere
Misera patria! Ahi! sopra te la guerra
Scuoterà il suo flagello!… E chi in soccorso
Verrà d’un re tradito?

Gerardo
Io.

Cavaliere
Tu straniero!

Gerardo
Qual ch’io sia non cercarlo. Un dover sacro
A Lusignan m’annoda, e la sua vita
A difendere io venni.

Cavaliere
O cor sublime!

Gerardo
A tal uopo raccolsi, e in arme posi
Questa perplessa impaurita gente,
E qui presto l’attendo.

Cavaliere
Ascolto il vero?

Gerardo
Ne attesto il ciel, cui noto è il mio pensiero:
Io trar non voglio campi ed onori
Dalla imminente vostra ruina:
Mi basta in premio dei miei sudori
Far salva e lieta questa regina.
Di più non bramo, se al vostro amore
Un re tradito render potrò.
E poi d’un antro nello squallore
A seppellirmi per sempre andrò.

Cavaliere
Sei ben pietoso, se tanto al core
Il nostro affanno parlar ti può.

SCENA SECONDA
I predetti e gente in armi.

Coro
Guerra, guerra! Corriam gl’insolenti
Troppo incauti oppressori a punir.

Gerardo
Su, corriamo concordi e possenti:
Per dar morte al leone, o morir.
Morte, morte! Fur troppi gl’insulti
Che versò sulla vostra contrada.
Se morremo, cadrem non inulti
Impugnando la vindice spada.
Su, corriam a spezzare il reo laccio,
Che il Leone vuol stringervi al piè,
E il signor farà invitto quel braccio,
Che difende la patria, ed il re.

Coro
Morte, morte! Fur troppi gl’insulti
Che versò sulla nostra contrada.
Se morremo, cadrem non inulti
Impugnando la vindice spada.
Su, corriam a spezzare il reo laccio,
Che il Leone vuol stringerci al piè,
E il signor farà invitto quel braccio,
Che difende la patria, ed il re.

Partono.

SCENA TERZA
Le dame della regina in disperata costernazione.

Coro
Oh ciel! Che tumulto! Che fieri lamenti!
Il grido di sangue terribile echeggia.
Risuonano d’urli, d’atroci spaventi,
Le strade cruenti, le case, la reggia.
Scomporsi in abissi ci sembra la terra:
Dovunque tenebre, dovunque terror.
E il folgor, che vola dai bronzi di guerra,
Ricaccia più forte la morte nel cor.

SCENA QUARTA
Caterina e dette.

Caterina
Dolorosa incertezza! Ancor dei nostri
Non è giunta novella?

Coro
Ancor nessuna.

Caterina
E più incalza la mischia! Oh maledetta
D’impero ambizion! Spegnete l’ire…
È grave questo serto!
Ah! il ciel non possa mai dimandar conto,
A chi m’assunse per un vil mercato
Allo splendor del più superbo stato.
Pietà, o Signor, ti muovano
Le angosce del mio core,
E l’affannoso gemito
D’un popolo che muore!
Sangue le gemme grondano
Di mia corona, è vero;
Fieri nemici investono
L’uom che splendor mi die’;
Pur la salute io spero
Di tutto un regno in te.

Odesi internamente musica lieta.

Voci lontane
Vittoria! Vittoria!

Coro
Giulivo concento!

Caterina
Chi vinse? E il mio sposo? Beato momento!

SCENA QUINTA
Le precedenti, il popolo ed i guerrieri.

Popolo e Guerrieri
Esulta, o regina! Le rose più belle
Ritornino ancora, sul mesto tuo volto;
È libera Cipro, sul fronte al tuo sposo
La gemma regale ritorna a brillar.

Caterina e Damigelle
Sien grazie all’Eterno, che giusto e pietoso
Dall’ira straniera ci venne a salvar.

Caterina
E Lusignano?

SCENA SESTA ed Ultima
Lusignano ferito, sorretto da Gerardo e i precedenti.

Gerardo
Guardalo.

Caterina
Oh ciel! Ferito…

Lusignano
E a morte.

Coro
Pugnando.

Lusignano
Sì; ma liberi
Siam delle altrui ritorte.
Orsù della vittoria
L’inno sciogliete ancora;
Fatemi lieve all’anima
Questa terribil ora.

Gerardo
Oh! acerbo affanno! Oh duol!

