Maria de Rudenz (1837)

The More I learn, the Less I Know

Maria de Rudenz (1837)

Tragic Drama in Three Parts
Libretto by Salvatore Cammarano


CAST OF CHARACTERS

Maria de Rudenz (soprano)
Matilde di Wolff, her cousin (soprano)
Corrado Waldorf (baritono)
Enrico, his brother (tenore)
Rambaldo, an elderly servant of the house of Rudenz (basso)
Secretary of Rudenz (basso)
Chorus: Court Ladies, cortiers, soldiers, and vassals of Rudenz

The action takes place in Switzerland in the fifteenth century.

PARTE PRIMA
Il testamento

Sala d’un ostello. A traverso delle spaziose invetriate scorgesi parte dell’eremo d’Arau, presso l’Aar, e sull’altra sponda del fiume il castello di Rudenz. Spunta il giorno. Odesi un lontano cantico religioso.

SCENA PRIMA
Coro.

Coro
Laude all’eterno Amor primiero,
Fonte di luce, somma virtù,
Che disse appena in suo pensiero
Il mondo sia e il mondo fu.
Te dei celesti cantan le schiere
Santo dei santi, e re dei re.
Il tuono, i venti, il mar, le sfere,
La terra e il cielo parlan di te.

SCENA SECONDA
Corrado.

Corrado
(apre un verone, e guarda con ansietà sulla strada che conduce all’ostello)
Egli ancora non giunge, e tu m’attendi,
Adorata Matilde,
Spirto sceso dai cieli a consolarmi!…
L’ire placar del mio
Destin perverso a te concesse Iddio!
Ah! non avea più lagrime
Il ciglio inaridito,
Mancò la speme all’anima,
La pace al cor ferito…
Il ciel di fosco ammanto
Per me si circondò.
Valle d’amaro pianto
La terra mi sembrò.
Ti vidi, o cara, e in estasi
D’amor che l’alma invase,
M’ami? ti dissi, e tacito
Il labbro tuo rimase,
Ma il guardo lusinghiero
Mi favellò d’amor…
Ah! l’universo intero
Mi parve un riso allor!

SCENA TERZA
Enrico e detto.

Enrico
Fratello!…

Corrado
Enrico!…

Abbracciandosi l’un l’altro con tutta la tenerezza fraterna.

Enrico
Appena
Il foglio tuo mi giunse,
Volai dal campo ad abbracciarti… Un lustro
Volge che più non ti rividi!

Corrado
Oh, quante
Il viver mio turbaro
Procellose vicende!

Enrico
Qui la fama
Rapitor di Maria ti disse.

Corrado
Il vero
Disse. La chiesi al padre: ah! pria, l’altero
Conte rispose, pria svenarla.

Enrico
Ed essa?…

Corrado
Meco fuggì… L’italo suol ne accolse…
O veneta laguna,
Stupor del mondo, ed incantato specchio
Del tuo ciel di zaffiro, me felice
Vedesti!… Ahi, breve sogno
Furo i contenti miei!

Enrico
Come!

Corrado
Tradito
Dall’infedel…

Enrico
Che sento!…

Corrado
Era vestito
Di fosca notte il mondo, e la spergiura
Calar vidi furtiva entro il solingo
Domestico giardin… Lo crederesti?
Ivi un uom l’attendea!

Enrico
Cielo! E che festi?

Corrado
Nel cor segreto divorai lo sdegno…
Sul Tebro la condussi, ed ambo scesi
A visitar le catacombe…
(reprimendosi come inorridito)

Enrico
Oh! segui.

Corrado
Nel sotterraneo labirinto arcano
Di quell’orride volte: a morte in braccio
Qui sei, le dissi; e rinfacciai l’iniqua
Del turpe inganno. Mendicata scusa
Ella movea, che dal terrore a mezzo
Fu tronca: svenne…

Enrico
E tu?…

Corrado
Viva sepolta
L’abbandonai.

Enrico
Gelo d’orror!

Corrado
Ma colta
L’anima mia da subito rimorso
La guida rintracciai, che secondato
Il mio disegno avea. Premio novello
D’oro gli porsi, e giuramento ottenni
Ch’egli a morte la vittima ritolta
Avrebbe.

Enrico
Quindi!

Corrado
La romana piaggia
Lasciai. Di terra in terra
Vagando ognor sotto mentiti nomi,
Onde di me colei
Smarrisse ogn’orma.

Enrico
Sventurato! Eppure
Di tua letizia in seno
Tu m’appellasti!

Corrado
Ed or son lieto appieno;
Di mie sciagure un angelo
Consolator trovai,
Qui del passato immemore
Un’altra volta amai…
Torna, sì torna a splendere
De’ giorni miei la stella!
Sarà mia sposa l’orfana
Di Wolff.

Enrico
(Oh, colpo!) Ed ella
T’ama?…

Corrado
Quant’io l’adoro.

Enrico
(Matilde!… Oh, rio martir!…
Io l’ho perduta!… io moro…
Moro, e nol posso dir!)

Corrado
Ah! non esprime il detto
L’ardor che in noi s’apprese!
Così potente affetto
Non mai due cori accese!
Il suo pensiero è il mio…
Abbiamo un sol desio…
Vivo per lei soltanto,
Ella respira in me.

Enrico
(Chi mai, chi fu serbato
A più crudel tormento!…
Il core ho lacerato
Da cento colpi, e cento!…
Ed, ahi! qual man brandisce
L’acciar che mi ferisce!…
Per consumarla in pianto
La vita il ciel mi die’!)

Corrado
Andiamo… in quel soggiorno
(accenando il castello di Rudenz)
Essa mi attende.

Enrico
In quello!…

Corrado
Matilde al nuovo giorno
Signora è del castello,
Del padre di Maria
Tal fu la legge estrema…
Ah! non tardiam la mia
Felicità suprema…
Donna, fia tolto il velo
Che mi nascose a te,
Quindi all’altare…

Enrico
(Oh, cielo!)

Corrado
Vieni…

Enrico
(Son fuor di me!…)

Corrado
Fratello!… Enrico! Abbracciami,
Dividi il mio contento…
Ah! tu non puoi comprendere
Il ben d’un tal momento!…
Già col desio d’amore,
Vola a Matilde il core…
Tutto il piacere io godo
Che Dio pel ciel creò!

Enrico
Appien comprendo il giubilo
Di tua beata sorte!…
Divido teco i palpiti,
Invidio a tue ritorte:
(Son troppo sventurato…
M’astringe orrendo fato
A maledir quel nodo
Che Dio tra noi formò!)
(partono)

SCENA QUARTA
Galleria nel castello di Rudenz: molte porte laterali, ed una in fondo, di cui la cortina è abbassata: sopra una parete il ritratto dell’ultimo conte di Rudenz. Rambaldo, indi Maria.

Rambaldo
(si avanza mestamente)
Surse il giorno fatal, né di Maria
Novella giunge! Ah, non mentì la voce
Che in Roma estinta la dicea!…
(il corso dei suoi pensieri è interrotto da un suono di pianto; volgesi e resta colpito vivamente nel vedere una donna prostrata innanzi al ritratto, ed aspersa di amarissime lagrime)
Chi piange
Innanzi a quell’imago
Del mio spento signor? Donna, la fronte
Solleva. Che!…

Maria
T’acqueta…
Non appellarmi. Per la via segreta,
Che sotterranea del castello aggiunge
Ogni recesso, io qui traea. Si taccia
Un nome d’onta ricoperto. Ahi, padre!
Il tuo rigor dischiuse
A me un abisso, a te l’avello!

Rambaldo
Ingiusto
Il tuo rigor non fu! Vive Corrado
A se medesmo ignoto:
Egli nacque da tal, che morte infame
Sul patibolo avea.

Maria
Cielo!… E fia vero!…

Rambaldo
L’orribile mistero
Presso a morir mi disvelava il conte.
Ma dimmi, ov’è colui? Dopo la notte
Che messaggier del padre m’accoglievi
Nel veneto giardino, ambo spariste!

Maria
La mia crudel ferita
Perché ricerchi? Ahi, notte!
Cagion tremenda, o forse
Pretesto vil d’atrocità sì nera,
Che in rimembrarla ancor di morte il gelo
Tutta m’agghiaccia!… Un velo
(presa da raccapriccio)
Sovr’essa… un velo. Abbandonata io fui,
E del barbaro invan cercai sinora
Investigar le ascose tracce!

Rambaldo
Ancora
In tempo riedi. Un cenno
Del padre tuo…

Maria
Ne corse
La fama.

Rambaldo
Giunge di Matilde in breve
Lo sposo…

Maria
E giunga. Me desio non tragge
Di terrena grandezza.
Nel domestico tempio a gemer vengo
Sul paterno sepolcro, indi m’aspetta
Il convento d’Arau.

Rambaldo
Ciel!… Che dicesti!…
E vuoi fra quelle mura?…

Maria
La vergogna celar di mia… sciagura.
Sì, del chiostro penitente
Cingerò per sempre il velo:
Del mio cor la smania ardente
Può calmar soltanto il cielo.
Chiederò gemente a Dio
Il perdono dell’error…
Sarà tutto il viver mio
Un sol pianto di dolor.

