Le convenienze ed inconvenienze teatrali (1831)

The More I learn, the Less I Know

Le convenienze ed inconvenienze teatrali (1831)

Theatrical Conventions and Inconveniences
(Viva la Mamma)
Comic Opera in 2 Acts

Libretto by Domenico Gilardoni and Gaetano Donizetti

The basis for Gilardoni’s libretto was a play by Antonio Simeone Sografi (1759-1818), Le convenienze teatrali (1794) . From that Donizetti composed a one-act farce with the same title produced in Naples in 1827. In 1831 for Milan, the composer expanded the piece to two acts incorporating some of a second Sografi play, Le inconvenienze teatrali (1800), and expanding the title, to form the present version.

A classic audio recording of the 1827 version from the 1976 Bregenz festival, with stellar cast. There are videos on YouTube, but of poor quality. This is a work that producers have seen fit to adapt and rewrite substantially, so this translation may not be as serviceable in following the recordings as others.

CAST OF CHARACTERS

Corilla Scortichini, prima donna (Soprano)
Procolo Cornacchia, her husband (Baritone)
Luigia Scannagalli, seconda donna (Soprano)
Mamma Agata, her mother (Buffo Baritone)
Dorotea Frescopane, musical director (Contralto)
Guglielmo Antolstoinoloff, a German tenor (Tenor)
Biscroma Strappaviscere, composer (Baritone)
Don Prospero Salsapariglia, poet and grocer (Buffo)
Impresario (Baritone)
Theater Inspector (Bass)
Chorus of theater employees

The action takes place in the Theater of Brozzi

ATTO PRIMO

La scena: sala di prova di un teatro. Sono in scena Corilla, Procolo, Luigia, Dorotea, Don Prospero, Guglielmo, l’Impresario, Biscroma e vari coristi, tutti seduti intorno ad un pianoforte, in procinto di concertare l’opera.

Biscroma
Cori, attenti e a tempo entrate;
Siate pronti a far l’inchino;
Raccomando le volate
Coi trilletti in Elafà.
Dunque a noi! attenti!

Tutti
Ma che si prova?

Biscroma
La sortita dell’Ersilia
Che smarrita, sbigottita,
Poveretta, fa pietà.

Corilla
Sentite la mia voce
Come ben gorgheggerà!

Procolo
Sentite la sua voce
Come ben gorgheggerà!

Dorotea
(tra sé)
Farmi far da comodino!…
Quest’è troppo in verità.

Luigia
(tra sé)
Darmi un sol recitativo?
Che dirà la mia mammà?

Biscroma
Su, proviamo, via silenzio,
Badi ognun a quel che fa.

Tutti
Su, proviamo, via silenzio,
Qui nessun si muoverà.

Corilla
«E puoi goder, tiranno,
D’un cor che pena e geme;
Trema d’un tanto affanno:
Vendetta, sì, il ciel farà.»

Guglielmo
«Frena quel pianto e spera.»

Corilla
«E il caro bene?»

Guglielmo
«Vedrai.»

Corilla
«Non più crudel sarai?»

Guglielmo
«Mi vinse alfin la pietà.»

Corilla
«Ah! vicino è il bel momento,
Che a bearmi in lui ritorno.
Della gioia è questo il giorno,
Più non deggio palpitar.
A me vola, o bel momento,
E rinnova nel mio petto
Quel piacere e quel diletto
Che fa l’alma inebriar.»

Procolo
Brava!

Coro
«A lei vola, o bel momento,
E rinnova nel suo petto
Quel piacere e quel diletto
Che fa l’alma inebriar!»

Dorotea
Dica un po’ signor maestro:
Vi sarà per me il rondò?

Guglielmo
Per me l’aria con trompette?

Luigia
La «Romance» v’è, sì o no?

Biscroma
Si dirigano al poeta.

Guglielmo, Luigia e Dorotea
(a tre, rivolti a Don Prospero)
C’è?

Don Prospero
(indicando Biscroma)
Al maestro, io non lo so.

Biscroma
Ma il libretto?…

Don Prospero
…Lo spartito?…

Biscroma
Or vi spiego…

Don Prospero
Or vi dirò.

Guglielmo, Luigia e Dorotea
Basta, basta ho già capito:
Il poeta ed il maestro
Han perduto per me l’estro,
Perché lei
(indicando Corilla)
Già l’intrigò.
D’avvilirmi in questo modo,
Se madama ha nel pensier,
Qui fra poco, a suo dispetto,
Chi son io farò veder.

Impresario
Il poeta ed il maestro
San pur quel che han da far.
Meno inchieste inopportune.

Tutti
Su, allegri; prepariamoci
Per la gran prova in scena,
Che sento già gli applausi
Dell’opera echeggiar.

Guglielmo e Dorotea
(tra sé)
Appena il ciel imbruna
Non mi farò trovar.

Tutti pianissimo tra loro.

Don Prospero
Alle care mie parole
Tutti estatici saranno,
Né frenare si potranno
Nel sentirle articolar.

Biscroma
Alle note mie soavi
Tutti in estasi andranno,
Né frenare si potranno
Nel sentirle picchettar.

Guglielmo, Luigia e Dorotea
Canto, musica e parole
Tollerar non si potranno;
Son cose, si diranno,
Da far noia e sbadigliar.

Don Prospero
Già in teatro parmi udire:
Viva, bravo il buon poeta!
Già mi sembra di sentire
E gli evviva ad ascoltar.

Biscroma
Già in orchestra parmi udire:
Viva, bravo, fuor maestro!
Già mi sembra di sentire
E gli evviva ad ascoltar.

Corilla e Procolo
A quei trilli, a quei passaggi
Tutti in estasi ne andranno,
Né frenare si potranno
Poi nel dolce gorgheggiar.

Impresario
Viva, bravo, fuori! sì,
Scena, musica e parole
Or risponde ai voli e al canto
E daranno un certo incanto
Da far proprio spiritar.

Coro
Sì, sì, già in scena parmi udire
Un applauso trionfale;
Viva, viva l’Impresario
Che ci ha fatto divertir.

Biscroma
Bravi, bravi ragazzi!
Oh! son contento.
Siete una manna, un balsamo, un portento.
Andate pur, andate.

Il coro esce.

(rivolto all’Impresario)
Eh, che ne dite?

Impresario
La musica è divina,
Grande la cavatina!…

Biscroma
(tra sé)
Io l’ho rubata!

Corilla
Ma senza i miei gorgheggi,
Gli smorzati, i crescendo,
I picchettati…

Procolo
Parrebbe una canzone
Buona per colazione!

Biscroma
Se lo dice il gran Procolo Cornacchia
Sarà così, non replico.

Corilla
Ed è vero, perché sono avvezzata al canto
Degli autori oltramontani
I quali, dell’effetto e della novità
Non mai satolli, in chiave
Mi ponean venti bemolli…

Procolo
Con trentasette diesis e bequadri
E una turba infinita di accidenti.

Biscroma
(tra sé)
Che ti colgan tutti incontanenti.

Don Prospero
Ma niuno a’ versi miei
Niun plauso arreca?
Gente di senno cieca!

Biscroma
Ed hai ragione
Perché se avanzerai di questo passo
Dovrai finir dove ha finito il Tasso.

Don Prospero
A questa gloria aspiro.

Guglielmo
(rivolto a Biscroma)
Si lei vuol suono per mia cavatina,
Io canto.

Biscroma
Vuol provarla?

Guglielmo
Da… da… Provar.

Biscroma
Via incominciamo.

Guglielmo
«Ah! tu mi vuoihi? che brahami? Che più sperar t’avanza?
Ertzilia! Ertzilia mia, la costanza sempre nel cor maggior si fa, sì!
Un file io non sono! Credi ch’io t’abbandoni?
T’amo, sì, t’amo mio ben, né mai lontan da te sarò.»

Biscroma
Ottimamente!

Impresario
Bravo!

Procolo
Non c’è male.

Corilla
(rivolta a Prospero)
Dica un po’, signor mio,
Al rondò ci ha pensato?
Sarà ben situato?

Don Prospero
Egregiamente!

Corilla
Badi bene, poeta,
Che se il rondò non ha catene
È inutile, non canto.

Don Prospero
Ella è curiosa!
Se Romolo è trionfatore e vien sul foro
In mezzo ad un concistoro
Di popolo accorrente
E tripudiante, mi sembran le catene
Fuor di luogo.
Facciam così: vi metterò a cavallo
E invece del rondò con le catene
Lo avrete con le staffe… eh?…

Corilla
Non va bene. Fate che il signor Romolo
Venga trionfante in carcere
E le catene andranno a meraviglia.

Don Prospero
Ma lei per chi mi piglia?

Corilla
Per quel che siete…

Don Prospero
A dir?…

Corilla
Un ciabattino che fa da letterato;
Ma in sostanza una bestia, un disperato.

Don Prospero
Chi rattoppa ciabatte
Può rattoppare ancora il Metastasio:
Eccone qui la prova aperta e chiara:
(eroicamente)
Leggi i miei versi e a rispettarmi impara.

Impresario
Via, via provvederemo. Il nostro vate
Vedrà di contentarla, la servirà.
Frattanto leggiamo il cartellone.

Don Prospero
E spicciamoci presto.

Guglielmo
Cosa faciute?

Luigia
Il cartellon si legge.

Guglielmo
Ah! cartellonie?
Cavasciò!

Agata
(internamente, con accento napoletano)
A me simile affronto? A me cospetto!
Mamm’Agata, briccone, te la farà pagare.

Luigia
È qui la mamma!

Impresario
Agata arriva? Cartellone, addio!

Agata
(entrando)
Di questa azion devi pagare il fio.
Mascalzoni! sfaccendati! più creanza, più rispetto
Miei signori, dove mai finor s’è visto
Che non può venir la mamma a trovar la sua figlia,
Quintessenza di bontà?

Biscroma
Agatina datti pace…

Agata
Giusto a te voglio parlà!
Hai pensato per Luigia?
L’hai già scritto il rondò?
Statte attento che se manchi
La città rivolterò.
Hai pensato?… dico a te.

Biscroma
Si vedrà… ci penserò.

Agata
Che vedrò… che penserò…
Anzi senti in abregè
Per far fare eruzione, che bellissima invenzione,
La mia mente escogitò: fa un cantabile a note trillanti,
Poi l’allegro con gran sincopate e mia figlia,
Scommetto la testa, un gran chiasso, maestro, farà.
Il violino col zicchete, zicchete, accompagni il clarino
E l’oboe col piripi, piripi, il violone col frunchete, frunchete;
Poi va in terza col corno tu, tu, e vedrai che nell’orbe
Terraqueo pezzo eguale, maestro, non c’è.
Che invenzione sublime!… Eh? Che ne dici?
Il celebre maestro Paesanello non avria fatto
Una simile pensata. Sarà di grande effetto sorprendente
Quel zicchete, frucchete, tutu…

Biscroma
(interrompendo)
Sì, sì più tardi parlerem di ciò.
Siedi fra me ed il tenor.

Agata
Che si combina?

Biscroma
Si legge il cartellone.

Agata
A meraviglia!…
(a Guglielmo)
Monsièr Stolonoff, votre servente.

Guglielmo
Oh!…
(con un inchino)
Io per voi, signora.