Lusignano
Sposa perdona, e volgimi
Il generoso sguardo.

Caterina e Gerardo piangono.

Caterina
Oh! strazio!

Lusignano
Oh! compiangetemi!
E perdonate a me.

Tutti
Reggi, tu, o ciel, lo spirito
Che sta anelando a te.

Lusignano
(a Gerardo)
Addio: fratello, giovine
Sposa infelice addio.
Le sorti del mio popolo
A te confido, e al ciel.

Caterina
Ei muore…

Lusignano spira. Caterina mette un grido di dolore.

Coro
Il re magnanimo
Accogli, o cielo!

Caterina
(piangendo sul corpo del re)
Ahimè!

Gerardo
Se hai caro questo popolo,
Pensa al tuo regno, e a te.

Caterina
(volgendosi al popolo)
Non più affanni, o mie genti, e preghiere,
Voi sorgeste dai vostri dolori:
Fur protette le giuste bandiere,
Furon vinti i codardi oppressori;
Or che il nostro sublime riscatto
Fu comprato col sangue di un re,
O mie genti, con alma sincera,
Per quel sangue giuratemi fé.
(Perdi tutto, infelice regina,
Ed il pianto è delitto per te.)

Gli Altri
Noi giuriam d’obbedirti, o regina:
Lo giuriam sulla spoglia d’un re.

Tutti s’inchinano alla regina, e cade la tela.

FINE

PROLOGUE

A hall in the Cornaro Palace.

SCENE I
The hall is crowded with knights and ladies, Caterina, Gerardo, Andrea, and Matilde enter. The chorus greets the young couple.

Chorus
Hail, blessed pair, promised
To the joy of pure love;
Hail, to the ecstasy
Of marital embraces!
May, like today, a soft and gentle
Heavenly breeze
Make the nuptial garland
Of flowers everlasting,
And may mutual ardor
Always stir your hearts.

Caterina
For your happy wishes my thanks.

Andrea and Matilde
May love and heaven smile on you.

Gerardo and Caterina
(aside)
You will be my love,
The dawning of my day;
Now that I may clasp you,
Never to leave you.
The desire of my soul,
The sigh of love,
And life, affections, and heart.
All I devote to you.

Andrea
Let us proceed, children,
To celebrate the sacred rite.

Chorus
To the chapel!

Gerardo
Let us go.

SCENE II
Enter a masked man.

Masked Man
Halt.

All
What has happened?

Masked man
Let the wedding be suspended.

Andrea
Why?

Masked Man
(whispering to Andrea)
I come
In the name of The Ten.

Andrea
(Oh, Lord!)

Masked Man
Let everyond leave.

Andrea
Go:
There is something I must hear.

Chorus, the Betrothed, and Matilde
What a mystery!

Exeunt

Masked Man
Now that we are alone, listen to me.

He removes his mask, and Andrea is astonished to recognize Mocenigo.

Andrea
Sir!

Mocenigo
Is it true that your daughter is to marry Gerardo?

Andrea
Yes.

Mocenigo
When, then?

Andrea
Today.

Mocenigo
You must break off
This engagement.

Andrea
I cannot. The oaths are sworn.

Mocenigo
No matter.
Venice wills it. And in recompense your daughter
Will have a different husband.

Andrea
Would it were a king…

Mocenigo
Such he is.

Andrea
(surprised)
Say, who?

Mocenigo
Trust in me.
The last king, Lusignano,
Forced into exile
By the people of impious Cyprus,
Ever dull-witted and rebellious.

Andrea
And now?

Mocenigo
We shall return that exile
To his full rights,
And to make the bond more solid,
Equally useful to us,
The high sovereign council
Will make your daughter
His wife.

Andrea
(Heaven!)

Mocenigo
Your daughter,
Yes, will have a crown.

Andrea
(proudly marveling)
Oh!

Mocenigo
Did you hear? The Ten trust
That you will obey.

Andrea
(What a fate!)

Mocenigo
I shall return. Consider well:
Either a crown, or death.

Exit Mocenigo. Andria remains in sad astonishment.

SCENE III
Enter Caterina, Gerardo, Matilde, ladies and knights.

All
Has he left?

Andrea
(What to say?)

Chorus
To the chapel!

Andrea
Stop.

Chorus and Gerardo
What!

