Gemma di Vergy (1834)

The More I learn, the Less I Know

Gemma di Vergy (1834)

Gemma di Vergy
Lyric Tragedy in Two Acts
Libretto by Emanuele Bidéra


Audio recording of a live performance at the Teatro San Carlo, Naples, in 1975 with Montserrat Caballé and Renato Bruson.

CAST OF CHARACTERS

Count de Vergy Baritone
Gemma, his repudiated wire Soprano
Ida de Greville, new wife of the Count Mezzo Soprano
Tamas, an Arab youth, servant of Gemma Tenor
Guido, friend of the Count Bass
Rolando, Squire of the Count Bass
Choruses and supernumerary knights, archers, ladies, soldiers

The action takes place around 1328, during the reign of Charles VII.
The story is set in Berry in the castle of Vergy.

ATTO PRIMO

Sala gotica con logge, da cui si scopre il ponte levatoio del castello, ed in lontananza un tempio al
castello attiguo.

Scena Prima
Coro di arcieri, Tamas seduto sopra una pelle di tigre, poi Guido.

Guido
Qual guerriero su bruno destriero
Varcò il ponte, che cupo suonò?

Coro
Fu Rolando, ci disse un arciero,
Che dal sacro Avignone tornò.

Guido
Da uno scritto, da un detto or dipende
Della misera Gemma il destin.

Coro
Egli vien, già le scale egli ascende.

Guido
Forse il nembo a scoppiar è vicin.

Scena Seconda
Rolando e detti.

Rolando
Guido!

Guido
Ebben?

Rolando
Il messaggio ha compito.

Guido
Gemma!

Rolando
Gemma non ha più marito.

Tutti
Oh, sventura!

Rolando
(dando i fogli a Guido)
Del prence il voler
Tu le annunzia.

Guido
Penoso dover!
Questo sacro augusto stemma
Di chi schiude al ciel le porte,
Pianto a tutti, e reca a Gemma
Duolo eterno e forse morte.
Ah! chi mai per tal sciagura
Chi non piange di dolor?
Ripudiata in queste mura
Lungi andrà dal suo signor.
Nella stanza, che romita
Al dolor dischiude il cielo,
Languirà questa avvilita
Come un fior che non ha stelo:
Mai dell’odio la tempesta,
Mai s’accolga nel suo cor,
Ché tremenda, ché funesta
È l’offesa dell’amor.

Coro
Qua, Rolando, e narra a noi
L’alte imprese degli eroi:
De’ Francesi, e degl’Inglesi
Le battaglie, ed il valor.

Rolando
Vidi cose, che ridire
La mia lingua a voi non basta:
De’ Francesi fremon l’ire:
Ma non brando, ma non asta
Frena il torbido Britanno,
D’ogni danno apportator.
Solo d’Orléans la donzella
Argin pone al suo furor.

Coro
Qual prodigio! Una donzella
Argin pone al suo furor?
Narra, narra, e di’ com’ella
Pervenisse a tanto onor!

Rolando
Ella è senno, è brando, è duce
Per cittadi e per castella;
Strage e morte all’Anglo adduce:
È cometa che flagella
Coll’infausto suo splendor.
Dei Francesi ell’è la stella.
Scudo immenso, e difensor.

Coro
Viva d’Orléans la donzella,
Nostra speme, e nostro amor.

Guido
Una preghiera unanime
Per Gemma…

Coro
Ah! sì preghiamo.

Rolando
(a Tamas)
T’alza infedel.

Tamas
Che vuoi?
Rolando
Non dêi pregar con noi!

Tamas
(s’alza furioso)
Pregate voi? Perché?
Perché Gemma soffra lieta
L’onta infame di un ripudio?
E a qual nume, a qual profeta
Può innalzar sua prece il cor?
Lo potreste, allor che il grido
Di vendetta accolto fosse
Se del vil che la percosse
S’eternasse il disonor.

Rolando
Frena, ah! frema il vile accento,
O sei spento, traditor.
(caccia un pugnale)

Tamas
Su, mi svena; a che t’arresti?
A quel mal che tu mi festi
Morte è un bene, che gli affanni
Di molt’anni troncar può.
Mi togliesti a un sole ardente,
Ai deserti, alle foreste,
Perché fossi ognor languente
Qui fra nembi, e fra tempeste;
Mi togliesti e core, e mente,
Patria, nome, e libertà.
(Ma di fiamma onnipossente
Arde il core, e niuno il sa.)

Coro
La bestemmia del furente
Non ascolti il cielo irato!
Guai! se il folgore possente
Su quel capo ei scaglierà.

Tamas
Verrà dì che il Saraceno
Vendicato appien sarà.
(Ma l’amor che m’arde in seno
Nessun uom distruggerà.)

Coro
Morte, morte al Saraceno;
Farlo salvo è crudeltà.

Rolando
Lascia, Guido, ch’io possa
Vendicare l’oltraggio a cui discese.

Tamas
Indietro, sciagurati!

Rolando
Una parola
Se aggiungi…

Tamas
Indietro, o ch’io…

Rolando
Vile!

Guido
T’arresta. Lo punisca Iddio.

Scena Terza
Gemma e detti. All’arrivo di Gemma tutti si arrestano col capo basso. Tamas colle braccia conserte
all’orientale in attitudine del massimo rispetto. Gemma guarda tutti con dignità.

Gemma
(s’accorge del pugnale di Rolando)
Nuove contese!… Oh cielo!
Un ferro sguainato!

Rolando
Al Saraceno
D’appuntarlo imponea.

Gemma
(con simulazione)
Comprendo appieno:
Riponete quel ferro.
Rolando
(gettandolo ai piedi di Tamas)
Infedele, lo prendi,
Lo affila tu; m’intendi?

Tamas
A me la cura
Lasciane pur.

Gemma
L’assenza del mio sposo
Troppo audaci vi fe’. Pace una volta,
Pace almeno fra voi! Guido, ah! non sai
Quanto terrore io provo
Di guerra al nome. Ahi! Così crudi accenti
Mi fan (Tanto in me ponno!)
Tremar nell’ombre, e trabalzar nel sonno.
Una voce al cor d’intorno
Da più dì mi grida guerra!
Fuggi, o Gemma, dal soggiorno
Dove pace un dì regnò.
Questo grido il cor mi serra,
Tal che piangere non so.

Coro
(fra sé)
Come augel nella foresta
Presagisce la tempesta,
Con quel grido all’infelice
La sciagura favellò.

Gemma
Questa voce somigliante
A sconvolta onda mugghiante
Ahi! dal sonno spaventata
Da più notti mi destò.
Me deserta! e sfortunata,
Che pensarmi, oh ciel! non so.

Coro
I tuoi mali al cor presago
La sventura palesò.

Tamas
Nessun sogno a te predisse
Ch’oggi torna il tuo signor?

Gemma
Riede il Conte?

Coro
Ecco Rolando
Di tal nuova apportator.

Gemma
Egli riede? oh, lieto istante,
Il mio sposo io rivedrò!
Al mio sen l’eroe, l’amante,
Il mio bene abbraccerò.
Parlerà de’ suoi trofei,
Io d’amor gli parlerò;
Cogli amplessi i pianti miei,
La mia gioia io mescerò.
Ite: festeggi ognuno
Del mio sposo l’arrivo.

Tutti partono, Guido resta in fondo.

Perché, Guido tu resti
Simile ad uom che in mente avvolga un tristo
Terribile pensier? Parla.

Guido
E lo deggio?

Gemma
Il devi. Ah, Guido! Di’, forse in battaglia
Fu il consorte ferito?

Guido
No, ma tu più non hai… non hai marito.

Gemma
Oh! che favelli tu? Chi il santo nodo
Infrangere potrebbe altri che morte?
Il ciel ci avvinse.

Guido
(presentando l’atto del divorzio)
E vi disciolse il cielo.

Gemma
Un ripudio? Che lessi! Avvampo e gelo!
Ripudiata? Me infelice!
Ripudiarmi? E in che son rea?
Qual mai colpa mi si addice?
Quale oltraggio a lui facea?
Dimmi, o Guido, ch’io deliro,
O ch’io spiro di dolor.

Guido
Ei non t’odia; è sol tua colpa,
Solo il talamo infecondo:
Il destino, ah! sol ne incolpa,
Che a ciò trasse il mio signor.
Brama il Conte dare al mondo
Di sua stirpe un successor.

Gemma
E di me che sarà mai?

Guido
Fosti al chiostro destinata.

Gemma
Ah! che Gemma disperata
In quel chiostro morirà.

Guido
No, che al cielo, al ciel sacrata,
Giorni lieti in Dio vivrà.

Gemma
Dio pietoso! Ah! tu ben sai
Quanto amai lo sconoscente!
Fu il pensier della mia mente,
Fu il sospiro del mio cor.

Guido
Di te piango; e qual v’ha cuore
Che non pianga a un’innocente?
Volgi al cielo il cor, la mente,
Là v’è un Dio consolator.