Odesi lieta musica.

Rambaldo
Vien lo sposo!…

Maria
Dell’Eterno
Splenda un riso a questi nodi.
Ove giace il fral paterno
Io mi traggo, e poscia… m’odi:
Quando avrà la notte oscura
La sua veste in ciel spiegata,
Del convento fra le mura,
Vieni a trarmi inosservata.
(per partire)

Rambaldo
Deh! ti cangia… Deh! m’ascolta…

Maria
(con tono risoluto)
Non conosci ancor Maria?

Rambaldo
E vivrai colà sepolta
La tua vita?

Maria
Oh, breve fia.
Se quel crudo rivedrai
Che l’avello m’apprestò:
Ella è spenta, gli dirai,
Ma fedele a te spirò.
Sulla mia tomba gelida
Tardi, ed invan pietoso,
Nel suo rimorso a piangere
Egli verra talor…
Al suono di quei gemiti
Dall’ultimo riposo
Fian deste le mie ceneri,
E sentiranno amor!

Rambaldo
Ove ti tragge, o misera,
Un forsennato amor!

Maria parte.

Qui de’ vassalli move
La schiera. Oh, come lenta
Procede! Oh, come lo girar degli occhi
È grave! Mal diresti
Esser festiva la cagion che aduna
Tal gente!

SCENA QUINTA
La galleria si riempie di armigeri e vassalli di Rudenz.

Coro
Innanzi a sconosciuto sire
Chinar dovrem le fronti?

Rambaldo
Ah! sì: de’ nostri conti
Tutta mancò la stirpe.

Coro
Dunque spenta è Maria?

Rambaldo
Voi lo diceste.

Coro
Oh, certezza fatal!

Rambaldo
(Spenta pur troppo
È l’infelice al mondo.
Sta nel volto a ciascun dolor profondo!)

Coro
Ah! che di pianto è questo,
Non è di gioia il dì!
Orrido vel funesto
Il sol per noi coprì!
In sen del freddo avello
Anche Maria dimora!
L’ultima speme ancora
La morte a noi rapì!…
Ah! che di pianto è questo,
Non è di gioia il dì!

Rambaldo
Giunge il signor novello,
Pianger nessuno ardisca…
Si taccia, e s’obbedisca…
Volle il destin così!

Coro
Orrido vel funesto
Il sol per noi coprì!

SCENA SESTA
Matilde, circondata da’ suoi paggi va incontro a Corrado, che si avanza seguito da Enrico.

Corrado
Matilde…

Matilde
(riconoscendo Enrico)
(Chi vegg’io!)

Rambaldo e Coro
(Corrado!…)

Rambaldo si allontana inosservato.

Enrico
(Ah! sembra
Celeste immago agli occhi miei!…)

Corrado
Felice
Oltre ogni dir son io!
Quanto per me rinserra
Di più caro la terra
Mi sta dappresso! Mio fratello è questi.
(presentandolo a Matilde)

Matilde
Egli!… Enrico! Tu dunque
Sei?…

Corrado
Corrado Waldorff. Una possente
Ragion m’astrinse di celar sinora
Qual fossi. A te, Matilde
(ad Enrico)
Non era ignota!

Enrico
Da tremenda pugna
Reduce la mia schiera,
Dimorò nel villaggio, in cui romiti
Giorni traea Matilde. Il suo pensiero
Allor fuggìa del basso mondo!

Matilde
È vero…
Allor non m’appellava ad altre sorti
Del conte il cenno estremo.

Corrado
Ogn’uom lo ascolti.

Il Cancelliere del castello
(leggendo ad alta voce il testamento)
«Del retaggio avito
È l’arbitra Maria.
A lei Matilde raccomando, e sia
Primo de’ suoi doveri
Secondarne la brama, e qual s’addice
A patrizia donzella, e mia nepote,
Locarla nobilmente
D’Arau nel chiostro. Pur, se volge l’anno
E mia figlia non riede,
Scelga uno sposo, e del mio stato erede
Matilde investo. Il conte
Piero de Rudenz.»

Corrado
Oggi
Compie l’anno prefisso.

Coro
(Ahi, dura legge!…)

Enrico
(Ho sotto il piè l’abisso!)

Matilde
Di Matilde lo sposo adorato
In Corrado ciascuno rimiri.

Corrado
Ah! giungesti momento beato
Che affrettai con sì lunghi sospiri!

Enrico
(Io mi perdo!… Fatal gelosia
Le mie luci ricopre d’un vel!…)

Matilde
Al signor che vi dono giurate,
O vassalli, obbedienza e rispetto.

Corrado
Com’io giuro, e voi tutti ascoltate,
La mia fede, il mio tenero affetto…

SCENA SETTIMA
Apresi la porta in fondo; comparisce Maria, seguita da
Rambaldo.

Maria
Empio, cessa, che t’ode Maria.

Sorpresa generale.

Corrado
Non vaneggio!…

Enrico e Coro
Maria!…

Matilde
Giusto ciel!…

Maria si avanza gettando sopra Matilde un terribile sguardo: quindi si volge a Corrado in tuono d’ira concentrata.

Maria
Chiuse al dì per te le ciglia
Qui deserto il genitore!
E tradirne qui la figlia
Tu volevi, atroce core!
Né l’Eterno ancor punisce
L’alma rea che tanto ardisce?…
Pena forse Iddio non trova
Che pareggi il tuo fallir.

Corrado
Se di Dio la man suprema
A punirmi ho provocata,
Già mi coglie pena estrema,
Rivederti, o sciagurata.
Ma talvolta un fine arcano
Tien sospesa quella mano!
Se non fosse, al mio cospetto
Ti dovrebbe incenerir.

Enrico
(Io son pari ad uom cui scende
Già la scure sulla testa,
Ed un grido, un cenno intende
Che di morte il colpo arresta!
Ah! ne’ palpiti che provo
Al mio duol conforto io trovo!…
Ed un raggio di speranza
Mi colora l’avvenir!)

Matilde
(Quello sguardo, e quello sdegno,
Ah! mi fe’ rabbrividir!)

Rambaldo
(È spezzato il giogo indegno!…
A noi riede il primo ardir!)

Coro
Maria, di fidi sudditi
Ricevi or tu l’omaggio,
E tremi il temerario
Che farti osasse oltraggio!

Maria
Udisti? Or va’, mi libera
Di tua presenza omai…
Furo da te quest’aure
Contaminate assai!
Te poi, modesta vergine,
(traendola al suo fianco)
Aspetta il sacro velo:
Restar non puoi fra gli uomini,
Cosa tu sei del cielo!

Enrico
(fremente a Maria)
Donna!…

Corrado
(scagliandosi per riprenderla)
E schernirla, o perfida,
Osi?… Matilde è mia…

Coro
Che ardisci!…

Maria
Allontanatelo…
Respinto a forza ei sia…

Matilde
Cedi…

Enrico
Per poco almeno…

Coro
Esci…

Matilde
Ho la morte in cor!…
(come in atto di svenire)

Enrico
(Cielo!…)

Maria
Io trionfo appieno!…

Corrado
Son ebbro di furor!…

Maria
Il tuo core a me togliesti,
Tolgo a te la donna amata…
Infelice mi volesti?
Io lo son… ma vendicata.
Va’, se il ciel che a te contrasta,
Se a dividervi non basta,
Sorgerà tra voi l’inferno…
E l’inferno è tutto in me!

Corrado
Godi pur… godrai per poco!…
La tua gioia è fuggitiva,
Stolta! Apprendi che il mio foco
Per ostacoli si avviva.
Riedo in breve, riedo in armi
La mia sposa a ripigliarmi…
E vedrem se poi l’inferno,
Se può il ciel negarla a me.

Enrico
(Fra la speme ed il timore
Ardo e gelo in un momento!…
Del fratello a questo core
Quasi è gioia il rio tormento!…
Ahi! qual era, più non sono!…
Non m’intendo!… Non ragiono!…
Altro amor, l’amor fraterno
Ha pur troppo estinto in me!)

Matilde
Mi separa, ed in eterno,
O Corrado, il ciel da te!…

Rambaldo e Coro
T’allontana… ed in eterno,
Se la vita è cara a te.

Respingono Corrado, che parte trascinato da Enrico. Maria tragge seco Matilde dal lato opposto.

PARTE SECONDA
Un delitto

Sala del castello, la cui volta è sostenuta da grosse colonne;
due entrate laterali ed una porta in prospetto, tutto spirante tristezza.

SCENA PRIMA
Maria, da una porta laterale, Rambaldo dal fondo.

Maria
Ebben, colei?…

Rambaldo
Tuttora
La stessa! Tace nel suo duolo immersa,
E piange.

Maria
Udì l’irrevocabil cenno?
Il cenno di Maria?

Rambaldo
L’udì.

Maria
Che mai
Risponde?

Rambaldo
Piange.

Maria
Un lustro io piansi! Ormai
Fremo soltanto! Va’, qui traggi Enrico;
Ed il geloso incarco
D’assecurar gli spaldi, ed ogni varco
Del castello, rammenta. Il sai, fu vista
Gente in armi dappresso!

Rambaldo esce per una porta laterale.

Avvi Corrado istesso
Certo fra quella!… Ma la preda invano
Si tenterà strapparmi.

