Fausta (1832)

The More I learn, the Less I Know

Fausta (1832)

Fausta
Serious Melodrama in 2 Acts
Libretto by Domenico Gilardoni and Gaetano Donizetti

Recorded in 1981 in Rome in black and white, with Raina Kabaivanska and Renato Bruson.

CAST OF CHARACTERS

The action takes place in Rome

Constantino il Grande (Constantine the Great), emperor of the Romans (Baritone)
Fausta, his second wife (Soprano)
Beroe, prisoner, in love with and loved by Crispus (Mezzo-Soprano)
Crispo (Crispus), son to Constantine and Minervina (Tenor)
Massimiano (Maximianus), former emperor, father of Fausta (Bass)
Licinia
(Contralto)
Albino (Albinus), prison guard (Tenor)
Chorus and extras: clients and family of the emperor; confidantes of the empress;
senators, pretorian guards; people, soldiers, lictors.

ATTO PRIMO

Piazza del Campidoglio. Tempio di Giove in fondo.


SCENA PRIMA
Tutta la piazza è ingombra di soldati vincitori romani in mezzo a’ quali veggonsi i prigionieri galli. Tutto il popolo è diviso ne’ laterali. Sul davanti v’è un’ara accesa, accanto alla quale un sommo sacerdote, che dovrà incoronar Crispo per la riportata vittoria. Dal lato destro dell’attore, Fausta, Licinia e Massimiano; dal sinistro Costantino. In fondo Beroe fra le prigioniere.

Tutti
Dio dell’armi, che infondevi
Con la sacra tua scintilla,
Fiamma in petto al giovanetto:
Laude, gloria, al tuo favor,
L’inimico a quell’aspetto,
Per te colmo di spavento,
Cadea vinto, cadea spento
Sotto il brando distruttor.
Dio dell’armi, in lui splendevi,
Come stella che sfavilla,
Onde in campo al par del lampo
Seppe il prode trionfar.
Per te, Gallia prigioniera
Vide l’aquila più altera
Dispiegar le invicte piume:
Salve, o Nume, tutelar.

Il sommo sacerdote prende la corona d’alloro e la pone sul cimiero di Crispo.

Fausta
(guardando Crispo)
(Dea, che siedi al terzo cielo,
Sul mio ciglio spandi un velo,
Che m’involi quel sembiante,
Ch’empio e reo mi rese il cor;
Mel rapì, e l’ignora ancor.)

Beroe
(Fra le stragi e le ruine
Delle folgori latine,
Quel gentile mi salvò,
E d’un guardo il cor piagò!)

Costantino
No! fra vittorie tante,
Che annoverai finora,
Giammai non vidi aurora
Lieta spuntar così.
(a Crispo)
Vieni fra le mie braccia…
Fausta, lo stringi…

Fausta
(colpita, poi rimessa)
Ah!… Sì…

Crispo
(resta Crispo nel mezzo; Fausta da un lato, Costantino
dall’altro)
A te, signor del mondo,
Suddito e figlio io sono:
Quanto posseggo è dono
Del tuo paterno amor.
(a Fausta)
Tu cangia il mio rispetto,
Cangia in affetto ognor.

Costantino
Fama, trionfi, onori,
Te rendono immortale:
Gloria ti cinga, e tale,
Che oscuri il genitor.
(a Fausta)
Tu l’ama, come io l’amo,
Ché degno egli è d’amor.

Fausta
Glorie, trionfi, onori
Ti rendon già immortale.
(Ciel!… Qual poter fatale
Quel volto ha sul mio cor!…)
T’amo!… (Oh, soave accento!…
Cagion del mio dolor!)

Costantino
Ma qual fra vinti Galli
Nobil vegg’io donzella?…

Crispo
Figlia d’un prence è quella,
Che in campo già perì…
(con massima tenerezza)
L’adoro!

Fausta
(colpita)
(Oh ciel! che ascolto…)

Crispo
(con tutta l’espansion del cuore)
Quanto me stesso l’amo!…
Costei consorte io bramo:
(a Costantino)
Donala a me in tal dì.

Fausta
(desolata)
(Lo perdo!)

Costantino
(a Beroe)
Qui t’avanza:
L’ami tu?

Beroe
Ognor l’amai
Più che del sole i rai.

Fausta
(S’amano!)

Costantino
Ebben…

Fausta
(Ahimè!)

Costantino
Fra poco al sacro rito
Io stesso…

Fausta
(risoluta)
Ah no! t’arresta:
Sacro è un tal giorno a Vesta,
Né compiere si de’…
Al risorgente… albore…
Potrai… guidarli… all’ara…

Costantino
Basta! n’andrete all’ara
Ai rai del nuovo dì.

Crispo e Beroe
Come apparir dêi cara
Luce del nuovo dì!
Il fulmin tuo prepara,
Vendetta, al nuovo dì!

Licinia e Coro
Amore e Imene a gara
Brillino al nuovo dì!

Fausta
(fra sé)
(No, che non vi rischiara
Consorti il nuovo dì!
(quasi delirante)
Rovesciata, infranta al suolo
Fia quell’ara a me funesta
S’io lo perdo; che mi resta
Fuor che lagrime e dolor?
Egli è mio, né forza umana
Può rapirlo a tanto affetto
Se non svelle dal mio petto
Il mio bene col mio cor.)

Costantino
Sta il sorriso in ogni viso,
Fausta sola in fronte ha l’ira.
Ora freme, ed or sospira
Fra il rossore ed il pallor.
Deh, sgombrate, o dei pietosi,
Da quel seno ogn’aspra cura,
Or che il figlio m’assicura
Dell’impero lo splendor.

Crispo e Beroe
Ah, la notte su la terra
Non istenda il mesto velo
E a spuntar s’affretti in cielo
Lieto il giorno dell’amor.

Massimiano
È alfin giunto il dì bramato
Che a me renda lauro e soglio:
Fia travolto il folle orgoglio
Fra le stragi ed il terror.

Licinia e Coro
Spieghi fama i vanni arditi,
Gridi al mondo: Gallia è doma!
Così cade chi di Roma
Sfida il brando vincitor.

Massimiano
Sì, gioite, esultate!…

Partono eccetto Massimiano.

Sparir dovrà per voi tanta letizia
Qual poca nebbia al sole!…
Né il nuovo sol vedrai tu, Costantino!…
Usurpator, mi renderai l’impero…
Presso è l’ora. Dêi tutta
Cancellar col tuo sangue l’onta mia?…
Il tentai… mi fallì!…
Ma padre e figlio insieme
Fra l’ombre della notte che s’appressa,
Spenti cadranno d’una morte istessa.
(parte)

SCENA SECONDA
Appartamenti magnifici nella reggia di Costantino. Coro di ancelle di Fausta, Licinia, quindi Fausta pensierosa.

Coro
Quel celeste tuo sorriso
Dove andò? perché fuggì?
Rieda e splenda sul tuo viso
Il bel raggio che sparì.

Fausta
(assorta)
Più non torna a me quel dì.

Coro
A te incensi offrian gli amori
Nella tua primiera età:
Era l’arbitra de’ cori
La divina tua beltà.

Fausta
Ah! tornasse quell’età!
Ch’io d’un cor potea vincere… Chi siete…
Che i miei pensier rapite?
(scuotendosi)

Licinia
Licinia e le compagne tue.

Fausta
Partite.

Licinia ed il Coro partono.

