Rosmonda d’Inghilterra (1834)

The More I learn, the Less I Know

Rosmonda d’Inghilterra (1834)

Rosamund of England
Music drama in two acts
Libretto by Felice Romani

[ Rosamund Clifford, or “Fair Rosamund” (1150-c 1176), was Henry II’s mistress, acknowledged officially in 1174, though the relationship may have dated back to 1166. She is presumed to have been the daughter of Gautier Fitz Richard, who took the name Walter de Clifford from the name of his fief, Clifford Castle, on the Wye in Herefordshire. According to legend, Henry used a complicated maze at Woodstock in Oxfordshire to hide his liaison from Eleanor of Aquitaine. Eleanor nonetheless learned of the affair, found out the hiding place, surprised Rosamund there and forced her to chose between poison and a dagger. Although in Romani’s scenario she is stabbed, legend maintains she chose poison. The actual location of the trysting place may have been on the site of Blenheim Palace, adjacent to Woodstock. Rosamund is also associated with Frampton in Gloucestershire, also a fief of Clifford.]


The Opera Rara audio recording with Renée Fleming and Bruce Ford

CAST OF CHARACTERS

Rosamonda (Rosamund Clifford), mistress of Henry and daughter of Clifford Soprano
Leonora (Eleonor di Guyenne), wife of Henry Mezzo-Soprano
Enrico II (Henry II), king of England Tenor
Arturo (Arthur), young page of Henry Contralto
Clifford, former regent of the king Bass
Officials, counselors, courtiers, pates, soldiers, citizens of Woodstock of both sexes.

The action takes place in English in the Castle of Woodstock and the Tower of Rosamond
The time is the 12th Century.

ATTO PRIMO

Parco del castello di Woodstock il quale vedesi in distanza fra le querce, e i platani da cui è circondato. Tutto d’intorno giardini, e boschetti. Si sente suono di trombe in distanza.

Scena Prima
Terrazzani di Woodstock che accorrono da ogni parte.

Donne
Non udiste? Un suon di tube
Echeggiò di colle in colle.

Uomini
Polverio sembiante a nube
Via pei campi al ciel si estolle:
Sventolò, brillò da lunge
Il cimier del nostro re.

Tutti
Accorriamo: egli è che giunge…
Il re nostro… Viva il re.
Giù pe’ clivi, per le aiole,
Pei giardin, pei prati aperti
Sì cogliam, spargiam viole,
Ne tessiam ghirlande, e serti…
Ne spargiamo a mani piene
Il sentiero al regio piè.
Accorriamo, ei viene, ei viene…
Viva Enrico! viva il re.
(il popolo va incontro al re)

Scena Seconda
Leonora ed Arturo.

Arturo
Dove inoltri?

Leonora
Che paventi?
Ti difende Leonora.

Arturo
Odi…

Leonora
Invan sopir tu tenti
Il furor che mi divora,
Io vedrò la mia rivale…
L’infedel sorprenderò.

Arturo
(Ciel! Qual mai poter fatale
Il segreto a me strappò!)

Leonora
E in oblìo così ponesti
Mia pietà, garzone ingrato?

Arturo
Ah! non mai… tu m’accogliesti
Orfanello abbandonato;
Io per te…

Leonora
Per me ti lice
Vagheggiar destin felice,
Posseder un ben che tolto
Senza me ti fora ognora.

Arturo
Che di’ tu?

Leonora
Ti leggo in volto.
L’ami?…

Arturo
Io!…

Leonora
Sì… ti leggo in cor.
Fé mi serba, mi seconda:
Sposa tua sarà Rosmonda.
A tal patto io le perdono
Il dolor che costa a me.
Tu se l’ami, tu m’aita
A difender la tradita,
La sua destra ch’io ti dono
Sarà premio di tua fé…

Musica, e voci.

Arturo
Giunge il re: perduto io sono…
Vieni, vieni…

Voci
Viva il re!
(Partono)

Scena Terza
I terrazzani recano ghirlande, e spargono fiori, e cantano al suono di rusticali strumenti il seguente
coro. Esce quindi Enrico preceduto, e seguito da numeroso corteggio di uffiziali, di guardie ecc.

Coro
Amor, che tutti accende
De’ tuoi vassalli i cor,
Noi, semplici pastor,
A te conduce;
A te ghirlande appende,
Non già di gemme, e d’or,
Ma degl’ingenui fior
Che il suol produce.
D’un tuo sorriso almeno
Degnati tu, signor;
Alla virtude ancor,
Son premio i fiori.
Quando di Londra in seno
Ritorni vincitor,
Londra, per farti onor,
T’offra gli allori.

Enrico
Dopo i lauri di vittoria
Son pur dolci i fiori al prode.
Dopo i cantici di lode
Caro è l’inno dell’amor.
Il pensier sublimi, o gloria;
Ma l’amor consola il cor.

Coro
Non sdegnar de’ nostri campi,
Sommo re, l’umil soggiorno;
Anche i campi a te d’intorno
Chiari son del tuo splendor.

Enrico
(Potessi vivere
Com’io vorrei,
Lontan dagl’uomini
I giorni miei!
Potessi almeno
De’ boschi in seno,
O mio bell’idolo,
Fuggir con te?
Che val la gloria
Se tuo non sono,
Ah! più che il trono
Sei tu per me.)

Alle acclamazioni di «Viva il re» difila il corteggio, e si allontana. Mentre Enrico vuol partire s’incontra in Clifford.

Scena Quarta
Enrico e Clifford.

Enrico
Chi veggio? Tu, Clifford?

Clifford
Compiuto in Francia
L’illustre incarco a cui mi elesse un giorno
Il regio tuo favor, in patria io torno.

Enrico
(Funesto arrivo!)

Clifford
Ad abbracciar contento
Men gìa la figlia che di qui non lunge,
Nel castello natìo lasciai partendo;
Ma te qui giunto intendo;
Ed il paterno amor cede al dovere
Di suddito fedele.

Enrico
(E il caro pegno io gli rapìa, crudele!)

Clifford
Possa la mia venuta
Util recarti almen! Possa al tuo core
Risparmiare un rimorso!

Enrico
(Oh ciel!)

Clifford
Perdona
Al vecchio istitutor de’ tuoi prim’anni
Il libero parlar: è voce intorno
Che cieco amore la tua gloria oscura,
Che chiusa in queste mura
Serbi ignota donzella, e che per lei
Poni in non cal di sacro imene i nodi,
Di Leonora i dritti, e gloria, e onore.

Enrico
Nobil Clifford! Nudo io ti svelo il core.
Amo; né forza umana
Può spegner l’amor mio.

Clifford
Come? E in tal guisa
A Leonora mancherai di fede?
De’ sacri altari al piede
Di’, che giurasti tu?

Enrico
Nol so: m’avvinse
Ragion di stato. Mi discioglie adesso
Ragion del cuore.

Clifford
Oh! a qual trascorri eccesso!
Né vedi l’avvenir? Né temi l’ira
Dell’offesa regina? E andrà sossopra
Tutta quanta Inghilterra? E per chi mai?
Rispondi.

Enrico
Amo, io ti dissi, e dissi assai.
Tu non conosci il merto
Di quel celeste oggetto;
Quando ti fia scoperto
Non parlerai così.
Dirai, virtù, l’affetto
Che l’alma mia rapì.

Clifford
Qualunque sia l’oggetto
Che te colpevol rende,
Indegna al mio cospetto
È di mirare il dì.
Empia, le leggi offende:
Vile, l’onor tradì.

Enrico
Io lo tradiva, io solo,
Che al padre la togliea…

Clifford
Ha padre! E a lui tal duolo
Non risparmiò la rea!

Enrico
Ah! se sapessi! Io deggio
A questo padre il seggio…
Ed in mercè rapita
Ogni sua gioia io gli ho.

Clifford
Lasso, e rimase in vita?…
Né di dolor mancò!

Enrico
Pria che sul capo mio
Piombi sì ria sventura!

Clifford
Ah! se maggior poss’io
Render la sua sciagura.

Enrico e Clifford
Tronca i miei giorni, o Dio;
Assai vissuto avrò.

Clifford
La sciagurata scoprimi…
Che alla virtù io renda…

Enrico
Andrai… Ma tu magnanimo
Fia che pietà ne prenda…

Clifford
Pietà?… Non mai… non merita
L’infamia sua pietà.

Enrico
Va’! tu primier dimentico
Sarai d’un lieve errore:
Tu la vedrai con giubilo
Sposa del tuo signore…
E padre a lei, non giudice
Te questo onor farà.

Clifford
Tanto con te colpevole
Non isperar ch’io sia;
Spinta all’abisso orribile
Ella per me non fia…
La sua virtute a scuotere
Tuonar mia voce udrà.
(Partono)

Scena Quinta
Sala nella torre di Rosmonda, grandi invetriate di fronte da cui veggonsi gli spalti del castello. Rosmonda sola.