Caterina
What an expression!
Come…

Andrea
There is no more wedding, my poor daughter:
Depart from here, Gerardo.

Gerardo
Are you raving?

Andrea
I must dissolve
This betrothal.

Gerardo
And your oath?

Andrea
I dissolve that as well.

Caterina
You are barbaric.

Gerardo
How can you shame me so!

Caterina
(tearing off the nuptial adornments)
Scorn faith and honor, Father:
Away with crown, flowers, and veil;
But your pity must be deaf
To my suffering,
For everyone there is a father in heaven,
Who will hear my cry.

Gerado
Forget everything: but be aware, ignoble man,
That I have graven this insult in my mind:
That I am made by you a symbol
Of contempt and pity;
But the shame of this outrage
Will one day be avenged.

Andrea
(alas, there comes for them
No ray of hope for a better destiny.
All hope is lost;
Nor can I feel any pity.
Either separate them, or death
Will sever this knot!)

Chorus and Matilde
(among themselves)
Say what you like, but an act so villainous
Will be avenged;
Our anger will be joined
To the scorn he provoked:
And the will of this madman
Will be come to nothing.

Exeunt

SCENE IV
Caterina’s chamber: at the back a doorway into a secret room. On one side a door opening into the apartments, on the other windows giving on the canal. One lamp illuminates the solitary room. Distant voices of Gondoliers, then Caterina enters.

Chorus of Gondoliers
Now when the star hides in the sea,
And a man rests from his weariness,
A welcome breeze breathes gently
On my fragile sail:
Let me reach my humble home,
For which I yearn,
Where I may embrace my children
And bless them.

Caterina
Return to your welcoming home, O gondolier,
In the joy of your song.
And for me on whom nothing smiles, fo me
Pray for days less evil. Who comes?

SCENE V
Enter Matilde

Caterina
Matilde…

Matilde
(handing her a letter)
Be brave.

Caterina
This message?

Matilde
It came to me
From Gerardo.

Caterina
Oh, heaven! What hope has he?
(opens it and reads)
Oh! Exceeding joy.

Matilde
What is his hope?

Caterina
He wishes to come this night
To free me from the terrible power
Of the senate.

Matilde
What does he say?

Caterina
Yes, go, run,
And make sure the comes
To my chambers unseen.

Matilde
Depend on me.
(Exit)

Caterina
Oh! May the hours
Pass quickly for me until I may unite
My life to his forever.
Come, you whom I constantly call
With the sweetest words.
Come to me, you whom I await and love,
Like a flower that awaits the sun.
Do not fear crossing the lagoon
Of clouded fortune:
May heaven watch benevolently
Over your days, my beloved.
Ah! Come, make haste,
My sweet treasure;
Your beloved calls you
And awaits you faithfully.
I desire nothing more
If heaven allows me
To say to you again that I love you,
Clasping you to my bosom.

SCENE VI
Enter Andrea.

Caterina
(frightened)
Oh! Here again, Father?

Andrea
(kindly and gently)
Do not curse me:
I was constrained by the sovereign council
To break your heart.

Caterina
May heaven
Judge you.

Andrea
Nor do you know
The extent of your ill fortune.

Caterina
What is it?

Andrea
Another husband
Is destined for you.

Caterina
Another!

Andrea
A king.

Caterina
No, never!

Andrea
Do you wish to lose Gerardo?

Caterina
Oh, heavens! What do I hear!
Speak…

Andrea
Learn it from him.
(exit, pointing to Mocenigo)

SCENE VII
Caterina shudders, finding herself alone with Mocenigo.

Caterina
Sir…

Mocenigo
Do not be afraid, Caterina, did you hear?

Caterina
I heard.

Mocenigo
Do you wish to save Gerardo?

Caterina
How?

Mocenigo
Now, since he is coming,
You must tell him you no longer love him,
And that you aspire to an illustrious marriage.

Caterina
Horrid
Blasphemy!

Mocenigo
And he will die…

Caterina
By whose hand?

Opening the door to the secret chamber, Mocenigo shows her armed soldiers.

Mocenigo
By the hand
Of these; do you understand? Take care!

Enters the chamber.

Caterina
Oh fate!
If I could only warn him! Alas! I think I hear
The faint sound of footsteps approaching…
It is he… he is lost… I haven’t the courage!…
I cannot… Alas!