SCENA SECONDA
Enrico e detta.

Maria
T’avanza. Favellarmi
Chiedesti, Enrico: parla,
Che ti guida?

Enrico
Pietà dell’infelice
Matilde.

Maria
Io servo alla paterna legge.

Enrico
Ed osi un cenno ricordar, Maria,
Che pervertisti, e che annullato fia
In breve dal senato?

Maria
Ma tardi! L’ombre sorgeranno, tratta
Matilde a viva forza
Sarà nel vicin chiostro.

Enrico
Il rio disegno
Non compirai… La vittima strappata
Presso all’ara ti fia, dinanzi al nume,
Di crudeltà nemico…

Maria
E chi tanto ardirà? Corrado?

Enrico
Enrico.
Sappilo, in core avvampo,
Mi struggo per Matilde…
Se morir cento volte in sua difesa
Potessi, cento volte
Morrei, benedicendo
Il mio destin.

Maria
Che intendo!
L’ami?…

Enrico
D’immenso amor.

Maria
L’ami, e la cedi
Al tuo rivale?

Enrico
Al mio fratello. Io vidi
Matilde, allor che orbata
D’ambo i parenti, e derelitta in terra
Volgea lo sguardo al cielo… E il ciel sembrava
Di sua beltade innamorato! Il core
Ne chiesi… indarno! Piansi… al pianger mio
Ella rispose!… La pietà sovente
È foriera d’amor! Squillò repente
La tromba… Io mossi al campo… e venne meco
Dolce lusinga!… Un fulmine colpito
M’avesse, pria che intender da Matilde
Riamato il fratel!… D’ogni conforto,
D’ogni speranza privo
Tremenda vita a lui dappresso io vivo!
Talor nel mio delirio
Non veggio che il rivale…
E corre involontaria
La destra sul pugnale…
Ed un pensier terribile
Vien dall’inferno a me!
Inorridita l’anima
Rifugge a tanto eccesso!…
Ah! son dannato a fremere!…
Ad abborrir me stesso!…
Donna, compiangi un misero
Che soffre più di te!

Maria
(in tono misterioso)
Tal segreto in petto io celo,
Da temprar la tua sciagura.

Enrico
Che di’ tu!…

Maria
S’io lo rivelo,
Senza offender la natura,
Stringer puoi l’ambita mano
Di colei che sì t’accese.

Enrico
Ah! fia ver!…

Maria
Ma il grave arcano
Far non posso ad uom palese,
Ove pria l’infido amante
Non ritorni al mio cospetto.

Enrico
Ei mi segue… in breve istante
Io condurlo a te prometto…

Maria
Riveder potrò l’ingrato!…
Rivederlo!… In breve!…

Enrico
Ah! sì.
Ma l’arcan?…

Maria
Ti fia svelato:

Enrico
Quando?

Maria
Quando? Al nuovo dì.

Enrico
Tu la speme in me ritorni!…
Tu la vita in me ridesti!…
La parola che dicesti
Dalla tomba mi chiamò!
Come all’angel de’ miei giorni
Grato sempre il cor ti fia,
Se Matilde sarà mia…
Se di gioia non morrò.

Maria
Va’… che tardi?… A me l’invia…
(Ove son!… Che mai farò!…)

Enrico parte.

Olà!

Compariscono alcuni armigeri.

Corrado a me venir si lasci.

Gli armigeri escono. Ella or passeggia a rapidi passi, or s’arresta in balìa della più viva agitazione.

Che fu!… Son io!… Me stessa
In me non trovo! Il senno fugge, il core
Palpita più frequente!…
Ogni stilla di sangue è fiamma ardente!
Questa piena d’affetti e di pensieri
Calmar si cerchi…
(siede)
De’ bollenti spirti
(dopo lunga pausa, ed alzandosi)
Scemò la possa… non è ver! Più lieve
Saria frenar de’ venti,
Della folgore il corso!
Amor, vendetta, gelosia, furore:
Chi vincerà?… Corrado!
(vedendolo sopraggiungere, e con accento passionato)
Ha vinto amore!

SCENA TERZA
Corrado e detta. Corrado giunto innanzi a Maria s’arresta in silenzio, guatandola terribilmente.

Maria
Quel fero sguardo nel pensier mi sveglia
Le caverne di Roma! Oh, quale ingiusto
Furor geloso t’avvampò! Scolparmi
E deggio, e posso.

Corrado
Inutil cura e tarda!
Per te non vengo.

Maria
(reprimendosi)
Intesi!
Di lei favellerò. Colà Matilde
(accennando la porta in fondo)
Aspetta i cenni miei! Sposa del nume,
O d’un mortale andrà, che più la merta,
Né men l’ama di te.

Corrado
(con ischerno)
Questo mortale
Nomasi?…

Maria
Enrico.

Corrado
Mio fratel!

Maria
No, tale
Egli non è.

Corrado
Deliri!

Maria
Odi, proscritto
In un co’ suoi congiunti, Ugo di Berna,
Il pargoletto figlio,
Che mal regger potea nell’aspro esiglio,
Lasciò partendo alla pietosa cura
D’un amico fedel: questi sua prole
Creder fece il bambin: ma presso a morte,
E già corsi due lustri,
L’arcan dischiuse al padre mio, lasciando
Secure prove, onde potesse un giorno
Ugo suo figlio ravvisar.

Corrado
Finisci.
(con orrenda ansietà)

Maria
Ma, ben lo sai, di vili, atroci colpe
Costui macchiato, sul germano lido
Fu spento dal carnefice.

Corrado
Quel figlio
D’Ugo?…

Maria
Tu sei.

Corrado
Mio padre
Un assassin!

Maria
T’accheta…

Corrado
Orrido gelo
Mi ricerca ogni fibra!

Maria
Eterno velo
Covra l’arcan: distrutte
Ne fian da me le prove.
Sempre lo stesso innanzi al mondo, ah! riedi
Pur con Maria qual fosti.

Corrado
Che?

Maria
Rimembra, infedel, quanto mi costi!
Fonte d’amare lagrime
Apristi agli occhi miei…
La fama, il padre, ahi, misera!
Per te crudel perdei…
Pur non t’abborro, e supplice
Alle tue piante io cado…
Tutto m’hai tolto… Ah! rendimi,
Rendimi almen Corrado…
E come il ciel s’adora,
Giuro adorarti ognor.

Corrado
(Ah! chi sopisce l’odio,
Chi l’ire in sen mi smorza?
Qual mai potere insolito
A lagrimar mi sforza!
Quell’angoscioso gemito
Le vie del cor mi tenta!
Provo un arcano palpito
Che un’altra età rammenta!…
Così l’intesi allora
Che m’arse il primo amor!)
(commosso all’estremo, fa un rapido movimento per uscire. Maria lo ritiene per la destra)

Maria
Parti?…

Corrado
(Orribili momenti!…)

Maria
E pietà di me non senti?…

Corrado
Sol pietà…

Maria
Colei mi priva
D’altro affetto!… E questa mano?…

Corrado
Fia…

Maria
Non dirlo. Sin ch’io viva,
Traditor, lo speri invano…
Or che tardi? Avventa omai
Quell’acciaro in me, spietato…
Ma risorger mi vedrai
Truce spettro, insanguinato…
Di tue nozze il giorno, il rito
Di spavento colmerò.
E del talamo abborrito
L’empie gioie troncherò.

Corrado
Furor vano, stolti accenti!…
Me non cangia una minaccia.
Pria che fosco il ciel diventi
Fia Matilde in queste braccia.

Maria
Ah!… Di rabbia son furente!…
Me tu sfidi!… Separarti
Da Matilde eternamente
Posso, iniquo, e pria che parti.

Corrado
(Ciel!…)

Maria
Non pensi, sciagurato
In qual tetto il piè mettesti!
Qui l’oltraggio invendicato
Mai non fu!

Corrado
Che dir vorresti?…

Maria
De’ terribili avi miei
Seguirò l’esempio.
(preme una molla, e le pietre che formano la soglia della porta in fondo spariscono)
Mira.

Corrado
Quale abisso!
(ad un movimento di Maria le pietre si ricompongono)

Maria
Di colei
Fia la tomba.

Corrado
No!

Maria
Quest’ira
Che m’avvampa spegner vuoi?
Vuoi salvarla?

Corrado
Sì… Che imponi?

Maria
Morirà sugli occhi tuoi
Se vacilli, se t’opponi!…

Corrado
Parla, parla.

Maria
Dêi giurarmi
Fede eterna, eterno amor.

Corrado
Ah!

Maria
Resisti!… E provocarmi.
Forsennato, ardisci ancor!

Lo stato di Corrado è qual d’uomo posto alla disperazione.

Corrado
È d’altra il cor… Né frangere
M’è dato i lacci suoi…
Barriera insuperabile
Pose il destin fra noi…
Desisti… Non astringermi
rio misfatto estremo…
Più che per lei non tremo,
Tremar tu dêi per te!

Maria
Giura, o l’istante orribile
Della vendetta è giunto!…
Distruggerà la vittima
Un cenno, un detto, un punto!…
Fu mio quel cor, dev’essere
Un’altra volta mio…
Ora il destin son io:
Fuggir non puoi da me.
Giura.