Luigia
(alla madre)
…Così tardi?

Agata
Sono stata da quello… mi capisci?…
Dall’amico dello scialle e a tutti i costi
M’ha trattenuta a far seco il supé…

Biscroma
(rivolto a Corilla in segreto)
…Ed è ubriaca. Oh, poveretto me!

Corilla
(rispondendogli)
…Sì, è ubriaca!…

Impresario
(leggendo il cartellone)
A Campi per la solita fiera s’aprirà la stagione con il primo famosissimo spettacolo intitolato Romolo ed Ersilia…

Procolo
Fermi! La prima donna ha sempre la mandritta sul cartello: dunque il dramma deve essere intitolato, e il voglio, Ersilia e Mommolo; diversamente noi non cantiamo.

Dorotea
(arrabbiata)
Il titolo è stampato e non si cambia.

Procolo
(rispondendo)
Se Metastasio ha fatto un fallimento…

Biscroma
Lui risponde di tutto.

Dorotea
Io mi protesto.

Biscroma
Ma lei signor poeta cosa fa?

Don Prospero
Dirò: la legge antica di natura, vuol che sia la donna avanti all’uomo e qui ha torto Metastasio, ed ha sbagliato.

Dorotea
Pur se così è stampato si deve dir così.

Procolo
(arrabbiato)
Né vuoi tacer ipsilonne di tutte le cantanti?

Dorotea
A me?

Biscroma
(trattenendo Procolo)
Prudenza!

Procolo
(all’Impresario)
Inseguitate.

Biscroma
Avanti.

Impresario
(riprendendo la lettura)
…Intitolato Romolo ed Ersilia del Cesareo poeta Metastasio, accompagnata per questa circostanza da Prospero Zampogna fra arcadi «Melampo Stivalonico» con musica del classico Biscroma Strappaviscere.
Prima donna assoluta…

Procolo
(interrompendo)
Zitti!… e ciascun si levi.

Dorotea
(gelosa)
A che proposito…?

Procolo
Madama, nostra moglie è nominata!…

Agata
Che tu possa morir d’una stoccata.

Impresario
…La signora Corilla Fiorilla Petronilla cortichini…

Agata
E con tutti questi illa starebbe bene un po’ d’anguilla!…

Corilla
(ironica)
Graziosa!…

Impresario
…Primo musico Dorotea Frescopane.

Dorotea
Al servizio.
(fa un inchino)

Impresario
Di chi?

Dorotea
Dell’Accademia del Missipipì.

Impresario
A noi.
(legge)
Primo tenore Guglielmo Antolonoff.

Guglielmo
Nix cavasciò!… mi chiamo Antolstoinoloff.
(leva di tasca la tabacchiera)

Agata
Che razza di cognome!…

Impresario
(a Prospero)
Scriva lei.

Agata
(togliendo la tabacchiera di mano a Guglielmo)
Caro il mio Stoltoinoff, tiene tabacco?

Guglielmo
(tentando di riprendere la tabacchiera)
Da… da…!

Agata
Qua una presuccia. Oh, bella!… bella!…
(a Luigia)
Sembra la tabacchiera che ho perduto nel Teatro del Gambero, ti pare?…

Luigia
Sì, rassomiglia.

Guglielmo
Is vol ti?

Luigia
Mille grazie!…

Agata
Che grazie, ignorantina! Quand’un cortesemente offre una bagatella, non è buona creanza di rifiutar!
(a Guglielmo)
Donné muà!
(riprende la tabacchiera e dice)
Gras, gras.

Guglielmo
(commentando)
Stata gripò la mamma.

Dorotea
(all’Impresario)
Ditemi un po’, signor, chi canta il primo?

Impresario
Dopo le parti secondarie
(indicando il tenore)
È lui.

Guglielmo
Blagaderò, blagaderò.

Agata
(tra sé)
Chi lo capisce?
(forte)
Ehi, signor Stinoloff, che ora abbiamo? Veda, veda per grazia!
(tentando di prendergli l’orologio)
Oh! caro!… che bell’orologio!

Guglielmo
(contrastando)
Vedo bello… star brutto.

Agata
(tra sé)
Screanzato!

Corilla
(a Prospero)
Chi è l’ultimo?

Don Prospero
Il primo uomo.

Procolo
No, essere deve madama mia moglie o non cantiamo.

Dorotea
(protestando)
In questo modo adunque ella mi tratta? Le convenienze mie le voglio tutte.

Guglielmo
Io pur mie convenienze!…

Impresario
Oh, sì, le avrete!

Corilla
Dopo le mie però.

Dorotea
(stizzita)
Dopo le sue? Io saprò terminar ogni questione.
(parte)

Guglielmo
Anche per me è finita.
(parte)

Agata
Ah, cospettone! Non mi son mai trovata in tanti impicci.
(rivolta a Corilla)
Non ti ricordi più quando vendevi, or son quattr’anni, in piazza i pasticetti che il Procol
tuo faceva tanto perfetti?

Biscroma
Brava la mamma, brava!

Procolo
Noi pasticceri, noi?… Povera gente, si vede ben
Che non sapete niente. Che credete che mia moglie
Sia di quelle canterine
Mediocri, anzi a dozzine?
Che per farsi scritturare
A’ sensali soglion dare
Su le paghe la metà?
No, signori, essa è una stella
Dell’armonico emisfero
Virtuosa quanto bella,
Potpourrì di rarità.
Fin nell’utero materno
Fece spaccio di volate;
Scale, poi, semitonate
Si sentìan ne’ suoi vagiti
E sorpresi e sbalorditi,
Dicean tutti i professori,
S’ella è tal ne’ primi albori,
Nel suo giorno che sarà?
Annunziavan le gazzette
Le sue doti portentose;
Per le poste e le staffette
Grandi offerte luminose
Le spediva ogni impresario
Per poterla scritturar.
Non di svanziche o quattrini
Nei contratti si parlava,
Di dobloni, di luigi, di zecchini, si trattava;
Viaggio, alloggio, pranzo e cocchio
Prometteangli a più non posso
E per lei s’era già mosso
Tutto l’orbe sublunar.
Mille e mille signorine, potenti e milionari,
Militari e negozianti, finanzieri e mezzo ceto,
Gareggiavan tutti quanti
Le sue grazie a meritar.
E osate, o vili insetti,
La mia moglie disprezzar?
A vendicar le ingiurie che fate a tal gioiello,
M’impresta Giove i fulmini, Vulcano il suo martello.
Ancor chi è il gran Procolo, non conoscete bene.
Tremate, enti vilissimi! Per voi non v’è difesa,
Se nella moglie offesa
La fama mia sarà!
In Parigi, in Catalogna,
Nella Scozia ed in Guascogna
La bandiera, anzi l’antenna,
Sovr’ogni altra ci piantò!
Tremate, enti vilissimi! Per voi non v’è difesa,
Se nella moglie offesa,
La fama mia sarà!
(parte)

Impresario
(assai turbato)
Qui mi si vuol far perdere la vita,
Ma la farò finita!
Io vado a ricorrere a chi si deve.
(parte)

Agata
(rivolta a Biscroma)
Or s’è parlato di arie, di rondò;
Ma il duetto di Corilla con mia figlia
È già pronto, con cori e ballo analogo?

Luigia
Lo voglio!

Biscroma
(seccato)
Eh, andate al diavolo!
(parte)

Agata
(consegna una moneta alla figlia)
Prendi… fattelo fare, dagli un paolo.

Luigia esce.

Corilla
Senti, madama squinzia: io non canto il duetto con tua
figlia!

Agata
Metto allor tanto di baffi
E poi…

Corilla
Che fai?

Agata
Che fo?… ti prendo a schiaffi!

Corilla
Ch’io canti un duetto; con chi?… con tua figlia?
Che tu lo pretenda non è meraviglia!
La sciocca son io
Che tollero ancora
Cotanta insolenza
Che oltraggio mi fa.

Agata
Evviva la Pasta, la Storchio, la Patti!
Si è posta in superbia,
Ma, veh, quanto è trista!
L’altr’ieri a Milano
Facea la corista
E poi da gran dama
Vuol farla ora qua.

Corilla
O modera i termini, mammaccia del diavolo,
O in pezzi la cuffia in aria andrà.

Agata
Se un dito mi tocchi, io mando da Procolo Madama la moglie graffiata qual va.

Corilla
Non canto il duetto,
L’ho già stabilito.

Agata
Biscroma lo vuole.

Corilla
Gli hai fatto un vestito?

Agata
Lo vuole il poeta…

Corilla
Gli hai dato moneta?

Agata
Madama, madama!

Corilla
Tua figlia è seconda,
Io donna sublime.
Io celebre artista maggior tra le prime,
Con una donnetta che stona se canta,
Mostrarmi sul palco sarebbe viltà.

Agata
Mia figlia è seconda che batte le prime,
Quand’era seconda nemmeno eri terza.

Corilla
Orsù vanne fuori, non starmi a seccare;
Dai miei protettori ti faccio accoppare.

Agata
Di questi a migliaia mia figlia ne tiene:
Il duca dell’Aia, il conte d’Atene,
Don Mario Panzotta, don Bartolo Arrischia,
Il duca Pilotta, il principe d’Ischia.
Studenti a ventine,
Soldati a dozzine,
Mia figlia se vuole
Sortendo in teatro
Un melo granato gettare ti fa.

Corilla
Ah, vecchia pettegola!…

Agata
Sei gialla, sei brutta…

Corilla
I fumi già salgono…

Agata
…Di fuoco son tutta…

Corilla
…Ti voglio graffiare…

Agata
…Ti voglio svisare…

Corilla
…Ti voglio imparare che sia civiltà.

Agata
Guardate la gazza,
Veh! quanto ne fa!

Corilla
Ah, tutta convellere la rabbia mi fa,
Divento una vipera che freno non ha.

Agata
…Ma crepa, ma schianta,
L’avrai da cantar!

Partono inviperite.

Impresario
(rientrando con Prospero e Procolo)
Siam minacciati da un grave pericolo:
Il tenore vuol fuggire… e allora?…
Che faremo?

Don Prospero
All’uso degli antichi: di quel che non avevan facevan senza!

Procolo
Niente paura! Ci son io! Io lo rimpiazzo!

Impresario
Ma la parte è difficile, di grand’impegno!

Procolo
Sono uomo di grande ingegno.
Di parte io non ho d’uopo:
Orchestra suoni, ed il suggeritor mi dia le parole: il resto è fatto. Io compongo la
musica da sé.

Don Prospero
(tra sé)
Sarà bellina, affé!

Procolo
Mandami un pianoforte con i pedali,
Ché io possa ricercare il do di petto.
(ampolloso)
Se il trovo ancora un gran furor
M’aspetto!
(parte tutto impettito)

Impresario
(avvilito)
Cosa succederà, poeta mio!

Don Prospero
Ci ammazzano i fischi!

Agata
(entrando con i fogli in mano rivolta all’Impresario)
Io vengo a volo per dirti in pochi detti che Dorotea fuggì; ma che Agatuccia vuol levarti d’impaccio.

Impresario
Come?…

Agata
Una parte manca ed io la faccio.

Don Prospero
Misericordia!…

Agata
Che credi? Se ho fatto il supplimento sulla Scala, posso cantare a Campi.