SCENE VIII
Enter Gerardo.

Gerardo
My precious love!

Caterina
Gerardo!

Gerardo
Let us flee, Caterina: heaven defends
Our vows.

Caterina
(Oh, help me, O heaven!)

Gerardo
Are you sighing?

Caterina
(What to tell him?)

Gerardo
Do you not rejoice
At my happiness?

Caterina
(Oh, torture!) Pardon
The turmoil in my heart.

Gerardo
Be calm, my dear,
Through me your bitter life will end.
Hope in me, the dark shadow
Of your life will be dispelled:
Heaven sends its dewdrops
To the withered rose.
Dreary winter assaulted
Your beauty prematurely:
Now with a new spring
It will bloom again more lovely still.

Caterina
(What should I do? O awful pain!
He opens my wound again.
I want to speak, but his voice
Moves me, and fills me with fear,
While I love him, and a huge fire
Consumes my breast.
How am I not to think of you more;
How must he no longer hear “I love you.”

Gerardo
Come.

Caterina
Oh! No.

Gerardo
What are you saying?

Caterina
Go.

Gerardo
What!

Caterina
Forget me.

Gerardo
Could you
Have broken your vow?

Caterina
(Oh, unbearable pain!)

Gerardo
Do you no longer love me?

Caterina
(looking at the door)
(Oh, what a moment!)

Mocenigo stands at the secret door and shows her the armed mercenaries.

Mocenigo
Tremble.

Gerardo
Speak…

Caterina
Very well. I no longer love you…
I no longer love you.

Gerardo
Oh, what wicked blasphemy!
Are you raving? Ah, no! Let us depart.

Caterina
(Heaven have pity!)

Gerardo
Yield…

Caterina
It is impossible.

Gerardo
Then is it true, lying heart,
That a king offers you a throne and love?

Caterina
(I cannot endure this!)

Gerardo
If this news
Is false, utter but a single word,
And my wild imaginings
Will be at peace.

Caterina
(looking at the door)
(Oh, my terror!)

Gerardo
Speak, are you telling the truth?

Mocenigo
(still at the door menacing)
Take care!

Caterina
It is all true.

Gerardo
Is it true?

Caterina
Yes.

Gerardo
Wicked women, may the wrath
Of heaven fall upon you.

Caterina
(Day of horror!)

Gerardo
Go, cruel one: cursed be the day
When I saw you and fell hopelessly in love.
Cursed be this impious house
From which I hoped for faith and affection.
May my extreme implacable anger that now
Curses your broken faith,
Beset you night and day, fateful
And terrible, until the last hour.

Caterina
(I despair! What horrendous, blasphemous,
Execrable words did I utter!
I provoked his extreme wrath,
But I saved the life I treasure.
And while he believes me culpable,
And repudiates me with insults,
Alas, he knows not that my faith is pure,
That my heart is no perjurer!)
Only hear me…

Gerardo
I must listen to you no more.

Caterina
Ah, have mercy!

Gerardo
You do not deserve it, cruel woman!

Caterina
You do not know…

Gerardo
It does not matter.

Caterina
Are you leaving?

Gerardo
Yes, to loathe you forever, faithless one!
(exit)

Caterina faints.

ACT I

A piazza in Nicosia. On one side the palace of King Lusignano, in the back the sea with a few ships. It is night.

SCENE I
Mocenigo alone.

Mocenigo
You are beautiful, O Cyprus! Foreign ships
Pour treasures upon you, on you heaven lavishes
Favorable winds and the sun’s most vigorous rays.
Oh! If I were only a subject
Of the sovereign of the Adriatic sea!
But that I shall be. The die is cast; these people,
And soon Cyprus, if a friendly star
Smiles upon my design, will become
A handmaiden and tributary of Venice.

SCENE II
Enter Strozzi.

Strozzi
Sir…

Mocenigo
What news?

Strozzi
Brazen Gerardo
Is in Cyprus.

Mocenigo
He himself! Are you certain?

Strozzi
I saw him myself
A little while ago.

Mocenigo
And was it that coward.

Strozzi
Armed for battle.

Mocenigo
Armed! That pathetic figure,
Does he possibly mean to do battle with us?
Let him: it is nothing! Go seek out
Our rival, my Strozzi, with your soldiers.

Strozzi
If I happen to find him?