Gemma
Ed il Conte, il mio consorte?

Guido
Dêi scordarlo.

Gemma
E lo potrò?
Obliar l’immenso amore?

Guido
Pur lo dêi.

Gemma
Chi cangia un core?

Guido
Dio.

Gemma
Me ’l cangi, e ubbidirò!

Guido
D’altra il Conte…

Gemma
(con furore)
D’altra?… Ah no!

Si sente musica militare che annunzia l’arrivo del Conte.

Guido
Giunge.

Gemma
A lui…

Guido
Non t’è permesso.
Gemma
(supplice)
Impedirmi un solo amplesso?

Guido
Dêi fuggirlo…

Gemma
Ah! crudeltà.
Perché il Conte scacciami? Perché?
Ripudiarmi, avvilirmi così?
Oh, d’amore crudele mercé!
Ogni bene per Gemma sparì.
Se l’ingrato ti chiede di me
Di’ all’ingrato che Gemma morì.

Guido
Dio, quel core che tutto perdé,
Tu consola, tu calma in tal dì:
Chi pietade richiese da te
Mai deluso da te non partì.
(Partono)

Scena Quarta
Tamas con pugnale insanguinato.

Tamas
(volgendosi alla mano che stringe il pugnale)
Dritto al segno vibrasti, io l’ho ferito
Là dov’ei mi colpì. Nel mio furore
Infino all’elsa glielo immersi in core.
(pianta il pugnale sulla tavola)
Gemma! che sola sei
Luce degli occhi miei,
A te serbò la sorte
L’onta dal tuo signor, e a me la morte.
Si odono suoni che annunziano l’arrivo del Conte.
Giunge, o Gemma, il tiranno;
Fuggi, vien meco unita;
Usciam, tu del castello, ed io di vita.
(Parte)

Scena Quinta
Coro d’arcieri.

Coro
Lode al forte guerriero, ed onore
Del re Carlo all’invitto campione,
Delle cento castella al signore,
Che l’orgoglio britanno punì.
Venne un turbo dal freddo Albione,
Ch’eclissava di Francia la stella;
Ma il signor delle cento castella
Scese in campo e quel turbo sparì.

Scena Sesta
Conte e detti.

Conte
Qui un pugnale! Chi ’l confisse
A segnal di ria vendetta?
A mio danno la reietta
Forse, ah! forse il consacrò.
(prendendolo)
Sangue! Ah! Gemma si trafisse?
(spaventato)
Guido!… Anch’ei m’abbandonò?
(cade su una sedia)
Ah! nel cuor mi suona un grido,
Che mi accusa, che mi dice,
Cadde estinta l’infelice,
E il consorte la svenò.
Al mio duol soccorri, o Guido…
Guido, anch’ei mi abbandonò.

Coro
Noi veniamo a te d’incontro,
Guido sol saperlo può.

Scena Settima
Guido e detti.

Conte
Guido! Io tremo!… Questo sangue?
Dimmi, Gemma è morta?

Guido
(freddamente)
No.

Tutti
(con gioia)
No?

Conte
Ah! la vita già fuggita
Nel mio seno ritornò.

Coro
Ah! la vita già fuggita
Nel suo seno ritornò.

Conte
Di chi è dunque?

Guido
(con dolore)
Di Rolando.

Conte
Chi l’uccise? Come? Quando?

Guido
Tamas, disse, e poi spirò.

Conte
Ch’ei non fugga: del castello
Custodite sien le porte:
L’assassin fra le ritorte
Trascinate al suo signor.
A mie nozze inaugurate
Quali auspici di terror!

Coro
Sul reo capo pende morte,
Ei fia sacro al tuo furor.
Strascinato fra ritorte
Fia lo schiavo traditor.

Conte
Un fatal presentimento
In quel sangue io veggo scritto:
Del rimorso lo spavento
Agghiacciare il sen mi fa.
Io di Gemma ho il cor trafitto,
E rea pena il ciel men dà.

Coro
Grave, estremo fu il delitto,
Pena estrema il vil ne avrà.

Conte
Abbia tomba Rolando. Oh, mio fedele,
Prode scudiero mio! Parlami, Guido,
La misera che fe’?
(Arcieri partono)

Guido
Che far potea
La sventurata?

Conte
Narrami, piangea
In lasciar queste mura?

Guido
Ella qui stassi ancor.

Conte
(spaventato)
In queste soglie
La prima sposa, e la novella moglie?
(sdegnato)
Così il cenno eseguisti?

Guido
Solo quest’oggi giunse
Fra noi Rolando.

Conte
Ah! fa’ che tosto parta
Questa donna infelice, e perigliosa.
L’altra attendo fra poco…

Guido
Un’altra sposa?
Perdona, e di’: dal punitor rimorso
Chi assolver ti potrà?

Conte
Mille ragioni,
E l’infecondo nodo,
Necessità d’un successor, l’espresso
Voler del re.

Guido
Vi aggiungi, e sta se il puoi,
Dal non fremerne in core,
Altra ragion più forte.

Conte
E quale?

Guido
Amore.

Conte
Oh, va’! Fa’, ch’ella parta, e che non sappia
Del suo schiavo fedel qual sia la sorte.

Guido
Ti ricorda, signor, nel giudicarlo,
Ch’egli orfano, straniero,
Senza difesa è qui.

Conte
Son cavaliero.
(Partono)

Scena Ottava
Sala di giustizia. Coro d’arcieri, Tamas e Guido.

Coro I
Assassino che il ferro immergesti
In quel cor, che giammai non tradì.
Morir devi, gl’istanti son questi
Che t’avanzan dell’ultimo dì.

Coro II
Il supplizio all’infame s’appresti,
Che da vile quel prode ferì.

Tamas
Sciagurati! cessate…

Guido
Silenzio!
Ecco giunge il signor di Vergy.

Scena Nona
Il Conte e detti.

Conte
È questo, su cui siedo,
Degli avi miei l’ereditato seggio.
A noi die’ Carlo Magno
Di suprema giustizia immune il dritto.
Ora di gran delitto
Giudicare dobbiamo. Il reo s’avanzi.
Infido Saraceno!
Alla mortal contesa, onde uccidesti
Il mio prode scudier, qual fu cagione?

Tamas
L’odio, che per dieci anni
M’arse sepolto in seno.
Odio sai tu che sia
D’un arabo nel cor? Inferno è l’odio
Che dissipato è a stento
Col sangue vil dell’inimico spento.

Conte
Onde di tanta rabbia in te sorgente?

Tamas
Ei mi ferì, mi tolse
E padre, e libertà.

Conte
Né volger d’anni
Così atroce pensiero
Cancellò dalla mente?

Tamas
Arabo io sono e l’ebbi ognor presente.
La vista di quel crudo
Fu supplizio per me. A quell’aspetto
Mi tornava al pensiero
La libertà rapita,
Il padre, e la ferita,
Il luogo dov’io nacqui,
Il deserto, le selve, e pur mi tacqui.
Del suo, del viver mio l’ora suprema
Oggi segnò il destin. Osò l’audace
Provocar l’ira mia, trafitto ei giace.

Conte
Ne’ barbari tuoi modi
Il tuo stesso furor mi fa pietade.
Lascia queste contrade,
Torna ne’ tuoi deserti. Ecco dell’oro.
Parti.
(gli getta una borsa)

Tamas
Partir non posso.

Conte
(sorpreso)
Questi luoghi lasciar che tu detesti
Perché non vuoi?

Tamas
Vuole il destin ch’io resti.

Conte
Che mai qui ti trattiene?

Tamas
Il mio destino.

Conte
Favella.

Tamas
È mio segreto.

Conte
Io l’indovino.
A novella vendetta hai tu serbato
Il pugnal che s’offerse a’ sguardi miei.
Un altro uccider brami.

Tamas
E quel tu sei.

Conte
(s’alza con impeto)
Tigre uscito dal deserto,
D’uman sangue sitibondo,
Tu morrai, ché più non merti
Né clemenza, né pietà.
(agli arcieri)
Strascinate il furibondo
Dove morte, e infamia avrà.

Tamas
Libertà mi diede, e vita
Nell’Arabia, un Dio possente,
Tu mi uccidi, e pria rapita
Mi hai, fellon, la libertà.
La bestemmia del morente
Il tuo nome infamerà.

Conte
Sia quel reo sospeso al laccio.

Tamas
Assassini! A questo braccio…
(prende un ferro da un arciero)

Tutti
Morte!

Tamas
(per uccidersi)
Io libero morrò.

Scena Decima
Damigelle, Gemma e detti.

Damigelle
(uscendo da una porta)
Grazia!

Coro
Morte!

Damigelle
Grazia!

Tamas
No.

Gemma
Vivi.

Conte e Arcieri
Gemma!

Tamas
Ah! sì: vivrò.
(Un suo sguardo, ed un suo detto
Questo braccio disarmò.
Fuggì l’ira dal mio petto,
E l’amor vi ritornò.)