Eccomi sola: or non v’avrà mortale
Che apprender possa il riprovato amore
Onde mi struggo in core.
Sposa di Costantino ad amar scendo
Di Costantino il figlio?…
Oh rossore!… oh delitto!…
Eppur ch’io l’ami eternamente è scritto.
Ah, se d’amor potessi
Parlargli un solo istante,
Quanto quest’alma amante
Saria felice ognor.
I giorni miei ridenti
Come cangiò un istante,
Affanni e non contenti
Opprimono il mio cor.
Fuggì l’immagine
Tanto gradita
Che di delizie
Colmò mia vita.
Fra crudi palpiti
D’immense pene
Mi resta a piangere
Nel mio dolor.

SCENA TERZA
Licinia e Crispo.

Crispo
È questo il loco ove mi chiese?

Licinia
Questo.
Attendila: fra poco
A te sarà.
(parte)

Crispo
Qual mai ragion la spinge
Seco a volermi?… d’ascoltar, che brami,
Impaziente son io…

SCENA QUARTA
Fausta e Crispo.

Fausta
(Ecco il mio ben supremo,
O il mio tormento, il mio supplizio estremo!)

Crispo
A che mi chiedi, o Fausta?

Fausta
(guardando intorno)
Soli noi siam?

Crispo
Siam soli…
Ma ché? Segreto ragionar?

Fausta
Mistero
A te fidar degg’io sol noto al cielo!

Crispo
E a Costantin tu puoi
Un arcano occultar!

Fausta
(confusa)
Non è di stato.
(con timidezza)
Talora gi’infelici
Si serbano in seno
Qualche affanno segreto… (Il dir vien meno!)
Onde si pasca il cor furtivo… (Oh Dio!…)
Ma occultarlo… (Che fo? Più non poss’io…)

Crispo
Prosegui.

Fausta
(facendo forza a se stessa)
Ah! di’, pria che lo stral d’amore
Per Beroe ti ferisse,
Il cor mai palpitò per altro oggetto!…

Crispo
Per te…

Fausta
Per me!!!

Crispo
Di filial rispetto.

Fausta rimane immobile, poi si scuote vedendo Beroe.

SCENA QUINTA
Beroe, Crispo e Fausta.

Fausta
(La rivale!)

Beroe
Il mio ben!…

Fausta
(In qual istante!)

Crispo
Privo di te un momento
Il mondo è per me spento!

Beroe
Priva di te un momento
Il mondo è per me spento!

Fausta
(Fremo.)

Beroe in segno di rispetto va correndo per baciar la mano a Fausta, la quale la ritira dispettosamente.

Beroe
(a Crispo)
(Superba!) Di te chiede il padre.

Fausta
(Qual altro inciampo!) A me, donzella, accorda
Ch’ei meco per brev’ora
Sola rimanga…

Beroe
(a Crispo)
Ahi, quanto
Costa al mio cor lasciarti!

Crispo
(mentre va per porgere la destra)
La destra, o cara!

Fausta
(frapponendosi in mezzo)
Il tempo stringe. Parti.
(dopo di essersi assicurata che sia partita, avvicinandosi a Crispo)
(Mio core, ardir.) Ascolta:
Questa straniera ch’ami
Tanto, obliar tu non potresti?

Crispo
Obliarla!…

Fausta
Né cederesti il core
Ad altro oggetto assai più degno?

Crispo
Fausta!

Fausta
Che te saprebbe amar di tale amore,
Che mai di donna in core
Non si è l’eguale acceso…

Crispo
Io non t’intendo…

Fausta
Deh, per pietade intendimi, e se forza
Di piegarti non han le mie parole,
Queste lagrime almen, questo pallore…
Quest’accento, ch’io sciôr vorrei… ma il tronca
Di timore un sospiro!…

Crispo
(colpito)
Oh, lampo atroce!…
Saresti tu capace?…

Fausta
Sì…

Crispo
D’amarmi?…

Fausta
Immensamente…

Crispo
Taci! A me t’invola…

Fausta
Io t’amo!…

Crispo
Io fremo a tanta rea parola.
Ah! se orror di te non hai,
In me fissa que’ tuoi lumi:
Dal mio fremito vedrai
Il delitto tuo qual è.

Fausta
Tutti, ah! tutti io gl’invocai
Per odiarti, o caro, i Numi;
Ma non resero giammai
A’ miei voti tal mercé.

Crispo
Da te, da queste soglie
Men fuggo…
(per partire)

Fausta
(prendendolo per mano, e trattenendolo)
Ah, ferma… ingrato!…
Mi lasci in questo stato!…
Senti nel cor che palpito!…
La destra come trema!…
Mira il sudor più gelido
Di quel dell’ora estrema!…
Tanto costò svelarmiti.
E parti, oh Dio, così?

Crispo
L’arcan sepolto fia.

Fausta
(risoluta)
Non basta… o a me tu cedi,
O vittima ne sia
Del tuo rifiuto…

Crispo
Chi?

Fausta
Beroe!…

Crispo
Che dici?

Fausta
Estinta!
Non io, né lei ti avrà!

Crispo
(inginocchiandosi)
Ah! vedimi a tuoi piedi:
Di lei, di me, pietà!…

SCENA SESTA
Costantino, seguito da Beroe, Massimiano, Licinia e Coro di ancelle, e congiunti di Costantino.

Costantino
(colpito)
Che veggio!…

Crispo
(sorgendo)
(Mio padre!)

Fausta
(confusa)
(Lo sposo!…)

Costantino
Al suo piè…
(a Crispo che tace)
Da lei che chiedevi?
(a Fausta)
Quai prieghi a te die’?

Fausta
(dopo esitanza)
Tuo figlio…

Costantino
Prosegui…

Fausta
Aspira… ad oggetto…
Per qual… terra e cielo
Calpesta!…

Crispo
(fremendo)
Oh perfidia!…

Costantino
Chi mai?…

Fausta
Inorridisci!…

Costantino
Chi?…

Fausta
Faus!…

Costantino
Taci!…

Fausta
Fausta!…

Tutti
Ahi, colpa tremenda!
Oh, eccesso d’orror!

Costantino
(a Crispo)
Questa, ingrato, è la tua fede;
Questo il bacio: il fido amplesso;
M’abbracciavi, e a un tempo istesso
Mi rapivi e fama, e onor!
Tanto strazio, oh, avversa sorte,
Mi serbava il tuo rigor!

Beroe
Questa adunque è la sua fede;
Questo il giuro, il fido accento;
Come a tanto tradimento
Potea chiudere il suo cor!
Ah, vorrei vorrei la morte
Che soffrir sì rio dolor!

Crispo
(a Fausta)
Godi, ingrata, senza fede;
Oltraggiasti ogni virtude!
Ma in me sacro si racchiude,
A rimorso tuo, l’onor!
Nel rigor d’avversa sorte
Sol l’infamia è il mio terror!

Fausta
(a Crispo)
Questo core, ah, se vedessi,
Piangeresti al suo tormento…
T’accusai!… ma fu un momento,
D’incertezza, e di timor!
Vuoi ch’io cangi la tua sorte?
Che in me piombi il suo rigor?
Di’ che m’ami, e fin la morte
Per te sfido, o dolce amor!

Massimiano
(Come arride al mio pensiero
Questo colpo inaspettato!
Deh, seconda, amico fato,
La grand’opra chiusa in cor!)