Impresario
Ottimamente! Ed io vado a vedere se accettati saran questi rimpiazzi.
(esce)

Don Prospero
Poveri noi, tutti diventeremo pazzi!…
(esce)

Agata
(risentita)
Voglio insegnare alla superba donna come si canta e si gestisce in grande e come in un palchetto mamm’Agata sa fare anche l’occhietto.

Entrano Guglielmo e Biscroma Strappaviscere. Agata va loro incontro.

Maestro, anch’io sono impegnata!
(sventolando le carte)
So già il duetto ed ho scorso la cavallina.

Biscroma
Brava, brava biondina!

Agata
Dite, che son queste barchette?

Biscroma
Son crome e semicrome.
Il duetto fa piangere.

Guglielmo
Ja, state tutte lacrime!

Agata
Proviamolo insieme.

Guglielmo
(rivolto a Biscroma)
Si mammaccie non cantar péne
Io faciuti subite fuggimente e lasciar Impresario
Et anche imprese.
(canta caricato, pronunciando con difficoltà l’italiano)

«Per me non trovo calma,
Per te non trovo pace,
Per lei non trova l’alma
La sua felicità.»

Agata
«Per me, per te, per lei,
Pe’ tuoi, pe’ suoi, pe’ miei
Deh, fate lume, o Dei
(a due)
In tanta oscurità.»

Guglielmo
«Il bel piacer m’innonda.»

Agata
«Ersilia tua sarà.»

Biscroma
(mentre i due cantano si prodiga in suggerimenti)
Abbassa, lega, stacca, manca, porta la voce.
Fa bene, basta qua. Che musica profonda,
Che maschia verità.

Guglielmo
Eh! maestre, nix duette,
Mamme, state troppe cagne, afer foce maledette,
Non foler con lei cantar.

Biscroma
Ma sentite…

Guglielmo
Nix sentire…

Biscroma
Ma perché?…

Guglielmo
Foler partire, far paule e cane e lepre di qui, sviffete, scappar.

Agata
Ehi! maestro, al caro lei, dalla bocca che gli scappa?

Biscroma
Disse a me che sei marmotta, che non vuol con te cantar.

Agata
Ah, la stridula trombetta! Tanto è bestia quanto pesa, quest’offesa fare a me?

Guglielmo
Pestione, pestione!

Biscroma
(a Guglielmo)
Taci un po’.

Agata
Rapa!

Biscroma
(ad Agata)
Ah, ti vuoi frenar?

Agata
No… no… no…
Ah… ah… ah…
(sta per cadere in deliquio)
Canfore… Colonia… Un po’ d’aceto…
Su, presto…

Biscroma
Finiscila mamm’Agata.

Agata
Già gli occhi mi si oscurano…

Biscroma
Mi sembri una ragazza… finiscila.

Agata
Mi sento già svenir.

Guglielmo
(battendo sul cembalo tutto stizzito)
Foi non sapere musiche,
Foi state stonatrice, lasciate mie soprabite…
Non foler stare qui.

Biscroma
Piano! Mi rompi il cembalo!…
Piano, pedala pian, pianin.

Agata
Ah, bestione!

Biscroma
Agata, piano non lo strappar.

Agata
Teh, piglia, sono furia da femmena vestita.

Guglielmo
Mamma!… Cagne!…

Agata
(strappando le carte e gettandole in faccia al tenore)
Teh, teh, teh, piglia…

Biscroma
Deh, non stracciarmi o barbara!
Aspetta, che sei pazza?
Mammaccia del diavolo!

Guglielmo
Maestre, tu difendere vecchiacce stonatrice?
Io far vostre cartofole
Minuzzole così.
(strappa la parte)

Biscroma
Non lacerarmi, o perfido,
I dotti miei sudor!
La partitura a me.

Agata
A pezzi quel soprabito ti voglio far così.
(tira la coda del soprabito al tenore e gliene resta un pezzo in mano mentre questi scappa via)

Biscroma
Oh, povero me, povera la mia musica!
Anche il tenore se n’è andato, ed or che fare?

Impresario
(rientrando)
Maestro che avvenne? Perché il tenor se ne va via?

Biscroma
Lasciami stare, non so dove mi sia.

Impresario
Allegro, allegro son permessi i rimpiazzi.
Mamm’Agata sarà il musico
(entra Procolo)
E ser Procolo il tenore.

Procolo
Cos’è?

Agata
(riavendosi dallo choc)
Che fu?

Impresario
Siete accettati.

Agata
Oh, bene!

Procolo
È fatta la tua sorte.

Biscroma
(piuttosto accorato)
Ma chi fa i falsetti?…

Procolo
Sta’ zitto! Ho un’ottava falsificata,
Sentirete certi acuti tutti nuovi.

Entrano Prospero e Luigia.

Don Prospero
Signori, questa posta è vostra.
L’avvisator l’ha data a me per voi.

Luigia
Ve n’ha per me?

Agata
Per me?

Procolo
Per me?

Don Prospero
Un giornale per Procolo,
(a Luigia)
Una lettera per voi.

Agata si siede a destra con la figlia.

Agata
Leggiamo insieme.

Biscroma
(a Prospero che gli porge alcuni fogli)
Hai rifatto la scena?

Don Prospero
Vedi se ti piace.

Procolo
(siede con la moglie a sinistra e spiega il giornale)
Ora l’esito avrem degli ultimi spettacoli.

Impresario
Andiamo a vedere la scena.
(parte)

Agata
(toglie di mano la lettera alla figlia e legge)
«Livorno 10 aprile,
Luigia mia carissima
Al foglio tuo gentile
Risponde l’impresario
Che accetta la scrittura
Qualora mandi al diavolo
Quell’orrida figura
(leggendo insieme con la figlia)
Dell’empia tua mamm’Agata…»

Don Prospero
(declamando con enfasi)
«È vero… è vero…
Vendetta un dì giurai…!»

Agata
(tra sé)
Che dice quel poeta?

Biscroma
Bravo, ma bravo, va benissimo.
(declamando)
«Vendetta un dì giurai…»

Luigia
(toglie la lettera alla madre e legge)
«Dell’empia tua mamm’Agata…»

Agata
(piano alla figlia)
Leggi in sordina.

Luigia
«…Che sparge la discordia
In ogni compagnia,
(legge insieme alla madre)
Che spoglia vecchi e giovani
Qual ladro in sulla via.»

Don Prospero
(sempre con enfasi)
E questo è pur certissimo;
Ognor mel rammentai.

Agata
(tra sé)
Ed ora se continua gli spacco la vetrina!…

Biscroma
Bravo, bello, mi piace assai!…

Luigia
(continuando a leggere)
«…per cui v’ha gran pericolo
(leggendo a due)
Che appena qui arrivata
Da padri, madri e coniugi
Sia bene disossata…»

Agata
…Disossata?

Don Prospero
(non ricordando il verso)
È poco… è poco…

Agata
Ma vedi il briccone che rabbia mi fa!

Don Prospero
È poco svellere il core al traditor.

Biscroma
…Bello!

Agata e Luigia
(leggendo insieme)
«Deciditi!
Risolviti, se ciò ti converrà;
In caso opposto subito
Ad altra penserò.»

Agata
(sola)
(a Luigia mentre vanno più in fondo della scena)
Senti come risponder Luigia devi qua.

Don Prospero
Maestro mio, quest’opera scommetto che farà…

Procolo
(leggendo il giornale)
Fiascone decisissimo.

Biscroma
(guardando Procolo con rabbia)
Cascar ti possa l’ugola.

Procolo
(sempre leggendo il giornale)
Cremona: il primo ballo…

Biscroma
(a Prospero)
È certo un gran furore!
Sai dove andrà quest’opera?…

Procolo
(leggendo)
A terra, a terra! L’opera
È scritta da cavallo.

Don Prospero
Puoi farti molto onore!

Biscroma
Il libro e la mia musica
Avran tanto successo,
Che in coro tutto il pubblico
Al certo acclamerà.

Procolo
(leggendo)
«S’impicchino, s’ammazzino
Maestro e insiem poeta!»
L’udienza più discreta
Gridava or qua or là!…

Biscroma e Don Prospero
Non tarda questo Procolo
Le mani mie provar!

Corilla
(entrando)
Che succede senza Corilla?
È storia seria o buffa?

Biscroma
(al poeta)
Non è poi necessaria
Quella seconda zuffa.

Don Prospero
Ma aperto il sotterraneo
Che mette sul fondale…

Agata
(ritorna al proscenio con Luigia)
Scrivi che è un grand’asino,
Sozzissimo animale.

Biscroma
(ad Agata infuriato)
Ma questo è troppo, cattera!…

Procolo
È poco ad un insolente!

Biscroma
Io parlo con quest’Agata, mammaccia impertinente.

Agata
Maestro, statti buono,
Od io te le suono!

Corilla
Ma questa è un’increanza, è troppo inciviltà.

Don Prospero
Io leggo i versi miei.

Biscroma
Fu fiasco non è vero?

Agata
Ma cos’ha mai costui?

Corilla
(al maestro)
Sono io uno zero?

Luigia
(alla madre)
Lasciate quel poetucolo…

Don Prospero
Ah! figlia impasticciata!

Procolo
(a Corilla)
Disprezza quel maestruccio.

Biscroma
Ah, coppia diffamata!

Tutti
Se perdo la pazienza qui male finirà.

Appare sulla porta l’Ispettore.

Ispettore
Alla prova signori, alla prova.
Doccia fredda su tutti.

Procolo
È indisposta madama mia moglie.

Luigia
Non sto comoda.

Agata
Io tengo le doglie.

Ispettore
Non volete?

Tutti
(insieme)
No!

Ispettore
No?… Dunque, olà! V’avanzate.

Entrano soldati con portantine.

Le tre Donne
Ma questa è violenza!

Biscroma e Don Prospero
(ridono)
Ah, ah, ah, che gusto…!

Ispettore
(al musico e al poeta)
Tacete e prudenza…!
(agli altri)
Non volete? Ah, no?
(ai soldati)
Presto, su, cominciate da Procolo.

I soldati mettono Procolo in portantina.

Procolo
Che cos’è, Ispettore, altolà!
(dalla portantina)
Moglie, scrivi al tuo principe amico.
Scrivi, moglie, che tremenda vendetta farà.

Corilla e Luigia
(tra loro)
Non si scherza, qui fanno davvero.
Anche a me questo giuoco s’appresta,
Per schivar qualche brutta tempesta,
A teatro d’andar converrà.

Biscroma e Don Prospero
(rivolti all’Ispettore)
Grati a voi per sì
Bella vendetta,
Il maestro, il poeta saran.
(ridono ironicamente)

Ispettore
Ci voleva una pronta saetta.
La violenza domarli saprà.

Agata
(ai soldati che tentano di afferrarla)
Signor, no! Come quello rinchiusa?…
Non ci vado, non fo tal burletta!
Una donna qual me si rispetta,
D’insultarmi l’ardir non si avrà.
Se qui s’appressa qualcuno a me
Dovra pagar quest’offesa.
Qui ognun mi rispetti,
O l’offesa pagar mi dovrà.

Ispettore
(indicando la portantina)
Là.

I soldati prendono Agata e la mettono a forza in portantina.