Rosmonda
Volgon tre lune, ahi! lassa! e il dì ricorre.
Il fatal dì, che in queste mura io gemo
Di rimorso, e di amor… Oh! tristo giorno!
Le mie lagrime accresce il tuo ritorno!
Oh, padre, o patrii colli,
Oh, mio dolce ritiro, ove tranquilla
E innocente io vivea,
Vi rivedrò più mai misera, e rea?
O Edegardo! Edegardo!
Se non tornassi più… Se i giuramenti
Obliar tu potessi!… Ah, più discaccio
Questo orrendo pensier, sempre più torna
Alla mente atterrita!…
Vieni, Edegardo mio, vieni, mia vita!…
Perché non ho del vento
L’infaticabil volo?
Lunge in estraneo suolo,
Ti seguirei mio ben.
Dove tu sei… sen volino
I miei sospiri almen.
Odesi di dentro preludiare sul liuto la medesima aria.
(Rosmonda porge l’orecchio)
Tenero Arturo!
Ei sol mi ascolta, ei solo
In queste a miei martir mura tacenti
Mi compiange, e risponde ai miei lamenti.

Arturo
(di dentro)
Perché non ho del sole
Gli onniveggenti rai?
Sempre dovunque vai
Io ti vedrei mio ben…
Ove tu sei ti veggano
I miei pensieri almen.

Rosmonda ripete i due ultimi versi. La canzone prosegue:
(come sopra)

Invan da te mi parte
Di rio destin tenore:
Varca ogni spazio amore,
Teco son io, mio ben.
Lontane ancor s’incontrino
L’anime nostre almen.

Rosmonda
Oh, come tosto,
Il giovine gentil la mesta apprese
Canzone del dolor! Anch’io l’appresi
Dell’età sull’aurora.
Oh, quando fia ch’io la rammenti ancora?
Torna, ah! torna, o caro oggetto,
A bearmi d’un tuo sguardo:
Vieni, o tenero Edegardo,
I miei giorni a serenar.
Ch’io riposi sul tuo petto!
Ch’io ti parli ancor d’amore
E i rimorsi del mio cuore
Io potrò dimenticar…

Scena Sesta
Arturo e Rosmonda. Arturo che pocanzi era uscito, e si era fermato un momento in disparte, si avanza con trasporto che poi raffrena.

Rosmonda
T’appressa, Arturo.

Arturo
Al fin di gioia un raggio
Veggo negl’occhi tuoi.

Rosmonda
Gioia fugace,
Come raggio di sole in ciel piovoso.

Arturo
Pur lieto, e avventuroso
Giorno è questo per te. (Tu soffri, o core;
Ella gioisca.) Dalla doma Irlanda
Giunge carco d’allori il mio signore.

Rosmonda
Edegardo! oh, contento!

Arturo
(Oh, mio dolore!)

Rosmonda
Né a me vien esso?

Arturo
A te per poco il toglie
Grave cura… del re: da lui spedito
Or mel diceva un messo, ed aggiungea
Che un vecchio cavalier libero ingresso
In queste soglie per suo cenno avrìa.

Rosmonda
Un vecchio cavalier!… Cielo!… Che fia!

Arturo
Nobile, e umano cor, dal re diletto,
Caro a tutta Inghilterra… Egli conforto,
Sostegno esser ti puote in ogni evento.

Rosmonda
Il suo nome?…

Arturo
Clifford.

Rosmonda
Oh, mio spavento!

Arturo
Tremi! Il conosci tu?

Rosmonda
Lassa! ei m’è padre…
Rosmonda io son.

Arturo
Rosmonda!

Rosmonda
Ahi, sciagurata!
Chi mi asconde al suo sdegno?…

Arturo
Alcun si appressa:
Ti ritira infelice.

Rosmonda
Ah! non poss’io…
Il tremante mio piede è fitto al suolo.

Arturo
Eccolo.

Scena Settima
Entra Clifford, Rosmonda si abbandona sopra un sedile, e cela il volto fra le mani. Arturo va
incontro a Clifford che si arresta lontano.

Clifford
(ad Arturo)
È dessa?

Arturo
Sì…
(tremante)

Clifford
Lasciami solo.

Arturo
Deh! tu con lei severo
Non ti mostrar, signore.
(parte)

Clifford
Piange?… (Ah, del tutto
(osservandola da lontano)
Non è virtude nel suo cor sopita.)
(si appressa)
Donna, a recarti aita
Eccomi a te. Sorgi… Ah! chi vedo?

Rosmonda
(precipitandosi ai suoi piedi)
Un’empia
Che implora il tuo perdono.

Clifford
Mia figlia!

Rosmonda
(ai piedi di Clifford)
Ah, padre!

Clifford
Io padre tuo? Nol sono.

Rosmonda
Deh! ti arresta! Deh! ti degna
Di ascoltarmi un solo istante.

Clifford
Odi tu: ti parla, indegna,
Col mio labbro il ciel tonante:
Tu macchiato, o iniqua figlia,
Hai l’onor di tua famiglia,
Condannato a infamia eterna
Il tuo vecchio genitor.
Va’! la collera superna
Piombi…

Rosmonda
(interrompendolo con un grido)
Ah! no: sei padre ancor.

Clifford
Era, ahi lasso! Ell’era in pria
De’ miei dì consolatrice…
Le virtudi, oh ciel! m’offria
Dell’estinta genitrice…
Or caduta, profanata
Più costei virtù non ha!
Oh la madre avventurata,
Tale obbrobrio almen non sa!

Rosmonda
Ciel! tu piangi? Ah, tu mi svena;
O m’ascondi il tuo dolore…
Il tuo sdegno è minor pena,
Men crudele è il tuo furore.
Ch’io mi strugga in pianto, o padre,
Io per cui più ben non v’ha.
Questa almen m’impetra, o madre,
Questa almen da lui pietà.

Clifford
Vieni meco, ed un ritiro
Celi al mondo i falli tuoi.

Rosmonda
(Me infelice!)

Clifford
Andiam… Che miro!
Esitar ancor tu puoi?

Rosmonda
M’odi! Ah, m’odi! A me sua fede
Ei promise…

Clifford
Altrui la diede.

Rosmonda
Oh terror!… Sarìa l’infido?…

Clifford
Già marito… trema… È il re.

Rosmonda
Oh! qual velo è a me squarciato!
Quale abisso a me s’addita!
Tu dal ciel sei vendicato,
Crudelmente io son punita…
Era meglio il cor passarmi
Che destarmi a tanto orror.

Clifford
Piangi meco, o sventurata…
Piangi in sen del genitore.
Sei dal cielo perdonata
Se detesti il traditore:
Tutto, ah! tutto io non perdei,
Tu mi sei renduta ancor.
Odesi una voce.

Enrico
Rosmonda!…
(di dentro)

Rosmonda
È desso… il perfido…
Agli occhi suoi mi cela.

Clifford
Vieni, fa cor.

Rosmonda
Sostienmi…
(cade svenuta)
Il giorno a me si vela.

Scena Ottava
Enrico e detti.

Enrico
Che veggio?

Clifford
La tua vittima,
Mira.
(additandole Rosmonda svenuta)

Enrico
Clifford! (Che fèi?)

Clifford
Compi l’eccesso; uccidila:
Ella respira ancora.

Enrico
Rosmonda.

Rosmonda
(rinvenuta)
Fuggi, involati,
Sposo di Leonora.

Enrico
Lo fui.

Rosmonda
Lo sei. Va’, barbaro.

Clifford
Non l’oltraggiar di più.

Enrico
Ah, senti!

Clifford
È vano.

Enrico
Ascoltami
Almen, Rosmonda, tu!…

Rosmonda
Io ti ascoltai!…
(piangendo)

Enrico
Non piangere,
Solleva in me lo sguardo.
Si appresta Enrico a compiere
I giuri di Edegardo.
Della sua destra il dono
Ei prometteva a te.
La sua corona, e il trono
Ora v’aggiunge il re.

Rosmonda
(sorgendo)
Non isperar che complice
Di sì gran fallo io sia:
Di Leonora è il soglio;
Sol la sventura è mia.
Aperto più non trovano
Le tue lusinghe il cor.
Traggimi, ah, padre, ah! traggimi
Lungi dal seduttor.

Clifford
Or son contento: abbracciami:
Son sciolti i tuoi legami.

Enrico
Che mai farò?

Clifford
(Sostienila,
Ciel, che a virtù la chiami.)
Vieni, partiam.

Enrico
T’arresta:
Sposa di Enrico è questa:
Né tu, né il mondo intero
A lui la toglierà.
Resta.

Clifford
L’ingiusto impero
Io non ascolto.

Enrico
Olà.
(forte all’ingresso)

Scena Nona
Leonora seguita dai cortigiani, dame, e guardie.

Enrico
Ciel!

Clifford
La regina!