Gemma
(Ciel, da te sia benedetto
Quando a dirgli imprenderò:
Tu riaccendi nel mio petto
Quell’amor che mi giurò.)

Conte
(Ah! di Gemma il mesto aspetto
Sostener com’io potrò!
Cento affetti in un affetto!
Qui la sorte combinò.)

Guido e Coro
Dio di pace, in questo tetto
Dove amore un dì regnò,
Fa’ che torni quell’affetto
Che discordia allontanò!

Gemma
Mio signor, non più mio sposo,
Se la morte a me giurasti,
Una vittima ti basti,
Due svenarne è crudeltà.
Salva Tamas.

Conte
Ei vivrà.

Tamas
(Per me prega l’infelice,
Non per lei.)

Conte
(a Tamas)
Va’, ti perdono.
(a Gemma)
Benché la vita ei più non merti,
Salvo ei sia, giacché il bramasti:
Di sua vita a te fo dono,
E un addio…
(per partire)

Gemma
Se un dì mi amasti,
Se, crudele, or non mi sprezzi,
Deh! mi ascolta.

Conte
E che dir vuoi?

Gemma
Che una sposa oggi tu sprezzi,
E fai onta a’ dritti suoi.

Conte
Fu destino.

Gemma
Hai tu deciso?
Dunque è ver?

Conte
Da te diviso
Mi ha fatal necessità.

Tamas
(Cor di smalto.)

Tutti
Oh, crudeltà!

Gemma
E l’anello coniugale,
E l’altare, e il sì fatale,
E quel nume che invocasti,
Tutto, di’, tutto scordasti?
Tutto?

Conte
Tutto omai finì.

Gemma
Conte! ah! no, non dir così.
(si getta ai piedi del Conte)

Tamas
(Sconoscenza!)

Coro e Guido
(Infausto dì!)

Il Conte la rialza.

Gemma
Di’ ch’io vada in Palestina
Scalza il piede a sciorre un voto;
Non vi è lido sì remoto
Dove Gemma non andrà.
Ah, non far ch’io maledica
Questo sol, per mia sventura,
Che feconda la natura
E che sterile mi fa.

Tamas
(Non si scuote, non si piega,
Come scoglio in mare ei sta.)

Guido e Arcieri
Per la misera, che prega,
Non ha senso, né pietà.

Conte
(Mai non parve agli occhi miei
Così bella ed innocente;
Io calpesto, sconoscente,
L’innocenza e la beltà.)
Basta, o Gemma… ah! ch’io non posso…

Gemma
(gridando con gioia e baciandogli la mano)
Parla… dimmi… ah! sei commosso?
Una lagrima amorosa
Sulla mano mi piombò.

Tutti
Quella lagrima pietosa
Scese, e Gemma trionfò.

Suoni lontani.

Guido
Ma qual suon?

Conte
(per partire)
Ah! la mia sposa.

Tutti
La sua sposa!… Oh, tristo evento,
Che la gioia dissipò!

Gemma
Fui tradita, ah, disleale!
D’ogni dritto insultatore!
Vil spergiuro, il mio furore
Oggi apprendi a paventar!
Nel mio cor dal tuo sprezzato,
La vendetta ha sede e regno,
Dalle furie del mio sdegno
Nessun dio ti può salvar.

Conte
Ma non cangia, o sciagurata,
Vano sdegno, e vil lamento:
Io disprezzo, e non pavento
Il tuo vano minacciar.
Vanne alfin, né sia destata
L’ira ond’io già colmo ho il petto.
Un tuo sguardo, un moto, un detto
La potrebbe suscitar.

Tamas
(Una furia ho nella mente,
Un demonio che mi grida,
Ch’io l’atterri, e l’empio uccida,
Tanto oltraggio a vendicar.
Oh, infelice! I tuoi bei giorni
Fur consunti, fur distrutti:
Avvilita, e in odio a tutti
Solo a me ti puoi fidar.)

Gemma e Cori
Dall’abisso uscì la fiamma:
Fu discordia che l’accese,
Qui scoppiò di rie contese
Nuovo inferno a suscitar.

ATTO SECONDO

Sala come alla Scena Prima dell’Atto Primo.

Scena Prima
Coro di cavalieri e di damigelle che ricevono Ida.

Damigelle
Come luna, che al tramonto
Lascia il cielo in notte oscura,
Gemma usciva, e queste mura
Lasciò al pianto ed al dolor.
Ma tu giungi, e al par del sole
Ne discacci ogni squallor.

Cavalieri
Come sol, che selve e monti
Al suo nascer tutto abbella,
Giungi tu, del sol più bella,
E discacci ogni squallor.

Ida
Mi suonan pianto così mesti accenti.
Cessate, deh! cessate; la mia gioia
Per voi non si confonda
Dell’espulsa infeconda
Col misero destino. Assai per essa
Il cor mi palpitò.

Coro
Vergy s’appressa.

Scena Seconda
Il Conte seguito da cavalieri e detti.

Conte
Ida, diletta sposa! Oh! dimmi ancora
Che al sen ti stringa, e che da te pur oda
Siccome all’amor mio, l’amor risponda
Che a me ti stringe.

Ida
Immensamente io t’amo,
Sin da quel dì che a’ sguardi miei t’offerse
Quel Dio che a te mi lega, e il nostro nodo
Benedirà. Ti vidi ne’ tornei,
In Arles nelle feste, e da quel giorno
Cosa di ciel mi sei. T’amo, sì, t’amo
Quanto un cor mai lo possa.

Conte
(l’abbraccia con affezione)
Alcun riposo
Dal cammin lungo or prendi, e voi fedeli,
(alle damigelle)
Voi la scorgete in più tranquilla stanza.
In breve io ti raggiungo.

Ida
Ah! sì, t’affretta;
Di pace ha d’uopo, e da te il cor l’aspetta.
(Parte con damigelle accompagnata dal Conte)

Conte
Congiunti, cavalier qui senza fasto
All’imeneo novello
Testimoni vi chiesi. Ogni splendore
Fora insulto al dolore
Della reietta.

Scena Terza
Guido e detti.

Conte
Oh, Guido! Ancor qui sei,
Né t’affrettasti?…

Guido
Ingombre eran le vie
D’accorrenti al castello, e stimai quindi
Non esporre al periglio
Del dileggio comun quella infelice:
E se di Gemma ancor parlar qui lice…

Conte
Che chiedi? parla…

Guido
Il pegno di tua fede
Per me ti rende, e lagrimando disse:
Torna al mio sposo, ah! torna
Questo anello nuzial, digli che lieto
Non egli andrà del suo novello Imene:
Che il suon delle mie pene
Come stridor di folgore
Dovunque il seguirà: ch’io l’amo ancora
Come un tempo l’amai, che ancor l’adoro;
Ma che…

Conte
Deh! taci… o qui d’affanno io moro.
Ecco il pegno ch’io le porsi!…
Pegno, o Dio! d’eterna fede!
Io l’infransi… Oh! ria mercede
Al suo fido intenso amor!
Quanti sveglia in me rimorsi
Questo muto accusator!
Deh! per sempre a me tu cela,
Dolce amico, il triste anello;
Luce infausta vien da quello
Al mio sguardo, ed al mio cor,
Qual di face che altrui svela
D’una tomba lo squallor.

Guido
Ti renda Dio propizio
Padre di cara prole,
E in quella prole ai posteri
Il genitor vivrà.

Conte
Questa soave immagine
Calma i miei spirti, e parmi
Veder sereno splendere
Il tempo che verrà.
Se il ciel consente arridermi,
Se padre udrò chiamarmi,
Un giorno di letizia
Il viver mio sarà.

Guido
Gemma infelice! un raggio
Per te vibrava il sole,
Ma di più dense tenebre
S’è ricoperto già.
(Partono tutti)

Scena Quarta
Atrio che mette in un delizioso giardino. Ida e damigelle.

Coro
Vieni, o bella, e ti ristora
Nell’idea de’ tuoi piacer.
Sien più belli dell’aurora
I novelli tuoi pensier.

Ida
A voi grata pur son, dilette amiche.
Sola io chieggo restar; ite per poco.
(Il coro parte)
Dolce l’aura qui spira, ameno è il loco:
Qui del lungo cammino
(siede)
Riposo avrò! Quale del mio destino,
Qual la meta sarà?

Scena Quinta
Gemma esce con precauzione non veduta da Ida.

Gemma
(La mia rivale!)

Ida
(Incerta io son!)

Gemma
(Parla fra sé! Che dice?)

Ida
(Ida, sarai felice?)

Gemma
(Quanto è misera Gemma.)

Ida
(Gli è ver che il Conte m’ama!… )

Gemma
(Ei l’ama? Oh, gelosia!)

Ida
(Ma un’altra amava un dì.)

Gemma
(sospirando)
Pur troppo! Oh Dio!

Ida
Chi è mai? Ah! che vegg’io?