Biscroma e Don Prospero
Questa sì che è una bella scenetta,
Dalle risa crepare mi fa. Ah, ah, ah!!…

Agata
Ispettore, te la faccio pagare.

Agata è portata via in portantina, il poeta dà il braccio a Corilla, il maestro lo dà a Luigia e tutti escono.

ATTO SECONDO

Un palcoscenico al momento della prova: sono presenti l’Impresario e mamm’Agata.

Agata
(all’Impresario)
Tu m’hai fatta violar, ma a tempo e luogo
Di questa violatura ne parleremo.
Adesso di un’altra cosarella
Voglio con te parlar.

Impresario
Mamma! per carità, lasciami stare.

Agata
No, signore! vo’ parlare e vo’ sapere
Di qual somma far deggio capitale,
Prima di esporre al pubblico questa
Mia faccia bella, o caro amico!

Impresario
Ed io tel dico;
Senza tanti complimenti,
Senza farti più mistero
Ecco in breve il mio pensiero.
Se per sorte tu vai male,
Stammi attenta ad ascoltar:
Come cosa naturale,
Tel confido
Francamente,
Da me niente
Puoi sperar.

Agata
A quattr’occhi in confidenza
Sappi dunque, amico mio,
Che una donna qual sono io
Non si lascia sopraffar.
Se la gente ha dei capricci
Per me certo non vo’ impicci,
Per lo men cinquanta scudi
Tu mi devi anticipar.

Impresario
Non son pazzo a questo segno
E la mamma canterà.

Agata
Se mi metto nell’impegno
Anche il diavol non potrà…

Impresario
Via, che serve? Una persona
Qual tu sei gentile e buona,
Una lieve bagattella
Non vorrà precipitar.

Agata
Come a dire?

Impresario
Se non canti
La prigion è già sicura.

Agata
Non fa nulla, vada avanti.

Impresario
Poco pane ed acqua pura…

Agata
Mangio e bevo al venir fuori.

Impresario
E per giunta la tua figlia
Lascio pure in libertà!

Agata
Come, come? La mia figlia lasceresti in libertà?

Impresario
Agatuccia, in conseguenza,
Più la mamma non farà.

Agata
No?…

Impresario
No!

Agata
Insolentissimo, lingua di vipera,
Cotanta audacia punita andrà!

Impresario
Tu puoi ben credere ch’io non so fingere,
Ciò ch’è nell’animo sul labbro sta.
Far dell’ira tanta prova a che giova, di’, che fa?
Con lo sdegno non si vince e nel caso, si vedrà.

Agata
Vo’ far parapiglia e sconvolger la città
E sarà gran meraviglia se tu vivo vai di qua.

Impresario
Ho fatto chiasso,
Questa è una burla:
Alfin d’accordo ci troverem.

Agata
Così va bene, d’accordo andrem.

Mentre esce Agata gridando «Burlone, burlone» entra Don Prospero.

Don Prospero
Impresario: una lite ho accomodata.

Impresario
Un’altra lite?

Don Prospero
Appena hanno i coristi saputo che il tenor
Vien rimpiazzato da Procolo
A gridare han cominciato
Invece di quel coro:
(recita in prosa)
«Viva il gran Romolo di schiere elette,
Di sue vendette trionfator.»
(indi canta con voce tenorile)
«Viva il gran Procolo, di dolci a fette
Buone polpette fabbricherà!»

Impresario
E Procolo?

Don Prospero
Pensate… ma l’ho calmato.

Impresario
Meno male!…

Don Prospero
Ah! viene Agata con sua figlia!

Entrano Agata e Luigia.

Agata
(guardando crucciata l’Impresario)
Addio, screanzato!

Impresario
Addio!

Agata
Ma come, in sì piccol teatro cantar dovrò,
Io che fui sulla Scala?

Impresario
Sieda e stia cheta, o chiamo l’Ispettore!

Luigia
(alla madre)
Ma tu fai sempre liti!…

Agata
Le faccio sol perché mi dian rispetto.

Luigia
Mamma, mamma!

Agata
Che c’è?

Luigia
I suonatori ci guardan ridendo.

Agata
I suonatori? In ogni tempo fur la mia passione: un corno ed un trombone mi correvan dietro come gatti nel principiar della mia carriera.

Luigia
Mi par che in quel palchetto vi sia quel collegiale…

Agata
Non guardar, non guardar perché sta male. Lo guarderai così languidamente allorché canterai la cavallina; ad uno studente è troppo un’occhiatina.

Biscroma
(entrando seguito da Procolo)
Amici, vi saluto!

Impresario
Oh! Maestro, ben venga.

Procolo
Domando scusa a lor signori.

Biscroma
Istrutto è già ciascun di tutto,
Ed il primo violino è tanto buono
Che facilmente accorderà perdono.

Procolo
(annunciando l’entrata della moglie)
La prima donna!

Impresario
Oh, madamina! Mettiamoci, amici miei, di buon umore.
E tu, Procolo mio, dimentica il passato ed avrai lode.

Procolo
(con intonazione enfatica)
«Cesare udì, risolverà da prode.»
Ma fiorettar non posso e gestire se non sono vestito.

Biscroma
(indicando Corilla)
Ed or frattanto proveremo l’aria tua.

Corilla
Prima di tutto vo’ fare i gargherismi.

Procolo
(chiamando)
Petruccio! L’ampollina.
Ecco.
(consegna l’ampollina)
Vado a vestirmi; addio, regina!
(esce)

Biscroma
Mamm’Agata, se vuoi, proviam la tua romanza.

Agata
Sono pronta, mi spiace che otturato tengo il fa acuto.

Biscroma
Lo sturerai.
(rivolto all’orchestra)
Signori! eccomi a loro,
Sono a pregarli…

Agata
…E anch’io: è la mia voce un campanel d’argento,
E se loro signori mi suonan forte, è fatta.
Non posso far sentire le smorzature.

Biscroma
(rivolto all’orchestra)
Si metta la sordina agli strumenti.
(ad Agata)
A lei mi raccomando…

Agata
(entrando prima del tempo)
«Assisa…»

Biscroma
È presto ancora!

Agata
Or, or la canto:
«Assisa a’ piè d’un sacco
In mezzo del furore
Gemeano fritti i sardi
Nel più crudel rumore.
L’acqua tra i rami trepidi
Ne percuoteva il suon,
I broccoletti limpidi
A’ freddi suoi sospiri
Ed i cancelli soffiano
Nei lor tremendi giri,
L’acqua tra i rami trepidi
Ne percuoteva il suon.»
(con gesto drammatico)
Ah, che dissi?…

Biscroma
Agata mia, tu stoni!

Agata
E chi ne ha colpa? Egli è il suggeritore che sbagliare mi fa.

Luigia
Viva la mamma!

Impresario
Agata evviva!

Don Prospero
Evviva!

Agata
Grazie!
(guardando Corilla che entra in scena)
A Corilla è caduto il rossetto.
Devo vestirmi da vittima?

Biscroma
(a Corilla)
Se vuole, possiamo provare l’aria.

Corilla
Andiamo pure. Di farvi questa grazia io non ricuso.

Biscroma
(all’orchestra)
Numero trentacinque.

Don Prospero
(a Corilla)
No, prego, mia signora,
Attitudin romantica… espressiva…

Corilla
Così?…

Don Prospero
No, no così!…

Corilla
Ah!…

Biscroma
Brava, evviva!

Qui Corilla canta un’aria di bravura a suo piacere.

Bene, bene, benissimo!

Impresario
Che voce!

Don Prospero
Che espressione!

Biscroma
Che forza!

Impresario
Che passaggi!

Agata
Dovria sortir peraltro una comparsa con un bel cestolino a raccoglier le note, tutte quante, che le sono cadute.
(alla figlia)
Andiam, vieni a vestirmi.

Biscroma
A noi, da bravi, la marcia trionfale!

Don Prospero
Aspetta, aspetta, si sono bruciate a Procolo le penne del cimiero.

Biscroma
Che serve? Fa lo stesso, andiamo, andiamo.

Procolo
(internamente)
Sono pronto maestro!

Biscroma
Incominciamo.

Coro
(entra inneggiando a Procolo che è portato in trionfo)
«Viva il gran Romolo di schiera eletta
Di sua vendetta trionfator!»

Procolo
«Son guerriero e sono amante…»

Biscroma
(gridando con voce naturale)
No, no, non senti che sei indietro? Eppoi cali!…

Procolo
(parlato)
Domani verrò coi tacchi così crescerò un dito.

Biscroma
(parlato)
Da capo!

Procolo
(riprendendo il canto)
«Son guerriero…»

Biscroma
Cali!

Procolo
«Son guerriero…»

Biscroma
Cresci!

Procolo
(con voce profonda)
«…E sono amante.»

Biscroma
(ancora gridando forte)
No, no, oh, poveretto me!

Procolo
(incollerito)
«Son guerriero…!»

Biscroma
Tu sei un asino!

Procolo
A me simile insulto?

Corilla
Io ti vendicherò.

Biscroma
Suvvia, la marcia lugubre.

Don Prospero
Attenti… a che ridete? Asini! Sciocchi!…
Esser mesti dovete… Abbasso gli occhi.

Mentre l’orchestra suona la marcia lugubre viene condotta davanti a Procolo come trofeo di vittoria Agata vestita da schiava per essere da lui stesso immolata agli Dei.

Procolo
«Vergine sventurata, giunto è l’estremo istante de’ tuoi teneri dì. La bionda chioma, quell’innocente viso…»
(parlando al suggeritore)
Le parole…
(canta)
«Quel placido sorriso
Mi muove a pietà…
Ma vuole il fato che…»
(fa l’atto di pugnalare la vittima)

Agata
(urlando)
Aiuto!…

Luigia
«Romolo non ferir!… Giove è placato!»

Agata
Oh, meno male!… A questo signor Giove vo’ mandare un regalo, ma…

Procolo
(ampollosamente)
Silenzio! Parla madama mia moglie.

Tutti
Zitti, ascoltiam!

Corilla
Signor maestro… ascolti.

Biscroma
Ascolto.

Corilla
Io vorrei cantar per ultima…

Biscroma
Come, come?…

Corilla
…Perché desidero riposarmi.

Biscroma
Come, come tal pretesa
Si concilia con l’entrata del rondò?

Corilla
Si modifica la parte; io mi voglio riposar.

Luigia, Agata e Don Prospero
È fissata la tua parte.
Non la puoi ormai cambiar!

Procolo
Ehi! che modi?…

Corilla
Ascoltate: con un tocco da maestro,
S’introduce una corona,
Una coda che prepari la mia entrata trionfal.

Biscroma
Ma che coda, ma che coda?…
Qui non siam fra cani e gatti:
Se ci prendono per matti,
Si va tutti all’ospedal.

Corilla
Non sento niente, una corona chiedo sol, che dia respiro.
Caro maestro, non c’è rimedio:
Voi mi dovete accontentar.

Biscroma
Né corona, né coda si può far.
Esegua la sua parte,
Rispetti quel che è scritto,
È questo il mio diritto,
Il maestro io son qua.

Impresario
State calmi, non gridate!
Troverem la soluzione.

Corilla
Sta bene!

Procolo
A proposito: come si sorte?

Corilla
Sortiremo tutti insieme.

