Roberto Devereux (1837)

The More I learn, the Less I Know

Roberto Devereux (1837)

Roberto Devereux
or
The Earl of Essex

Lyric Tragedy in Three Acts
Libretto by Salvatore Cammarano

.

A lavish period costume production from Genoa. YouTube also has an equally opulent staging with Beverly Sills and professional English subtitles.

CAST OF CHARACTERS

Elisabetta (Elizabeth), Queen of England (soprano)
Duke of Nottingham (baritone)
Sara (Sarah), Duchess of Nottingham (mezzo-soprano)
Roberto (Robert Devereux), Earl of Essex (tenor)
Lord Cecil (tenor)
Gualtiero (Sir Walter Raleigh) (bass)
A Page (contralto)
A servant of Nottingham (bass)
Chorus: Ladies of the royal court, Lords of Parliament, Courtiers and guardsmen.
Supernumeraries: Pages, royal guards, squires of Nottingham

The events take place in the City of London in 1601.

ATTO PRIMO

Sala terrena nel palagio di Westminster, con grande apertura nel fondo, dalla quale si vede una serra di piante.

SCENA PRIMA
Le dame della corte reale sono intente a diversi lavori donneschi: Sa-ra, duchessa di Nottingham, siede in un canto sola, taciturna, cogli occhi immobili su di un libro, ed aspersi di lagrime.

[Coro e scena]
Dame
(fra loro, ed osservando la duchessa)
Geme!… Pallor funereo
Le sta dipinto in volto!
Un duolo, un duol terribile
Ha certo in cor sepolto.
Sara? Duchessa? Oh! scuotiti…
(accostandosi ad essa)
Ragione ascolta omai.
Onde la tua mestizia?

Sara
Mestizia in me!

Dame
Non hai
Sul ciglio ancor la lagrima?

Sara
(Ah! mi tradisce il cor!)
Lessi dolente istoria…
Piangea… di Rosamonda.

Dame
Chiudi la trista pagina
Che il tuo dolor seconda.

Sara
Il mio dolor!…

Dame
Sì; versalo
Dell’amistade in seno.

Sara
Ladi, e credete?…

Dame
Ah! fidati…

Sara
Io?… No… Son lieta appieno.
(sciogliendo un forzato sorriso)

Dame
(È quel sorriso infausto
Più del suo pianto ancor.)

Sara
[Cavatina]
(All’afflitto è dolce il pianto…
È la gioia che gli resta…
Una stella a me funesta
Anche il pianto mi vietò.
Della tua più cruda, oh quanto,
Rosamonda, è la mia sorte!
Tu peristi d’una morte…
Io vivendo ognor morrò.)

SCENA SECONDA
Elisabetta preceduta da’ suoi paggi, e dette.

[Recitativo e scena]
Un Paggio
La regina.

Al comparire della regina le dame s’inchinano: ella risponde al saluto, quindi s’accosta alla Nottingham in atto benigno.

Elisabetta
Duchessa…
(Porgendo la destra a Sara: ella rispettosamente la bacia. Le dame restano in fondo alla scena)
Alle fervide preci
Del tuo consorte alfin m’arrendo, alfine
Il conte rivedrò… Ma Dio conceda
Che per l’ultima volta io nol riveda,
Ch’io non gli scerna in core
Macchia di tradimento.

Sara
Egli era sempre
Fido alla sua regina.

Elisabetta
Fido alla sua regina! E basta, o Sara?
Uopo è che fido il trovi
Elisabetta.

Sara
(Io gelo!…)

Elisabetta
A te svelai
Tutto il mio cor… lo sai,
Or volge intero l’anno,
Ch’ei sospiroso e mesto
Fuggia gli amici, e il mio reale aspetto:
Un orrendo sospetto
Alcuno in me destò. D’Irlanda in riva
Lo trasse un cenno mio, che lunge il volli
Da Londra… egli vi torna, ed accusato
Di fellonia; ma d’altra colpa io temo
Delinquente saperlo… Una rivale,
(con trasporto di collera)
S’io discoprissi, oh quale,
Oh quanta non sarebbe
La mia vendetta!

Sara
(Ove m’ascondo?…)

Elisabetta
Il core
Togliermi di Roberto!…
Pari colpa saria togliermi il serto.
(un momento di silenzio: ella si calma alquanto)

[Cavatina]
L’amor suo mi fe’ beata,
Mi sembrò del cielo un dono…
E a quest’alma innamorata
Ei rendea più caro il trono.
Ah! se fui, se fui tradita,
Se quel cor più mio non è
Le delizie della vita
Lutto e pianto son per me!

SCENA TERZA
Cecil, Gualtiero, altri Lord del parlamento e detti.

Cecil
Nunzio son del parlamento.
(dopo essersi ossequiosamente inchinato alla regina)

Sara
(Tremo!…)

Elisabetta
Esponi.

Sara
(Ha sculto in fronte
L’odio suo!…)

[Arioso]
Cecil
Di tradimento
Si macchiò d’Essex il conte:
Eccessiva in te clemenza
Il giudizio ne sospende:
Profferir di lui sentenza,
E stornar sue trame orrende,
Ben lo sai, de’ Pari è dritto.
Questo dritto si richiede.

[Recitativo]
Elisabetta
D’altre prove il suo delitto
Lordi, ha d’uopo.

SCENA QUARTA
Un Paggio e detti.

Paggio
Al regio piede
Di venirne Essex implora.

Cecil e Gualtiero
Egli!…

Elisabetta
Venga. Udirlo io vo’.
(lanciando a Cecil ed a Gualtiero uno sguardo rigoroso)

Cecil e Gualtiero
(Ah! la rabbia mi divora!…)

Sara
(Come il cor mi palpitò.)

[Cabaletta]
Elisabetta
(Ah! ritorna qual ti spero,
Qual ne’ giorni più felici,
E cadranno i tuoi nemici
Nella polve innanzi a te.
Il mio regno, il mondo intero
Reo di morte invan ti grida…
Se al mio piede amor ti guida
Innocente sei per me!)

Sara
(A lui fausto il ciel sorrida,
E funesto sia per me!)

Cecil, Gualtiero e Coro
(De’ suoi giorni un astro è guida,
Che al tramonto ancor non è!)

Elisabetta
(Ah! ritorna qual ti spero, ecc.)

SCENA QUINTA
Roberto e detti.

[Recitativo]
Roberto
Donna reale, a’ piedi tuoi…

Elisabetta
Roberto…
Conte, sorgi, lo impongo.

Gli sguardi di Roberto errano in traccia di Sara; ella, piena di smarrimento, cerca evitarli.

(a Cecil)
Il voler mio
Noto in breve farò. Signori, addio.

Tutti si ritirano, tranne Roberto.

In sembianza di reo tornasti dunque
Al mio cospetto! E me tradire osavi?
E insidiar degli avi
A questo crine il serto!

Roberto
Il petto mio
Pieno di cicatrici,
Che il brando vi lasciò de’ tuoi nemici,
Per me risponda.

Elisabetta
Ma l’accusa?…

[Scena]
Roberto
E quale?…
Domata in campo la ribelle schiera,
Col vinto usai clemenza; ecco la colpa,
Onde al suo duce innalza un palco infame
D’Elisabetta il cenno!

Elisabetta
Il cenno mio
Differì, sconoscente,
La tua sentenza; il cenno mio ti lascia
In libertade ancor. Ma che favelli
Di palco! A te giammai questa mia destra
Schiuder non può la tomba.
Quando chiamò la tromba
I miei guerrieri ad espugnar le torri
Della superba Cadice, temesti
Che la rovina macchinar potesse
Di te lontano, atroce, invida rabbia:
Ti porsi questo anello
(accennando una gemma che Roberto ha in dito)
E ti parlai
La parola dei re, che ad ogni evento
Offrirlo agli occhi miei, di tua salvezza
Pegno sarebbe… Ah! col pensiero io torno
A stagion più ridente!
Allora i giorni miei
Scorrean soavi al par d’una speranza…
Oh, giorni avventurati! oh, rimembranza!

[Duetto I Cantabile]
Un tenero core mi rese felice:
Provai quel contento che labbro non dice…
Un sogno d’amore la vita mi parve…
Ma il sogno disparve, disparve quel cor!

Roberto
(Indarno la sorte un trono m’addita;
Per me di speranze non ride la vita,
Per me l’universo è muto, deserto,
Le gemme del serto non hanno splendor.)

[Scena]
Elisabetta
Non favelli? È dunque vero!
(in tuono di rimprovero, in cui traspira tutta la sua tenerezza)
Sei cangiato?

Roberto
No… che dici!…
Parla un detto, ed il guerriero
Sorge, e fuga i tuoi nemici.
D’obbedienza, di valore
Prove avrai.