Leonora
Irato,
(fingendo sorpresa)
Commosso il re cotanto?
Che fu? Clifford turbato?
Una donzella in pianto?

Rosmonda
A’ sguardi suoi nascondimi,
O cielo, per pietà.

Leonora
(È dessa. Alfin la perfida
Giungo a mirar d’appresso.
Sottrarla a me non possono
Né il re, né il cielo istesso.
Già stringe la sua vittima
Il giusto mio furor.)

Enrico
(Io fremo. Invan dissimula;
Tenta ingannar me stesso:
L’odio, il livor dell’animo
Ha sulla fronte impresso:
Già l’innocente vittima
Divora il suo furor.)

Rosmonda
(Io tremo. Oh! qual terribile
Sdegno in quel volto espresso!
Un Dio la guida, un vindice
Del mio fatale eccesso.
A’ miei rimorsi, ahi misera!
Si aggiunge il mio terror.)

Arturo
(Respiro. Oh, ciel benefico!)

Clifford
(Scorta qui l’hai tu stesso…
Tu vuoi per lei difendere,
Salvar l’onore oppresso,
Vuoi ravvivar le languide
Speranze del mio cor.)

Coro
(Quale, in quei volti taciti,
Quale furor represso!
Nunzia è tal calma orribile
Che la tempesta è presso.
Ciel, tu la sgombra, e dissipa
Fin che è sospesa ancor.)

Leonora
Tace ognun! Nessun risponde?
Tu, Clifford, favella almeno.

Clifford
La cagion che ci confonde
Tu ben sai, l’intendi appieno.
La mia figlia sventurata,
Salva tu da un seduttor.

Leonora
Figlia tua? Sì, fia salvata:
Le offro un braccio protettor.
(per appressarsi a lei)

Enrico
Ti allontana. Guai, sì, guai!
Se appressarti ardisci a lei.
Mi sei nota.

Leonora
E noto assai,
(più non frenandosi)
Traditor, tu pur mi sei,
Ma paventa…

Enrico
Leonora!

Leonora
La rival paventi ancora,
L’ardir mio non è smarrito.

Enrico
Leonora!

Leonora
Io regno ancor.

Enrico
Il tuo regno! Egli è finito.
Va’! l’impone il tuo signor.

Leonora
Empio! Ed osi?…

Enrico
Tutto.

Leonora
Indegno!

Enrico
Esci, o trema.

Arturo e Coro
(frapponendosi)
Oh! ciel! cessate.
Deh, alla corte, a tutto il regno
Rio spettacolo non date!

Enrico
Tutto il regno in questo giorno
Un maggior da me ne avrà.

Leonora
Tanto oltraggio…

Clifford
Tanto scorno…
Leonora e Clifford
Consumato non sarà.

Enrico
Tremi ognun che cimentarmi
Osi ancora, ancor si attenti.
Ho potuto assai frenarmi;
Le mie smanie or son furenti,
Mille volte sciagurato
Chi prorompere le fa.

Leonora
Come io sappia vendicarmi
Traditore, udran le genti.
Sorgeranno all’ire, all’armi
Regni, popoli, parenti…
Il furor che m’hai destato
L’universo scuoterà.

Rosmonda
Ah! s’io deggio udir nomarmi
Rea cagion d’infausti eventi,
Giusto ciel, non vendicarmi,
Non udire i miei lamenti…
Il dolore a me serbato
Lieve ancora a me sarà.
Tutti gli Altri
Deh! si tolga, si risparmi
Scena orribile alle genti!
La pietade vi disarmi
Di due popoli dolenti,
Qual di voi protegga il fato
Sangue a rivi scorrerà.

ACT II

Gran sala nel castello che mette agli appartamenti reali.

Scena Prima
Enrico è seduto ad un tavolino, i suoi consiglieri lo circondano. Tutti sono in atto di gran
deliberazione.

Coro I
Udimmo, o re: qual suddito
Potrìa mutar tua voglia?

Coro II
Se grave è tanto e orribile,
Il nodo tuo, si scioglia.

Tutti
Ma, deh! perdona, o sire,
Libero e ingenuo dire:
Talvolta al ben del regno
Immola il proprio un re.

Coro I
Sai che segrete vivono
Lunghe discordie, e fiere…

Coro II
Sai che a’ tuoi danni vegliano
Le gelosie straniere…

Tutti
Che l’Aquitania puote
Dar Leonora in dote
Al primo che con l’armi
La vendichi di te.
Tacciono tutti, il re sorge.

Enrico
Quanto dal vostro zelo
Suggerito mi vien, tutto già volsi
Meco stesso in pensier. Peggior nemica
Mi è Leonora in Londra
Che in Aquitania sua. Funesta dote
Ella reca ai mariti, e quale, ah, pondo
Lo scettro di Guienna, è noto al mondo.
Ite; e il consiglio intero
Oda, e approvi il grand’atto: al dì novello
Fia che rivarchi il mar, non più regina,
L’altera Leonora.
I consiglieri partono. Enrico si accorge di Leonora e tenta partire.

Scena Seconda
Leonora ed Enrico.

Leonora
Fermati: il dì novello è lungi ancora.

Enrico
È vero… al mio desire
Pigro è il volo del tempo.

Leonora
A che l’affretti?
Che speri tu ch’ei rechi?
Ah! pria ch’ei m’abbia
Dal tuo fianco a bandir, fia che rovesci
Dai fondamenti suoi l’isola intera.

Enrico
T’acqueta, omai l’altera
Favella tua più sbigottir non puote
Un’alma che ha ripresi i dritti suoi.

Leonora
Tuoi dritti? E i miei dimenticar tu puoi?
Duca di Normandia,
Chi re ti fece? Chi tesori, ed armi,
Chi consigli ti diede? Io sola in Londra
Ti acquistai partigiani, io ti composi
I discordi voleri, io ti guidai
Per facil via dell’Inghilterra al soglio.

Enrico
E vi sedette il tuo superbo orgoglio.
Sola regnar volevi,
Tu sola, in nome mio; ferreo stendesti
Sulla corte il tuo scettro, e su me stesso:
Devoto, e a te sommesso
Per appagare ambizion fatale,
Sposo cercavi…

Leonora
Ambizione! E quale?
Mi splendeva un serto in fronte
Qual non è quel ch’io ti diedi:
Ebbi Europa, ed Asia ai piedi
Pria che l’Anglia, ed il suo re.

Enrico
Sulla Senna, e sull’Oronte
Son pur chiari i vanti tuoi:
Sul Tamigi aver non puoi
Degno luogo accanto a me.

Leonora
Or m’insulti!… E un dì sapesti
Lusingarmi, o menzognero.

Enrico
Ne ho rossore.

Leonora
E tu cogliesti
De’ miei falli il frutto intiero.

Enrico
Ne ho rimorso.

Leonora
Ah! l’abbi, ingrato,
Di obliar l’amor giurato,
Di sprezzar un cor fedele
Che t’amò di tanto amor.

Enrico
Tu mi amasti! Tu!!

Leonora
Crudele!
Io ti amava… e ti amo ancor.
Caro, sebben colpevole,
Sento che ancor mi sei;
Io non ti posso perdere,
Non so partir da te.
Regna pur solo e libero
Sovra i tuoi Stati, e i miei.
Solo il tuo cor desidero;
Tutto è il tuo cor per me.

Enrico
Tanto dimessa, e supplice
Tu per amor non sei…
L’ire che in cor ti fremono
Mal tu nascondi a me.
Serba i tuoi Stati, e lasciami
Pago regnar sui miei;
Barriera insuperabile
Fra me s’innalza e te.

Leonora
Dunque immolarmi, o perfido,
Ad altra donna or vuoi?
Parla.

Enrico
Io vo’ pace: io sciogliermi
Voglio dai lacci tuoi.
Quel che fia poi, nol chiedere.

Leonora
Va’ traditor; lo so
Ma trema… Ancor qual esule
Varcato il mar non ho.
Tu sei mio… per sempre mio;
Discacciarmi invan tu brami:
Sono eterni i tuoi legami;
Il destin li fabbricò.
Quel ch’io posso, chi son io
Tu vedrai dell’ara al piede…
Altre faci, ed altre tede
Di mia man vi accenderò.

Enrico
Nel tuo cuore appien vegg’io:
Nuovi orrori invan tu trami;
Son già sciolti i miei legami,
Una furia li spezzò.
Fra i tuoi sdegni, e l’odio mio
Si frapponga il mare in guerra;
Ambidue l’istessa terra
Sostener, nutrir non può.
Partono minacciosi.

Scena Terza
Galleria nella torre di Rosmonda. Da un lato una scala conduce alle sue stanze: dall’altro avvi la
porta d’ingresso. Di fronte si vede l’orologio del castello.
Arturo solo.