Procolo
No, non sta bene!
Uno alla volta!…

Don Prospero
Si sorte a piedi.

Procolo
…O in carrozza, o in landò!…

Coro
…E perché non a cavallo?

Impresario
Sì, in una slitta o in un splendida lettiga!…

Agata
Piuttosto, io direi, usciamo tutti in una diligenza.

Coro
S’esce a cavallo, in carrozza oppure in landò?…

Don Prospero e Biscroma
Ma che dite, ma che dite!…

Luigia
La scelta farem poi.

Impresario
Ecco nato un altro intoppo
Che girar ci fa la testa.
Se con calma penseremo,
Ponderando le ragioni,
Troverem le soluzioni
Ed a posto tutto andrà.

Tutti
Sì, dice bene, dice bene,
A posto tutto andrà.

Don Prospero
E già pronta una quadriga
Al passaggio sulla scena,
Che trainata da cavalli
Grande effetto produrrà.

Tutti
Bravo, bravo! Oh, che trovata fenomenale!

Ispettore
(entrando produce uno sgomento generale)
Signori, udite:
Questa mane il gran consiglio
Riunito ha il podestà…
E… saputo… della fuga inaspettata…
Del contralto e del tenore…
Ha sospeso all’Impresario
Ogni aiuto finanziario…

Impresario
Misero me!

Luigia e Corilla
Come fare a rimediare?

Don Prospero e Biscroma
Questo è uno stral a ciel sereno.

Coro
Nell’aria s’avanza
Una nera tempesta;
Or tutto s’arresta,
Sorpresi noi siam.

Ispettore
…È infuriato, è indignato…
Non un soldo vi darà.
Non permette che domani
Noi si vada in sulla scena.

Impresario
Come far?… che contrattempo!…
Qual rimedio escogitar…

Procolo
Come pago il caffettiere,
Come saldo il locandiere?…

Impresario
Queste sono le più fiere
Inconvenienze del mestiere!…

Don Prospero
Se ci arresta il brigadiere
Si fan tristi i nostri dì.

Impresario
Se interviene il brigadiere
Per noi sol c’e la prigion.

Luigia e Corilla
Or chi mai ci pagherà?

Procolo
La modista, la scuffiara,
Come saldar?…

Corilla, Luigia e Agata
I creditori ci assaliranno,
Nessuna tregua ci daranno!…
Un tal pensier impazzire ci fa!…

Impresario
Ahimè, che far?…

Don Prospero
Gli abbonati han pagato due rate…

Impresario
…Già divorate
Dagli artisti con ingorda avidità.

Tutti
Chi si salva da una tal calamità?

Biscroma
(che alla notizia era rimasto pensoso)
Ascoltate!
…È sorto a me un pensiero;
Non è nuovo, a dir il vero,
Ma in un caso come questo
No, di meglio non si dà.

Corilla, Luigia, Agata e Procolo
(insieme)
Quale?… Parla.

Coro
Sentiam, sentiam…

Biscroma
Attenti qua;
(tutti gli si affollano intorno; poi continua con aria di mistero)
La notte aiuta…
Facciam fagotto
E col cappotto
Tentiam scappar.
Via di galoppo
Senza indugiar.

Luigia e Corilla
Oh, che trovata singolar!
Ciascun di qua
Oppur di là
Sen fuggirà.

Tutti
Idea genial!… Suvvia fuggiam.
Chi per di là
Chi per di qua
Sen fuggirà,
Scomparirà.
La scena è comica in verità!
Oh, quanto ridere se ne farà!…
…Per la città!… Ah, ah, ah, ah…

Tutti cautamente se ne vanno.

Impresario
(rimasto solo ed accasciato sopra una sedia)
Sono perduto… Son rovinato!…

FINE

ACT I

The scene: a rehearsal room of a theater. On stage are Corilla, Procolo, Luigia, Dorotea, Don Prospero, Guglielmo, the Impresario, Biscroma and several of the Chorus, all seated around a piano, about to rehearse the opera.

Biscroma
Chorus, watch and enter on time;
Be ready to take a bow;
I recommend roulades
With trills on E flat.
So now let’s begin! Attention!

All
But what are we rehearsing?

Biscroma
The entrance of Ersilia
Who is lost, confused,
Poor thing, breaks your heart.

Corilla
Listen to my voice
How well it will warble!

Procolo
Listen to her voice
How well it will warble!

Dorotea
(aside)
To make me prop her up!
This is really too much.

Luigia
(aside)
Giving me just one recitative?
What will Mama say?

Biscroma
Come, let’s run through it, silence,
Everyone watch what you are doing.

All
Come, let’s run through it, silence,
No one will move here.

Corilla
“And can you, Tyrant, exploit
A heart that weeps and groans;
That trembles from such an affliction:
Vengeance, yes, heaven will wreak.”

Guglielmo
“Cease that weeping and hope.”

Corilla
“And my dear beloved?”

Guglielmo
“You shall see.”

Corilla
“Will be more cruel no more?”

Guglielmo
“Pity has at last won me over.”

Corilla
“Ah! The happy moment is near,
When I return to bliss with him.
This is the day of joy
I need no longer shiver.
Fly to me, o happy moment,
And renew in my breast
That pleasure and that delight
That intoxicates the soul.”

Procolo
Brava!

Chorus
“Fly to her, o happy moment,
And renew in her breast
That pleasure and that delight
That intoxicates the soul!”

Dorotea
Tell me something, Maestro:
Will there be a rondo for me?

Guglielmo
And an aria with trumpets for me?

Luigia
The “Romanza” is there, yes or no?

Biscroma
Consult the poet.

Guglielmo, Luigia and Dorotea
(all three turn to Don Prospero)
Is there?

Don Prospero
(pointing to Biscroma)
Ask the maestro, I don’t know.

Biscroma
But the libretto?

Don Prospero
. . . The score?

Biscroma
Now I’ll explain . . .

Don Prospero
Now I’ll tell you.

Guglielmo, Luigia and Dorotea
Enough, enough, I’ve got it already:
The poet and the maestro
Have lost their inspiration for me,
Because she
(pointing to Corilla)
Has been intriguing.
If madam is thinking
To demoralize me in this way,
Here I’ll soon make her realize,
To her regret, just who I am.

Impresario
The poet and the maestro
Know exactly what they are doing.
Fewer inopportune questions.

All
Come, cheer up; let’s prepare ourselves
For the big stage rehearsal,
Where I can already hear the applause
For the opera echoing.

Guglielmo and Dorotea
(aside)
As soon as the sky darkens,
I’ll make sure not to be found.

All pianissimo to one another.

Don Prospero
Everyone will be ecstatic
At my precious words,
And hearing them pronounced
They will not be able to contain themselves.

Biscroma
Everyone will be ecstatic
At my my dulcet notes,
And hearing them trilled
They will not be able to contain themselves.

Guglielmo, Luigia and Dorotea
This singing, music and words
Cannot be endured.
These are things, they will say,
To make you yawn with boredom.

Don Prospero
I can already hear in the theater:
Bravo, Bravo, good poet!
Already I seem to hear
The huzzahs echoing!

Biscroma
I can already hear in the orchestra:
Bravo, Bravo, maestro come out!
Already I seem to hear
The huzzahs echoing!

Corilla and Procolo
Everyone will go into ecstasies
At those trills and passages,
Then at my dulcet cantilena
They will not be able to contain themselves

Impresario
Bravo, Bravo, come out! Yes,
Now turn the staging, music and words
Into verbal flights and singing
And they will give a certain charm
That really lifts the spirits.

Chorus
Yes, yes, already I can hear
On the stage triumphant applause;
Bravo, Bravo to the Impresario
Who has brought us such amusement.

Biscroma
Bravi, bravi children!
Oh! I am happy.
You are manna, a balsam, a portent.
Just go now, go.

The chorus leaves.

(turning to the Impresario)
So, what do you say?

Impresario
The music is divine,
The cavatina great!

Biscroma
(aside)
I stole it!

Corilla
But without my cantilena,
The smorzati, the crescendos,
The picchettati . . .

Procolo
It would seem a nice song
For a luncheon.

Biscroma
If the great Procolo Cornacchia
Says so, it shall be so, I won’t reply.

Corilla
And it’s true, because I am used to arias
Of French composers
Who never tire of
Effects and novelty, they write
In a key with twenty flats.

Procolo
With thirty-seven sharps and naturals
And an infinite swarm of accidentals.

Biscroma
(aside)
Let them all take you right now.

Don Prospero
But do none of my verses
Evoke any applause?
People with no discernment!

Biscroma
You are right
Because if you continue in this way
You will end up where Tasso finished.

Don Prospero
I aspire to that glory.

Guglielmo
(turning to Biscroma)
If you want play through my cavatina,
I sing.

Biscroma
You want to try it?

Guglielmo
As . . . as . . . a try.

Biscroma
Come, let’s begin.

Guglielmo
“Ah! You wa-hant me? What do you wi-hish? What is more hope?
Ertzilia! My Ertzilia, constancy ever increases in my heart, yes!
I am not a goward! Do you think I would abandon you?
I love you, yes, I love you, dear, and will never be far from you.”

Biscroma
Excellent!

Impresario
Bravo!

Procolo
Not bad.

Corilla
(turning to Prospero)
Tell me something, my good man,
Have you thought about the rondeau?
Will it be well placed?

Don Prospero
Prominently!

Corilla
Take care, poet,
That if the rondeau doesn’t have a trill chain
It’s useless. I won’t sing it.

Don Prospero
She is a strange one!
If Romulus is the victor and comes to the forum
In the midst of an assembly
Of people running up
And rejoicing, it seems to me runs
Are out of place.
Let’s do this: I’ll put you on a horse
And instead of the rondeau with the chain
You can have it with stirrups . . . eh?

Corilla
That won’t do. Have Signor Romolo
Come triuphantly into prison
And the chains will go marvelously

Don Prospero
But whom does she take me for?

Corilla
For what you are . . .

Don Prospero
Meaning? . . .

Corilla
A cobbler who poses as a man of letters;
But basically a beast, a derelict.

Don Prospero
Someone who cobbles slippers
Can as well cobble Metastasio:
See here the clear and open proof:
(heroically)
Read my verses and learn to respect me.

Impresario
Come, come, let’s get ready. Our bard
Will make sure to please you, he will serve you.
Meanwhile, let us read the poster.

Don Prospero
And let’s get it over with quickly.

Guglielmo
What are you doing?

Luigia
They’re reading the poster.

Guglielmo
Ha! Poster?
Khorosho!

Agata
(from within, with a Neapolitan accent)
Insult me like that? To my face!
Mama Agata will make you pay, ya bum.

Luigia
Mama is here!

Impresario
Agata has arrived? Goodbye, Poster!

Agata
(entering)
You’ll have to pay the price for this.
Crooks, good for nothings! More decency, more respect,
Gentlemen, where has it ever been seen
That a mother can’t come looking for her daughter,
A paragon of virtue?

Biscroma
Agatina, calm down . . .

Agata
You are just the one I want to talk to!
Did you give thought to Luigia?
Did you write her a rondeau?
Watch out ’cause if it’s missing
The city will revolt.
Did you think? I’m telling you.

Biscrona
We’ll see . . . I’ll think about it.