Elisabetta
(Ma non d’amore!)
(con simulata calma, e fissando in Roberto uno sguardo scrutatore)
Vuol pugnar! ma di’: non pensi
Che bagnar faresti un ciglio
Qui di pianto?

Roberto
(Ahimè, quai sensi!)

Elisabetta
Che l’idea del tuo periglio
Palpitar farebbe un core?

Roberto
Palpitar?…

Elisabetta
Di tal, che amore
Teco strinse.

Roberto
Ah! dunque sai?…
(Ciel, che dico!…)

Elisabetta
Ebben? Finisci:
(reprimendosi appena)
L’alma tua mi svela omai.
Che paventi?… Ardisci, ardisci,
Noma pur la tua diletta…
All’altare io vi trarrò.

Roberto
Mal ti apponi…

Elisabetta
(O mia vendetta!…)
E non ami? Bada!
(atteggiandosi di terribile maestà)

Roberto
Io?… No.

[Duetto II Cabaletta]
Elisabetta
(Un lampo, un lampo orribile
Agli occhi miei splendea!…
No, dal mio sdegno vindice
Fuggir non può la rea.
Morrà l’infido, il perfido,
Morrà di morte acerba,
E la rival superba
Punita in lui sarà.)

Roberto
(D’orrendo precipizio
Il piè sull’orlo è giunto!
Dal ferro del carnefice
Or mi divide un punto!
Cadrò, ma sola vittima
Del suo fatal sospetto…
Con me l’arcano affetto
E morte, e tomba avrà.)

Elisabetta rientra ne’ suoi appartamenti.

SCENA SESTA
Nottingham e detto. Roberto è rimasto in profondo silenzio; immobile, collo sguardo fiso al suolo.

[Recitativo]
Nottingham
(abbracciandolo)
Roberto…

Roberto
Che!… fra le tue braccia!…
(balza indietro, come respinto da ignoto potere)

Nottingham
Estremo
Pallor ti siede in fronte! Ah! forse?… Io tremo
D’interrogarti!

Roberto
Ancor la mia sentenza
Non proferì colei; ma nel tremendo
Sguardo le vidi folgorar la brama
Del sangue mio…

Nottingham
Non proseguir… D’ambascia
L’anima ho piena, e di spavento!

[Duettino]
Roberto
Ah! lascia
Che il mio destin si compia; e nelle braccia
Di cara sposa un infelice obblia.

Nottingham
Che parli?… Ahi, fera sorte!
Né amico, né consorte
Lieto mi volle!

Roberto
Oh! narra…

[Scena]
Nottingham
Un arcano martir di Sara i giorni
Attrista, e la conduce
Lentamente alla tomba.

Roberto
(Oh ciel!… pentita
Sarìa quella spergiura?…)

Nottingham
E qual ferita
Che tocca s’inasprisce, il suo tormento
Col ragionarne a lei divien più crudo!

Roberto
(È rea, ma sventurata!…)

Nottingham
Ieri, taceva il giorno,
Quando pria dell’usato al mio soggiorno
Mi trassi, e nelle stanze
Ove solinga ella restar si piace,
Mossi repente… Un suono
Di taciti singulti appo la soglia
M’arrestò non veduto. Essa fregiava
D’aurate fila una cerulea fascia,
Ma spesso l’opra interrompea col pianto,
E invocava la morte.

Roberto
(Ancor m’affida
Un raggio di speranza!…)

Nottingham
Io mi ritrassi…
Avea l’alma in tumulto… avea la mente
Così turbata, che sembrami demente.

[Cavatina]
Forse in quel cor sensibile
Si fe’ natura il pianto:
Di sua fatal mestizia
Anch’io son preda intanto,
Anch’io mi struggo in lagrime…
Ed il perché non so.
Talor mi parla un dubbio,
Una gelosa voce…
Ma la ragion sollecita
Sperde il sospetto atroce,
Nel puro cor degli angioli
La colpa entrar non può.

SCENA SETTIMA
Cecil, gli altri Lord del parlamento e detti.

[Tempo di mezzo]
Cecil
Duca, vieni: a conferenza
La regina i Pari invita.

Nottingham
Che si vuole?

Cecil
(a voce bassa)
Una sentenza
Troppo a lungo differita.
(volgendo a Roberto un’occhiata feroce)

Nottingham
Vengo. Amico…
(porge la destra a Roberto come in atto d’accommiatarsi: è commosso vivamente, e però lo bacia, ed abbraccia con tutta l’effusione dell’amicizia)

Roberto
Sul tuo ciglio
Una lagrima spuntò!…
M’abbandona al mio periglio…
Tu lo dêi!

Nottingham
Salvar ti vo’.

[Cabaletta]
Qui ribelle ognun ti chiama,
Ti sovrasta un fato orrendo;
L’onor tuo sol io difendo…
Terra, e ciel m’ascolterà.
Ch’io gli serbi e vita e fama
Deh! concedi, o sommo Iddio;
Parla tu sul labbro mio,
Santa voce d’amistà!

Cecil e Coro
(Quel superbo il giusto fio
De’ suoi falli pagherà.)

Roberto
(Lacerato al par del mio
Sulla terra un cor non v’ha!)

Nottingham
Ti seguo, O amico.
Qui ribelle ognun ti chiama, ecc.

Roberto parte. Nottingham e coro escono per altra via.

SCENA OTTAVA
Appartamenti della duchessa, nel palazzo Nottingham. In prospetto verone, che risponde sul giardino: da un canto tavola, su cui un doppiere acceso ed una ricca cesta. Sara.

[Recitativo]
Sara
Tutto è silenzio!… Nel cor soltanto
Parla una voce, un grido
Qual di severo accusator! Ma rea
Non son: della pietade
Io m’arrendo al consiglio,
Non dell’amor… L’orribile periglio
Che Roberto minaccia
Il mio scordar mi fe’… Chi giunge! È desso.

SCENA NONA
Roberto, chiuso in lungo mantello, e detta.

Roberto
Una volta, crudel, m’hai pur concesso
Venirne a te!… Spergiura! Traditrice!
Perfida!… E qual v’ha nome
D’oltraggio e di rampogna
Che tu non merti?

Sara
Ascolta.

Eri già lunge,
Quando si chiuse la funerea pietra
Sul padre mio. Rimasta
Orfana e sola: d’un appoggio hai d’uopo,
La regina mi disse, a liete nozze
Ti serbo.

Roberto
E tu?

Sara
M’opposi. Or dimmi, aggiunse,
Forse nel chiuso petto
Nudri fiamma d’amor? L’ascoso affetto
Svelar poteva, e segno
Farti al tremendo suo furor? Le chiesi,
Ma indarno il vel… fui tratta
Al talamo… Che dico?
A supplizio di morte!

Roberto
Oh ciel!…

Sara
Felice,
Quant’io nol son, fato miglior ti renda…
Alla regina il core
Volgi Roberto, e tremino gli audaci
Che a te fan guerra…

Roberto
Oh! taci…
Spento all’amor son io.

Sara
Sciagura estrema!
Sebben da cruda gelosia trafitta,
Sperai… La gemma che in tua man risplende
Era memoria e pegno
Dell’affetto real…

Roberto
Pegno d’affetto?
Non sai!… Pur si distrugga il tuo sospetto;
(gettando l’anello sulla tavola)
Mille volte per te darei la vita.

Sara
Roberto… ultimo accento
Sara ti parla, ed osa
Una grazia pregar.

Roberto
Chiedimi il sangue…
Per te fia sparso, o mio perduto bene.

Sara
Viver devi, e fuggir da queste arene.

Roberto
Il vero intesi?… Ah! parmi,
Parmi sognar!

Sara
Se m’ami,
Per sempre dêi lasciarmi.

Roberto
Per sempre! e tu lo brami!…
Può a questo segno ingrato
Esser di Sara il cor?
Son l’odio tuo!…

Sara
Spietato!…
Ardo per te d’amor.

[Duetto I Cantabile]
Da che tornasti, ahi, misera!
In questo debil core
Del mal sopito incendio
Si ridestò l’ardore…
Ah! parti, ah! vanne, ah! Fuggimi…
Cedi alla sorte acerba…
A te la vita serba,
Serba l’onore a me.

Roberto
Dove son io?… Quai smanie!…
Fra vita, e morte ondeggio!…
Tu m’ami, e deggio perderti!…
M’ami, e fuggir ti deggio!…
Poter dell’amicizia,
Prestami tu vigore;
Ché d’un mortale in core
Tanta virtù non è.

Sara è a’ piè di lui piangente e supplichevole.

Tergi le amare lagrime…
(sollevandola)
Sì, fuggirò.

Sara
Lo giura.

Roberto protende la destra in atto di giuramento.

[Tempo di mezzo]
E quando fugirai?