Licinia e Coro
(No, non può quella bell’alma
Sensi aver sì vili e rei,
Deh, mostrate, o sommi dei,
L”innocenza del suo cor!)

Costantino
Discolpa hai tu?

Crispo
L’ho, e sacra!

Costantino
Quale?…

Crispo
Sono innocente.

Beroe
Fausta parlò; non mente…

Crispo
Credermi reo, tu ancor?…

Fausta
(a Costantino)
Deh! a lui perdon concedi!…

Crispo
Perdono a me?… No ’l voglio!…

Costantino
Audace!… Fin l’orgoglio
Alle tue colpe aggiungi?…
Vanne in esilio!…

Tutti
(Ahi, misero!)

Costantino
Fuggi! Non ho più figlio!…
Ti nieghi il sol la luce!…
La terra le sue piante!…
Mendica, incerta, errante
Sia la tua vita!

Tutti
Ah!

Fausta
(a Crispo)
Taci! Ah, più non invocargli
L’ira tutta del creato:
Troppo è reso sventurato,
Da te merita pietà!
Deh, l’ottenga questo pianto:
Placa tanta crudeltà!

Crispo
(a Fausta)
Tardo, o donna, è il tuo consiglio.
Il destin m’hai già segnato!
Mi rendesti sventurato,
E favelli di pietà?
Verrà tempo che il tuo ciglio
Vero pianto verserà.

Costantino
A che darmi, ingiusti Numi,
Figlio infido, e sì spietato!…
Sia per sempre cancellato
Questo nome d’empietà!
Pianto io verso, ma fugace,
Pianto eterno ei verserà.

Massimiano
(Dell’età nel più bel fiore
È bandito ed esecrato!
Come il misero suo stato
In me desta ilarità!
Obliato nell’esilio,
Più l’impero non avrà!)

Beroe, Licinia e Coro
(Dell’età nel più bel fiore
È bandito ed esecrato!
Come il misero suo stato
Fa scordar l’iniquità!
M’addolora e sforza il ciglio
Ad un pianto di pietà.)

ATTO SECONDO

Boschetto contiguo agli appartamenti di Costantino.

SCENA PRIMA
È notte. Massimiano, dopo di essersi inoltrato sul davanti della scena, e di aver radunato tutti i suoi seguaci a sé d’intorno, incomincia.

Massimiano
Manca alcuno?…

Coro
Ognun qui è teco.

Massimiano
Tutti guida?

Coro
Un sol pensiero.
Mano ardita e cor più fiero
Massimian trovar non può!

Massimiano
Spento sia col padre il figlio!

Coro
Figlio e padre estinti avrai!

Massimiano
Pria che il giorno schiuda i rai
All’impero io tornerò!
Beato momento,
Deh, vola, t’affretta,
Che fiera vendetta
Divampo compir!
Già veggo dell’empio
Domato l’orgoglio!
Già premo quel soglio
Che osava rapir!
(nel mentre Massimiano è per andar via co’ suoi)

SCENA SECONDA
Crispo, Beroe e detti.

Crispo
Dunque Licinia?…

Beroe
Tutti
Di Fausta i rei disegni a me fe’ noti.

Massimiano col Coro allontanandosi.

Massimiano
Spento sia col padre il figlio!

Coro
Figlio e padre estinti avrai!

Crispo
(Qual favellar sommesso!…)

Massimiano
(fermandosi dice a’ suoi)
Gente qui si raduna!
Scorgiam… Chi sei?
(s’avanza verso Crispo)

Crispo
(che avrà la spada in mano urta in quella di Massimiano)
Massimian!…

Beroe
Oh, stelle!

Crispo
Impugna nudo brando.

Massimiano
Mi seguite,
O amici.
(parte co’ suoi)

Crispo
A che t’aggiri
Fra l’ombra in armi in questi folti rami?…
Niun risponde! Ah! chi sa… forse in periglio
Del genitor la vita…

Beroe
Deh, partiam, ch’io prevedo
A danno tuo maggior sventura.

Voci di dentro
Fiera
Vendetta.

Crispo
(a Beroe)
Udisti?… Osserva
Quell’incerto chiaror… Vedi gl’iniqui…
Vêr qui s’avanza… lasciami… che provi
Lo stuol nemico indegno
In questo ferro il mio furor, lo sdegno.

SCENA TERZA
Costantino, Massimiano, suoi seguaci, soldati con fiaccole. Crispo e Beroe.

Crispo
Ciel! chi scopro!…
(furente è per lanciare il colpo contro il padre, ch’è il primo che gli si presenta, ma in riconoscerlo, gli cade il ferro di mano)

Costantino
Vibra indegno!

Beroe
Sorte avversa!

Massimiano
Sorte indegna!

Crispo
Ove m’involo?

Costantino
Alma perfida ed infida!
Non bastava un fallo solo:
Fin ribelle e parricida…

Crispo
Taci… Ah, taci per pietà!
(inginocchiandosegli a’ piedi)
Se crudel così m’estimi,
Se tal fallo appor mi puoi,
Qui piangendo a’ piedi tuoi
Di dolor io morirò.
(mentre è per prendergli la mano, Costantino gli si allontana. Crispo s’alza)
Tu m’oltraggi, tu m’opprimi,
Pur io t’amo, e ti perdono.
Questa vita, ch’è tuo dono,
Se tu m’odii amar non so.
Sì… m’uccidi… ma ti giuro,
Che innocente a morte io vo.

Costantino
In me taccia amor natura,
Se ogni dritto calpestò.

Massimiano
In te taccia amor natura,
Se ogni dritto calpestò.

Beroe e Coro
Infelice a qual sciagura
Il destin lo riserbò.

Costantino
Le tue discolpe, o perfido,
Ascolterà il senato;
Tosto s’aduni.

Alcune guardie partono.

Crispo
Ah! sentimi…

Costantino
Vanne, deh, vanne, ingrato!
Soltanto innanzi ai giudici
Il padre, il re, t’udrà…

Crispo
Io parricida… io perfido…

Beroe e Coro
Di lui che mai sarà?

Crispo
Dove trovar un’anima
Che al mio dolor si pieghi;
Se tu, tu stesso… ahi, misero!
Pietade, amor mi nieghi.
Se un figlio a eterna infamia
Condanna il tuo rigor
Tempo verrà che piangere
Sul mio destin dovrai.
Ma non allor al figlio
Render l’onor potrai,
Non potrai lieto renderlo
Del tuo paterno amor.
Ma del mio duolo istesso
Avrai straziato il cor.

Beroe e Coro
Del suo dolor l’eccesso
Mi strazia a brani il cor.

Costantino
Tristo, soffrente, oppresso
Ti rende il mio furor.

Massimiano
Tristo, soffrente, oppresso
Lo rende il tuo furor.

Tutti partono e Crispo fra le guardie.

SCENA QUARTA
Aggiorna. Beroe e Licinia.

Beroe
Ah! Licinia…

Licinia
M’illude!… Non fuggisti?…
L’astro del dì già riede!…

Beroe
Altra sciagura
Il caro ben minaccia…

Licinia
E qual mai?…

Beroe
Parricida ognun lo crede!…
Egli è fra’ ceppi, e ad esser condannato
Si attende del senato.

Licinia
Ma ti spiega…

Beroe
Vien meco, e per la via
La vicenda saprai funesta e ria.

Partono.