Arturo
Che pensi, Arturo? Tanto spazio hai corso
Che arrestarti non puoi: della regina
Cieco tu sei strumento.
Sia pur qual volsi il suo segreto intento.
Pietà ti muova, o cielo,
La giovinezza mia… sol Leonora
In me destò questa speranza audace
Ch’esser mi può fatale…
Troppo, ahi! troppo è possente il mio rivale.
Io non ti posso offrir
Né gloria né splendor:
Cara, non ho che amor,
Non ho che un core.
Ma questo cor morir
Non negherìa per te;
Ma lo splendor d’un re
Non vale amore.
Ritorna a splendere
Audace speme;
Possente all’anima
Favella ancor,
E contro i palpiti
D’un cor che geme,
Opponi i fervidi
Desir d’amor.
Ma il tempo vola. Omai sgombrar mi è forza
Ogni dubbiezza. Alla regina avvinto
Troppo son io perché pentirmi io possa…
Fede, promessa, amor, tutto mel vieta…
Eccola.
(va ad aprire sentendo picchiare all’uscio segreto)

Scena Quarta
Clifford e Arturo.

Arturo
Oh! ciel!
Clifford
T’acqueta.
Arturo
Tu libero, signor?
Clifford
Sì. La regina
Sciolse i miei lacci, e per l’ascosa via,
Che tu le apristi, me in sua vece invìa.
Or di’: verrà Rosmonda?

Arturo
Ella il promise.

Clifford
Consiglier migliore
Della regina istessa
Nel padre avrà.

Arturo
Taci: alcun giunge.

Scena Quinta
Rosmonda scende dalle scale.

Clifford
È dessa.

Rosmonda
Che veggo? Oh! gioia! Enrico
Teco è placato!

Clifford
Più cortese mano
Al carcer mio mi tolse. Alla regina
Tu devi il padre… e in lei salute avrai
Dove tu non ti opponga al suo disegno.

Rosmonda
Parla.

Clifford
Da questo regno
Partir tu devi al primo suon di squilla
Che annunzi il dì morente. A te fia scorta
In Aquitania Arturo… Ivi… lontana
Da un suolo testimon del tuo rossore…
Il giovin generoso sposo ti fia.

Rosmonda
Sposo!…
Arturo
(Gran Dio!)

Clifford
Sì, sposo.
Tremi!… Esitar potresti!

Rosmonda
Misera me!

Clifford
Potresti ancor nutrire
Qualche ria speme!

Rosmonda
Ogni mia speme è morta
Coll’innocenza mia.

Arturo
Il fallo è altrui. Men puro
Non fece la sventura il tuo bel core,
Né men cara mi sei. Beato in terra
Quant’altri mai mi renderà tua mano.

Rosmonda
Beato! Oh, Arturo! Ti lusinghi invano.
Sospiri eterni in dote
Ti recherei. Veracemente amarmi
Non puote un nobil cor.

Arturo
Rosmonda!

Clifford
Oh! come
Mal tu travisi la colpevol fiamma
Che ancor t’accende! Al seduttor serbarti
In guisa tal tu speri, empia lo vedo…

Rosmonda
Serbarmi a lui?… Né lo desìo, né il chiedo.
Io fuggirò quel perfido:
A te lo giuro e al cielo.
Fia che mi asconda agli uomini
De’ penitenti il velo,
Mi avvolgerò nel cenere
A piè del sacro altar…
Ma, la mia man non chiedere,
Io più non posso amar.

Clifford
E me deserto, e vedovo
Lasciar potresti, o figlia?

Rosmonda
Lassa!

Clifford
Né vuoi tu chiudere
Al genitor le ciglia?

Arturo
Odi… il paterno pianto
Forza ti faccia al cor.

Rosmonda
Oh! non amor, soltanto
Chiedete a me dolor.

Clifford
Risolvi…

Rosmonda
Oh Dio!

Clifford
Va’! barbara!
A mie catene io riedo.

Rosmonda
Padre! Deh! padre, ascoltami.

Clifford
Io più nol sono.
(per allontanarsi)

Rosmonda
Io cedo.
Lunge mi guidi Arturo,
Mi arrendo al vostro amor.

Arturo
Oh! gioia!

Clifford
E il giuri?

Rosmonda
Il giuro.

Clifford e Arturo
Ma che? tu piangi ancor?

Rosmonda
Lasciate che in lagrime
Si strugga il mio cuore;
Null’altro che piangere
Rimane per me.
Per sempre sparirono
La pace, l’onore:
Conforto a quest’anima
Concesso non è.

Arturo e Clifford
Reprimi le lagrime,
Nascondi il dolore:
Gioire, non piangere,
Tu devi per te.
La pace ricuperi,
Riacquisti l’onore:
Intiera dei palpiti
Ottieni mercè.

Clifford parte accompagnato da Arturo. Rosmonda si getta sopra uno scanno lagrimando.

Scena Sesta
Rosmonda sola.

Rosmonda
Giurato è il sacrifizio… O ciel, mi reggi
Perch’io lo compia. E il compirò: fia tronca
Ogni speme così, che ancor potrìa
Lusingar l’avvilita anima mia.
(sorge)
Rapida inoltra l’ora
Prefissa al mio partir. Oh, sol! Domani
Il raggio tuo nascente
Vedrà sul mar le vele
Che me torranno a questo suol crudele.
Ma qual d’appresso ascolto
Di passi calpestio?… Veggasi. Oh, cielo!
Il re!… si fugga.

Scena Settima
Enrico e Rosmonda.

Enrico
Me tu fuggi!

Rosmonda
(Io gelo.)

Enrico
Rosmonda!

Rosmonda
(Oh, fatal voce!)

Enrico
Edegardo non odi?

Rosmonda
Ah! mai non fossi
Stato Edegardo tu! Mai non ti avessi
Nel mio ritiro udito! A che mai vieni!
Il mio pianto a mirar? Onta mi fora,
Barbaro, innanzi a te versarne ancora.

Enrico
Più non ne verserai,
Mai più, Rosmonda. Già d’Enrico sposa
T’acclamano i primati, e d’Inghilterra
Universal desìo, ti chiama al trono…

Rosmonda
Al pianto, al pianto condannata io sono.
Tu stesso al padre or rendimi…
Consola il veglio afflitto…
Minori il tuo delitto
Quest’atto di pietà.

Enrico
Te vuol rapirmi il barbaro,
Te sposa altrui destina;
Quando sarai regina
Grazia, e favore avrai.

Rosmonda
Regina! io!… Nol credere;
Mai nol sarò.

Enrico
Già il sei.

Rosmonda
Ah! sol di te son vittima…
Fuggi dagli occhi miei.
Ch’io più non t’oda…

Enrico
Ingrata!
Tanto sei tu cambiata!
Sì ria mercè tu dai
All’amor mio fedel.

Rosmonda
Il debbo… io lo giurai.

Enrico
A chi?

Rosmonda
All’onore, al ciel.
Enrico
Giurasti un dì… rammentalo…
D’amarmi ognor giurasti;
Presente il ciel medesimo
Ai giuri tuoi chiamasti:
Speranze, onor, ventura,
Tutto ponevi in me…
Ah! non sarai spergiura,
Non mancherai di fé.

Rosmonda
Non io, non io dimentica
Son di quei giuri, il sai:
Quell’Edegardo rendimi
Cui l’onor mio fidai…
Quell’alma onesta e pura,
Quel nobil cor dov’è?
Oh! eterna mia sventura,
Qui non vegg’io che il re.

Batte l’ora, Rosmonda si scuote, e prorompe in un grido.

Ah!

Enrico
Qual terror!

Rosmonda
Me misera!
L’ora inoltrò!…

Enrico
Qual’ora?

Rosmonda
L’ora che dêe dividerci…
Lasciami per pietà.

Enrico
Ingrata! E insisti ancora?

Rosmonda
Fino alla morte.Va’…

Enrico
Concedo un breve istante
Al tuo timore insano;
Se puoi scordar l’amante,
Rammenta il tuo sovrano…
Pensa che sprezzo, e sdegno
Per la tua destra un regno,
Pensa che freno, ed argine
Immenso amor non ha.

Rosmonda
Ah! nel mio cor tremante
Pace tu speri invano…
Me la rapì l’amante,
Darla non può il sovrano.
Penso che d’Anglia il regno
Di un altro amor fu pegno;
Penso che più colpevole
Il tuo furor ti fa.

Rosmonda si allontana rapidamente, Enrico parte.

Scena Ottava
Parte solitaria dei giardini in Woodstock: avvi un boschetto di platani, ed una fontana ombreggiata
da salici piangenti. È notte. Escono da varie parti i seguaci di Leonora guardinghi, esplorando il luogo.

Coro
Ecco gli antichi platani
Levare al ciel la fronte.
Sotto i piangenti salici
Ecco il segreto fonte.
Giungemmo noi solleciti:
Ella non venne ancor.
Presso i vicini portici
Onde al castel si ascende,
Alcun furtivo e tacito
Vada a spiar se scende.
Se scolta intorno aggirasi,
Se desto è alcun romor.
Silenzio… Udiamo. È il fremito
D’aura tra fronda, e fronda…
Il fonte egli è che mormora
Franto tra sponda, e sponda…
Raddensa, o ciel, le tenebre;
Ci arrida il tuo favor.
(si disperdono)

Scena Nona
Rosmonda sola.