Mocenigo
You have an arm and a dagger.
You are imprudent if you think
The lion is asleep because he does not roar.
No! The whirlwind is more terrible
When the heavens are not bellowing.
Go, be armed and vigilant;
Operate always in silence;
And then the sea’s whirlpools
Will be the traitor’s tomb.

Strozzi
And then the sea’s whirlpools
Will be the traitor’s tomb.

Exeunt.

SCENE III
Enter Lusignano, dressed as a private person, and a knight.

Lusignano
Leave me, knight.

Knight
Why, my prince,
Do you wish to be alone?

Lusignano
The audacious designs
Of the sovereign council are known to me…

Knight
Is that it, perhaps?

Lusignano
It is conspiring to rob me
Of the throne whereon it placed me.

Knight
And you?

Lusignano
If I can,
I seek to sever the cord of their plots,
And withal to tame their hateful arrogance.
Ever since the Venetian Senate
Gave Caterina to me as wife,
The ruin of my kingdom
Was bought with that bargain.
Now that the baseness of those traitors
Is wholly and clearly apparent,
I pray to heaven and to the sea
New tempests for my fury.
But she, the unfortuate
Whom I wish only to make happy,
Was condemned by those villains
To suffer my ordeals:
Nonetheless, immersed in struggle
She tries to conceal her grief;
But every tear that she sheds
Melts upon my heart.

Knight
O my king…

Lusignano
Go, dispel your fears;
The Lord watches over the lives of kings.

Exeunt.

SCENE IV
Enter Mercenaries, then Strozzi

Chorus of Mercenaries
(seeing Strozzi appear)
Boldness and preparedness.

Strozzi
Preparedness, and boldness.

Chorus
That traitor has left clear tracks!

Strozzi
Let talk and jesting be banished;
Venice wills it.

All
Like greyhounds we pursue the traces
Of that rebel through the forests;
Venice wishes him slain
Before the sun returns.
Condemned to death for treason,
His death is more than just.
Let us leave our cups and carols:
Venice wills it.
Black night that covers us, comrades,
Suffices to conceal our actions.
Let our arms be sturdy as always.
Venice wills it.

Exeunt. After a few moments.

Chorus (within)
Death to the felon!

A Voice
Help, villains!

Chorus
Death.

Another Voice
Back, assassins.

Enter Strozzi precipitately.

Strozzi
Oh! disaster!
The attack failed!

Exit fleeing.

SCENE V
Gerardo and Lusignano.

Gerardo
Thanks, generous soul,
For rushing to my defense.

Lusignano
Anyone else,
Stranger, would have defended you.

Gerardo
Now, I hope I may
Know who is the man to whom
I incur such great debt.

Lusignano
In recompense for the favor,
Allow me not to say.

Gerardo
At least your country?

Lusignano
It is France.

Gerardo
France is my homeland.

They shake hands.

Lusignano
If at any time you have need
Of my arm,
Come to the king.

Gerardo
To the king? Continue…

Lusignano
You shrink in fear? But King Lusignano
Is a son of France.

Gerardo
It is true, but…

Lusignano
(pressing his hand)
Speak frankly.

Gerardo
I detest him.

Lusignano
Why?

Gerardo
Because he robbed me
Of my love.

Lusignano
Caterina?

Gerardo
You have said it.

Lusignano
(What do I hear!) And now?

Gerardo
I want to inflict
My torments upon him.

Lusignano
Very well: I shall show you
To him.

Gerardo
Where is he? Point him out.

Lusignano
Madman!
Behold.

Gerardo
What! You are he!

Lusignano
I am Lusignano.
Speak, hothead: I am the one
Who robbed you of your first love.
Do you not dare?

Gerardo
Could so great an outrage
Consume a heart?

Lusignano
If you are inflamed with rage,
Impious boasting is easy.

Gerardo
Look well, O King, into my eyes,
How you have plunged my heart in grief.
See, I weep. Do not take to heart
My scorn; I do not think clearly.
If I have been foolish and ignorant,
I am neither a felon nor a coward.
Oh, pardon a desperate man
Who has no more heart or sense.
The torture that I have endured
Only heaven knows.

Lusignano
If you weep, if you are repentant,
I weep with you and pardon you.
As you have surely been betrayed,
I am even more lost than you.
And she, whom you once had
Bound in troth and affection,
Was the instrument of a misdeed
That will surely fall on me.