Agata
What”s “I’ll see” . . . What’s “I’ll think about it” . . .
Just listen to this, briefly,
What a beautiful invention my mind has thought up:
To cause an eruption, write a cantabile with trilled notes,
Then the allegro with lots of syncopation, and my daughter,
You can bet your life, will bring down the house.
Have the violin accompany the clarinet with plink, plink,
And the oboe with chirp chirp, the basses with chug, chug:
Then the horns in thirds, toot, toot, and you will see
No piece like it, Maestro, in the whole wide world.
What a sublime invention! Eh? What do you say?
Famous Maestro Paesanello would not have had
An idea like that. It will have an amazing effect,
That plink, chug, toot . . .

Biscroma
(interrupting)
Yes, yes, we’ll talk about this later.
Take a seat between me and the tenor.

Agata
What’s going on?

Biscroma
We’re reading the poster.

Agata
Ah, marvelous!
(to Guglielmo)
Monsieur Stolonoff, your servant.

Guglielmo
Oh!
(bowing)
As I am yours, signora.

Luigia
(to her mother)
. . . why so late?

Agata
I was at his place . . . you understand?
That friend with the shawl, and he insisted
I stay and have supper with him . . .

Biscroma
(turning to Corilla secretly)
. . . and she’s drunk. Oh, poor me!

Corilla
(answering him)
. . . Yes, she’s drunk!

Impresario
(reading the poster)
In Campi at the usual fair the season will open with the first most celebrated theatrical production entitled “Romulus and Ersilia.”

Procolo
Stop! The prima donna always has precedence on the poster: so the drama has to be entitled, and I want it, “Ersilia and Mommulus”: Otherwise we won’t sing.

Dorotea
(enraged)
The title is printed and can’t be changed.

Procolo
(answering)
If Metastasio has written a failure . . .

Biscroma
It’s all his fault.

Dorotea
I protest.

Biscroma
But what does our signor poet do?

Don Prospero
I’ll tell you: The ancient law of nature decrees that the woman be before the man, and here Metastasio is wrong and has erred.

Dorotea
But if the it’s printed that way, it has to read that way.

Procolo
(angrily)
And don’t you want to silence the y‘s of all the singers?

Dorotea
Me?

Biscroma
(holding Procolo back)
Careful!

Procolo
(to the Impresario)
Continue.

Biscroma
Onward.

Impresario
(resuming reading)
. . . entitled “Romulus and Ersilia” by the immortal poet Metastasio, accompanied for this occasion by Prospero Zampogna of with the consort “Melampo Stivalonico” and music by the classical composer Biscroma Strappaviscere.
Prima donna assoluta . . .

Procolo
(interrupting)
Quiet! . . . and everybody stand.

Dorotea
(jealous)
What for?

Procolo
Madam, our wife is named!

Agata
Oh, if you could die stabbed to death!

Impresario
. . . Signora Corilla Fiorilla Petronilla Scortichini . . .

Agata
And with all these illas she could use a bit of eel!

Corilla
(sarcastically)
How refined!

Impresario
. . . Musical director Dorotea Frescopane.

Dorotea
At your service.
(takes a bow)

Impresario
Of whom?

Dorotea
Of the Academy of Missipipì .

Impresario
Here.
(reads)
First tenor Guglielmo Antonoloff.

Guglielmo
Nix khorosho! My name Antolstoinoloff.
(taking a snuffbox from his pocket)

Agata
That’s some weird name!

Impresario
(to Prospero)
Let her write it.

Agata
(Taking the snuffbox from Guglielmo’s hand)
My dear Stoltoinoff, do you have tobacco?

Guglielmo
(trying to recover his shuff box)
Da . . . Da . . . !

Agata
Here, give me a pinch. Oh, nice! Lovely!
(to Luigia)
This looks like the snuff box I lost in the Teatro del Gambero, don’t you think?

Luigia
Yes, it looks like it.

Guglielmo
Dis you vant?

Luigia
No, thank you!

Agata
What do you mean “no thank you,” nincompoop! When someone graciously offers you a trinket, it’s impolite to refuse!
(to Guglielmo)
Donnay mwa!
(taking back the snuffbox)
Gras, gras.

Guglielmo
(commenting)
Mama grab.

Dorotea
(to the Impresario)
Tell me something, signore, who sings first?

Impresario
After the seconary parts
(indicating the tenor)
He does.

Guglielmo
Blagodaro, blagodaro

Agata
(aside)
Who can understand him?
(aloud)
Eh, Signor Stinoloff, what time is it? Look, look, please!
(trying to take his watch from him)
Oh! Dear! What a pretty watch!

Guglielmo
(resisting)
Look pretty . . . be bad.

Agata
(aside)
What manners!

Corilla
(to Prospero)
Who is the last?

Don Prospero
The primo uomo.

Procolo
No, it must be Madame my wife or we don’t sing.

Dorotea
(protesting)
So this is how she treats me? I insist on all of my
privileges.

Guglielmo
Me too my privileges!

Impresario
Oh, yes, you will have them!

Corilla
After mine, however.

Dorotea
(vexed)
After yours? I know how to put an end to any question.
(leaves)

Guglielmo
This is finished for me too.
(leaves)

Agata
Oh, curses! I have never been at such an impasse.
(turns to Corilla)
Don’t you recall, it’s been four years now, when I sold pastries in the piazza that your
Procolo made to such perfection?

Biscroma
Bravo, Mama, Bravo!

Procolo
Pastry cooks, we? You poor people, it’s clear
You don’t know anything. Do you think that my wife
Is one of those mediocre
Warblers we have by the dozen?
That to be engaged
She’d pay half her earnings
To agents?
No, sir. She is a star
Of the musical world,
As skilled as she is beautiful,
A rare combination.
Even in her mother’s womb
She practiced;
You heard scales, even chromatic,
When she cried,
Astonished and flabbergasted,
All the teachers said
That if she was like that as a newborn,
What could she achieve when grown?
The newspapers proclaimed
Her portentous gifts;
By post and by courier
Every impresario sent
Fabulous offers
To to sign her up.
These contracts weren’t for
Nickels and dimes
But we’re talking doubloons, Louis d’or, gold Zecchini;
Travel expenses, lodging, meals and carriages
They promised her, more than I can say,
And all the sublunary world
Revolved around her.
Thousands and thousands, fine ladies, bigwigs and millionaires,
Generals and businessmen, financiers and nouveau riche
All competed
To gain her favor.
And you dare, you vile insects,
To look disparage my wife?
To avenge the injuries you do to such a jewel
Jupiter lends me his thunderbolts and Vulcan his hammer.
You don’t know yet who the great Procolo is.
Tremble, loathsome creatures! You have no defense
If my reputation is besmirched
For my wife!
In Paris, in Catalonia,
In Scotland and in Gascony
She planted her flag
Above all the rest!
Tremble, loathesome creatures! You have no defense
If my reputation is besmirched
For my wife!
(Exit)

Impresario
(much perturbed)
They want to kill me here
But I’ll put an end to it!
I am going to turn to whomever I must.
(Exit)

Agata
(Turning to Biscroma)
So now we’ve been talking about arias and a rondo;
But is the duet of Corilla with my daughter
Now ready, with the chorus and accompanying ballet?

Luigia
I want it!

Biscroma
(drily)
You can go to the devil!
(Exit)

Agata
(handing a coin to her daughter)
Take this . . . make it do, tip him.

Exit Luigia.

Corilla
Listen, Madame Floozy: I’m not singing the duet with your daughter!

Agata
So I go to all this trouble
And then . . .

Corilla
What will you do?

Agata
What will I do? I’ll box your ears!

Corilla
So I’ll sing a duet, with whom? With your daughter?
It’s no wonder you are promoting her!
I’m a fool
For still tolerating
Such insolence
That is an outrage.

Agata
Hurrah for Pasta, for Storchio, for Patti!
Putting on such airs,
How sad it is!
The day before yesterday in Milan
She was in the chorus
And now she’s playing
The prima donna here.

Corilla
Watch your language, you devil’s dam,
Or I’ll tear your bonnet to pieces.

Agata
If you lay a finger on me, I’ll send Procolo’s wife
Back to him scratched to shreds.

Corilla
I’m not singing the duet,
I’ve already made it clear.

Agata
Biscroma insists.

Corilla
Did you bribe him?

Agata
The poet insists . . .

Corilla
Did you give him money?

Agata
Madame, Madame!

Corilla
Your daughter is seconda,
I am prima donna.
I am famous great artist among the first.
To appear on the stage with a silly child
Who sings off key would be a travesty.

Agata
My daughter is a second who can beat out the primas,
When she was second you weren’t even a third.

Corilla
Go on, get out of here, stop annoying me;
I’ll have my protectors finish you off.

Agata
My daughter has thousands of those:
The Duke of Aia, the Count of Athens,
Don Mario Panzotta, Don Bartolo Arrischia,
Duke Pilotta, the Prince of Ischia.
Students by the score,
Soldiers by the dozen,
If she wanted, my daughter
Could have them throw a pomegranate at you
When you leave the theater.

Corilla
Oh, you old busybody.

Agata
You are jealous, you are ugly . . .

Corilla
The smoke is rising . . .

Agata
. . . I am all on fire . . .

Corilla
. . . I’ll claw you . . .

Agata
. . . I’ll throttle you . . .

Corilla
. . . I’ll teach you some manners.

Agata
Look at this magpie,
Oh, how she carries on!

Corilla
Ah, I’m so angry I could destroy everythng,
I am becoming a serpent with no restraint.

Agata
. . . So croak already, but painfully.
You’ll have that to sing about!

Exeunt enraged.

Impresario
(reentering wtih Prospero and Procolo)
We are threatened with a grave danger:
The tenor wants to bail . . . and then?
What will we do?

Don Prospero
As the ancients did: what they didn’t have they did without!

Procolo
Never fear! I am here! I’ll replace him!

Impresario
But the part is difficult, a great responsibility!

Procolo
I am a man of great genius.
I don’t need a script:
Let the orchestra play and the prompter feed me the lines: the rest is done. I’ll
compose the music myself.

Don Prospero
(to himself)
That will be cute, for sure!

Procolo
Send me a piano with pedals,
So that I can find my chest voice C.
(pompously)
If I find it again I expect
A great uproar!
(prances offstage)

Impresario
(depressed)
What will happen, my dear poet!

Don Prospero
The catcalls will murder us!

Agata
(entering with papers in her hand and turning to the Impresario)
I come in haste to tell you in a few words that Dorotea has run off; but that poor Agata is willing to save the day for you.

Impresario
How?

Agata
There is a part lacking and I shall fill it.

Don Prospero
Merciful heavens!

Agata
What do you think? If I was an understudy at La Scala, I can sing in Campi.

Impresario
Wonderful! And I will go see if these replacements will be accepted.
(Exit)

Don Prospero
Oh, woe, everyone has gone mad!
(Exit)

Agata
(indignant)
I want to teach that arrogant bitch what singing and acting in the grand style ae and how Mama Agata can flash her eyes on a little stage too.

Enter Guglielmo and Biscroma Strappaviscere. Agata goes to them.

Maestro, I have been engaged as well!
(waving the papers)
I already know the duet and have skimmed through the cavallina.

Biscroma
Bravo, bravo, Blondie!