Corrado
Non mai…

Maria
Non mai! Matilde!
(chiamando verso la porta in prospetto, e ponendo la destra sulla molla)

Corrado
Oh! cessa…

Maria
Matilde…

Corrado
Tu lo vuoi! Mori…
(le configge il pugnale nel petto)

Maria
Ah!…
(cade mettendo un grido acutissimo)

Corrado
Che feci!…

SCENA QUARTA
Matilde dal fondo, Rambaldo ed armigeri dalle porte laterali: tutti accorrendo.

Rambaldo ed Armigeri
Oh, ciel!…

Matilde
Maria trafitta!…

Rambaldo
(accennando Corrado rimasto immobile e come stupidito dall’orrore)
Ed ecco l’assassin!…

Armigeri
Mostro, paventa…
(alzando le spade sul di lui capo)

Maria
Fermate… Io mi svenai… Ch’ei viva…

Matilde, Rambaldo ed Armigeri
È spenta!

PARTE TERZA
Lo spettro

Atrio del castello. Da un lato cappella gentilizia, internamente illuminata: in fondo a traverso dell’intercolunnio, veduta del parco lambito dal fiume; splende la luna.

SCENA PRIMA
Molti armigeri e vassalli di Rudenz, aggruppati a qualche distanza, dalla porta del tempio.

Armigeri
Sì, quell’ombra sepolcrale
Scarmigliata, in bruno ammanto,
Alla soglia nuziale
Fu veduta errar d’accanto.

Vassalli
Qual presagio! E ancor vi fia
Chi lo spettro di Maria
Creda un sogno della mente?

Armigeri
Oh! se v’ha, non è Corrado,
Che all’udirne ammutolisce,
E si turba, e suo malgrado
Trema tutto, e impallidisce.

Vassalli
Non oblia però l’amore
Cagion rea di lutto e pianto!
Ma nel tempio il mancatore
Tristi nodi forma intanto.

Armigeri
Ad Enrico tale imene
Parve ancor sì sciagurato,
Che fuggendo queste arene
Ha il fratello abbandonato!…

Odesi musica religiosa.

Tutti
Dileguiam… Si ceda il campo
Alla gioia d’empio amor…
Sarà breve come lampo;
Se v’è un Dio vendicator!
(partono)

SCENA SECONDA
Enrico ansante e coperto di polvere dal fondo della scena, e Rambaldo dal tempio.

Rambaldo
Tardi, ah! tardi giungesti!…

Enrico
E che!…

Rambaldo
Fu sciolto
D’Imene il voto.

Enrico
Iniqua sorte!… Oh! dimmi,
Tu forse?…
(traendo alcuni fogli)

Rambaldo
Riede il nuzial corteggio!…
Va’… t’allontana… Io deggio
Recarmi altrove… (Ahi misera! Che fia,
Che fia di te!…)
(parte frettoloso)

Enrico
L’ignoto messo adunque
Rambaldo a me spedia? Prove fatali
D’alto mistero, ah! perché mai non v’ebbi
Un dì soltanto, un’ora prìa? M’avverte
Il foglio annesso, che l’arcan sapea
Corrado, e quella face
Che m’arde in sen… tacesti, o vil, tacesti
Onde rapirmi l’adorata donna
Impunemente!

Il corteggio nuziale attraversa l’atrio.

Orrida notte è questa!…
Benda feral mi copre i lumi!…

SCENA TERZA
Corrado, Matilde, paggi con torce accese, dame, cavalieri e
detto.

Enrico
Arresta.
(a Corrado trattenendolo)

Tutti gli altri proseguono il loro cammino con la sposa, salendo una scala che mette agli appartamenti della festa.

Corrado
Onde riedi? Che mai brami?

Enrico
Il tuo sangue.

Corrado
Il sangue mio!…
Ah! Fratel!…

Enrico
Fratel mi chiami?
Nacqui forse, nacqui anch’io
Dal ribaldo, a cui la scure
Fe’ cader l’iniqua testa?

Corrado
Oh! che intendo!… E sai tu pure
Verità così funesta!

Enrico
(mostrandogli le carte)
N’ho le prove.
Un altro arcano
Tu sapesti! Quell’ardore,
Che mi strugge…

Corrado
Ardisci, insano!
Cessa… Taci; o il mio furore…

Enrico
Io lo sfido…

Entrambi colla mano sull’elsa.

Corrado
(reprimendosi ad un tratto)
No… T’amai
Qual fratello… e t’amo ancor.
Vivi… e fuggi.

Enrico
Tu non sai
Di qual tempra è questo cor!
A me, cui financo la speme togliesti
Sarebbe la vita supplizio di morte!…
Tu lieto frattanto i giorni trarresti
In sen di Matilde, beato consorte!…
No: fin che una stilla di sangue mi resta,
Indarno lo speri… oppormi saprò…
Fu scritta nel cielo condanna funesta;
Ed uno fra noi più viver non può!

Corrado
Il primo de’ beni ancora t’avanza,
Un core innocente!… Di perderlo trema!…
Non sai del rimorso quant’è la possanza!
Non sai quanto è grave la mano suprema!
Ahi! misero l’uomo di colpe bruttato,
Che al cenno dell’ira il ferro vibrò!
Eterna è la macchia del sangue versato…
Un fiume di pianto lavarla non può!

SCENA QUARTA
Alcuni cavalieri e detti.

Cavalieri
Te, signor, Matilde appella.

Corrado
(piano ad Enrico)
Vanne, e scorda un folle amore.
(in atto di partire)

Enrico
Ferma, indegno…

Cavalieri
Qual favella!…

Enrico
Siam rivali…

Cavalieri
Ciel… Che orrore!

Enrico
Mio fratel, non è costui…
(sorpresa nei cavalieri)
Un infame, un assassino
Fu suo padre… più di lui
Egli è vile.
(si slancia sopra Corrado, gli strappa l’ordine dei conti di Rudenz e lo calpesta)

Cavalieri
Ah!…

Corrado
Rio destino!…
(tremante di rabbia)
Tu colpevole mi rendi!

Cavalieri
(Egli d’onta lo coprì!…)

Enrico
Snuda il ferro. Ebben, che attendi?
Vieni.
(accennando verso il parco)

Cavalieri
Ah! pensa…

Enrico
Vieni.

Corrado
(sguainando la spada)
Sì.

Enrico
O tremenda gelosia
Che m’ardesti, e m’ardi ancora,
O furor dell’alma mia,
Di sfogarvi è giunta l’ora!
Se alla sposa rieder vuoi
Nel mio sangue dêi bagnarti…
Sommo ben mi fia svenarti,
Sommo ben mi fia morir.

Corrado
Ch’ei snudar mi fe’ la spada,
Terra e cielo, io voi ne attesto.
Ah! l’orror su lui ricada
D’una pugna ch’io detesto.
Notte, addensa i veli tuoi,
Copri tu sì fero evento…
Ah! di vincere pavento,
Non pavento di morir!

Cavalieri
(Ah! di morte i detti suoi
Furo acerba e ria disfida!
Tanto oltraggio sangue grida!
Sprona all’armi tanto ardir!)

Entrano nel parco.

SCENA QUINTA
Magnifica galleria. Scala nel fondo, che mette ad altri appartamenti: da un lato la porta della stanza nuziale, dall’altro un verone. Le pareti sono inghirlandate di fiori, e da per tutto sfolgoreggiano vaghe faci. Già le orchestre rimbombano in suono giulivo, le danze già sono incominciate: si vede in ogni dove un gaio movimento di paggi, dame e cavalieri: molti sono elegantemente mascherati. Matilde è assisa in mezzo a lieto corteggio, ed a quando a quando volge d’intorno lo sguardo inquieto, come in cerca di Corrado. Durante i balli cantasi il seguente coro.

Coro
O giovinetta sposa,
Soave sei, gentile!
Gentil come la rosa
D’un bel mattin d’aprile,
Soave al par di candido
Modesto gelsomin:
Sei grata più d’un’aura
Che spira dal giardin.

Intanto una donna mascherata traversa la scena in fondo, e mentre l’universale Attenzione è rivolta alla danza, entra rapida e furtiva nella stanza nuziale. Un paggio si accosta a Matilde, e le parla sommessamente; ella sorge, ed accompagnata da alcune dame, si ritira nella stanza suddetta. Dopo qualche istante Corrado si mostra sull’alto della scala, circondato dai cavalieri che lo seguirono alla scena precedente: le dame escono dalla stanza di Matilde: tutti si congedano con lo sposo, ed egli resta solo.

SCENA SESTA
Corrado.

Corrado
(dopo un istante di cupo silenzio apre il verone, e getta via la spada)
Ah! Fra gli amplessi tuoi scordar Matilde
A me sia dato, qual orrendo prezzo
Essi costaro!…

Odesi un gemito soffocato nella stanza di Matilde.

Acuto mi feria
Grido gemente!…
(accorre verso la porta, ma ne retrocede raccapricciato)
Ah!… l’ombra di Maria!…

Ella è ritta immobilmente sulla soglia, e chiusa in lungo
ammanto.

SCENA SETTIMA
Maria e detto.