Gerardo
(touching his breast)
Perhaps I will be allowed to prove
That here beats not an ungrateful heart.
Live happy and united with her,
For whom these my eyes have wept so much.
Sacred is the oath that I swore to you.

Lusignano
Live happy! But do you not know
That the Lion casts his greedy eye
Upon this land, to make war on me!

Gerardo
Banish your fears!

The guards are heard approaching.

Lusignano
Do you hear?

Gerardo
(about to leave)
The night patrol
Approaches at this hour.

Lusignano
Are you leaving me?

Gerardo
I must: but know, Sire,
That a brother watches over your life.

Lusignano
(embracing him)
I no longer fear the enemy’s zeal
If heaven has sent you to me as a protector.

Gerardo
Yes: You will walk defended
From the enemy’s zeal by me.
Because she whom I once loved,
O Prince, is wife to you,
I feel I owe my life
Twice over:
And my hand must defend
My brother and the king.

Lusigano
So then you wish to share
My every danger with me?
O generous youth,
You truly are a son of France!
I may at least dissolve
The oath of that evil bargain!
I do not wish Caterina, nor you,
To be a victim any longer.

Exeunt.

SCENE VI
The queen’s bedchamber: at the back the king’s chamber: on one side the exterior door, on the other a balcony giving onto the port. Caterina is seated, downcast; the ladies-in-waiting stand beside her. Then Lusignano.

Chorus of Ladies-in-Waiting
Adorned with the crown,
Youthful queen, and so beautiful:
Yet she has silently languished
For many days in tears:
Wipe the melancholy drops
From your languid eyes:
Those orbs should always
Beam with joy;
And a thousand hearts yearn
For your gracious laughter,
Like the merry April zephyrs
Over the fields.
Look, the king comes.

Caterina
Leave me. O my husband…

Exeunt the ladies.

Lusignano
What is the matter? Are you suffering?

Caterina
It is true, for your days,
which a dark cloud of sorrow envelops.

Lusignano
Oh, would that heaven summoned me soon!…

Caterina
What are you saying, husband?

Lusignano
What use is dissembling?
O wife, O noble heart!
Much I admire you and suffer at your sorrow.
Do not be disturbed by these words,
O sublime creature;
I know the bitter and cruel story
Of your long ordeal;
I well know why your laughter
Is heard no more:
And therefore I ask heaven
For your perpetual liberty.

SCENE VII
Enter Strozzi.

Strozzi
Your majesty!

Lusignano
Strozzi!

Strozzi
A Frenchman
Desires to speak with you.

Lusignano
Show him in.

Exit Strozzi.

O Caterina,
Hear him for me; my troubled spirit
Has need of peace.

Exit Lusignano accompanied by Caterina.

SCENE VIII
Enter Strozzi and Gerardo, then Caterina.

Strozzi
Come forward.
(Oh, Lord! Gerardo! I must hasten at once
To Mocenigo.) The queen.

Enter Caterina. Exit Strozzi.

Gerardo
(Oh, Caterina!)

Caterina
I take the place, O Knight,
Of the king, my husband, weak and ailing.

Gerardo
(How my heart is in turmoil!)

Caterina
Speak: what is it you wish?

Gerardo
From you, my queen, nothing more.

Caterina
(recognizing him and uttering a cry)
That voice!
Gerardo?

Gerardo
The same. A sacred duty, my Lady.

Caterina
Unhappy man!

Gerardo
I do not come to revive
The ancient warring in your sorrowing heart:
I know, for me you no longer exist on earth.
Heaven has called me here and is my witness,
Since that day when this heart
Was cruelly rent,
I have crossed seas and mountains,
Ever in sadness, ever raging.
My dolorous state
Cannot be imagined.

Caterina
(O merciful heaven, do not abandon me
In this hour!)

Gerardo
I had hope of comfort in glory,
And took up arms;
But your memory came to torment me
Even on the battlefield…
I begged heaven for grace,
For its favor, to forget you,
To quench the insane ardor,
To live in sorrow, and forgive you…
Then thinking of the callous outrave,
My anger grew more bitter.

Caterina
(O heaven, give me your courage
And I will reveal the secret to him.)
Your harshness is too just,
But do you know what horrid plot
Rendered culpable this heart of mine?