Agata
Say, what are these barchette?

Biscroma
They are quavers and semiquavers.
The duet makes you cry.

Guglielmo
Ja, you are all tears!

Agata
Let’s rehearse it together.

Guglielmo
(turning to Biscroma)
If little mama sing not good
I go at once and leave Impresario
And whole business too.
(sings affectedly, pronouncing the Italian with difficulty)

“I can find no quiet,
I can find no peace,
Because of you my soul
Finds not its happiness.”

Agata
“Because of me, or you, or her,
Or yours, or hers, or, mine
Oh, cast light, O Gods
(together)
On such darkness.”

Guglielmo
“Fair pleasure engulfs me.”

Agata
“Ersilia shall be yours.”

Biscroma
(while the two are singing he is generous with suggestions)
Softer, legato, staccato, a portamento there.
Good, that’s enough. What profound music,
What manly truths.

Guglielmo
Eh! Maestro, nix duet,
Mama, you howl like bitch, have rotten voice,
I want not sing with her.

Biscroma
But listen . . .

Guglielmo
Nix listen . . .

Biscroma
But why?

Guglielmo
I want go, pack bags, take dog and like hare, beat it, escape

Agata
Eh! Maestro, heavens, what just came out of his mouth?

Biscroma
He told me you are a shlump, and he refuses to sing with you.

Agata
Ah, that blaring bellower! Is he as stupid as he is fat to insult me like that?

Guglielmo
Baboon, baboon!

Biscroma
(to Guglielmo)
Calm down a little.

Agata
Baldy!

Biscroma
(to Agata)
And will you behave?

Agata
No . . . no . . . no . . .
Ah . . . ah . . . ah . . .
(about to faint)
Camphor . . . cologne . . . a little vinegar . . .
Quickly . . .

Biscroma
Stop that, Mama Agata.

Agata
Now my eyes are getting dark . . .

Biscroma
You’re acting like a child . . . stop it.

Agata
I feel faint.

Guglielmo
(pounding the piano angrily)
You not know musik,
You are tone deaf, let go of my ofercoat . . .
I vill not stay here.

Biscroma
Careful! You’ll break the piano!
Gently, gently on the pedals, easy.

Agata
Ah, you great beast!

Bicroma
Agata, easy, don’t hurt him.

Agata
There, take that, I’m a fury in women’s clothes.

Guglielmo
Mamma! . . . Bitch!

Agata
(tearing up the papers and throwing them in the tenor’s face)
There, there, there, take that . . .

Biscroma
Oh, don’t attack me, madwoman!
Wait, are you crazy?
Devil’s dam!

Guglielmo
Maestro, you defend zis howling old hag?
I rip your score
In pieces like this.
(tears up his part)

Biscroma
Oh, you rogue, don’t tear up
The sweat of my brow?
Give me the score.

Agata
I’ll tear your coat to shreds like this.
(pulls on the tail of the tenor’s overcoat, and a piece rips off in her hand as he escpes)

Biscroma
Oh, poor me, my poor music!
The tenor is gone too, so now what to do?

Impresario
(re-entering)
Maestro, what happend? Why is the tenor leaving?

Biscroma
Let me be, I don’t know where I am.

Impresario
Cheer up, cheer up, the cast changes have been approved.
Mama Agata will be the lead
(enter Procolo)
And signor Procolo the tenor.

Procolo
What?

Agata
(recovering from her shock)
What happened?

Impresario
You have been accepted.

Agata
Oh, good!

Procolo
Your fate is sealed.

Biscroma
(somewhat fervently)
But who will do the falsettos?

Procolo
Quiet! I have a whole octave of falsetto,
You will hear entirely new high notes.

Enter Prospero and Luigia

Don Prospero
Gentlemen, this letter is for you.
The postman gave it to me for you.

Luigia
Is there anything for me?

Agata
For me?

Procolo
For me?

Don Prospero
A newspaper for Procolo,
(to Luigia)
A letter for you.

Agata sits down on the right with her daughter.

Agata
Let’s read it together.

Biscroma
(to Prospero, who is handing him some papers)
Have you revised the scene?

Don Prospero
See if you like it.

Procolo
(sits down with his wife to his left and unfolds the newspaper)
Now we will have the same success as the last productions.

Impresario
Let’s go see the stage.
(Exeunt)

Agata
(takes the letter from her daughter’s hand and reads it)
“Livorno, 10 April,
My dearest Luigia
The impresario responds
To your kind letter
That he accepts the proposal
As long as the devil take
That horrid figure
(reading together with her daughter)
Of your fiendish Mama Agata . . .”

Don Prospero
(declaiming with emphasis)
“It is true . . . It is true . . .
One day I swore revenge . . .!”

Agata
(to herself)
What is that poet saying?

Biscroma
Bravo, bravo, it is going splendidly.
(declaiming)
“One day I swore revenge . . .”

Luigia
(Takes the letter from her mother and reads)
“Of your fiendish Mama Agata . . .”

Agata
(quietly to her daughter)
Read it in a whisper.

Luigia
“Who spreads discord
In every company,
(reads together with her mother)
Who flays old and young
Like a highway robber.”

Don Prospero
(continuing with emphasis)
And this is certain:
I have remembered it to this day.

Agata
(to herself)
And now let’s go on breaking his windows!

Biscroma
Bravo, my man, I like it a lot!

Luigia
(continuing to read)
“. . . because of whom there is great danger
(reading together)
That as as soon as she arrives here
She’ll be dissected by fathers,
Mothers and spouses.”

Agata
. . . Dissected?

Don Prospero
(forgetting the verse)
It is a small thing . . . It is a small thing . . .

Agata
Just look at that imbecile, how angry he makes me!

Don Prospero
It is a small thing to tear out the heart of a traitor.

Biscroma
. . . Well done!

Agata and Luigia
(reading together)
“Decide!
Make up your mind if that suits you;
Otherwise I shall
Think of something else right away.”

Agata
(alone)
(to Luigia as they retire to the rear of the stage)
Listen to how Luigia needs to answer here.

Don Prospero
My dear Maestro, I’d bet this opera will be . . .

Procolo
(reading the newspaper)
A total fiasco.

Biscroma
(looking angrily at Procolo)
Your uvula could fall off.

Procolo
(still reading the newspaper)
Cremona: the first dance . . .

Biscroma
(to Prospero)
It is surely a great furor!
Do you know where this opera will be going?

Procolo
(reading)
Nowhere! The opera
Was written by an ass.

Don Prospero
You can achieve great honor!

Biscroma
The book and my music
Will have so much success
That all the audience
Will surely acclaim it in chorus.

Procolo
(reading)
“The composer should be hanged
And executed along with the librettist!”
The the more discreet audience
Shouted here and there.

Biscroma and Don Prospero
Procolo will not delay
To try my handiwork!

Corilla
(entering)
What is happening without Corilla?
Is it serious drama or a farce?

Biscroma
(to the poet)
Now we really don’t need
Another row.

Don Prospero
But the underground passage
That leads to the back of the stage . . .

Agata
(returning to the stage with Luigia)
Write that he is a great ass,
A filthy animal.

Biscroma
(to Agata furiously)
But this is too much, dash it all!

Procolo
She is being insolent!

Biscroma
I’ll speak with this Agata, impertinent old woman.

Agata
Maestro, be good,
Or you’ll get it from me!

Corilla
But this is bad behavior, just too uncivil.

Don Prospero
I’ll read my verses.

Biscroma
It was a fiasco, wasn’t it?

Agata
What’s wrong with him?

Corilla
(to the maestro)
Do I count for nothing?

Luigia
(to her mother)
Forget about that scribbler . . .

Don Prospero
Ah! Ill-bred girl!

Procolo
(to Corilla)
Despise that tunesmith.

Biscroma
Ah, a pair of slanderers!

All
If I lose my patience this will end badly.

The Inspector appears at the door.

Inspector
Start rehearsing, start rehearsing.
A cold shower for everyone.

Procolo
My wife is indisposed.

Luigia
I don’t feel well.

Agata
I ‘m in labor.

Inspector
You will not?

All
(together)
No!

Inspector
No? Then, hey! Come here.

Enter soldiers with palanquins.

The three women
But this is violence!

Biscroma and Don Prospero
(laughing)
Ha, ha, ha, what fun . . . !

Inspector
(to the composer and the poet)
Quiet and be prudent . . . !
(to the others)
You will not? Oh, no?
(to the soldiers)
Hop to it, start with Procolo.

The soldiers put Procolo in a palanquin.

Procolo
What’s this, Inspector, hold on there!
(from the palanquin)
Wife, write to your friend the prince.
Tell him to wreak terrible vengeance.

Corilla and Luigia
(to each other)
This is no joke, they are really doing it.
This game is too close to home for me,
To avoid some ugly storm,
We’d better go to the theater.

Biscroma and Don Prospero
(turning to the inspector)
The maestro and the poet will be
Grateful to you for such
Fine revenge.
(laughing ironically)

Inspector
We need a sudden bolt of lightning.
Some violence will tame them.

Agata
(to the soldiers who are trying to lead her away)
Signore, no! Locked up like that one?
I’m not going there, I don’t play such games!
A lady like me is respected,
No one has the audacity to insult me.
If anyone comes near me here
He’l have to pay for the offense.
Everyone here had better respect me
Or they’ll have to pay for the offense.

Inspector
(pointing to the palanquin)
There.

The soldiers take Agata and put her by force into the palanquin.

Biscroma and Don Prospero
This is surely a lovely little scene,
I could die laughing. Ha, ha, ha!

Agata
Inspector, I’ll make you pay.

Agata is carried off in the palanquin, the poet offers his arm to Corilla, the maestro offers his to Luigia and all leave.

ACT II

A stage during rehearsal: present are the Impresario and Mama Agata.

Agata
(to the impresario)
You have had me violated, but there will be
A time and place to talk about this outrage.
Now I want to speak to you
About another little thing.

Impresario
Mama! Please, let me be.

Agata
No, Sir! I will speak and I will find out
How much I will be getting
Before I expose to the public this
My beautiful face, O my dear friend!

Impresario
And I’ll tell you.
Honestly and sincerely,
Without making a mystery of it,
Here in brief is what I’m thinking.
If by chance you do badly,
Pay attention and listen:
As a natural thing,
I confide it
Frankly,
From me
You can expect nothing.

Agata
Just between us, in confidence
Then, you should know, my friend,
That a lady such as I am
Isn’t to be bested.
If people get any ideas
I surely won’t have any trickery,
At the least you need to
Plan on fifty scudi.

Impresario
I’m not that crazy
And Mama will sing.

Agata
If you engage me
Even the devil will not . . .

Impresario
Come, what’s the use? A person
Like you is kind and good;
A mere trifle
Will not cause a disaster

Agata
What do you mean?

Impresario
If you do not sing
A prison cell is waiting.

Agata
That doesn’t scare me, go ahead.

Impresario
Only a little bread and water . . .

Agata
I’ll eat and drink my way out.

Impresario
And what’s more, I’ll leave
Your daughter free!

Agata
What, what? You would leave my daughter free?

Impresario
Poor Agata, because of that,
Will stop playing the mamma.

Agata
No?

Impresario
No!

Agata
Insolent scoundrel, serpent tongue,
Such audacity will be punished!