Gemma
Io fui di Gemma ancella.

Ida
(con sorpresa)
Di Gemma?

Gemma
(In Arles… mi ricordo. È quella!)

Ida
(con contegno)
Tra le altre te non vidi.

Gemma
Qui mi ritenne il pianto.

Ida
Questo lugubre ammanto, oggi contrasta
Collo splendor della mia corte.

Gemma
È questa
Convenevole vesta al nero stato
Del dolente mio core.

Ida
Io mal vi reggo:
Se ami la tua signora,
Va’, la raggiungi.

Gemma
(con mistero)
Non è tempo ancora.

Ida
(turbatissima)
Qual mai sospetto, o cielo!
Uscir da queste soglie
A te chi vieta?

Gemma
Di Vergy la moglie.
(Ida per fuggire, Gemma la raggiunge, l’afferra per un braccio, la strascina innanzi con tutta la
rabbia, e dice sotto voce:)
Non fuggir che invano il tenti,
Rea cagion de’ mali miei:
D’Arles tu più non rammenti
Quelle feste e quei tornei?
Né tu ignori, o seduttrice?
Questo è il guardo che ora rende
Te beata, me infelice,
E il mio sposo un traditor.

Ida
(con rabbia)
Quale affronto?

Gemma
A te dovuto.

Ida
(con voce alta)
Io punirti…

Gemma
(con pugnale)
Taci.

Ida
Aiuto!
Conte!

Gemma
Taci.

Ida
Ah!

Gemma
Taci, o ch’io…

Scena Sesta
Conte e detti.

Conte
(con terrore)
Gemma!!!

Gemma
(con fermezza)
Indietro!

Conte
Ferma!!!

Ida
Oh Dio!

Il Conte preso dall’ira snuda la spada per avventarsi a Gemma.

Gemma
Se ti avanzi io qui la uccido.

Conte
Questo ferro…

Gemma
Un passo, un grido
È a lei morte…

Conte
Ah no!!!

Ida
(piangendo)
Pietà!

Conte
Ecco io cedo al tuo comando,
Parla, imponi.

Gemma
A terra il brando.
Conte
(getta la spada)
Questo braccio inerme è già.

Gemma
È dessa in mio potere,
E in questa mano è morte:
Alla ragion del forte
Ciascuno obbedirà.

Conte
Ti ubbidirò, crudele!
Placa lo sdegno intanto:
(indicando Ida)
Disarmi almen quel pianto
Cotanta crudeltà.

Ida
Morte dagli occhi spira…
Se non m’aita il cielo,
Nel sangue mio quell’ira
La cruda spegnerà.

Gemma
Odi me, iniquo.

Conte
Io taccio.

Gemma
L’indissolubil laccio
Sciolto dal ciel dicesti,
Tu libertà mi desti,
E torno a libertà.

Conte
Libera sei.

Gemma
(Spergiuro!)
Altrui la mano e il core
Darò.

Conte
Sì.

Gemma
(Traditore!)
Al mio fratel tu scrivi
Che venga e mi riprenda.

Conte
Sì, scrivo…

Gemma
(O gelosia!)
Mallevador chi fia
Di tue promesse?

Conte
Onore…

Gemma
Mallevador migliore
Nelle mie mani or sta,
Sien chiuse queste porte,
E su costei stia morte
Garante del tuo giuro.
Or esci.

Ida
Ah no…

Conte
Tu… vuoi?

Ida
Morir su gli occhi tuoi,
Ch’io possa almen.

Conte
Me uccidi
Ma lei risparmia!… lei!!!

Gemma
Tanto tu l’ami?

Conte
Ah, Ida!

Gemma
La morte dell’infida,
La morte tua sarà.

Scena Settima
Tamas e detti. Tamas, senza essere veduto, disarma Gemma, Ida abbraccia il Conte.

Gemma
Quella man che disarmasti
Ti die’ vita, o schiavo ingrato;
La tua destra, o sciagurato,
La vendetta or mi rapì.
Nel piacer de’ vostri amplessi
Vi percuota un Dio sdegnato,
Come il ciel d’averti amato
Mi percosse, mi punì.

Tamas
Nel rimorso dell’infido
Forse lieta un dì sarai,
Nella pena esulterai
Di quel vil che ti tradì.
Fuggi, fuggi: omai t’invola!
Vieni, usciam da queste porte,
Qui ove regna infamia e morte,
Fin di luce è muto il dì.

Conte
Oh qual gioia! A queste braccia
Ti ritorna amor pietoso,
Sì, l’amor che del tuo sposo
Vide il pianto, e il prego udì;
Or ti calma, or t’assicura,
Che son tuo, che mia sarai.
Vieni all’ara, è tempo omai
Di punir la rea così.

Ida
Ah! se mio, se tua son io,
Ogni affanno è già svanito.
Ci congiunga il sacro rito
Come amor nostr’alme unì.
(Partono)

Scena Ottava
Sala gotica con finestre. È notte. Lampada nel mezzo. Cavalieri, damigelle, il Conte ed Ida che
scendono al tempio.

Damigelle
D’Ida è pari la beltà
Dell’aprile al più bel dì.

Cavalieri
Cavalier, Francia non ha
Che s’agguagli al gran Vergy.

Tutti
Se l’imene annoderà
Quei due cor che amore unì
Il valore e la beltà
Fian congiunti oggi così.
(Partono)

Scena Nona
Gemma sola esce sospettosa e si ferma sulla porta.

Gemma
Tutto tace d’intorno e sol rischiara
Dalla notturna face un debol raggio
Queste negre pareti.
Per me che divenisti
Castello di Vergy? Ma vien lo schiavo
Che tradir mi poté.

Scena Decima
Tamas e detta.

Tamas
Gemma.

Gemma
(per partire)
(Si eviti.)

Tamas
(Che Gemma m’abborrisca, io no, non merto.)

Gemma
Mal genio del deserto
Che puoi chieder da me?

Tamas
(con mistero)
Gemma, fuggiamo.

Gemma
Fuggir! Dov’è quell’empio?

Tamas
A giurar nuova fede ei mosse al tempio.

Gemma
Al tempio! Ah no, tu menti.

Tamas
Gl’inni al tuo Dio non senti?
(strascinandola al verone)
T’appressa e mira…

Gemma
Tamas tu mentisci.

Tamas
Mira! Dischiuso è il tempio… impallidisci.

Gemma
(colpita)
Non è ver: non è quel tempio
Schiuso a rito nuziale.
Non può a Dio, non può quell’empio
Nuovo giuro profferir.
Ogni sposa al sì fatale
Si vedrebbe inorridir.

Tamas
Che più speri. Il nodo è infranto,
Ardon già novelle tede:
Non d’affanno, non di pianto:
Tempo è questo di fuggir.
Se a te stessa non dai fede
È delirio il tuo martir.

Gemma
Ah! voliamo a rovesciare
Quell’altare.
(per avviarsi)

Tamas
(trattenendola)
Quegli amori
Han per tempio l’universo,
Are ardenti son quei cori…
Chi li spenge? Chi li atterra?

Gemma
Cielo e inferno or mi fan guerra.
Che farai tu, Gemma, intanto?

Tamas
Ora è questa non di pianto,
Questa è l’ora…

Gemma
(disperatissima)
Di morir.
Me tu svena e poi mi lascia
Corpo esangue in queste soglie:
Vegga l’empio e la rea moglie,
Quanto amor s’accolse in me.

Tamas
(amoroso)
Io svenarti? A fuoco lento
Arder pria le man vorrei:
Cento vite avessi e cento,
Mille morti affronterei:
Questo cor tu non conosci,
Se la morte chiedi a me.

Gemma
(disperata)
Qual consiglio!

Tamas
Un solo.

Gemma
E quale?

Tamas
Questo istante è a te fatale:
L’ora è questa…
(come in atto di partire)

Gemma
(inorridita)
Di fuggir?
Sì, fuggiam…

Tamas
Doman.

Gemma
Domani?…
Oh! damani io sarò morta!
Gelosia mi strazia a brani!
Tu m’adduci, tu mi scorta.
Morte son qui le dimore…
Tu non sai che cosa è amore.

Tamas
Io? Deh! Taci…

Gemma
Ah! mai geloso
Tu non fosti?

Tamas
Io? Taci… in petto
Ho l’inferno.

Gemma
Ah! sii pietoso,
Se non parto, se qui resto
Disperata morirò!

Tamas
Taci, parto; lo schiavo fedele
Le tue furie già sente nel seno:
Un ignoto destino crudele
Già governa la mente ed il cor.
Le mie vene tutte arde un veleno,
Tutto avvampo di un nuovo furor.

Gemma
Va’, ti attendo: seguirti s’io nieghi
Tu per forza mi strappa, mi traggi:
Pianti, smanie, comandi, né preghi,
A pietà non ti muovino allor.
Tu m’invola del crudo agli oltraggi,
E, se resto, tu svenami ancor,
(Tamas parte)

Scena Undicesima
Gemma.