SCENA QUINTA
Sala del senato. Si veggono già radunati i Senatori. Arriva Costantino seguito da’ littori.

Costantino
(dopo di essersi seduto)
L’accusator s’inoltri; e poi s’avanzi
Al mio cospetto il prigionier.

Due littori partono.

(Per quanto
Io reprima gli affetti in tal cimento,
Di padre ognor la voce al core io sento.)

Scena Sesta
Massimiano, Beroe; quindi Crispo e detti.

Costantino
(a Massimiano)
Pria d’esporre l’accusa
Pensa al cospetto di chi sei, chi t’ode!…
Paventa se in pensier menzogna ordisse.
Morte infame…

Massimiano
Lo so…

Costantino
Favella adunque.

Massimiano
Mentre tutto tacea,
Né lungo era il tornar di nuov’aurora,
Muto d’armi fragor, sommesse voci
Udii nel bosco alla tua reggia accanto.
Quivi cauto discesi,
E dal labbro di Crispo
Congiurar la tua morte allora intesi.

Crispo
Menzogner… Io volea…

Costantino
Beroe, rispondi:
Qual ragion t’adducea
Di Crispo al fianco?…

Beroe
Amore, e la certezza
Dell’innocenza sua,
Ond’io divider seco
Volea l’esilio… Ad un balen di spade
La sua snudò… Ma tutta si sperdea
Quell’ignota coorte,
Giurando a Crispo e a Costantino morte.

Crispo
A quelle cupe grida
Furente in tua difesa il piede io volsi…
Rieder sento la turba…
Impugno il ferro, e al primo traditore
Vo per dar morte, e scorgo il genitore.

Costantino
Scaltro tu parli. Udiste, o padri? Io voglio
Arbitri voi di sua futura sorte:
In più segreta parte
Decidete di lui. (M’offese, e l’amo.)
(ai Senatori, Beroe e Massimiano)
Ite, con lui restar qui solo io bramo.
Soli siam noi! Fissami in volto il ciglio:
Giudice ancor non sono, ancor sei figlio.
T’amo ancora, ancor dal ciglio
Per te, o figlio, il pianto scende,
Al perdono ancor mi rende
Per te pronta la pietà,
Ma mi svela i fatti tuoi.
Solo sei, nessun t’ascolta:
Tutto il core aprir mi puoi,
Costantin qui non ti udrà.
Una lagrima non versi?

Crispo
Ah, non piange un innocente.

Costantino
Va’, detesto un cor che mente.

Crispo
Il mio cor mentir non sa.
Sì, lo giuro: reo non sono.

Costantino
Sì, m’uccidi e t’abbi il trono…

Coro di Senatori
(a Costantino)
Qui ’l senato appien decise
Del colpevole la sorte…
(mostrando una pergamena, che poi sarà situata sulla tavola di Costantino ed appiccata con un pugnale)

Costantino
Giusto cielo… Ah, dite…

Coro
Morte…

Costantino
(Ah, chi reggere potrà!)

Massimiano
(Per lui speme più non v’ha!)

Beroe e Crispo
(Oh, fatale avversità!)

Costantino
Ah! m’è figlio. E questo solo
Fu da’ Numi a me concesso…
L’amo ancora, e degg’io stesso
Il suo termine segnar!
Deh! prendetevi il mio soglio
In sì barbaro cimento!
Ma no… forse in quel momento
Pria di lui dovrò spirar!

Beroe
Del tuo cor seconda i voti,
Che tu solo il puoi salvar.

Massimiano e Coro di Senatori
Frena in cor di padre i moti:
Tu no ’l puoi, no ’l dêi salvar.

Costantino
(ai Senatori ed a Massimiano)
Paghi sarete.
(tremante sottoscrive la sentenza, gitta il pugnale e fugge)

I Senatori seguono Costantino; Crispo, circondato da’ Littori, va al carcere.

SCENA SETTIMA
Atrio di carceri. Albino.

Albino
Prence infelice! Tutto
Per te finì… Del quarto lustro appena
I primi anni vedesti,
Pien di gloria, cangiarsi a te funesti,
Misero!… Chi s’avanza?

SCENA OTTAVA
Fausta ed Albino.

Fausta
Albino?…

Albino
Chi veggio!… In questo loco!

Fausta
Taci.
Il prigionier dal carcere qui traggi.

Albino eseguisce.

Ecco l’ultimo istante…
A vincere quell’alma pertinace,
Disperato mio cor prorompi adesso,
Con quella forza, che un amor furente
Tutto t’incendia.

SCENA NONA
Crispo, Fausta ed Albino.

Fausta
Parti.

Albino parte.

Crispo
Ciel!… Chi miro!

Fausta
Sommesso
Parla… non ti tradir…

Crispo
Tu in queste soglie…
E che pretendi ancora?…
Chi ti conduce a me?…

Fausta
Duolo, furore,
Di disperato amore
Tutte le smanie!…

Crispo
Forsennata!… E vuoi?

Fausta
Morir, s’altro non posso, a’ piedi tuoi.

Crispo
Basta, ti scosta.

Fausta
Ah, sentimi.

Crispo
Fuggi.

Fausta
Fuggiamo insieme.

Crispo
Con te, qual nutri speme.

Fausta
La sola.

Crispo
E t’odo ancor?

Fausta
(con trasporto)
Per te rinunzio al soglio
E fama e onor t’immolo.
Anima, gioia, orgoglio,
Dio per me sei tu solo.
È mio destin l’amarti,
Il vivere per te.
Sì, caro, io vo’ salvarti:
Tu viver dêi per me.

Crispo
Oh, padre mio tradito,
Mai tanti orror saprai.
Con l’amor tuo rapito
Ogni mio ben tu m’hai.
Ma l’innocenza almeno
Io porterò con me.
Sentir non posso in seno,
Empia, che orror per te.

Fausta
(deliberata)
Vieni, morte su te pende.

Crispo
Già sul campo io la sfidai.

Fausta
E l’infamia che t’attende?

Crispo
Un velen già m’approntai.

Fausta
(ansia)
Un veleno!

Crispo
(un anello mostrandole)
Qui s’asconde.

Fausta
(agitatissima)
Giusto cielo!

Crispo
E dell’infamia
All’orror m’involerà.

Fausta
(strappandogli l’anello)
No, morire tu non dêi.

Crispo
(colpito fremente)
Fausta!

Fausta
Amor ti salverà.

Crispo
Ah, s’è ver che per me in petto
Senti pur un qualche affetto,
Quel velen a me, deh, rendi,
Le tue colpe io scorderò.
O paventa un disperato,
Temi un Dio vendicatore:
Va’, raddoppi in me l’orrore:
Te spirando esacrerò.

Fausta
Di tua morte all’atro aspetto
Freme già quest’alma in petto.
Quel velen invan pretendi:
Mai perir ti lascerò.
Vilipesa, disperata
Morrò vittima d’amore
E di morte fra l’orrore
Te spirando chiamerò.

SCENA DECIMA
Massimiano, Albino, quattri littori, Crispo e Fausta.

Massimiano
(ai littori)
Il mio cenno compite.
(a Fausta)
T’allontana.

Crispo
Or sei paga, o tiranna;
Tutto d’infame morte
Per te l’orror discerno;
Va’, ti consacro ai Numi dell’Averno!
(Crispo parte in mezzo ai littori, seguito da Albino)

Fausta
E ancor respiro!