Gerardo
Plot! What plot? Let me learn of this…

Caterina
On that day when I repudiated
Our promise of love,
On that day I saved you
From the dagger of a traitor.
However, to save you,
I sacrificed both life and love.

Gerardo
Heaven! Do I hear the truth about you?

Caterina
Yes, alas!

Gerardo
O noble heart!

Caterina
I always felt compassion for you,
My brother, my sweet friend;
Every day I remember and bless you
With tearful eyes;
Let friendship, no longer love,
Be the feeling alive in you:
In the peace of your heart
Pray, unhappy soul, for me.

Gerardo
Ill-fated love, I too weep,
But for you I welcome the pain:
My mind recalls you
As a treasure that was lost.
And if in tears at evening
I beg heaven for relief,
The most fervent prayer
I always send for you.

Caterina
Now depart.

Gerardo
First hear a terrible mystery;
Lusignano and your kingdom
Are in certain danger.

Caterina
What do I hear?

Gerardo
And I come in arms to defend him.

SCENE IX
Enter Moceniga.

Mocenigo
Too late.

Caterina
Oh, terror!

Gerardo
Your husband,
The good king Luisgnano
Is betrayed by him.

Caterina
Impious heart!

Mocenigo
That I was:
Yes! Venice wishes the scepter
To be wrested from his hand.

Caterina
Oh, most vile audacity!

Mocenigo
You must rule for us and die.

Caterina
No! This zealous people will rise
To defend their prince from wicked foes.

Mocenigo
And then I shall say that you are
Perfidious, that the soverign
Was betrayed by you.

Caterina
Ah!

Mocenigo
From such a fatal blow,
Tell me, who then will save you? Who?

SCENE X
Enter Lusignano

Lusignano
I!
Stand back! I, you vile butcher!
I shall defend her:
I shall let the people know
What a malefactor you are.
If the spite of an evil fate
Wishes me dead,
He who betrayed me, villain,
Will die before me!

Mocenigo
Seek torture, if you wish;
Wreak death upon me;
But not for that will the Lion
Shake with a rage less violent.
At the news of my demise
It will roar.
And my final hour
Will be your last.

Caterina
Hurl just lightning bolts
Upon this haughty brow:
Cut down in him the cause
Of our ruin and shame.
May he perish who scorns and insults
The one who will punish him:
Let this offense to majesty
Not go unavenged.

Gerardo
Lie down in the dust
Without raising your eyes,
Now that the anathema of heaven
Has thundered upon you, coward.
Fate does not always smile
Upon the vileness of The Ten.
And their audacity will be
Repaid with your blood.

Lusignano
Hello?

Mocenigo
Great King, your avenging
Ire is late.
One signal, and the thunder
Of Venice will erupt. Observe…

From the balcony he throws a scarf into the sea, and instantly a cannon shot is heard.

War!

Enter the king’s guards.

Lusignano
Since it is your wish,
There shall be war between us.
Guards, I entrust him to you.

Mocenigo
(Oh, rage!)

Lusignano
Now, to arms.

Lusignano, Gerardo, and Caterina
Go, felon: The craven Lion
Will depart from this land.
The arm of the oppressed is formidable
And valiant in war.

Lusignano
And the Venetian senate,
Which attempted to betray me,
I shall render accursed
And execrated by the people.

Gerardo and Caterina
And the Venetian senate,
Which attempted to betray him,
I shall render accursed
And execrated by the people.

Mocenigo
Go ahead, let the whole people
Rush into combat to the death;
Before defeating the Lion,
Your Cyprus will be destroyed;
Although my arms are fettered,
I know no fear for myself.
Be so bold, but I shall die
Avenged.

ACT II

An atrium in Lusignano’s palace: at the back a square of Nicosia. The blaring of military instruments is heard.

SCENE I
A Knight of the king, then Gerardo.

Knight
Pitiable motherland! Alas, war will unleash
It’s scourge upon you!… and who will come
In aid of a betrayed king?

Gerardo
I.

Knight
You, a foreigner!

Gerardo
Do not ask what I am. A sacred duty
Binds me to Lusignano, and I have come
To defend his life.

Knight
O sublime heart!

Gerardo
For such a need I have gathered and armed
This bewildered and timorous band,
And I expect it here presently.

Knight
Do I hear truly?