Maria
Tel dissi che risorta
Dalla tomba sarei! Che riveduta
M’avresti accanto al nuzial tuo letto!
Eccomi. Tremi?

Corrado
Ho il gel… di… morte… in petto!…

Maria
Mostro iniquo, tremar tu dovevi
In quel fero, in quell’orrido istante,
Che a Matilde sull’ara porgevi
Del mio sangue la mano stillante,
Quando irato l’Eterno ascoltava
Empio voto d’amore e di fé…
Oh! Se il tempio in quel punto crollava,
Scellerato, era meglio per te!

Corrado
Ah! di lei… di Matilde, che festi?

Maria
Entra, e vedi.

Spalancando la porta, Corrado vi si precipita, ma ritorna immantenente coperto di estremo pallore, e con le chiome ritte sulla fronte.

Corrado
Gran Dio!… Trucidata!…
O mia sposa!…

SCENA OTTAVA e Ultima
Rambaldo, paggi, familiari, armigeri e detti.

Coro
(ancor dentro)
Quai gridi son questi!…

Corrado
Fu svenata Matilde!…

Coro
Svenata!…
(uscendo)
Ahi! lo spettro!…
(spaventati, ed in atto di fuggire)

Maria
No, l’aura vitale
Io respiro.
(facendo cadere il suo velo: tutti si arrestano, ella tiene la destra colà dove Corrado la ferì, e parla con istento, che a poco a poco si renderà più sensibile)
Quest’uomo pietoso
(accennando Rambaldo)
Fe’ recar la mia spoglia mortale
Ove dormono eterno riposo
Gli avi miei… già la pietra funesta
Sul mio capo ei piangendo chiudea…
Quando un gemer sommesso lo arresta…
Egli accorre… io tuttora vivea!…

Coro
Oh!…

Corrado
Che intendo!…

Maria
L’arcano serbai
Onde oppormi ad iniqui legami…
(con riso feroce)
Li ho spezzati!

Corrado
Ah, perversa!… E vivrai?…
(come per trarre la spada, ma non trovandola si avventa ad alcuno per impadronirsi d’un brando)
Un acciaro…
(è trattenuto)

Maria
Tu spenta mi brami!…
Sarai pago…

Rambaldo
Che dici!…

Maria
La vita,
Che abborrisco… già fugge da me…
Riaperta è la cruda ferita…
Breve istante… e Maria più non è…
(analogo movimento generale: ella sorreggesi a Rambaldo)
Al misfatto enorme e rio
Trascinata fui pel crine…
Non ha legge, né confine
Oltraggiato, immenso amor.
Quest’ingrato, l’onor mio
Ricovrì di negro velo…
Ei m’ha tolto vita… e cielo…
Quest’ingrato… io l’amo ancor!

Le Donne
L’alma ho tutta sbigottita!…

Gli Uomini
Oh, qual notte di terror!

I segni della morte di Maria si rendono più manifesti.

Rambaldo
Ah! d’un farmaco l’aita…
Un soccorso…

Maria
No…
(dilaniando le bende della sua piaga)

Rambaldo e Coro
Che orror!…

Maria
Or m’aspetta infame tomba
Senza prece… e senza pianto…
Fra i mortali… tu soltanto
(a Rambaldo)
Resti… a spargerla d’un fior!
Io già manco!… in sen mi piomba
Della morte orrendo il gelo!…
(strascinandosi presso Corrado)
Mi togliesti vita… e cielo!
Ti perdono… e… t’amo… ancor…
(cade morta a’ piè di lui)

Coro
L’alma ho tutta sbigottita!…
Oh, qual notte di terror!…

Corrado
(esterrefatto)
Mi punisce con la vita,
Dio tremendo, il tuo rigor!

FINE

PART ONE
The Testament

A hall in an inn. Through the glazed doors are seen part of the monastery of Arau on the Aar and, on the other bank of the river, the Castle of Rudenz. Day is breaking. Religious choir is heard in the distance.

SCENE I
Chorus.

Chorus
Praise be to the eternal primal Love,
Fount of light, perfect virtue,
Who uttered in His thought:
Let there be the earth, and the earth was.
The heavenly hosts sing to you,
Holy of holies, king of kings.
The thunder, the wind, the sea, the spheres,
The earth and heaven speak in You.

SCENE II
Corrado alone.

Corrado
(opening a balcony and looking anxiously on the street leading to the hostl)
He has not yet arrived, and you await me,
Adored Matilde,
Spirit descended from the heavens to comfort me!…
God has permitted you to placate
The ire of my perverse destiny!
Ah! The parched brow
Had no more tears,
Lacked hope in spirit,
Peace in my wounded heart…
Heaven clothed itself
In a gloomy mantle for me.
The earth seemed to me
A valley of bitter tears.
I saw you, dear one, and in an ecstasy
Of love that suffused my soul,
I said, “Do you love me?’ and your lips
Remained silent,
But your enticing glance
Spoke to me of love…
Ah! The entire universe
Seemed then a smile!

SCENE III
Enter Enrico.

Enrico
Brother!…

Corrado
Enrico!…

Embracing each other with all brotherly tenderness.

Enrico
As soon as
Your letter reached me,
I flew from the field to embrace you…Five years
Have passed since I last saw you!

Corrado
Oh, how many
Tempestuous events
Have troubled my life!

Enrico
Rumor here said
You are Maria’s abductor.

Corrado
It said
True. I asked her father for her:
Ah, the haughty count answered, I’ll kill her first.

Enrico
And she?…

Corrado
She fled me…Italy’s land received her…
O Venetian lagoon,
Wonder of the world, and enchanted mirror
Of your azure sky, you saw me
Happy!…Alas, but a brief dream
Was my bliss!

Enrico
What?

Corrado
Betrayed
By the disloyal…

Enrico
What do I hear?

Corrado
The world
Was clothed in black night, and I saw
The perjurer steal into the lonely
Garden of the house…would you believe it?
There a man awaited her!

Enrico
Good Lord! And what did you do?

Corrado
I fed my secret heart with hatred…
I took her to the Tiber, and went down with her
To visit the catacombs…
(repressing his words as if horrified)

Enrico
Oh, go on.

Corrado
In the obscure subterranean labyrinth
Of that dreadful vault, I said to her,
“Here you are in the arms of death”; and reproached her
For her foul deceit. She uttered
Lying excuses, that were cut off
In mid-sentence: she fainted…

Enrico
And you?…

Corrado
I left her
Entombed alive.

Enrico
I am frozen with horror!

Corrado
But my mind
Seized with sudden remorse
I sought out the guide, who was
My accomplice in the plot. I paid him
With gold again, and obtained his oath
That he had put her
To death.

Enrico
Then?

Corrado
I left the Roman shore
Wandering from country to country
Under false names
So that she would lose
All track of me.

Enrico
Poor man! And yet
You called me
From joy in your heart!

Corrado
And now I am full of joy;
I have found a consoling angel
For my misfortunes,
Forgetting the past,
Here I have again fallen in love…
The star of my life shines,
Yes, shines again!
The orphan Wolff
Will be my wife.

Enrico
(Oh, a blow!) And does she
Love you?…

Corrado
As much as I adore her.

Enrico
(Matilde!…Oh, brutal tormen!…
I have lost her!…I die…
I die, and cannot say it!)

Corrado
Ah! Words cannot express
The ardor that inflames us!
Such powerful feeling
Has never ignited two hearts!
Her thought is mine…
We have but one desire…
I live only for her,
And she breathes in me.

Enrico
(Who has ever endured
Such cruel torture!…
My heart has been rent
By hundreds of cuts!…
And alas, what hand brandishes
The blade that wounds me!…
Heaven gave me life
To consume it in weeping!)

Corrado
Let us go…she waits for me
(pointing to the castle of Rudenz)
In that dwelling.

Enrico
In that?

Corrado
Matilde has today become
The mistress of the castle.
It was the last will
Of Maria’s father…
Ah! Let us not delay
My supreme happiness..
Lady, the veil that hid me
From you will be taken off,
Then at the altar…

Enrico
(Oh, heaven!)

Corrado
Come…

Enrico
(I am beside myself!…)

Corrado
Brother!…Enrico! Embrace me,
Share my joy…
Ah! You cannot comprehend
The glory of this moment!…
My heart now flies to Matilde
With love’s desire…
I partake of all the bliss
That God created for heaven!

Enrico
I fully understand the jubilation
At your blessed fortune!…
I share with you the heartbeats,
And envy your bonds of love:
(I am too unlucky…
Hideous fate impels me
To curse that knot
That God fashioned between us!)
(Exeunt)

SCENE IV
A gallery in the castle of Rudenz: many lateral doors and one at the rear, over which a curtain is lowered: on one wall a portrait of the last count of Rudenz. Enter Rambaldo, then Maria.

Rambaldo
(entering sorrowful)
The fatal day has come, nor has come
News of Maria! Ah, the word that said
She had died in Rome did not lie…
(the course of his thoughts is interrupted by a sound of weeping; he turns and is astonished to see a woman prostate before the portrait shedding bitter tears)
Who weeps
Before that picture
Of my deceased master? Woman, raise
Your head. What!…

Maria
Quiet…
Do not say my name. I came here
By a secret passage beneath the castle
That connects to every part. Let a name
Covered with shame be unspoken. Alas, father!
Your harshness has opened
An abyss for me, for you a tomb!