Massimiano
In breve
Ei più non è!

Fausta
Che dici!…

Massimiano
La sentenza è in mia man; compita fia
Forse mentre a te il dico!

Fausta
(va per correre al carcere di Crispo)
Padre crudel!

Massimiano
(trattenendola)
T’arresta.

Fausta
Io… voglio… io…

Guardia
(venendo dal carcere)
Spento è Crispo.

Fausta
(retrocede inorridita)
Ah!

Massimiano
(Qual gioia!)

Fausta
Io manco… oh Dio!

Massimiano corre al carcere.

Tu che voli già spirto beato
All’eterno felice soggiorno,
Il mio priego tu accogli placato
Mi perdona un sacrilego amor!
Io te ’l chiedo per quanto t’ho amato;
In compenso di tanto dolor!
(qui s’approfitta del veleno strappato a Crispo)

Voci di dentro
A Massimiano morte!

Massimiano
Quai voci! Oh ciel! Che ascolto?

SCEMA UNDICESIMA e Ultima
Costantino co’ suoi duci, e soldati; Beroe, Licinia e le ancelle di Fausta.

Costantino
(ai littori indicando Massimiano)
Si avvinca di ritorte;
Lunge il fellon da me!
I vili tuoi seguaci
Svelaro il tradimento.
Del figlio già il perdono
Ecco…
(mostrando una pergamena)

Massimiano
(fiero)
Tuo figlio è spento!
Fremi…

Costantino
Che parli… Ohimè!
Empio! Morrai…

Le guardie trascinano Massimiano.

Fausta
(avvicinandosi risoluta verso Costantino)
M’ascolta…

Costantino
Tutto l’Averno ho in me.

Fausta
(con affanno)
Da più crudel tormento
Sia quel tuo cor trafitto.
Non fu d’alcun delitto
Il figlio reo…

Costantino
Che sento!
Fia ver!…

Fausta
Lo giuro a te…
Per lui d’iniquo amore
Tutti provai gli affanni;
Furono miei gl’inganni:
Era innocente…

Costantino
Ah! in te
Punir saprò…

Fausta
Prevenni
Il tuo furor… Nel seno
Mi serpe già un veleno…
S’appressa il mio morir.

Costantino e Coro
(tutti inorriditi)
Lungi da queste mura
Va’, perfida, a morir.

Fausta
No, qui morir degg’io
Dove ogni ben perdei…
Qui resti il nome mio
Esempio di terror.
L’ultimo pianto è questo,
Che versan gli occhi miei…
Pianto d’amor funesto,
D’un disperato amor.

Costantino
Tutto sfogaste, o dei,
Il barbaro rigor.

Coro
(verso Costantino)
Pietà vi mova, o dei,
L’immenso suo dolor.
(a Fausta)
Empia! non ha la terra
Mostro di te peggior.

FINE

ACT I

The square on the Capitoline Hill. The Temple of Jupiter in the background.

SCENE I
All the square is crowded with victorious Roman soldiers in the midst of whom are seen the Gallic prisoners. The people are all separated to the sides. Upstage is a lighted altar, next to it a high priest, who is about to crown Crispus for the victory won. On his right, Fausta, Licinia and Maximianus; on his left Constantine. Behind them Beroe among the female prisoners.

All
God of arms, who kindled
With your sacred spark
The flame in the breast of the youth:
Praise, glory to your blessing,
The enemy at that sight
Filled with terror of you,
Fell vanquished, slain
Under the destroying sword.
God of arms, in him you shone
Like a star that sparkles,
So that on the battlefield like a lightning bolt
The hero was triumphant.
Through you, captive Gaul
Saw the proud eagle
Spread its invincible wings:
Hail, O Gods, protectors.

The high priest takes he laurel crown and places it on the head of Crispus.

Fausta
(looking at Crispus)
(O Goddess, who sit in the third heaven,
Spread a veil over my brow
To hide that image
That has rent my unholy and sinful heart;
He has ravished it, and knows it not yet.)

Beroe
(Mid the slaughter and the devastation
Of the Latin thunderbolts,
That noble man rescued me,
And with one look infected my heart!)

Constantine
No! Among so many victories
That I have counted till now,
Never have I seen a dawn
Break so joyously.
(to Crispus)
Come into my arms . . .
Fausta, embrace him . . .

Fausta
(stunned, then collecting herself)
Ah! Yes . . .

Crispus
(Crispus remains in the center; Fausta on one side, Constantine on the other)
To you, lord of the world,
I am subject and son:
Whatever I possess is a gift
Of your paternal love.
(to Fausta)
Change my respect
To affection forevermore.

Constantine
Fame, triumphs, honors,
Make you immortal:
You are wrapped in such glory
That you shade your father.
(to Fausta)
Love him, as I love him,
For he is worthy of love.

Fausta
Glories, triumphs, honors
Make you now immortal.
(Heaven! What fatal power
That face has on my heart!)
I love you! (Oh, sweet sound! . . .
Cause of my suffering!)

Constantine
But what noble maiden
Do I see among the conquered Gauls?

Crispus
A prince’s daughter she is,
Who had died in battle . . .
(with greatest tenderness)
I adore her!

Fausta
(stunned)
(Oh heaven! What do I hear . . .)

Crispus
(full of heartfelt ardor)
As myself I love her!
I want her as my wife:
(to Constantine)
Give her to me on this day.

Fausta
(desolate)
(I have lost him!)

Constantine
(to Beroe)
Approach:
Do you love him?

Beroe
I have loved him always
More than the rays of the sun.

Fausta
(They love each other!)

Constatine
Well, then . . .

Fausta
(Alas!)

Constantine
Soon the sacred rite
I myself . . .

Fausta
(resolutely)
Ah no! Stop:
Such a day is sacred to Vesta,
And there must not be . . .
At sunrise . . . daybreak . . .
You may . . . lead them . . . to the altar . . .

Constantine
Very well! Go to the altar
At the dawning of the new day.

Crispus and Beroe
As the sweet light
Of the new day must appear!
Prepare your lightning,
Vengeance, for the new day.

Licinia and Chorus
Let Cupid and Hymen
Shine on the new day!

Fausta
(aside)
(No, the new day will not
Shine on you as a wedded couple!
(almost delirious)
May that altar baleful to me
Be overturned and shattered to the ground
If I lose him; what remains for me
But tears and anguish?
He is mine, nor can human force
Wrest him from such great love
Unless it rips my darling
from my breast together with my heart.)

Constantine
There is a smile on every face,
Only Fausta shows anger on her brow.
Now she trembles, and now sighs
Between flush and pallor.
Oh, merciful gods, banish
From that breast all bitter care,
Now that my son assures me
The splendor of the empire.

Crispus and Beroe
Ah, let not the night unfurl
It’s dismal veil upon the earth
And let the day hasten to break forth in the sky
Joyous with love.

Maximianus
The wished-for day has come
That grants me laurels and a throne:
Let mad arrogance be crushed
With slaughter and terror.

Licinia and Chorus
Let Fame unfold her intrepid wings,
And cry to the world: Gaul is tamed!
Thus they fall who defy
The victorious sword of Rome.

Maximianus
Yes, rejoice, celebrate!

All leave except Maximianus.