Gemma
(sola)
Eccomi sola alfine.
Invan richiamo nel fatal periglio
Le potenze dell’alma a mio consiglio.
Dunque partir dovrò? Ma già cessano
I cantici divini: ora si geme
Sommessa prece, e noi preghiamo insieme.
Da quel tempio fuggite,
Angioli tutti, voi! terra, spalanca
Le voragini tue: questi empi inghiotti,
E l’intero castello, e me con essi.
Ciel, se tu non parteggi
Con chi mi spenge, la mia prece ascolta.
Ahi! che mai dissi! Ah! stolta:
Tronca la rea favella.
La bestemmia sul labbro, o ciel, suggella.

Colpi di cannone annunziano compito il rito nuziale. Gemma resta immobile e s’incrocia le braccia
rassegnata in atto di adorazione.

Ecco, tutto è finito,
Egli più mio non è. Cielo! ove sono!
(rientrando in sé)
Tamas! Ah! sono queste
Le pareti funeste
Dell’odiato castello, oppur le mura
Son del chiostro vicino? Io vaneggiai!…
Una calma succede al furor mio…
Non è più di Vergy, Gemma è di Dio.
Un altare ed una benda
(s’inginocchia)
Fian mia cura insino a morte;
Vivi, o Conte, e lieto renda
Te di prole la consorte:
Vivi, oh vivi! e più di Gemma
Non ti turbi rio pensier.
O giusto Dio! Che sento?
Suono di pianto a me trasporta il vento.
Il Conte!!! O ciel… ritratto
La mia prece infernale!

Scena Dodicesima
Guido, Ida, cavalieri, damigelle, arcieri con fiaccole, e detta.

Guido
Oh, rio misfatto!

Gemma
Vergy! Vergy? Gran Dio!

Guido
Gemma!!!

Ida
Il consorte!…

Gemma
Che avvenne al Conte?

Guido
Morte.

Gemma
M’inghiotti, o terra! Come?

Guido
Ei da Tamas ferito…

Gemma
Ah! traditor… (Dov’è?)

Scena Tredicesima e Ultima
Coro d’arcieri che vogliono arrestare Tamas. Coro di damigelle.

Tamas
(svincolandosi da tutti, getta a terra il pugnale innanzi a Gemma)
Spento è il marito.

Gemma
Ah vil! Ah, scellerato!
Chi te sedusse?

Tamas
Il tuo,
Il mio furor.

Gemma
Spietato!

Tamas
Altro poter più forte…
Amor per Gemma.

Tutti
Amore?

Gemma
Oh infame!

Arcieri
Morte!

Tamas
Deciso è il mio destino:
Ti vendicai, morrò.
(si svena)

Tutti
Ah! quale orrore! Il cielo
Così si vendicò.

Gemma
Chi mi accusa, chi mi grida
Moglie infame, parricida?…
Non è ver, sono innocente,
L’adorai, l’adoro ancor,
Di quel sangue, ah! non son rea,
Io fuggir, morir volea,
Ma di me fu più possente
Il destin persecutor.
Deh! mi salva, o ciel clemente,
Disperato è il mio dolor.

Coro
Al castel della sciagura
Nieghi il sole il suo splendor.
Ah! ricuopra queste mura
Notte eterna, eterno orrore.

FINE

ACT I

A Gothic hall with loggias, from which the castle drawbridge is visible and in the distance a temple
at the ancient castle.

Scene I
Chorus of archers, Tamas seated on a tiger skin, then Guido

Guido
What warrior on a brown steed
Has crossed the drawbridge with ominous sound?

Chorus
It was Roland, an archer told us,
Returned from holy Avignon.

Guido
The fate of poor Gemma
Now rest upon a word, written or spoken.

Chorus
He is coming. He is already mounting the steps.

Guido
Perhaps a storm is about to break.

Scene II
Rolando and the above

Rolando
Guido!

Guido
Well?

Roland
My mission is accomplished.

Guido
Gemma!

Roland
Gemma has a husband no more.

All
Oh, misfortune!

Roland
(handing letters to Guido)
You announce to her
The will of the prince.

Guido
Painful duty!
This sacred august seal
Of one who opens the gates of heaven,
Brings grief to all and to Gemma
Eternal pain and perhaps death.
Ah! Who does not weep with grief
At such a tragedy.
Rejected within these walls
She will be sent away from her lord.
Forlorn in the chamber
That pitying heaven opens to her grief
Will she languish
Like a flower plucked from its stem.
May the tempest of hatred
Never find welcome in her heart,
How terrible, how tragic
Is an offense against love.

Chorus
Come, Roland, and tell us
Of the high exploits of the heroes:
The battles and valor
Of the French and the English.

Roland
I seen things that my tongue
Is not able to repeat to you.
The wrath of the French is boiling:
But neither sword nor pike
Stays the raging Briton,
Bringer of every injury.
Only the maid of Orleans
Blocks his fury.

Chorus
What a marvel! A maiden
Blocks his fury?
Tell us, say how she
Has achieved such honor!

Roland
She is the will, the sword, the leader
Through cities and fortresses;
She brings slaughter and death to the English:
She is a comet that scourges
With its grim splendor.
She is the star of the French.
An immense shield and defender.

Chorus
Long live the Maid of Orleans,
Our hope and our love.

Guido
Let us all pray
For Gemma . . .

Chorus
Ah! Yes, let us pray.

Rolando
(to Tamas)
Get up, infidel.

Tamas
What do you want?

Rolando
You must pray with us!

Tamas
(rising in fury)
Do you pray? Why?
So that Gemma suffer gladly
The infamous shame of divorce?
And to what god’s heart, to what prophet’s
Can her prayers rise?
You could do that, if the cry
Of vengeance were heard,
If dishonor to the villain
who rejected her would endure.

Roland
Stifle those vile words,
Or you are dead, traitor.
(seizes his dagger)

Tamas
Go ahead, slay me. What is stopping you?
Death is a blessing against that evil
That you have done me, death that can end
the pangs of many years.

Chorus
Infidel! Go! Go!

Cabaletta

Chorus
May angered heaven not listen
To the blasphemy of the madman!
Beware! Lest the powerful thunderbolt
Will fall upon that head.

Tamas
You took me from a blazing sun,
Etc.

Tamas
The day will come when the Saracen
Shall be amply avenged.
(But the love that burns in my breast
No man shall destroy.)

Chorus
Death, death to the Saracen.
To let him live is cruelty.

Rolando
Guido, let me avenge
The outrage to our Lord.

Tamas
Get back, villains!

Roland
If you say
Another word . . .

Tamas
Back, or I’ll . . .

Rolando
Villain!

Guido
Stay. God will punish him!

Scene III

Gemma and the above. As Gemma arrives, everyone stops witih bowed heads. Tamas with arms
crossed in the oriental fashion in an attitude of greatest respect. Gemma regards all with dignity.

Gemma
(seeing Roland’s dagger)
New quarrels! . . . Oh, heaven!
A dagger drawn!

Roland
I was instructing the Saracen
To sharpen it.

Gemma
(disingenuously)
I understand completely:
Put away that dagger.

Roland
(throwing it at the feet of Tamas)
Infidel, pick it up,
Hone it, do you understand me?

Tamas
Just leave
That task to me.

Gemma
The absence of my husband
Has made you too bold. Let there be peace for once
Among you! Guido, ah! You do not know
How much terror I feel
At the name of war. Alas! Such bitter words
Make me tremble (so much it disturbs me!)
And in the darkness I toss in my sleep.

[Cavatina-Aria 1]

A voice about my heart
For days now has been screaming war!
Flee, Gemma, from the place
Where peace once reigned.
This cry tears my heart,
So that I cnnot weep.

Chorus
(Aside)
Just as a bird in the forest
Foresees the storm,
With this cry, misfortune spoke
to the poor woman.

Gemma
This voice like
Tumultous howling waves
Ah! has roused me terrified
Many nights from sleep.
He deserts me! And, heavens,
I, so unfortunate, don’t know what to think.

[Tempo di mezzo]

Chorus
Misfortune revealed the evil truth
To your foreseeing heart.

Tamas
Did no dream foretell
That today your lord would return?

Gemma
Is the count returning?

Tamas
Yes.

Chorus
Here is Roland
The bearer of such news.

Gemma
My husband! He is returning!
Rolando.

Rolando
Yes.

Chorus
He returns today.

Gemma
He returns. Today. My husband.

[Cavatina–Aria 2]

He returns! Oh, joyous moment,
I shall see my husband again!
I shall clasp my hero, my lover,
My darling to my breast.
He will tell me of his trophies
I shall speak to him of love;
My tears in our embraces
I shall mix with joy.

Chorus
Fate has forever turned
The beautiful days to evil days.
This joy for her
Has been but passing flash.

Gemma
He returns! Oh, joyous moment,
Etc.