Roberto
Allor che tacita
Avrà la notte oscura
Un’altra volta in cielo
Disteso il tetro velo.
Or non potrei, ché fulgido
Il primo albor già sorge…

Sara
Ah! qual periglio!… Involati…
Se alcuno escir ti scorge!…

Roberto
Oh, fero istante!…

Sara
Un ultimo
Pegno d’infausto amore
Con te ne venga…
(levando dalla cesta una sciarpa azzurra, trapunta d’oro)

Roberto
Ah! porgilo…
Qui, sul trafitto core…

Sara
Vanne… di me rammentati
Sol quando preghi il ciel:
Addio…

Roberto
Per sempre…

Sara
Oh spasimo!…

Roberto
Oh, reo destin crudel!…

Sara
Addio…

Roberto
Addio…

[Duetto II Cabaletta]
Roberto e Sara
Questo addio fatale, estremo
È un abisso di tormenti…
Le mie lagrime cocenti
Più del ciglio, sparge il cor.
Ah! mai più non ci vedremo…
Ah! mai più: morir mi sento…
Si racchiude in questo accento
Una vita di dolor.

Roberto parte. Sara si ritira.

ATTO SECONDO

Magnifica galleria nella reggia.

SCENA PRIMA
I Lord componenti la corte di Elisabetta sono radunati in crocchio: quindi sopraggiungono le dame.

[Coro]
Alcuni Lord
L’ore trascorrono, surse l’aurora,
Né il parlamento si scioglie ancora!

Gli Altri
Senza l’aita della regina
Pur troppo è certa la sua rovina!…

Dame
Lordi, tacetevi; Elisabetta,
Qual chi matura una vendetta,
Erra d’intorno fremente e sola,
Né move inchiesta, né fa parola.

Tutti
O conte misero! Il cielo irato
Di fosche nubi si circondò…
Il tuo supplizio è già segnato:
In quel silenzio morte parlò!

SCENA SECONDA
Elisabetta da un lato, Cecil dall’altro e detti.

[Recitativo]
Elisabetta
Ebben?

Cecil
Del reo le sorti
Furo a lungo agitate:
Più d’amistà, che di ragion possente
Il duca vivamente
Lo difese, ma invan. Recar ti deve
La sentenza egli stesso.

Elisabetta
(a voce bassa)
Ed era?

Cecil
(a voce bassa)
Morte.

SCENA TERZA
Gualtiero e detti.

Gualtiero
Regina…

Elisabetta
Può la corte
Allontanarsi: richiamata in breve
Qui fia.

Tutti partono tranne Gualtiero.

Tanto indugiasti!

Gualtiero
Assente egli era,
(marcato)
Ed al palagio suo non fe’ ritorno
Che sorto il nuovo giorno.

Elisabetta si turba.

Elisabetta
Segui.

Gualtiero
Fu disarmato;
E nel cercar se criminosi fogli
Nelle vesti chiudesse, i miei seguaci
Vider che in sen celava
Serica sciarpa. Comandai che tolta
Gli fosse: d’ira temeraria e stolta
Egli avvampando: pria, gridò, strapparmi
Il cor dovete, iniqui…
Del conte la repulsa
Fu vana…

Elisabetta
E quella sciarpa?…

Gualtiero
Eccola.

Elisabetta
(Oh rabbia!…
Cifre d’amor qui veggio!…)
(è tremante di sdegno; ma volgendo uno sguardo a Gualtiero riprende la sua maestà)
Al mio cospetto
Colui si tragga.

Gualtiero parte.

Ho mille furie in petto!
(gettando la sciarpa sur una tavola ch’è nel fondo della scena)

SCENA QUARTA
Nottingham e detta.

[Duetto I Cantabile]
Nottingham
Non venni mai sì mesto
Alla regal presenza.
Compio un dover funesto.
(le porge un foglio)
D’Essex è la sentenza.
Tace il ministro, or parla
L’amico in suo favore:
Grazia.

Elisabetta gli volge una fiera occhiata.

Potrìa negarla
D’Elisabetta il core?

Elisabetta
In questo core è sculta
La sua condanna.

Nottingham
Oh, detto!…

Elisabetta
D’una rivale occulta
Finor lo accolse il tetto…
Sì, questa notte istessa
Ei mi tradìa…

Nottingham
Che dici?…
Calunnia è questa…

Elisabetta
Oh! cessa…

Nottingham
Trama de’ suoi nemici.

Elisabetta
No, dubitar non giova…
Al mancar suo fu côlta
Irrefragabil prova…
(a questa ricordanza si raddoppia la sua collera, quindi è per firmare la sentenza)

Nottingham
Che fai?… Sospendi… Ascolta…

[Duetto II Cabaletta]
Su lui non piombi il fulmine
Dell’ira tua crudele…
Se chieder lice un premio
Al mio servir fedele,
Quest’uno io chiedo, in lagrime,
Prostrato al regio piè.

Elisabetta
Taci: pietade o grazia
Non merta il tracotante…
A fellonia di suddito
Perfidia unì di amante…
Muoia; e non sorga un gemito
A domandar mercé.

SCENA QUINTA
Roberto fra guardie, Gualtiero e detti.

[Recitativo]
Elisabetta
(Ecco l’indegno!…)

Ad un segno di Elisabetta Gualtiero e le guardie si ritirano.

Appressati…
Ergi l’altera fronte.
Che dissi a te? Rammentalo.
Ami, ti dissi, o conte?
No: rispondesti… Un perfido,
Un vile, un mentitore
Tu sei… del tuo mendacio
Il muto accusatore
Guarda, e sul cor ti scenda
Fero di morte un gel.
(gli mostra la sciarpa)

Nottingham
(riconoscendola)
(Che!…)

Roberto osservando la sorpresa di Nottingham è preso da tremore.

Elisabetta
Tremi alfine.

Nottingham
(Orrenda
Luce balena…)

Roberto
(Oh ciel!…)

Elisabetta
Alma infida, ingrato core,
Ti raggiunse il mio furore.
Pria che ardesse fiamma rea
Nel tuo petto a me nemico,
Pria d’offender chi nascea
Dal tremendo ottavo Enrico,
Scender vivo nel sepolcro
Tu dovevi, o traditor.

[Trio I]
Nottingham
(Non è ver… delirio è questo,
Sogno orribile, funesto!
No, giammai d’un uomo il core
Tanto eccesso non accolse…
Pur… si covre di pallore!
Ahi! che sguardo a me rivolse!
Cento colpe mi disvela
Quello sguardo, e quel pallor!)

Roberto
Mi sovrasta il fato estremo!
Pur di me, di me non tremo…
Della misera il periglio
Tutto estinse il mio coraggio…
Di costui nel torvo ciglio
Folgorò sanguigno raggio!
Ahi! quel pegno sciagurato
Fu di morte, e non d’amor!)

[Scena]
Nottingham
(con trasporto di cieco furore)
Scellerato!… malvagio!… e chiudevi
Tal perfidia nel core sleale?…
E tradir sì vilmente potevi?…
La regina?
(ripiegando)

Roberto
(Supplizio infernale!…)

Nottingham
Ah! la spada, la spada un istante
Al codardo, all’infame sia resa…
Ch’ei mi cada trafitto alle piante…
Ch’io nel sangue deterga l’offesa…

Elisabetta
O mio fido! E tu fremi, tu pure,
Dell’oltraggio che a me fu recato!
(a Roberto)
Io favello: m’ascolta. La scure
Già minaccia il tuo capo esecrato:
Qual si noma l’ardita rivale
Di’ soltanto, e lo giuro, vivrai.

Nottingham affigge in Roberto gli occhi pieni di orrenda ansietà. Un istante di silenzio.

Parla, ah! parla.

Nottingham
(Momento fatale!)

Roberto
Pria la morte.

Elisabetta
Ostinato! E l’avrai.

SCENA SESTA
Ad un cenno della regina la sala si riempie di cavalieri, di dame e paggi, con guardie ecc.

Elisabetta
Tutti udite. Il giudizio de’ Pari
Di costui la condanna mi porse.
Io la segno. Ciascuno la impari.
(a Cecil porgendogli la sentenza)
Come il sole, che parte già corse
Del suo giro, al meriggio sia giunto,
S’oda un tuono del bronzo guerrier:
Lo percuota la scure in quel punto.

Coro
(Tristo giorno di morte forier!)

[Trio II Finale]
Elisabetta
Va’; la morte sul capo ti pende,
Sul tuo nome l’infamia discende…
Tal sepolcro t’appresta il mio sdegno,
Che non fia chi di pianto lo scaldi:
Con la polve di vili ribaldi
La tua polve confusa ne andrà.

Roberto
Del mio sangue la scure bagnata
Più non fia d’ignominia macchiata.
Il tuo crudo, implacabile sdegno
Non la fama, la vita mi toglie:
Ove giaccian le morte mie spoglie
Ivi un’ara di morte sarà.