Impresario
You may be sure I’m not one to dissemble,
What’s on my mind comes out of my mouth.
Tell me, what’s the point of all this anger?
You don’t win with spite, and in this case you’ll see.

Agata
I’ll start a row and have the whole city in an uproar,
And it will be a miracle if you come out alive.

Impresario
I’ve made a big deal of it,
This is a charade:
In the end we’ll reach an agreement.

Agata
It’s all right, we’ll come to an agreement.

As Agata leaves shouting “Cheater, cheater” Don Prospero
enters.

Don Prospero
Impresario, I have settled a quarrel.

Impresario
Another quarrel?

Don Prospero
No sooner did the chorus realize that the tenor
Was going to be replaced by Procolo
Than they started to shout
Instead of that chorus:
(recites in prose)
“Long live great Romulus of the chosen people,
Triumphant in his vengeance.”
(then sings in a tenor-like voice)
“Hurrah for the great Procolo, he’ll make mincemeat
Out of sweets by the slice.

Impresario
And Procolo?

Don Prospero
Imagine . . . But I’ve calmed him down.

Impresario
Thank goodness!

Don Prospero
Ah! Here’s Agata with her daughter!

Enter Agata and Luigia.

Agata
(looking askance at the Impresario)
Goodbye, you boor!

Impresario
Goodbye!

Agata
But how am I supposed to sing in such a small theater,
I who was at La Scala?

Impresario
Sit down and be quiet, or I’ll call the Inspector.

Luigia
(to her mother)
But you are always starting quarrels!

Agata
I do it only so they will respect me.

Luigia
Mamma, Mamma!

Agata
What is it?

Luigia
The musicians are laughing at us.

Agata
The musicians? They have always been my passion: a horn and a trombone chased after me like cats at the beginning of my career.

Luigia
I think on that little stage there is that collegial . . .

Agata
Don’t look, don’t look because it is bad. I shall look at him languidly like this when I sing the cavallina; one glance is too much for a student.

Biscroma
(entering followed by Procolo)
Friends, I greet you!

Impresario
Oh! Maestro, come in.

Procolo
I beg pardon of you sirs.

Biscroma
Everyone has now been instructed
And the first violin is so good
That he will easily forgive.

Procolo
(announcing the entrance of his wife)
The prima donna!

Impresario
O, madame! Let us be of good cheer, my friends. And you, my dear Procolo, forget the past and be praised.

Procolo
(emphatically)
“Caesar has heard, he will resolve it like a hero.”
Buit I cannot embellish and gesture if I’m not in costume.

Biscroma
(pointing to Corilla)
And now meanwhile let’s rehearse your aria.

Corilla
First of all I want to gargle.

Procolo
(Calling out)
Petruccio! The bottle.
Here.
(Gives him the bottle)
I’ll go get dressed; farewell, my queen!
(Exit)

Biscroma
Mamma Agata, if you would, let’s rehearse your romanza.

Agata
I am ready, I am not happy that my high F is blocked.

Biscroma
I’ll unclog it.
(turns back to the orchestra)
Gentlemen! Here I am,
I ask you . . .

Agata
. . . and me too. My voice is s silver bell,
and if you gentlement play too loudly, it’s over.
I can’t make my pianissimo heard.

Biscroma
(turning to the orchestra)
Put the mutes on your instruments.
(to Agata)
At your service . . .

Agata
(beginning ahead of time)
“Seated . . . “

Biscorna
It’s too early!

Agata
Now, now I’ll sing ig:
“Seated at the foot of a sack
In the midst of the fury
The fries and the Sardinians groaned
With the cruelest sound.
The water in the fearful branches
Struck sound from them;
The limpid broccoli
Blew to their cold sighs
And the gates
In their terrible turning,
The water in the fearful branches
Struck sound from them.”
(with a dramatic gesture)
Ah, what did I say?

Biscroma
My dear Agata, you’re off key!

Agata
And whose fault is that? The prompter is putting me off.

Luigia
Hurrah, Mamma!

Impresario
Hurrah, Agata!

Don Prospero
Hurrah!

Agata
Thank you!
(looking at Corilla, who enters)
Corilla spilled the rouge on himself.
Must I dress as a victim?

Biscroma
(to Corilla)
If you please, let’s rehearse the aria.

Corilla
Yes, let us proceed. This favor I do not refuse you.

Biscroma
(to the orchestra)
Number thirty-five.

Don Prospero
(to Corilla)
No, please, signora,
A romantic pose . . . expressive . . .

Corilla
Like this?

Don Prospero
No, no, like this! . . .

Corilla
Ah! . . .

Biscroma
Brava, brava!

Here Corilla sings a bravura aria of her choice.

Good, good, wonderful!

Impresario
What a voice!

Don Prospero
What expression!

Biscroma
What power!

Impresario
What passagework!

Agata
However, she should come out with a big dustpan to sweep up all those notes that fell.
(to Luigia)
Come, let’s go get me dressed.

Biscroma
Now look lively, the triumphal march!

Don Prospero
Wait, wait, the feathers on Procolo’s helmet are burnt.

Biscroma
So what? Proceed, let’s go, let’s go.

Procolo
(within)
I am ready, Maestro!

Biscroma
Let’s begin.

Chorus
(enters cheering Procolo, who is carried in in triumph)
“Long live great Romulus of the elite troops,
Victor in his vengeance!”

Procolo
“I am a warrior and a lover . . . “

Biscroma
(shouting in a speaking voice)
No, no, don’t you hear you are late? And less loud! . . .

Procolo
(speaking)
Tomorrow I’ll wear heels so I’ll grow an inch.

Biscroma
(speking)
From the top!

Procolo
(resuming singing)
“I am a warrior . . . “

Biscroma
Less loud!

Procolo
“I am a warrior . . . “

Biscroma
Louder!

Procolo
(in a deep voice)
” . . . and a lover.”

Biscroma
(again shouting)
No, no, oh, poor me!

Procolo
(angrily)
“I am a warrior . . .!”

Biscroma
You are an ass!

Procolo
You insult me like this?

Corilla
I’ll avenge you.

Biscroma
Come now, the slow march.

Don Prospero
Wait . . . what are you laughing at? Asses! Idiots!
You are supposed to be sad . . . lower your eyes.

While the orchestra platys the slow march, Agata, dressed as a slave to be sacrificed by him to the gods, is led before Procolo like a trophy of victory.

Procolo
“Unfortunate virgin, arrived at the final moment of your tender youth. Your blond hair, that innocent face . . . “
(speaking to the prompter)
The words . . .
(sings)
“That placid smile
Moves me to pity . . .
But fate wills that . . . “
(makes as if stabbing the victim)

Agata
(screaming)
Help! . . .

Luigia
“Romulus, do not strike! . . . Jupiter is appeased!”

Agata
Oh, thank goodness! . . . I’m going to send a gift to that Signor Jupiter, but . . .

Procolo
(pompously)
Quiet! Madame my wife is speaking.

All
Hush, listen!

Corilla
Maestro . . . listen.

Biscroma
I’m listening.

Corilla
I wish to sing last . . .

Biscroma
What, what? . . .

Corilla
. . . Because is desire to rest.

Biscroma
What, how does such a demand
Work with the entrance for the rondeau?

Corilla
Have the score changed. I wish to rest.

Luicia, Agata, and Don Prospero
Your part is fixed.
You can’t make any more changes!

Procolo
Eh! In how is that?

Corilla
Listen: with a touch from the maestro,
We add a fermata, then
A coda to prepare my triumphal entrance.

Biscroma
But what coda, what coda? . . .
We’re not like cats and dogs here:
If they take us for insane,
We’ll all wind up in the asylum.

Corilla
I feel nothing; I only want a fermata, to take a breath.
Dear Maestro, there’s no other way:
You must satisfy me.

Biscroma
There can be neither a fermata nor a coda.
Perform your part,
Respect what is written,
And this is my right:
I am Maestro here.

Impresario
Calm down, don’t shout!
We’ll find a solution.

Corilla
Good!

Procolo
A propos, how is the entrance?

Corilla
We all enter together.

Procolo
No, that doesn’t work!
One at a time! . . .

Don Prospero
They enter on foot.

Procolo
. . . Or in a carriage, or a landau! . . .

Chorus
. . . And why not on horseback?

Impresario
Yes, on a sleigh or in a splendid litter! . . .

Agata
I would say, rather we all enter in a diligence.

Chorus
Do we enter on horseback, in a coach, or in a landau?

Don Prospero and Biscroma
What are you saying, what are you saying!

Luiga
Then let’s choose.

Impresario
Here comes another setback
That makes our heads spin.
If we think calmly,
Pondering the reasons,
We will find the solution
And everything will fall into place.

All
Yes, well said, well said,
Everything will fall into place.

Don Prospero
We alreay have a chariot ready
To come onto the stage,
Which, drawn by four horses,
Will produce a huge effect.

All
Bravo,bravo! Oh, what a fabulous idea!

Ispettore
(enters, producing general dismay)
Ladis and Gentlemen, listen:
This morning the mayor convened
A great council . . .
And . . . learning . . . of the unexpected flight . . .
Of the contralto and the tenor . . .
It has suspended all financial aid
For the Impresario.

Impresario
Woe is me!

Luigia and Corilla
What can we do to remedy this?

Don Prospero and Biscroma
This a bolt from the blue.

Chorus
A black tempest
Is approaching in the air;
Now everything is halted,
We are taken by surprise.

Inspector
. . . He is furious and indignant . . .
He will not give you a ducat.
He will not permit you
To go on the stage tomorrow

Impresario
What to do? . . . What a contretemps! . . .
What solution can we contrive . . .

Procolo
How will I pay for the coffee maker,
How do I pay the landlord? . . .

Impresario
These are the most drastic
Inconveniences of the profession! . . .

Don Prospero
If the police stop us
Our lives are turning sad.

Impresario
If the police get involved,
It’s only prison for us.

Luigia and Corilla
Now who is going to pay us?

Procolo
The costumer, the seamstress,
How do we pay them? . . .

Corilla, Luigia, and Agata
The credtors will come down on us,
They’ll give no quarter!
The thought of it drives us crazy!

Impresario
Alas, what to do?

Don Prospero
The subscribers have paid two installments . . .

impresario
. . . Already eaten up
By the artists with gluttonous avidity.

All
Who can be saved from such a calamity?

Biscroma
(who has remained pensive since the news)
Listen!
An idea occurred to me;
It’s not new, trugh to tell,
But in a case like this,
No, there is nothing better.

Corilla, Luigia, Agata, and Procolo
(together)
What? . . . Speak.

Chorus
We’re listening, we’re listening . . .

Biscroma
Wait here:
(all crowd around; then he continues with an air of mystery)
Under cover of night . . .
We pack up
And put on our coats
And make our escape.
Away, at a gallop,
Without delay.

Luigia and Corilla
Oh, what an original idea!
Everyone will flee
This way
Or else that way.

All
A brilliant idea! . . . Come on let’s go.
Some that way,
Some this way
We’ll skip town
And disappear.
The scene is truly comical!
Oh, what laughter there will be!
. . . All over the city! . . . Ha ha ha ha.

All go off warily.

Impresario
(remaining behind alone, slumped in a chair)
I am lost . . . I am ruined! . . .

THE END





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