[Tempo di mezzo–Scena]
Go, everyone celebrate
The arrival of my husband.

All leave, Guido remains at the back of the stage

Guido, why do you stay behind
Like a man turning a dark
And terrible thought in his mind? Speak.

Guido
Must I?

Gemma
You must. Ah, Guido! Tell me, was my husband
Perhaps wounded in battle?

Guido
No, but you no longer have . . . you have no husband.

Gemma
Oh! What are you saying? Who could break
The sacred knot besides death?
Heaven has bound it.

Guido
(presenting the act of divorce)
And heaven has unbound it.

Gemma
A divorce? What have I read! I burn and freeze!

[Cabaletta Duet]

Divorced? Oh woe is me!
Divorce me? Of what am I guilty?
What fault could be imputed to me?
What offense have I done him?
Tell me, o Guido, that I am raving,
Or that I am dying of grief.

Guido
He does not hate you; your only fault
Is only the infertile marriage bed:
Fate, ah! blame only fate,
That has my lord brought to this pass.
The count wishes to give to the world
A successor to his line.

[Scena]

Gemma
And whatever will become of me?

Guido
You are destined for the cloister.

Gemma
Ah! So that Gemma will die
Devoid of hope in a convent.

Guido
No, so that she will live for holy heaven
Joyful days in God.

[Duet]

Gemma
Merciful God! Ah! Well you know
How much I loved him who knows me not!
He was the thought of my mind,
The sighing of my heart.

Guido
I weep for you; and what heart is there
That does not weep for an innocent?
Turn your heart and your mind to heaven,
There you will find a comforting God.

[Scena]

Gemma
And the Count, my husbant?

Guido
You must forget him.

Gemma
Can I?
Forget such a great love?

Guido
You simply must.

Gemma
Who changes a heart?

Guido
God.

Gemma
Let him change me, and I shall obey!

Guido
As for the other, the count . . .

Gemma
(furiously)
The other! . . . Oh, no!

Military music is heard announcing the arrival of the Count.

Guido
It is true. He arrives

Gemma
I shall go to him.

Guido
You are not permitted to.

Gemma
(pleading)
What! You deny me but a single embrace?

Guido
You must flee him . . .

Gemma
Ah! Cruelty.

[Duet and stretta]

Why does the count drive me away? Why?
Repudiate me, humiliate me so?
Oh, the cruel reward of love!
I have lost everything.
If the ingrate asks for me
Tell the ingrate that Gemma is dead.

Guido
God, console this heart that has lost everything,
Soothe her on such a day:
He who asks mercy of you
Never goes away disappointed.

Gemma
Why does the count drive me away? Why?
Repudiate me, humiliate me so?
Etc.

Guido
God, console this heart that has lost everything,
Soothe her on such a day:
Etc.

Exeunt

Scene IV
Tamas with a bloody dagger

Tamas
( Addressing the hand that holds the dagger)
You delivered the blow straight to the target. I wounded him
There where he struck me. In my fury
I plunged it into his heart up to the hilt.
(Places the dagger on the table)
Gemma! Who alone
Are the light of my eyes,
Fate has reserved for you same at the hands of your lord
And for me death.

Sounds announcing the arrival of the Count are heard

The tyrant arrives, O Gemma;
Flee, come together with me;
Let us depart, you from the castle, and I from life.

Exit

Scene V
Chorus of Archers

Chorus
Praise to the doughty warrior, and the honor
To the unvanquished champion of King Charles,
The lord of the hundred castles,
Who has punished British arrogance.
A storm cloud from frigid Albion came,
Eclipsing the star of France;
But the lord of the hundred castles
Took to the battlefield and that cloud evaporated.

Scene VI
The Count and the above

Count
A dagger here! Who is responsible
For this sign of guilty vengeance?
My return may be to my woe,
Ah! Perhaps it was intended for me.
(taking it)
Blood! Has Gemma stabbed herself?
(horrified)
Guido! Has he too abandoned me?
(drops into a chair)
Ah! A cry resounds in my heart
Accusing me, saying
The unfortunate woman has perished,
And her husband has slain her.
Help me in my grief, O Guido . . .
Guido, he too has abandoned me.

Chorus
We come to meet you,
Guido alone can know it.

Scene VII
Guido and the above

Count
Guido! I tremble! This blood?
Say, is Gemma dead?

Guido
(coldly)
No.

All
(with joy)
No?

Count
Ah! The life that had fled
Has returned to my breast.

Chorus
Ah! The life that had fled
Has returned to his breast.

Count
Then whose is this?

Guido
(sadly)
Rolando’s.

Count
Who has killed him? How? When?

Guido
Tamas, he said, and then expired.

Count
Let him not escape. Let the gates
Of the castle be guarded:
Drag the murderer
In chains before his lord.
What omens of horror
At my impending wedding!

Chorus
Death hangs over the head of the felon,
May it be sacred to your fury.
Let the traitor slave
Be dragged forth in chains.

Count
I see a fatal presentiment
Written in this blood:
The anquish of remorse
Chills my breast.
I have pierced Gemma to the heart,
And heaven punishes me for it.

Chorus
Grave and extreme was the crime,
And extreme penalty will the villain suffer.

Count
Let Roland have a tomb. Oh, my faithful
Heroic squire! Speak to me, Guido,
What did the unfortunate woman do?

Exeunt the archers

Guido
What could the ill-fated
Woman do?

Count
Tell me, did she weep
On leaving these walls?

Guido
She has remained here yet.

Count
(terrified)
The first consort and the new wife
Together in these halls?
(indignant)
Is this how you obeyed my command?

Guido
Rolando arrived among us
Only this day.

Count
Ah! See that this unhappy and dangerous
Woman depart at once.
I expect the other one very soon . . .

Guido
Another wife?
Forgive me, and tell me, who will absolve you
From punishing remorse?

Count
A thousand reasons
And the infertile union,
The need for an heir, the express
Will of the king.

Guido
Add to that, and stay if you can
Your heart from failing,
Another stronger reason.

Count
And what is that?

Guido
Love.

Count
Oh, come! See that she departs, and let her not know
The fate of her faithful slave.

Guido
Remember, my lord, in judging him
That he is here an orphan, a foreigner,
Without defense.

Count
I am a nobleman.

Exeunt

Scene VIII
A hall of judgment
Chorus of archers, Tamas and Guido

Chorus I
Assassin who planted the blade
In that heart that was never unfaithful,
You must die. These are the moments
That advance you to judgment day.

Chorus II
Let the evil one be put to torture,
Who maliciously slew that hero.

Tamas
Villains! Cease . . .

Guido
Silence!
Behold the lord of Vergy arrives.

Scene IX
The Count and the above

Count
This upon which I sit
Is the hereditary seat of my ancestors.
Charlemagne granted us
The right to administer supreme justice.
Now we must judge
A great crime. Let the accused step forward.
Infidel Saracen!
What was the cause of the mortal contest
In which you slew my brave squire?

Tamas
Hatred, which has smoldered buried
In my breast for ten years.
Do you know what hatred there is
In the heart of an Arab? It is infernal hate
That is hardly washed away
By the vile blood shed of an enemy.

Count
Whence arises so much rage within you?

Tamas
He wounded me, robbed me
Of my father and my freedom.

Count
And did the passage of years
Not cancel such wicked thought
From your mind?

Tamas
I am an Arab, and I have it still present.
The sight of that brute
Was torture to me. At that
My mind returned
To my stolen liberty,
My father,and the wound,
The place where I was born,
The desert, the forests, and yet I was silent.
Today destiny signaled
The supreme hour of my life and his. The reckless one
Dared to provoke my wrath, and he lies slain.

Count
Your fury in your barbarous speech
Itself makes me pity you.
Leave these lands,
Return to you deserts. Here, some gold.
Go.
(he throws him a purse)

Tamas
I cannot leave.

Count
(surprised)
Why do you not wish
To leave these places that you detest?

Tamas
It is the will of fate that I stay.

Count
What could be keeping you here?

Tamas
My fate.

Count
Explain.

Tamas
It is my secret.

Count
I can guess it.
You have kept the dagger that I have seen
For a new vengeance.
You wish to murder another.

Tamas
And you are that one.

Count
(rises violently)
Tiger come from the desert,
Thirsty for human blood,
You will die, no longer deserving
Of mercy or pity.
(to the archers)
Take this madman away
To where he will have death and infamy.

Tamas
A powerful God gave me in Arabia
Freedom and life.
You kill me, felon, after having taken my freedom.
A dying man’s curse
Will besmirch your name.

Count
Let that criminal be hanged.

Tamas
Murderers! With this arm . . .
(snatches a sword from an archer)

All
Death!

Tamas
(about to kill himself)
I shall die free.

Scene X
Ladies, Gemma and the above

Ladies
(entering from a door)
Mercy!

Chorus
Death!

Ladies
Mercy!

Tamas
No.

Gemma
Live.

Count and archers
Gemma!