Nottingham
(No: l’iniquo non muoia di spada,
Sovra il palco infamato egli cada…
Né il supplizio serbato all’indegno
Basta all’ira che m’arde nel seno…
A placarla, ad estinguerla appieno
Altro sangue versato sarà!)

Cecil e Gualtiero
Sul tuo capo la scure già piomba…
Maledetto il tuo nome sarà.

Coro
(Al reietto nemmeno la tomba
Un asilo di pace darà?)

Ad un cenno di Elisabetta, Roberto è circondato dalle guardie.

ATTO TERZO

Sala terrena nel palazzo Nottingham. Nel fondo grandi invetriate chiuse, a traverso le quali scorgesi una parte di Londra.

SCENA PRIMA
Sara.

[Recotativo]
Sara
Né riede il mio consorte!… Oh, ciel, che seppi!…
Il consesso notturno
Si radunava onde portar sentenza
Del minacciato conte… Oh! s’ei fra ceppi
Avvinto, pria del suo fuggir…

SCENA SECONDA
Un Familiare, e detta; indi un soldato.

Il Familiare
Duchessa,
Un di que’ prodi, cui vegliar fu dato
La regia stanza, e già pugnaro a lato
Del gran Roberto, qui giungea, recando
Non so qual foglio, che in tua man deporre
E richiede, e scongiura.

Sara
Venga.

Il soldato viene introdotto: egli porge alla duchessa una lettera, indi si ritira col domestico.

(riconoscendo i caratteri)
Roberto scrisse!…
(dopo letto)
O ria sciagura!…
Segnata è la condanna!…
Pur… qui lo apprendo… questo anello è sacro
Mallevador de’ giorni suoi… Che tardo?…
Corrasi ai piè d’Elisabetta…

SCENA TERZA
Nottingham e detta.

Sara
(Il duca!…)

Nottingham
(resta immobile presso il limitare, con gli occhi terribilmente fissi in quelli di Sara)

Sara
(Qual torvo sguardo!…)

Nottingham
Un foglio avesti.

Sara
(Oh, cielo!…)

Nottingham
Sara, vederlo io voglio.

Sara
Sposo!…

Nottingham
(in tuono che non ammette repliche)
Sposo! Lo impongo: a me quel foglio.

Sara gli porge con tremula mano lo scritto di Essex.

Sara
(Perduta son!)

Il duca legge.

Nottingham
Tu dunque
Puoi dal suo capo allontanar la scure!
Una gemma ti die’! Quando? Fra l’ombre
Della trascorsa notte, allor che pegno
D’amor sul petto la tua man gli pose
Sciarpa d’oro contesta?

Sara
Oh, folgore tremenda, inaspettata!…
Già tutto è noto a lui!…

Nottingham
Sì, scellerata!

[Duetto]
Nol sai, che un nume vindice
Hanno i traditi in cielo?
Egli con man terribile
Frange alle colpe il velo!…
Spergiura, in me paventalo
Quel braccio punitor.

Sara
M’uccidi.

Nottingham
Attendi, o perfida:
Vive Roberto ancor.

Io per l’amico in petto
Fraterno amor serbava:
Come celeste oggetto
Io la consorte amava:
Avrei per loro, impavido,
Sfidato affanni, e morte…
Chi mi tradisce? Ahi, misero!
L’amico e la consorte!
Stolta! che giova il piangere?…
Sangue, non pianto io vo’.

Sara
Tanta il destin fremente
Dunque ha su noi possanza!
Può dunque l’innocente
Di reo vestir sembianza!
O tu, cui dato è leggere
In questo cor pudico,
Tu, Dio clemente, accertalo
Ch’empio non è l’amico,
Che d’un pensier, d’un palpito
Tradito io mai non l’ho.

Odesi lugubre marcia.

Non rimbomba un suon ferale!…
Ah!

Scorgesi Essex passar di lontano, circondato dalle guardie.

Nottingham
(con esultanza)
Lo traggono alla torre.

Sara
Fero brivido mortale
Per le vene mi trascorre!…
Il supplizio a lui si appresta!
L’ora… ahi! l’ora è già vicina!…
Dio, m’aita!…

Nottingham
Iniqua, arresta!
(afferrandole un braccio)
Ove corri?

Sara
Alla regina.

Nottingham
Di salvarlo hai speme ancora!…

Sara
(cercando liberarsi)
Lascia…

Nottingham
Oh rabbia!… Ed osi?… Olà?

Compariscono le guardie del palazzo ducale.

A costei la mia dimora
Sia prigione.

Sara
(con grido disperato)
Oh ciel!…
(cadendo alle ginocchia di lui)
Pietà…

[Duetto II]
All’ambascia ond’io mi struggo
Dona, ah! dona un solo istante…
Io lo giuro, a te non fuggo,
Riedo in breve alle tue piante…
Cento volte allor, se vuoi,
Me trafiggi a’ piedi tuoi,
Benedir m’udrai morente
Quella man che mi ferì.

Nottingham
Foco d’ira avvampa e strugge
Questo cor da voi trafitto…
Ogni accento che ti sfugge,
Ogni lagrima è un delitto…
Ah! supplizio troppo breve
È la morte ch’ei riceve.
Fia punita eternamente
L’alma rea che mi tradì.
(Egli esce nel massimo furore)

Sara cade svenuta.

SCENA QUARTA
Orrido carcere nella torre di Londra, destinata per ultima dimora ai colpevoli condannati alla morte. Roberto.

[Recitativo]
Roberto
Ed ancor la tremenda
Porta non si dischiude… Un rio presagio
Tutte m’ingombra di terror le vene.
Pur fido messo, e quella gemma è pegno
Securo a me di scampo.
Uso a mirarla in campo,
Io non temo la morte; io viver solo
Tanto desio che la virtù di Sara
A discolpar mi basti…

[Arioso]
O tu, che m’involasti
Quell’adorata donna, i giorni miei
Serbo al tuo brando, tu svenar mi dêi.
Io ti dirò, fra gli ultimi
Singhiozzi, in braccio a morte:

[Aria Cantabile]
Come uno spirto angelico
Pura è la tua consorte…
Lo giuro, e il giuramento
Col sangue mio suggello…
Credi all’estremo accento
Che il labbro mio parlò.
Chi scende nell’avello
Sai che mentir non può.

Odesi calpestio e sordo rumore di chiavistelli.

[Scena]
Odo un rumor per l’aria cieca…
Si dischiudono le porte…
Ah! la grazia mi si reca.

SCENA QUINTA
Un drappello di guardie coverte di bruna armatura, e detto.

Guardie
Vieni, o conte.

Roberto
Dove?

Guardie
A morte.

Roberto resta come percosso dal fulmine. Momento di silenzio.

Roberto
A morte! A morte!
Ora in terra, o sventurata,
Più sperar non dêi pietà…
Ma non resti abbandonata;

[Cabaletta]
Havvi un giusto, ed ei m’udrà.
Bagnato il sen di lagrime,
Tinto del sangue mio,
Io corro, io volo a chiedere
Per te soccorso a Dio…
Impietositi gli angeli
Del mio dolor saranno,
Forse il mio duro affanno
Farà più mite il ciel.

Guardie
Vieni… a subir preparati
La morte più crudel.

Roberto
Havvi un giusto, ed ei m’udrà, ecc.

Guardie
Vieni… a subir preparati, ecc.

Partono con Roberto.

SCENA SESTA
Gabinetto della regina. Elisabetta è abbandonata su d’un sofà col gomito appoggiato ad una tavola, ove risplende la sua corona: le dame le stanno intorno meste e silenziose.

[Recitativo]
Elisabetta
(E Sara in questi orribili momenti
Poté lasciarmi?… Al suo ducal palagio,
Onde qui trarla s’affrettò Gualtiero,)
(sorgendo agitatissima)
(E ancor!… De’ suoi conforti
L’amistà mi sovvenga, io n’ho ben d’uopo…
Son donna! Il foco è spento
Del mio furor…)

[Coro]
Dame
(Ha nel turbato aspetto
D’alto martir le impronte!…
Più non le brilla in fronte
L’usata maestà!…)

[Recitativo]
Elisabetta
(Vana la speme
Non fia… presso a morir, l’augusta gemma
Ei recar mi farà… Pentito il veggo
Alla presenza mia… Pur… fugge il tempo!…
Vorrei fermar gl’istanti. E se la morte,
Ond’esser fido alla rival, scegliesse?…
Oh truce idea funesta!…
E s’ei già move al palco?… Ah! no… t’arresta…

[Aria cantabile]
Vivi, ingrato, a lei d’accanto;
Il mio core a te perdona…
Vivi, o crudo, e m’abbandona
In eterno a sospirar… )
(gettando uno sguardo alle dame, e rammentandosi d’esser osservata)

[Scena]
(Ah! si celi questo pianto,
Ah! non sia chi dica in terra:
La regina d’Inghilterra
Ho veduto lagrimar.)