Gerardo
Heaven is my witness, which knows my intent:
I do not wish to derive victories and honors
From your imminent ruin:
It is enough for me to keep this queen safe and happy
As reward for my sweat.
I desire nothing more, if I can restore
A traduced king to your love.
And then I shall go to immure myself
Forever in the squalor of a cave.

Knight
You are truly compassionate, if our afflictions
Can speak so to your heart.

SCENE II
Enter men-at-arms.

Chorus
War, War! Let us rush to punish
The insolent, too incautious oppressors.

Gerardo
Onward, Let us hasten united and powerful:
To rain death on the Lion or die.
Death, death! The insults she has inflicted
On your country are too many.
If we die, we shall not fall unvenged
While we wield the punishing sword.
Onward, let us hasten to sever the evil cords
With which the Lion would bind our feet,
And the Lord will render invincible that arm
That defends the homeland and the king.

Chorus
Death, death! The insults she has inflicted
On your country are too many.
If we die, we shall not fall unvenged
While we wield the punishing sword.
Onward, let us hasten to sever the evil cords
With which the Lion would bind our feet,
And the Lord will render invincible that arm
That defends the homeland and the king.

Exeunt.

SCENE III
Enter the queen’s Ladies-in-Waiting in desperate consternation.

Chorus of Ladies
O heaven! What tumult! What wild lamentation!
The terrible cry of blood echoes.
The blood soaked streets, the houses, the palace
Resound with howling, with unthinkable terror.
The world seems to molder into abysses:
Everywhere shadows, everywhere terror.
And the lightning that flies from the cannons of war
Drives death more violently into the heart.

SCENE IV
Enter Caterina

Caterina
The dreadful uncertainty! Has yet no news
Arrived from our side?

Caterina
None yet.

Caterina
And the fray grows more furious! Oh cursed
Ambition of empire! Quell your wrath…
This crown weighs heavily!
Ah! May heaven never seek to lay blame
On him who received me in a vile bargain
For the splendor of the haughtiest state.
May the agonies of my heart
Move you to pity, O Lord,
And the desperate groan
Of a dying people!
The jewels of my crown
Drip blood, it is true;
Savage enemies assault
The man who gave me my splendor;
I can only place hope for the health
Of a whole kingdom in you.

Merry music is heard from within.

Distant Voices
Victory! Victory!

Chorus
Joyful harmony!

Caterina
Who has won? And my husband? Blessed moment!

SCENE V
Enter the people and warriors.

People and Soldiers
Rejoice, O Queen! Let the fairest roses
Return again to your doleful countenance;
Cyprus is free, the royal jewel returns
To gleam from on the brow of your husband.

Caterina and Ladies
Thanks be to the Almighty, just and merciful,
Who came to save us from the foreign scourge.

Caterina
And Lusignano?

SCENE VI and the Last
Enter Lusignano, wounded, supported by Gerardo.

Gerardo
Look at him.

Caterina
Oh, heaven! Wounded…

Lusignano
And mortally.

Chorus
Stabbed.

Lusignano
Yes, but we are freed
From the alien shackles.
Rise and sing out again
The hymn of victory;
Make this terrible hour
Gay for my spirit.

Gerardo
Oh, bitter agony! Oh, woe!

Lusignano
Wife, forgive me and turn
Your generous regard on me.

Caterina and Gerardo weep.

Caterina
Oh, torture!

Lusignano
Oh, have compassion!
And pardon me.

All
O heaven, take in your care
The spirit that yearns for you.

Lusignano
(to Gerardo)
Farewell, brother, youthful
Unhappy wife, farewell.
The destinies of my people
I consign to you, and to heaven.

Caterina
He is dying…

Lusignano expires. Caterina utters a cry of grief.

Chorus
Receive, o heaven,
The magnanimous king!

Caterina
(weeping over the king’s body)
Alas!

Gerardo
If you hold dear this people,
Think of your kingdom and of yourself.

Caterina
(turning to the people)
May you raise no more laments, O my people,
And prayers from your sorrows:
The banners of justice have been protected,
The craven oppressors vanquished;
Now that our sublime liberation
Has been bought with the blood of a king,
O my people, with sincere soul,
By that blood swear to me your loyalty.
(You lose everything, ill-fated queen,
And tears are a crime for you.)

The Others
We swear to obey you, O Queen:
We swear it on the body of a king.

All bow to the queen, and the curtain falls.

THE END

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