Tamas
Ah! Yes: I shall live.
(One glance of hers and one word
Have disarmed this hand.
Anger has fled from my heart,
And love returned.)

Gemma
(Heaven, let him be blessed
When I undertake to speak to him:
You rekindle in my heart
That love that he swore to me.)

Count
(Ah! How can I bear
Gemma’s mournful aspect!
Fate has combined
A hundred feelings into one!)

Guido and Chorus
God of peace, in this house
Where love once reigned,
Let that affection return
That banished discord!

Gemma
My lord, no longer my husband,
If you swore death to me,
Let one victim suffice you,
To slay two is cruelty.
Save Tamas.

Count
He shall live.

Tamas
(The unhappy woman pleads for me,
Not for herself.)

Count
(to Tamas)
Go, I pardon you.
(to Gemma)
Although he no longer deserves lilfe,
Let him be saved, since you wish it:
I make you a gift of his life,
And a farewell
(about to depart)

Gemma
If you loved me once,
If, cruel one, you do not despise me now,
Oh! Listen to me.

Count
What would you say?

Gemma
That today you despise a wife,
And make you rights shameful.

Count
It was fate.

Gemma
Have you decided?
So it is true?

Count
Fatal necessity
Has divided me from you.

Tamas
(Heart of stone.)

All
Oh, cruelty!

Gemma
And the nuptial ring,
Andthe altar, and the fatal Yes,
And that God whom you invoked,
All, say it, you have forgotten all?
All?

Count
All has finished now.

Gemma
Count! Ah! No, speak not so.
(throws herself at the Count’s feet)

Tamas
(What ignorance!)

Chorus and Guido
(O fatal day!)

The Count rises.

Gemma
Tell me to go to Palestine
Barefoot to fulfill a vow;
There is no shore so distant
To which Gemma will not go.
Ah, do not make me curse,
For my misfortune, this land
That makes nature fertile
And makes me sterile.

Tamas
(He doesn’t waver, does not bend,
Like a rock in the ocean he stands.)

Guido and the Archers
For the poor woman who pleads
He has no feeling, no pity.

Count
(Never to my eyes did she appear
So fair and innocent;
I trample, unknowingly,
Upon innocence and beauty.)
Enough, O Gemma . . . ah! I cannot . . .

Gemma
(crying out with joy and kissing his hand)
Speak . . . tell me . . . ah! Are you moved?
A loving tear
Has fallen on my hand.

All
That merciful tear
Has fallen, and Gemma has triumphed.

Distant sounds.

Guido
What sound is that?

Count
(leaving)
Ah! My wife.

All
His wife! O sad event
That drives out joy.

Gemma
I have been betrayed, ah, faithless one!
Offender against all justice!
Vile perjurer, today you will learn
To fear my fury!
In my heart spurned by your own,
Vengeance now reigns.
No god can save you
From the furies of my anger.

Count
Empty anger and vile lamentation
Do not change, O luckless woman:
I disdain and do not fear
Your vain menacings.
So get you hence, and do not rouse
The anger with which my heart is now filled.
One look of yours, one gesture, one word
Could stir it.

Tamas
(I have such a fury in my mind
A demon who cries to me,
To strike him down and slay the impious one,
To avenge such an outrage.
Oh, unhappy woman! Your lovely days
Are at an end, all destroyed:
Debased and despised by all
You can have faith in me alone.)

Gemma and Chorus
The flame has risen from the abyss:
It was discord that kindled it,
Here it burst forth from shameful quarrels
To stir a new inferno.

ACT II
A hall as in Act I Scene I

Scene I
Chorus of knights and ladies receiving Ida

Ladies
Like the moon, which in its ascent
Leaves the heavens in dark night,
Gemma departs, and left these walls
To mourning and grief.
But you arrive, and like the sun
Drive off all misery.

Knights
Like the sun, which in its birth
Beautifies the woods and mountains,
You arrive, fairer than the sun,
And drive off all misery.

Ida
These mournful words sound like pain to me.
Cease, oh, cease; let not
My joy for you be mixed
With the rejected infertile one
With her wretched fate. My heart
Beat much for her.

Chorus
Vergy approaches.

Scene II
The Count followed by knights, and the above

Count
Ida, beloved spouse! Oh! Tell me again
To press you to my heart, and let me hear
Love from you respond, like unto my love,
That clasps you to me.

Ida
Immensely I love you,
From the very day that God who now binds me to you
Offered you to my sight, and blessed
Our union. I saw you in the tourneys,
In Arles at the feasts, and from that day
You were something from heaven to me. I love you, yes, I love you
As much as a heart ever could.

Count
(embraces here with affection)
Now take
Some rest from the long journey, and you her friends,
(to the ladies)
You see her to a quieter chamber.
I shall rejoin you presently.

Ida
Ah! Yes, hurry;
We need peace, and my heart awaits it from you.

Exit with ladies, accompanied by the Count.

Count
My kinsmen, knights, I have asked you
Here as witnesses to the new nuptials
Without pomp. Any splendor
Would be an insult to the sorrow
Of her whom I have divorced.

Scene III
Guido and the above

Count
Oh, Guido! Are you still here,
You have not made haste?

Guido
The roads were crowded
With folk coming to the castle, so I thought it best
Not to expose that unhappy woman
To the danger of public derision:
And if it is still permitted to speak of Gemma . . .

Count
What do you wish? Speak . . .

Guido
The pledge of your faith
She returns to you through me, and said:
“Return to my husband, ah! Return
This wedding ring, tell him that he shall not go
Gaily to his new nuptials:
That the sound of my pain
Will follow him everywhere
Like a blast of thunder: That I still love him
As once I did, that I still adore him;
But that . . .

Count
Oh! Hush . . . or I shall die here of anguish.
Here is the pledge I proffered to her!
A pledge, O God, of eternal faith!
I have broken it . . . Oh! Shameful reward
For her ardent faithful love!
What remorse this silent accuser
Engenders in me!
Oh! Dear friend, hide this sad ring
From me forever;
It emits a ghastly light
To my eyes and my heart,
Like a torch that veils
The foulness of a tomb from others.

Guido
May a bountiful God make you
Father of loving offspring,
And in that offspring will the father
Live for posterity.

Count
This sweet image
Calms my spirits, and I seem
To see the time to come
Glow with peace.
If heaven consents to smile upon me
If I shall hear myself called father,
My life will know
A day of gladness.

Guido
Poor Gemma! The sun sent forth
A ray to her,
But it has now been obscured
By denser shadows.

Exeunt omnes.

Scene IV
Ida and ladies

Chorus
Come, our beauty, and refresh yourself
In imagining your pleasures.
May your new thoughts
Be fairer than the dawn.

Ida
I am only grateful to you, dear friends.
I wish to remain alone; go for a little.

The Chorus leaves.

Sweet is the breeze that wafts, pleasant the place:
Her I shall find repose
(sits)
From the long journey! What of my fate,
What end will there be?

Scene V
Gemma enters cautiously, unseen by Ida.

Gemma
(My rival!)

Ida
(I am uneasy!)

Gemma
(She is talking to herself! What is she saying?)

Ida
(Ida, will you be happy?)

Gemma
(As much as Gemma is miserable.)

Ida
(True it is that the Count loves me!)

Gemma
(He loves her? Oh, jealousy!)

Ida
(But once he loved another.)

Gemma
(sighing)
Unfortunately! Oh, God!

Ida
Who is that? Ah! What do I see?

Gemma
I was lady-in-waiting to Gemma.

Ida
(surprised)
To Gemma?

Gemma
(In Arles . . . I remember. It is she!)

Ida
(suspiciously)
I did not see you among the others.

Gemma
Weeping kept me here.

Ida
This sober attire, contrasts today
With the splendor of my court.

Gemma
This is
Fitting dress for the black state
Of my suffering heart.
?
Ida
I can hardly control you:
If you love your mistress,
Go, join her.

Gemma
(mysteriously)
It is not yet time.

Ida
(very perturbed)
What a suspicion, O heaven!
Who prevents you from
Leaving these halls?

Gemma
The wife of Vergy.
(Ida starts to flee, Gemma goes to her, takes her by the arm, drags her forward in a rage, and
whispers)
Do not flee for it is useless,
You cause of my miseries.
Do you not remember
The feasts and tournaments at Arles?
And do you not know, you seductress,
This is the look that now makes
You blessed, me miserable,
And my husband a traitor.

Ida
(angered)
What is this insult?

Gemma
You deserve it.

Ida
(loudly)
I can punish . . .

Gemma
(with a dagger)
Quiet.

Ida
Help!
Count!

Gemma
Be quiet.

Ida
Ah!

Gemma
Quiet, or I’ll . . .

Scene VI
The Count and the above

Count
(terrified)
Gemma!

Gemma
(resolutely)
Stand back!

Count
Halt!

Ida
Oh, God!

Seized with anger, the Count draws his sword to rush at Gemma.

Gemma
If you come nearer I shall kill her.