SCENA SETTIMA
Cecil, cavalieri e dette.

[Recitativo]
Elisabetta
Che m’apporti?

Cecil
Quell’indegno
Al supplizio s’incammina.

Elisabetta
(Ciel!…) Né diede un qualche pegno
Da recarsi alla regina?

Cecil
Nulla diede.

Odesi un procedere di passi affrettati.

Elisabetta
Alcun s’appressa!…
Deh! si vegga.

Cecil e Coro
È la duchessa…

SCENA OTTAVA
Sara, Gualtiero e detti. Sara, scinta le chiome, e pallida come un estinto, si precipita a’ piè di Elisabetta: ella non può articolar parola, ma sporge verso la regina l’anello d’Essex.

Elisabetta
Questa gemma donde avesti!…
(nella massima agitazione)
Quali smanie!… qual pallore!…
Oh sospetto!… E che! potesti
Forse!… Ah! parla.

Sara
Il mio terrore…
Tutto… dice… Io son…

Elisabetta
Finisci.

Sara
Tua rivale.

Elisabetta
Ah!…

Sara
Me punisci…
Ma… del… conte serba… i giorni…

Elisabetta
(ai cavalieri)
Deh! correte… deh! volate…
Pur ch’ei vivo a me ritorni,
Il mio serto domandate…

Cavalieri
Ciel, ne arrida il tuo favore.

Fanno un rapido movimento per uscire. Rimbomba un colpo di cannone; grido universale di spavento.

SCENA NONA ed Ultima
Nottingham e detti.

Nottingham
(come inebriato di gioia feroce)
Egli è spento.

Gli Altri
Qual terrore!…

Silenzio.

Elisabetta
(convulsa di rabbia e di affanno, si avvicina a Sara)
Tu, perversa… tu soltanto
Lo spingesti nell’avello…
Onde mai tardar cotanto
A recarmi questo anello?

Nottingham
Io, regina, la rattenni:
Io, tradito nell’amor,
Sangue volli, e sangue ottenni.

Elisabetta
(a Sara)
Alma rea!…
(a Nottingham)
Spietato cor!…

[Aria finale]
Quel sangue versato al cielo s’innalza…
Giustizia domanda, reclama vendetta…
Già l’angiol di morte fremente v’incalza…
Supplizio inaudito entrambi vi aspetta…
Sì vil tradimento, delitto sì rio
Clemenza non merta, non merta pietà…
Nell’ultimo istante volgetevi a Dio;
Ei solo perdono conceder potrà.

Nottingham e Sara partono fra guardie. Intanto Elisabetta, profondamente assorta, covresi di estremo pallore; i suoi occhi sono di persona atterrita da spaventevole visione.

Mirate quel palco… di sangue rosseggia…
È tutto di sangue il serto bagnato…
Un orrido spettro percorre la reggia,
Tenendo nel pugno il capo troncato…
Di gemiti, e grida il cielo rimbomba…
Pallente del giorno il raggio si fe’…
Dov’era il mio trono s’innalza una tomba…
In quella discendo… fu schiusa per me.

Coro
Ti calma… rammenta le cure del soglio:
Chi regna, lo sai, non vive per sé.

Elisabetta
Non regno… non vivo… Escite… Lo voglio…
Dell’anglica terra sia Giacomo il re.

Tutti si allontanano; ma giunti sul limitare si rivolgono ancora verso la regina: ella è caduta sul sofà, accostandosi alla bocca l’anello di Essex. Intanto si abbassa la tela.

FINE

ACT I

A hall in the palace of Westminster with a large opening in back, through which a greenhouse can be seen.

SCENE I
The ladies of the royal court are intent on various domestic tasks. Sarah, Duchess of Nottingham, sits in a corner alone, taciturn, with eyes fixed on a book full of tears.

[Opening chorus and scena]
Ladies
(among themselves, observing the Duchess)
She groans! A ghostly pallor
Discolors her face!
Surely she has buried in her heart
A grief, a terrible grief.
Sarah? Duchess? Oh, bestir yourself.
(approaching her)
Listen to reason now.
Whence your melancholy?

Sarah
Melancholy, in me?

Ladies
Do you not still have
A tear in your eye?

Sarah
(Ah, my heart betrays me!)
I read a sad story…
I was crying…for Rosamund.

Ladies
Close the sad page
That feeds your grief.

Sarah
My grief!

Ladies
Yes, confide it
To the bosom of friendship.

Sarah
Ladies, is that what you believe?

Ladies
Oh, have faith.

Sarah
I? No. I am truly happy.
(breaking a forced smile)

Ladies
(That smile is more unhappy
Than her tears.)

Sarah
[Cavatina]
(Weeping is sweet for misery.
And the joy that remains…
A star fatal to me
Forbids even weeping.
Oh, how much more bitter than yours,
Rosamund, is my fate!
You perished by death…
I shall die forever living.)

SCENE II
Enter Elizabeth preceded by her pages and the above.

[Recitativo e scena]
A Page
The Queen.

At the appearance of the queen, the ladies bow. She returns the salute, then approaches Sarah benevolently.

Elizabeth
Duchess…
(Extending her hand to Sarah, who kisses it respectfully. The ladies remain downstage.)
In the end, I assent to the fervent pleas
Of your husband; I shall finally
See the Earl again…But may God grant
That I do not see him for the last time,
That I do not see in his heart
A stain of betrayal.

Sarah
He was always
Loyal to his queen.

Elizabeth
Loyal to his queen! Is that enough, Sarah?
Elizabeth must find him
Loyal.

Sarah
(I freeze!)

Elizabeth
I have opened
My whole heart to you…you know it,
Now an entire year has gone by
Since he fled his friends, and my royal sight,
Sorrowful and dejected.
A terrible suspicion
Came upon me. A command from me
Took him to Ireland’s the shore, for I wanted him
Far from London. He returns, and accused
Of Fellony; but I fear to find him
Guilty of another crime… A rival,
(in a transport of anger)
If I discovered, oh what,
Oh how great, would not
My revenge be!

Sarah
(Where can I hide?)

Elizabeth
To steal
Robert’s heart from me!
It would be as much a crime as stealing my crown.
(a moment of silence. She calms a little)

[Cavatina]
His love made me blissful,
He seemed a gift from heaven.
And he made the throne more precious
To this loving soul.
Ah! If I have been betrayed,
If that heart is no longer mine,
The pleasures of life
Are sorrow and grief for me!!

SCENE III
Enter Cecil, Walter, and other lords of Parliament.

Cecil
I am messenger from Parliament.
(after bowing obsequiously to the queen)

Sarah
(I tremble!)

Elizabeth
Speak.

Sarah
(His hatred is engraved
On his brow!)

[Arioso]
Cecil
The Earl of Essex
Is tainted with treason:
Excessive clemency in you
Suspends judgment on it.
Well you know it is the right of the Peers
To pronounce sentece upon him
And foil his heinous plot.
This right is requested.

[Recitative]
Elizabeth
His crime requires
Further proofs, my Lords.

SCENE IV
Enter a Page.

Page
Essex begs
To be admited to the royal presence.

Cecil and Walter
He!

Elizabeth
Let him come. I wish to hear him.
(casting a stern regrad to Cecil and Walter)

Cecil and Walter
(Ah, rage devours me!)

Sarah
(How my heart pounds.)

[Cabaletta]
Elizabeth
(Ah, return as I hope,
As in happier days,
And may your enemies fall
In the dust before you.
My kingdom, the entire world
Vainly proclaims you condemned…
If love guides you to my feet
You are innocent for me!)

Sarah
(Let heaven smile auspiciously upon him
And be fatal for me!)

Cecil, Walter and Chorus
(The guide of his life is a star,
That has not yet set!)

Elizabeth
(Ah, return as I hope, etc.)

SCENE V
Enter Robert.

[Recitative]
Robert
Royal lady, at your feet…

Elizabeth
Robert…
Earl, rise, I command you.

Robert’s eyes follow Sarah; she seeks to avoid them, full of confusion.

(to Cecil)
I shall soon
Make known my will. My lords, farewell.

All withdraw, except Robert.

So you return as a guilty person
To my presence! And you dared to betray me?
And to appropriate
The ancestral crown from this head?

Robert
My breast
Covered with scars
Left there by your enemies
Answers for me.

Elizabeth
But the accusation?

[Scena]
Robert
And what is it?
Once the rebellious troops were put down in the field,
I treated the vanquished with clemency; that was the fault,
whence Elizabeth’s order has erected
A shameful scaffold for her commander!