Rambaldo
Your harshness
Was not unjust! Corrado lives
Unknown even to himself:
He was born to one who died
In ignominy on the scaffold.

Maria
Heaven!…Can it be true!…

Rambaldo
Close to death
The count revealed the horrible mystery to me.
But tell me, where is Corrado? After the night
When his father’s envoy received me
In the Venetian garden, you both disappeared!

Maria
Why do you seek to know
Of my cruel wound? Alas, night,
Terrible cause, or perhaps
Vile pretext, of an atrocity so black
That in remembering it the chill of death
Freezes me!…A veil
(seized with horror)
Over that night…a veil. I was forsaken,
And ever since I have vainly sought to follow
The hidden traces of that monster!

Rambaldo
Now
You return in time. An order
Of your father…

Maria
Word of it
Has spread.

Rambaldo
Matilde’s bridegroom
Is to arrive shortly…

Maria
So let him come. Desire for earthly greatness
Does not bring me.
I come to the family chapel to mourn
At the family sepulcher, then
The convent of Arau awaits me.

Rambaldo
Heaven!…What are you saying?…
You wish to be within those walls?…

Maria
To hide the shame of my…misfortune.
Yes, I shall cover myself with the veil
Of the cloister of penitence forever:
Only heaven can assuage
The ardent yearning of my heart.
Sobbing, I shall beg God
For forgiveness of my sin…
My whole life will be
But a threnody of pain.

Gay music is heard.

Rambaldo
The bridegroom comes!…

Maria
Let a smile
Of the Eternal shine on these nuptuals.
I betake myself to where lie
The remains of my father, and then…Hear me:
When dark night has spread
Its garment over the heavens,
Come to conduct me unobserved
To the walls of the convent.
(about to depart)

Rambaldo
Oh! Reconsider…Oh, listen…

Maria
(resolutely)
Do you still not know Maria?

Rambaldo
And you will live your life
Immured there?

Maria
Oh, it will be brief.
If that cruel one who prepared
My grave returns:
“She is dead,” you will tell him,
“But she died faithful to you.”
On my cold tomb,
Too late and vainly pitiful,
He will come then to weep
In his remorse…
At the sound of those sobs
My ashes will awaken
From their final repose
And feel love!

Rambaldo
Whither does a crazed love
Draw you, poor woman!

Exit Maria.

Here a crowd of vassals
Approaches. Oh, how slowly
They proceed! Oh, how gravely
They look about! You would hardly say
That the occasion that gathers such personages
Is festive.

SCENE V
The gallery fills with soldiers and vassals of Rudenz.

Chorus
Must we bow our heads
Before an unknown liege?

Rambaldo
Ah, yes! The whole line
Of our counts is extinct.

Chorus
Then Maria is deceased?

Rambaldo
You have said it.

Chorus
Oh, calamitous certainty!

Rambaldo
(Dead to the world unfortunately
Is the unhappy woman.
Profound grief shows on every face!)

Chorus
Ah, how full of woe this is,
Not a day of joy!
A hideous, ominous veil
Has covered the sun to us!
Maria, too, resides
In the bosom of the cold grave.
Yet has death robbed us
Of our last hope!
Ah, how full of woe this is,
Not a day of joy!

Rambaldo
The new lord arrives,
Let none dare weep…
Be silent and obey…
Thus destiny wills!

Chorus
A horrible, baleful veil
Has covered the sun for us!

SCENE VI
Matilde enters, surrounded by her pages, and goes to Corrado, who comes forward followed by Enrico.

Corrado
Matilde…

Matilde
(Recognizing Enrico)
(Whom do I see!)

Rambaldo and Chorus
(Corrado!…)

Rambaldo withdraws unobserved.

Enrico
(Ah!, to my eyes
She seems a celestial image!…)

Corrado
I am happy
Beyond all speech!
All that the world contains
That is most dear to me
Is standing with me now! This is my brother.
(introducing him to Matilde)

Matilde
He!…Enrico! Then you
Are?…

Corrado
Corrado Waldorff. A mighty
Reason compelled me to conceal until now
Who I am. You are not
(to Enrico)
Unacquainted with Matilde!

Enrico
My troop returning
From a terrible battle
Lodged in the village where Matilde
Spent lonely days. Her thoughts
Then were far from worldly matters!

Matilde
It is true…
At that time the last will of the count
Did not yet call me to another fate.

Corrado
Let every man listen.

The Chancelor of the Castle
(reading aloud the testament)
“The arbiter of the ancestral estate
Is Maria.
To her I commend Matilde, and let it be
First of her duties
To honor the wish, and as becomes
A patrician maiden and my niece,
To consign her nobly
To the cloister of Arau. However, if the year elapses
And my daughter does not return,
Let Matilde chose a husband, and I appoint her
Heir to my estate. Count
Piero de Rudenz.”

Corrado
Today
The appointed year is ended.

Chorus
(Alas, a severe will!…)

Enrico
(The abyss opens under my feet!)

Matilde
Let everyone observe in Corrado
The Matilde’s adored betrothed.

Corrado
Ah, the blessed moment has arrived
That I hastened with such long sighing!)

Enrico
(I faint!…Dreadful jealousy
Covers my eyes with a veil!…)

Matilde
Swear, O vassals, obedience and respect
To the lord whom I give you.

Corrado
As I swear, and hear me all of you,
My faith, my tender affection…

SCENE VII
The door at the rear opens; Maria appears followed by Rambaldo.

Maria
Cease, scoundrel, that Maria hears you.

General surprise.

Corrado
I am not raving!…

Enrico and Chorus
Maria!…

Matilde
Just heaven!…

Maria comes forward regarding Matilde with a ferocious look: then she turns to Corrado with a tone of intense anger.

Maria
Because of you my father here forsaken
Closed his eyes to the light alone!
And here you wished to betray
His daughter, monstrous heart!
Does not the Almighty yet punish
The evil soul that dares act thus?…
Perhaps God does not find a penalty
Commensurate with your crime.

Corrado
If I have provoked the supreme
Hand of God to punish me,
He now exacts the extreme penalty:
Seeing you again, O wicked woman.
But sometimes that hand
Holds suspended a secret end!
If it were not so, you should be consumed
By fire before my eyes.

Enrico
(Iam like a man upon whose head
The axe is about to fall
When a call, a signal commands
The that the deadly blow be halted!
Ah, in the beating heart that I feel
I find comfort for my pain!…
And a ray of hope
Colors my future!)

Matilde
(That gaze, and that hatred,
Ah, make me shudder!)

Rambaldo
(The ignoble yoke is sundered!…
The former boldness is with us again!)

Chorus
Maria, now receive the homage
Of your loyal subjects,
And let the fear strike the brazen one
Who dares do you outrage!

Maria
Did you hear? Now go, free me
Of your presence forever…
This air has been contaminated
Long enough by you!
Now you, modest virgin,
(drawing her close)
Expect the holy veil:
You may not remain among men;
You belong to heaven!

Enrico
(to Maria, trembling)
Lady!…

Corrado
(lunging to free Matilde)
And you dare, perfidious woman,
To mock her?…Matilde is mine…

Chorus
What daring!

Maria
Take him away…
Let him be restrained by force…

Matilde
Yield…

Enrico
At least for a moment…

Chorus
Begone…

Matilde
(as if about to faint)
I have death in my heart!…

Enrico
(Heaven!…)

Maria
My triumph is complete!…

Corrado
I am drunk with rage!…

Maria
You took your heart from me,
I take your beloved lady from you…
Did you wish me to be miserable?
I am…but avenged.
Go, if heaven that opposes you,
If it is not enough to separate you,
Hell will come between you…
And that hell is all in me!

Corrado
Go ahead and gloat…you will not have long!…
Your joy is fleeting,
Foolish woman! You will learn that my fire
Grows hotter when opposed.
I shall soon return, return in arms
To take back my bride…
And we shall see then if hell,
If hell can deny her to me.

Enrico
(Between hope and fear
I burn and freeze in one moment!…
My brother’s joy to this heart
Is like a bitter torment!…
Alas, what I was, I am no longer!…
I do not understand myself!…I lose my reason!…
Another love, has sadly
Extinguished brotherly love in me!)

Matilde
Heaven divides me from you,
Corrado, and forever!…

Rambaldo and Chorus
Begone…and forever,
If life is dear to you.

They repel Corrado, who leaves pulled by Enrico. Maria drags Matilde with her in the opposite direction.

PART TWO
A Crime

A hall in the castle the vault of which is supported by thick columns; two side entrances and one central door. Everything expresses sadness.

SCENE I
Enter Maria from a side door, Rambaldo from the center door.

Maria
Well then, is she…?

Rambaldo
Still
The same! She remains silent, immersed
In her grief, and weeps.

Maria
Has she heard the irrevocable command?
Maria’s command?

Rambaldo
She has heard it.

Maria
What is
Her answer?

Rambaldo
She weeps.

Maria
I wept for five years! Now
I only shiver! Come, bring Enrico here:
And I charge the jealous one
To secure every crack, every opening
In the castle, remember. You know, armed
Men have been seen nearby!

Exit Rambaldo through a side door.