Count
That weapon . . .

Gemma
One step, one cry,
Is death to her . . .

Count
Ah no!

Ida
(weeping)
Mercy!

Count
Look, I yield to your command,
Speak, demand.

Gemma
Lay down your sword.

Count
(throws down the sword)
This arm is now weaponless.

Gemma
And this one is in my power,
And in this hand is death:
Everyone obeys
The argument of force.

Count
I will obey you, cruel woman!
Just calm your ire:
(pointing to Ida)
Let at least this pleading
Disarm such cruelty.

Ida
Death radiates from her eyes . . .
If heaven help me not,
The bitch will slake
Her ire in my blood.

Gemma
Listen to me, villain.

Count
I will be silent.

Gemma
The insoluble bond
You have said is loosed by heaven,
You have given me freedom,
And I am free again.

Count
You are free.

Gemma
(Perjurer!)
I shall give my hand and heart
To another.

Count
Yes.

Gemma
(Traitor!)
You wrote to my brother
To come and collect me.

Count
Yes, I wrote . . .

Gemma
(O jealousy!)
Who would be guarantor
Of your promises?

Count
Honor . . .

Gemma
A better guarantor
Is now in my hands,
Let these doors be closed,
And let death to her stand
Surety of you oath.
Now depart.

Ida
Ah no . . .

Count
You . . . want?

Ida
That I could at least
Die before your eyes,

Count
Kill me
But spare her! Her!

Gemma
You love her so much?

Count
Ah, Ida!

Gemma
The death of the faithless woman
Shall be your death.

Scene VII
Tamas and the above. Tamas, unseen, disarms Gemma, Ida embraces the Count.

Gemma
That hand that disarmed me
Gives you life, O ungrateful slave;
Your right hand, scoundrel,
Has robbed me of my vengeance.
In the pleasure of your embraces
May a scorned God strike you down,
Just as heaven strikes me down, punishes me
For having loved you.

Tamas
In the remorse of the infidel
Perhaps you will one day be gald,
You will exult over the suffering
Of that villain who betrayed you.
Flee, flee, betake yourself hence!
Come, let us leave these gates,
Here where infamy and death reign,
Until the day has turned to light.

Count
Oh, what joy! Merciful love
Has returned you to these arms,
Yes, love that saw the plaint
Of your husband, and heard the prayer;
Now soothes you, now reassures you,
That I am yours, that you are will be mine.
Come to the altar, it is now time
So to punish the guilty one.

Ida
Ah! If mine, if I am yours,
Every anxiety has now vanished.
Here the holy rite will join us
A love has united our souls.

Exeunt.

Scene VIII
A Gothic hall with windows. It is night. A lamp in the center.
Knights, ladies, the Count and Ida descending to the temple.

Ladies
The beauty of Ida equals
The fairest day of April

Knights
Sir knight, France has no one
The equal of the great Vergy.

All
If Hymen binds
These two hearts that love has united
Let valor and beauty
So be joined.

Exeunt

Scene IX
Gemma enters alone, suspicious, and stops at the door.

Gemma
All about is silent, and only a feeble ray
Of the nocturnal torch illumines
These black walls.
For me what has become
Of the Castle of Vergy? But the slave comes
Who could betray me.

Scene X
Tamas and Gemma

Tamas
Gemma.

Gemma
(leaving)
(Let him not see me.)

Tamas
(That Gemma abhors me, no, I don’t deserve it.)

Gemma
Evil genie of the dessert
What can you want of me?

Tamas
(mysteriously)
Gemma, let us flee.

Gemma
Flee! Where is that traitor?

Tamas
He has gone to the temple to swear new fidelity.

Gemma
To the temple! Ah no, you lie.

Tamas
Do you not hear the hymns to your God?
(pulling her to the balcony)
Come and see . . .

Gemma
Tamas, you are lying.

Tamas
Look! The temple is opened . . . you grow pale.

Gemma
(struck dumb)
It is not true: this temple is not open
To the nuptial rite.
This impious man cannot, to God,
Cannot swear a new oath.
Any wife would see herself
Horrified at that fatal “yes.”

Tamas
What more hope is there. The knot is undone,
New bridal torches burn:
It is time now for fleeing,
Not for pangs, not for weeping.
If you do not put faith in yourself
Your torment is delirium.

Gemma
Ah! We want to throw
That altar over
(starting to go)

Tamas
(restraining her)
Those loves
Have the universe for a temple,
Those hearts are burning altars . . .
Who can extinguish them! Who tear them down?

Gemma
Heaven and hell now make war on me.
What will you do now, Gemma?

Tamas
Now is not the time for weeping
This is the time . . .

Gemma
(desperately)
To die.
You slay me and the leave me
A lifeless body in these halls:
Let the traitor and his guilty consort see
How much love resides in me.

Tamas
(amorously)
I slay you? I should rather wish
My hands to burn in a slow fire:
Had I hundred lives and a hundred,
A thousand deaths would I face:
You do no know this heart
If you ask death from me.

Gemma
(desperate)
What counsel, then!

Tamas
Only one.

Gemma
And that is?

Tamas
This moment is fatal to you:
This is the time . . .
(as if to leave)

Gemma
(horrified)
To flee?
Yes, let us flee . . .

Tamas
Tomorrow.

Gemma
Tomorrow?
Oh! Tomorrow I shall be dead!
Jealousy is tearing me to shreds!
Lead me, escort me.
To delay here is death . . .
You know not what love is.

Tamas
I? Oh! Hush . . .

Gemma
Ah! Have you never
Been jealous?

Tamas
I! Hush . . . in my breast
Burns an inferno.

Gemma
Ah! Be merciful,
If I do not depart, if I remain here
I shall die of despair!

Tamas
Hush, I depart; the faithful slave
Does feel your furies in his breast:
An unknown cruel destiny
Now controls your mind and heart.
A poison burns in all my veins,
All blazes with a new fury.

Gemma
Go, I await you: if I refuse to follow you,
Compel me, drag me by force:
Let not then sobbing, fits of raving, commands or prayers
Move you to pity.
Bear me away from the brute to other outrages,
And if I remain, than still kill me.

Exit Tamas

Scene XI
Gemma

Gemma
(alone)
Here am I alone at last.
Vainly I called upon the powers of the soul
To counsel me in this mortal danger.
Then must I depart? But the sacred canaticles
Have already ended: now whispered prayers
Are uttered, and we pray together.
Flee from that temple,
Angels all, you, earth, open wide
Your chasms: swallow up these impious ones,
And the whole castle, and me with them.
Heaven, if you do not favor
Those who crush me, hear my prayer.
Ah! What have I said! Ah! Fool:
Cease this guilty talk.
Seal, O heaven, the blasphemy on my lips,

Cannon shots announcing the completion of the marriage rite. Gemma remains motionless and
crosses her arms, resigned in an attitude of adoration.

There it is, all ended,
He is mine no longer. Heaven! Where am I!
(recovering)
Tamas! Ah! Are these
The fatal walls
Of the hated castle, or else the walls
Of the nearby cloister? I am raving!
A calm has descended on my wrath . . .
No longer of Vergy, Gemma is of God.
An altar and a cassock
(kneels)
Will be my lot until I die;
Live, O Count, and make glad
Your consort with progeny:
Live, oh live! And let not guilty thoughts
Of Gemma disturb you.
O just God! What do I hear?
The wind carries the sound of weeping to me.
The Count!! O heaven . . . I retract
My infernal prayer!

Scene XII
Guido, Ida, Knights, ladies, archers with torches, and Gemma
Guido
Oh, terrible misdeed!

Gemma
Vergy! Vergy? Great God!

Guido
Gemma!

Ida
My husband!

Gemma
What has happened to the Count?

Guido
Dead.

Gemma
O earth, swallow me! How?

Guido
Stabbed by Tamas . . .

Gemma
Ah! Traitor . . . (Where is he?)

Scene XIII, the Last
Chorus of archers seeking to arrest Tamas. Chorus of ladies.

Tamas
(freeing himself from all, throws his dagger to the ground in front of Gemma)
Your husband is dead.

Gemma
Ah, evil one! Ah, felon!
Who beguiled you?

Tamas
Your and my
Fury.

Gemma
Murderer!

Tamas
Another stronger power . . .
Love for Gemma.

Tutti
Love?

Gemma
Oh infamy!

Archers
Death!

Tamas
My fate is sealed:
I have avenged you, I shall die.
(stabs himself)

All
Ah! What horror! Heaven
Has thus been avanged.

Gemma
Who accuses me, who cries
“Wicked wife,” “parricide”?
It is not true, I am innocent,
I loved him, I love him still,
I am not guilty of his blood.
I wished to flee, to die,
But relentless fate was
Stronger than I.
Oh! Save me, O merciful heaven,
My grief is hopeless.

Chorus
Let the sun deny its splendor
To the castle of tragedy.
Ah! Let these walls be shrouded
In eternal night, eternal horror.

THE END

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