Elizabeth
My order
I deferred, renouncing,
your sentence; my order leaves you
Still at liberty. But why do you speak
Of a scaffold! This hand will never
Open the tomb for you.
When the trumpet called,
My soldiers to storm the towers
Of proud Cádiz, you feared
That horrid jealous rage could plot
Your ruin from afar:
I offered you this ring
(pointing to a jewel Roberto wears on a finger)
And spoke to you
The word of kings, that in any event
Presenting it to my sight, it would be
A pledge of your safety…Ah! I return in thought
To a more smiling season!
Then my days
Flowed as sweetly as a hope…
Oh, fortunate days! Oh, memory!

[Duet I Cantabile]
A tender heart made me happy:
I tasted that content that lips cannot express…
Life seemed to me a dream of love…
But the dream vanished, and that heart as well!

Robert
(Destiny points the way to a throne in vain;
Life does not smile with hope for me,
For me the universe is dumb, desolate,
The jewels of the crown have no luster.)

[Scena]
Elizabeth
Do you not speak? Then it is true!
(in a reproving tone, revealing all her tenderness)
Have you changed?

Robert
No…what are you saying!…
Say the word, and the warrior
Springs forth and puts your enemies to flight.
You shall have proofs
Of obedience, of valor.

Elizabeth
(But not of love!)
(with feigned calm, but eyeing Robert fixedly with a searching look)
He wants to do battle! But say: do you not think
That you have caused an eye
Here to be bathed in tears?

Robert
(Alas, what feelings!)

Elizabeth
That the idea of your peril
Would make my heart throb?

Robert
Throb?…

Elizabeth
Such that love
Of you induced.

Robert
Ah! So you know?
(Lord, what am I saying?)

Elizabeth
Well? Go on:
(scarcely restraining herself)
Bare your soul to me now.
What do you fear?…Do you dare, do you dare,
Only name your beloved…
I shall lead you to the altar.

Robert
You misconstrue…

Elizabeth
(O my revenge!…)
Are you not in love? Take care!
(in an attitude of fearsome majesty)

Robert
I?…No.

[Duet II Cabaletta]
Elizabeth
(A horrid lightning bolt
Flashed before my eyes!…
No, the guilty woman cannot escape
My vengeful hatred.
The faithless traitor will die,
Will die a bitter death,
And my haughty rival
Will be punished in him.)

Robert
(My feet have reached the edge
Of a terrible precipice!
I am seconds away
From the butcher’s axe!
I shall fall, but the only victim
Of her fatal suspicion…
My secret passion will have
Both death and a tomb with me.)

Elizabeth re-enters her apartments.

SCENE SIX
Enter Nottingam. Roberto has remained in deep silence, immobile,with his eyes fixed on the floor.

[Recitativo]
Nottingham
(embracing him)
Robert…

Robert
What!…in your arms!
(jumping back, as if repelled by an unknown power)

Nottingham
A great
Pallor sits on your forehead! Ah! Perhaps?…I tremble
To question you!

Robert
She has not yet
Pronounced my sentence; but in her terrible
Regard I see the glow of lust
For my blood…

Nottingham
Say no more…I have a soul
Full of gasping and terror!

[Duet]
Robert
Oh, let my destiny
Be fulfilled; and let an hapless man find
Forgetfulness in the arms of a dear wife.

Nottingham
Of what do you speak?…Alas, grim fate!
Neither friend nor consort
Wishes me joy!

Robert
Oh, tell me…

[Scena]
Nottingham
A secred torment saddens
Sarah’s days, and draws her
Slowly to the tomb.

Robert
(Oh Lord!…could that perjurer
Have repented?…)

Nottingham
And such a wound
That touching worsens; speaking of it
Makes her torture more cruel!

Robert
(She is guilty, but unfortunate!…)

Nottingham
Yesterday, she was silent all day,
When I went earlier than usual
To my lodging, and came suddenly
To the room where she likes
To stay by herself…A sound
Of quiet sobbing stopped me
At the threshold unseen. She was embroidering
An azure scarf with golden thread,
But often interrupted her work with weeping,
And called for death.

Robert
(I may still trust
In a ray of hope!…)

Nottingham
I withdrew…
Her soul was in such turmoil…her mind
So agitated, that she seemed to me demented.

[Cavatina]
Perhaps in that sensitive heart
Weeping has become natural:
I, too, am often prey
To her fatal melancholy,
I, too, am consumed with tears…
And I know not why.
Sometimes a doubt speaks to me,
A jealous voice…
But swift reason
Dispels the heinous suspicion,
Sin cannot enter
The pure heart of the angels.

SCENE VII
Enter Cecil and other Lords of parliament.

[Tempo di mezzo]
Cecil
Duke, come: the queen
Invites the peers to a conference.

Nottingham
What is desired?

Cecil
(in a low voice)
A sentence
Too long deferred.
(Casting a ferocious glance on Robert)

Nottingham
Come, friend…
(he offers his right hand to Robert as if taking leave: overcome with emotion, he kisses him and embraces him in an effusive show of friendsip)

Robert
A tear has dropped
From your eye!…
Abandon me to my peril…
You must!

Nottingham
I wish to save you.

[Cabaletta]
Here everyone calls you a rebel;
A horrendous fate looms over you;
Only I defend your honor…
Earth and heaven will listen to me.
Oh, almighty God, vouchsafe
That I may save his life and fame;
Speak through my lips
The holy voice of friendship!

Cecil and Chorus
(That haughty fellow will pay
The price for his crimes.)

Robert
(There is no heart on earth
As torn as mine!)

Nottingham
I follow you, O friend
Here everyone calls you a rebel, etc.

Exit Robert. Nottingham and the Chorus leave another way.

SCENE VIII
The duchess’s apartments in Nottingham Castle, with a balcony giving onto the garden; on one side a table, on which are a candelabra and an ornate basket. Sara alone.

[Recitative]
Sara
All is silence!…Only in my heart
A voice speaks, a cry
As of a stern accuser! But I am
Not guilty: I succumb
To the counsel of pity,
Not of love…The horrid danger
That threatens Robert
Makes me forget my own…Who comes? It is he.

SCENE IX
Enter Robert, wrapped in a long mantle.

Robert
Once, cruel woman, you allowed me
To come to you!…Perjurer! Faithless!
Perfidious!…And what name is there
Of insult and rebuke
That you do not merit?

Sarah
Hear me.

You were far away,
When the funereal stone was closed
On my father. Left
An orphan and alone, I needed support,
The queen told me, “I will ensure you
A joyous wedding.”

Robert
And you?

Sara
I resisted. “Now tell me,” she added,
“Perhaps locked in your heart
You nurse a flame of love? Could I reveal
The hidden love, and bring down on you
Her terrible fury? I begged her,
But vain was my wish…I was dragged
To the nuptial bed…What shall I say?
To a torture of death!

Robert
Oh, heaven!…

Sarah
May a better fate
Make you as happy as I am not…
Let Robert turn his heart
To the queen, and let those brazen ones
Who make war on you tremble…

Robert
Oh, hush…
I die of love.

Sarah
Extreme ill-fortune!
Although stabbed with bitter jealousy,
I hoped…The jewel that gleams on your hand
Was a memento and pledge
Of royal affection…

Robert
A pledge of affection?
You do not know…Let your suspicion be erased;
(throwing the ring on the table)
I would give my life a thousand times for you.

Sarah
Robert…Sarah speaks
A last word to you, and dares
To beg a favor.

Robert
Ask for my blood…
For you it will be shed, O my lost love.

Sarah
You must live, and flee these shores.

Robert
Have you heard truly?…Ah! I feel,
I feel as if I am dreaming!

Sarah
If you love me
You must leave me forever.

Robert
Forever! An you wish that!
Can Sarah’s heart be in accord
With such a thankless behest.
I am abhorrent to you!

Sarah
Cruel man!…
I burn with love for you.

[Duet I Cantabile]
Since you returned, alas, miserable,
In this weak heart
From the hardly extinguished flame
The fire has broken out…
Oh, leave, oh, begone. Oh! Flee…
Yield to bitter fate…
Save your own life
And save my honor.

Robert
Where am I?…What ravings!…
I waver between life and death!…
You love me and I must lose you!…
You love me, and I must flee!…
Power of friendship,
Lend me your strength;
For there is not so much virtue
In a mortal heart.

Sarah is at his feet weeping and supplicating.

Dry the bitter tears…
(raising her)
Yes, I shall flee.

Sarah
Swear it.

Robert extends his right hand in a gesture of swearing.

[Tempo di mezzo]
And when will you flee?

Robert
As soon as dark night
Will have silently
Once more spread its black
Veil across the sky.
Now I cannot, for the first
Radiant dawn already breaks.