Rosmonda
Primiera io giungo, chi trattiene Arturo?
Quale inciampo il ritarda? Avria qualcuno
Penetrato il disegno? Ah! tolga il cielo
Che ci sorprenda Enrico… io tremo… io gelo.
Sediam. Oh! come freddi
(siede presso la fontana)
Son questi marmi!… come densa e cupa
La notte che mi cinge! Ogni funesto
Presentimento mio cresce coll’ombra…
Rio presagio di morte il cor m’ingombra.
(sorge sbigottita)
Quale indistinto ascolto
Fragor lontano… è il gemito del vento
Fra ramo, e ramo… è il mormorar dell’onda.

Scena Decima
Leonora e detta.

Leonora
(da lunge)
È dessa…

Rosmonda
Ah! chi parlò?…

Leonora
(avvicinandosi)
Sei tu, Rosmonda?

Rosmonda
(tremante)
Sì, son io… qui sola io movo
Palpitante, e sbigottita.

Leonora
N’hai ben d’onde.

Rosmonda
O ciel! qual nuovo
Sdegno in te?…

Leonora
Tu m’hai tradita.

Rosmonda
Io!!

Leonora
Sì, tu. Per ogni lato
Corron guardie… ognuno è armato.
Per te sola, o traditrice,
Il disegno è noto al re.

Rosmonda
Noto ad esso!… oh! me infelice.
Ove è il padre? Arturo ov’è?

Leonora
Forse in ceppi.

Rosmonda
Oh! in lor difesa
Accorriamo…
(per uscire)

Leonora
Arresta ingrata:
(afferrandola per un braccio)
Speri invan che tanta offesa
Io sopporti invendicata;
L’onta mia, la mia ruina
Speri invan di consumar.

Rosmonda
Oh! pietà; pietà regina!
Me sì rea, deh! non pensar.

Leonora
Tu morrai, tu m’hai costretta,
Tu m’hai spinta a colpa orrenda.
Non è più, non è vendetta,
Non è sdegno che m’accenda.
È delirio, è insania estrema
Che il pugnal brandir mi fa.
Trema iniqua, indegna, trema!
Niun da me ti salverà.

Rosmonda
Ah! lo giuro, al ciel lo giuro,
Il segreto io non tradìa.
Qui prevenni il padre, e Arturo.
Qui piangea… ma pur partia…
Immolava ai dritti tuoi
Gloria, amor, tranquillità.
Se la vita ancor tu vôi…
Pochi giorni… e tua sarà.

Un momento di silenzio. Leonora tiene il pugnale sollevato su Rosmonda prostrata ai suoi piedi.

Leonora
Sorgi, e vieni, io t’offro ancora
Un sol mezzo a disarmarmi.

Rosmonda
Qual? Favella!

Scena Undicesima
I partigiani di Leonora e dette.

Coro
Leonora!
Fuggi! Enrico accorre in armi.

Leonora
E Clifford?

Coro
In lacci è desso…
Il disegno appien mancò.

Leonora
Tu mi traggi al nero eccesso
Sorte avversa, e il compirò.

Coro
Ecco il re.

Rosmonda
Momento orrendo.

Enrico
(di dentro)
Mia Rosmonda!

Rosmonda
Oh! ciel t’imploro.

Scena Dodicesima e Ultima
Enrico con seguito di armati, cavalieri e dame, Clifford ed Arturo disarmati fra le guardie.

Enrico
Dove è dessa?

Leonora
Io te la rendo.
(la trafigge)

Tutti
Ah!

Enrico, Clifford e Arturo
Spietata!

Rosmonda
O padre!… io moro.

Clifford
Figlia! Figlia!
(precipitandosi sopra Rosmonda)

Coro
Sventurata!
Ella spira!…

Tutti
Oh! Dio! Che orror!

Leonora
Sono, al fine, vendicata.
Trema, Enrico! Io regno ancor.

FINE

ACT I

Park at Woodstock Castle, which is seen in the distance through the oaks and plane trees that surround it. Gardems and groves all around. A sound of trumpets is hear in the distance.

Scene I
Inhabitants of Woodstock rushing in from all sides.

Ladies
Do you not hear? A sound of trumpets
Echoed from hill to hill.

Men
Dust like a cloud
Rises up to the sky from the field.
Our king’s flowing locks
Glistened and waved from afar.

All
Hurry: it is he who arrives . . .
Our king . . . Long live the king.
Down the hillsides, amid the flowers,
In the gardens, the open meadows
Let us gather and spread violets,
Weave garlands from them, and crowns . . Let us scatter them with full hands
On the path at the royal feet.
Let us run, he comes, he comes . . .
Long live Henry! Long live the king.
(the people go to meet the king)

Scene II
Eleanor and Arthur

Arthur
Where are you going?

Eleanor
What do you fear?
Eleanor defends you.

Arthur
Listen . . .

Eleanor
In vain you try to soothe
The fury that devours me.
I will see my rival . . .
I will surprise the unfaithful man.

Arthur
(Heaven! What fatal power
Wrested the secret from me1)

Eleanor
And have you cast my pity
Into oblivion, ungrateful knave!

Arthur
Ah! Never . . . you took me in
And orphan abandoned;
Because of you I . . .

Eleanor
Because of me you may
Dream of a happy destiny,
Possess property that without me
Would long ago have been taken from you.

Arthur
What do you say?

Eleanor
I read it in your face.
Do you love her?

Arthur
I?

Eleanor
Yes . . . I read it in your heart.
Keep faith with me, second me:
Rosamund will be your wife.
For such a pact I pardeon her
The suffering she costs me.
If you love her, help me
To defend one betrayed,
Her hand that I give you
Will be the reward of your loyalty.

Music and voices

Arthur
The king arives. I am lost . . .
Come, come . . .

Voices
Long live the king!
(Exeunt)

Scene III
The local people carry garlands and scatter flowers and sing to the accompaniment of rustic
instruments.
Then Henry, preceded and followed by a large processionn of officers, guards, etc.

Chorus
Love, who ignites the hearts
Of all your vassals,
We, simple shepherds,
Bring to you;
On you we hang garlands,
Not of jewels and gold,
But of humble flowers
That the earth produces.
Vouchsafe, Sire,
A smile at least;
Flowers are yet
The prize of virtue.
When you return victorious
To the bosom of London,
Londond, will offer laurels
To do you honor.

Henry
After the laurels of victory
Flowers are also sweet to the valiant.
After the songs of praise
Dear is the hymn of love.
You exalt the mind, O glory;
But love consoles the heart.

Chorus
Do not disdain, greatest king,
The humble sojourn of your fields;
Even the fields around you
Are bright with your splendor.

Henry
(If only I could live
My days
As I should like,
Far from men!
Could I but
Flee with you,
My fair idol,
Into the heart of the woods?
What value glory
If I am not yours?
Ah! You are more
Than the throne fo me.)

At the acclamation “Long live the king,” the cortege goes off. As Henry is about to follow, he encounters Clifford.

Scene IV
Henry and Clifford

Henry
Whom do I see? You, Clifford?

Clifford
The illustrious mission for which once
Your royal favor selected me, Accomplished in France,
I return to my homeland.

Henry
(Ominous arrival!)

Clifford
I am eager now to embrace
The daughter whom I left, when I departed,
In our native castle not far from here;
But I learn that you are arrived here;
And paternal love yields to the duty
Of a loyal subject.

Henry
(And the dear one I cruelly stole from him!)

Clifford
May my coming
At least be useful to you! May it spare
Your heart from regret!

Henry
(Oh, heaven!)

Clifford
Pardon the old tutor of your early years
For speaking freely. It is noised about
That blind love obscures your glory,
That closed within these walls you keep An unknown damsel, and that for her
You count for nought the sacred bonds of Marriage, Eleanor’s rights, glory, and honor.

Henry
Noble Clifford! I bare my heart to you.
I am in love, nor can human force
Extinguish my love.

Clifford
What? And in this way
You break faith with Eleanor?
At the foot of the sacred altars,
Say, what did you swear?

Henry
I know not. Reason of state
Compelled me. Now
Reason of heart absolve me.

Clifford
Oh! How far you transgress!
Do you not see the future? Nor do you fear the wrath Of the offended queen? And will confusion reign In all England? And for whose sake, pray? Answer.

Henry
I am in love, I said, and have said enough.
You do not know the merits
Of that celestial object.
When you learn of it
You will not speak thus.
You will call the affection
That seized my soul virtue.

Clifford
Whatever the object
That renders you culpable,
She is unworthy to look
Upon the day in my presence.
Impious, she offends against the law;
Base, she has betrayed honor.