So much joy must evaporate for you
Like a small cloud in the sun!
Nor will you see a new sun, Constantine!
Usurper, you will cede the command to me. . .
The hour is near. Must you requite
All my shame with your blood?
I attempted it . . . I failed!
But father and son together
In the shade of the approaching night
Will suffer the same death.
(Exit)

SCENE II
Magnificent apartments in Constantine’s palace. Chorus of handmaidens of Fausta, Licinia, then Fausta, pensive.

Chorus
Where has your heavenly
Smile gone? Why is it fled?
Let the fair rays that vanished
Return and shine on your face.

Fausta
(engrossed)
That day will never again return to me.

Chorus
Loves offered you incense
In your early years;
Your divine beauty
Was the ruler of hearts.

Fausta
Ah! Might those years return!
When I could conquer a heart . . . Who are you . . .
Who disturbs my thoughts?
(shaking)

Licinia
Licinia and your companions.

Fausta
Leave me.

Licinia and the Chorus leave.

Here I am alone: now there will be no mortal
Who can comprehend the rejected love
Which consumes my heart.
The wife of Constantine, I stoop
To love Constantine’s son?
Oh, shame! Oh, crime!
Even if it is written that I love him eternally.
Ah, if I could speak to him
Of love for one single moment,
How this loving heart
Would be forever happy.
How an instant has changed
My shining days,
Cares and unhappiness
Oppress my heart.
The image
So cherished
That filled my life
With delight has fled.
In bitter throes
Of enormous pain
I am left to weep
In my anguish.

SCENE III
Licinia and Crispus.

Crispus
Is this the place whither you summoned me?

Licinia
This it is.
Wait for her: in a moment
She will be with you.
(Exit)

Crispus
What reason presses her
To wish me with her? What do you desire to hear,
I am impatient . . .

SCENE IV
Fausta and Crispus.

Fausta
(Behold my dearest love,
O, my torment, my extreme torture!)

Crispus
Why did you ask for me, O Fausta?

Fausta
(looking around)
Are we alone?

Crispus
We are alone . . .
But why? To converse in secret?

Fausta
A mystery
Known only to heaven I must confide in you!

Crispus
And you can hide
A secret from Constantine!

Fausta
(confused)
It is not a matter of state.
(timidly)
Sometimes the miserable
Guard in their breast
Some secret disquiet . . . (speech fails me!)
On which the furtive heart feeds . . . (Oh God!)
But to conceal it . . . (what am I doing? I can no more . . .)

Crispus
Continue.

Fausta
(forcing herself)
Ah! Say, before the dart of love
For Beroe wounded you,
Your heart never beat for another!

Crispus
For you . . .

Fausta
For me!!

Crispo
With filial respect.

Fausta remaines motionless, then shakes violently seeing Beroe.

SCENE V
Beroe, Crispus and Fausta.

Fausta
(My rival!)

Beroe
My love!

Fausta
(In such a moment!)

Crispus
Without you for a moment,
The world is dead to me!

Beroe
Without you for a moment
The world is dead to me!

Fausta
(I shudder.)

Beroe runs to kiss Fausta’s hand in sign of respect, but she draws it back in contemptuously.

Beroe
(to Crispus)
(Arrogant woman!) Your father asks for you.

Fausta
(Another obstacle!) Allow, young maiden,
That he remain for a brief hour
Alone with me . . .

Beroe
(to Crispus)
Ah, how
It costs my heart to leave you!

Crispus
(as he offers her his hand)
Your hand, my dear!

Fausta
(interposing herself)
The time presses. Depart.
(after assuring herself that she has left, approaching Crispus)
(Courage, my heart.) Listen:
This foreign girl you love
So much, could you not forget her?

Crispus
Forget her!

Fausta
And yield your heart
To another much more worthy?

Crispus
Fausta!

Fausta
Who would know how to love you with such love
The like of which has never burned
In the heart of a woman . . .

Crispus
I do not understand . . .

Fausta
Oh, pray understand me, and if my words
Do not have the strength to move you,
At least these tears, this pallor . . .
This voice, that I would unleash . . . but a sigh
Of fear silences it!

Crispus
(stunned)
Oh, dreadful thunderbolt!
Would you be capable?

Fausta
Yes . . .

Crispus
Of loving me?

Fausta
Infinitely . . .

Crispus
Hush! Begone from me . . .

Fausta
I love you!

Crispus
I tremble at your every guilty word.
Ah! If you do not see your own horror,
Fix your eyes on me:
You will see from my shudder
What your crime is.

Fausta
Ah! I have sought aid from all the gods
To hate you, O my dearest,
But they have never answered
My prayers with such mercy.

Crispus
I flee from you,
From this place.
(leaving)

Fausta
(taking his hand and holding him back)
Ah, stop . . . ingrate!
Would you leave me in such a state!
Listen to this beating of my heart!
How my hand trembles!
Look at my cold sweat
In this desperate hour!
So much I risked in revealing myself to you.
And you depart, O God, thus?

Crispus
Let the secret remain buried.

Fausta
(resolute)
That’s not enough . . . either you yield to me
Or let there be a victim
Of your refusal . . .

Crispus
Who?

Fausta
Beroe!

Crispus
What are you saying?

Fausta
Dead!
Neither I nor she will have you!

Crispus
(kneeling)
Oh! Behold me at your feet:
Have pity on her, on me! . . .

SCENE VI
Constantine, followed by Beroe, Maximianus, Licinia and Chorus of handmaidens and kinsmen of Constantine.

Constantine
(stunned)
What do I see!

Crispus
(rising)
(My father!)

Fausta
(confused)
(My husband!)

Constantine
At her feet . . .
(to Crispus who remains silent)
What were you asking of her?
(to Fausta)
What appeal was he making?

Fausta
(after hesitating)
Your son . . .

Constantine
Go on . . .

Fausta
He aspires . . . to a purpose . . .
Which . . . offends
Heaven and earth!

Crispus
(trembling)
Oh, perfidious woman!

Constantine
What can that be?

Fausta
Be horrified!

Constantine
Who!

Fausta
Faus . . .

Constantine
Silence!

Fausta
Fausta!

All
Oh! A terrible crime!
Oh! Extreme horror!

Constantine
(to Crispus)
This, ingrate, is your loyalty;
This your kiss: the faithful embrace;
You take me in your arms, and at the same time
Strip me of honor and repute!
O hostile fate, your cruelty has dealt
Me such a torture!

Beroe
This, then, is your loyalty;
This the oath, the faithful words;
How could you harden your heart
To such a betrayal!
Ah, I would rather die
Than suffer such a bitter pain!

Crispus
(to Fausta)
Be satisfied, ungrateful, faithless woman;
You have affronted every virtue!
But to your shame, I have
Within me sacred honor!
In the cruelty of hostile fate
My only terror is infamy!

Fausta
(to Crispus)
This heart, ah, if you could see it
You would weep at its torment . . .
I accused you! . . . but it was a moment
Of indecision and fear!
Do you want me to change your fate?
That his severity fall on me?
Say that you love me, and I shall defy
Even death for you, O my sweet love!

Maximiano
(How this unexpected blow
Smiles on my plans!
Oh, kindly fate, favor
The great design locked in my heart!)

Licinia and Chorus
(No, that beautiful sould could not
Harbor such vile and guilty feelings,
Oh, show us, O supreme gods,
The innocence of his heart!)

Constantine
Do you have a defense?

Crispus
I do, and a sacred one!

Constantine
What is it?

Crispus
I am innocent.

Beroe
Fausta spoke; she does not lie . . .