Sarah
Ah! What peril!…Make haste…
If anyone should see you leaving!…

Robert
O brutal moment!

Sarah
Let one last
Token of unhappy love
Go with you.
(taking a blue scarf embroidered in with gold from the basket)

Robert
Ah, give it me…
Here, on my transfixed heart…

Sarah
Go…Remember me only
When you pray to heaven:
Farewell…

Robert
Forever…

Sarah
Oh agony!…

Robert
Oh, evil cruel destiny!…

Sarah
Farewell…

Robert
Farewell…

[Duet II Cabaletta]
Robert and Sarah
This fatal last farewell
Is an abyss of torments…
My scalding tears
Pour from my heart more than my eyes.
Ah! We shall never meet again…
Ah! Never again: I feel I am dying…
These words contain
A life of suffering.

Exit Robert. Sarah withdraws.

ACT II

A magnificent gallery in the royal palace.

SCENE I
The lords who compose Elizabeth’s court are gathered in a group: Then the ladies appear.

[Chorus]
Some Lords
The hours fly by, dawn has broken,
And yet parliament has not adjourned!

The Others
Without the queen’s help
His ruin is sadly certain!…

Ladies
My Lords, be quiet; Elizabeth,
Like one who nurses revenge,
Wanders about trembling and alone,
Nor calls for an inquest, nor speaks a word.

All
O miserable earl! Wrathful heaven
Has enveloped him in gloomy clouds…
Your condemnation is already signed:
Death spoke in that silence!

SCENE II
Enter Elizabeth from one side, Cecil from the other.

[Recitativo]
Elizabeth
Well then?

Cecil
The fate of the malefactor
Was long debated:
More from frienship than with solid reasoning,
The duke defended him staunchly
But in vain. He must hand you
The sentence himself.

Elizabeth
(in a low voice)
And it was?

Cecil
(in a low voice)
Death.

SCENE III
Enter Walter.

Walter
Your majesty…

Elizabeth
Let the court
Withdraw: it will be recalled
Here shortly.

Exeunt all except Walter.

You delayed so long!

Walter
He was absent,
(emphatically)
And has not returned to his palace
Since the dawn of the new day.

Elizabeth is unnerved.

Elizabeth
Go on.

Walter
He was disarmed;
And in searching whether he had hidden
Incriminating papers in his clothing, my men
Saw that he concealed a silken scarf
On his chest. I commanded
That it be removed: he erupted in defiant
Foolish anger: he shouted, “You must first
Tear out my heart, villains…”
The earl’s resistance
Was vain…

Elizabeth
And that scarf?..

Walter
Here it is.

Elizabeth
(Oh, rage!…
I see here a symbols of love!…)
(she is shaking with hatred; but turning her eyes to Walter regains her majestic composure)
Let him be
Brought to my presence.

Exit Walter.

I have a thousand furies in my breast!
(throwing the scarf onto a table at the rear of the stage)

SCENE IV
Enter Nottingham.

[Duet I Cantabile]
Nottingham
I have never come so full of sorrow
To the royal presence.
I have fulfilled a dismal duty.
(hands her a paper)
The sentence of Essex.
The minister is silent; now speaks
The friend in his favor:
Grace.

Elizabeth glares at him fiercely.

Can the heart of Elizabeth
Refuse it?

Elizabeth
His doom
Is incised in this heart.

Nottingham
Oh, é spoken!…

Elizabeth
The house of a secret rival
Has till now received him…
Yes, this very night
He betrayed me…

Nottingham
What do you say?
This is a calumny…

Elizabeth
Oh! Stop…

Nottingham
The intrigue of his enemies.

Elizabeth
No, there is now doubt…
Irrefutable proof of his offense
Has been recovered.
(at this recollection her anger redoubles: then she starts to sign the sentence)

Nottingham
What are you doing?…Wait…Listen…

[Duet II Cabaletta]
Let not the thunderbolt of your cruel wrath
Fall upon him…
If it is allowed to beg a reward
For my faithful service,
This one I ask, in tears,
Prostrate at the royal feet.

Elizabeth
Silence: pity or clemency
The miscreant does not merit…
To felony the accused
Added the perfidy of a lover…
Let him die; and let not a groan
Be uttered asking for mercy.

SCENE V
Enter Robert under guard and Walter.

[Recitative]
Elizabeth
(Here is the culprit!…)

At a signal from Elizabeth, Walter and the guards withdraw.

Approach…
Raise your arrogant face.
What did I say to you? Recall it.
“Are you in love, earl?” I said.
“No,” you answered…A miscreant,
A coward, a liar
You are…Look at
The silent accuser
Of your lie, and let the fell chill
Of death grip your heart.
(shows him the scarf)

Nottingham
(recognizing it)
(What!…)

Robert, observing Nottingham’s surprise, begins to tremble with fear.

Elizabeth
At last you tremble.

Nottingham
(A horrible
Light flashes…)

Robert
(Oh, heaven!…)

Elizabeth
Faithless soul, ungrateful heart,
My fury has caught up with you.
Before a guilty flame burned
In your inimical breast,
Before offending one born
Of the dreaded eighth Henry,
You should have been entombed
Alive, O traitor.

[Trio I]
Nottingham
(It is not true…this is madness,
A horrible, grisly dream!
No, the heart of a man has never
Harbored such an enormity…
Yet…he is suffused with pallor!
Alas! How he turns his eyes to me!
That regard and that pallor
Reveal a hundred crimes to me!)

Robert
The utimate fate looms over me!
Yet for myself, for myself I do not tremble…
The peril to the poor woman
Drains all my courage…
In his surly countenance
A bloody gleam flashes!
Alas! That disastrous memento
Was of death, not love!)

[Scena]
Nottingham
(in a transport of blind fury)
Villain!…Reprobate!…and you held
Such perfidy in your disloyal heart?…
Were you capable of such a vile betrayal?…
The queen?
(stepping back)

Robert
(Infernal torture!…)

Nottingham
Ah! The sword, the sword
For the coward, requital for the infamy…
Let him fall at my feet pierced through…
Let me cleanse the offense in blood.

Elizabeth
O my faithful! And you tremble, even you,
At the outrage that was done me!
(to Robert)
I am speaking: hearken to me. The axe
Already threatens your cursed head:
Just say, what is the name
Of the brazen rival, and I swear you shall live.

Nottingham glares at Robert full of terrible anxiety. A moment of silence.

Speak. Ah! Speak.

Nottingham
(Fatal moment!)

Robert
Sooner death.

Elizabeth
Stubborn man! And you shall have it.

SCENE VI
At a sign from the queen the hall fills with nobles, ladies, and pages, with guards, etc.

Elizabeth
Listen all. The judgment of the peers
Has presented me with his death warrant.
I sign it. Let all learn of it.
(to Cecil, handing him the warrant)
As the sun, now running the course
Of its cycle, arrives at its noon hour,
Let the battle trumpet sound:
At that moment let the axe strike.

Chorus
(Harbinger of a sad day of death!)

[Trio II Finale]
Elizabeth
Go; death hangs over your head,
Infamy descends upon your name…
My hatred readies such a sepulcher for you
That there will be no one to warm it with tears:
Your ashes will be mingled
With the dust of base rebels.

Robert
The axe bathed in my blood
Will not be stained with ignominy.
Your bitter, implacable spite,
Takes my life, not my fame:
Where my mortal remains lie,
There will be an altar of death.

Nottingham
(No: let not the felon die by the sword,
Let him fall disgraced on the scaffold…
Nor does the agony in store for the villain
Suffice for the wrath that burns in my breast…
To placate it, to quench it wholly
Other blood shall be shed!)

Cecil and Walter
The axe already falls on his head…
His name will be cursed.

Chorus
(Will not even the tomb
Give the outcast a haven of peace?

At a sign from Elizabeth, Robert is surrounded by the guards.

ACT III

A hall in Nottingham Castle. At the rear, great closed glazed doors, through which part of the London skyline is visible.

SCENE I
Sarah alone.

[Recotativo]
Sarah
My husband has not returned!…Oh, heaven, what did I learn!…
The nocturnal council
Was gathering it pass sentence
On the threatened earl…Oh, if he was
Bound in chains before his escape…

SCENE II
Enter a servant, then a soldier.

The Servant
Duchess,
One of those heroes assigned to guard
The royal chambers and who fought alongside
Great Robert has come bearing
Some letter, which he asked and implored
To place in your hand.

Sarah
Let him come in.

The soldier is ushered in: he hands the duchess a letter, then withdraws with the servant.

(recognizing the handwriting)
Robert wrote it!
(after having read)
Oh, evil calamity!
The warrant is signed!
Only…here I realize…this ring is the sacred
Guarantor of his life…Why do I tarry!…
I must run to the feet of Elizabeth…

SCENE III
Enter Nottingham.