Corrado himself is certainly
There among them!…But any attempt
To seize me as prey will be futile.

SCENE II
Enter Enrico.

Maria
Approach. You wished
To speak to me, Enrico. Speak,
What brings you?

Enrico
Pity for unhappy
Matilde.

Maria
I follow my father’s edict.

Enrico
And do you dare to uphold an order, Maria,
That you have perverted and which will soon
Be annulled by the senate?

Maria
But too late! Night will come, and Matilde
Will be taken into the nearby cloister
By force.

Enrico
The evil design
Will not succeed…You will be the victim
Dragged to the altar, before God,
The enemy of cruelty…

Maria
And who would be so bold? Corrado?

Enrico
Enrico.
Know, I burn in my heart…
I destroy myself for Matilde…
If I could die a hundred times
In her defense, I would die
A hundred times, blessing
My fate.

Maria
What do I hear?
You love her?…

Enrico
With boundless love.

Maria
You love her, and cede her
To your rival?

Enrico
To my brother. I saw
Matilde when bereft
Of both her parents and adrift in the world
She turned her eyes to heaven…And heaven seemed
Enamored of her beauty! I sued
For her heart…in vain! I wept…she responded
To my tears!…Pity is often
A harbinger of love! Suddenly the trumpet
Sounded…I went to battle…and sweet fantasy
Went with me!…Would that lightning had struck me
Sooner than learn that Matilde
Was in love with my brother!…Deprived
Of every comfort, every hope,
I live an unbearable life at his side!
Sometimes in my delirium
I see him only as a rival…
And my hand flies
Involuntarily to my dagger…
And a horrible thought
From hell overcomes me!
Horrified, my mind
Shuns such excess!…
Ah, I am condemned to tremble!…
To abhor myself!…
Lady, have compassion for a poor wretch
Who suffers more than you!

Maria
(in a mysterious tone)
Such a secret I conceal in my bosom,
That may soften your misfortune.

Enrico
What do you mean?

Maria
If I reveal it,
Without offending nature,
You may press the longed for hand
Of her who so inflames you.

Enrico
Ah! Let it be true!…

Maria
But the weighty secret
I cannot divulge to any man,
Unless first the faithless lover
Return to my presence.

Enrico
He follows me…in a short time
I promise to bring him to you…

Enrico
I shall see the ingrate again!
See him again!…Soon!…

Enrico
Ah! Yes.
But the secrert?…

Maria
It will be revealed to you.

Enrico
When?

Maria
When? Upon the new day.

Enrico
You return hope to me!…
You awaken life in me!…
What you have said
Called me from the tomb!
My heart will be forever grateful to you,
As to the angel of my days,
If Matilde will be mine…
If I do not die of joy.

Maria
Go…why do you tarry?…Send him to me…
(Where am ?…What will I do?…)

Exit Enrico.

Halloa!

Some soldiers appear.

Let Corrado come to me.

Exeunt soldiers. Now she paces with rapid steps, now stops overcome with the greatest agitation.

What has happened!…It is I!…I do not find
Myself in me! My sense deserts me, my heart
Beats faster!…
Every drop of blood is a burning flame!
I must seek to calm
This flood of thoughts and feelings.
(sits)
The power
(after along pause, rising)
Of the seething spirits abates…It is not true! It were easier
To control the winds,
Or the path of lightning!
Love, revenge, jealousy, fury:
Which will win?…Corrado!
(seeing him arrive and in a voice full of passion)
Love is victorious!

SCENE III
Enter Corrado. Arriving before Maria he stops in silence, glaring terrifyingly at her.

Maria
That fierce regard awakens in my mind
The Roman catacombs! Oh, what an unjust,
Jealous fury inflamed you! I must and can
Aquit myself.

Corrado
A futile effort, and too late!
I do not come for you.

Maria
(restraining herself)
Understood!
I shall speak of her. There Matilde
(pointing to the center door)
Awaits my command! A bride of God,
She will go, or of a mortal who deserves her more,
Nor loves her less than you.

Corrado
(scornfully)
Does this mortal
Have a name?…

Maria
Enrico

Corrado
My brother!

Maria
No, such
He is not.

Corrado
You are delirious!

Maria
Listen, banished
Along with his relatives, Hugo of Berne,
In parting left his infant son,
Whom he could ill care for in his bitter exile,
To the merciful care
Of a faithful friend: the latter let the babe
Believe he was his own: but nearing death,
And ten years having passed,
He disclosed the secret to my father, leaving
Certain proofs, whereby one day
Hugo could recognize his son.

Corrado
Finish.
(with horrendous anxiety)

Maria
But, well you know, stained with vile,
Savage crimes, on German shores
He was executed by the headsman.

Corrado
That son
Of Ugo?…

Maria
You know.

Corrado
My father
A murderer!

Maria
Quiet…

Corrado
A horrid chill
Suffuses every fiber!

Maria
An eternal veil
Hides the secret: the proofs
Were destroyed by me.
You return before the world always the same,
Ah, only as you were with Maria.

Corrado
What?

Maria
Remember, faithless man, how much you cost me!
You opened a fountain of bitter tears
In my eyes…
Reputation, father, alas, woe to me,
I lost because of you, cruel one…
Yet I do not hate you, and as a supplicant
I fall at your feet…
You robbed me of everything…Ah! give me,
At least give me back Corrado…
And as heaven is adored,
I swear to adore you always.

Corrado
(Ah! Who quells the hatred,
Who soothes the wrath in my breast?
What strange force
Compels me to weep!
That anguished lament
Invades the paths to my heart!
I feel an unknown tremor
That recalls another time!…
Thus I realize now
That my first love burns still!)
(Extremely moved, he makes an urgent attempt to leave. Maria restrains him with her hand)

Maria
You go?…

Corrado
(Horrible moments!…)

Maria
And do you feel no pity for me?…

Corrado
Pity only…

Maria
That woman banishes
Other feeling from me!…And this hand?

Corrado
She will be…

Maria
Do not say it. As long as I live,
Traitor, you hope for it in vain…
Why delay now? Plunge into me now
That blade, heartless brute…
But you will see me rise again
A baneful, bloodsoaked specter…
The day of your marriage, I will
Fill the rite with terror.
And I will blight the impious pleasures
Of your odious marriage bed.

Corrado
Vain fury, foolish words!…
A threat does not alter my intent.
Before the sky turns dark
Matilde will be in these arms.

Maria
Ha!…I am boiling with rage!…
You defy me!…Villain, I can
Separate you from Matilde
Forever, and before I depart.

Corrado
(Heaven!…)

Maria
You have no idea, wretch,
In what house you set foot!
Here will never be
An unavenged outrage!

Corrado
What do you mean?…

Maria
I shall follow the example
Of my fearsome ancestors.
(She presses on a spring, and the stones forming the threshold of the center door fall away)
Behold.

Corrado
What is this abyss!
(at a movement by Maria the stones recompose themselves)

Maria
I will be
Her tomb.

Corrado
No!

Maria
Would you quell
This wrath that inflames me?
Would you save her?

Corrado
Yes…What do you demand of me?…

Maria
If you waver, if you resist,
She will die before your eyes!…

Corrado
Speak, speak.

Maria
You must swear to me
Eternal fidelity, eternal love.

Corrado
Ah!

Maria
You resist…and provoke me!
Madman, you are still infatuated!

Corrado is like a man driven to desperation.

Corrado
My heart is another’s…I am not able
To sever the bond…
Destiny places between us
An insuperable barrier…
Relent…Do not compel me
To an extreme, evil misdeed…
I do not tremble but for her;
You should tremble for yourself!

Maria
Swear, or the terrible moment
Of vengeance has arrived!…
One signal, one word, one instant
Will destroy the victim!…
That heart was once mine;
It must be mine again…
Now I am destiny:
You cannot escape me.
Swear.

Corrado
Never…

Maria
Never! Matilde!
(Calling toward the center door and putting her hand on the spring)

Corrado
Oh, stop!

Maria
Matilde…

Corrado
This is what you want! Die…
(stabs the dagger into her breast)

Maria
Ah!…
(falls letting out a shrill scream)

Corrado
What have I done?…

SCENE IV
Enter Matilde by the center door, Rambaldo and soldiers by the side doors: all rushing.

Rambaldo and soldiers
Oh, heaven!…

Matilde
Maria stabbed!…

Rambaldo
(pointing to Corrado, who is stands stunned and as if frozen with horror)
And here is the murderer!…

Men
Monster, be afraid!
(rasing their swords over his head)

Maria
Stop…I have slain myself…He must live…

Matilde, Rambaldo, and Soldiers
She is dead!

PART THREE
The Specter

The atrium of the castle. On one side the nobles’ chapel, lighted inside: at the back through the colonnade, a view of the park bordering the river. The moon is shining.

SCENE I
Many soldiers and vassals of Rudenz, grouped at a distance, by the chapel entrance.

Soldiers
Yes, that sepolchral shade
All disheveled, clad in a brown mantle,
Was seen wandering near
That nuptial chamber.

Vassals
What an omen! And are there still
Some who believe the ghost of Maria
Is a figment of the imagination?

Soldiers
Oh, if there are, Corrado is not one:
He is struck dumb hearing of it,
Becomes perturbed, trembles all over
In spite of himself, and turns pale.