Henry
I betrayed her, I alone,
Who took her from her father . . .

Clifford
She has a father! And the guilty woman
Did not spare him such grief!

Henry
Ah! If you knew! I owe
To this father the throne . . .
And in reward I have
Robbed him of all his joy.

Clifford
Poor man, and did he remain living?
And did not perish from grief?

Henry
Before such evil misfortune
Fell upon my head.

Clifford
Ah! If I can render
Greater her disgrace.

Henry and Clifford
Cut short my days, O God;
I will have lived enough.

Clifford
Reveal to me the unfortunate . . .
So that I may return her to virtue . . .

Henry
You will go . . . but be magnanimous
That you take pity on her . . .

Clifford
Pity? Never . . . Infamy
Does not deserve pity.

Henry
Go! You will be the first
To forget a miinor error.
You will see her with joy
The wife of your lord . . .
And father to her, not judge,
This honor will make you.

Clifford
Do not hope that I will be
Thus culpable with you;
She will not be pushed
Into the horrid abyss by me . . .
She will hear my voice thunder
To shield her virtue.
(Exeunt)

Scene V
A hall in the Tower of Rosamund, large glass windows from which can be seen the battlements of the castle. Rosamund alone.

Rosamund
Three months are passing, alas, and the day returns.
The fatal day, for which I sob within these walls
With remorse, and with love . . . Oh! tragic day!
Oh, father, O native hills,
Oh, my sweet retreat, where I lived
Tranquil and innocent,
Will I never see you again, miserable and guilty?
O Edgar! Edgar!
If you never returned . . . If you could forget
The oaths! Ah, the more I dispel
This terrible thought, the more it returns
To my exhausted mind!
Come, my Edgar, come, my life!
Why can I not fly
Tireless like the wind?
Far away to alien shores
Would I follow you, my love.
Wherever you are . . . let my sighs
At least fly to you.

From within is heard the prelude to the same air on the lute.

(Rosamund bends her ear)
Gentle Arthur!
He alone listens to me, he alone
Keeps me company in these walls
Silent to my torture and responds to my laments.

Arthur
(from within)
Why do I not have the sun’s
All-seeing rays?
Always wherever you go
I would see you, my love . . .
Wherever you are let my thoughts
At least see you.

Rosamund repeats the two final verses. The song continues.
(as above)
In vain you part from me
Bearer of an evil fate;
Love breaches every sapce,
I am with you, my love.
Let our souls still far apart
At least meet.

Rosamund
Oh, how soon,
The kindly youth has learned
The mournful song of grief! I too learned it
In my dawning years.
Oh, when may I recall them again?
Return, ah, return, O dearest,
To bless me with one look of your eyes;
Come, O gentle Edgar,
To make my days serene.
Let me repose upon your bosom!
Let me speak to you again of love
And I will be able to forget
The remorse in my heart . . .

Scene VI
Arthur and Rosamund. Arthur, who appeared a little before and stopped a moment at a remove, advances in an ecstasy that he then represses.

Rosamund
Come hither, Arthur.

Arthur
At last a ray of joy
I see in your eyes.

Rosamund
Fleeting joy,
Like a ray of sun in a rainy sky.

Arthur
Yet this is for you a gay
And momentous day. (You suffer, O heart;
She rejoices.) My lord arrives
Bedecked with laurels from Ireland tamed.

Rosamund
Edgar! Oh, happiness!

Arthur
(Oh, my agony!)

Rosamund
And does he not come to me?

Arthur
Grave matters take him from you
For a little . . . of the king. A message
Sent by him now told me, and added
That an old knight on his orders
Would have free access to these halls.

Rosamund
An old knight! Heavens! What can it be!

Arthur
A noble and humane heart, chosen by the king,
Beloved of all England . . . He can be for you
A comfot and support in any event.

Rosamund
His name?

Arthur
Clifford.

Rosamund
Oh, my terror!

Arthur
You tremble! Do you know him?

Rosamund
Woe! He is my father . . .
I am Rosamund.

Arthur
Rosamund!

Rosamund
Alas, unfortunate one!
Who will hide me from his contempt?

Arthur
Someone approaches.
Withdraw, unhappy lady.

Rosamund
Ah! I cannot . . .
My trembling feet are fixed to the floor.

Arthur
Here he is.

Scene VII
Enter Clifford, Rosamund collapses onto a chair and hides her head in her hands. Arturo starts
toward Clifford and stops at a distnace.

Clifford
(to Arthur)
Is she the one?

Arthur
Yes . . .
(trembling)

Clifford
Leaveus alone.

Arthur
Oh! Do not show yourself
Sever with her, my Lord.
(exit)

Clifford
(observing from afar)
She weeps? (Ah, virtue is not
Entirely erased from her heart.)
(approaches)
Lady, I am here to offer
You aid. Get up . . . Ah! Whom do I see?

Rosamund
(throwing herself at his feet)
A wicked woman
Who implores your forgivenessl

Clifford
My daughter!

Rosamund
(at Clifford’s feet)
Ah, father!

Clifford
I your father? That I am not.

Rosamund
Oh, cease! Oh, vouchsafe
To hear me for a single instant.

Clifford
You listen: through my lips, unworthy child,
Thundering heaven speaks to you.
You have besmirched, wicked child,
The honor of your family,
Condemned your aged father
To eternal infamy.
Fie! May divine wrath
Strike . . .

Rosamund
(interrupting wth a cry)
Ah, no! You are still father.

Clifford
I was, alas! In my early days
She was my comforter . . .
She offered me, O heaven, the virtues
Of her departed mother . . .
Now fallen, profaned,
Virtue she has no more!
Oh, at least your valiant mother
Does not know of such opprobrium!

Rosamund
Heavens! Do you weep? Ah, kill me;
Or hide your grief from me . . .
Your scorn is a lesser pain,
Less cruel is your anger.
Might I perish in agony, o father,
I, through whom you have lost all peace.
Pray at least this, O Mother,
At least this mercy from him.

Clifford
Come with me, and let a convent
Hide your sins from the world.

Rosamund
(Oh, woe!)

Clifford
Let us go . . . what do I see!
Can you still hesitate?

Rosamund
Hear me, ah, hear me! He promised me
His fidelity . . .

Clifford
He gave it to another.

Rosamund
Oh, terror! He would be faithless?

Clifford
Already married . . . tremble . . . He is the king.

Rosamund
Oh! What a veil has been torn from me!
What a chasm has opened before me!
You are avenged by heaven,
I am cruelly punished . . .
Better were it for my heart to fail
Than to wake to so much horror.

Clifford
Weep with me, unfortunate girl . . .
Weep on your father’s breast.
You are pardoned by heaven
If you detest the traitor:
Ah! Not all have I lost;
You have been restored to me.

A voice is heard.

Henry
(from within)
Rosamund!

Rosamund
It is he . . . the deceiver . . .
Hide me from his eyes.

Clifford
Come, take heart.

Rosamund
(falls in a faint)
Hold me . . .
The daylight fades from my eyes.

Scene VIII
Henry and the above.

Henry
What do I see?

Clifford
Your victim,
Behold.
(pointing to Rosamund fainted)

Henry
Clifford! (What have I done?)

Clifford
Complete the outrage—kill her;
She is still breathing.

Henry
Rosamund.

Rosamund
(reviving)
Flee, get you hence,
Husband of Eleanor.

Henry
I was that.

Rosamund
I know. Go, monster.

Clifford
Do not offend more.

Henry
Ah, listen!

Clifford
It is no use.

Henry
At least you, Rosamund,
Listen to me.

Rosamund
(weeping)
I have listened to you!

Henry
Do not weep,
Raise your eyes to me.
Henry is here to fulfill
The oaths of Edgar.
He promised you the gift
Of his hand.
Now the king
Adds his crown and his throne.

Rosamund
(rising)
Do not hope that I may be
Complicit in such a great sin;
The throne is Eleanor’s;
Only the tragedy is mine.
Your blandishments find
My heart open no more.
Take me, oh, father, take me
Far from the seducer.

Clifford
Now I am content. Embrace me.
Your bonds are loosed.

Henry
What ever shall I do?

Clifford
(Support her,
Heaven, which calls her to virtue.)
Come, let us depart.

Henry
Halt.
This woman is Henry’s wife.
Nor you nor all the world
Will take her from me.
Stay.

Clifford
This unjust order
I do not heed.

Henry
(loudly at the entrance)
Ho!

Scene IX
Eleanor followed by courtiers, ladies and guaards.

Henry
Heaven!

Clifford
The queen!

Eleanor
(feigning surprise)
So Irate,
So roused is the king?
What happened? Clifford distressed?
A damsel in tears?

Rosamund
Hide me from her eyes,
O heaven, for mercy’s sake.

Eleanor
(She is the one. At last I am able
To look from close upon the hussy.
They cannot steal her from me,
Not the king, not heaven itself.
Now my just fury
Holds its victim in its grasp.)