Sarah
(The duke!…)

Nottingham
(remains motionless in the doorway his eyes fixed horribly on Sarah’s)

Sara
(What a choleric look!…)

Nottingham
You received a leetter.

Sarah
(Oh, heaven!…)

Nottingham
Sarah, I wish to see it.

Sarah
Husband!…

Nottingham
(in a tone that demands obedience)
Husband! I insist: give me that letter.

Sarah offers him Essex’s note with trembling hand.

Sarah
(I am lost!)

The duke reads.

Nottingham
Thus you
Think to hold back the axe from his head!
He gave you a ring! When? In the shadows
Of last night, when your hand placed
On his breast as a pledge of love
A scarf embroidered with gold?

Sarah
Oh, dreadful, unexpected thunderbolt!…
Now he knows everything!…

Nottingham
Yes, wicked woman!

[Duet]
Do you not know that traitors have
A god of vengeance is heaven?
With terrible hand
He tears the veil from sins!…
Perjurer, fear in me
That punishing arm.

Sarah
Kill me.

Nottingham
Hearken, wretch:
Robert still lives.

I nursed fraternal love
For him in my heart:
I loved my wife
Like a celestial object:
Fearless, for them, I would have defied
Dangers and death…
Who betrays me? Alas, miserable as I am,
My friend and my wife!
Fool! What good is weeping?
I will have blood, not tears.

Sarah
So dread destiny
Has such power over us!
Thus the innocent can be
Clothed in the semblance of guilt!
O You, who are able to read
In this chaste heart,
You, merciful God, assure him
That his friend is not faithless,
That I never betrayed him
By a thought or a heartbeat.

A funeral march is heard.

Does not a savage sound echo?…
Ah!

Essex is seen passing in the distance, surrounded by guards.

Nottingham
(exulting)
They are escorting him to the tower.

Sarah
A violent, mortal shudder
Courses through my veins!…
His final agony is being prepared!
The hour…alas! The hour is near!…
God, help me!…

Nottingham
Stop, vile woman!
(grasping her arm)
Whither do you run?

Sarah
To the queen.

Nottingham
You still hope to save him?…

Sarah
(struggling to get free)
Let me go…

Nottingham
Oh, rage!…And you dare?…What ho?

The duke’s palace guard appear.

Let my residence be a prison
For her.

Sarah
(with a cry of desperation)
Oh, heaven!
(falling to his knees)
Pity…

[Duet II]
Give, oh, give a single moment
To the anguish that consumes me…
I swear, I shall not flee you,
I shall return swiftly to your plaint…
If you wish, stab me a hundred times
At your feet,
You shall hear me bless in dying
That hand that slew me.

Nottingham
A fire of wrath burns and consumes
This heart pierced by you…
Every word that escapes you,
Every tear is a crime…
Ah! The death he receives
Is to brief a torment.
The evil soul that betrayed me
Will be punished eternally.
(Exit in extreme fury)

Sara falls in a faint.

SCENE IV
A horrid dungeon in the Tower of London, serving as the last abode of condemned criminals. Robert alone.

[Recitative]
Robert
And still the dread
Door has not opened…An evil premonition
Fills all my veins with terror.
Yet the loyal messenger, and that jewel is
Certain pledge of escape for me.
Accustomed to staring at death
On the battlefield, I do not fear it; I desire
To live only as long as I need
To prove Sarah’s virtue…

[Arioso]
O you who robbed me
Of that beloved woman, I offer
My life to your blade; you must slay me.
I will say to yo, with my last
Gasps, in the arms of death:

[Aria Cantabile]
Your wife is as pure
As an angelic spirit…
I swear it, and the oath
I seal with my blood…
Believe the last words
That my lips uttered.
One who goes to his grave
You know cannot lie.

Footsteps are heard and the dull sound of the door bolts.

[Scena]
I hear a noise in the blind air…
The doors are opening…
Ah! My reprieve is coming.

SCENE V
Enger a squadron of guards clad in brown armor.

Guard
Come, Earl.

Robert
Whither?

Guards
To death.

Robert stands as if struck by lightning. A moment of silence.

Robert
To death! To death!
Now, poor unfortunate soul,
You cannot hope for mercy more…
But you do not remain forsaken;

[Cabaletta]
There is one just being, and he will hear me.
With my breast bathed in tears,
Stained with my blood,
I run, I fly to beg
God for help for you…
The angels will be moved
To pity by my sorrow,
Perhaps my dire suffering
Will make heaven more gentle.

Guards
Come…prepare to suffer
The cruelest death.

Robert
There is one just being, and he will hear me, etc.

Guards
Come…prepare to suffer, etc.

Exeunt with Robert.

SCENE VI
The queen’s chamber. Elizabeth is slumped on a sofa, her elbow resting on a table where her crown gleams. Ladies-in-waiting stand about mournfully and silently.

[Recitative]
Elizabeth
(And can Sarah abandon me
At this terrible moment?…Walter hastened
To the duke’s palace to fetch her here.)
(rising greatly agitated)
(And even now!…Let her friendly
Comfort aid me; I have great need of it…
I am a woman! The flame of my wrath
Is spent…)

[Chorus]
Ladies
(In her troubled expression
Are signs of dire distress!…
Her wonted majesty
No longer shines in her face!…)

[Recitativo]
Elizabeth
(The hope will not be
Vain…nearing death, he will send
The august jewel to me…I see him
In my presence repentant…Only…the time flies!…
Would I could halt the minutes. And if he would choose
Death to be faithful to my rival?
Oh, harrowing, ghastly thought!…
And if he marches already to the scaffold?…Ah! no…stop…

[Aria cantabile]
Live, ingrate, by her side;
My heart forgives you…
Live, cruel man, and leave me
To sigh for eternity…)
(Casting a glance at the ladies and reminding herself that she is observed)

[Scena]
(Ah! I must conceal this sorrow,
Ah! Let no one on earth say:
“I have seen the Queen of England
Weeping.”)

SCENE VII
Enter Cecil and courtiers.

[Recitativo]
Elizabeth
What news do you bring?

Cecil
That felon
Walks to his execution.

Elizabeth
(Heaven!) Did he not give you some token
To bring to the queen?

Cecil
He gave nothing.

Hurried footsteps are heard.

Elizabeth
Someone approaches!…
Oh! I must see.

Cecil and Chorus
It is the duchess…

SCENE VIII
Enter Sarah and Walter. Sarah, her hair loose and pale as death, throws herself at Elizabeth’s feet. She cannot form words, but hold out the Essex’s ring to Elizabeth.

Elizabeth
(immensely agitated)
Where did you get this jewel?…
What delirium!…What pallor!…
Oh, supicion!…and what? Could you
Perhaps?…Ah! Speak.

Sarah
My terror
Says it all…I am…

Elizabeth
Finish.

Sarah
Your rival.

Elizabeth
Ah!…

Sarah
Punish me…
But…preserve…the life…of the earl.

Elizabeth
(to the courtiers)
Oh, run…oh, fly…
If only he returns to me alive,
You may ask for my crown…

Courtiers
May heaven smile in your favor.

They make a rapid movement to withdraw. A cannon shot is heard; a general cry of terror.

SCENE IX and the Last
Enter Nottingham.

Nottingham
(as if drunk with savage joy)
He is dead.

The Others
What horror!…

Silence.

Elizabeth
(convulsed with rage and anguish, coming close to Sarah)
You are perverse…You are the one
Who drove him to the tomb…
Why did you delay so long
In bringing me this ring?

Nottingham
I, Majesty, prevented her:
I, betrayed in love,
Wanted blood, and blood I obtained.

Elizabeth
(to Sarah)
Guilty soul!…
(to Nottingham)
Pitiless heart!…

[Final aria]
That blood spilt rises to heaven…
It demands justice, calls for vengeance…
Already the angel of death hovers over you…
Unheard of torture awaits both of you…
Such base betrayal, a crime so wicked
Does not merit clemency, does not merit mercy…
Turn to God in your final moment;
Only He can grant pardon.

Exeunt Nottingham and Sarah under guard. Meanwhile Elizabeth, deeply absorbed, is extremely pallid; he eyes are those of a person beset by fearsome visions.

Look at that scaffold…it is flushed with blood…
The crown is all bathed in blood…
A horrid specter haunts the palace,
Holding the severed head in its fist…
The heavens resound with groans and screams…
The light of day turns pale…
Where my throne was, a tomb arises…
I descend into it…it opens for me.

Chorus
Calm yourself…Remember the duties of the throne:
Who reigns here, you know, does not live for herself.

Elizabeth
I do not reign…I do not live…Leave me…I wish it…
Let James be king of the English land.

All draw back, but at the farthest point turn again to the queen: she has fallen on the sofa, holding Essex’s ring to her lips. Meanwhile the curtain falls.

THE END

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