Crispus
Do you, too, believe me guilty?

Fausta
(to Constantine)
Oh! Grant him your pardon!

Crispus
Pardon for me? I do not want it!

Constantine
Audacious boy! Now do you add
Pride to your sins?
Go into exile!

All
(Alas, poor man!)

Constantine
Begone! I have no more son!
Let the sun deny you its light!
The earth its crops!
Wandering, aimless, begging
May your life be!

All
Ah!

Fausta
(to Constantine)
No word! Ah, invoke no more against him
The ire of all creation:
He has been rendered too unfortunate,
He deserves your mercy!
Oh, let this plea deliver him:
Restrain such cruelty!

Crispus
(to Fausta)
Late, lady, is your counsel.
You have already sealed my destiny!
You have brought misery upon me
And talk of mercy?
A time will come when your
Eyes will weep with true sorrow.

Constantine
Why give me, unjust gods,
A son disloyal and so spiteful!
Let this impious name
Be forever expunged!
I shed tears, but fleetingly,
He shall shed eternal tears.

Maximianus
(In the finest flower of his youth
He is banned and execrated!
How his wretched state
Arouses in me hilarity!
Forgotten in exile,
He will no more have the empire!)

Beroe, Licinia and Chorus
(In the finest flower of his youth
He is banned and execrated!
How his wretched state
Makes us forget his iniquity!
I saddens me and draws from my eyes
Tears of pity.)

ACT II

A wood adjacent to Constantine’s apartments.

SCENE I
Night. Maximiano, after having advanced to the front of
the stage and having gathered all his followers around him, begins.

Maximianus
Is anyone missing?

Chorus
Everyone is here with you.

Maximianus
All are guided?

Chorus
By a single intent.
A bolder hand or heart more fierce
Maximianus cannot find!

Maximianus
Let the son die with the father!

Chorus
You shall have the son and father slain!

Maximianus
Before the day bares its rays
I shall return to imperial command!
Blessed moment,
Oh, fly, make haste,
What ferocious vengeance
I burn to exact.
Already I see the arrogance
Of the impious one brought chastened!
Already I tread that threshold
That he dared to seize!
(During this Maximianus prepares to leave with his men)

SCENE II
Crispus, Beroe and the above.

Crispus
And so Licinia?

Beroe
She made known to me
All of Fausta’s vile designs.

Maximianus with the Chorus departing.

Maximianus
Let the son die with the father!

Chorus
You shall have the son and father slain!

Crispus
(What whispering is this!)

Maximianus
(stopping, to his men)
People gather here!
Let us see . . . Who are you?
(advances toward Crispus)

Crispus
(who has sword in hand and collides iwth that of Maximinianus)
Maximianus!

Beroe
Oh, heavens!

Crispus
He holds a naked blade.

Maximinianus
Follow me,
My friends.
(Exit with his men.)

Crispus
Why do you lurk
Armed, in darkness in this dense thicket?
No one answers! Ah! Who knows . . . perhaps my father’s
Life is in danger . . .

Beroe
Oh, let us depart, for I foresee
More misfortune for you.

Voices from within
Fierce
Vengeance.

Crispus
(to Beroe)
Did you hear? Observe
That faint glow . . . See the villains . . .
They approach . . . Let me go . . . that the ignoble
Enemy rabble taste my fury
In this steel, my scorn.

SCENE III
Constantine, Maximianus, his followers, soldiers with torches. Chrispus and Beroe.

Crispus
Heavens! Whom do I discover!
(enraged, about to strike a blow at his father, who is the first to appear, but recognizing him lets fall the sword from his hand)

Constantine
Ignoble threat!

Beroe
O adverse fate!

Maximianus
Ignoble fate!

Crispus
Whither can I flee?

Constantine
Perfidious, disloyal soul!
A single misdeed did not suffice:
Now a rebel and parricide . . .

Crispus
Hush . . . Oh, hush I pray!
(kneeling at his feet)
If you esteem me so cruel,
If you can accuse me of such a misdeed,
Here weeping at your feet
I shall die of grief.
(when he tries to take his hand, Constantine draws back. Crispus rises.)
You insult me, you oppress me,
Yet I love you and forgive you.
This life that is your gift,
If you hate me I cannot love.
Yes . . . kill me . . . but I swear
That I go to death innocent.

Constantine
Let natural love in me be mute,
If he has offended against every law.

Maximianus
Let natural love in you be mute,
If he has offended against every law.

Beroe and Chorus
Unlucky man, for what a tragedy
Has Fate destined him.

Constantine
Your defense, O traitor,
The senate shall hear;
Let it be convened now.

Some guards leave.

Crispus
Ah! Hear me . . .

Constantine
Begone, oh, begone, ingrate!
Only before the judges
Will your father, the king, hear you.

Crispus
I a parricide . . . I a traitor . . .

Beroe and Chorus
What ever will become of him?

Crispus
Where to find a soul
That will open to my grief;
If you, you yourself . . . Alas, poor man . . .
Deny me pity and love.
If your severity condemns
A son to eternal infamy
A time will come when you
Must weep at my destiny.
But then you will not be able
To render honor to the son,
Your will not be able to make him happy
In your paternal love.
But from my sorrow itself
You will rend your heart.

Beroe and Chorus
From the excess of his sorrow
My heart is torn to shreds.

Constantine
My fury makes you
Wretched, anguished, grieving.

Maximianus
Your fury makes you
Wretched, anguished, grieving.

All leave, Crispus under guard.

SCENE V
Dawn. Beroe and Licinia.

Beroe
Ah! Licinia . . .

Licinia
My eyes deceive me! Have you not fled?
The star of the day shines already!

Beroe
Another misfortune
Threatens my beloved . . .

Licinia
What is that?

Beroe
Everyone believes him a parricide!
He is in chains, and expects
To be condemned by the senate.

Licinia
But explain yourself . . .

Beroe
Come wiht me, and on the way
You will learn the grim and ghastly details.

Exeunt.

SCENE V
The senate chamber. The senators are gathered. Constantine arrives followed by the lictors.

Constantine
(after being seated)
Let the accuser come forward; and then let the prisoner
Be brought before me.

Two lictors leave.

(However much
I repress my feelings in this adversity,
Still I hear in my heart the fatherly voice.)

SCENE VI
Maximianus, Beroe; then Crispus and the above.

Constantine
(to Maximianus)
Before stating the accusation
Think in whose presence you are, who is listening!
Beware if you concoct untruth in your mind.
A miserable death . . .

Maximianus
I know . . .

Constantine
Then speak.

Maximianus
While all was quiet
Nor was it long before the return of a new dawn,
I heard in the wood by your palace
The muted sound of arms, whispered voices.
Cautiously I crept thither,
And from the lips of Crispus
I heard then of plotting your death.

Crispus
Liar . . . I wanted . . .

Constantine
Beroe, respond:
What motive brought
You to the side of Crispus?

Beroe
Love, and the certainty
Of his innocence,
Wherefore I wished
To share his exile . . . At the flash of a blade
He drew his own . . . But that unknown cohort
All dispersed
Swearing death to Crispus and Constantine.

Crispus
Toward those dire cries
Furiously I turned my steps in your defense . . .
I heard the mob laughing . . .
I grasped my sword, and ran at the first traitor
To wreak death, and beheld my father.