Henry
(I tremble. She pretends in vain;
She tries to deceive me:
I hate her, the bile of her spirit
Has put its mark on her forehead.
Even now her fury
Devours the innocent victim.)

Rosamund
(I tremble. Oh, what terrible
Hatred is stamped on that face!
A god guides her, an avenger
Of my fatal offense.
To my remorse, miserable as I am,
Is added my terror.)

Arthur
(I breathe. Oh, beneficent heaven!)

Clifford
(You yourself escorted her here . . .
You wish to defend, to save
Through her our tainted honor,
You wish to revive the languishing
Hopes of my heart.)

Chorus
(In those silent faces
What repressed fury!
That terrible calm is a sign
That the tempest is near.
Heaven, dispel and dissipate it
So that it remains suspended.)

Eleanor
Silence, everyone! No one answers?
You, Clifford, at least speak.

Clifford
The reason for our tumult
You well know, you understand it completely.
My unfortunate daughter
You save from a seducer.

Eleanor
Your daughter? Yes, she is saved:
(starts toward her)
I offer her my protective arm.

Henry
Keep away. Beware, yes, beware,
If you dare approach her!
I know you.

Eleanor
(no longer restrained)
And well known,
Traitor, are you to me,
But be afraid . . .

Henry
Eleanor!

Eleanor
Let my rival be afraid;
My nerve is not softened.

Henry
Eleanor!

Eleanor
I still reign.

Henry
Your reign! It is finished.
Go! Your lord commands it.

Eleanor
Impious man! Do you dare?

Henry
All.

Eleanor
Villain!

Henry
Get out, or tremble.

Arthur and Chorus
(interposing themselves)
Oh! Heaven! Cease.
Oh, do not make such a spectacle
Before the court, before all the kingdom!

Henry
All the kingdom this day
Will have a greater one from me.

Eleanor
What an outrage . . .

Clifford
What humiliation . . .

Eleanor and Clifford
It will not be consummated.

Henry
Let any who still dare oppose me ,
Still challenge me, tremble,
I have striven hard to restrain myself;
My yearnings are now raging,
A thousand disasters fall on
Anyone causes them to burst forth.

Eleanor
The court will hear, traitor,
How I avenge myself.
Kingdoms, peoples, kinfolk
Will rise in anger, in arms . . .
The fury that I has roused me
Will shake the universe.

Rosamund
Ah! If I must hear myself named
The evil cause of catastrophe,
Just heaven, do not avenge me,
Do not hear my laments . . .
Grief kept to myself
Will be still be easy to bear.

All the others
Oh, Let such a horible scene
Be ended, let the court be spared it.
Let pity for two suffering peoples
Disarm you.
May fate prevent
Your blood from flowing in streams.
A great hall in the castle opening to the royal apartments.

ACT II

Scene I
Henry is seated at a small table surrounded by his counselors. All are in attitudes of serious
deliberation.

Chorus I
We hear, O king: what subject
Could change your will?

Chorus II
If your union is so grave
And terrible, let it be dissolved.

All
But, oh, pardon, Sire
Free and frank speech:
Sometimes for the good of the kingdom
A king must suppress his own.

Chorus I
You know that discords live
Long in secred and fiercely.

Chorus II
You know foreign jealousies
Are watching to your despite . . .

All
That Aquitaine can
Give Eleanor in dowry
To the first one
Who avenges her with arms.

All are silent. The king rises.

Henry
Everything that your zeal
Proposes, all I have already pondered
In my own mind. Eleanor
Is a worse enemy to me in London
Than in her own Aquitaine. A fatal dowry
She offers to husbands, and the scepter of Guyenne
Is known to the world as a power.
Go, and let the haughty Eleanor
Hear the entire council and approve the act.
On the new day, let her cross the sea,
No longer queen.

The counselors leave. Henry notices Eleanor and tries to leave.

Scene II
Eleanor and Henry

Eleanor
Stop. The new day is still far off.

Henry
True . . . The flight of time
Is too lazy for my desire.

Eleanor
What is the hurry?
What do you think it will bring you?
Ah! Before it can
Ban me from your side, the whole island
Will topple to it’s foundations.

Henry
Calm down, your haughty
Speech can no longer shock
A soul that has reclaimed its rights.

Eleanor
Your rights? And can you forget mine?
Duke of Normandy,
Who made you king? Who gave you advice,
And treasures and arms? I alone in London
Acquired allies for you, I reconciled
Opposing wills, I guided you
To the easy path to the throne of England.

Henry
And placed there your haughty pride.
You wished to rule alone,
You alone, in my name; you held
Your scepter of iron over the court, and me.
To appeas a fatal ambition
You sought a husband,
Devoted, and subject to you.

Eleanor
Ambition! What ambition?
A throne shone on my brow
Like none that I gave you.
I had Europe and Asia at my feet
Before England and her king.

Henry
On the Seine and on the Orontes
Your boasts are clear:
On the Thames you cannot have
As lofty a place beside me.

Eleanor
Now you insult me! Once you knew how
To charm me, liar.

Henry
I blush for that.

Eleanor
And you reaped
All the fruit of my sins.

Henry
I regret that.

Eleanor
Ha! May you regret, ingrate,
Forgetting your sworn love,
Scorning a faithful heart
That loved you so well.

Henry
You loved me! You!!

Eleanor
?
Cruel man!
I did love you . . . and I love you still.
No matter if culpable, I feel
You are still dear to me;
I cannot lose you,
I do not know how to part with you.
Do reign alone and unfettered
Over your dominions and mine.
I desire only your heart;
Your heart is all to me.

Henry
So demur and suppliant
You are not out of love . . .
You ill conceal from me
The anger that boils in your heart.
Keep your realms and leave me
Free to rule my own;
An insuperable barrier
Arises between you and me.

Eleanor
Now, faithless man, you want
To immolate me for another woman?
Speak.

Henry
I want peace. I want to loose myself
From your snares.
What then will be, ask not.

Eleanor
Fie, traitor. I know it,
But tremble . . . I have not yet
Crossed the sea as an exile.
You are mine . . . mine forever;
You desire in vain to cast me off.
Your bonds are eternal;
Destiny wove them.
You will see at the foot of the altar
What I can do, who I am . . .
Other torches, and other brands
Will I light for you with my own hand.

Henry
I see clearly into your heart.
In vain you plot new horrors;
Already my bonds are undone,
A fury severed them.
Let the the warring sea come between
Your scorn and my hatred.
For the same land to sustain
Us both I cannot abide.

Exeunt threateningly.

Scene III
A gallery in Rosamund’s Tower. On one side a staircase leading to her chambers; on the other the
entrance. Facing is the castle clock. Arthur alone.

Arthur
What do you think, Arthur? You have run so far
That you cannot stop. You are the blind
Instrument of the queen.
Then let come what may of her secret design.
May pity move you, O heaven,
My youth . . . only Eleanor
Aroused in me this daring hope
That may prove fatal to me . . .
Too powerful, alas, is my rival.
I cannot offer you
Neither glory nor magnificence.
My dear, I have nought but love,
I have but a heart.
But this heart would not refuse
To die for you.
But the splendor of a king.
Does not equal love in value.
Shine once more
Bold hope;
Speak again
Powerfully to my mind,
And against the beating
Of a quaking heart,
Set the fervent
Desire of love.
But time is fleeting. I must banish
All doubt. I am too much in thrall
To the queen to be able to repent . . .
Faith, promise, love, everything forbids it . . .
(hearing a rapping, he goes to open the secret door)
Here she is.

Scene IV
Clifford and Arthur

Arthur
Oh! Heaven!

Clifford
Quiet.

Arthur
You are free, my lord?

Clifford
Yes. The queen
Loosed my bonds and by the secret passage
That you showed her sent me in her stead.
Now say, will Rosamund come?

Arthur
She promised.

Clifford
In her father she will have
A better counselor
Thatn the queen herself.

Arthur
Hush, someone comes.

Scene V
Rosamund descends the stairway.

Clifford
It is she.

Rosamund
What do I see? Oh, joy! Henry
Has reconciled with you!

Clifford
A more courteous hand
Freed me from the prison. You owe your father
To the queen . . . and you will have safety in her
Where you do not oppose her design.

Rosamund
Speak.

Clifford
You must depart
This realm at the first sound of bells
That announce the dying day. Arthur will
Escort you to Aquitaine . . . where . . . far
From a land that is witness to your shame . . .
The generous youth will be your husband.

Rosamund
Husband!

Arthur
(Great God!)

Clifford
Yes, husband.
You shiver! Could you hesitate!

Rosamund
Ah, poor me!

Clifford
Could you still be nursing
Some guilty hope!

Rosamund
All my hopes died
With my innocence.

Arthur
It is the fault of another. Misfortune
Has not made your fair heart less pure,
Nor are you less dear to me. Your hand
Will make me as blessed as any man ever was

Rosamund
Blessed! Oh, Arthur! You dream in vain.
I would give you eternal sighs
In dowry. A noble heart
Can never truly love me.