Vassals
But do not forget
The evil cause of this scourge and suffering!
Meanwhile in the chapel the miscreant
Is forging baleful bonds.

Soldiers
Such a wedding
Is such a calamity for Enrico
That he has forsaken his brother
Fleeing from this land!…

Religious music is heard.

All
Let us disperse…Cede the field
To the joy of an impious love…
It will brief as a lightning bolt:
If there is an avenging God!
(Exeunt)

SCENE II
Enter Enrico, winded and covered with dust, from the back of the stage, and Rambaldo from the chapel.

Rambaldo
Too late, alas, you have arrived too late!…

Enrico
What is it?

Rambaldo
The wedding vows
Have been uttered.

Enrico
Unjust fate!…Oh, tell me,
Perhaps you?…
(taking out some letters)

Rambaldo
The nuptial cortege returns!…
Come…go away…I must
Betake myself elsewhere…(Alas, poor man!
What will become of you?…)
(Exit hurriedly)

Enrico
So was it Rambaldo who sent
The unknown messenger to me? Fatal proof
Of a grave mystery; ah, why did I not come
A single day, an hour earlier? The appended letter
Alerted me that Corrado knew
The secret, and that fire
That burns in my breast…You kept silent, villain,
In order to steal my beloved from me
With impunity!

The wedding procession passes through the atrium.

What a terrible night this is!…
A cruel blindfold covers my eyes!…

SCENE III
Enter Corrado, Matilde, pages with lighted torches, ladies, and courtiers.

Enrico
(to Corrado, taking hold of him)
Stop.

All the others continue on their way with the bride, ascending a stairway leading to the banquet hall.

Corrado
Whence have you come? What do you want?

Enrico
Your blood.

Corrado
My blood!…
Ah, brother!…

Enrico
You call me brother?
Was I perhaps born, I also born
Of a rebel whose felonious head
Fell at the blow of an axe?

Corrado
Oh, what do I hear!…You know
This so woeful truth!

Enrico
(showing him the letters)
I have the proofs.
You have known
Another secret! That passion
That consumes me…

Corrado
You dare, madman!
Cease…Be quiet. Oh, my fury…

Enrico
I defy it…

Both grasp the hilts of their swords.

Corrado
(suddenly restraining himself)
No…I loved you
As a brother…and I love you still.
Live…and flee.

Enrico
You do not know
The temper of this heart!
To me, whom you have robbed of all hope,
Life would be deadly torture!…
Meanwhile you gaily pass your days
On Matilde’s bosom, blissful consort!…
No: as long as I have a drop of blood remaining,
You hope for that in vain…I can prevent it…
The grim sentence was written in heaven;
And one of us cannot live!

Corrado
The first of blessings still favors you,
An innocent heart!…Fear to lose it!…
You do not know the power of remorse!
You do not know how heavy is the almighty hand!
Alas, wretched is the man debased with guilt
Who has wielded the sword incited by anger!
The stain of blood shed is eternal…
A river of weeping cannot wash it away!

SCENE IV
Enter some courtiers.

Courtiers
Milord, Matilde calls you.

Corrado
(aside to Enrico)
Go, and forget a foolish love.
(about to leave)

Enrico
Stop, ignoble lout…

Courtiers
What words!…

Enrico
We are rivals…

Courtiers
Heaven…What horror!

Enrico
My brother he is not…
(surprise among the courtiers)
A malefactor, an assassin
Was his father…more base
Than he is Corrado.
(pounces on Corrado, tears off the order of the counts of Rudenz, and tramples it)

Courtiers
Ah!…

Corrado
(shaking with rage)
Evil fate!…
You make me culpable!

Courtiers
(He covers him with shame!…)

Enrico
Bare your sword. Well, what are you waiting for?
Come.
(gesturing toward the park)

Courtiers
Ah! Think…

Enrico
Come.

Corrado
(drawing his sword)
Yes.

Enrico
O terrible jealousy
That burned me and burns me still,
Or fury of my soul,
The hour has come to give vent to it!
If you wish to return to your bride
You must first bathe in my blood…
Slaying you will be my greatest good;
My greatest good will be to die.

Corrado
Heaven earth, I call to witness
That he forced me to bare my sword.
Ah! May the horror of a quarrel
That I detest fall upon him.
Night, thicken your veils;
Conceal such event so hideous…
Ah! I fear I shall be victorious:
I do not fear that I shall die!

Courtiers
(Ah! Their talk of death
Was a bitter and hateful challenge!
Such an insult cries out for blood!
Such passion incites one to arms!

The enter the park.

SCENE V
A magnificent gallery. At the back are stairs leading to other apartments: on one side the door to the nuptial chamber;
on the other, a balcony. The walls are festooned with flowers,
and everywhere softly glowing torches shine. The jubilant sound of the orchestra echoes; the dancing has begun. Everywhere there is lively movement to and fro of pages, ladies, and courtiers. Many are elegantly masked. Matilde is seated in the midst of a gay entourage, and now and then glances anxiously around, as if looking for Corrado. During the dancing, the chorus sings.

Chorus
O youthful bride,
You are sweet and elegant!
Elegant as the rose
Of a fair April morn,
Sweet as the white
Humble jasmine:
You are more welcome than a breeze
That wafts from the garden.

Meanwhile a masked woman crosses the back of the scene, and while all attention is focused on the dancing, enters quickly and furtively the nuptial chamber. A page approaches Matilde and speaks to her submissively. She rises and retires to the chamber accompanied by a few ladies. After a few moments, Corrado appears at the stairhead surrounded by the courtiers with him in the preceding scene. That ladies emerge from Matilde’s chamber. They all take leave of the groom, who remains alone.

SCENE VI
Corrado alone.

Corrado
(after a moment of gloomy silence, opens the balcony, and throws away his sword)
Ah! In your embraces, Matilde,
May I be able to forget
what a terrible price they cost!…

A muffled groan is heard in Matilde’s chamber.

A sharp cry of pain
Cuts me like a dagger!…
(runs toward the door, but recoils in horror)
Ah!…The ghost of Maria!…

She stands erect and immobile on the threshold, clothed in a long mantle.

SCENE VII
Maria and Corrado.

Maria
I told you that I would
Rise from the tomb! That you would
See me again beside your marriage bed!
Behold me. Do you tremble?

Corrado
I have the chill…of death…in my breast!…

Maria
Evil monster, you should have trembled
At that violent, horrible moment
When you proffered to Matilde at the altar
Your hand dripping with my blood,
When the angry Almighty listened
To the impious vow of love and fidelity…
Oh, if the chapel had fallen in ruins at that point,
Villain, it were better for you!

Corrado
Ah! To her…to Matilde, what have you done?

Maria
Go inside and see.

Throwing open the door, Corrado rushes in, but turns back immediately blanched white with pallor with his hair standing on end.

Corrado
Great God!…butchered!…
O my wife!…

SCENE VII and the Last
Enter Rambaldo, pages, servants, and soldiers.

Chorus
(still offstage)
What cries are these?…

Corrado
Matilde has been slain!…

Chorus
Slain!…
(entering)
Oh! the ghost!…
(terrified and preparing to flee)

Maria
No, I breathe
The breath of life.
(dropping her veil. All stop; she holds her right hand where Corrado wounded her and speaks with effort, which will gradually become more pronounced)
This merciful man
(gesturing to Rambaldo)
Had my mortal remains brought
To where my ancestors sleep
In eternal repose…already, weeping,
He was closing the funereal stone over my head…
When a subdued groan stopped him…
He rushed…I was still alive!

Chorus
Oh!…

Corrado
What do I hear?

Maria
I kept the secret
So to oppose the unholy marriage…
(with a savage laugh)
I have shattered it!

Corrado
Ah, perverse woman!..and shall you live?
(reaches for his sword, but not finding it turns to someone else to take hold of a blade)
A sword…
(he is restrained)

Maria
You wish me dead!…
You shall be satisfied…

Rambaldo
What are you saying!…

Maria
The life
That I ahbor…already departs from me…
The bitter wound has reopened…
A brief moment…and Maria is no more…
(Everyone moves together. She supports herself on Rambaldo)
I was dragged by the hair
To a heinous and evil misdeed.
Outraged, overpowering love
Knows no law or limits.
This ingrate clouded
My honor with a black veil…
He robbed me of life…and heaven…
This ingrate…I love him still!

Ladies
My soul is wholly stunned!…

Men
Oh, what a night of horror!

The signs of Maria’s dying become more manifest.

Rambaldo
Ah! The aid of some medicine…
Some help…

Maria
No…
(ripping the bandage from her wound)

Rambaldo and Chorus
What horror!…

Maria
Now the hateful tomb awaits me
Without prayer…and without a tear…
Among living mortals…only you
(to Rambaldo)
Remain…to lay a flower upon it!
I am faint!…The horrid chill of death
Spreads through my breast!…
(dragging herself near to Corrado)
You robbed me of life…and heaven!
I forgive you…and…I love you…still…
(falls dead at his feet)

Chorus
My soul is wholly stunned!…
Oh, what a night of horror!…

Corrado
(paralyzed with shock)
Almighty God, your sentence
Punishes me with life!

THE END

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