Constantine
You speak cunningly. Did you hear, O fathers! I wish
You to be the judges of his future fate:
Decide about him
In more secret quarters. (He offended me, and I love him.)
(to the senators, Beroe and Maximianus)
Go, I desire to remain here alone with him.
We are alone! Look me in the eyes:
I am not yet a judge, still you are my son.
I love you still, still from my eyes
The tears fall, for you, my son,
Still pity renders me
Prepared to pardon you.
But tell me what you have done.
You are alone, no one hears you:
You can open your heart fully to me,
Constantine will not hear you here.
Do you not shed a tear?

Crispus
Ah, an innocent does not weep.

Constantine
Come, I despise a heart that lies.

Crispus
My heart knows not lying.
Yes, I swear it: I am not guilty.

Constantine
Yes, you kill me and take the throne . . .

Chorus of Senators
(to Constantine)
Here the senate has decided
The fate of the guilty . . .
(showing a parchment which is then placed on Constantine’s table and affixed with a dagger)

Constantine
Just heaven . . . Ah, speak . . .

Chorus
Death . . .

Constantine
(Ah, who could remain composed!)

Maximianus
(There is no more hope for him!)

Beroe and Crispus
(Oh, fatal adversity!)

Constantine
Ah! He is my son. And he alone
Was granted me by the gods . . .
I love him still, and I myself must
Seal his doom!
Oh! Take from me my throne
In such a savage dilemma!
But no . . . Perhaps at this moment
I should expire before he does!

Beroe
Harken to the wishes of your heart,
For you alone can save him.

Maximianus and Chorus of Senators
Curb the fatherly feelings in your heart:
You may not, you must not save him.

Constantine
(to the Senators and to Maximianus)
You shall have your way.
(trembling, he signs the sentence, throws the dagger, and flees)

The Senators follow Constantine; Crispus, surrounded by the Lictors, goes to prison.

SCENE VII
The entrance of the prison. Albinus.

Albinus
Unhappy prince! All
Is over for you . . . Scarcely the first years
Of the fourth lustre of our life, full of glory,
You have seen transformed to tragedy for you,
Poor man! Who is coming?

SCENE VIII
Fausta and Albinus.

Fausta
Albinus?

Albinus
Whom do I see! In this place!

Fausta
Hush.
Bring the prisoner here from his cell.

Albinus complies

Here is the final hour . . .
To constrain that obstinate soul,
My desperate heart, burst forth now
With force such that a raging love
burn you to ashes.

SCENE IX
(Crispus, Fausta and Albinus.

Fausta
Leave me.

Exit Albinus.

Crispus
Heaven! Whom do I see!

Fausta
Speak
Softly . . . do not betray yourself . . .

Crispus
You, within these walls . . .
And what do you still expect?
Who brought you to me?

Fausta
Grief, rage,
All the yearnings
Of desperate love!

Crispus
Mad woman! What do you want?

Fausta
To die, if I can do nothing else, at your feet.

Crispus
Enough, begone.

Fausta
Ah, hear me.

Crispus
Flee.

Fausta
Let us flee together.

Crispus
With you, what a hope you nourish.

Fausta
The only one.

Crispus
And do I still listen to you?

Fausta
(in a transport)
For you I renounce the throne
And sacrifice honor and repute to you.
Spirit, joy, pride,
God are you alone for me.
My destiny is to love you,
To live for you.
Yes, dearest, I want to save you:
You must live for me.

Crispus
Oh, my betrayed father,
You will never know such horror.
With love you have robbed me
Of all that I have.
But at least I will bear
My innocence with me.
I cannot feel, impious woman,
but horror in my heart towards you.

Fausta
(decisively)
Come, death hangs over you.

Crispus
I have already defied it on the battlefield.

Fausta
And the infamy that awaits you?

Crispus
I have already prepared a poison.

Fausta
(anxiously)
A poison!

Crispus
(showing her a ring)
It is hidden here.

Fausta
(very agitated)
Good heavens!

Crispus
And it will rescue me
From the horror of infamy.

Fausta
(grabbing the ring from him)
No, you must not die.

Crispus
(trembling with shock)
Fausta!

Fausta
Love will save you.

Crispus
Ah, if it is true that you feel in your heart
Even a bit of affection for me,
Oh, give back that poison to me,
I will forget your offenses.
O beware a desperate man,
Fear a vengeful God:
Go, you redouble the loathing in me:
Dying I shall curse you.

Fausta
At the black thought of you death
My soul already trembles in my breast.
That poison you claim in vain:
I shall never let you perish.
Vilified, desperate
I shall die a victim of love
And in the horror of death,
Dying I shall call your name.

SCENE X
Maximiniansu, Alvinus, four Lictour, Crispus and Fausta.

Maximinianus
(to the lictors)
Fulfill my command.
(to Fausta)
Begone.

Crispus
Now you are requited, O Tyrant;
I foresee all the horror
Of an infamous deth for you.
Go, I consign you to the gods of Avernus!
(Exit Crispus with the lictors, followed by Albinus.)

Fausta
I breathe again!

Maximianus
Soon
He is no more!

Fausta
What are you saying!

Maximianus
The sentence is in my hands; it will perhaps be carried out
Even while we speak!

Fausta
(about to run to the prison of Crispus)
Cruel father!

Maximinianus
(restraining her)
Stop.

Fausta
I . . . want . . . I . . .

Guard
(coming from the prison)
Crispus is dead.

Fausta
(shrinks back in horror)
Ah!

Maximianus
(what joy!)

Fausta
I faint . . . O God!

Maximianus runs to the prison.

You who fly now blessed spirit
To your eternal happy rest,
Receive my prayer, appeased,
Pardon an unholy love!
I beg it of you by my love for you:
In recompense for so much grief!
(here she avails herself of the poison taken from Crispus)

Voices from within
Death to Maximianus!

Maximianus
What voices! Oh heaven! What do I hear?

SCENE XI the Last
Constantine with his nobles, and soldiers; Beroe, Licinia and Fausta’s handmaidens.

Constantine
(to the lictors, indicating Maximianus)
Bind him;
Take the felon away!
Your vile followers
Revealed the treason.
Behold the pardon
Of my son . . .
(showing a parchment)

Maximianus
(savagely)
Your son is dead!
Tremble . . .

Constatine
What are you saying . . . O Woe!
Traitor! You will die . . .

The guards drag off Maximianus.

Fausta
(resolutely approaching Constantine)
Hear me . . .

Constantine
I have all hell in me.

Fausta
(in torment)
May your heart be pierced
By the greatest torment.
The son of the king
Was of no crime . . .

Constantine
What do I hear!
Can it be true!

Fausta
I swear to you . . .
For him I tasted all the grief
Of an illicit love;
The deceit was mine:
He was innocent . . .

Constantine
Ah! In you
I will know how to punish . . .

Fausta
Hold back
Your fury . . . In my breast
Now creeps a poison . . .
My death is near.

Constantine and Chorus
(all horrified)
Far from these walls,
Go, traitress, to die.

Fausta
No, here I must die
Where I lost all I held dear . . .
My here remain my name
And example of terror.
My final plaint is this,
Which my eyes pour out . . .
A mournful plaint of love
Of a hopeless love.

Constatine
O gods, you have vented
All your ruthless cruelty.

Chorus
(turning to Constantine)
May his immense grief, O gods,
Move you to pity.
(to Fausta)
Impious woman! Earth has no monster
More vile than you.

THE END

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