Arthur
Rosamund!

Clifford
Oh, how
Badly you mistake the guilty flame
That still burns within you! To keep yourself for the seducer
In the way you hope, I see as impious . . .

Rosamund
Keep myself for him? I neither desire nor ask it.
I will flee that deceiver;
I swear it to you and to heaven.
Let the veil of the penitents
Hide me from men;
I shall cover myself with ashes
At the foot of the holy altar . . .
But do not ask my hand,
I can love no more.

Clifford
And you could leave me
Deserted and widowed, my daughter?

Rosamund
Alas!

Clifford
Do you not wish to close
Your father’s eyelids?

Arthur
Listen . . . let a father’s grief
Move your heart.

Rosamund
Oh, you ask of me
Not love, but only sorrow.

Clifford
Decide . . .

Rosamund
Oh, God!

Clifford
Fie, uncouth child!
I return to my chains.

Rosamund
Father! Oh, father, listen to me.

Clifford
That I am no longer.
(about to leave)

Rosamund
I yield.
Let Arthur lead me far away,
I yield to your love.

Arthur
Oh, joy!

Clifford
And you swear it?

Rosamund
I swear it.

Clifford and Arthur
But what? You weep again?

Rosamund
Leave my heart
To perish in tears.
Nothing but weeping
Remains for me.
Peace and honor
Have vanished forever;
Comfort is not granted
This soul.

Arthur and Clifford
Hold back your tears,
Hide your grief.
You must rejoice,
Not weep, for yourself.
You are finding peace,
Regaining honor:
You receive the entire
Reward for your suffering.

Exit Clifford accompanied by Arthur. Rosamund throws herself on a chair in tears.

Scene VI
Rosamund alone

Rosamund
The sacrifice is sworn . . . Oh heaven, give me strength
To fulfill it. And I shall full fill it; thus will
Any such hope that still could delude
My debased mind be severed.
(rises)
The hour fixed
Approaches apace. Oh, sun! Tomorrow
Your nascent rays
Will see upon the sea the sails
That will take away from this cruel land.
But what loud footsteps do I hear
Close by? Let me see. Oh, heaven!
The king! I must flee.

Scene VII
Henry and Rosamund

Henry
You flee from me!

Rosamund
(I am frozen.)

Henry
Rosamund!

Rosamund
(Oh, fatal voice!)

Henry
Do you not hear Edgar?

Rosamund
Ah! You have never been
Edgar, you! Would that I had never
Heard you in my solitude! Why ever do you come!
To look upon my tears? It would be to my shame,
Monster, to shed them still before you.

Henry
You shall shed no more,
Never more, Rosamund. Already the magnates
Acclaim you Henry’s wife, and by the universal
Desire of England, calls you to the throne . . .

Rosamund
To suffering, to suffering I am condemned.
Return me to my father you yourself . . .
Console the troubled old man . . .
Let this act of pity
Mitigate your crime.

Henry
The heartless man would seize you from me;
He destines you as wife to another;
When you are queen
You shall have grace and favor.

Rosamund
Queen! I! Do not belive it;
That I shall never be.

Henry
That you are already.

Rosamund
Ah! I am your victim alone . . .
Begone from my sight
So that I hear you no more.

Henry
Ingrate!
You have changed so much!
Such a vile reward you give
To my faithful love.

Rosamund
I must . . . I have sworn it.

Henry
To whom?

Rosamund
To honor, to heaven.

Henry
Once you swore . . . recall it . . .
To love me forever you swore;
You called upon the same heaven
Present at your oaths:
Hope, honor, future,
All you placed in me . . .
Ah! You will not be a perjurer,
You will not fail in faith.

Rosamund
Not I, not I am forgetful
Of those oaths, you know it:
Restore that Edgar to me,
To whom I pledged my honor . . .
That honest and pure soul,
That noble heart—where is he?
Oh, My eternal misfortune,
I see none here but the king.

The hour strikes. Rosamund shakes herself and utters a cry.
Ah!

Henry
What terror!

Rosamund
Oh woe unto me!
The hour has arrived!

Henry
What hour?

Rosamund
The hour that must divide us . . .
Leave me, for love of mercy.

Henry
Ingrate! Do you still insist?

Rosamund
Until death. Go . . .

Henry
Vouchsafe a brief instant
To your insane fear;
If you can forget the lover,
Remember your sovereign . . .
Think that I despise and scorn
A kingdom for you hand,
Think that boundless love
Has no reins or dam.

Rosamund
Ah, in my trembling heart
In vain you seek peace . . .
The lover has robbed me of it,
The soverign cannot give it back.
I think that the realm of England
Was pledged to another love;
I think that your furor
Makes you more culpable.

Rosamund goes off quickly. Exit Henry.

Scene VIII
A solitary part of the gardens at Woodstock. A grove of plane trees and a fountain shaded by weeping willows. It is night. Eleanor’s followers enter from various points, stealthily, exploring the place.

Chorus
Here are the ancient plane trees
Raising their faces to the sky.
Under the weeping willows
Behold the secret fount.
We have arrived promptly;
She has not yet come.
To the nearby porticos
Which ascend to the castle,
Let us go, to see if she comes down.
Whether she walks about secretly,
Whether any noise is heard.
Silence . . . Listen. It is the rustling
Of the wind in the leaves . . .
It is the fountain that murmurs
Rippling from edge to edge . . .
O heaven, darken the shadows;
May your favor smile upon us.
(they disperse)

Scene IX
Rosamund alone.

Rosamund
I arrive first. What holds Arthur?
What hindrance delays him? Might someone
Have learned of the plan? Ah! Heaven forbid
That Henry surprise us . . . I tremble . . . I freeze.
Let us sit.
(sits next to the fountain)
Oh, how cold
These marbles are! How dense and dark
The night that surrounds me! Every morbid
Presentiment grows in me with the shadow . . .
(rises distractedly)
An evil omen of death chokes my heart.
What indistinct sound
Do I hear in the distance . . . it is the moaning of the wind
In the branches . . . and the murmur of the water.

Scene X
Eleanor and the above

Eleanor
(from afar)
It is she . . .

Rosamund
Ah! Who spoke?

Eleanor
(approaching)
Is it you, Rosamund?

Rosamund
(trembling)
Yes, it is I . . . here alone I pace
Shaking and perplexed.

Eleanor
You have good reason.

Rosamund
Oh heaven! What new
Enmity in you?

Eleanor
You betrayed me.

Rosamund
I!

Eleanor
Yes, you. From all sides
Guards are rushing . . . each one is armed.
Just for you, traitress.
The design is known to the king.

Rosamund
Known to him! Oh, unhappy me.
Where is my father? Where is Arthur?

Eleanor
In chains, perhaps.

Rosamund
Oh! Let us hurry
To their defense . . .
(starting out)

Eleanor
Stop, ingrate.
(takes her arm)
It is useless to hope that I should suffer
Such a great offense unavenged;
You hope in vain to accomplish
May shame, my ruin.

Rosamund
Oh, mercy! Mercy, my Queen!
Oh, do not think me so wicked.

Eleanor
You shall die, you have forced me to it,
You have driven me to terrible guilt.
It is no longer revenge,
It is not hatred that inflames me.
It is madness, it is extreme delirium
That makes me brandish the dagger.
Tremble, vile wretch, tremble!
No one will save you from me.

Rosamund
Ah! I swear it, before heaven I swear,
I did not betray the secret.
I warned my father and Arturo.
Here he wept . . . but still abandoned . . .
Sacrificed for your sake
Glory, love, peace of mind.
If you still wish life . . .
A few days . . . and it will be yours.

A moment of silence. Eleanor holds the dagger raised over Rosamund prostrate at her feet.

Eleanor
Rise and come. I offer you yet
One sole means to disarm me.

Rosamund
What? Tell me!

Scene XI
Eleanor’s partisans and the above.

Chorus
Eleanor!
Flee! Henry hastens hither in arms.

Eleanor
And Clifford?

Chorus
He is in fetters . . .
The plan failed utterly.

Eleanor
You drive me to black transgression,
Hostile fate, and I shall accomplish it.

Chorus
Here is the king.

Rosamund
A moment of horror.

Henry
(from within)i
My Rosamund!

Rosamund
Oh, heaven I implore you.

Scene XI and the last
Henry with a retinue of armed men, knights nad ladies, Clifford and Arthur disarmed under
guard.

Henry
Where is she?

Eleanor
I yield her to you.
(stabs her)

All
Ah!

Henry, Clifford and Arthur
Heartless woman!

Rosamund
Oh father! I am dying.

Clifford
Daughter! Daughter!
(falling upon Rosamund)

Chorus
Unfortunate woman!
The expires!

All
Oh, God! What horror!

Eleanor
I am avenged at last.
Tremble, Henry! I still rule.

THE END

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